Pechino: «Col web si destabilizza l’Iran»

Non si placa la tensione tra Cina e Usa innescata dalla controversia su Google che la scorsa settimana aveva denunciato di essere stato oggetto di attacchi di hacker che hanno preso di mira dissidenti cinesi che usano le sue piattaforme di posta elettronica. Il quotidiano del partito comunista cinese, People Daily, ha attaccato ancora gli Usa accusandoli di aver montato una «brigata di hacker» e di sfruttare i social network come Twitter e Youtube per fomentare la rivolta in Iran. «Dietro quello che gli Usa chiamano libertà di parola vi è un bieco schema politico. Come avrebbe potuto altrimenti proseguire la protesta dopo le elezioni iraniane?» si legge in un editoriale firmato da Wang Xiaoyang. «Lo hanno fatto attraverso i video Youtube e i microblog di Twitter che hanno fatto circolare le voci, creato le divisioni, fomentato e alimentato la discordia tra i conservatori e le fazioni riformiste del Paese».
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