Tra sette e sacrifici di bambini Bellucci & Deneuve non fanno centro

Nell'Eletto di Guillaume Nicloux, Monica Bellucci il ruolo da protagonista assoluta che tanto voleva. In effetti il suo francese ormai le consente di recitare meglio del suo italiano, che costernò ai tempi (2002) dell'autodoppiaggio in Asterix e Obelix: missione Cleopatra di Alain Chabat. L'eletto è però poca cosa. Chiunque si fosse imbarcato in un soggetto simile, tratto dal Concilio di pietra di Jean-Christophe Grangé, ne avrebbe pagato lo scotto. Per mezz'ora il film regge; dunque, se Nicloux avesse chiuso in ottanta minuti, anziché in cento, L'eletto sarebbe stato passabile. Invece Nicloux mirava al pubblico quantitativo, non a quello qualitativo. Così questa storia di un bimbo mongolo, votato al sacrificio da una setta iniziatica, che la madre adottiva (la Bellucci) vuol salvare, finisce solo dopo aver copiato una mezza dozzina d'altri (brutti) film.
L'ELETTO di Guillaume Nicloux (Francia/Italia/Germania, 2006), con Monica Bellucci, Catherine Deneuve. 102 minuti
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