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Nazionale

La lezione del capo della Polizia: “Non siamo nemici dei manifestanti”

Vittorio Pisani difende il ruolo degli agenti e rilancia il dialogo con i giovani: “Difendiamo diritti e libertà”

Il capo della Polizia Pisani: "Cinturrino destituito subito. Ora chiarire la posizione degli altri agenti"

La polizia non è il nemico di chi scende in piazza. Al contrario, è chiamata a tutelare proprio quei diritti che consentono ai cittadini di manifestare liberamente. Un messaggio chiaro quello lanciato dal capo della Polizia Vittorio Pisani, intervenuto ai microfoni di Sky TG24 in un momento in cui il rapporto tra forze dell’ordine e manifestanti è tornato al centro del dibattito pubblico.

“Non siamo la controparte dei manifestanti, non siamo la controparte dei cittadini. Anzi, siamo coloro che devono garantire l’esercizio delle libertà e dei diritti fondamentali”, ha scandito Pisani nell’intervista rilasciata a Virman Cusenza per “Gli Invisibili - Il potere che non si vede”, il nuovo spazio di approfondimento inserito nel programma “Agenda”, in onda domani.

Parole che ribadiscono il ruolo delle divise, troppo spesso rappresentate come antagoniste di chi protesta. Ma il capo della Polizia guarda anche al futuro e in particolare al rapporto con le nuove generazioni. La distanza percepita da molti giovani nei confronti delle forze dell’ordine è un problema da affrontare attraverso il dialogo, la formazione e la diffusione della cultura della legalità.

“Abbiamo posto in essere diverse iniziative”, ha spiegato Pisani, ricordando innanzitutto la maggiore presenza degli agenti nelle scuole, con percorsi dedicati alla sicurezza stradale, ai rischi della rete e ai pericoli legati al consumo di droga e alcol. Un impegno esteso anche alle università, attraverso master in pubblica sicurezza e laboratori formativi nelle scienze forensi. L’obiettivo, ha sottolineato, è “avvicinarsi ai giovani e trasmettere loro i nostri valori”.

Ma c’è anche una dimensione personale nelle parole del vertice della Polizia. Interpellato sulle ragioni che lo hanno spinto a indossare la divisa, Pisani ha rivendicato con orgoglio la propria scelta: “Ho scelto di fare il poliziotto perché penso che sia un grande onore difendere la nostra Repubblica e il nostro Stato di diritto”.

Infine, un richiamo alla memoria e al sacrificio di chi ha pagato con la vita il proprio impegno per la collettività. “Dobbiamo ricordarci che questo è un paese per la cui sicurezza migliaia di cittadini hanno perso la vita”, ha ricordato Pisani. Un monito che riporta al centro il valore del servizio allo Stato e il significato di una divisa.

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