«Radicio de Treviso», «fugassa» e «fresella»: l’etichetta parlerà dialetto

«Radicio de Treviso», «fugassa» ligure, «freselle» di Campania, e «malloreddus» di Sardegna. L’anno prossimo gli scaffali dei supermercati si apriranno ai dialetti. Lo ha detto ieri, intervistato da Klaus Davi sul suo programma KlausCondicio, il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia: «Entro il 2010 le etichette sui prodotti tipici di casa nostra saranno bilingue: nome in italiano e in dialetto». Ricordando come in Italia ci siano 4.500 prodotti tipici («siamo la nazione con più prodotti a marchio riconosciuto della Comunità europea»), Zaia ha spiegato: «Oltre a tutelare il nome italiano credo che si debba dare la possibilità di utilizzare sull’etichetta anche il nome locale perché racchiude in sé la storia del territorio». Il dialetto «potrebbe essere l’occasione per rivendicare la storia di ogni prodotto tipico», ha concluso il ministro. Non folclore, insomma, ma marketing.