Il Mose è un museo: il governatore Zaia cicerone al cantiere

Dal Mose al museo il passo è breve, anche da un punto di vista letterale. Certo, il sistema di dighe e paratie che dovrà difendere Venezia dall’acqua alta non è esattamente come Palazzo Grassi. Ma sarà altrettanto visitabile. L’apertura del cantiere alla stampa, in programma mercoledì 9 giugno, è stata decisa dal neo-governatore veneto Luca Zaia, il quale va giustamente orgoglioso della «più grande opera di ingegneria idraulica al mondo», tanto da dedicarvi la sua prima uscita ufficiale. L’intento è quello di mostrare al mondo una delle eccellenze italiane, un’opera pubblica che impiega 3mila operai che hanno già completato il 63% dei lavori: «In un momento di difficoltà per l’economia, il Mose è la testimonianza di cosa siamo in grado di fare, coinvolgendo le migliori forze produttive e i più avanzati settori della ricerca scientifica». Più che un’opera pubblica, quasi un’opera d’arte.

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