Isis e quei barili di uranio spariti

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Isis e quei barili di uranio spariti

Una grossa quantità di uranio grezzo potrebbe essere finita nelle mani dei miliziani dell'Isis. Si tratta dell'arsenale di Muhammar Gheddafi, che oggi rischia di rendere maggiore la portata della minaccia rappresentata dal nuovo Califfato.

Fonti accreditate assicurano che in Libia non ci sia più nulla: è stato portato via tutto. Ma la vicenda non ha i contorni chiari e ben definiti. E c'è chi ritiene che a Sebha, un tempo la capitale della regione del Fezzan, esista ancora un deposito in cui potrebbero essere custoditi oltre 6mila barili di uranio grezzo, in passato in possesso del defunto Gheddafi. Il rais, nel 2003, accettò di smantellare i suoi armamenti non convenzionali nell'ambito di una verifica condotta a livello internazionale. Ma, dopo la caduta dell'allora leader libico, l’arsenale fu affidato ai ribelli, che avrebbero dovuto distruggerlo. Molti di questi oggi sono passati a combattere tra le file dello Stato islamico.

E, ad oggi, non è chiaro che fine abbia fatto tutto quell'uranio, utilizzato come combustibile nelle centrali nucleari e faccile da commerciare ad un prezzo appetibile.

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