Ramorino, il generale fucilato

Nella miniera di storie, incredibili ai nostri occhi, che è il Risorgimento c’è anche la vicenda del generale Girolamo Ramorino, alla cui morte ingloriosa è dedicato il volume Il caso Ramorino. Storia di un omicidio di Stato (Daniela Piazza Editore, pagg. 270, euro 24). Secondo la dettagliata ricostruzione di Antonio Di Paola e Irene Affede l’ufficiale genovese, mazziniano, fu scelto dai vertici militari sabaudi come capro espiatorio della «fatal Novara» subito dopo l’abdicazione di Carlo Alberto, il 23 marzo del 1849. Fu processato con l’accusa di non aver eseguito un ordine in battaglia e venne fucilato il 22 maggio dello stesso anno. A Vignale il nuovo re Vittorio Emanuele aveva promesso a Radetzky che coi democratici avrebbe usato il pugno di ferro.

Commenti