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nigeriani

Case di appuntamenti, ristoranti abusivi, un negozio che di notte si trasforma in un bordello. Attività irregolari in mano ai nigeriani e accessibili solo a immigrati dalla pelle nera. Sono disseminate nel centro storico di Afragola. A svelarlo è stata un’inchiesta de ilGiornale.it. Siamo andati sul posto per scoprire cosa ne pensano gli afragolesi. L’omertà sembra regnare tra le strade del comune a nord di Napoli, ma a telecamera bassa c’è chi si lascia andare a qualche commento. "Non ci sono denunce", rivela il sindaco, che promette maggiori controlli

Agata Marianna Giannino
Case chiuse gestite da nigeriani: ad Afragola regna il silenzio

"Ce ne sono una decina", ci riferiscono. Noi ne abbiamo individuate tre di connection house ad Afragola, in provincia di Napoli. Si trovano nel centro storico della città, nei palazzi abitati e nelle corti condomininiali. In case private risultano allestiti bordelli per africani. Sarebbero i nigeriani a gestirle: in piccoli locali somministrano bevande e offrono sesso a pagamento. "Le prostitute sono nigeriane e si vendono anche per 5 euro", ci hanno raccontato

Anna Russo
Connection houses ad Afragola: le case della prostituzione nel centro abitato

Dopo giorni di silenzio, ma ancora fortemente sotto choc, la giovane scoppia in lacrime e racconta delle umiliazioni subìte e dell’inferno vissuto. Emerge la figura del 37enne nigeriano noto come “Boss”, pluripregiudicato oltre che clandestino nel nostro paese, dove circola liberamente e delinque dal 2011, anno del suo arrivo

Federico Garau
Ancona, parla la 22enne stuprata dal nigeriano

Continuano gli arresti nel parco XXII Aprile di Modena, ormai costantemente presidiato dalle forze dell’ordine per la pesante attività di spaccio. Solo nella giornata di venerdì sono finiti in manette due africani: uno di questi, fra l’altro, era stato già colpito da un decreto d’espulsione, ma si trova ancora in Italia

Federico Garau
Modena, arrestati due pusher africani: uno doveva essere già espulso

Tre nigeriani sono stati fermati dalla polizia di Stato a Palermo con l'accusa di tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, violenza sessuale e procurato aborto. Le indagini hanno consentito di far luce su un sistema di sfruttamento di giovani straniere giunte in Sicilia. Le ragazze erano costrette a prostituirsi subendo diversi abusi, fino a essere violentate dal loro stesso sfruttatore e, in alcuni casi, costrette ad abortire.

Polizia di Stato
Operazione ''Trafficking'': tre nigeriani in manette
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