«La Serenissima snobbata dai libri di storia»

Non demorde Luca Zaia. Il ministro per le Politiche agricole torna all’attacco con la difesa della lingua e della cultura locali. Ieri Zaia era a Valdobbiadene, patria del Prosecco, per aprire la vendemmia 2009 e ha dichiarato di ritenere opportuna «l’obbligatorietà dell’insegnamento della storia e della cultura venete».
Il ministro ha aggiunto: «Continuo ad aprire i libri di storia e mille anni di Repubblica veneta vengono ignobilmente liquidati in poche righe. Questo è scandaloso, perché stiamo parlando della prima democrazia in Europa, di una realtà che ha segnato l’intero Mediterraneo». Zaia, che negli ultimi mesi ha fatto ripetuti appelli al governo per l’insegnamento delle lingue locali e anche per la creazione di programmi televisivi e telegiornali in dialetto, ha infine aggiunto che nella sua regione d’origine «il bilinguismo è di casa, sette persone su dieci, in Veneto come in Sicilia, in Campania o in Sardegna, parlano e pensano in dialetto».

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