Rifondazione in «rosso»: la Regione Lazio paga i suoi cassintegrati

I tagli di Rifondazione comunista li paga la Regione Lazio. Il partito di Paolo Ferrero, si legge sul numero di Panorama in edicola oggi, dopo le sconfitte elettorali che ne hanno ridimensionato i finanziamenti pubblici, ha deciso di tagliare 40 dei propri 90 dipendenti. Impossibilitati a ricevere la cassa integrazione dallo Stato, i dirigenti di Rifondazione si sono rivolti alla Regione Lazio. E il governatore Piero Marrazzo ha generosamente aperto il portafogli: 1.000 euro al mese, per 15 mesi, per i 40 lavoratori. Ai quali il partito aggiungerà 400 euro integrativi. Tutto è bene quel che finisce bene, naturalmente. Ma che cosa succederà quando altri partiti, magari di altro colore politico, dovessero trovarsi nelle stesse condizioni di Rifondazione?