Viaggio poetico oltre i confini del tempo

La forma è quella del poema in versi, certo. Ma può essere letto come un romanzo. Con ambientazioni, episodi, intrecci, figure grottesche o comiche o tragiche. E un io narrante che va e viene, si nasconde o tace o parla in prima persona. Seguendo il filo della memoria anche quando si intasa, o raggiunge apici di lucidità allucinata. Tutto accade in un’Italia, una Milano sospesa tra miracolo economico, ricordi di guerra che sfumano nell’ossessione, modernità, postmodernità. Forse, quella di Giancarlo Majorino (Viaggio nella presenza del tempo, Mondadori, pagg. 425, euro 13) è una grande storia collettiva, popolare. Che ha avuto bisogno di oltre quarant’anni per venire raccontata. Che vale la pena di seguire, pagina dopo pagina.
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