La Kia Stonic è nata nel 2017, in un momento in cui le crossover compatte erano ancora una nicchia. Oggi quel segmento è tra i più affollati del mercato europeo, e ogni aggiornamento deve rispondere a una domanda precisa: perché scegliere questa invece delle altre? Con questo secondo restyling - presentato al Salone di Torino 2025 e arrivato nei concessionari italiani sul finire dello scorso anno - Kia ha lavorato su tutti i fronti contemporaneamente: design rivisto seguendo il linguaggio “Opposites United” del marchio, interni completamente aggiornati e una gamma motori integrata dal mild hybrid che in questo segmento risulta ormai indispensabile. La lunghezza rimane di 416 cm, ma l’auto appare visivamente più moderna e accurata rispetto alla generazione precedente. La versione GT Line mild hybrid con cambio automatico DCT a 7 rapporti che abbiamo provato rappresenta il top di gamma - proposta a 30.750 euro - e anche l’unica della gamma a disporre della guida semiautonoma e del monitoraggio dell’angolo cieco di serie. Un dettaglio che, come vedremo, non è trascurabile. La gamma è invece disponbile a partire da 22.800 euro.

Dimensioni e design
La nuova Stonic misura 416,5 cm in lunghezza, 176 cm in larghezza e 152 cm in altezza, con un passo di 258 cm. Dimensioni da crossover compatta vera, collocata nel segmento di Volkswagen T-Cross, Toyota Yaris Cross e Opel Mokka. Il peso si attesta intorno ai 1.235 kg nella versione mild hybrid con cambio automatico - un dato contenuto che contribuisce all’agilità percepita su strada.
Il cambiamento più evidente rispetto alla generazione precedente riguarda il frontale: i nuovi fari Star Map Full LED adottano la firma luminosa a matrice di punti già vista sulla EV6 e sulla Sportage, dando alla Stonic un’identità visiva coerente con il resto della gamma Kia. I paraurti sono stati ridisegnati, il portellone è stato aggiornato e la coda riceve i nuovi gruppi ottici che richiamano lo stesso motivo del frontale. L’allestimento GT Line si distingue per i cerchi in lega da 17 pollici con design specifico, i vetri posteriori oscurati, i fendinebbia a LED e i dettagli estetici che le danno un tono più sportivo rispetto alle versioni inferiori. Nel complesso il risultato è un’auto visivamente più moderna e coerente, che regge bene il confronto con la concorrenza senza inseguire tendenze passeggere.

Interni e tecnologia
La plancia è completamente rinnovata rispetto alla generazione precedente, con un design più orizzontale e moderno. I due display sono affiancati - il cruscotto digitale da 12,3 pollici sulla sinistra e lo schermo infotainment da 12,3 pollici al centro - creando una superficie tecnologica continua che eleva sensibilmente la percezione dell’abitacolo. Le plastiche sono tendenzialmente rigide, ma i componenti sono ben fatti e assemblati con precisione: la qualità percepita è buona per il segmento. Curiosi i comandi sotto le bocchette centrali, che cambiano funzione con un tasto capacitivo: nella prima modalità gestiscono il climatizzatore, nella seconda audio e navigatore. Richiede un minimo di abitudine, ma funziona: già visto su Niro e Sportage.
La GT Line include di serie il climatizzatore automatico, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, la retrocamera, i fari full LED, la Smart Key con start button, il freno di stazionamento elettronico e la vernice metallizzata. La guida semiautonoma di livello 2 - con cruise control adattativo e mantenimento di corsia - e il monitoraggio dell’angolo cieco sono esclusiva di questo allestimento: nelle versioni Urban e Style non sono disponibili nemmeno come optional. Un elemento da tenere presente nella valutazione del prezzo. Lo spazio a bordo è nella norma per la categoria: davanti si sta comodi con ampi sedili dai fianchetti non esageratamente sporgenti, anche se la regolazione del supporto lombare non è presente. Dietro si viaggia bene in due; in tre si sta un po’ stretti, ma il pavimento piatto e il tunnel basso rendono la seduta centrale più accettabile di molte rivali. Il bagagliaio offre 352 litri con i sedili in uso - non da record per la categoria - con una bocca di accesso regolare e un pianale che negli ultimi 7 cm si raccorda con una leggera inclinazione verso gli schienali abbattuti, facilitando lo scivolamento dei carichi. Non è previsto il portellone motorizzato.

Prova su strada
Il motore è il tre cilindri 1.0 T-GDi turbo mild hybrid da 115 CV - 14 CV in più rispetto alla generazione precedente - abbinato al cambio robotizzato a doppia frizione DCT a 7 rapporti esclusivo dell’allestimento GT Line. La coppia massima è di 200 Nm. Lo 0-100 km/h si compie in circa 10,5 secondi e la velocità massima è di 185 km/h: numeri da crossover cittadina, non da sportiva, ma su strada la Stonic risulta più vivace di quanto i numeri lascino intuire. Il motore elettrico del sistema mild hybrid interviene ai bassi regimi, riducendo le vibrazioni tipiche del tre cilindri e dando brio alle partenze e ai sorpassi in città. Anche alle andature extraurbane il motore risponde con una vivacità apprezzabile, con le marce che il DCT gestisce in modo fluido e senza strappi. Solo in autostrada a velocità sostenute o in salita si fa sentire maggiormente il limite del tre cilindri, che richiede di portarlo su di giri con più frequenza.
Le sospensioni lavorano con efficacia, smorzando le irregolarità del manto stradale senza trasmettere colpi fastidiosi all’abitacolo, sebbene risulti più rigida e solida rispetto alla passata generazione. Il comfort di marcia è buono sia in città che in extraurbano, e in autostrada il livello di isolamento acustico sorprende: il tre cilindri a 130 km/h in settima marcia gira a soli 3.200 giri e si sente appena, mentre il rombo delle gomme è presente ma non fastidioso. La frenata è tra i punti di forza più evidenti: potente, progressiva e ben modulabile, convince in ogni situazione. L’unica nota da segnalare riguarda lo sterzo: preciso e non faticoso in manovra, tende a essere un po’ meno comunicativo del desiderato nelle situazioni di guida più dinamica. Nei cambi di direzione più decisi il retrotreno allarga leggermente la traiettoria, migliorando l’agilità senza compromettere la stabilità - un comportamento che risulta rassicurante nella guida quotidiana. Sui consumi il dato rilevato in prova è stato di 17,6 km/l in media - 18,2 km/l in città e 14,7 km/l a 130 km/h costanti in autostrada - valori competitivi per un motore di questa cilindrata e di questa potenza. Su strade extraurbane, può toccare picchi anche di 20 km al litro.

Prezzi e considerazioni finali
La gamma Stonic 2026 si articola su tre allestimenti: Urban a 22.800 euro con motore benzina da 100 CV, Style a partire da 24.750 euro disponibile con entrambe le motorizzazioni, e GT Line a 30.750 euro esclusivamente con il mild hybrid DCT a 7 rapporti. Presente anche la versione bifuel benzina-GPL con il 1.0 da 100 CV e cambio manuale, pensata per chi percorre molti chilometri e vuole contenere i costi di esercizio, da 24.800 euro in allestimento Urban e Style.
La Kia Stonic GT Line mild hybrid è la versione che dà senso all’intera gamma. Non solo perché è la più ricca e tecnologica, ma perché è l’unica che include gli aiuti alla guida che oggi ci si aspetta di trovare in questa categoria di auto - cruise control adattativo, guida semiautonoma e monitoraggio dell’angolo cieco compresi. I 30.750 euro richiesti (da listino, esclusi sconti e promozioni) sono un salto rispetto alle versioni base, ma considerando la dotazione completa e il fatto che non esistono optional aggiuntivi da aggiungere, il prezzo è tutto compreso. Chi cerca una crossover compatta moderna, ben rifinita, efficiente nei consumi e dotata di tutto l’essenziale troverà nella Stonic GT Line una proposta convincente e difficile da migliorare a questo prezzo.
