Il dolce tormento di Ovidio in esilio «Il letto è freddo e ti vivo da lontano»

Il poeta, confinato sul Mar Nero, implora la moglie di amarlo lo stesso

Publio Ovidio Nasone è uno dei massimi poeti romani e dell'umanità. Nacque nel 43 a.C. a Sulmona a morì nel 18 d.C. a Tomi, sul Mar Nero, dov'era stato mandato in esilio dall'imperatore Augusto. Ebbe tre matrimoni, i primi due contratti per motivi finanziari e politici. Fabia fu la terza e ultima moglie, l'unica veramente amata come si capisce anche dalla lettera che pubblichiamo in questa pagina (tratta dal volume Lettere d'amore di uomini e donne straordinari , Piano B edizioni) e alla quale risponde così bene Barbara D'Urso. Nell'8 d.C. Ovidio viene mandato in esilio per ragioni ancora oggi misteriose. Da esule scrive a Fabia, per rinfrancarla dal dolore provocato dalla sua irrimediabile lontananza.

Mandateci le vostre lettere d'amore a: letteredamore@ilgiornale.it.

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