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Politica

Il ciclone De Luca: insulti a Bonelli e derby con il figlio Piero

Il sindaco attacca il Pd e si propone come alternativa al polo centrista Manfredi -Onorato

Da (S-D) Matteo Renzi e Vincenzo De Luca Sindaco di Salerno sul palco durante la 14� edizione della kermesse politica ideata da Matteo Renzi alla ex Stazione Leopolda di Firenze Firenze 02 Ottobre 2026 ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI (gestures )

Matteo Renzi (dalla Leopolda) gioca la sua partita contro Giuseppe Conte e Goffredo Bettini. E mette a segno un primo risultato indiretto: scatena il «ciclone De Luca» sul campo largo. Sono fuochi d’artificio. In fondo, l’ipotesi è remota ma l’ex sindaco di Firenze davvero coltiva l’idea di convincere lo sceriffo a schierarsi alle politiche con Italia Viva-Casa Riformista. In attesa del «colpo grosso», il sì di De Luca alle avances renziane, l’ex premier si gode il bombardamento deluchiano, che fa impazzire la platea della Leopolda, contro il Partito democratico e contro il movimento di Alessandro Onorato. L’affaccio di De Luca sul piano nazionale ha come primo effetto il ridimensionamento del figlio Piero, deputato dem e capo del partito in Campania. «De Luca - ragionano i suoi - oggi ha un solo obiettivo: distruggere (politicamente) il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi». E qui il motivo per cui l’offerta renziana potrebbe rivelarsi un assist da prendere al volo. Il nome del sindaco di Napoli è la carta che la gamba centrista di Alessandro Onorato e Goffredo Bettini vogliono calare in chiave anti-renziana. De Luca diventerebbe invece l’anti-Manfredi nella galassia centrista del campo largo. Renzi ha studiato il piano alla perfezione.

E le stoccate di De Luca al progetto Bettini-Onorato non sono mancate dal veliero della Leopolda: «A Roma stanno nascendo esperienze politiche di tutti i tipi. Ho letto da qualche parte progetto civico, tradotto in italiano è paraculismo civico». Il messaggio più duro è per il Pd: «Per quello che non ha fatto il governo, che anche sulla sicurezza non ha fatto niente, l’opposizione dovrebbe essere al 65%. Come è possibile che dopo il rinnovo della segreteria il Pd sia ancora al 19%, 20%, 21% e non si riesca ad avere una capacità espansiva?» Parole che mettono il figlio Piero in un angolo e che danno fiato ai suoi detrattori campani. A partire della corrente guidata dall’europarlamentare Sandro Ruotolo che non vede l’ora di sbarazzarsi del figliuol prodigo. Senza contare che se De Luca papà accettasse l’offerta di Renzi a scendere in campo con Casa Riformista, a quel punto per Piero diventerebbe quasi complicato giocarsi la sua partita per la rielezione in Parlamento. Gli effetti del ciclone De Luca si vedono anche a 500 chilometri di distanza.

Mentre lui è a Firenze alla Leopolda nella sua Salerno si tiene la festa regionale di Avs. Ospiti d’onore sono i due leader: Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. C’è solo Fratoianni. Bonelli ha dato forfait dopo gli insulti di De Luca che l’ha definito un «salice piangente». Fratoianni ha rimproverato lo sceriffo che da Firenze si è fatto una risata. Continuando il suo show contro il campo largo.