La Regione e la «taglia» delle verdure

Di fronte al calibro del carciofo e alla circonferenza dell’albicocca, l’assessore si arrende. Sì, è vero che l’Europa stavolta rinuncia a stabilire le misure perché un asparago si possa definire asparago, o perché una prugna abbia diritto a essere venduta al mercato, ma Giancarlo Cassini un’interrogazione sulle contromisure che potrebbe adottare la Regione per contrastare il caos non se la sarebbe certo aspettata. Non almeno dai suoi. Invece Michele Boffa, capogruppo del Pd, di rientro dalle ferie e dalla perdente campagna elettorale per le provinciali di Savona, lo ha incalzato proprio sui progetti che la giunta intende mettere in atto per preservare i prodotti liguri dalla concorrenza sleale delle melanzane sottomisura. E così, se raggio per raggio per treequattordici non serve più, la Regione è costretta a ricorrere al piano B: «Contro l’Europa non possiamo fare molto, intensificheremo le iniziative per la tutela dei marchi Igp, Doc e Docg». Lo zucchino è salvo.

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