Sono un milione le persone iscritte al club delle vacanze low cost

Nella community del «couch-surfing» l’ospite è un vero ospite: non paga nulla, e viene coccolato dal padrone di casa, che non pretende di essere ricambiato perché sa che prima o poi troverà un divano che fa per lui. E spesso alla fine si diventa amici. Ci sono voluti anni perché il meccanismo fosse ben rodato (l’idea è nata nel ’99 negli Usa), ma oggi Couchsurfing.org, organizzazione non-profit, conta più di un milione di iscritti in tutto il mondo e tanti cloni. Immergersi nelle consuetudini e nel folklore locale senza dover assicurare niente in cambio è infatti l’idea su cui si basano diversi siti di «scambio di ospitalità», come Theospitalityclub.org. Bisogna solo avere voglia di convivere con gente che non si conosce, ma soprattutto saper scegliere. Per non trovarsi in casa gente con orari e abitudini diverse dalle nostre.

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