<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title></title><link>https://ilgiornale.it</link><atom:link href="https://ilgiornale.it/arc/outboundfeeds/rss/autore/jessica-bordoni/" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[ News Feed]]></description><lastBuildDate>Thu, 23 Jul 2026 10:17:19 +0000</lastBuildDate><language>it</language><ttl>1</ttl><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Una "due giorni" da bere. Rum e whisky superstar]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/due-giorni-bere-rum-e-whisky-superstar-1775478.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/due-giorni-bere-rum-e-whisky-superstar-1775478.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[Doppia manifestazione al «Megawatt Court» sul mondo del bicchiere: assaggi gratis e novità]]></description><pubDate>Sun, 27 Oct 2019 05:00:17 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>«Nulla calma lo spirito come il rum e la religione», sentenziava provocatoriamente Lord Byron a inizio Ottocento. Mentre George Bernard Shaw circa un secolo più tardi definiva il whisky «liquid sunshine», in pratica luce del sole allo stato liquido.</p><p>Oggi la fascinazione per i distillati e i superalcolici non è più prerogativa di una cerchia ristretta di artisti e connaisseur: rum e whisky sono sempre più apprezzati dal grande pubblico, attento non soltanto alla qualità, ma anche all'identità dei prodotti. Se, infatti, in passato la logica dominante era quella geografica il rum veniva immediatamente associato ai Caraibi, mentre per il whisky il riferimento erano la Scozia e l'Irlanda negli ultimi anni c'è molta più conoscenza e consapevolezza da parte dei consumatori. Gli appassionati di spirits guardano soprattutto alla filosofia e allo stile impresso dal singolo distillatore, a prescindere dalle nazioni di origine, che sono sempre più numerose.</p><p>Per approfondire il mondo dei distillati da canna da zucchero, malto e altri cereali, oggi e domani a Milano ci sono «theRUMday» e «theWHISKYday», giunti con successo rispettivamente alla sesta e alla quinta edizione. Le manifestazioni gemelle si svolgono in contemporanea negli spazi del Megawatt Court di via Watt 15 e chiudono il circuito degli eventi firmati Bartender.it nel corso del 2019. Domenica l'orario d'ingresso è dalle 14 alle 21, mentre lunedì dalle 11 alle 20. I biglietti sono disponibili in prevendita sui siti www.therumday.it e www.thewhiskyday.it oppure acquistabili direttamente in loco (20 euro per l'abbonamento di due giorni e 15 per una sola giornata). Nel prezzo sono compresi gli assaggi gratuiti presso i banchetti dei produttori e dei distributori, ma anche la partecipazione ai tanti workshop, seminari e incontri con ospiti internazionali del mondo del bartending e della mixology.</p><p>Immancabile una sosta presso i corner tematici: il «Rum Bar» offre drink leggendari a base di rum; il «Cachaca Bar» è specializzato in ricette dal sapore brasiliano; mentre il «Daiquiri Bar» celebra l'omonimo cocktail caraibico.</p><p>Ma la grande novità di quest'anno è il «Tiki Bar», che permette di avvicinarsi agli emblematici tiki cocktail: drink esotici a base rum nati a Los Angeles negli anni Trenta e tradizionalmente serviti in bicchieri scenografici e colorati.</p><p>Durante la manifestazione dietro al bancone si alterneranno i migliori interpreti della miscelazione tiki in Italia: una vera e propria reunion organizzata in collaborazione con Bargiornale che prevede sessioni di un'ora per ciascun barman. Molta aspettativa, infine, anche per il corner dedicato all'Old fashioned, classico pre-dinner cocktail a base Bourbon, angostura bitter e zucchero, rivisitato dal vivo da alcuni prestigiosi bartender di fama mondiale. Qualche nome tra gli ospiti più attesi? Agostino Perrone, alla guida del Connaught Bar dell'omonimo hotel di Londra (al n.2 della classifica The World's 50 Best Bars), Dario Comini, proprietario dello storico locale Nottingham Forest di Milano e pioniere della miscelazione molecolare, e Jad Ballout del Central Station Boutique Bar di Beirut, dove propone una mixology decisamente sperimentale.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/7UU2UZ7WAZI7NAAQI2R7RC3DIA.jpg?auth=c355308548e7cedef1d766b288c2e94736a7b37e576b7e43ab7f55da1a2a642d&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Milano «capitale» del vino Nuove etichette e cin cin]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/milano-capitale-vino-nuove-etichette-e-cin-cin-1764211.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/milano-capitale-vino-nuove-etichette-e-cin-cin-1764211.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[Sino a domenica la festa dedicata all'enologia tricolore Oltre trecento eventi. E tour per conoscere i produttori]]></description><pubDate>Mon, 07 Oct 2019 06:36:58 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Per una settimana Milano torna a essere il centro del mondo del vino. Fino a domenica 13 ottobre si alzano i calici della «Milano Wine Week»: ancora sette giorni consacrati alla grande enologia tricolore, che vale undici miliardi di euro e si conferma al primo posto per produzione in volumi, con 50,4 milioni di ettolitri all'anno (Industry Book 2019, Unicredit).</p><p>Numeri importanti, che meritano di essere celebrati, e questa seconda edizione della Mww ha tutte le carte in regola per farlo, forte di un calendario decisamente ampliato. Gli eventi sono oltre trecento circa il triplo del 2018 tra walk around tasting, masterclass, seminari, lanci di nuove etichette, ma anche aperitivi e cene esclusive.</p><p>«La Milano Wine Week vuole essere il punto di arrivo e ripartenza per una nuova generazione di produttori, ristoratori, manager, sommelier, consulenti ed enotecari che hanno ereditato o costruito aziende e che cercano nuovi linguaggi e forme di approccio all'universo vitivinicolo - spiega Federico Gordini, fondatore e presidente della manifestazione - E soprattutto vuole essere una grande occasione per i consumatori, per dare loro delle chiavi di lettura e avvicinamento al vino attraverso esperienze emozionali». Insomma, una Mww dalla doppia anima: professionale ma al tempo stesso dichiaratamente «pop».</p><p>Il quartier generale è ancora una volta Palazzo Bovara, in Corso Venezia 51, dove vanno in scena gli eventi istituzionali. Ma la manifestazione abbraccia tutta la città coinvolgendo numerosi ristoranti e locali grazie alla formula dei Wine District: sei quartieri abbinati ad altrettanti Consorzi vinicoli che offrono circuiti di degustazione aperti al pubblico. Chi ama le bollicine della Franciacorta può dirigersi verso Brera-Garibaldi-Solferino; mentre il distretto Eustachi è accoppiato ai vini dell'Oltrepò Pavese.</p><p>Ancora spumanti, con il Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene in zona Porta Nuova; mentre Porta Venezia ospita le iniziative dei produttori del Friuli Venezia Giulia. Il quartiere Isola accoglie le bottiglie della Regione Sardegna; l'area Arco della Pace e Corso Sempione ha scelto di brindare con i calici dell'Asti e del Moscato d'Asti.</p><p>Ai Wine Disctrict si aggiungono altre location speciali. Per tutta la settimana chi visita il Museo della Triennale riceve una flute di spumante Ferrari, mentre nel foyer della Scala mercoledì 9 ottobre è organizzato un party per il 15esimo anniversario della partnership con Cantina Bellavista, che ha creato una collezione di Franciacorta in omaggio al tempio della lirica. A fare da sfondo a degustazioni, aperitivi e menu a tema ci sono, tra gli altri, anche Signorvino, Eataly, CityLife Shopping District, The Bryan and Barry Building, Wine Tip e Cantina Urbana, che sabato prossimo invita tutti a celebrare il suo primo anno di attività con una festa di fine vendemmia.</p><p>Tre le novità più attese vanno ricordati i Wine Tour: viaggi alla scoperta delle terre del vino situate entro le due ore di macchina da Milano. La volontà di parlare ai giovani ha maturato, infine, l'esigenza del primo Wine Generation Forum, in programma venerdì all'Hotel Principe di Savoia. Realizzato con Agivi (Associazione giovani produttori vinicoli italiani), è preziosa occasione di confronto tra i professionisti nati negli anni Ottanta e Novanta, con l'obiettivo di tracciare le linee di un vero e proprio «Manifesto per le nuove generazioni» (il programma completo della «Milano Wine Week» con l'elenco degli eventi gratis e pagamento è consultabile al sito www.milanowineweek.com).</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/Q25PEJQ5FJPA3GKJ3CSWSOLOWI.jpg?auth=f2e9fb12535a54d99a1158503ace3a7aa79a969a8e0ad6382d5badb8d59fd430&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Una domenica "spiritosa" con i big  dell'alta gradazione]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/domenica-spiritosa-i-big-dellalta-gradazione-1749954.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/domenica-spiritosa-i-big-dellalta-gradazione-1749954.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[Oggi e domani  appuntamento  al MegaWatt Court Eventi e degustazioni  con  300 tra le migliori etichette]]></description><pubDate>Sun, 08 Sep 2019 06:17:05 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Gli italiani amano gli spirits. Gli ultimi dati parlano di una crescita dell'11% sia in valore che in volume nel mese di giugno (fonte Consorzio Distributori Alimentari - Osserva Beverage) e a fare da volano è soprattutto il gin, che segna addirittura un +25% in valore e +23,5 in volume. Per il distillato di ginepro, protagonista in tempi recenti di una straordinaria riscoperta, il 2019 sembra essere l'anno della consacrazione definitiva.</p><p>A Milano, professionisti e appassionati si danno appuntamento domenica 8 e lunedì 9 settembre al MegaWatt Court di via Watt 15, in occasione della settima edizione del «theGINday». Organizzata da Bartender.it, la manifestazione è cresciuta proprio come la «gin-mania», passando dalle 40 etichette in assaggio nel 2013 alle oltre 300 dell'anno scorso.</p><p>Il fil rouge del 2019 è l'incontro-scontro tra due modi opposti e per certi aspetti complementari di declinare il distillato: il Gin&amp;Tonic e il Martini Cocktail. Da un lato l'immagine più giovanile e modaiola del gin, con il long drink simbolo della movida. Dall'altro la visione più matura del gin, legata all'hotellerie e alle suggestioni dei film di James Bond. Il match tra Gin&amp;Tonic e Martini Cocktail non è solo metaforico: sul main stage del MegaWatt Court è infatti allestito un vero campo da tennis con tappeto verde modello Wimbledon. Ai lati, due postazioni destinate ai bartender ospiti, chiamati a schierarsi per l'una o l'altra fazione proponendo una loro creazione live.</p><p>Ma a Milano non poteva mancare anche l'area Negroni Experience: l'iconico aperitivo, che proprio nel 2019 compie cent'anni, viene affrontato dal punto di vista del gin con cento brand tra cui scegliere per il mix. Erik Lorincz, leggendario bartender del Savoy Hotel di Londra, ha scelto il «theGINday» per raccontare in anteprima il nuovo progetto Kwãnt a MayFair; mentre tra gli italiani, sono attesi fuoriclasse del calibro di Dario Comini del Nottingham Forest di Milano, Agostino Perrone del Connaught Bar di Londra e Luca Cinalli. Lo chef Carlo Cracco presenterà Ginengine, il nuovo gin biologico prodotto nelle Langhe, mentre il bantender Simone Caporale il Canaima Gin dell'Amazzonia. Per info e biglietti: www.theginday.it</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/WTDB4KIMHRJX7ACM7GAZJLJXZA.jpg?auth=865d323dc67029a2594df6351a4ceed063f6fc78b6b6ec4b6091a70cf8593e20&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Un cocktail con bella vista dall'alto dei tetti della città]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/cocktail-bella-vista-dallalto-dei-tetti-citt-1732977.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/cocktail-bella-vista-dallalto-dei-tetti-citt-1732977.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[Dalla Terrazza Martini icona della dolce vita alla Triennale sullo storico Palazzo dell'Arte]]></description><pubDate>Mon, 29 Jul 2019 04:00:09 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Fino a ieri si chiamavano terrazze, oggi va di moda il termine «rooftop». Sono i locali all'ultimo piano di palazzi e grattacieli, dove si assapora l'aperitivo ma anche la cena e l'after dinner con vista mozzafiato sullo skyline cittadino. «Altezza, mezza bellezza» dice il proverbio e gli amanti della movida lo sanno bene, visto che sempre più spesso scelgono questi «salotti sul tetto» per le loro serate estive.</p><p>L'antesignana del genere è la Terrazza Martini, sul grattacielo di piazza Diaz. Icona della dolce vita milanese, da decenni accoglie importanti appuntamenti mondani, offrendo un panorama impareggiabile sul Duomo. Qui l'aperitivo parla italiano e, per chi vuole provare l'ebbrezza di passare dall'altra parte del bancone, sono organizzati «cocktail class &amp; food pairing» condotti da esperti bartender. Un'ora e mezza di divertimento e sperimentazione al prezzo di 40 euro che include la preparazione di tre drink: il nuovo Martini Fiero &amp; Tonic, lo storico Americano e l'emblematico Martini Negroni Cocktail.</p><p>Poco distante, al settimo piano della Rinascente, il Moët &amp; Chandon Champagne Bar si rivela una tappa perfetta per concludere un intenso pomeriggio di shopping. Anche in questo caso, a catturare lo sguardo sono i dettagli gotici delle guglie del Duomo, in una luxury lounge dallo stile sofisticato e intimo, ideale per un incontro a due. Le bollicine della celebre Maison di Champagne vengono proposte al calice e in bottiglia (flûte da 16 euro). Molto apprezzata anche la formula dell'abbinamento con ostriche Fine Binic, Perle Noire e Gillardeu (da 25 euro). In menu non mancano plateau di frutti di mare, foie gras e salmone affumicato scozzese, per un aperitivo decisamente ricercato.</p><p>Tra i «rooftop» più trendy c'è sicuramente il Ceresio 7, al piano numero quattro dello storico palazzo dell'Enel, oggi di proprietà di una griffe di moda. Siamo a poche centinaia di metri dal Cimitero Monumentale e lo sfondo è modulato dai profili dei grattaceli di Porta Nuova che al tramonto si arricchiscono di luci e riflessi. La piscina all'aperto occupa buona parte della terrazza, arredata con cuscini e divanetti minimali; mentre l'interno è in stile american bar newyorkese. Dalla drink list Sartorial, creata da Guglielmo Miriello e dal suo team, si ordinano cocktail della vecchia scuola americana, rimodulati con un twist e un'identità decisamente italiana (da 18 euro). Merita una citazione anche la proposta gourmet del Ceresio Restaurant, capitanato dallo chef Elio Sironi.</p><p>Tra i «belvedere» cittadini più apprezzati c'è anche la Terrazza Gallia, fiore all'occhiello dello storico Excelsior Hotel Gallia, completamente rinnovato nel 2015. Il motto «Drink with a view, drink with style» rende alla perfezione l'atmosfera dello spazio, i cui tavolini affacciano direttamente su piazza Duca d'Aosta e sull'imponente facciata della Stazione Centrale. L'aperitivo in terrazza (da 18 euro) è arricchito da finger food impeccabili realizzati dagli chef Lebano che firmano anche i menu del ristorante, con la consulenza dei pluristellati fratelli Cerea. Gli appassionati del bere miscelato possono accedere a Montefiore - A place for Gin: un'area privata avvolta da piante tropicali con otto coperti, un mini-bancone equipaggiato, una gin station e un mixologist dedicato.</p><p>Chi è in cerca di una scena più bucolica, può approfittare della Terrazza Triennale, sul tetto dello storico Palazzo dell'Arte di viale Alemagna, che offre un aperitivo verdeggiante sul Parco Sempione, utile boccata d'ossigeno nelle calde giornate estive. La location, che comprende anche l'Osteria con Vista, è stata progettata dallo studio di architettura milanese OBR nelle forme di una serra trasparente, leggera e dinamica. Anche in questo caso i cocktail sono serviti insieme a una selezione di appetizer preparati espressi dalla cucina, che vanta la supervisione di Stefano Cerveni, chef del ristorante Due Colombe in Franciacorta.</p><p>Per un fuoriporta d'eccezione c'è la terrazza del Grand Hotel Fasano di Gardone Riviera, affacciata sul lago di Garda. I lavori di restauro degli spazi esterni, terminati poche settimane fa, hanno dato una nuova veste al bar e al dehor del ristornate gourmet Il Fagiano, guidato con creatività dallo chef Matteo Felter. Lo stile unisce neoclassicismo e modernità, per venire incontro a una clientela raffinata e internazionale. Nella drink list sono presenti anche i grandi classici, a cominciare dal Negroni, rivisitati in maniera sperimentale e personale dal bravo bartender Rama Redzepi. Il signature cocktail è lo Shirley Temple 2.0, ispirato alla bevanda preferita dall'enfant prodige di Hollywood, tra le stelle del cinema che hanno soggiornato presso il Grand Hotel.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/WTDB4KIMHRJX7ACM7GAZJLJXZA.jpg?auth=865d323dc67029a2594df6351a4ceed063f6fc78b6b6ec4b6091a70cf8593e20&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[«Spirits Experience», un viaggio tra i distillati di tutto il mondo]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/spirits-experience-viaggio-i-distillati-tutto-mondo-1692769.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/spirits-experience-viaggio-i-distillati-tutto-mondo-1692769.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[Tequila o brandy, due giorni per conoscere  le migliori etichette]]></description><pubDate>Sat, 11 May 2019 04:00:10 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Jessica Bordoni</p><p>Pisco, sakè, vodka, brandy, cognac, armagnac, calvados, senza dimenticare tequila, mezcal e grappa. Che cosa hanno in comune queste produzioni così diverse tra loro nel profumo, nel colore e nel sapore? Sono tutti distillati figli di una forte artigianalità territoriale e culturale, profondamente legati alla propria nazione di origine. Per conoscerli più da vicino in città va in scena la seconda edizione di «Spirits Experience», evento trade unico nel suo genere che riunisce le principali produzioni di superalcolici a livello mondiale: da nord a sud, da ovest a est, dal Messico alla Russia, passando per la Francia e ritornando in Italia. L'appuntamento, sotto la regia di Bartender.it, è negli spazi del MegaWatt Court in via Giacomo Watt 15 questa domenica (dalle 12 alle 20) e lunedì (dalle 11 alle 20). Il biglietto di ingresso giornaliero costa 10 euro. La manifestazione si rivolge agli addetti ai lavori, ma è aperta anche ai tanti appassionati di spirits e mixology. In assaggio una selezione di etichette esclusive, tra nomi arcinoti e piccole realtà tutte da scoprire. Gli stand delle distillerie, dei brand, degli importatori e dei distributori trovano spazio nella grande sala espositiva «tasting room» destinata agli assaggi liberi, mentre la «seminar room» è riservata alle degustazioni guidate da master distiller e brand ambassador, che spesso includono anche bottiglie rare e limited edition. Nell'area «main stage» invece sono ospitati gli incontri con i massimi esperti del mondo beverage e bartender internazionali che salgono sul palco per approfondimenti. Anche quest'anno si inserisce la «Agave Experience», settima edizione del primo e più grande evento italiano dedicato in esclusiva alla celebre pianta messicana da cui nascono la tequila e il mezcal. L'obiettivo degli organizzatori è quello di dare nuovo impulso alla produzione di questi distillati, sganciandola da un modello di consumo stereotipato (dai drink da battaglia in auge negli anni Ottanta al più recente rito modaiolo della Tequila Bum Bum) grazie anche alle testimonianze dei massimi esperti su scala mondiale come Gabriela Moncada, Julio Bermejo ed Esteban Morales. </p><p>Da ricordare anche un altro evento nell'evento: la «Grappa Experience», che riunisce una serie di produttori italiani impegnati a valorizzare quest'acquavite di vinacce come unico e vero distillato nazionale. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La spumeggiante conquista del vino lombardo all'estero]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/spumeggiante-conquista-vino-lombardo-allestero-1676714.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/spumeggiante-conquista-vino-lombardo-allestero-1676714.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[La qualità dei produttori regionali è salita del 120% Sono raddoppiate le vendite fuori dai confini italiani]]></description><pubDate>Tue, 09 Apr 2019 06:22:58 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Sono finiti i tempi in cui a contendersi le leadership del vino made in Italy erano Piemonte e Toscana. C'è un mondo al di là del Barolo e del Brunello e i consumatori italiani e stranieri lo hanno capito. Tra le regioni in pole position nei gusti dei wine-lover, la Lombardia si ritaglia un posto d'onore e i numeri della 53ª edizione di Vinitaly di scena a Veronafiere fino a domani lo dimostrano.</p><p>Il Padiglione Lombardia si conferma uno dei più affollati, con oltre 200 espositori e più di 2mila etichette in assaggio. Un'area di 8.500 mq, di cui 4mila al primo piano del PalaExpo, tra i punti di snodo del quartiere fieristico. I vini lombardi si presentano al Salone veronese forti di una vendemmia 2018 da record, pari a un milione e 578mila ettolitri di vino prodotto, di cui l'88,7% certificato Docg, Doc e Igt. La crescita si attesta sia su quantità (+55% rispetto al 2017) sia per qualità (+121% di vini riconosciuti Docg). Ma a fare la differenza è la quota export: le vendite all'estero sono più che raddoppiate nell'ultimo decennio, pari a 271 milioni di euro nel 2017-2018.</p><p>A trainare l'ascesa lombarda è la provincia di Brescia con le sue celebri bollicine: la produzione di Franciacorta Docg ha raggiunto i 17,5% milioni di bottiglie, di cui l'11% destinate all'estero. Da assaggiare le etichette delle grandi griffe, come Berlucchi, Ca' del Bosco, Bellavista, accanto a realtà meno blasonate ma non meno interessanti, come Mirabella, Faccoli, Biondelli e Corte Fusia, per citare solo qualche nome.</p><p>L'altra colonna portante è rappresentata dall'Oltrepò Pavese, che vanta oltre 13mila ettari a vigneto. Al Vinitaly il Consorzio di tutela si mostra in tutta la sua ricchezza vinicola, che spazia dagli spumanti Metodo Classico a base Pinot Nero, passando per i bianchi Riesling, senza dimenticare rossi di tradizione come il Buttafuoco storico. Chi vuole approfondire le varie anime del Pavese può fermarsi agli stand di aziende fuoriclasse come Conte Vistarino, Calatroni, Andrea Picchioni e Tenuta Travaglino.</p><p>L'altro asso nella manica è la Valtellina, dove la viticoltura si fa «eroica» e la produzione si concentra attorno al Nebbiolo delle Alpi, detto Chiavennasca. Tra gli assaggi di Valtellina Superiore e Sfursat non possono mancare quelli della cantina Nino Negri, ma anche Mamete Prevostini, Dirupi, Arpepe e Sandro Fay, tutti riuniti nello stand consortile. Il Consorzio vini mantovani, regno del Lambrusco, ha scelto il Vinitaly per rifarsi il look e da citare è anche la produzione del Lugana, bianco di rara eleganza prodotto lungo la piana del Garda, che sta vivendo un boom: + 8,6% sul 2017 con più di 17,5 milioni di bottiglie e una quota export che raggiunge il 70%. Infine il Moscato di Scanzo, la più piccola Docg d'Italia con 33 ettari iscritti all'albo, tutti nel comune bergamasco di Scanzorosciate, da cui nasce un vino rosso dolce dai sentori inconfondibili di prugna, confettura di ciliegia e rosa canina.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/35GIDIBRSVPDRB6NGKPFD2YHB4.jpg?auth=41e8aa335c6f33dbe8d4376b1d9cdcce6040c5fa970cf018af9c4d5ca8d78a46&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[L'Isola, un quartiere «street-food»]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/lisola-quartiere-street-food-1667486.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/lisola-quartiere-street-food-1667486.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[Alla Key Gallery gli scatti gastronomici dell'artista Francesco Allegretti]]></description><pubDate>Sat, 23 Mar 2019 05:00:09 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Jessica Bordoni</p><p>Quaranta immagini chiamate a raccontare uno dei quartieri più di tendenza della città. La Key Gallery di via Borsieri ha inaugurato «Street food @Isola», la mostra fotografica promossa da Class Editori che riunisce gli scatti di Francesco Allegretti, poliedrico artista milanese che vive e lavora all'Isola da 25 anni, spaziando dal graphic design alla videoart. «Lo studio di queste immagini si fonda soprattutto nel silenzio cinematografico del pittore Edward Hopper spiega Allegretti ma non mancano riferimenti al mondo sospeso e surreale d Magritte. È un'inedita chiave di lettura di questo microcosmo cittadino che amo molto e conosco ormai come le mie tasche». Il tracciato fotografico di «Street food @Isola» parte da piazza Gae Aulenti e dalla skyline dei grattacieli di ultima generazione per arrivare al centro più profondo del quartiere, che non ha mai perso la sua identità di rione storico e popolare, ma ha saputo trasformarsi con successo grazie alla nascita di numerosi locali notturni e ristoranti di impronta gourmet, che richiamano soprattutto un pubblico giovane. «Quella che un tempo era la piazza di quartiere, oggi è diventata un luogo all'avanguardia, in continua evoluzione, animato da luci, suoni e colori dal ritmo frenetico», prosegue l'artista. Lo stile street delle foto, con scatti rubati ed emozioni colte all'improvviso, comunica tutto questo. Le immagini mostrano come il nostro patrimonio enogastronomico possa trasformarsi a tutti gli effetti in un'opera d'arte contemporanea, contribuendo a cambiare le nostre esistenze. Importanti brand di food&amp;beverage italiani hanno creduto nel progetto di Francesco Allegretti diventando sponsor/soggetti fotografici della mostra: UniCredit, Acqua Group, Artcenter, Aventarte, Barberia Maroncelli, DonnaLia, Francesca Fossati, Burgerwave, K&amp;P, Quaser, RobilantAssociati e Tenute Rade. Un esempio? La bottiglia della Barbera La Torre, vino simbolo dell'azienda vinicola piemontese DonnaLia, che è al centro di una serie di scatti dai contrasti cromatici e giochi luminosi. Immersa in una fontana sullo sfondo rosso dei neon e il blu della sera, la bottiglia sembra uscire dall'acqua come un'apparizione, una visione trascendente ed enigmatica. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Gin, tequila o vodka, weekend di gusto  ad... alta gradazione]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/gin-tequila-o-vodka-weekend-gusto-ad-alta-gradazione-1650410.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/gin-tequila-o-vodka-weekend-gusto-ad-alta-gradazione-1650410.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[All'Hotel Marriott incontri e degustazioni tra 2.000 tra le migliori etichette mondiali]]></description><pubDate>Sat, 23 Feb 2019 10:31:04 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Un weekend alla scoperta dei migliori distillati italiani e internazionali: oggi e domani all'Hotel Marriott di via Washington va in scena la quarta edizione del Milano White Spirits Festival con oltre 2.000 etichette in degustazione tra gin, mezcal, tequila e vodka. La regia è quella collaudatissima di Andrea Giannone e Giuseppe Gervasio Dolci, appassionati ricercatori di superalcolici d'eccellenza, già creatori del Milano Whisky Festival e del Milano Rum Festival.</p><p>Si comincia questo pomeriggio alle 14 fino alle 24, mentre domani l'appuntamento è dalle 15 alle 21. È possibile registrarsi direttamente al desk al momento dell'arrivo oppure compilare un form online al sito www.whitefestival.it. Il kit di degustazione, al costo di 5 euro, dà diritto al calice e al portabicchiere. Ogni espositore propone in assaggio i propri distillati a partire da 2 euro e per i visitatori sono messe a disposizione anche delle bottigliette dalla capacità di 3 cl, da riempire con i superalcolici che si desidera riassaporare a casa con più calma. In alternativa, si possono acquistare i prodotti in confezione a prezzo speciale, pagando anche con bancomat e carta di credito. Per gli appassionati che vogliono approfondire le conoscenze tecniche in fatto di white spirits sono organizzati numerosi seminari e tasting guidati. Qualche esempio? Al gin sono dedicati ben tre incontri. Oggi alle 17 è di scena la masterclass «Gin - Zuidam» a cura della Compagnia dei Caraibi, che propone un focus a cura di Patrick Van Zuidam, master distiller dello storico produttore olandese Zuidam, con una selezione di tre genever tradizionali e quattro Limited Edition in anteprima italiana. Alle 20, spazio alla produzione nazionale con «Gin Carta... eccellenza sarda nel Gin». Elio Carta racconta la storia di famiglia e i segreti della loro collezione: Grifu Gin (ginepro mediterraneo), Old Grifu Gin (scorze d'arancia e mandarino fresco), Pigskin Silver Gin (note di limone, arancio e mandarino) e Pigskin Pink Gin (bacche di mirto). Domani alle 15,30, invece, l'appuntamento è con la masterclass «Gin &amp; Genever»: il brand ambassador di Rossi &amp; Rossi Maurizio Adriani accompagna gli ospiti nella degustazione di pezzi da novanta quali il Martin Miller's Gin, Gin Sul, Rutte, Old Tom Gin e Tatsumi. Da ricordare anche i focus sul mezcal, sulla vodka (oggi alle 18,30 a cura del marchio Luksusowa), sulla tequila e su MeMento, il primo distillato analcolico ottenuto da una selezione di acque aromatiche del Mediterraneo, con ingredienti di origine biologica.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/KDJJPRYB5VL4JGM27ASFQHMUQU.jpg?auth=3315ff8caf0aaf33fde64f12c0014f28733004e0ed3d0d80405d35f1616d4e56&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Chef degli hotel stellati sbarcano a Milano Una cena stile Belmond]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/chef-degli-hotel-stellati-sbarcano-milano-cena-stile-belmond-1649007.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/chef-degli-hotel-stellati-sbarcano-milano-cena-stile-belmond-1649007.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[Ai tavoli del ristorante di «Identità Golose» le specialità della famosa catena londinese]]></description><pubDate>Thu, 21 Feb 2019 05:00:17 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Jessica Bordoni</p><p>Metti una sera a cena con gli chef di Belmond. La prestigiosa catena londinese, sinonimo di hotellerie di lusso e alta ristorazione d'albergo in tutto il mondo, ha scelto il capoluogo lombardo per un evento fine dining senza precedenti che chiama a raccolta ben quattro executive chef del gruppo. </p><p>L'appuntamento con la «Cucina a 5 stelle: il viaggio gastronomico di Belmond Hotels» è dal 27 febbraio al 2 marzo in via Romagnosi 3, ai tavoli del ristorante «Identità Golose Milano», primo hub internazionale della gastronomia ideato da Paolo Marchi e Claudio Ceroni. </p><p>Come spiega Robert Koren, senior vice president Europe, Middle East &amp; Africa di Belmond: «La qualità dell'offerta food&amp;beverage è da sempre un tratto distintivo per noi, così come l'unicità delle strutture e l'attenzione ai dettagli, per offrire agli ospiti esperienze sempre nuove. Siamo entusiasti della partnership con Identità Golose perché ci permette di presentare la nostra arte su un palco prestigioso come Milano e di entrare in contatto con un pubblico amante dell'alta cucina, che speriamo di rivedere presto nei nostri hotel e ristoranti». </p><p>Le cene, infatti, non sono su invito ma aperte a tutti, al costo di 75 euro a persona vini e coperto inclusi. Lo speciale menu di quattro portate a otto mani è stato concepito per esaltare l'estro creativo degli chef e gli ingredienti autoctoni degli hotel coinvolti. </p><p>La brigata comprende Davide Bisetto, una stella Michelin al ristorante Oro del Belmond Hotel Cipriani di Venezia; Mimmo di Raffaele del ristorante Belvedere presso il Belmond Hotel Caruso di Ravello; Luis Pestana, stellato del ristorante William al Belmond Reid's Palace di Madeira; e Roberto Toro, a capo dell'Otto Geleng del Belmond Grand Hotel Timeo di Taormina.</p><p>Si parte con una golosa selezione di quattro amuse bouche, ognuno a cura di un diverso chef: coda di bue impanata con pane e burro all'aglio by Luis Pestana; cromesquis di baccalà mantecato al caffè di Davide Bisetto; ostrica con pompelmo e cioccolato bianco di Roberto Toro e infine «Il mangia e bevi» di alici alla nocciola di Giffoni, provola affumicata e cocco firmato da Mimmo Di Raffaele. </p><p>La cena entra nel vivo con una tartare di manzo ai sapori di Madeira dello chef Luis Pestana, poi «Ravello-Milano solo andata», ovvero candele spezzate con ragù alla napoletana, bitto e ossobuco di Mimmo di Raffaele. Come secondo cernia glassata al miso su crema di sedano rapa affumicato di Roberto Toro accompagnata da «Ca-ruta» (contorno a base di carote viola) di Davide Bisetto, che firma anche «Sweetgrill», mix di frutta intorno ai sapori della griglia. Ogni portata è abbinata a un calice di vino italiano o a una cuvée di Champagne Ruinart (in questo caso il prezzo sale a 85 euro) a cui si aggiunge Venice Connection, il cocktail che accompagna il dolce, messo a punto da Walter Bolzonella, storico head barman del Bar Gabbiano al Belmond Hotel Cipriani, insieme al team di Identità Golose Milano (la prenotazione è obbligatoria al numero 02/23668900 o compilando il form sul sito www.identitagolosemilano.com/prenotazioni). </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Tutto pronto per il cenone col menu più bello dell'anno]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/tutto-pronto-cenone-col-menu-pi-bello-dellanno-1622712.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/tutto-pronto-cenone-col-menu-pi-bello-dellanno-1622712.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[Ostriche della Bretannia, le immancabili lenticchie o il Tartufo bianco d'Alba. Ecco le proposte più creative]]></description><pubDate>Sun, 30 Dec 2018 05:00:10 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>La notte più lunga dell'anno sta per cominciare e, secondo le stime Fipe, oltre 6,3 milioni di italiani brinderanno al 2019 in uno dei 93mila ristoranti aperti a San Silvestro. A Milano l'offerta spazia dai cenoni d'autore ai veglioni con spettacoli e musica dal vivo: chi è stufo del solito menu ha l'imbarazzo della scelta. Ecco qualche proposta per chi è in coppia e per chi è in gruppo.</p><p>GLI CHEF STELLATI</p><p>Che cosa c'è di meglio di una cena stellata a Capodanno? Il menu di 10 portate di Claudio Sadler (via Ascanio Sforza, 77; 210 euro) include lo sfizioso astice in olio cottura, lenticchie e vaniglia, mentre al Vun dell'Hotel Park Hyatt (via Silvio Pellico, 3; 375 euro con flûte di benvenuto) l'estro creativo di Andrea Aprea si rivela in una cena da 9 portate che comincia con ostrica, mela verde, rafano e yogurt</p><p>PROPOSTE D'AUTORE</p><p>Per chi cerca un servizio meno formale, ma non rinuncia a un cenone d'autore, gli indirizzi gourmet non mancano. Nella proposta di Bu:r (via Mercalli; 185 euro) curata dallo chef italo-olandese Eugenio Boer si gusta anche una ricercata scaloppa di foie gras, scampo e frutto della passione, mentre Alex Brambilla del ristorante Piazza Repubblica (via Aldo Manuzio, 11; 120 euro) porta in tavola una golosa costoletta di agnello, gnocco di pane alle olive, fonduta al parmigiano, crema di castagne e polvere di caffè. E per chi sceglie una cena fuoriporta, a Gussago, in provincia di Brescia, Alberto Gipponi del ristorante Dina (via Santa Croce, 1; 110 euro) offre un menu a sorpresa che invita a percorrere nuove strade verso l'inatteso.</p><p>LA FORMULA DEL BISTROT</p><p>Per gli amanti del bistrot e dei frutti di mare c'è Langosteria Bistrot (via Privata Bobbio, 2; 260 euro) con un menu che spazia dall'aragosta in salpicon all'astice blu alla griglia, pak choi e salsa allo zenzero. Da citare anche i bistrot di importanti chef cittadini, come il Chic'n Quick di Claudio Sadler (95 euro), Pisacco di Andrea Berton (70 euro) e Cupola, lo spazio lounge del Park Hyatt con menu firmato da Andrea Aprea (270 euro).</p><p>ANCHE LA MUSICA E' SERVITA</p><p>Per chi non può fare a meno della musica, l'Erba Brusca organizza il Capodanno Brusco (via Alzaia Naviglio Pavese, 286; 75 euro). Dopo la cena della chef Alice Delcourt è previsto un dj set con dress-code ispirato al film Grease. Da Dry (viale Vittorio Veneto, 28; menu + open bar 80 euro) la pizza gourmet incontra il pesce e il divertimento è garantito dal party a tema The Last Kiss con bacio di rigore sotto il vischio e musica all night long.</p><p>ETNICI E DINTORNI</p><p>Gli appassionati di cucina dal mondo possono cenare da Wicky's (corso Italia, 6; 130 euro): a San Silvestro si serve un classico come il Wikakuni burger, farcito con maialino nero dei Nebrodi lessato per 16 ore secondo un'antica ricetta giapponese. Sapori orientali anche per Mu Fish a Nova Milanese (via Galileo Galilei, 5). Gli chef Jiang e Kim propongono il menu Young (40 euro), il Classic (70 euro), tra dim sum, tartare di pesce, sushi, uramaki più alcune invitanti creazioni. Se invece amate la carne, sui Navigli ha aperto Valhalla, ristorante «vichingo» (via Ronzoni, 2; 80 euro) che offre selvaggina alla brace o cotta a bassa temperatura. Il menu di Capodanno comprende invece zuppa di legumi e orzo con lingua di vitello croccante e stracotto di capra al vino rosso, polenta di Storo e radicchio tardivo.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/OBIBXYMCYRLJJJS3AHGAOA5ZIM.jpg?auth=54a97486f51b4939fd95b69297eeed6e951a6110cbc2496cf861a76476ef4c2e&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Classico, gourmet o alla siciliana, arriva il  panettone]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/classico-gourmet-o-siciliana-arriva-panettone-1612534.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/classico-gourmet-o-siciliana-arriva-panettone-1612534.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[Ecco le ricette delle migliori pasticcerie della città. Un progetto di  solidarietà]]></description><pubDate>Fri, 07 Dec 2018 14:32:53 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Panettone tutto l'anno o soltanto a Natale? L'elenco delle pasticcerie che propongono il celebre dolce meneghino anche da febbraio a novembre si allunga sempre di più, così come la lista degli chef che si cimentano in una rivisitazione creativa. In pochi, infatti, sanno resistere al Pan de Toni, la cui paternità sembra risalire ad un umile sguattero alla corte di Ludovico il Moro. Per i veri cultori del genere esiste solo il panettone artigianale, preparato secondo l'antica ricetta codificata dai Maestri pasticceri e panettieri di Milano, che hanno istituito anche un marchio di qualità per tutelarne la tipicità.</p><p>Da Panzera (piazza Luigi di Savoia 1/9 e viale Monte Santo, 10), accanto alla versione tradizionale si possono trovare due nuove limited edition al cioccolato fondente 75% di Odilla in abbinamento all'arancio candito di Calabria, ma anche alle nocciole delle Langhe. Un altro nome di culto per chi ama i lievitati è la Pasticceria Martesana (via Cagliero, 14, via Sarpi, 62, piazza Sant'Agostino, 7). Le novità targate 2018 sono il panettone al gianduia e mandarino e il rustico, con farina integrale, crema ai lamponi e frutti di bosco. E poi c'è il superclassico Panetun de l'Enzo, con farcitura di cioccolato e albicocche candite. L'elenco non può dirsi completo senza citare il grande Iginio Massari, presidente onorario dell'Associazione Maestri Pasticceri Italiani, che accanto alla storica sede di Brescia ha aperto un punto anche a Milano in pieno centro storico (via Marconi 4). Il suo panettone ai tre impasti, che si sviluppa di più e risulta quindi molto morbido, rimane il fiore all'occhiello della produzione, ma per i cacao-addicted c'è anche quello al cioccolato, arricchito con cioccolato fondente, cioccolato al latte e cubetti d'arancia canditi. Se anche a Natale non volete rinunciare alla moda, cercate il nuovo panettone agli agrumi e allo zafferano di Sicilia creato dal maestro pasticcere Nicola Fiasconaro: il packaging è firmato dal duo Dolce&amp;Gabbana. I sapori dell'isola rivivono anche da Ammu (corso Magenta, 32, corso di Porta Romana, 44 e corso Garibaldi, 84) con il panettone al pistacchio, rigorosamente di Bronte Dop.E fuoriporta? Provate i panettoni dell'Enosteria Lipen a Triuggio, in Brianza (via Conte Paolo Taverna, 114). Corrado Scaglione, specialista dell'arte della lievitazione, ha messo a punto tante golosissime tipologie, tutte da lievito madre, tra cui cioccolato e fichi, cedro e liquirizia, caffè e perle di cioccolato, senza dimenticare la versione salata. A Cantù, in provincia di Como, il punto di riferimento è il pasticcere Alessandro Marra (via Sesia, 6) che prepara, tra gli altri anche «Ul Brianzoeu», con farina di mais, miele, more e frutti di sambuco. Tra le tipologie più apprezzate anche quello con pistacchi, albicocche e fave di Tonka.Da segnalare, infine, la bella iniziativa delle boutique Vergani (corso di Porta Romana, 51 e via Mercadante, 17) che, dal 7 al 22 dicembre, inspirandosi alla tradizione partenopea del «caffè già pagato», propongono il «Panettone sospeso». I ricavati saranno devoluti alla onlus Pane Quotidiano, impegnata da oltre un secolo nella distribuzione di pasti gratuiti ai più bisognosi.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/U65EQW77VVPNRGRBJSNVOOKFQU.jpg?auth=94a7c368f66bd0bcbd1632722cb89fdb27667e00908f63fc54f994188ac71148&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Col festival dedicato al caffè la tazzina diventa un rito]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/col-festival-dedicato-caff-tazzina-diventa-rito-1608831.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/col-festival-dedicato-caff-tazzina-diventa-rito-1608831.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[Oltre sessanta espositori e cinquemila visitatori attesi Per gli appassionati assaggi gratis, incontri e laboratori]]></description><pubDate>Thu, 29 Nov 2018 08:08:22 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>C'è chi preferisce la moka casalinga, chi non rinuncerebbe mai all'espresso del bar e chi si è appassionato ai gusti delle cialde. I puristi lo prendono in tazza di vetro e senza zucchero, ma c'è anche chi «osa» metterci il dolcificante. Per gli italiani il caffè è un rito irrinunciabile. Perché allora non dedicargli un evento tematico, alla stregua dei format di successo consacrati al vino e alla gastronomia?</p><p>A pensarci è stato Ludovic Rossignol-Isanovic, co-fondatore del «Coffee Festival» insieme a Jeffrey Young, che questo weekend porta in città l'edizione italiana dell'evento, già apprezzato a Londra, Amsterdam, New York e Los Angeles. Oltre 60 espositori tra fornitori di caffè, macchinari e attrezzature e più di 5.000 visitatori attesi: titolari di bar e caffetterie, operatori di settore ma anche semplici appassionati che verranno coinvolti in degustazioni gratuite, workshop interattivi e performance di baristi, torrefattori e mixologist. «Milano una città modello per il design e la moda, ma non possiamo dimenticarci che è anche la patria dell'espresso», spiega Ludovic Rossignol-Isanovic. «In anni recenti la cultura oltreconfine ha cambiato volto al mondo del caffè e questa trasformazione ha coinvolto anche il Belpaese, come testimoniano le aperture di specialty coffee shop e la diffusione di microtorrefazioni artigianali. L'obiettivo del «Milan Coffee Festival» è riunire le differenti anime produttive, valorizzandole e colmando la distanza tra loro».</p><p>La «miscela» del festival si preannuncia davvero ricca. Al contest «The Lab powered by Lavazza» è atteso anche Ferran Adrià, che sabato presenterà il volume «Coffee Sapiens», contributo di Lavazza al progetto Bullipedia, l'enciclopedia sulla ristorazione gastronomica occidentale promossa dal pluristellato chef spagnolo. Da non perdere gli appuntamenti del «Latte Art Live», un'area dove imparare le tecniche per decorare con la schiuma la superficie di espresso e cappuccini. Tra gli esperti in azione anche Matteo Beluffi, campione azzurro di Latte Art 2017 e più volte finalista ai mondiali di questa disciplina. Presso lo spazio «Marzocco True Artisan Cafè», invece, si alterneranno alcuni rinomati torrefattori indipendenti. Domenica alle 11 l'influencer Michael Gardenia terrà un laboratorio su come realizzare e fotografare il caffè perfetto. Da citare anche il calendario della «Coffee Mixology» e la lista degli special guest include il campione greco Michalis Dimitrakopoulos e gli italiani Federico Volpe, bar manager del Dry Milano, Vito Sportelli e Andrea Peconio, vincitori di Coffee Mixologists all'Amsterdam Coffee Festival 2018.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/J6VE7CJ4WZJ5HJAX64SSVFXY44.jpg?auth=f8e3e2b38a065bd7ad3064b409eec2e75a057c4d4c178a7fcc48ec600564cbb3&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Milano rende omaggio al buon vino cooperativo]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/milano-rende-omaggio-buon-vino-cooperativo-1602755.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/milano-rende-omaggio-buon-vino-cooperativo-1602755.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[Al Museo della Scienza in scena 480 aziende italiane, il 60% della produzione enologica]]></description><pubDate>Fri, 16 Nov 2018 05:00:18 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Jessica Bordoni</p><p>Per la serie l'unione fa la forza. Il mondo del vino non è fatto soltanto di micro-cantine e vignaioli indipendenti, ma anche di realtà cooperative di successo, in grado di coniugare grandi numeri e grande qualità. Da domani a domenica le ex scuderie Le Cavallerizze del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia ospitano la seconda edizione di «ViVite - Festival del vino cooperativo», che celebra le 480 aziende cooperative italiane e i loro 140 mila soci attivi sul territorio, con una produzione pari al 60% del volume enologico nazionale e un fatturato superiore ai 4,5 miliardi di euro.</p><p>Organizzato dall'Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, l'evento non vuole essere la tradizionale mostra del vino, bensì un'occasione di incontro e di racconto che «parla la lingua di tutti», come recita il claim. I visitatori hanno, infatti, la possibilità di conoscere in prima persona i numerosi attori della cooperazione vinicola made in Italy, i loro territori e le loro produzioni d'eccellenza. Il calendario di ViVite è decisamente trasversale: accanto alle classiche degustazioni e alle masterclass guidate, sono organizzati laboratori didattici e ludici, workshop, concerti e momenti di confronto informali soprannominati «talk pane e salame» (al cui termine è previsto un assaggio di affettati a cura di un mastro salumiere). </p><p>Gli incontri sono moderati da un parterre di relatori d'eccezione: la coordinatrice dell'Alleanza delle Cooperative Ruenza Santandrea, il presidente di Milano Food Week e Milano Wine Week nonché neo-presidente dei giovani imprenditori di Confcommercio Federico Gordini, ma anche altre personalità di primo piano del comparto enologico, inclusi Renzo Cotarella, Paolo De Castro, Christian Scrinzi, Raffaele Testolin e Adriano Turrini. </p><p>Tra le masterclass ricordiamo quelle curate dal giornalista Daniele Cernilli, alias Doctor Wine, dedicate ai grandi bianchi e rossi italiani e alle blasonate bollicine Metodo Classico e Metodo Charmat. Per i principianti, invece, c'è il workshop «ABV del vino» a cura del wine blogger e sommelier Graziano Nani.</p><p>Sul fronte dei talk, da non perdere l'incontro «La sostenibilità economica del vino: tra romanticismo e realismo» e l'approfondimento «La coscienza del vino». E poi gli appuntamenti decisamente più scanzonati con «Wine in Jazz» by Bomas Trio, «Bicchieri in Musica» by Stefano Rubino e «Wine mood DJ Set» by Elisa Bee, in scena dal pomeriggio fino alle 24.</p><p>Il costo dell'ingresso è di 15 euro per una giornata e di 25 euro per il ticket che vale sia sabato che domenica. Per info sul programma, l'elenco delle cantine espositrici e le prevendite online si può consultare il sito www.vivite.it.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Una «tre giorni» di Golosaria Le bontà del food all'italiana]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/tre-giorni-golosaria-bont-food-allitaliana-1593360.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/tre-giorni-golosaria-bont-food-allitaliana-1593360.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[La storica kermesse da oggi a lunedì negli spazi Mi.Co.: 300 artigiani del gusto, migliaia di prodotti in assaggio]]></description><pubDate>Sat, 27 Oct 2018 04:00:17 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Jessica Bordoni</p><p>Il buono che fa bene. È questo il claim della XIII edizione di Golosaria, storica kermesse ideata da Paolo Massobrio e Marco Gatti, l'inossidabile coppia di giornalisti enogastronomici con il papillon. L'appuntamento è da oggi fino a lunedì 29 ottobre negli spazi di Mi.Co. Fieramilanocity, dove sono attesi ben 300 artigiani del gusto: produttori storici, piccole botteghe e giovani imprenditori, tutti impegnati nella custodia e valorizzazione dell'inestimabile patrimonio agroalimentare italiano. </p><p>Il biglietto di ingresso costa 10 euro e dà accesso alle numerose aree espositive divise nelle macro sezioni food e wine e alle sale convegni dedicate a incontri, show-cooking, laboratori e premiazioni. Migliaia i prodotti in assaggio, tra cui non mancheranno sfiziose curiosità tutte da provare, come la pasta di nocciole per mantecare, l'aceto di melagrana, i salumi stagionati sotto la cenere e il latte di cavalla. </p><p>Oggi l'evoluzione del gusto impone un nuovo modo di pensare al cibo, da intendersi come piacere ma anche e soprattutto come forma di nutrimento per il benessere psicofisico dell'organismo, anche grazie alla riscoperta dei cosiddetti superfood. Genuinità, salute e sostenibilità ambientale saranno quindi le parole chiave del talk show di apertura condotto da Paolo Massobrio con il volto televisivo di Italia1 Tessa Gelisio, a cui è atteso anche il ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Gian Marco Centinaio. </p><p>Tra le novità di questa XIII edizione c'è il format FormaggItalia - Salone Italiano dei Formaggi Artigianali, che porterà a Golosaria una sessantina di caseifici eccellenti, mentre il comparto vino sarà ben rappresentato da una selezione di 100 prestigiose Cantine dal Trentino alla Sicilia. Accanto alla tradizionale premiazione Top Hundred, che rende omaggio alle migliori etichette dell'anno secondo Paolo Massobrio e Marco Gatti, il programma include numerosi wine tasting guidati alla scoperta del potenziale enoico tricolore. Riflettori puntati anche sulla mixology, con una speciale isola dove i professionisti del settore declineranno le ultime tendenze dell'arte del bere miscelato. </p><p>E per chi vuole curiosare tra novità e innovazioni? Lo sguardo in prospettiva è garantito da due nuove aree tematiche: digital food, con le tecnologie 3D dell'Università Cattolica, e food design, rappresentato da uno dei brand italiani simbolo dell'oggettistica d'autore quale Alessi.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La città solleva i calici  Una grande «week»  come per moda e design]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/citt-solleva-i-calici-grande-week-moda-e-design-1583871.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/citt-solleva-i-calici-grande-week-moda-e-design-1583871.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[Al via una kermesse con decine di eventi   e degustazioni. Nascono gli eno-distretti]]></description><pubDate>Thu, 04 Oct 2018 04:00:13 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>La sfida è decisamente ambiziosa: creare un grande evento interamente dedicato al mondo del vino, sul modello della settimana della moda e del salone del mobile. Dal 7 al 14 ottobre Milano ospita la prima edizione della Milano Wine Week, una sette giorni per celebrare il nettare di Bacco in tutte le sue forme ed espressioni dalle bollicine ai rossi fermi, passando per i bianchi, i passiti e i rosati sempre ancorandolo alla cultura gastronomica e all'aggregazione sociale. </p><p>«Si tratta di un progetto dal notevole potenziale, dedicato ad uno dei pilastri portanti del nostro made in Italy spiega l'ideatore Federico Gordini, già autore di format di successo come la Milano Food Week e Bottiglie Aperte che porta in città un ricco e autorevole calendario di appuntamenti sia gratuiti che a pagamento, per gli appassionati e per gli addetti ai lavori». </p><p>Cuore pulsante della Milano Wine Week sarà Palazzo Bovara, in corso Venezia 51, dove si terranno degustazioni guidate, masterclass, workshop e presentazioni gourmet. Grazie alla partnership con EPAM-FIPE, l'Associazione Provinciale Milanese Pubblici Esercizi, e Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, la manifestazione si aprirà a tutta la città, coinvolgendo numerose attività di ristorazione, enoteche e wine bar. Occhi puntati in particolare sui due «eno-distretti» tematici: il quartiere Brera-Garibaldi-Solferino si trasformerà nel Franciacorta Wine District, mentre Porta Romana diventerà il quartier generale del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese e del Distretto dei Produttori di Qualità dell'Oltrepò Pavese. </p><p>Si comincia sabato 6 ottobre con uno spettacolare flash mob in piazza Tre Torri a CityLife: intorno alle 18 sono attese circa 3 mila persone per alzare i calici e brindare con le bollicine del Trentodoc. La cerimonia ufficiale è prevista invece per l'8 ottobre alle 11,30 a Palazzo Mezzanotte con una conferenza-talk show alla presenza degli organizzatori e delle maggiori istituzioni milanesi. </p><p>Tra gli eventi clou, dal 7 all'8 ottobre torna l'appuntamento con Bottiglie Aperte, la ormai storica manifestazione che riunisce le Cantine top dell'enologia nazionale. In tutto 250 produttori con oltre 900 etichette in degustazione. Quest'anno il format cambia sede, trasferendosi al Superstudio Più di via Tortona, ma anche target, rivolgendosi al pubblico trade. </p><p>Chi ama le bollicine, giovedì 11 non può perdere il Franciacorta Day. Due le location di riferimento: Palazzo Bovara ospiterà la rituale edizione milanese del Festival Franciacorta, mentre i piani del megastore Brian &amp; Barry Building di piazza San Babila accoglieranno le Franciacorta Stories, con un tasting dei Metodo Classico firmati dalle aziende aderenti al Consorzio.</p><p>Da ricordare, martedì 9 ottobre, anche la prima edizione del Milano Wine Business Forum, che coinvolgerà 100 «opinion leader» del mondo vinicolo italiano sui temi caldi di innovazione, finanza e credito, internazionalizzazione, comunicazione e innovazione dei sistemi di vendita. </p><p>In calendario anche l'attesa presentazione della Guida essenziale ai vini d'Italia 2019 di Doctor Wine, alias Daniele Cernilli all'Hotel Principe di Savoia (domenica 14), l'iniziativa Fermento Milano a cura della Fisar e le celebrazioni per i 90 anni del Corriere Vinicolo, l'house organ dell'Unione Italiana Vini (venerdì 12). Per il programma completo www.milanowineweek.com. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Cantine aperte: oggi i tour vinicoli in Lombardia]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/cantine-aperte-oggi-i-tour-vinicoli-lombardia-1532729.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/cantine-aperte-oggi-i-tour-vinicoli-lombardia-1532729.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[Dalla Franciacorta all'Oltrepò assaggi gastronomici in accoppiata con le bottiglie più adatte]]></description><pubDate>Sun, 27 May 2018 04:00:12 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Jessica Bordoni</p><p>Dalla Val d'Aosta alla Sicilia. Tra gli appuntamenti di oggi c'è «Cantine Aperte», l'annuale manifestazione promossa dal Movimento Turismo del Vino per valorizzare le eccellenze enologiche del Belpaese e favorire lo sviluppo di una cultura del bere consapevole. Un migliaio di aziende in tutta Italia aprono i cancelli ai wine lover.</p><p>Ideato nel 1993, «Cantine Aperte» nel 2017 ha segnato più di un milione di presenze. A contatto diretto con i produttori, gli enoappassionati comprendono le tecniche di vinificazione e affinamento dei vini. Ma l'esperienza va oltre: si scoprono paesaggi, bellezze storico-artistiche e tradizioni gastronomiche. Alla fine del tour, è d'obbligo una degustazione delle principali etichette aziendali e l'acquisto di bottiglie con lo sconto.</p><p>L'elenco delle «Cantine Aperte» in Lombardia abbraccia le principali aree enologiche: dalla Franciacorta con le eccellenti bollicine Docg, fino alla Valtellina, patria di rossi. Senza dimenticare l'Oltrepò Pavese, terra del Pinot nero in versione spumante. Se preferite scoprire distretti ancora poco conosciuti, potete dirigervi a Capriano del Colle, sul Montenetto: un'altura a 15 chilometri da Brescia, protetta da un Parco agricolo regionale. Tra le aziende della zona ecco San Michele Vini, specializzata nel Marzemino, e Tenuta La Vigna, esperta nelle bollicine Metodo Classico. Entrambe propongono, a 10 euro, la visita ai vigneti e agli spazi produttivi, con degustazione guidata e buffet di salumi e formaggi bresciani. Tra le 11.30 e le 15 si può pranzare nelle due cantine avvalendosi di un catering locale. A San Michele viene servito il primo (6 euro), preparato dall'Hostaria Nonna Dori di Capriano del Colle, mentre alla Tenuta La Vigna si può assaggiare il secondo (8 euro).</p><p>A Peschiera del Garda, la storica cantina Zenato prende i suoi ospiti per la gola proponendo irresistibili «Laboratori del gusto» con abbinamenti cibo-vino (a 15 euro l'uno) curati dal sommelier Marco Scandogliero. Alle 11 gli esperti del salumificio La Rocca spiegano come accostare le stagionature della coppa e dello strolghino piacentini alle annate storiche del Lugana e dei rossi della Valpolicella Zenato. Alle 13 spazio al caviale italiano di Ars Italica Caviar, in abbinamento al Lugana Sansonina Vigna del Moraro Verde, frutto di una fermentazione spontanea. Alle 15 scendono in campo i formaggi affinati da Corrado Benedetti, da accostare al rosso Cresasso. A seguire, l'incontro con la chef Annamaria Giandonato dal titolo «Dolce e salato: due facce della stessa medaglia». In degustazione è proposto un calice di Recioto della Valpolicella e uno di Amarone Zenato spillato dalla botte. Per il calendario completo delle «Cantine Aperte»: www.movimentoturismovino.it</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Caviale, patè o culatello La strenna golosa che non tramonta mai]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/caviale-pat-o-culatello-strenna-golosa-che-non-tramonta-mai-1476419.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/caviale-pat-o-culatello-strenna-golosa-che-non-tramonta-mai-1476419.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[Anche quest'anno le gastronomie milanesi si sbizzarriscono con i cesti più fantasiosi]]></description><pubDate>Thu, 21 Dec 2017 05:00:15 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Jessica Bordoni</p><p>Il 25 dicembre si avvicina e la corsa ai regali è ormai entrata nel vivo. I doni più gettonati sono senza dubbio i prodotti high-tech, ma in molti scelgono di puntare sul food italiano di qualità. Perché, diciamolo, il caro vecchio cesto natalizio resta una garanzia se si vuole fare bella figura ed evitare sorprese azzardate. Ce n'è per tutti i gusti e per tutte le tasche: dalle «Christmas box» più piccole che partono da 20-30 euro fino a quelle più ricercate e ricche di eccellenze gourmand (meglio se a marchio Dop, Igp o presidio Slow Food) che possono superare anche i 400-500 euro. </p><p>Tempio della gastronomia milanese da oltre 130 anni, lo storico Peck di via Spadari (www.peck.it) garantisce un servizio personalizzato. I clienti possono, infatti, comporre direttamente in negozio il proprio cofanetto ideale, scegliendo tra prestigiosi marchi italiani e internazionali con l'aiuto di addetti esperti. Per chi ha poco tempo o poca fantasia non mancano però anche «Le Selezioni di Peck» con oltre 40 idee regalo. Se il destinatario è un appassionato di formaggi, il cesto giusto non potrà che essere «Caseifici e dintorni», dove trovano posto chicche da veri intenditori come il Castelmagno stagionato, il Bettelmatt, il Gran Cru di Grotta di Brisighella e il Pecorino ai quattro pepi, da abbinare a salse dolci-piccanti di pere, clementine e fichi canditi. Decisamente luxury anche la proposta di Calvisius Caviar, azienda lombarda leader nella produzione di caviale che vanta il più grande allevamento di storioni d'Europa. Tra le «Christmas box», acquistabili sull'e-boutique del sito www.calvisius.it spicca la «Round Box», una confezione regalo dal design elegante e raffinato che racchiude il pregiato Calvisius Caviar Tradition Royal nel formato da 100 grammi. La scatola di latta è dotata di uno spazio per il ghiaccio che consente di servire il prodotto e mantenerlo fresco. La carrellata di indirizzi milanesi da non perdere comprende via dell'Annunciata 10 e via Montepulciano 8, rispettivamente sede della Macelleria L'Annunciata e di Pregiate Carni Piemontesi (www.pregiatecarnipiemontesi.it), due apprezzate macellerie-gourmanderie attive dalla metà degli anni Novanta. Anche in questo caso il cesto di vimini è componibile sul momento a discrezione del cliente e le ghiotte specialità tra cui scegliere includono il salame nostrano cremonese, la crema di puro tartufo bianco Grazioli, le acciughe Nardin, la senape in grani Le Jardin des Saveurs, il foie gras Georges Bruck, la mostarda di zucca Cascina Balcarino, la ventresca Ortiz, i peperoni Navarrico e tante altre ancora. Chi preferisce concentrarsi sulle delikatessen, infine, può fare un salto nei golosi punti vendita della Pasticceria Martesana: via Cagliero 14, via Sarpi 62 e, da giovedì, anche presso la nuovissima sede di piazza Sant'Agostino (www.martesanamilano.com). Nei dolcissimi cesti natalizi targati 2017 spicca l'inedito Panettone Strudel con mela candita aromatizzata alla cannella, uvetta immersa nel Marsala e pinoli, senza dimenticare il «Panetun de l'Enzo», il grande must del maestro Enzo Santoro con farcitura al cioccolato e albicocche in confettura e candite. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Maio, dalla Rinascente alla Stazione Centrale]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/maio-rinascente-stazione-centrale-1473590.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/maio-rinascente-stazione-centrale-1473590.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description></description><pubDate>Wed, 13 Dec 2017 05:00:09 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Jessica Bordoni</p><p>Dopo la Food Hall al settimo piano della Rinascente, il Gruppo Maio apre un secondo ristorante in città e lo fa scegliendo una location suggestiva: la Stazione Centrale. Il Maio Bar &amp; Bistro, inaugurato il 5 dicembre, sorge al piano superiore con affaccio interno sulla Galleria dei Mosaici, ma anche esterno su Piazza Duca d'Aosta. Il concept moderno si contrappone al contesto «mordi e fuggi» della Stazione, ponendosi come un luogo dove fermarsi e vivere un'esperienza culinaria di eccellenza, magari al ritorno di un lungo viaggio. «Le sfide ci entusiasmano e ci sembrava importante garantire una pausa gourmet ai pendolari in transito - spiega Alessandro Maio - forti di una ricerca per il gusto e i prodotti freschi che da oltre 40 anni caratterizza il nostro brand». Tradizione e innovazione sono i due poli di una proposta che parte dalla colazione e arriva fino alla cena. Le brioche della mattina sono farcite con creme artigianali, mentre il caffè è di qualità italiana Illy. Il pranzo, disponibile anche in versione take away, ha tra i suoi piatti forti il riso carnaroli Dop con zafferano e liquirizia, gli agnolotti cucinati secondo un'antica ricetta della famiglia Maio e la tartare di fassona piemontese. Accanto ai tavolini c'è la grande social tablea destinato al co-working dove è possibile lavorare sul proprio portatile, meglio se davanti a un tè caldo accompagnato da macaron. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[In città e fuoriporta Una settimana con i migliori vini]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/citt-e-fuoriporta-settimana-i-migliori-vini-1465938.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/citt-e-fuoriporta-settimana-i-migliori-vini-1465938.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[Rassegne da via Tortona al Museo della Scienza. Etichette indipendenti a Piacenza]]></description><pubDate>Wed, 22 Nov 2017 05:00:13 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Jessica Bordoni</p><p>Quello che sta per cominciare, è senza dubbio uno dei weekend più attesi dai wine-lover milanesi. Saranno addirittura tre gli eventi a sfondo enologico, tra kermesse consolidate e debutti assoluti. Si comincia giovedì 23 con la cerimonia di apertura della manifestazione «Il buono nel bello - I Migliori Vini Italiani di Luca Maroni» in programma fino a sabato all'Hotel Magna Pars di via Tortona. Sabato 25 e domenica 26 i calici resteranno alzati anche per la prima edizione di «Vi.Vite - Vino di Vite Cooperative» alle Cavallerizze del Museo della Scienza e della Tecnologia in zona Sant'Ambrogio; mentre non lontano da Milano, al Piacenza Expo, andrà in scena la settima edizione del quotatissimo «Mercato dei Vini della FIVI», la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. Chi bazzica il mondo della critica enologica si sarà sicuramente imbattuto nella figura di Luca Maroni, celebre analista sensoriale che da oltre vent'anni pubblica un «Annuario dei Migliori Vini Italiani» dove recensisce le etichette più meritevoli secondo il suo particolare metodo di giudizio basato sul concetto di «vino frutto». Per lui, infatti, la qualità e il cosiddetto «indice di piacevolezza» di un vino sono strettamente collegati alla sua fruttuosità, ossia la capacità di richiamare il frutto di partenza. L'evento «Il buono nel bello - I Migliori Vini Italiani», in programma all'Event Space del Magna Pars venerdì e sabato dalle 17 alle 24, include una serie di degustazioni guidate e laboratori sensoriali per approfondire le teorie dell'esperto. </p><p>Sabato e domenica il Museo della Scienza e della Tecnologia ospiterà invece la prima edizione della mostra-evento «Vi.Vite Vino di Vite Cooperative», promossa dall'Alleanza delle Cooperative agroalimentari. Sarà una piacevole full immersion alla scoperta delle 498 cantine cooperative (per un totale di 180 mila soci produttori) del panorama nazionale. Il ricco programma è volutamente impostato all'insegna dell'informalità, per avvicinare il grande pubblico al mondo del vino attraverso masterclass, laboratori, ma anche concerti, e cabaret in collaborazione con Zelig. </p><p>Chi nel weekend è disposto a lasciare Milano per Piacenza troverà ad attenderlo più di 500 produttori vinicoli. Sono i vignaioli della FIVI, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, che il 25 e 26 novembre si riuniranno nel salone di Piacenza Expo per la settima edizione del loro «Mercato dei Vini» annuale. L'appuntamento si è ormai imposto come uno tra i massimi eventi di settore a livello nazionale, secondo solo al Vinitaly per numero di aziende partecipanti. In due giorni si potranno assaggiare ma anche acquistare tutti i vini agli stand dei produttori. Spazio anche a quattro degustazioni guidate: dalla verticale di Cuvée Bois dell'azienda valdostana Les Crêtes, al tasting di Vernaccia di San Gimignano targato Montenidoli. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Un weekend da assaggiare coi formaggi migliori d'Italia]]></title><link>https://ilgiornale.it/news/milano/weekend-assaggiare-coi-formaggi-migliori-ditalia-1457336.html</link><guid isPermaLink="true">https://ilgiornale.it/news/milano/weekend-assaggiare-coi-formaggi-migliori-ditalia-1457336.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jessica Bordoni]]></dc:creator><description><![CDATA[Viaggio gustoso alla scoperta dei prodotti tipici: 50 espositori. La Lombardia è la più rappresentata]]></description><pubDate>Sat, 28 Oct 2017 08:03:11 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>«Il formaggio è la corsa del latte verso l'immortalità», diceva lo scrittore americano Clifton Paul Fadiman, mentre il proverbio milanese ricorda come «la buca l'è minga straca se la sa nò de vaca», invitandoci a concludere ogni pasto con un bel pezzo di fontina, asiago o altre specialità casearie.</p><p>Per gli amanti dei latticini e affini, fino a domenica al Palazzo delle Stelline di Corso Magenta c'è la prima edizione di «FormaggiItalia», un viaggio gusto-olfattivo alla scoperta delle più sfiziose produzioni tipiche dello Stivale.</p><p>La manifestazione, organizzata in partnership con l'Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggio), vede la partecipazione di 50 espositori tra produttori, affinatori e consorzi. La regione più rappresentata non poteva che essere la Lombardia, con una decina di aziende tra cui l'Agricola San Faustino di Ceto, all'interno del Parco dell'Adamello, specializzata nella produzione di formaggio caprino in versione fresco, stagionato, erborinato e affumicato. Da segnalare anche la presenza della Latteria Sociale Valtellina, dove nascono specialità a pasta semidura come il casera e lo scimut, ma anche il tradizionale bitto e produzioni a pasta molle quali il piattone, lo scimudin e bormino.</p><p>Ancora, chi apprezza il gusto deciso del taleggio può fermarsi allo stand del Caseificio Mazzoleni di Abbadia Lariana (Lecco), mentre Achille Arioli e suo figlio Gianluca di Ozzero (Milano) propongono il gorgonzola dolce e piccante, la crescenza e il primosale.</p><p>Accanto ai tasting liberi, c'è spazio anche per le degustazioni guidate dell'Onaf e per gli approfondimenti tematici con alcuni protagonisti del settore caseario italiano. In particolare, oggi dalle 17 alle 19 è in programma il convegno «I formaggi di montagna a latte crudo» con un focus sul rilancio delle attività rurali in quota a cui interviene anche Francesca Ossola, dirigente dell'Ersaf, l'Ente di Regione Lombardia per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste. Al termine dell'incontro si attende la proclamazione del vincitore della prima edizione del «Concorso Caseario FormaggItalia 2017» riservato ai formaggi d'alpeggio, ossia prodotti a un'altezza superiore ai 600 metri, e con latte non sottoposto ad alcun tipo di trattamento termico, due fattori-chiave che contribuiscono a realizzare forme di qualità eccellente. La mostra-mercato FormaggItalia è pensata sia per gli operatori che per il grande pubblico. Il biglietto d'ingresso costa 8 euro con riduzione a 7 euro per gli over 65 e a 5 euro per le scolaresche, nell'ottica di promuovere la conoscenza e il consumo dei derivati del latte anche ai più piccoli (per maggiori info: www.formaggitalia.it).</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/255LJVVAJJIKZEF6RJKF5XYF5Y.jpg?auth=a10671a04266dd7fccbcde66de4ff5cf3e7a3620edfb2c32d79daaa0bba23b0a&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item></channel></rss>