La guerra ha imparato a parlare molte lingue. Quella dei droni, che attraversano il cielo come insetti addestrati alla morte.Quella dei satelliti, che decidono se un’antenna può continuare a vedere il mondo. E quella della diplomazia, nella quale la parola pace può convivere con il rumore delle esplosioni senza imbarazzo. Si negozia la fine del conflitto mentre continua a divorare elettricità, infrastrutture, navi, soldati e civili. A Kiev, oltre mezzo milione di persone sono senza corrente dopo gli attacchi russi contro le infrastrutture energetiche di sei regioni. A Chernihiv, un attacco con droni ha colpito uno stabilimento, provocando almeno una vittima. Altri due morti nel Luhansk.Nel Mar Nero una nave civile è finita nel teatro di una guerra che non conosce più confini rassicuranti. Nove membri dell’equipaggio sono stati soccorsi, uno è morto e tre risultano dispersi. Il presidente romeno Nicusor Dan ha parlato di escalation russa; la commissaria dell’U e Ursula von der Leyen ha denunciato un attacco sconsiderato alla libertà di navigazione. A Mosca, i droni ucraini hanno costretto gli aeroporti a sospendere temporaneamente i voli, ripresi in serata a negli aeroporti di Vnukovo e Domodedovo. Le autorità russe hanno annunciato l’abbattimento di velivoli senza pilota diretti verso la capitale. Più lontano, negli Urali, un impianto chimico della regione di Perm è stato colpito, mentre a Oriol danneggiata l’azienda Proton che produce missili balistici, ci sarebbero almeno 6 vittime.La Polonia intanto è in pole position per ospitare il centro europeo di manutenzione dei Patriot, e la Germania pensa a forze spaziali. La guerra moderna si combatte anche con un segnale che scompare. Kiev denuncia che Starshield, la versione militare del sistema satellitare di Starlink di SpaceX, continua a perdere la connessione quando i mezzi si muovono ad alta velocità.Donald Trump ha dichiarato che interverrà per risolvere eventuali problemi di accesso.Ha precisato di non aver ancora contattato Elon Musk, che ieri ha detto, sull’Ucraina, che «l’élite si è arricchita, mentre il popolo viene mandato a morire in guerra». Kiev punta a creare una propria rete di comunicazioni satellitari insieme a Nokia e all’aerospaziale Iceye. Nel frattempo, 270 prigionieri ucraini sono tornati a casa, insieme a nove civili. Molti erano detenuti dal 2022; alcuni avevano difeso Mariupol. Tra i liberati persone credute morte nel massacro di Olenivka.Si spalancano le porte delle prigioni e si aprono anche quelle dei negoziati. Il Cremlino conferma per la prima metà di novembre colloqui trilaterali con Usa e Ucraina ad Abu Dhabi. Volodymyr Zelensky conferma la presenza dei suoi. Dopo aver parlato con gli inviati americani Jared Kushner e Steve Witkoff, ha ribadito che un accordo di pace dovrà garantire la sicurezza dell’Ucraina e finanziare il mantenimento del suo esercito per dieci anni. A Washington e nelle capitali europee si discute di una possibile intesa per una zona demilitarizzata nel Donbass, la rinuncia ucraina alla Nato e un allentamento delle sanzioni contro Mosca.Il rischio è che la diplomazia si trasformi in un mercato delle concessioni, con la sicurezza ucraina da una parte e gli interessi economici dall’altra. Mosca potrebbe guadagnare tempo e sollievo dalle sanzioni, e Washington cercare accordi commerciali e stabilità energetica. L’Europa, pronta a coprire 47 dei 70 miliardi di dollari aggiuntivi necessari all’Ucraina nel 2027, teme di ritrovarsi spettatrice di una sistemazione decisa altrove. Le cifre diffuse da Kiev riportano brutalmente la discussione alla realtà: da inizio guerra 19.349 civili uccisi (762 bambini), e 55mila feriti.

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