L'umanità di Bach

Umanità e naturalezza sono le due qualità che colpiscono maggiormente nelle letture bachiane di Murray Perahia. Il pianista americano, tenuto a balia da insigni cultori della materia Micio Horzowski, Rudolf Serkin e il mondo che ruotava intorno al Festival di Marlboro ricorda l'impressione indelebile della Passione Secondo San Matteo diretta nella sua città natale (New York) dall'Apostolo bachiano Pablo Casals. Un'interpretazione «umana» agli antipodi dalla meccanicità e dalla secchezza dominante negli anni 60 (come la negazione di Bach al pianoforte). Ecco spiegata la delicatezza sostanziosa con cui Perahia rileva la condotta vocale («l'armonia creata dal contrappunto») delle Suites francesi, senza mai dimenticare la matrice ritmica delle danze.

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