"Lasciate gli immigrati al largo". E scoppia la bufera su Salvini

Non si fermano gli sbarchi dalla Libia. SIl leader della Lega: "Gli immigrati non vanno fatti sbarcare in Italia". Cori di indignazione dal Pd e dagli alfaniani

"Lasciate gli immigrati al largo". E scoppia la bufera su Salvini

Sinistra e alfaniani uniti contro Matteo Salvini. A dividere la politica è, ancora una volta, l'allarme immigrazione. L'instabilità in Libia e l'avanzata dei jihadisti dell'Isis fino a Sirte hanno spinto migliaia di disperati a prendere il mare per raggiungere le coste siciliane. Nonostante le centinaia di morti degli scorsi giorni, oggi sono stati soccorsi altri dodici barconi al largo di Lampedusa. La Marina Militare ha tratto così in salvo un migliaio di clandestini che nelle prossime ore verranno fatti sbarcare in Italia. "Fosse per me li aiuterei, li curerei e darei loro cibo e bevande - commenta il leader della Lega Nord su Facebook - li soccorrerei ma li terrei al largo e non li farei sbarcare. Ne abbiamo abbastanza". Una posizione netta che ha scatenato l'indignazione del Partito democratico e del Nuovo centrodestra.

Mentre in Libia e in Siria la situazione sta precepitando di giorno in giorno, Salvini chiede al governo Renzi un cambio di passo, sia nella politica estera sia nella lotta all'immigrazione clandestina. "Sono davvero tutti pacifici gli immigrati che arrivano in Italia?", si chiede l'esponente lumbard. L'emergenza nasconde, infatti, due diversi ordini di problemi: da una parte l'invasione, dall'altra la sicurezza nazionale. Se il 2014 è stato l'anno col peggior bilancio in termini di sbarchi, il 2015 rischia di fare anche peggio. Tra le centinaia di extracomunitari che affollano i barconi c'è poi il pericolo di infiltrazioni jihadiste. Lo Stato islamico controlla, infatti, i barconi che possono partire dalle coste libiche. "La Libia ha una lunga costa davanti all'Europa meridionale, che si può raggiungere facilmente con semplici barconi - spiega un rapporto dell'Isis - che 'i frequenti viaggi dell'immigrazione clandestina, con circa 500 persone al giorno. Molti di loro - prosegue - possono superare i punti di sicurezza marittimi e raggiungere il cuore delle città. Se potremo sfruttare questo canale e svilupparlo in modo strategico come si deve, la situazione in questi Paesi del sud dell'Europa si trasformerà in inferno".

Nel 2014 gli arrivi di immigrati sulle nostre coste sono triplicati rispetto al biennio 2012-2013, con 170.081 persone sbarcate; nei due anni precedenti si erano contati appena 56.192 sbarchi. L'operazione Mare Nostrum ha sicuramente attratto i disperati che contano sulla Marina Militare italiana per essere tratti in salvo in alto mare. Con Triton le regole d'ingaggio della missione non sono cambiate. E gli sbarchi stanno continuando. "Se avessi un uomo da impiegare, non lo manderei ai confini con la Russia ma in Libia o meglio ancora in Siria e nel califfato", spiega Salvini dando dei "cretini" ai vertici della Nato per aver schierato 5mila uomini ai confini con la Russia. Meglio, infatti, un’operazione militare contro l'Isis. "Questi ci hanno dichiarato guerra - continua Salvini - se arrivano a ritenere pericoloso il ministro Gentiloni vuol dire che è gente pericolosa veramente e vanno bloccati sul nascere".

Le dichiarazioni di Salvini ha subito fatto scoppiare la polemica. "La delicatissima situazione in Libia e gli attentati di Copenaghen non siano strumentalizzati per mettere in piedi una becera polemica politica volta a conquistare qualche voto", commentao il deputato piddì Andrea Cozzolino accusando Salvini di essere "irresponsabile". "Mi auguro che questa demagogia populista termini quanto prima - conclude - perché proprio la situazione di queste ore impone senso di responsabilità e serietà". Stessa linea anche dal Nuovo centrodestra. Con Gaetano Quagliariello che accusa i leghisti di "posizioni strumentali".

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