Per non rubare chiede il «pizzo» al socio

«Ci penso io!» aveva detto Sergio F., socio in affari dell’amico imprenditore con cui divideva la responsabilità di una ditta di video poker. E aveva garantito che non ci sarebbero più stati ammanchi di cassa e furti in azienda. Garanzia totale, visto che ammanchi e furti erano opera sua. «Vuol dire che mi riconoscerai, come dire?, un premio. Diciamo 400 euro. Al mese. Così, tanto per gradire». L’imprenditore sta al «gioco», pur di far cessare lo stillicidio di ruberie che rischia di mandare in malora il business. Poi si scoccia e racconta tutto alla polizia. Che prepara il trappolone, in corso Buenos Aires, in occasione dell’incontro periodico fra i due soci per il versamento del pizzo. L’imprenditore paga, l’altro incassa, gli agenti intervengono, colgono in flagrante e arrestano.

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