Palermo La banda dei mille con certificati «taroccati»

Un’organizzazione quasi di tipo «militare». Ognuno, a Palermo, aveva il suo compito da svolgere con cura. A cominciare dallo «spicciafaccende», che aveva il ruolo di contattare gli aspiranti falsi invalidi. Ma soprattutto nelle stanze dei bottoni, fosse Inps o Asl e perfino in prefettura, c’era sempre l’uomo giusto, il funzionario compiacente pronto a chiudere un occhio in cambio di un «aiutino» da 5mila euro. Così attestavano nero su bianco patologie inesistenti, purché dessero diritto all’indennità e alla pensione vita natural durante. E poi loro, i protagonisti del raggiro, famosi come l’esercito dei «mille». In 17 anni hanno raggranellato qualcosa come 100 milioni di euro, altro che Superenalotto. Ma in carcere ci sono finiti solo in ventuno.
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