<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[News feed]]></title><link>https://www.ilgiornale.it</link><atom:link href="https://www.ilgiornale.it/arc/outboundfeeds/rss/autore/lorenza-sebastiani/" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[ News Feed]]></description><lastBuildDate>Tue, 28 Jul 2026 21:44:35 +0000</lastBuildDate><language>it</language><ttl>1</ttl><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA["Mi facevano fare il cinese. Ora recito da vero italiano"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/mi-facevano-fare-cinese-ora-recito-vero-italiano-2134071.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/mi-facevano-fare-cinese-ora-recito-vero-italiano-2134071.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[L'attore di Seul adottato da una famiglia di Bergamo. "Ho lottato molto, ma questo Paese non è razzista"]]></description><pubDate>Tue, 04 Apr 2023 06:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>«L'Italia non è un paese razzista, la maggior parte degli italiani non lo è. L'atteggiamento di pochi non deve macchiare quello di molti». Questo il pensiero di Yoon C. Joyce, attore di origini sudcoreane, 47enne nato a Seul e adottato all'età di tre mesi da una famiglia bergamasca. Oggi si divide tra Londra e Bergamo, è protagonista della serie per la tv spagnola Paraiso (dove interpreta il tenente di una squadra Omicidi) e nella commedia Mai dire Kung Fu, con il comico Lillo Petrolo, su Amazon Prime.</p><p>Cosmopolita per obbligo e attitudine, per via del lavoro del padre fino a 16 anni vive tra Algeria, Arabia Saudita, Austria. Torna in Italia ancora adolescente, ma l'impatto è tutt'altro che roseo. Subisce atti di bullismo per via della sua etnia e viene picchiato più volte da coetanei, al punto da finire in ospedale. Tutto questo in quell'istituto per geometri, percorso di studio consigliatogli con fermezza dal padre, che non ha mai corrisposto alle sue reali passioni. Trova allora conforto in una scuola serale di recitazione che gli consente di trovare una chiave personale per esprimersi e raccontarsi. «Il ruolo di attore è socialmente incisivo quanto quello di un politico, perché costringe lo spettatore a un'immedesimazione, l'unico modo per fargli comprendere un vissuto alternativo al proprio. Ma per arrivare a questa libertà ho dovuto lottare molto, recitare mi ha letteralmente salvato la vita».</p><p>La sua carriera inizia negli anni Novanta, quando si fa notare in S.P.Q.R. 2000 e ½ anni fa di Carlo Vanzina, ma è solo l'antipasto di una carriera intercontinentale. «All'inizio in Italia mi chiamavano più che altro per interpretare personaggi marginali, secondari, caricature del classico cinesino con la erre arrotata, ma ho sempre sperato arrivasse il tempo in cui un coreano naturalizzato italiano potesse ambire a interpretare il ruolo di un italiano a tutti gli effetti».</p><p>A 22 anni si trasferisce negli Stati Uniti, «ho fatto lavoretti per mantenermi, ho studiato all'accademia di arte drammatica a Los Angeles, poi a New York. Sono tornato in Italia dopo il famoso attentato dell'11 settembre. Al ritorno dagli Usa ho lavorato molto per la tv, perché in quel periodo le fiction italiane, come Rex o Squadra Antimafia, avevano scoperto la tematica della mafia cinese. Ma i miei ruoli, almeno in Italia, erano costantemente collegati a quel tema e soprattutto alla mia etnia. La svolta arriva con Ti amo in tutte le lingue del mondo, film del 2005 di Leonardo Pieraccioni, dove finalmente interpreto un ruolo in cui mi veniva concesso di parlare con un accento italiano (e non orientale), visto che è la mia lingua madre. Ho percepito in quel momento sulla pelle un cambiamento professionale, che stava diventando anche culturale». Ma Joyce ha nel cuore una scommessa più grande: «Ormai ho solo un sogno da realizzare, diventare una risorsa per il cinema italiano, quello del paese in cui sono cresciuto e che amo alla follia. Vorrei un ruolo da protagonista in un film o una serie tv che mi consenta di coprire i panni di un avvocato, un medico o un padre di famiglia, che parla perfettamente italiano, magari sposato con un'italiana ed evitare così quei ruoli legati ai miei tratti. Non è così semplice in Italia puntare a un ruolo di questo tipo». Ma Joyce è poco propenso al vittimismo, racconta piuttosto di un Nord Italia aperto al confronto e di un cinema aperto all'evoluzione. Col tempo nel suo curriculum sono arrivati ruoli in Nirvana di Gabriele Salvatores, Gangs of New York di Martin Scorsese e serie tv come The Vatican, diretta da Ridley Scott.</p><p>«Rispetto agli anni Ottanta in Italia tutto è cambiato, perché sono evolute le generazioni, le possibilità di apertura al mondo, grazie all'informazione. Il giovane d'oggi può viaggiare con più facilità e a minor prezzo. Ai miei tempi un aereo per l'Inghilterra costava un milione e mezzo di lire, ora si può andare ovunque e questo trasforma il pensiero. Fenomeni come i voli low cost hanno permesso a tanti di viaggiare e aprirsi la mente. Nella mia città, Bergamo, l'associazione RUAH si batte da sempre contro il razzismo e organizza eventi centrati su quel tema. Recentemente ho condotto la tredicesima edizione del suo festival di punta, I.F.F (Integrazione Film Festival), che seleziona cortometraggi con protagonisti di varie etnie non costretti in ruoli stereotipati. Ho conosciuto tantissimi italiani (non solo bergamaschi) sensibili alla tematica, mi sono confrontato con loro e ho capito quanto certi preconcetti siano radicalizzati in una minima parte della popolazione (che purtroppo fa un danno enorme)».</p><p>Ma se da una parte Joyce ha un curriculum internazionale, le sue origini appartengono a un mercato, quello coreano, tra i più fiorenti al mondo nella produzione di film e serie tv internazionali. Successi recenti su larga scala di serie come Squid Game o Avvocata Woo, sono sintomo di una nuova attenzione verso il mercato asiatico. «È una tendenza molto viva in vari paesi, che presto arriverà anche da noi. Per il resto, il cinema italiano esula dal concetto di razzismo in senso assoluto. Se ha una minima colpa è quella di aver portato in scena una certa stereotipizzazione di personaggi appartenenti ad etnie minori, ma con la sempre più crescente popolarità del cinema coreano e del sud est asiatico, noto che negli ultimi anni l'interesse verso il mercato orientale sta proprio cambiando. Per esempio nella serie The Net- Gioco di Squadra (in onda lo scorso gennaio su Rai2) interpreto uno dei protagonisti Zhang, nato e cresciuto a Firenze, che è stato in Cina solo una volta in vita sua, pertanto, come il sottoscritto, è italiano al 100%.</p><p>Solo cinque anni fa interpretare questo ruolo non mi sarebbe stato possibile, simili prodotti non erano contemplati. La nuova generazione non ha i preconcetti di quella precedente. I nuovi sceneggiatori, registi e produttori, cambieranno radicalmente la realtà non solo cinematografica, ma anche di riflesso, quella sociale». Joyce auspica per sé e per i colleghi, quindi, una nuova era che avverte già concretamente nell'aria. «Purtroppo, al momento, spesso si tratta di prodotti indipendenti che avrebbero bisogno di maggiore visibilità e finanziamenti. Credo che una grande svolta si avrà quando l'industria nostrana comprenderà che un attore come il sottoscritto in un ruolo da nuovo italiano come protagonista assoluto, potrebbe portare un contributo innovativo. Un riflesso del mondo che sta cambiando e che da italiano vorrei incarnare con orgoglio».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/3IIJ4W6ACFMEHNDPJECT2CJZFM.jpg?auth=66d418535e98155e04ef2ff0cc9dda9dfdb4b3ddca1c2b6d3de82995bed3d902&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Tim Burton si dà alle serie tv: "Mercoledì svela la mia follia"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/tim-burton-si-d-serie-tv-mercoled-svela-mia-follia-2081014.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/tim-burton-si-d-serie-tv-mercoled-svela-mia-follia-2081014.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[Il regista presenta al Lucca Comics gli episodi per Netflix: "Ispirato dalle vignette originarie contro tutte le ipocrisie"]]></description><pubDate>Tue, 01 Nov 2022 05:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>«Fingo che non mi importi se alla gente non piaccio, ma nel profondo, in realtà, mi piace».</p><p>Mercoledì sfida la società a viso aperto, tra sadismo e lotta alle ipocrisie. Tim Burton sta per dare vita a un personaggio noir che incarna la sua fantasia più gotica. Un prodotto potente che il regista di Edward Mani di Forbice e Nightmare Before Christmas ha presentato ieri al Lucca Comics and Games, dove si è tenuta l'anteprima europea del primo episodio, in attesa dell'arrivo il 23 novembre su Netflix in tutti i paesi del mondo. Otto episodi «a tendenza horror», secondo Burton, per una storia teen dai toni soprannaturali, che prende spunto dalle vignette di Charles Addams sul New Yorker intorno agli anni 30. Addams più volte, ironicamente, ammise di aver tratto ispirazione dalla sua famiglia e dalla sua città natale, Westfield, nel New Jersey, una zona piena di ville vittoriane e vecchi cimiteri.</p><p>Con Mercoledì torna in auge la famiglia più bizzarra della noir comedy televisiva, con un mistery dai toni investigativi, che percorre anni nuovi per il personaggio, quelli di un'adolescenza mai raccontata prima, come studentessa alla Nevermore Academy.</p><p>«Sono cresciuto guardando La Famiglia Addams e leggendo i celebri fumetti di Addams. Fin da ragazzino mi sono sempre identificato con Mercoledì, condividiamo lo stesso punto di vista», racconta Burton. «Volevo raccontare come potesse reagire a scuola, in famiglia, con gli insegnanti e, perché no, anche in psicoterapia». Mercoledì, la figlia adolescente di Gomez (interpretato da Luis Guzman) e Morticia (Catherine Zeta Jones) altro non è che, secondo il regista stesso, un marcato alter-ego di Burton, proprio come la serie La famiglia Addams, cult anni '60, lo era per il creatore Charles Addams.</p><p>«La Famiglia Addams è ancora attuale, è un cult, sono per definizione la famiglia di strani. Nella realtà la maggior parte delle famiglie ha almeno un componente definibile come strano. Chi non si è mai identificato con loro in qualche modo? Anche perché la maggior parte dei bambini che conosco si sentono imbarazzati dai propri genitori».</p><p>Una serie apparentemente leggera, quindi, ma che passa in rassegna diversi temi sociali, dalla famiglia alla scuola. Il tocco comedy è accentuato dalle celebri figure di Mano e di Zio Fester (Fred Armisen, attore comico cresciuto nella fucina di talenti del Saturday Night Live). La protagonista è Jenna Ortega, diciannovenne americana di origini messicane e portoricane, che secondo il regista californiano «riesce a comunicare anche senza usare la voce. Era difficile trovare un'attrice giusta, senza di lei non ci sarebbe stata la serie. I suoi occhi e la sua forza di carattere sono stati punti di forza. Mercoledì è un personaggio che lascia intravedere sfumature umane, senza mai e poi mai tradirsi».</p><p>Per lei le scuole sono «luoghi sottofinanziati gestiti da persone i cui sogni si sono infranti da tempo». Dopo aver girato vari istituti viene spedita dai genitori a frequentare la Nevermore Academy, istituto per «strani» e «reietti», dove nella fantasia del racconto, avrebbe studiato anche Edgard Allan Poe. Del resto, la filmografia di Burton è da sempre strettamente ancorata al tema degli outsider, degli emarginati dalla società. «La solitudine, il sentirsi soli, sono temi che capisco molto bene avendo avuto problemi di salute mentale per metà della mia vita. Per questo mi identifico con la protagonista. Va in una scuola per reietti e si sente comunque reietta tra i reietti. È ciò che ho provato in tutta la mia vita».</p><p>Il soprannaturale, il bizzarro, quindi, come mezzo alternativo per raccontare una società non sempre comprensiva. Mercoledì rinnova anche il sodalizio artistico con il compositore Danny Elfman alla colonna sonora, «Per me la musica è un altro personaggio nel film, sono contento che Danny abbia accettato, nonostante sia ormai una rockstar».</p><p>Burton, momentaneamente prestato alla serialità, sembra però non dimenticare il suo primo amore, cioè il cinema. «È interessante lavorare ad un ritmo diverso, quello delle serie. Il cinema continua però a rimanere il mio amore, per il quale credo in futuro ci sia ancora spazio».</p><p>Curiosità per appassionati: Mercoledì vede anche la partecipazione dell'attrice Christina Ricci nei panni di Ms Marilyn Thornhill, una delle insegnanti della Nevermore Academy. L'attrice è stata la più famosa Mercoledì del cinema, protagonista dei film ormai cult La famiglia Addams (1991) e La famiglia Addams 2 (1993).</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LYDCOGU2GNJHXLWOMXPVZEGMRM.jpg?auth=4d9ed0f94bffc3a8571f6c41de8fa32ae5c90b5b440c1eb9ee1ee544ac64aeeb&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Tra rinvii e scommesse la fiction riaccende la tv (in attesa delle elezioni)]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/rinvii-e-scommesse-fiction-riaccende-tv-attesa-delle-2066192.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/rinvii-e-scommesse-fiction-riaccende-tv-attesa-delle-2066192.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[Stasera su Rai1 "Le indagini di Lolita Lobosco". Attesa per "Effetto notte". Il caso Dalla Chiesa]]></description><pubDate>Tue, 13 Sep 2022 04:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>La fiction è sempre più connessa alla società, ai tempi che stiamo vivendo. Sta per ripartire in tv l'universo del racconto generalista, in contrapposizione al racconto elitario delle serie, perché più diretto, immediato, popolare. La tv, per quanto se ne dica e se ne scriva, la guardano ancora in tanti. E un racconto sociale, come quello della fiction, può influenzare la nostra quotidianità.</p><p>È altrettanto vero che la serialità è influenzata dall'attualità.</p><p>In questo frenetico periodo di campagna elettorale e di lutti di portata mondiale, come quello della Regina Elisabetta II, la programmazione televisiva subisce, infatti, continue variazioni. Le repliche della prima stagione di Le indagini di Lolita Lobosco partono questa sera su Rai1, il Vice questore di Bari che si muove tra crime e sentimento, interpretato da Luisa Ranieri. La seconda puntata è prevista per venerdì 16 settembre. La finalità di questo spostamento è riempire lo spazio previsto per la fiction Il Nostro Generale, ispirata alla vita di Carlo Alberto Dalla Chiesa e spostata a data da definirsi, per via della recente candidatura politica di Rita Dalla Chiesa.</p><p>Rimandata anche la seconda stagione di Mina Settembre al 2 ottobre, con protagonista Serena Rossi nei panni dell'ormai celebre assistente sociale napoletana, la cui partenza era inizialmente prevista per il 25 settembre, giorno di elezioni.</p><p>Anche Imma Tataranni 2 era prevista per il 22 settembre (giorno occupato da un prime time con Bruno Vespa), ma slitterà a martedì 27 e giovedì 29.</p><p>Spostamenti a parte, a livello di contenuti, le prossime fiction Rai stimolano l'immaginario collettivo con racconti di impegno sociale, in apparente contrapposizione alla superficialità social di questi tempi. A breve, per esempio, arriva Sopravvissuti, mistery drama in onda dal 3 ottobre, che racconta la storia di un drammatico naufragio, con Lino Guanciale e Barbora Bobulova, realizzato in cooperazione con i servizi pubblici di Francia e Germania. Tra le new entry Vincenzo Malinconico - Avvocato d'insuccesso, dai romanzi di Diego De Silva, con Massimiliano Gallo, dal 20 ottobre. Storia di un precario professionale e sentimentale. A novembre sarà poi il momento dell'atteso evento Esterno Notte, per la regia di Marco Bellocchio e con protagonista Fabrizio Gifuni nei panni dell'onorevole Aldo Moro. La fiction in questione racconta il sequestro Moro dal punto di vista dei protagonisti, ai tempi della guerra civile tra Brigate Rosse e lo Stato. Atteso a dicembre il docu-film con Michele Placido sulla vita dell'editore Arnoldo Mondadori.</p><p>Titoli e contenuti più «pop», invece, per la prossima stagione Mediaset, a partire da Viola come il mare, in onda dal 30 settembre su Canale5. Un crime con venature rosa dal target femminile, con Francesca Chillemi e l'attore turco Can Yaman. Tra novembre e dicembre prevista invece la seconda stagione di Luce dei tuoi occhi, fiction con Anna Valle e Giuseppe Zeno, un racconto centrato sul mondo della danza e sul rapporto madre-figlia.</p><p>Puntano invece su tematiche di mafia, che a Mediaset hanno sempre riscosso buoni ascolti, titoli come Maria Corleone, previsto per il 2023. Sempre sul tema del racconto malavitoso, integrato però con quello della malattia, Il Patriarca, sei serate con Claudio Amendola nei panni di Nemo Bandera, carismatico imprenditore, tra gli uomini d'affari più influenti della Puglia.</p><p>Spostandoci sul differente tema della serialità, su Sky Atlantic in autunno arriva Il Grande Gioco, che racconta per la prima volta il mondo del calcio, con la partecipazione di Giancarlo Giannini, nei panni del magnate di un'agenzia di calciatori. E per il 2023 da segnalare Call My Agent con un cast stellare, tra cui Stefano Accorsi, Paola Cortellesi, Pierfrancesco Favino, Corrado Guzzanti e Paolo Sorrentino.</p><p>C'è attesa per Prisma su Prime Video, creata da Ludovico Bessegato (gia «dietro» al successo di SKAM Italia), dal 21 settembre. Una serie di formazione, che ruota intorno alla complessa relazione tra l'identità, le aspirazioni, l'aspetto fisico e gli orientamenti sessuali di un gruppo di adolescenti di Latina.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/JELT26JKAVNZPEYRW6KFWWFHE4.jpg?auth=781c69817a3cd1a84085b5c15eaec3c3165e986d2f8fefedc0edef9ea92426bb&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA["Torno nella famiglia di Uno Mattina ma vorrei iniziare a sperimentare"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/torno-nella-famiglia-mattina-vorrei-iniziare-sperimentare-2060756.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/torno-nella-famiglia-mattina-vorrei-iniziare-sperimentare-2060756.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[Tiberio Timperi tra certezze e novità. "Mi vedrete come attore in un film e in una serie tv con Lillo. E poi forse anche in radio, non Rai"]]></description><pubDate>Tue, 23 Aug 2022 06:29:21 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il suo biglietto da visita in tv è uno spiazzante cinismo alla romana. Sui social c'è chi lo definisce «burbero» e chi «onesto» e «diretto». In attesa della ripartenza di Uno Mattina In famiglia il 17 settembre, a fianco di Ingrid Muccitelli e Monica Setta, Tiberio Timperi ricarica le pile in montagna. «In questo periodo mi sento inusualmente poliedrico. A gennaio mi vedrete nel film di Massimiliano Bruno e Edoardo Leo I migliori giorni, dove interpreto un conduttore ruffiano verso il potere. Ho dovuto proprio recitare una parte lontana da me, per capirci. E poi mi vedrete in un cameo nella serie Sono Lillo, con il comico Lillo Petrolo, presto su Prime Video».</p><p><b>UnoMattina in Famiglia è la sua certezza. Come affronta questa nuova stagione?</b></p><p>«Gli ascolti degli anni scorsi mi rendono sereno, il gruppo di lavoro è collaudato».</p><p><b>Porterà qualche nuova idea nel programma?</b></p><p>«No, nella tv di Guardì il conduttore deve fare il conduttore e l'autore deve fare l'autore. Ma non sono mai stato un semplice lettore di copione. Insomma, ho trovato un equilibrio tutto mio in questa conduzione, che funziona».</p><p><b>Nuove esperienze alle porte. Ha forse esigenza di guardarsi professionalmente intorno?</b></p><p>«Al momento non sono in regime di esclusiva, sto cercando fuori le sperimentazioni che non trovo in azienda. Ho la certezza che potrei dare di più al pubblico. Anni addietro, per dirne una, ho fatto prime serate su Rai1 con Ballandi e i risultati sono stati più che soddisfacenti. Eppure ormai in Rai si punta solo sul solito tridente: Amadeus, Conti e Insinna. Con tutta la stima verso questi colleghi, i cavalli su cui puntare potrebbero essere anche altri».</p><p><b>Cosa vorrebbe sperimentare?</b></p><p>«Mettere in gioco la mia ironia. Penso a programmi senza studio, alla Chiambretti degli esordi e a basso budget. In Rai ci vorrebbe una stanza in cui riunire di tanto in tanto tutti i talent, in cui tirare fuori i nostri spunti creativi. Poi potrebbero essere appaltati a case di produzione esterne, mantenendo i diritti ben saldi in Rai. Ora accade l'opposto, si acquistano troppe idee dall'esterno».</p><p><b>Ha provato a farsi avanti?</b></p><p>«Più volte di recente, ma non sempre ho trovato orecchie. In passato, ai tempi di Carlo Freccero gli proposi qualcosa, che poi ho visto realizzato da altri conduttori. Vuol dire che erano idee buone, questo mi ha dato soddisfazione. Ora è arrivato un nuovo direttore, Simona Sala. C'è stima reciproca».</p><p><b>È diretto anche in privato?</b></p><p>«Sempre onesto. Da qualche tempo ho una storia con una persona che ha capito come sono fatto e mi lascia il guinzaglio lungo. Dopo aver tanto sofferto ci vado con i piedi di piombo. A fronte di questo mio apparente cinismo, sono una persona molto sensibile».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/GWZ6RUUZKBOMXE45TKUMWCEBX4.jpg?auth=410a6ca2707e30311ad220ad8e7c9bedd3b7389ea38fe204731372623c4d3230&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Botte, insulti, alcol, denunce. L'inferno di Brad e Angelina]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/botte-insulti-alcol-denunce-linferno-brad-e-angelina-2060204.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/botte-insulti-alcol-denunce-linferno-brad-e-angelina-2060204.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[La Cnn divulga i documenti sul folle volo aereo durante il quale accadde di tutto tra Pitt e Jolie]]></description><pubDate>Sat, 20 Aug 2022 04:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Giustizia maschilista o femminista? Ormai le coppie di Hollywood si attaccano nei tribunali e spesso la verità diventa un dettaglio indistinguibile, tanto meno dai media.</p><p>Johnny Depp e Amber Heard ne sono un recente esempio e a processo concluso, quando i social avevano da mesi messo in campo un tifo da stadio a favore dell'attore, è rimasto sospeso lo stesso quesito di sempre. Peggio se sul campo rimane una vittima non creduta o un carnefice innocente e calunniato?</p><p>Ed ecco che arriva la stampa, spesso per ultima e utilizzata a turno in modo strumentale dai due epici antagonisti del momento.</p><p>Non a caso è appena emersa una sostanziale novità sulla saga dei Brangelina, ossia Brad Pitt e Angelina Jolie, che continuano da anni a scannarsi davanti ai giudici, con la scusa dell'affidamento dei figli. Lei lo accusa di abuso di alcol e maltrattamenti in famiglia, lui di violenza psicologica e diffamazione. Emblematica la causa che lui le ha intentato a febbraio scorso, per aver venduto a un oligarca russo la sua metà del vigneto francese dove si sposarono, Château Miraval, senza interpellarlo.</p><p>Ora lei, dopo mesi di apparente calma mediatica, ha appena calato l'asso. La CNN di colpo ha rivelato il contenuto di un rapporto ricevuto dall'FBI sul famoso episodio del 2016 che la rivista americana People, all'epoca, aveva indicato come la causa del divorzio tra i due. Sei giorni dopo questi accadimenti la Jolie lasciò infatti Pitt e chiese l'affidamento esclusivo dei figli.</p><p>Nell'ambito di un volo privato dalla Francia a Los Angeles lui sarebbe salito già ubriaco, avrebbe afferrato l'attrice alla testa sbattendola contro la porta del bagno, imprecando contro di lei e contro la cattiva educazione impartita ai figli. I ragazzi, denuncia l'attrice, avrebbero chiesto «Stai bene mamma?». A quel punto Pitt avrebbe urlato: «No, la mamma non sta bene. Sta rovinando questa famiglia. È pazza». Questo avrebbe suscitato la reazione del primogenito, Maddox, all'epoca 15enne, che ha testimoniato più volte in passato contro Pitt (e oggi non vuole neanche più il suo cognome). Il ragazzo avrebbe detto: «Non è lei, sei tu, stronzo». L'insulto, si legge nel rapporto dell'FBI, avrebbe mandato l'attore su tutte le furie. Jolie avrebbe allora afferrato il marito per il collo «per impedirgli di attaccare Maddox», e Pitt l'avrebbe spinta contro una parete, procurandole lesioni alla schiena e al gomito, di cui il rapporto contiene foto. Per quell'evento l'attore, che ha negato qualsiasi accusa, è stato indagato sia dai servizi per l'infanzia di Los Angeles sia dall'FBI, ma l'inchiesta fu chiusa in due mesi e senza esito. CNN ha poi riferito che il vice procuratore Usa avrebbe deliberatamente deciso di non procedere contro Pitt. L'emittente americana ha oggi la certezza che la Jolie abbia di recente intentato una causa anonima contro l'FBI, per ottenere tutti i documenti relativi all'inchiesta federale contro l'ex. La Jolie aveva incassato solo per finta, quindi. Al momento ha la piena custodia dei figli, riottenuta con le unghie e con i denti. A maggio dello scorso anno Pitt aveva infatti ottenuto l'affidamento di cinque dei suoi sei figli (Pax, Zahara, Shiloh e i gemelli Knox e Vivienne, 18, 17, 16 e 13 anni), ma lei ha chiesto e ottenuto l'estromissione del giudice, reo di non aver ascoltato le testimonianze dei ragazzi e di averle così negato, a suo dire, «un processo equo».</p><p>Combattiva «ai limiti della persecuzione», l'ha definita a più riprese Pitt sui media americani.</p><p>«La mia è una battaglia nel puro interesse dei figli», ha spiegato l'attrice, che si ritiene da sempre, come la Heard, vittima di una giustizia iniqua e viziata. Sono lontani i tempi in cui, per i 50 anni del marito, gli regalava un'isola da 12 milioni di dollari. Una cosa l'abbiamo capita, tanto megalomane la storia d'amore che ci propinano, tanto feroce sarà la causa successiva. E la verità è destinata a rivelarsi irrilevante.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/QHJ7KIB7G5OMRCJCEAVMBNOWJI.jpg?auth=362e7e5b395091c1edb01a564692c46f5fa9f291212e4410f9f3d54a783a356f&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA["Il cinema italiano deve osare. Come faceva mio papà Ugo"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/cinema-italiano-deve-osare-faceva-mio-pap-ugo-2059981.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/cinema-italiano-deve-osare-faceva-mio-pap-ugo-2059981.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[Il regista Ricky Tognazzi pronto a girare una miniserie per Mediaset. Intanto celebra il mitico genitore nelle piazze del Paese]]></description><pubDate>Fri, 19 Aug 2022 06:13:35 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova esperienza di regia dietro l'angolo per la coppia del cinema italiano Tognazzi-Izzo, con protagonista Sabrina Ferilli. Dopo L'Amore strappato (2019) e Svegliati, Amore Mio (2021), i due torneranno dietro la macchina da presa per un nuovo racconto televisivo dal sapore sociale, come le due fiction precedenti. Una miniserie in tre puntate che li impegnerà i prossimi mesi sul set e che debutterà il prossimo anno su Mediaset. «Cesare Zavattini, penna straordinaria, diceva che bisogna pedinare la realtà. Anche questa fiction quindi lo farà, avrà un sapore strettamente attuale». Intercettato all'evento più chiacchierato dell'estate, il galà dell'imprenditore italoamericano Alessandro Nomellini al Twiga di Forte dei Marmi, Ricky Tognazzi ha fatto il punto sulla sua estate, che cade nel centenario del compleanno del celebre padre, l'attore Ugo Tognazzi. «Nel frattempo sto girando il paese per celebrare la memoria di papà, incontrando chi gli ha voluto bene e chi, magari per questioni anagrafiche, non lo conosce».</p><p><b>Sempre al fianco di sua moglie, nel lavoro e nella vita. Quali sono le rose e quali le spine?</b></p><p>«Trentatré anni sempre sul filo e la medaglia per essere riusciti a mantenere una convivenza così a lungo va solo a lei. Abbiamo un equilibrio che abbiamo conquistato negli anni, che si basa sul dibattito. Abbiamo spesso idee agli antipodi, Simona pensa bianco e io nero. Si discute, a volte si litiga, poi si arriva a una sorta di compromesso. Magari uno ha la peggio nella discussione, ma poi vince davvero solo chi ha imparato qualcosa»</p><p><b>A proposito di imparare, ha progetti nel cassetto che non ha ancora realizzato?</b></p><p>«Il nostro lavoro è fatto di sogni da realizzare, che per una ragione o per l'altra non sei mai riuscito a portare a termine. Spesso hanno la precedenza quei progetti che il mercato sente l'urgenza di produrre e altri, purtroppo, finiscono nel dimenticatoio. Ho tante storie in mente. In futuro vorrei occuparmi di fluidità, un racconto di transizione che sarà ispirato a un personaggio pubblico. Una storia vera, che racconta le difficoltà e il percorso di cambiamento di una persona reale».</p><p><b>Per chi fa cinema, non tutti i progetti vanno in porto, così dice. Ma il settore in che situazione versa?</b></p><p>«Barbera, direttore della mostra di Venezia, è stato recentemente molto severo verso il cinema italiano, sostenendo che abbiamo perso in qualità, pur di produrre in quantità. Il fatto è che si fa tanto, ma in modo più industriale. Quello che manca oggi è più libertà. Si produce tanto per la televisione, magari inseguendo il mercato, manca l'autonomia autoriale, l'opportunità di portare davvero in scena la storia che hai nel cuore».</p><p><b>A proposito di storie, quest'anno sono cent'anni dalla nascita di suo padre Ugo Tognazzi. Quali sono state le difficoltà e i privilegi di una condizione come la sua, quella di figlio d'arte.</b></p><p>«Da ragazzo vivi in un cono d'ombra, perché la gente ti riconosce in quanto figlio di', poi com'è naturale, ne esci. Quando quella figura poi magari viene a mancare entri in un'altra visione, e quel cono d'ombra diventa una luce».</p><p><b>Ci spieghi.</b></p><p>«Per me oggi papà è un faro, una guida. A cent'anni dal suo compleanno mi sono fatto un'estate in giro per l'Italia per ricordarlo. Se è vero che gli artisti sopravvivono grazie alle loro opere, queste vanno viste, raccontate a chi non le conosce abbastanza. Tanti giovani per esempio non conoscono la commedia all'italiana. Questi mesi sono stati una festa vissuta con papà, insieme alla gente, nelle piazze».</p><p><b>Cosa porta nel cuore di suo padre Ugo?</b></p><p>«Come dicono? Comincerai a dare ragione ai tuoi genitori quando tuo figlio comincerà a darti torto'. Ho avuto vari scontri con Ugo, intorno ai vent'anni, per banali questioni generazionali. Il fatto è che lui era sempre avanti', più avanti di tutti quanti. Ha sempre inseguito la modernità, voleva sorprendere pubblico e amici, e anche noi figli, facendo costantemente azioni anticonformiste».</p><p><b>Ce ne racconti una</b></p><p>«Ne ha fatte anche di recriminabili, tipo quando si fece arrestare come capo delle Brigate Rosse, finì sul giornale e alla stampa che gliene chiese conto rispose come artista rivendico il diritto alla cazzata'»</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/HGWQ7XLJ7ZM6PMMIT4HWLIJ7MU.jpg?auth=46216a6ad4eea95b113b83dd9b11ee58fd71a4e94b64f654b5c580a779e447af&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Simona Ventura: "Ritorno su Rai2 e poi vorrei parlare di calcio, magari sul web"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/simona-ventura-ritorno-su-rai2-e-poi-vorrei-parlare-calcio-2057892.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/simona-ventura-ritorno-su-rai2-e-poi-vorrei-parlare-calcio-2057892.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[La conduttrice: "Mai pentita di essere andata a X Factor su Sky"]]></description><pubDate>Wed, 10 Aug 2022 06:29:01 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>«Si vive una volta sola e qualcuno neanche una», dice Woody Allen. C'è chi invece di vite ne vive mille e tutte al massimo. Simona Ventura è uno di quei personaggi capaci di reinventarsi nella sostanza, anche in un'epoca fatta di forma. Tanti nuovi impegni, la tv, il web, la recente regia di A subito, il docufilm inedito sugli ultimi cento giorni di Pannella, dopo l'esperienza di Le 7 giornate di Bergamo, presentato lo scorso anno alla mostra di Venezia. Dei tempi fastosi di Quelli che il calcio e L'isola dei Famosi su Rai2 la Ventura ha un ricordo consapevole, ma non nostalgico, «era una tv che oggi non esiste più, ma continuo a sperimentare». Intercettata nell'ambito de «La terrazza della dolce vita», la rassegna di incontri (da lei organizzata insieme al compagno Giovanni Terzi) che ha appena richiamato al Grand Hotel di Rimini vip e intellettuali, la conduttrice fa il punto sul suo imminente futuro.</p><p><b>Alle porte la seconda stagione di «Citofonare Rai2». Come la vive?</b></p><p>«Quando Paola Perego mi ha chiamato l'anno scorso ho pensato fosse una sfida. Mi piaceva l'idea di provare a riportare pubblico verso una rete che aveva bisogno di nuova linfa. Dicevano che due donne non avrebbero mai potuto lavorare insieme, che avremmo litigato dopo un giorno. Invece abbiamo fatto trenta puntate in serenità. Siamo due professioniste e due amiche. Ci siamo dette, quando c'è qualcosa che non va, diciamocelo subito. Solo così i rapporti funzionano, sul lavoro e nella vita. Quest'anno puntiamo a fidelizzare il pubblico, implementando il numero di puntate».</p><p><b>Qualche novità?</b></p><p>«Tante. Arriva Valeria Graci e non solo. Il format intero sarà molto più al femminile. E' un programma che ci entusiasma, un grande lavoro di squadra. Nel contempo (Paola lo sa) non sto mai ferma».(ride - ndr)</p><p><b>Tipo?</b></p><p>«Sarei felice di una seconda stagione di Ultima fermata su Mediaset. Mi piace il suo focus, coppie che tirano fuori i propri problemi, ne discutono apertamente. Siamo cresciuti con la cultura di nascondere ciò che in famiglia non funziona, mettere la polvere sotto il tappeto. Invece parlarne depotenzia la violenza, è un programma con basi significative. E poi penso al web».</p><p><b>Ci racconti.</b></p><p>«Nel prossimo futuro vorrei concentrarmi sulla formazione di giovani talenti e su una materia che conosco da trent'anni anche come tifosa, il calcio. Ho un mare di aneddoti sui protagonisti del settore, che potrei diluire in pillole, tra passato e presente. Oggi ci sono diritti sportivi comprati totalmente e questo rende più difficile anche solo avvicinare un calciatore a bordo campo. Ma si possono trovare nuovi linguaggi, magari con una web tv, per raccontare uno sport che rimane per sua natura democratico e popolare».</p><p><b>Se pensa alla sua carriera, com'è cambiato il suo stile di conduzione?</b></p><p>«Sono stata rivoluzionaria all'epoca, ma oggi sono una persona diversa. Non mi sentirei più di condurre con il dito puntato in camera. Ma sono sempre io, quella divertente, dissacrante, e soprattutto libera. Una libertà che ho sempre pagato senza sconti. Questo mi ha reso attrice della mia vita, non vittima. Come quando ho lasciato la Rai nel momento per me di più grande successo».</p><p><b>Perché l'ha fatto?</b></p><p>«Avevo soldi, una popolarità alle stelle, ma il vero motivo è che ero estremamente infelice quando tornavo a casa, non avevo abbastanza tempo per i miei figli. Vedere che oggi stanno trovando la loro strada mi dà una serenità che non mi avrebbe mai dato un successo televisivo in più».</p><p><b>Perché si sentiva infelice?</b></p><p>«Mi sentivo sola, non c'era nessuno vicino a me la sera, con cui potessi parlare. I miei figli stavano diventando adolescenti, ma era difficile seguirli È stata una scelta consapevole quella di andare a Sky, con X Factor. E non me ne sono mai pentita».</p><p><b>C'è chi dice che in un mondo giusto la Perego dovrebbe tornare a condurre «La Talpa» e la Ventura «L'Isola dei Famosi».</b></p><p>«La Talpa è qualcosa che appartiene a Paola. Però il conduttore è parte integrante del programma, è fondamentale, basta guardare come Signorini ha rivoluzionato il Grande Fratello. Sul resto non saprei, anche perché non ritengo giusto che Alessia Marcuzzi prima e Ilary Blasi poi debbano sentire sempre il solito ritornello. Ognuno fa la propria corsa».</p><p><b>La Blasi in questo periodo ha già i propri problemi...</b></p><p>«Ho espresso anche in passato pubblicamente la mia vicinanza a Ilary e Francesco. Le separazioni sono sempre molto dolorose, soprattutto se pubbliche. Ricordo la mia, anche se all'epoca per fortuna i social non c'erano, era il 2004. Mi buttavo sul lavoro, andavo in onda con l'Isola tutte le domeniche, ma una volta spente le telecamere dovevo difendere me e la mia famiglia da ciò che leggevo sui giornali. Ricordo che persi un sacco di chili nel non rispondere alle provocazioni. Ma ce l'ho fatta. Tutto passa e dopo si può diventare anche amici. Il primo momento è il più difficile, poi diventa importante ricordare il buono del percorso fatto insieme».</p><p><b>Lei ha sofferto molto per amore. Perché desidera tanto risposarsi?</b></p><p>«Perché sento che io e Giovanni ci amiamo, ci supportiamo, ci facciamo compagnia, collaboriamo anche molto bene insieme. Quando ci siamo incontrati eravamo entrambi delusi dalla vita, completamente disillusi, se non fosse arrivato lui sarei rimasta da sola. Ma ora sento di volerci riprovare. Ci risposeremo nel 2023 e vorremmo fare una grande festa. Che sia la volta buona?».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/YVIDFFU7ZJKSJDF5D7X24CKLQI.jpg?auth=4ad55f2dd072c748deb85bcfe7222a4d40a25f6be9f510e695f226de48c97321&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA["Un posto al sole" a quota seimila puntate. E Bricca svela i segreti di Palazzo Palladini]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/posto-sole-quota-seimila-puntate-e-bricca-svela-i-segreti-2054728.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/posto-sole-quota-seimila-puntate-e-bricca-svela-i-segreti-2054728.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[Miriam Candurro: "Siamo amici anche fuori dal set, si va in vacanza insieme"]]></description><pubDate>Fri, 29 Jul 2022 04:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Un posto al sole, la celebre serie di Raitre, oggi taglia il traguardo delle 6mila puntate. «Upas» (questo l'acronimo della serie sui social) è ormai un fenomeno di costume, con una media giornaliera di 1,6 milioni di spettatori. Per festeggiare, ecco una puntata speciale, con protagonista un personaggio particolare della serie, la cagnolina Bricca, doppiata da Nunzia Schiano, che farà un bilancio sulle vicende dei protagonisti.</p><p>Venticinque anni di programmazione tra amori, intrighi, vendette, amicizia, ma anche impegno sociale. «Trattiamo temi come violenza sulle donne, bullismo, ludopatia, ecologia. È anche un prodotto educativo», dice Patrizio Rispo, veterano della serie che fin dagli esordi veste i panni di Raffaele, il portiere dello storico Palazzo Palladini, dove risiedono i protagonisti. «Ammetto di essere rimasto colpito per l'alzata di scudi dello scorso autunno, quando era in ballo lo spostamento della messa in onda dalle 20,45 alle 18,30. È stata persino presentata un'interrogazione parlamentare in merito...». Trasmessa in sessanta Paesi - dagli Usa al Canada, dall'Africa all'Asia - Un posto al sole è tra le serie italiane più viste nel mondo. Ma qual è il vero motivo di questo successo?</p><p>«Rispetto al format a cui è ispirata (la serie australiana Neighbours) il prodotto è stato rivoluzionato, con l'inserimento di nuovi elementi, tra cui la commedia e l'aspetto del sociale», continua Rispo. Grandi numeri, insomma, e un sistema di produzione che è una «macchina da guerra», come l'ha definito Miriam Candurro, che da dieci anni nella serie è Serena. «Portiamo a casa minimo una puntata al giorno. Il lavoro dura in media quattro giorni a settimana, tra set interni ed esterni. L'organizzazione è impeccabile e anche il clima. Siamo amici anche fuori dal set, andiamo in vacanza insieme...». C'è chi a «Upas» ha persino trovato l'amore, come l'attore Michelangelo Tommaso, che interpreta il manager Filippo Sartori. «Sono nella serie da vent'anni - dice - e il mio contratto iniziale era di sei mesi. Mi ha dato popolarità, indipendenza economica, mestiere, tanti amici e persino una famiglia, perché sono sposato con l'attrice che interpreta Samantha, Arianna Piccinetti. Mi colpisce lo straordinario rapporto diretto che abbiamo con il pubblico. Ormai per loro siamo come parenti. E non accade solo in Italia. Mi hanno fermato per strada anche a New York. Là tanti italiani ci seguono per mantenere viva la lingua».</p><p>Quest'anno «Upas» andrà in vacanza da venerdì 12 a lunedì 29 agosto. «Ma alle porte - anticipa Rispo - c'è un colpo di scena di quelli che accadono ogni paio d'anni. Il 12 agosto vi lasceremo con il fiato sospeso».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/2RB33B223BNKHIBMNDGOHKFGRM.jpg?auth=1e54600fd1e8fddba857b10f7c0aa50799b84454fd8cd93a910e633bfa2c403b&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA["Lol", show, Lillo. Prime Video punta (molto) sull'Italia]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/lol-show-lillo-prime-video-punta-molto-sullitalia-2052883.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/lol-show-lillo-prime-video-punta-molto-sullitalia-2052883.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[Prime Video continua a puntare sull'Italia, con quindici nuove produzioni e acquisizioni italiane, tra cui serie, show, film e documentari annunciati che accenderanno la prossima stagione]]></description><pubDate>Thu, 21 Jul 2022 04:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Prime Video continua a puntare sull'Italia, con quindici nuove produzioni e acquisizioni italiane, tra cui serie, show, film e documentari annunciati che accenderanno la prossima stagione. Tra queste, le riconferme di format di successo come LOL in versione natalizia, con uno speciale che uscirà in occasione delle feste e vedrà sette protagonisti (tra i più amati delle prime due edizioni) scontrarsi a colpi di battute e sketch. Il format in questione, uno dei cavalli di battaglia di Prime, ha avuto la forza di rompere gli schemi della comicità classica e ridare margine di sperimentazione a talenti della comicità nostrana. Tra questi Lillo Petrolo (foto), che su Prime Video ha in uscita anche la surreale serie Sono Lillo, diretta da Eros Puglielli, con Corrado e Caterina Guzzanti, Paolo Calabresi e Maccio Capatonda. Non solo, per Lillo anche un film, Mai dire Kung Fu- Grosso guaio all'Esquilino.</p><p>E ancora, Prova Prova Sa Sa è il nuovo comedy show condotto da Frank Matano, con un cast fisso formato da quattro comici: Maccio Capatonda, Maria Di Biase, Edoardo Ferrario e Aurora Leone. E poi spazio ai documentari che diventano ritratti intimi e personali, come quello dedicato a Mahmood. Un viaggio che racconta il suo tour europeo e l'universo artistico più privato, tra amici e collaboratori. E ancora, un racconto inedito della leggenda del basket Kobe Bryant, cresciuto nei campetti di pallacanestro della provincia italiana. Non manca l'attesa, terza stagione del real life thriller famoso nel mondo Celebrity Hunted 3, dove un gruppo di celebrità dovrà fuggire per l'Italia per due settimane, con limitate risorse economiche a disposizione. Protagonisti di questa edizione, tra gli altri, i cantanti Irama e Rkomi e gli attori Marco D'Amore e Salvatore Esposito. Non manca un (furbo) sguardo ai più piccoli con la nuova serie La Famiglia Reale dei Me Contro Te, la coppia «sbanca botteghino» di youtuber siciliani Luigi Calagna e Sofia Scalia amatissima dai bambini. Novità anche dal punto di vista sportivo. Ezequiel Iván Lavezzi e Alessandro Nesta si uniranno alla squadra dei commentatori di Prime Video per la stagione 2022- 23 di Champions League.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/7WEIKIBLMRL25EOIIL2GUX7XWY.jpg?auth=dfa337a3cb97719b756723b7148b8115303e2cb87b4d62233046eef244c2e856&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Torna Stranger Things. È diventata "liberista" e con una vena horror]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/torna-stranger-things-diventata-liberista-e-vena-horror-2037383.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/torna-stranger-things-diventata-liberista-e-vena-horror-2037383.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[La serie di culto, che fa rivivere gli anni '80, vira verso il gotico e racconta la fierezza Usa]]></description><pubDate>Thu, 26 May 2022 04:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Scrivere una lettera d'amore agli anni Ottanta, questo era l'intento dei fratelli Duffer, ideatori di Stranger Things: raccontare un'epoca che ha affascinato tutte le generazioni a venire. Ad ogni nuovo capitolo che sbarca sulla piattaforma, la serie dimostra di aver mantenuto saldi i propositi iniziali. Tra i titoli di maggior successo di Netflix è ormai un fenomeno di costume con fan in tutto il mondo, che sta per avviarsi al finale previsto per la quinta stagione. Da domani, è in arrivo il primo volume della quarta (il secondo dal 1 luglio), epica per la scrittura e per l'audace inserimento di nuovi personaggi, tra cui Argyle, interpretato dal noto comico americano Eduardo Franco.</p><p>«La prima stagione ricorda I Goonies», racconta Charlie Heaton (nella serie Jonathan) «la quarta, invece, Nightmare- Dal Profondo della notte (ndr cult horror dell'84 diretto da Wes Craven)». Non a caso sarà presente Robert Englund con un ruolo chiave, colui che ha vestito i panni dello spaventoso Freddy Krueger. «I Duffer prima di girare ci hanno chiesto di guardare Nightmare. Vedere certi classici e poi lavorare con chi ne ha preso parte è stato fantastico», confida Natalia Dyer (nella serie Nancy) «Questa quarta stagione è molto più scura, è la più terrificante di tutte».</p><p>L'horror stavolta sarà il punto chiave, con ispirazioni esplicite (e furbette) alla saga di Halloween e al suo protagonista, l'omicida mascherato Michael Myers. «I personaggi sono cresciuti, come del resto la serie stessa e anche i nostri fan», precisa Heaton. Da qui l'esigenza da parte degli ideatori di tentare la strada di un racconto più maturo, evoluto. «Un po' come accade nei film di Harry Potter, gli ultimi sono molto diversi dai primi. Alla fine tutto rimane centrato sui personaggi, è questo che piace al pubblico». Personaggi che sono diventati idoli per i fan di tutto il mondo, ma che ritroviamo cambiati, non solo fisicamente. In effetti sono passati sei mesi dall'ultima battaglia di Hawkins contro il Mind Flayer. Il prezzo da pagare è stata la perdita dei poteri paranormali da parte di Eleven (Millie Bobby Brown), che in questa stagione si è trasferita in California con i Byers. Hopper (David Harbour) si ritrova in Russia, mentre il resto della banda è rimasta a Hawkins, nell'Indiana.</p><p>Stranger Things 4 rappresenta un punto di rottura, con relativi rischi. I protagonisti sono troppo cresciuti rispetto alla stagione precedente (quasi troppo, sarebbero passati solo sei mesi dalla battaglia di Starcourt), credibili per un pelo nel loro intento di combattere il nemico facendo squadra come un tempo.</p><p>Le loro amicizie d'infanzia zoppicano, perdono equilibri e nuovi problemi da liceali sono dietro l'angolo. Eleven, protagonista assoluta, sarà alle prese con episodi di bullismo scolastico, simili a quelli che vive la protagonista in Carrie-Lo Sguardo di Satana di Brian De Palma. Insomma, i protagonisti sono cresciuti, la scommessa è capire se lo siano davvero anche i fan.</p><p>A farla da padrone, in questa stagione, una lotta psicologica contro un male che è più interiore, fatto di incubi, paure, insicurezze tipiche dell'adolescenza. A far la parte dei cattivi in carne ed ossa, ancora una volta, i russi. Girata in epoca pandemica e considerando la situazione politica attuale, continuare a identificare la Russia come il nemico americano da abbattere sa quasi di atmosfera profetica nei confronti dei tempi che stiamo vivendo. La quarta stagione è in sostanza un'interessante celebrazione dell'America liberista, ma con ironia.</p><p>Fantascienza, horror, commedia, dramma, tanti registri che cambiano velocemente. «Questa è la stagione più sviluppata, la mia preferita insieme alla prima», racconta Heaton. «Con nove copioni, due anni di riprese, migliaia di effetti visivi e una durata pressoché raddoppiata, questa è stata la stagione più impegnativa», precisano i Duffer, «ma anche quella che ci ha dato più soddisfazioni».</p><p>Una serie che è un innegabile successo, ma che si conferma un'astuta manovra per nostalgici.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/U47JBM6J3NJ35PEEGRKDMK5E7Q.jpg?auth=063d6da8d42a48cc13d687245432a45c1a9a38f657dd947c635e3bb83664603f&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA["L'effetto Terra" di Francesca Michielin: "Parlo green ma non sono la Greta italiana"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/leffetto-terra-francesca-michielin-parlo-green-non-sono-2015247.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/leffetto-terra-francesca-michielin-parlo-green-non-sono-2015247.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[Su Sky Nature la "Guida pratica per terrestri consapevoli". "Ci vuole impegno"]]></description><pubDate>Sat, 05 Mar 2022 07:44:53 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>«Ho ridotto il consumo di carne, faccio attenzione alla stagionalità dei cibi, non compro più abiti da grandi catene fast fashion e sto facendo un investimento a casa per i pannelli solari». Francesca Michielin sposa la causa ambientalista e il pensiero va subito a Greta Thunberg, l'attivista che ha dato filo da torcere persino a Trump.</p><p>«Non sono la Greta italiana, ma lei è senz'altro una mia ispirazione». Era il 2018 quando l'attivista svedese marinava le lezioni per piazzarsi davanti al parlamento e convincerlo, con il suo celebre sciopero della scuola, a ridurre le emissioni di anidride carbonica come previsto dall'accordo di Parigi. «Ho sempre apprezzato la sua radicalità nell'appoggiare tematiche urgenti per il pianeta, sono sua fan».</p><p>E così Sky Nature ha scelto proprio la Michielin come portavoce del tema eco, affidandole la conduzione di Effetto Terra- Guida pratica per terrestri consapevoli, da domani (dalle 21.15). Sei puntate su ecologia, inquinamento atmosferico, impatto ambientale di macroaziende. L'universo della battaglia pro-green raccontato dal format è variegato: dall'impatto dell'industria alimentare a quello della moda, dall'abuso della plastica alla cosmesi di largo consumo.</p><p>A fianco dell'artista interlocutrici scienziate, ricercatrici, esperte in biotecnologie. «Sono sensibile al concetto di rappresentanza, ho sempre preferito le quote di genere alle quote rosa. Una bambina che vede questo programma potrà pensare da grande farò la ricercatrice. D'altronde il mondo della scienza è pieno di donne, il Cern ne è un illustre esempio ad alta partecipazione femminile».</p><p>A Effetto Terra spazio anche a blogger e influencer, con l'intento di creare attenzione (e possibilmente proselitismo) sul tema eco con nuovi linguaggi. «Mi piacerebbe passasse il messaggio che dobbiamo rispettare e amare il nostro pianeta con piccoli gesti. Non serve poi molto», continua Michielin.</p><p>Parlare di ambiente è un tema apparentemente «acchiappa giovani», ma che interessa anche gli adulti, spesso meno consapevoli. «Sono nata nel 95, alle elementari si iniziava a parlare di effetto serra, buco dell'ozono, temi a cui noi bambini di quell'epoca siamo stati abituati fin da piccoli. Appartengo a una generazione che si ritrova in una situazione complicata e deve rivoluzionare il proprio modo di vivere», continua Michielin, «non è più sostenibile vivere come ha vissuto chi c'era prima di noi, per esempio i nostri genitori».</p><p>L'ambientalismo e gli ambientalisti tentano di trovare linguaggi nuovi anche in tv, mentre politica e media internazionali li accusano di occuparsene solo perché è considerato un tema di tendenza. «Se parlare di ecologia è di tendenza, una ragione in più per farlo», spiega Michielin. «A questo proposito approfondiremo anche casi di Green Washing, strategie adottate da multinazionali per fingersi eco-friendly e ripulirsi la coscienza, ma poi continuare a fare peggio di prima».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/XRVCKGGKMJISROANR3DRLIWBQI.jpg?auth=d9c1e7dad8a24f07e060b8ee84b68acee7cedc1196d18164fd702a811cd39b26&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Roberta Capua e il "PrimaFestival" fra interviste, curiosità e social]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/roberta-capua-e-primafestival-interviste-curiosit-e-social-2005968.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/roberta-capua-e-primafestival-interviste-curiosit-e-social-2005968.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[La showgirl: "Isolata per 7 giorni per il Covid, mi sono preparata"]]></description><pubDate>Sat, 29 Jan 2022 05:00:04 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Roberta Capua scalda i motori per il PrimaFestival, da questa sera dopo il Tg1 delle 20 per otto puntate. Eppure negli ultimi giorni sulla sua partecipazione circolava più di un interrogativo. «Quando sono risultata positiva al Covid nei giorni scorsi sono rimasta di sasso. Non ho preso il virus in due anni e beccarmelo proprio ora, a pochi giorni da questo impegno importante, è stata una tegola in testa. Ma con tre dosi di vaccino e niente sintomi ero fiduciosa di poter guarire in tempo. E così è stato». Una ripresa veloce e un sospiro di sollievo, anche per l'organizzazione del Festival. «La mia presenza non è mai stata messa davvero in discussione. Magari avremmo trovato uno stratagemma, mi sarei collegata da remoto».</p><p>A darle fiducia, in questi giorni difficili, anche Amadeus. «L'ho avvisato subito della mia positività, ancora prima della mia famiglia, si è sempre mostrato fiducioso nei confronti della situazione. Nel frattempo ho continuato a prepararmi, ad aggiornarmi sui contenuti del Festival. Durante questi sette giorni di isolamento in albergo non ho avuto contatti ovviamente con nessuno. Nemmeno le donne delle pulizie potevano entrare in stanza, mi lasciavano il cibo fuori dalla porta. Le giornate chiuse in camera non passavano mai. Ho fatto ginnastica, maschere, ho letto di tutto, ma non ho mai perso la fiducia di poterne uscire entro breve. Mi hanno fatto compagnia le telefonate di tanti amici, ho ricevuto parecchio sostegno e tanto affetto, anche via social». Ed ora è pronta per un PrimaFestival ricco di curiosità, anticipazioni e interviste anticonvenzionali, insieme alla modella e conduttrice Paola di Benedetto e all'attore Ciro Priello.</p><p>«Terrò le fila ogni sera dalla Glass Room, una sorta di cubo trasparente fisso davanti all'ingresso dell'Ariston, mentre Paola e Ciro si muoveranno dentro e fuori dal teatro. Vedrete tante novità, tra cui la diretta di ciò che accade nel backstage nei minuti precedenti la puntata, un dietro le quinte simile a una sorta di diretta Instagram». Dopo la conduzione di Estate in diretta la Capua respira l'aria sanremese con una certa emozione e va quindi ad arricchire il già ricco parterre di presenze femminili scelte da Amadeus. Per quanto riguarda le cinque co-conduttrici ha le idee chiare sulla sua preferita: «Sono da tempo ammiratrice di Drusilla Foer. Ha grande ironia e autoironia. A volte si è puntato sulla parte macchiettistica di un certo universo, come quello Lgbt o Drag, mentre l'intelligenza di Drusilla saprà raccontarlo in modo totalmente diverso. Lascerà il segno, la sua presenza sarà un valore aggiunto per il Festival». E sull'eventuale ipotesi di vederla nei prossimi anni presenziare come co-conduttrice, «Sanremo crea un'attenzione spasmodica, oltre a un mare di inevitabili critiche. Ma è il coronamento di qualsiasi carriera, tutti quelli che lavorano in tv vorrebbero farlo».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/R4UXFN2PSNIUXC7VCC6E5AEHKM.jpg?auth=0ac04531e17048856904fa13762ba0bb63e93942894f506d1fae5b5853268c41&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA["Italia's got talent". Riparte la caccia al genio nascosto]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/italias-got-talent-riparte-caccia-genio-nascosto-2003280.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/italias-got-talent-riparte-caccia-genio-nascosto-2003280.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[Torna lo show culto di "emotainment". In giuria arriva Elio, già veterano di "X Factor"]]></description><pubDate>Wed, 19 Jan 2022 05:00:04 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ricomincia la caccia ai talenti più stravaganti del nostro Paese: ecco di nuovo Italia's Got Talent.</p><p>Da questa sera, ogni mercoledì, il grande show per tutta la famiglia torna in prima serata su SkyUno e in streaming su NOW, con otto puntate di audizioni e una finale prevista il 23 marzo.</p><p>Il format di Italia's Got Talent è un programma di intrattenimento tra i più seguiti al mondo, che propone contenuti per tutti, giovani e adulti, tra talenti e toccanti storie di emotainment. Performances variegate, per un pubblico trasversale e di ogni età. Più della metà dei concorrenti ha meno di 40 anni, il più anziano 80 e il più giovane solo tre... A mettersi in gioco di tutto e di più: studenti, impiegati di banca, pensionati, agenti di Polizia, casalinghe, pizzaioli, imprenditori e artisti di vario tipo. In pratica, lo show è il ritratto di un Paese.</p><p>Dopo un periodo in chiaro su Tv8 il format torna in prima visione sulla pay tv. «Un grande ritorno, una settima stagione in esclusiva per gli abbonati, che poi andrà in seconda finestra in free (su Tv8 in replica il martedì)», spiega Antonella d'Errico, Executive Vice President Programming di Sky Italia. «Tra le novità la presenza in giuria di Elio, che ha creato un'alchimia immediata con i giudici veterani dello show». L'istrionico cantante e musicista racconta, tra serietà e ironia, di considerare Italia's Got Talent «il picco della sua carriera artistica». Al suo fianco gli storici Mara Maionchi, Frank Matano (che con Elio forma una coppia comica d'impatto dai tempi di LOL, format Amazon Prime Video di grande successo) e la super star del nuoto Federica Pellegrini.</p><p>Sky ricomincia a tenersi all'arco varie frecce per i propri abbonati, per una stagione con più di un asso nella manica. Italia's Got Talent raggiunge gli show più importanti del portfolio di SkyUno, affiancandosi così a cavalli di battaglia già presenti, come 4 ristoranti con Alessandro Borghese, 4 Hotel con Bruno Barbieri, 4 matrimoni con Costantino della Gherardesca, l'undicesima edizione di Masterchef e i prossimi arrivi Pechino Express, Cucine da Incubo e Quelle brave ragazze, l'atteso show con tre primedonne d'eccezione: stiamo parlando di Mara Maionchi, Orietta Berti e Sandra Milo.</p><p>Novità anche nel meccanismo, per questa edizione di Italia's Got Talent. Lodovica Comello, per la sesta volta alla conduzione del programma, sarà dotata del pulsante «Golden Buzzer», che le consentirà di decretare l'ingresso immediato in finale di un concorrente.</p><p>Inoltre il format diventa più interattivo: quest'anno anche il pubblico da casa potrà mandare direttamente in finale due concorrenti.</p><p>«È un'edizione d'oro, che sottolinea l'anno speciale dal punto di vista sportivo che abbiamo appena vissuto», secondo Eugenio Bonacci, Chief Content Officer di Fremantle Media. «Abbiamo voluto ospiti Bebe Vio e la pallavolista Paola Egonu».</p><p>Alla base del format - ideato da Simon Cowell - la trasversalità del contenuto proposto. «Noi giudici abbiamo modo di scoprire la storia personale dei concorrenti e questo spesso influenza anche il nostro giudizio sulle performance stesse», spiega Federica Pellegrini. Punto di forza, quindi, il taglio emotivo dello show, che si fa forza sui racconti personali dei protagonisti.</p><p>«Ogni anno i talenti raccontano i tempi che abbiamo appena vissuto e anche i contesti», racconta Matano. «Per esempio il lockdown ha permesso a tanti di dedicarsi a una passione che non coltivavano da anni. Questa eterogeneità è interessante e racconta il Paese Italia».</p><p>Ma gli occhi sono tutti su Elio, che approda al tavolo di Italia's Got Talent dopo cinque edizioni di X Factor e si toglie subito qualche sassolino dalla scarpa: «Affronto questa esperienza con grande interesse, qui non esiste quella parte di guerriglia tra giudici, che francamente non ho mai amato».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/3VYWMYK2M5ITHI4PCRT334SKSU.jpg?auth=a87306ab05a89195ada72a150934ee912abe4dc2b7d12a14f6f92465f7b34166&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA["Così ho conquistato i più piccoli e fatto ballare anche i loro genitori"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/cos-ho-conquistato-i-pi-piccoli-e-fatto-ballare-anche-i-loro-1997577.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/cos-ho-conquistato-i-pi-piccoli-e-fatto-ballare-anche-i-loro-1997577.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[L'attrice recita in una nuova serie: "Mi pongo come un'amica più grande"]]></description><pubDate>Wed, 22 Dec 2021 05:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>È una star della tv dei ragazzi, influencer e imprenditrice, «controllo tutto ciò che porta il mio marchio nel minimo dettaglio». Carolina Benvenga, 31 anni, è amatissima dai più piccoli. È la Mary Poppins della tv dei ragazzi e sui social ha numeri da capogiro. In poco più di due anni il suo canale Youtube ha raggiunto 450 milioni di visualizzazioni e circa 500 mila iscritti.</p><p>Attualmente conduce su Rai Yoyo La posta di Yoyo e il 24 dicembre sarà protagonista di una puntata speciale a tema natalizio. A fine gennaio la vedremo anche nella nuova serie televisiva Carolina e Topo Tip: Raccontastorie, di cui è anche autrice. Ma non si ferma qui. È appena uscito il disco Un Natale Favoloso (pubblicato daSony Music), con inediti e classici natalizi, accompagnati da un libro di favole da lei ideato.</p><p><b>Ci racconti com'è arrivata a questi numeri.</b></p><p>«Dai miei otto anni ai venti ho sempre lavorato come attrice per fiction di reti ammiraglie, tipo Anna e i cinque con Sabrina Ferilli o I Liceali. Nel 2012 sono entrata a far parte di Rai Ragazzi e la mia passione per i bambini è aumentata, ho una sorta di predisposizione. Negli anni ho affinato l'arte della comunicazione rivolta ai più piccoli».</p><p><b>E come si approccia a loro?</b></p><p>«Ci vuole intuito sulle loro necessità, mi pongo come una sorta di riferimento, un'amica più grande. Al mio fianco c'è questo personaggio immaginario, Topo Tip, che si trova a vivere dinamiche compatibili con quelle che vivono i bimbi stessi sulla loro pelle. Dalla paura del medico, a quella del buio, al non voler mangiare le verdure. In pratica parlo dei loro piccoli ostacoli e offro soluzioni in allegria. I piccoli sono spugne che emulano qualsiasi movimento o atteggiamento, bisogna stare attenti a tutto. Nulla nei miei lavori su Youtube, né in tv, è lasciato al caso».</p><p><b>Nei suoi video ci sono balletti da milioni di views.</b></p><p>«I bimbi ballano davanti allo schermo, ma anche i genitori. Via social ricevo tanti video che mi mostrano quanto contribuisca con il mio lavoro in modo positivo all'armonia famigliare. L'avvento del web ha portato anche molta solitudine nei più piccoli, che spesso si isolano davanti a un tablet. Cerco nei miei contenuti, invece, di raccontare il valore del divertirsi insieme e della condivisione».</p><p><b>Anche per questo lei è molto amata dai genitori.</b></p><p>«Per loro sono una grande baby sitter gratuita, oltre che una loro coetanea. Cerco di creare dei contenuti didattici, educativi e divertenti. Mi rivolgo a bimbi in età prescolare, un target che va protetto e maneggiato con cura. È una responsabilità a cui tengo molto. E mantengo sui social un rapporto diretto con i genitori.</p><p><b>Ultimamente ha cambiato anche immagine, sui social racconta di sé.</b></p><p>«Per i bimbi sono una specie di insegnante, questo ruolo lo puoi rivendicare solo se mostri l'adulta che sei, senza mascherarti. Infatti sui social sono me stessa, una trentenne come tante che racconta la sua vita».</p><p><b>Qual è il suo sogno non ancora realizzato?</b></p><p>A un certo punto la mia estetica mi imporrà di cambiare registro. A quel punto mi sentirò più pronta per tornare a fare l'attrice o magari per condurre qualche programma in televisione. Ma stavolta per adulti, non più per bambini.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LSX6CPAZEFLGZBLICKKX2JFX6M.jpg?auth=44d53feab9fc247f92cf81cdf0e31b587d4820c010b57f61ac6b68539d8eb649&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA["Per farsi sentire, a volte si deve gridare. Ma oggi mi sento più altruista"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/farsi-sentire-volte-si-deve-gridare-oggi-mi-sento-pi-1988076.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/farsi-sentire-volte-si-deve-gridare-oggi-mi-sento-pi-1988076.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[Il nuovo singolo del cantante "I Bei Momenti" anticipa una trilogia: "Sono maturato"]]></description><pubDate>Wed, 10 Nov 2021 05:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Criticato, amato, discusso. Gianluca Grignani è uno dei principali esponenti dell'inquietudine generazionale degli anni Novanta. Un rocker che non ama paletti né definizioni. Negli ultimi anni il suo talento si è scontrato con le sue debolezze, che in questa intervista spiega e diluisce, pronto a una nuova pelle e a nuove sperimentazioni artistiche e personali. È appena uscito il suo quarto singolo I Bei Momenti (Falco a metà/Sony Music Italy). «Parla con ironia delle fatiche che tutti noi abbiamo vissuto durante la pandemia. Un racconto personale per esorcizzare la solitudine». Il primo volume, in uscita a fine anno, fa parte della trilogia Verde Smeraldo, ricca di inediti maturati negli ultimi anni. Un periodo che per Grignani è stata una gestazione personale in cui trovare nuovi intenti e nuovi orizzonti.</p><p><b>A sette anni dal suo ultimo album di inediti torna con un singolo, che precede un album. Cosa rappresenta la musica per lei?</b></p><p>«Cultura, quando è fatta con coerenza. Una forma d'arte moderna. La mia musica oggi è meno figlia delle esigenze del mercato rispetto a un tempo. Sono sempre stato così, più le maglie del mercato si stringono, più le mie esigenze di espressione tendono ad allargarsi. Il mio atteggiamento, a volte non giusto, è sempre stato una sorta di guerra contro questa guerra».</p><p><b>A proposito, l'abbiamo vista combattere pubblicamente momenti bui negli ultimi anni.</b></p><p>«Non li ho vissuti in maniera buia, in fondo mi sono serviti. Nella testa della gente c'erano due pensieri, il racconto che i media facevano di me e quello che passava dalle mie canzoni. A volte bisogna gridare per farsi sentire. Magari i miei atteggiamenti parlavano solo di un'esigenza, quella di farmi capire».</p><p><b>Com'è cambiato rispetto all'esplosione di successo degli anni Novanta?</b></p><p>«Una volta ero più concentrato su me stesso. Oggi cerco di raccontare chi mi sta intorno, per dare voce a chi mi segue. Maturando sono diventato più altruista».</p><p><b>Negli anni scorsi ha spesso espresso disappunto su alcuni aspetti del panorama discografico.</b></p><p>«La discografia fa il suo interesse economico, che è quello di non mettere sempre l'arte al primo posto. Combattere per riportare l'arte al primo posto mi ha tenuto vivo, ma ho sempre pagato tutto sulla mia pelle. Sentirmi libero per me viene al primo posto».</p><p><b>Non lo era, un tempo?</b></p><p>«Direi di no. Fin dall'inizio mi sono sentito offeso da come il sistema discografico volesse decidere della mia vita, quando avevo solo 23 anni. Essendo un artista e non un pupazzo, mi sono sempre ribellato. Dicevano che il problema era il mio ego o il mio carattere eccessivo. In realtà mi scontravo con aspetti di un meccanismo che non digerivo. Nessuno voleva andare al di là della mia bella immagine e aiutarmi a tirare fuori altro, perché conveniva a molti che rimanessi un oggetto da marketing. Dover subire tutto questo non faceva per me».</p><p><b>Negli anni Novanta era considerato la voce del pop italiano.</b></p><p>«Volevano controllare tutta la mia vita. Il mio album successivo a quel periodo, La fabbrica di plastica del '96, per intenderci, non ha nemmeno avuto una promozione. Non è stato facile, quanti artisti si uccidono Per fortuna ho sempre avuto la gente dalla mia parte».</p><p><b>Molti ricordano quando al Festivalbar '95 cominciò a passeggiare sul palco per tutta la durata del brano, senza cantare...</b></p><p>«Mi avevano proposto di vincere se avessi accettato di esibirmi in playback, ma mi rifiutai. Non mi interessava il premio, ma cantare dal vivo, volevo far passare un messaggio. Per farmi ascoltare, ho gridato a modo mio».</p><p><b>E delle nuove leve musicali, cosa pensa?</b></p><p>«Trovo talenti interessanti in X Factor. Speriamo che le nuove generazioni trovino la forza per mantenere la propria purezza nella comunicazione».</p><p><b>Farebbe il giudice in un talent?</b></p><p>«Certo. Un tempo non me la sarei sentita. Oggi invece mi interessa l'idea di supportare un giovane, di valorizzarlo, senza schiacciarlo».</p><p><b>A Sanremo tornerebbe?</b></p><p>«Solo come ospite, credo di meritarlo. Penso che quel palco mi abbia dato molto, ma di averlo ricambiato abbondantemente negli anni».</p><p><b>E oggi quali sono le sue fonti di ispirazione?</b></p><p>«I miei figli. E poi, essendo single, non mi dispiacerebbe incontrare donne che mi ispirino nuove canzoni d'amore...».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/SQBCORAKU5MPJPTCTKLFUHMRHI.jpg?auth=425860555fe2fd18862f59bd053d531ecc235fba79d69f19461fa54fcadced44&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[La Leosini "racconta i colpevoli"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/leosini-racconta-i-colpevoli-1986701.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/leosini-racconta-i-colpevoli-1986701.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[Stasera parte "Che fine ha fatto Baby Jane?" con due puntate su Rai3]]></description><pubDate>Thu, 04 Nov 2021 05:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Come vive chi ha commesso un omicidio, quando ha scontato la propria pena? E la società come si rapporta a queste persone? Che fine ha fatto Baby Jane? è il nuovo programma di Franca Leosini, due puntate in prima serata su Rai3. I protagonisti di Storie Maledette raccontano il secondo atto della loro vita. La puntata di questa sera è centrata sulla storia di Filippo Addamo, reo di aver ucciso a 23 anni la madre Rosa, divenuta l'amante di un amico del giovane. L'11 novembre toccherà a Katharina Miroslawa, ex ballerina polacca condannata nel 93 a 21 anni come mandante morale dell'omicidio dell'amante, l'imprenditore Carlo Mazza.</p><p>Attraverso quelle storie di nera è possibile recuperare la memoria di un paese e del suo costume, che supera ma non cancella. «La società perdona, ma non dimentica», precisa Leosini: «Esiste il cosiddetto diritto all'oblio, un bellissimo slogan che non trova però riscontro nei fatti. Ma per queste persone il rapporto più difficile rimane quello con loro stesse. Prendiamo Addamo, oggi si è sposato, ha un bambino, ma in lui è vivo il rimorso di quel gesto, una maledizione da cui non si libera». La conduttrice, punta storica del giornalismo, nota per le sue espressioni che sono di culto anche sui social, ha sempre avuto le idee chiare su un punto preciso. Non tutti i crimini, a suo dire, sono commessi da criminali.</p><p>«I criminali sono quelli che hanno una vita progettata e volta al crimine. Tutti i miei interlocutori sono invece persone che hanno commesso un crimine, è diverso». E qui, Leosini tenta da sempre in tv l'impresa più ardua: raccontare i colpevoli, presunti o conclamati che siano. «Con Che fine ha fatto Baby Jane? l'impresa era particolarmente difficile. Spesso chi ha commesso un crimine tende a non voler riproporre pubblicamente quel passato. Ma chi si è raccontato nei miei programmi spesso ha poi avuto una ricaduta positiva».</p><p>Celebri anche i suoi rapporti epistolari con quelli che la società definisce assassini. «Con molti di loro ne mantengo tuttora. Conosco il carcere, so cosa voglia dire per loro ricevere una lettera. Per me esiste la pietas, un gesto di attenzione umana verso chi ha affidato a me la sua storia». Solo una volta, una grande delusione che si chiama Angelo Izzo. «Il massacro del Circeo è stato un gesto di altissimo crimine. Avendo parlato a lungo con lui negli anni successivi ero convinta che fosse da circoscrivere a un periodo sciagurato della sua vita. In seguito invece l'ha ripetuto. Per me è stata un'enorme delusione personale. Da allora non ho più voluto avere contatti con lui. Mi ha scritto, ma non ho mai più risposto».</p><p>E a chi la definisce la nostra «Signora in giallo» risponde con la consueta umiltà: «Sono più che altro una signora che lavora tanto. Faccio poche puntate per volta, con grande disperazione dei miei direttori di rete. Per ogni storia studio con minuzia gli atti processuali: raccontare l'animo delle persone richiede doverosa attenzione».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/ZML77OWT3RIGDH2BFZ7BARC4EQ.jpg?auth=e28a3ce52bf09520eef53cd76af45d3c2d950865f222be24b6502ec92b223e75&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA["Torno con Una parola di troppo"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/torno-parola-troppo-1985551.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/torno-parola-troppo-1985551.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[Il conduttore da lunedì su Rai2: "Ma sogno la domenica"]]></description><pubDate>Sat, 30 Oct 2021 04:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Per un personaggio come Giancarlo Magalli, che non ha peli sulla lingua, il titolo del suo nuovo game show Una parola di troppo (dal lunedì a giovedì alle 17.15 su Rai2) suona quanto meno ironico. Da tempo dichiarava di sognare la conduzione di un quiz ed eccolo al timone di un format che è già un successo in sedici paesi.</p><p>Con trent'anni di I fatti vostri alle spalle, alla corte di Michele Guardì, Magalli è uno dei personaggi più celebri della nostra tv, penna autorale di trasmissioni cult anni Ottanta (da Pronto, Raffaella? a Pronto, chi gioca?) e persino doppiatore e attore. Oltre che come voce narrante del docu-reality di Rai2 Il Collegio lo vedremo anche nei panni di un vescovo nella prossima stagione della fiction Don Matteo su Rai1.</p><p><b>Eccola alle prese con un quiz. Che ne pensa?</b></p><p>«È un tipo di tv per tutti, aggregante, pensata per nonni, padri, figli. È un gioco basato sulla nostra lingua. Serve conoscere bene l'italiano, che oggi è un po' bistrattato. Pensiamo a come viene usato sui social».</p><p><b>Come vive questa nuova conduzione?</b></p><p>«La considero una vacanza. Volevo alleggerire il carico psicologico accumulato in trent'anni di I Fatti Vostri, un programma che ha segnato positivamente la mia vita, ma tutt'altro che leggero. Ho realizzato in questi anni più di 5mila interviste, incontrato personaggi di spessore, ma era tempo di rilassarmi. Non è detto che non possa tornarci, magari in un programma analogo».</p><p><b>Dica la verità. Qualche rimpianto per aver lasciato I fatti Vostri?</b></p><p>«Non è stato un divorzio tempestoso, ma una separazione consensuale. Ovvio che qualche dispiacere c'è. Sono sinceramente contento dei buoni riscontri degli attuali conduttori, Salvo Sottile e Anna Falchi. Non mi auguravo certo che il programma dopo di me precipitasse. Ma ho la serenità di aver fatto la scelta giusta. Cominciavo a fare fatica».</p><p><b>Quale?</b></p><p>«Fatica fisica per la ripetitività degli orari e degli impegni, per la pesantezza delle storie che raccontavamo. Ti si accumulano nell'anima e a un certo punto hai bisogno di riposarti. E poi sono nemico della routine».</p><p><b>Un desiderio professionale che le è rimasto nel cassetto?</b></p><p>«Ho sperimentato di tutto. Ricordo con piacere le mie due Domenica In e Ciao Weekend su Raidue, entrambi andati bene. Questo mi ha fatto pensare che con il pubblico domenicale ci fosse una certa sintonia. Quando Mara Venier deciderà di fare altro, ci farò un pensiero. Tornare in onda alla domenica non mi dispiacerebbe».</p><p><b>Curiosità. Cosa pensa della polemica che ha recentemente coinvolto lei e Adriana Volpe, scaturita dal famoso post di Sonia Bruganelli?</b></p><p>«Mi ritengo una vittima di tutto questo e non mi diverte. Trovo ne parlino solo coloro che hanno interesse a cercare visibilità. L'errore di fondo in quel caso è stato solo uno, non si può scherzare con chi non ha spirito».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/4M7GTDACMFKBDOXDKIA6HWJR54.jpg?auth=4f62b964efa353b8b08a19b6976685023d3735de7f53539184e6eecc33c92cc6&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA["Racconto la montagna a passo d'uomo"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/racconto-montagna-passo-duomo-1985110.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/racconto-montagna-passo-duomo-1985110.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[Il conduttore televisivo nel  nuovo libro ci porta in un viaggio dell'anima]]></description><pubDate>Thu, 28 Oct 2021 04:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>«Mi sento al 70% conduttore e al 30% scrittore». Massimiliano Ossini, volto Rai e esperto di montagna, ha appena pubblicato un nuovo libro, Kalipè-A passo d'uomo (RaiLibri), terzo volume di una trilogia centrata su ambiente, natura, benessere. Storia di un'autobiografica discesa dal Monte Bianco, seguendo il corso dell'acqua fino al mare, durante cui l'autore ha raccolto storie emblematiche, «pronte a regalare al lettore un cambio di prospettiva». Un filone che anche in libreria trova il suo riscontro. «Ho notato interesse da parte dei lettori verso temi come l'ascolto, il silenzio, la gratitudine, il fermarsi».</p><p><b>Quando ha scritto questo testo?</b></p><p>«Nel mio personale post Covid (ndr ha contratto l'infezione a settembre 2020). Ho cercato di mettere in luce come i nostri buoni propositi di uscire dalla pandemia migliori si siano infranti. Avremmo potuto sfruttare di più questa occasione ».</p><p><b>Nel testo si sottolinea spesso il potenziale del cambiamento.</b></p><p>«Ho cercato di raccontarlo attraverso un racconto emblematico. L'acqua che parte dalla Val d'Aosta durante il suo percorso a valle fluisce, si trasforma. Se incontra un ostacolo trova una strategia per superarlo, modificando il suo corso».</p><p><b>Utile anche per affrontare il difficile mondo della tv?</b></p><p>«Questo modo di pensare l'ho acquisito proprio grazie ai programmi che ho condotto in questi anni. Linea Bianca, per esempio, mi ha dato modo di passare molto tempo in montagna. Prima di allora ero uno che voleva tutto e subito, ero smanioso di girare in tempi stabiliti da me. Invece certi luoghi ti insegnano che è la natura a comandare».</p><p><b>E alla sua dimensione di conduttore come applica questo?</b></p><p>«Sono contrario ai prezzemolini, non sono un tuttologo. Quando vado in qualche trasmissione lo faccio per parlare di temi a me vicini: ambiente, alimentazione, natura. Oggi ci troviamo immersi in una perenne corsa verso il fare. Sono più per la tv di una volta».</p><p><b>A proposito, in tv avrà un inverno denso di impegni e novità.</b></p><p>I primi di dicembre ripartirò con Linea Bianca su Rai1 che sarà ricca di novità sul mondo della montagna».</p><p><b>Sempre a dicembre, condurrà Kalipè- A passo d'uomo (come il libro) su Rai2.</b></p><p>«Ne sono ideatore, è un programma con l'accento sulla divulgazione. Parlerà di territorio, ambiente, montagna, mare, collina, città e ambiente a 360 gradi. In prima linea strategie per risolvere problematiche come cambiamento climatico, deforestazione, smog, protezione della fauna marina. Mi emoziona, perché è un'idea che considero figlia dei miei libri».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LFNWW5SLZNN2RJYHEVVTGSORRE.jpg?auth=8891c1710ac00e7635cd1047c8f80daceb1e3a3793ab4bf5b2cc19b1061e6ef0&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA["Spero che Unomattina duri per sempre. Ma sogno anche un talk economico"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/spero-che-unomattina-duri-sempre-sogno-anche-talk-economico-1980747.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/spero-che-unomattina-duri-sempre-sogno-anche-talk-economico-1980747.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[La conduttrice premiata dagli ascolti progetta nuove avventure tv]]></description><pubDate>Sat, 09 Oct 2021 04:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Monica Setta ha saputo nei decenni reinventarsi, trasformarsi (look compreso) e confermarsi un volto da tv generalista. Dal suo scoop sulla discesa del Cavaliere in politica nel '93, alle rubriche patinate tra costume e giochi di potere oscuri ai più (ma non a lei), fino agli editoriali di economia, «una materia che mi dà una specie di serenità, per prima cosa al mattino controllo le valute». Penna brillante prestata alla tv, dotata del classico quid da piccolo schermo, la Setta sta vivendo un momento d'oro, visti gli ascolti di Unomattina in Famiglia, accanto a Tiberio Timperi e Ingrid Muccitelli. Oltre agli impegni ufficiali, tratta temi di economia domestica a Unomattina e commenta fatti di cronaca a Ore 14, da Milo Infante.</p><p><b>Un periodo pieno di tv, per lei.</b></p><p>«Ho finalmente trovato una strada mia. Negli anni scorsi mi sono prestata all'intrattenimento, ma quest'anno è cambiato qualcosa. Dopo i libri Quadrare i conti- Manuale di economia per famiglie uscito ad aprile e La nuova Italia di Mario Draghi, uscito a luglio, ho capito che la mia vocazione rimane il giornalismo e la divulgazione economica in tv. Il 9 ottobre tornerò anche in radio con Parla con Lei, su Isoradio. Presto racconterò anche il rapporto tra donne e Recovery Fund».</p><p><b>Sappiamo che ha in progetto un'autobiografia, con inediti aneddoti di vita.</b></p><p>«Diario di una giornalista uscirà a inizio 2022. Un ricordo su tutti. Lavoravo a Milano Finanza quando feci il famoso scoop sulla discesa in campo di Berlusconi. All'epoca mi propose un posto in televisione, mi disse Lei è fatta per la tv, deve fare un colloquio davanti alle telecamere. Poi in quel periodo mi chiamò Montanelli, per un posto di caposervizio economia a La Voce. Lo sentivo più adatto a me, sarei stata tra le prime donne in Italia a occuparmi di quei temi. Rifiutai l'offerta di Berlusconi e non avevo il coraggio di dirglielo. Quando l'ha saputo ha reagito con classe, facendomi l'in bocca al lupo. Ancora oggi mantengo con lui un rapporto di stima e amicizia».</p><p><b>E invece quali sono le sue preferenze in tv?</b></p><p>«Guardo di tutto, reality compresi. Alfonso Signorini è un amico caro, due anni fa chiacchierando mi ha buttato lì l'idea ma perché non partecipi al Grande Fratello?. Non farebbe per me. Però lo ammetto, lo guardo sempre».</p><p><b>Un sogno?</b></p><p>«Un programma di economia su Rai1, anche in seconda serata, per aiutare giovani e anziani a risolvere problemi di tutti i giorni, per esempio come risparmiare sulla bolletta. Ne ho parlato questa estate con il direttore di rete Stefano Coletta e mi ha risposto chissà che qualche idea di economia, con te, prima o poi non veda la luce. Magari nel 2022, si vedrà. Intanto spero che Unomattina duri altri dieci anni, è il mio programma del cuore».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/4SP52JJXBNLYTCLCJZAT5H6OME.jpg?auth=7740526d4a81ab77273bc74eee29e19582ecf219c269ef38f12e665c36374675&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Il nuovo intrattenimento di Discovery va dalle drag queen a "Il Celeste"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/nuovo-intrattenimento-discovery-va-dalle-drag-queen-celeste-1959218.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/nuovo-intrattenimento-discovery-va-dalle-drag-queen-celeste-1959218.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenza Sebastiani]]></dc:creator><description><![CDATA[Reality, documentari e nomi famosi: la piattaforma vuole attirare l'estero]]></description><pubDate>Fri, 02 Jul 2021 04:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>«Discovery vuole dare il suo apporto alla rinascita della creatività italiana, creando formati che possano viaggiare nel mondo». Questo l'intento del gruppo per il futuro più prossimo secondo Laura Carafoli, SVP Chief Content Officer. «Il documentario su Lady Gucci lanciato a inizio anno su Discovery+, viste le riprese in concomitanza del film con Lady Gaga nei panni di Patrizia Gucci, ci ha fatto entrare nel radar dei più grandi produttori mondiali di contenuti. Speriamo possa succedere anche con altri formati, come Back in Time-Un amore da favola. Si tratta di un esperimento sociale in cui giovani di oggi lasciano telefonini e social per catapultarsi nell'Ottocento, cimentandosi tra corteggiamenti e galanterie d'epoca, vestiti con corsetti antichi e prendendo lezioni di equitazione. Un'idea adatta ad attirare l'attenzione di Nord e Sud America, che segue l'interesse internazionale verso serie come The Bridgerton».</p><p>Non sono poche le idee che il gruppo mette nel piatto per la prossima stagione, tra conferme storiche e novità. In programma 150 nuovi titoli solo per la piattaforma di Discovery +, il servizio OTT dedicato al real life entertainment nato da soli sei mesi. Tra questi l'acclamato (sui social) arrivo dell'influencer Tommaso Zorzi con DRAG RACE ITALIA, format che ha raccolto in giro per il mondo 19 Emmy Awards e che racconterà l'universo, per molti inedito, delle drag queen italiane. «Non è stato il nostro primo contatto con Zorzi. In questo caso è stata l'idea, a conquistarlo. Ci auguriamo che nasca un rapporto fisso e continuativo con Discovery, anche per altri progetti. Ma ad oggi non è legato a noi con un rapporto di esclusiva». Accanto a Zorzi, da novembre, in giuria anche la drag Priscilla (l'artista napoletano Mariano Gallo) e l'attrice Chiara Francini.</p><p>Da segnalare, tra le novità, anche D'amore e d'accordo su Real Time dal 5 luglio con Katia Follesa, ispirato al cult italiano Tra moglie e marito, «un programma che cambia il passo del nostro access prime time, che dal lifestyle vira verso l'intrattenimento», precisa Carafoli. Sulla stessa linea C'era una volta l'amore, che racconta coppie in crisi, ascoltate con ironia dall'attrice Michela Giraud.</p><p>Riflettori puntati poi su Il Celeste, documentario su Discovery+, sulla vita di Roberto Formigoni e sui suoi 18 anni da governatore della Lombardia. «Un uomo la cui vita potrebbe riempire tre serie tv. Parteciperà in prima persona a questo progetto, che ha le carte in regola per conquistare anche l'estero. Dalla sua esperienza a Comunione e Liberazione, alle campagne politiche, al successo in Lombardia, alle sue discusse vicende legali. Vedrete documenti d'archivio locale, con dettagli pressoché inediti».</p><p>Oltre a una copertura totale delle prossime Olimpiadi di Tokyo il gruppo quindi si fa forza con conferme di peso (come Crozza, Gomez, Scanzi e contenitori come Primo Appuntamento e Bake Off), novità come l'arrivo sul Nove di Aldo, Giovanni e Giacomo, Teresa Mannino e format come Wild Teens-Contadini in erba, in cui 14 ragazzi di città verranno catapultati di punto in bianco in campagna, tra sveglie all'alba, animali da accudire e campi di coltivare.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/ULTCTUI5NZOX3G3C3IWGVEXOXM.jpg?auth=898c7501470208520a4de6c6844ba6f589feee6df95f219181dbd337548e1cc1&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item></channel></rss>