«È morto Breznev» E noi pensavamo che non fosse vero...

Un pomeriggio, nel novembre del 1982, Stevens chiamò al telefono «il Giornale». Gli parlai io, per motivi d'amicizia. Erano le sei del pomeriggio. Mi disse: «È morto Breznev». Leonid Breznev era l'effettivo capo assoluto dell'Unione Sovietica dal 1964, la notizia era grossissima, ma nessuna agenzia aveva diffuso una parola al riguardo. «Come lo sai?», chiesi. Indicò alcuni sintomi, gli annunciatori della televisione s'erano messi in abito scuro, una partita di hockey era stata sostituita da un concerto sinfonico, e altro. Ma era attendibile? «Ritelefonami tra un paio d'ore», gli dissi. Ritelefonò, sempre perentorio. E sempre silenziose rimanevano le agenzie internazionali. Ci consultammo - Montanelli, Biazzi Vergani e io - e non osammo sparare la notizia clamorosa. (...) La mattina ci fu la conferma: Stevens aveva ragione. E noi avevamo avuto torto a non fidarci di lui.
Mario Cervi e Luigi Mascheroni - Gli anni del piombo

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