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Il piano della Schlein per neutralizzare i 5s. La rete dietro Gualtieri

La leader Pd ha siglato un patto segreto con Renzi e ne prepara un altro con Gabrielli-Ruffini e Cgil. Di Battista: “I nostri non la votano”

Polemica Nella direzione del Pd la leader Elly Schlein ha attaccato la Meloni e ha lanciato un messaggio a Conte: «Ok a gazebo ma il candidato premier è il leader del partito maggiore». Nella pagina a fianco il sindaco di Roma Roberto Gualtieri

Il giorno dopo il livello di tensione nel campo largo rimane immutato. Elly Schlein lavora già per vincere le primarie e soprattutto per neutralizzare l’attivismo dell’alleato rivale Giuseppe Conte. La segretaria del Pd si trova a Foggia per partecipare alla Festa dell’Unita e dalla platea amica non intende ripetere la posizione espressa il giorno prima: o il candidato viene espresso dal partito di maggioranza della coalizione o saranno primarie. «Ho parlato di questo già lungamente ieri e non ho niente da aggiungere». Certo è che dalle parti del cerchio ristretto della segretaria la road map sembra essere già fissata: discussione del programma e poi primarie all’inizio del 2027. È tutto pronto, dunque. Parole d’ordine: obbligati a vincere.

Non a caso Schlein ha già siglato un patto sotto traccia con Renzi e presto lo farà con il duo centrista Gabrielli-Ruffini. Senza dimenticare la mobilitazione della Cgil che darà una mano alla segretaria nel caso di primarie. Resta solo da capire le modalità delle primarie: un turno o doppio turno, estensione al voto online sì o no. Tutti quesiti che saranno al centro del tavolo con gli altri azionisti del campo largo. E poi i punti di sospensioni rimangono su cosa faranno i riformisti che sono ancora perplessi. Non è ancora chiaro se avranno un loro candidato. Giorgio Gori potrebbe alla fine decidere di scendere in campo e ieri ha smentito chi come Igor Taruffi, responsabile dell’organizzazione del Pd, aveva affermato che non sarà della partita. Elly dunque crede nella vittoria ed è la ragione per cui ha ancora una volta attaccato Giorgia Meloni, così da rimarcare la polarizzazione con la presidente del Consiglio. Resta sullo sfondo l’ipotesi di un terzo nome e, in particolare, tutte i radar sono orientati sulla figura di Roberto Gualtieri. È la carta coperta di chi lamenta che le primarie potrebbe essere pericolose. Ed è di certo la carta coperta del cosiddetto mondo dalemiano che tesse la tela gualtierana in assoluto silenzio, auspicando nel passo indietro dei frontman. E dunque di Elly e Giuseppi. Già, Conte. Dall’innercircle del leader del M5s ripetono che non ci sono alternative alle primarie e che ormai non si può più tornare indietro.

In questa cornice l’alleato avversario di Elly Schlein, ovvero Giuseppe Conte, è già in campagna elettorale ed alza tiro sulla postura da avere in politica estera: «Mi batterò perché il governo progressista cambi completamente linea di politica estera. Oggi avverto questa responsabilità anche morale. Adesso si cambia registro: non sarò mai disponibile ad assecondare l’attuale registro». Passaggio che non farà piacere a Schlein anche perché sarà analizzato alla lente d’ingrandimento dai cosiddetti riformisti. Come del resto lo saranno le parole dell’ex cinquestelle Alessandro Di Battista che, ospite della trasmissione Accordi e Disaccordi, non la manda a dire alla segretaria del Pd inserendosi così nel dibattito sulle primarie che sta travolgendo il campo largo: «C’è una parte di cittadini che sostiene il Movimento 5Stelle che Schlein non la voterebbe neanche sotto tortura. Io li sento raramente parlare di temi».