La nave dei misteri affondata coi rifiuti tossici

La cercavano da giorni ed alla fine l’hanno trovata. È stato sufficiente calare a mare un robot per le riprese subacquee e quello che era un sospetto è diventata una certezza: nel Tirreno, a 14 miglia dalla costa di Cetraro, nel cosentino, a una profondità di 500 metri, c’è il relitto di una nave, affondata circa 40 anni fa, che non figura su alcuna carta nautica. Di che nave si tratta dunque? La certezza ancora non c’è, ma per il procuratore della Repubblica di Paola, Bruno Giordano, è forte il sospetto che possa essere una «nave a perdere», di quelle che da più parti si dice siano state affondate dalla ’ndrangheta nei mari calabresi per smaltire rifiuti tossici e radioattivi. L’ultimo in ordine di tempo a parlare di queste navi è stato un collaboratore di giustizia, Francesco Fonti, che già alcuni anni fa aveva raccontato ai magistrati di avere partecipato all’affondamento di un mercantile, il Cunsky, in cui erano stivati 120 fusti contenenti scorie radioattive.