La vita da pescatore di Hemingway, tra sottomarini tedeschi e «bugie a valanga»

I racconti dei pescatori di Cojimar, amici dell' autore di «Il vecchio e il mare». «Fingeva che il suo yatch facesse ricerca scientifica, così forniva notizie militari a Cuba e agli Usa. Dopo le battute di pesca, beveva whisky e daiquiri, imbottendoci di coke e raccontandoci frottole»

Gran bevitore, gran affabulatore, gran bugiardo. «Invenzioni» che riuscivano utili per la guerra contro i tedeschi o semplici esagerazioni sulle numerose battute di pesca, la sua grande passione assieme al whisky e al daiquiri.
Si sa tutto, eppure mai abbastanza di Ernest Hemingway, lo scrittore che ha affascinato intere generazioni con i suoi libri, ma anche con i suoi tratti di personaggio sempre sopra le righe. Eppure, nonostante la grande popolarità riscossa anche in vita, Hemingway riusciva comunque a restare una persona umile e generosa. Capace di passare giornate intere assieme ai pescatori del luogo, e serate a raccontare imprese (vere o presunte) sorseggiando whisky e daiquiri a go-gò.
A Cojimar, paesino cubano di pescatori da cui salpava con la sua barca «Pilar» per andare a pesca, sono ancora in molti a ricordare lo scrittore americano. Qualcuno anche per averlo conosciuto e frequentato durante il ventennio nel quale lo scrittore s'era stabilito all'Avana. Pescatori e abitanti di Cojimar, che dista solo sette chilometri dalla capitale, si sono riuniti per celebrare il 50.mo anniversario dell'incontro tra Fidel Castro e lo scrittore, il 15 maggio 1960 durante una gara di pesca.
«Nonostante sia stato uno scrittore fuoriserie, era molto umile e modesto. Quando attraccava al molo con la Pilar, ci portava al bar La Terraza, noi bambini che eravamo lì. Chiedeva per lui una bottiglia di whisky e per noi bottiglie e bottiglie di Coca Cola fino a che non ci usciva dalle orecchie», ricorda il giornalista Antonio Resillez. «Era un eccellente bevitore, più di whisky che di daiquiri», dice Resillez, nato a Cojimar. In un lungo bancone del bar-ristorante La Terraza si serve ancora il daiquiri "Papa Hemingway" fatto con limone, pompelmo, Maraschino e doppio di rum, senza zucchero, dice un cameriere.
Hemingway usciva a pescare insieme a Gregorio Fuentes, morto nel 2005. «Hemingway era un fratello per Gregorio. Lui era molto generoso con tutti i pescatori. Andava matto per la pesca», racconta America Perez, 85 anni, figlia di Gregorio, che ricorda che al matrimonio di lei, nel 1954, gli ospiti chiedevano chi fosse «quell'uomo così alto» indicando lo scrittore.
La barca era il posto preferito di Hemingway per trovare l'ispirazione per scrivere. E il suo libro «Il vecchio e il mare» è frutto di un'esperienza con Anselmo, un pescatore di Cojimar che aveva conosciuto un giorno a bordo di una piccola barca mentre lui pescava nella sua Pilar, ricorda Resillez. Pilar che utilizzò anche per andare a «caccia» di sottomarini nazisti che navigavano nel mare delle Antille per rifornirsi di petrolio. Si dice che Cuba in quel periodo scoprì un sottomarino tedesco e lo scrittore fece passare il suo yacht per un'imbarcazione scientificà partecipando a due operazioni per informare gli Stati Uniti e Cuba della situazione dei sottomarini, cosa per la quale ricevette una medaglia.
«Mentre noi pescatori cercavamo squali lui cercava sottomarini», racconta Alberto Lopez, 74 anni, che ricorda che quando Hemingway andava a «La Terraza» dopo la pesca si parlava di «avventure di mare, raccontandosi bugie gli uni agli altri». Benigno Hernandez, 81 anni, che è andato a pesca da quando ne aveva quattro insieme al padre, spiega il modo diverso di pescare tra loro e lo scrittore: «Per catturare i pesci, in particolare i marlyn, Hemingway li individuava e gli andava dietro con la barca veloce; noi, con barche più lente, aspettavamo che la preda venisse da noi».
Benigno e Alberto hanno assistito insieme ad altri pescatori alla festa che Hemingway fece a «Finca Vigia», dove ha vissuto tra il 1940 e il 1960, per celebrare il Premio Nobel della Letteratura da lui vinto nel 1954. Il tratto di mare dove lo scrittore pescava, tra il Morro, un forte alla fine del Malecon dell'Avana, fino a Cojimar, è stato battezzato «Il miglio di Hemingway».
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