Una vita dedicata a bellezza e buongusto

Irene Brin nacque nel 1914 a Sasso, vicino Bordighera. Era nemmeno ventenne quando debuttò sul quotidiano Il Lavoro, firmandosi Mariù, il primo di molti pseudonimi, tra i quali Oriane, Marlene, Geraldine Tron, Maria del Corso, Contessa Clara, Madame O. Fu Leo Longanesi a «inventarla» come Irene Brin e come giornalista di costume. Sposata con Gaspero del Corso, collezionista e viaggiatore, fondò con lui la galleria d’arte «L’Obelisco» a Roma, da cui transitarono le avanguardie, ma anche i «classici» dell’anteguerra come Fontana, Burri, Pomodoro, Morandi e, per la prima volta in Italia, Dalí, Magritte, Kandinskij. Del giornalismo s’innamorò da subito, ma oltre alle rubriche e alle centinaia di articoli per periodici (Harper’s Bazaar, Scena Illustrata, L’Illustrazione italiana, La Fiera letteraria, Settimana Incom), scrisse anche diversi libri. Morì a Sasso nell’estate del 1968, tornata da Strasburgo dopo il consueto giro di mostre d’arte insieme a Gaspero.
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