Il nostro sport nazionale

Non me frega niente di quanti punti avessimo l’anno scorso alla sesta. Non me ne frega niente se qualcuno ha già il palato troppo fino. Guardo il Genoa visto finora e dico che in sei gare di campionato più tre di Europa League ha deluso solo una volta, a Verona. E ha perso solo una seconda volta, domenica, a Udine, perché stremato, a dieci minuti dalla fine provava ancora a vincere. Ma avendo perso non ha fatto come Ciro Ferrara, come quei signori della Juve, che per tutto il campionato piagnucoleranno perché a Genova avevano fatto un gol forse regolare, che nel loro vocabolario significa «buono» di 20 metri. Avendo perso non ha fatto notare che l’arbitro ha visto il fallo da rigore, ha ammonito anche il giocatore, ma l’ha punito con un fallo dal limite dell’area. Non lo ha fatto il Genoa, ma non l’hanno fatto neppure i giornalisti genovesi e buona parte dei tifosi genoani. Che non giustificano e non coccolano Gasperini come Ferrara. Gli danno addosso. Non a Genova, ma a Genoa come direbbe il presidente, è lo sport nazionale.

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