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Politica internazionale

Difesa Ue e minacce ibride, a Vilnius la due giorni di Ecr

Fidanza e Giordano: la scelta della capitale lituana simbolica dal punto di vista geopolitico per affrontare temi decisivi

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Il momento non poteva essere più azzeccato. Mentre mezza Europa è alle prese con manifestazioni e proteste di piazza che sempre più spesso sfogano in saccheggi e devastazioni che sempre più governi europei ritengono strettamente connessi alla guerra ibrida della Russia, Ecr promuove una due giorni su sicurezza Ue, Nato e difesa. E sceglie come sede in cui ospitare gli “European Awareness Days” in programma venerdì 23 e sabato 24 ottobre la città di Vilnius, un luogo altamente simbolico dal punto di vista geopolitico visto che la capitale della Lituania - da anni oggetto della guerra ibrida di Russia e Bielorussia - è situata al centro della frontiera orientale europea, l’area certamente più sensibile alla pressioni non solo militari di Mosca.

All’incontro - coordinato dal segretario generale di Ecr Antonio Giordano - prenderanno parte, tra gli altri, il neo-presidente di Ecr Party Adam Bielan, il vicepresidente esecutivo dei Conservatori europei e capo della delegazione italiana Carlo Fidanza, la sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti, il segretario generale di Ecr ed ex ambasciatore polacco presso la Nato Tomasz Szatkowski, il sottosegretario del Security bureau polacco Bartosz Grodecki, il viceministro della Difesa lituano Gabriel Gorbačevski, il ministro dell’Economia della Lituania Edvinas Grikšas.

“Con la promozione di questa due giorni a Vilnius - spiegano Fidanza e Giordano - Ecr conferma la propria capacità di mettere in campo una piattaforma di confronto internazionale solida e strutturata, capace di riunire i principali attori della politica e della difesa europea. Scegliere Vilnius significa portare il dibattito nel cuore della frontiera orientale dell’Europa e della Nato, una sede di straordinaria rilevanza simbolica e geopolitica per affrontare con pragmatismo temi decisivi come il coordinamento tra sicurezza nazionale e difesa, la preparazione dei Paesi europei, l’innovazione tecnologica e il coinvolgimento attivo dei cittadini e delle nuove generazioni”. La sicurezza dell’Europa, continuano gli esponenti di Fdi, “deve essere affrontata con massimo realismo”, perché “per una stabilità duratura serve una maggiore responsabilità europea all’interno dell’Alleanza Atlantica”, sostenuta “dall’aumento delle capacità nazionali, da un’intensa cooperazione tra Paesi alleati e dal decisivo rafforzamento della base industriale della difesa europea”. Insomma, “occorre adattare rapidamente le nostre strutture alle nuove minacce, garantendo una rigorosa protezione delle frontiere esterne dell’Unione dal punto di vista politico, legale e di sicurezza”.

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