IL TORMENTONE

Il calcio italiano non sembra essere ancora uscito dalle farmacie, nulla è cambiato dopo Calciopoli, ma quel che preoccupa di più Zdenek Zeman è che lo sport più popolare «ha perso le sue radici, non ride, non stupisce, tiene lontana l’emozione». Tredici anni dopo la clamorosa intervista in cui accusò il calcio italiano e soprattutto la Juve di doping, il tecnico boemo del Pescara parla di nuovo all’«Espresso» con toni meno perentori, ma comunque amari che fanno di lui, come lo definisce il settimanale, «il più arrabbiato dei mister». «Non ho più ambizioni - confessa Zeman -. Ho avuto offerte da Real Madrid e Barcellona e ho declinato l’invito, perché avevo preso un impegno. Rimpianti? Neanche l’ombra. Per me è come esserci stato».

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