La svolta Confindustria «dirotta» il Terzo valico

di Ferruccio Repetti

Per educazione e convinzione, il presidente degli industriali genovesi, Giovanni Calvini, usa sempre un tono di voce misurato, quasi dimesso. Anche quando dice cose terribili. Terribili per Genova, ovviamente. Tipo: «Il Terzo valico? Mi viene da dire: rinunciamoci». Ovvero: «Il villaggio tecnologico agli Erzelli? È lo spartiacque tra sviluppo e declino della città». E ancora: «La Gronda? È bloccata, ma non si sa perché. Qualcuno ce lo spieghi». Infine: «Ci sono le lobby del non-fare, resistono. Allora noi dovremmo contrapporre, ad esempio per realizzare le grandi infrastrutture, una sorta di lobby interregionale, Liguria, Piemonte e Lombardia messe insieme. Da soli non ce la facciamo, magari tutti e tre insieme sì».
Insomma: non è che se uno non urla, non si fa sentire. Lui, almeno, ci prova. E spesso ci riesce, come quando si è trattato di scegliere il direttore generale di Confindustria Genova. (...)

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