Influenza stagionale, assalto ai medici di base. "Bisogna immunizzarsi o rischiamo il caos"

Boom di segnalazioni. Gli esperti: "Scongiurare la sovrapposizione col Covid"

Influenza stagionale, assalto ai medici di base. "Bisogna immunizzarsi o rischiamo il caos"

Mentre l'Italia sta cercando in tutti i modi di schivare la quarta ondata di Covid, è già alle prese con l'arrivo dell'influenza. Quest'anno più aspra del solito a causa della «pausa» pandemica. Attutita per una paio di anni da mascherine e misure restrittive, quest'inverno attaccherà il nostro sistema immunitario «disabituato» con più aggressività. «Non dimentichiamo - spiega Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università Statale di Milano - che nel nostro Paese, prima della pandemia, si avevano tra 6mila e 10mila morti causate per complicazioni dall'influenza».

I medici di base sono già sommersi di chiamate e domande. Sia perchè molti pazienti non capiscono se si sono ammalati di influenza o di Covid, sia perchè le persone vogliono rassicurazioni sulla convivenza fra la terza dose di vaccino anti Covid e vaccino anti influenzale. L'European Centre for disease prevention and control sprona ad essere prudenti e ad affrontare un'impennata di casi durante l'inverno.

«Il virus dell'influenza si sta già diffondendo e quest'anno la sfida è molto più grande - spiega Emanuele Montomoli, professore di Sanità pubblica al dipartimento di Medicina molecolare dell'università di Siena - Il lockdown nell'inverno scorso aveva contenuto i casi ma ora la circolazione delle persone rischia di far salire i numeri. Con l'aggravante che il servizio sanitario è alle prese con la terza dose del vaccino contro il Covid-19. E' un errore pensare che la vaccinazione contro il l'influenza possa proteggere dal Covid-19 e viceversa. Entrambe sono malattie respiratorie contagiose, ma sono causate da virus diversi».

Le persone, specificano i medici, possono comunque essere infettate contemporaneamente sia dall'influenza che dal Covid e presentare sintomi sia dell'una che dell'altro. «Per entrambi, possono trascorrere uno o più giorni tra quando c'è l'infezione e quando si manifestano i primi sintomi - specifica Montomoli - Chi ha contratto l'influenza generalmente sviluppa i sintomi da uno a quattro giorni dopo l'infezione mentre nel Covid i sintomi emergono cinque giorni dopo l'infezione. Le persone colpite da entrambi i virus potrebbero non rendersi conto di essere malate per diversi giorni e durante questo periodo possono contagiare altri prima ancora di sviluppare i sintomi». Fondamentale, quest'anno, il vaccino per i più fragili. «L'obiettivo è diffondere una copertura più alta di quella raggiunta negli anni passati e scongiurare il rischio di una sovrapposizione tra virus, per altro con sintomi analoghi - spiega Pregliasco - Finora, grazie alla campagna vaccinale, siamo riusciti a tenere sotto controllo il numero di contagi da Coronavirus, ma negli ultimi giorni si sta assistendo purtroppo a un nuovo aumento dei casi. Nell'ipotesi di compresenza di Covid e influenza, è bene non farsi trovare impreparati. Utile utilizzare pure le vaccinazioni contro gli pneumococchi, che servono a proteggere dalle polmoniti e dalle bronchiti e che possono essere somministrate insieme all'antinfluenzale».

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