Le pari opportunità in famiglia

Eyal Weizman è prima di tutto un architetto israeliano. Ed è dal punto di vista architettonico che in passato ha scritto sul conflitto israelo-palestinese, criticando l’attività dell’esercito israeliano nei Territori palestinesi. Ne Il male minore (Nottetempo, pagg. 99, euro 7, a cura di Nicola Perugini), ragiona sull’uso politico del concetto di «male minore», ricordando come per Hannah Arendt «chi sceglie il male minore dimentica di aver scelto a favore di un male». E nella seconda parte del volume, Attacco legislativo, si sofferma sull’operazione israeliana contro Hamas a Gaza nel 2008, azione che condanna, per contestare l’idea che nuove tecnologie e diritto internazionale possano creare un modo più «umano» di fare la guerra.

Commenti

Grazie per il tuo commento