Quelle accuse a «chi fa da sé»

Il nuovo caso che apre il dibattito all’interno del Popolo della libertà lo ha aperto sul «Giornale» di ieri uno dei tre coordinatori nazionali del partito, Sandro Bondi. Il ministro dei Beni culturali era intervenuto per mettere in guardia dai pericoli di incomprensioni interne, esprimendo preoccupazione per «le posizioni all’interno del Pdl che non vanno nella direzione per cui Berlusconi ha fondato Forza Italia e il Popolo della libertà». Un’accusa neanche troppo velata a chi accoglie «con resistenza e ilarità» alcune posizioni del premier. Ecco dunque il rischio: «Che certa nomenklatura si senta abilitata a fare da sé, a rivendicare un’autonomia che getta ombre sul futuro». Partendo da questa considerazione, nel centrodestra si è aperto un confronto su quali siano queste «sposizioni».
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