Dipré: "Ho talento e mi adoro La Lega ha capito che ero dotato e così ha preferito silurarmi"

Parla il fondatore del Dipreismo: sesso, droga ("Drug save my life") e cash sono i tre pilastri della sua filosofia di vita. In un'atmosfera surreale e a tratti grottesca Andrea Diprè, il re del trash, racconta tutte le sue verità

Dipré: "Ho talento e mi adoro La Lega ha capito che ero dotato e così ha preferito silurarmi"

Avvocato che vuole essere chiamato così, critico d'arte che per primo ha coniato l'espressione "Opera d'arte mobile" e un po' prete nella sua gestualità che ha preso "purtroppo" - come dice lui, dai preti che ha frequentato per 25 anni. Il tutto solo per interesse e per soldi. Questo è Andrea Diprè, 40 anni precisi: originale, autentico e senza filtri. "Tutto ciò che è o sembra perversione nel Dipreismo diventa la regola" per questo si batte, divulga il suo pensiero, si dispera pensando alla società in cui siamo e si inalbera. La vita si fonda su tre pilastri "Sesso, droga e denaro liquido". Perchè per lui non esiste limite: assume droghe di qualsiasi tipo (ultimamente "bamba"), apprezza tutte le forme di piacere e godimento e sostiene che la vera ricchezza si dimostra "con i cash in tasca". Tra i milioni di seguaci dipreisti sparsi in Italia e soprattutto in America e a Los Angeles (dove sogna di costruire il primo night club dipresista) cita un paio di pornostar giapponesi che sostiene essere di altissimo livello.


A dispetto delle voci che circolano Andrea Diprè rimane un avvocato e chiarisce che non è stato radiato bensì cancellato dal Consiglio dell'Ordine di Trento perchè nel frattempo andava in televisione con le sue opere d'arte mobili e con i pittori che dal nulla, grazie a lui, sono diventati famosi. Ma Andrea in realtà ha capito il business dell'opera d'arte in televisione, ha sfruttato il momento e le persone solo ed esclusivamente per soldi.



Del resto anche il fatto di aver bazzicato per ben venticinque anni in ambienti religiosi da buon "finto democristiano" quale é, rispondeva a un puro interesse politico. Ora odia tutto ciò che è legato al catto-comunismo, alla religione, al sistema sociale, alla politica. Non perde più il suo tempo dietro agli "sfigati" come li definisce lui, bensì si dedica al piacere, alle serate, alle interviste con le sue opere d'arte mobili. Eppure sul più bello sbotta in diretta, diventa rosso come la sua cravatta, si trasforma in una furia e poi, per rilassarsi, chiede una canna e se la fuma.



Le prime canne ricorda di averle fumate troppo tardi, del resto ci spiega che era difficile reperirle in mezzo alle sue montagne in Trentino, poi gli ambienti bigotti lo costringevano a nascondersi con le ragazze e a non farsi beccare. "Anni sprecati - dice - perchè ho avuto la sfiga di nascere in un paese come l'Italia". In fondo Diprè confessa di sentirsi frustrato e di riuscire ad evadere solo attraverso la droga che "mi ha salvato la vita". Ma il suo obiettivo rimane quello di diffondere il Dipreismo e di concretizzarlo magari in un tempio costruito nel deserto dove regna il piacere assoluto. Intanto per indottrinare i giovani pensa alle materie che potrebbero studiare i suoi allievi: preistoria, storia di Andre Diprè, per non parlare delle domande in fase di maturità dove lo spauracchio diventerebbe quello delle pornostar.


Non rimpiange l'avvocato che avrebbe potuto essere o diventare, è consapevole che sarebbe stato molto bravo. Non solo, confessa: "Ho rischiato di difendere la Franzoni e poi ho fatto qualche recupero crediti, ma adesso non me ne frega più nulla".


Cetamente non si può vivere di solo Dipreismo, ma Andrea dice di campare "Di provvidenza come D'Annunzio". Ha sempre i suoi contanti in tasca, i suoi piaceri, le sue muse ispiratrici. Basta guardare il suo portafoglio per capire il suo tenore di vita, senza bancomat, senza Banca e quasi sempre accompagnato e scortato quando esce di casa.


Come sorpresa finale tiriamo fuori una carrellata di personaggi del mondo politico e dello spettacolo su cui Diprè non risparmia retroscena, come quando commenta la foto di Matteo Salvini che ricorda di avere conosciuto a Telepadania: "Avrei potuto essere un parlamentare della Lega se avessi parlato un po' più politichese, hanno capito che ero troppo dotato e mi hanno segato!". Segue un fuori onda esilarante che coinvolge proprio Matteo Salvini. Del resto Andrea è un quarantenne senza filtri e paladino della verità che addiritura non può permettersi di citare i personaggi che gli mostriamo altrimente "Dovrebbero pagarmi ".



Poi è la volta di Matteo Renzi su cui non risparmia critiche chiamandolo "vittima del sistema e senza poteri", Beppe Grillo che stima perchè ha intervistato la figlia Luna nel programma "Dipre per lei", strappa la foto di Rosi Bindi, non riconosce il ministro Maria Elena Boschi, definisce Efebal una vera e propria opera d'arte mobile perchè ha fatto anche un video insieme a lui e invita a votare Rocco Siffredi nelle prossime (se ci saranno) elezioni. Andrea Diprè è un fiume in piena, lucido per tutta la durata dell'intervista, vero e diplomatico, stufo e gasato, vivace e imbarazzato, timido e scoppiettante, educativo e diseducativo, fondatore di un pensiero comunque libero.

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