Sui sentieri altoatesini la segnaletica non parla italiano

Segnaletica fuorviante. Lungo i sentieri altoatesini, o sudtirolesi che dir si voglia, trovi cartelli con scritte in tedesco ma non in italiano. E così divampa la polemica, con il Cai che pensa di inviare un dossier al ministero dell’Interno e con un esposto di Sinistra democratica, che chiede alla magistratura di fare chiarezza sul caso. Polemica dalle radici antiche: da quando, cioè, sotto il fascismo, si decise di tradurre in italiano tutti i nomi delle località altoatesine, allora rigorosamente in tedesco. Oggi, lo statuto d’autonomia impone il bilinguismo, ma la norma evidentemente è poco rispettata (l’esposto alla magistratura avanza infatti l’ipotesi di omissione in atto d’ufficio), al punto che i turisti protestano e gli arrampicatori italofoni sono spesso costretti a fare sui cartelli segnaletici integrazioni con il pennarello. Nell’estate della polemica sui dialetti, anche l’italiano si rivela idioma minoritario da tutelare.

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