«Sui divorziati niente fughe in avanti»

Un separato racconta al cardinale Angelo Scola la sua storia di fedeltà al matrimonio finito. «Ho fatto esperienza di cosa vuol dire “benedire chi ti maledice”. Ho cercato di parlare ai figli in modo costruttivo del nuovo assetto familiare che si è venuto a creare con la presenza ad esempio del compagno della mamma». Si chiama Giuseppe C. e partecipa all'incontro con le famiglie voluto venerdì scorso dall'arcivescovo di Milano per parlare del Sinodo appena concluso e pronto a ripartire. È qui, rispondendo a Giuseppe, davanti ai vicari della diocesi schierati, che il cardinale ribadisce il suo sì al magistero nel no alla comunione per i divorziati risposati: «Finché le cose sono così, nessuno ha il diritto di agire in modo diverso. In futuro vedremo». Ma per il momento sacerdoti e laici sono invitati ancora una volta: niente fughe in avanti.

Commenti