<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[News feed]]></title><link>https://www.ilgiornale.it</link><atom:link href="https://www.ilgiornale.it/arc/outboundfeeds/rss/autore/fausto-biloslavo/" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[ News Feed]]></description><lastBuildDate>Sun, 26 Jul 2026 17:49:21 +0000</lastBuildDate><language>it</language><ttl>1</ttl><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[La via dei bengalesi e il soccorso delle ong. Ecco rotte e tariffe dell'invasione record]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica-internazionale/dei-bengalesi-e-soccorso-delle-ong-ecco-rotte-e-tariffe-2696632.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica-internazionale/dei-bengalesi-e-soccorso-delle-ong-ecco-rotte-e-tariffe-2696632.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[Nel 2025 sono arrivati 20.164 migranti dal Paese asiatico, in cui la guerra non c’è. Il ruolo degli attivisti]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 10:00:50 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Fra l'11 e 13 maggio, Sea watch 5, ha recuperato in mare 166 migranti. Al primo evento, 27,7 miglia dalle coste libiche, 5 trafficanti mascherati a bordo di una barca veloce e ben attrezzata hanno consegnato ai talebani dell'accoglienza della Ong tedesca una novantina di migranti illegali, tutti del Bangladesh. La scena è stata filmata da un aereo di sorveglianza di Frontex e il capitano dell'ammiraglia «umanitaria» è indagato dalla Procura di Brindisi per favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina. Al secondo «incontro» del 12 maggio si è avvicinata a Sea Watch 5, un'altra lancia veloce con uno scafista mascherato al timone.</p><p>Quattro video diversi, girati dai migranti con i telefonini, dimostrano chiaramente che non erano in difficoltà, ma si sono diretti verso i «soccorritori», non viceversa. Tutti cittadini del Bangladesh, a parte un egiziano. In seguito, in un terzo evento, sono stati recuperati altri migranti per un totale di 166 persone sbarcate dalla nave della Ong il 15 maggio a Brindisi. Oltre 150 erano del Bangladesh, la prima nazionalità di arrivi in Italia negli ultimi tre anni via Libia. Il loro paese non è in guerra e la stragrande maggioranza non avrebbe diritto a rimanere, ma l'Italia attrae il 90% dell'immigrazione illegale dal Bangladesh verso l'Europa. Un dettagliato rapporto di marzo degli analisti indipendenti del Mixed migration center (Mmc) su rotte, rete, prezzi del traffico dei bengalesi rivela che pagano «tra i 10.000 e i 14.000 dollari per l'intero viaggio fino all'Italia, con molti che alla fine spendono tra i 15.000 e i 17.000 dollari dopo estorsioni e costi aggiuntivi in Libia». Il giro d'affari dei trafficanti per «il contrabbando (di esseri umani nda) Bangladesh-Libia-Italia è di 160-190 milioni di dollari all'anno».</p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/DBTXR2OTB5JHPBZYRDMEMKZRNQ.png?auth=901a148ab323ae7a49c2bf607d16da0c7fb14cb27416855cf8f52f699a06a03c&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="Bengalesi Biloslavo" height="900" width="1200"/><p>Nel 2025 sono sbarcati 20.164 clandestini del Bangladesh e da gennaio a ieri sono 4.426, la prima nazionalità. Il rapporto di Mmc dedica un capitolo al «Fattore di attrazione verso l'Italia». E pubblica una delle tante immagini in rete dove si vede in primo piano un trafficante con il volto oscurato, una massa di clandestini bengalesi apparentemente felici ed il titolo: «Informazioni sull'Italia dei sogni». Su Facebook e altri social ci sono decine di pagine e messaggi dedicati al «viaggio» dal Bangladesh e all'attraversamento del Mediterraneo partendo dalla Libia con foto delle navi delle Ong del mare, postate ad arte, per fare intendere che verranno a prendere i migranti. Oltre ai video girati a bordo dei barconi che arrivano a Lampedusa o vengono recuperati dalle unità come Sea Watch.</p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/XNYGQKZ5L5OZPNQSLBJRWSCQ2M.png?auth=87f17f87c3c926713a4b9508d13f0e4f7eae4973463349321d3fe9da1deef224&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="Bengalesi Biloslavo" height="900" width="1200"/><p>Gli intervistati nel rapporto spiegano che l'Italia è la meta ideale per «le passate campagne di regolarizzazione», la possibilità di «ottenere permessi di soggiorno senza documenti» e «trovare impiego stabile nelle comunità del Bangladesh». La diaspora a Roma, Milano, Napoli, Monfalcone «rafforza queste dinamiche di attrazione». La rete di trafficanti, facilitatori, scafisti lungo la rotta del traffico di esseri umani è transnazionale e parte da «mediatori», chiamati dalal, nei principali hub di partenza in Bangladesh come Shariapour, Madipour, Poritpour, e Kishervans. Talvolta il reclutamento avviene on line e le informazioni per il viaggio sono scambiate «su Imo, una popolare piattaforma di messaggistica tra le comunità del Bangladesh».</p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/PAO3A2DMY5JRLH2MUXBCEI2BTQ.jpg?auth=c80db207b2c3ff0d59635bbb387eaafbbb8556996c00fa28951478473f896f0f&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="Bengalesi Biloslavo" height="900" width="1200"/><p>Sul prezzo minimo di 10mila dollari, il migrante consegna un anticipo di 3000 e il resto quando arriva in Libia. I soldi vengono spesso versati da familiari, amici in Italia o a debito con lunghi periodi di lavoro forzato sul territorio libico. Il viaggio inizia con un normale biglietto aereo e qualcuno che chiude un occhio all'aeroporto di Dacca per l'imbarco di un volo diretto a Dubai oppure in Kuwait, via India o Sri Lanka, per proseguire in Egitto e poi verso l'aeroporto internazionale di Benina a Bengasi. «Dubai è un fulcro logistico e finanziario che collega l'infrastruttura di reclutamento in Bangladesh con l'economia del contrabbando che trasporta persone in Libia» si legge nel rapporto. Una volta atterrati nella «capitale» della Cirenaica controllata da Khalifa Haftar i migranti pagano 500 dinari libici ciascuno, circa 80 dollari, di tassa d'ingresso, che aiuta a mantenere l'esercito del generale. In misura minore si imbarcano subito verso la Grecia, ma il grosso prosegue, grazie alla rete trasversale del traffico, «lungo l'autostrada costiera da Bengasi ad Ajdabiya, poi Sirte, Misurata, Tripoli, per arrivare a Zuwara» principale hub delle partenze verso l'Italia nella Libia occidentale. Altri punti di partenza sono Zawiya e Sabratha, da dove i trafficanti hanno portato, l'11 maggio, il primo carico di bengalesi a Sea Watch 5.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/OA7KTSQPZJKE7NMWC47L7AE52M.jpg?auth=68dc8c11df678c97cba84aa6d0b42ad34a22bedc0c128c51e1d500a2bf20ffc0&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[L’altra faccia del G8 mitizzato. La violenza cieca dei black bloc tra sprangate e soldi rapinati]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/interni/l-altra-faccia-g8-mitizzato-violenza-cieca-dei-black-bloc-2696189.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/interni/l-altra-faccia-g8-mitizzato-violenza-cieca-dei-black-bloc-2696189.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[Le celebrazioni a senso unico a sinistra dimenticano la guerriglia di feroci teppisti]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 10:00:19 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Non solo bravi ragazzi e cattivi poliziotti: il grande corteo anti G8 a Genova di 25 anni fa era infiltrato da un «esercito» di estremisti, che ha approfittato di migliaia di manifestanti più tranquilli per scatenare la guerriglia. Si staccavano in centinaia dal grosso della manifestazione per assaltare le forze dell’ordine e mettere a ferro e fuoco Genova. Io c’ero, camuffato da black bloc (foto), per raccontare dalla prima linea, sul Giornale, la cieca violenza distruttiva. Per questo è stupefacente la lettura dei resoconti, rose e fiori, di questi giorni, dove si ricorda solo Carlo Giuliani, ucciso mentre tirava un estintore a un carabiniere assediato in una jeep presa d’assalto e la «macelleria messicana» della scuola Diaz trasformata in bivacco di manifestanti e della caserma Bolzaneto. Eccessi delle forze dell’ordine ci sono stati, ma far finta che solo la polizia ha menato ed i no global erano santarellini grida vendetta al cielo. La didascalia di una foto pubblicata da Repubblica per l’anniversario descrive come agnellini «il movimento delle tute bianche, guidato da Luca Casarini» che «fu uno dei più attivi al G8, lanciando una metaforica dichiarazione di guerra ai leader mondiali». Metaforica? Nel giorno clou delle proteste ho visto una valanga di molotov, automobili usate come arieti, bastoni con il filo spinato o coltello da cucina legati sulla punta e distruzione sistematica di negozi e banche. Casco e maglietta neri mi sono infiltrato fin dall’inizio al concentramento del corteo, nell’ala più dura composta da centinaia di black bloc calati da tutta Europa ed estremisti arrivati dal resto d’Italia. Giovani fra i 20 e 25 anni venuti a Genova per scatenare l’inferno. La prima sorpresa è stato l’arrivo di un furgone con due personaggi più anziani, sulla quarantina, hanno aperto il portellone cominciando a distribuire spranghe e manici di piccone. La scena avveniva con un elicottero della polizia sopra la nostra testa che filmava tutto.</p><p>Ben prima di raggiungere la rete metallica con i cordoni delle forze dell’ordine che piantonavano la zona rossa, gli estremisti facevano a pezzi le vetrine dei negozi o davano fuoco all’ingresso della banche. Si accanivano anche sui bancomat nel tentativo, fallimentare, di aprirli e rubare i soldi. Teppisti che parlavano una babele di lingue, ma i più feroci erano i tedeschi con tanto di falangi punkbestia. Non mancavano di venire alle mani con i gruppi più organizzati nel corteo ufficiale, come Rifondazione comunista, che volevano evitare la violenza estrema.</p><p>Quando la grande massa di manifestanti si è trovata di fronte alla prima rete della zona rossa e un drappello di finanzieri in tenuta anti sommossa, il grosso ha svoltato senza provocare incidenti, ma circa 400 black bloc e guerriglieri urbani hanno preso d’assalto le forze dell’ordine. Non solo a colpi di molotov e fitti lanci di pietre, ma utilizzando una Panda posteggiata nella zona sbagliata (foto), come ariete infuocato.</p><p>La pioggia di lacrimogeni in risposta ha investito pure il sottoscritto «soccorso» da squadre ad hoc, che rimettevano in piedi i «feriti» per rimandarli in «battaglia». Così mi sono accorto che alcuni «veterani» con i capelli bianchi e la pancetta davano ordini e spinte in avanti. Cattivi maestri degli anni settanta, ma è un particolare sparito dalle cronache mielose dell’anniversario.</p><p>Dopo ore di guerriglia urbana le forze dell’ordine erano esasperate ed è finito pure in mezzo chi non aveva tirato una pietra. Andrea, un ragazzo si 22 anni sotto le bandiere della Cisl, non aveva dubbi: «Il blocco nero ci ha usato come cuscinetto per portare a termine il loro sporco gioco». Parole che rendono ancora più stucchevole la santificazione dell’anniversario dell’anti G8.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/IWOAHZUKL5LFBHNUBDRYJHHEAE.jpg?auth=575f2fff593e3f3c37d71d453e8968b47ebfa3058a46e4feac85299697d96e52&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Sea Watch, 12 milioni tra offerte e soldi statali. Ecco chi vuole zittire "il Giornale" sui migranti]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/sea-watch-12-milioni-offerte-e-soldi-statali-ecco-chi-vuole-2695402.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/sea-watch-12-milioni-offerte-e-soldi-statali-ecco-chi-vuole-2695402.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[Navi, aerei, supporto legale e mediatico per la Ong tedesca. Una macchina complessa e costosa, con testimonial "vip"]]></description><pubDate>Sun, 19 Jul 2026 10:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>"Sea Watch e altre Ong del mare sono una macchina da guerra: navi, aerei, costola mediatica, supporto legale" è il commento secco di un alto ufficiale italiano. I talebani dell'accoglienza tedeschi, che vogliono zittire il Giornale, raccolgono oltre 12 milioni di euro l'anno, compresi un paio attraverso canali di Stato.</p><p>I primi sostenitori erano gli ex comunisti della Germania Est, ma in tempi più recenti sono stati appoggiati anche da Elly Schlein e una pletora di esponenti della sinistra. Nel 2024 fra i 58.478 sostenitori in 30 paesi con le donazioni private che pesano per il 45,82% del totale non mancano 823 società, organizzazioni, fondazioni e 94 parrocchie che hanno elargito la loro elemosina.</p><p>Totale incassato: 12.278.305 euro e 700mila euro in più di uscite. Il nocciolo duro di sostegno è storicamente rappresentato dalla chiesa evangelica ed esponenti cattolici come il cardinale Reinhard Marx, amico e finanziatore della prima ora.</p><p>Attraverso United4Rescue, un cartello che finanzia le Ong del mare, fondata dal Congresso della chiesa evangelica nel 2019 sono continuati ad arrivare 200mila euro nel 2024. Gli evangelici finanziano soprattutto la flotta dei tre aerei, che solitamente decollano da Lampedusa, per individuare migranti da recuperare nel Mediterraneo. Un milione e mezzo di euro è stato incassato da una lotteria postale organizzata dai singoli stati tedeschi.</p><p>Dal bilancio si scopre che l'Ong tedesca ha speso 5,2 milioni di euro nel 2024 per l'ammiraglia, Sea Watch 5 e Aurora, più piccola e veloce spesso bloccata per violazione delle norme. Gli equipaggi costano 1.625.000 per la nave più grande, 705.299 per pilotare i tre aerei e 455.000 per Aurora. Candidamente si legge nel resoconto 2024 di Sea Watch "che non è sempre possibile trovare attivisti volontari per le operazioni". Ovvero gli equipaggi vengono pagati per portare i migranti in Italia.</p><p>Oltre un milione e 600 mila euro è stato utilizzato per i "progetti di supporto" e comprende il costo del team italiano. Sea Watch elargisce anche 125mila euro circa ad altre associazioni come "Arci porco rosso" di Palermo (15.000,00 euro) per il progetto "Dal mare alla prigione" a favore "dei rifugiati criminalizzati al loro arrivo in Europa". Il titolo della pagina Facebook del "circolo anti razzista, transfemminista ed ecologista" è "Meglio Porc* che fascista!".</p><p>La linea politica di Sea Watch, nei confronti dell'Italia, è chiarissima e sbandierata sul rapporto annuale 2024. "Il governo fascista italiano sta cercando di impedire il nostro lavoro! Sotto il governo fascista di Meloni in Italia, la criminalizzazione del soccorso civile in mare sta assumendo nuove forme e minaccia la nostra esistenza".</p><p>Non a caso i sostenitori dei talebani dell'accoglienza tedeschi erano all'inizio personaggi come Gregor Gysi, uno dei leader pro Gorbaciov della Germania comunista prima del crollo del muro di Berlino. Da Gysi ai Verdi tedeschi si dipana un filo rossogreen che arriva fino ad oggi e porta alla pasionaria filo Ong del mare Annalena Baerbock, ex ministro degli Esteri di Berlino. In Italia uno dei primi testimonial è stato l'allora sindaco di Palermo Leoluca Orlando.</p><p>Durante il braccio di ferro con Carola Rackete ai comandi di Sea Watch 3 nel 2019 erano saliti a bordo, in segno di solidarietà, Graziano Delrio, ex ministro di Renzi, Matteo Orfini del Partito democratico oltre a Nicola Fratoianni e Riccardo Magi. E pure Stefania Prestigiacomo ministro dell'Ambiente con Berlusconi. In secondo piano il fatto che fra i migranti sbarcati a forza dalla nave c'erano anche tre trafficanti libici e stupratori poi condannati a Messina a 20 anni ci carcere ciascuno.</p><p>Nel 2024 una foto "storica" immortala il primo giorno a Strasburgo di Ilaria Salis, salvata dal carcere ungherese da un seggio di Alleanza Verdi e Sinistra, il discusso ex sindaco Mimmo Lucano e la neo europarlamentare Carola Rackete. Dopo un anno si è dimessa, ma era stata eletta nella lista di Die Linke, l'estrema sinistra tedesca, strenua sostenitrice di Sea Watch.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/5BC64PZNRFOLNKHDBZKYBDHKOI.png?auth=2c462b0302d3261cec6990ac8b2fdf66250b0cb41e2d2757ad5745ee85b3ed0b&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/png" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Il vizio di Sea Watch: altro soccorso sospetto il giorno dopo. "Sono stati i migranti ad avvicinarsi..."]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/vizio-altro-soccorso-sospetto-giorno-sono-stati-i-migranti-2695080.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/vizio-altro-soccorso-sospetto-giorno-sono-stati-i-migranti-2695080.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[Il 12 maggio imbarcate 166 persone poi scaricate a Brindisi Così il capitano finisce sotto inchiesta per favoreggiamento]]></description><pubDate>Sat, 18 Jul 2026 13:25:59 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Non solo la prima consegna dei migranti dalle mani dei trafficanti ai "soccorritori" di Sea Watch dell'11 maggio, ma pure il giorno dopo c'è almeno un secondo evento sospetto. Il 12 maggio l'Ong tedesca aveva già recuperato in mare, circa 90 migranti consegnati il giorno prima da un motoscafo dei trafficanti, come dimostra chiaramente un filmato di Frontex pubblicato dal Giornale e dal settimanale del quotidiano francese Le Figaro. Alle 6.24 del mattino, ora italiana, Sea Watch 5 segnala un'imbarcazione in vetroresina con migranti a bordo "potenzialmente in difficoltà". Alle 6.37 comunica di avere intercettato un barchino con 67 migranti. L'Ong tedesca interviene per "soccorrere" e salvarli. Ma i quattro video girati dai diretti interessati a bordo, provenienti dal Bangladesh, scovati da Le Figaro, che poi sono stati stranamente cancellati dai social, mostrano un'altra storia. "Sono stati i migranti ad avvicinarsi e non viceversa" all'ammiraglia tedesca puntando direttamente su Sea Watch 5, in mezzo al mare, in zona di ricerca e soccorso maltese. Non solo: a bordo dell'imbarcazione veloce, simile a quella del giorno prima, si vede che al timone c'è un uomo mascherato da un balaclava color marrone. Le Figaro li definisce dei "passeur" del traffico di esseri umani. Il portale Infomigrants, che ha utilizzato immagini girate da Sea Watch, per dimostrare quanti bravi, buoni sono i "soccorritori", ha montato uno spezzone dove si vede un altro passeur mascherato con un cappellino blu, in mimetica e un giubbotto salvagente arancione, che coordina il trasbordo della merce umana su un gommone dell'ammiraglia tedesca.</p><p>Nella notte fra il 12 e 13 maggio Sea Watch 5, su segnalazione di Alarm phone, il centralino dei migranti, ne recupera altri 13 e la nave tedesca si dirige verso l'Italia. Il 13 maggio la Guardia costiera libica comunica da Tripoli che il giorno prima la nave della Ong tedesca "aveva prelevato dei migranti da una barca veloce con a bordo quattro persone armate compresa una mitragliatrice Pkt". I passeur del mare, che solitamente fanno parte di milizie, sono sempre armati, ma si guardano bene dal farsi filmare.</p><p>Il giorno prima, l'11 maggio i cinque trafficanti mascherati filmati dall'aereo di sorveglianza di Frontex, Eagle 1, dopo avere consegnato i migranti a Sea Watch 5 si vede bene che alzano il pollice in segno di OK. Uno di loro incrocia le mani per ringraziare e alla fine saluta gli "umanitari" sventolando la mano. Poco dopo, alle 11.37 italiane, Sea Watch 5 lancia un Mayday per l'arrivo di una motovedetta libica della Guardia costiera, informata del trasbordo di migranti, che vuole fermare nave ed equipaggio. I tedeschi tirano dritto nonostante i libici sparino in aria una quindicina di colpi di avvertimento. L'aereo Eagle 1, che si era allontanato, riceve la richiesta di aiuto sul canale 16 e torna indietro chiedendo all'equipaggio se ha bisogno di assistenza. Dall'ammiraglia tedesca declinano l'offerta.</p><p>Il risultato finale è che il 15 maggio Sea Watch 5 sbarca a Brindisi 166 migranti e il capitano Anne van Dam viene interrogato finendo sotto inchiesta per favoreggiamento aggravato dell'immigrazione illegale. L'11 giugno rilascia un'intervista al portale tedesco Taz e ammette che il reato prevede "20 anni di reclusione e multe che non potrei mai pagare", ma si tratta solo "dell'ennesimo tentativo di ostacolare il soccorso civile in mare".</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/K4RDYYJSMVPQ7HWGZROE3T5TRY.jpg?auth=b38851e3726112a7b00753048304b1ccb500fc69191888466e493d60625d103b&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Così Sea Watch vuole zittire il Giornale]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/cos-sea-watch-vuole-zittire-giornale-2695079.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/cos-sea-watch-vuole-zittire-giornale-2695079.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[La Ong ci diffida: «Non proseguite l'inchiesta sulla consegna in mare dell'11 maggio»]]></description><pubDate>Sat, 18 Jul 2026 10:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Sea Watch, vuole tappare la bocca al Giornale. I talebani dell'accoglienza tedeschi, una delle Ong del mare più estremiste, ha fatto inviare dallo studio legale Gamberini di Bologna una "diffida" a proseguire nell'inchiesta sulle consegna da parte dei trafficanti, di migranti in mezzo al mare, poi sbarcati in Italia dalla loro ammiraglia Sea Watch 5. "Articoli lesivi dell'onore e della reputazione dell'Organizzazione e del suo capitano, basati su circostanze false e allusive - si legge - il cui contenuto è tratto da documenti coperti dal segreto d'indagine a cui il Giornale ha avuto accesso".</p><p>In realtà investigatori e Procura di Brindisi, che ha indagato il comandante di Sea Watch 5 per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina aggravata, si sono rifiutati di aprire bocca sull'inchiesta. Il Giornale non ha avuto alcun accesso agli atti di indagine. La minacciosa letterina si chiude così: "Con la presente si diffida Il Giornale dal pubblicare ulteriori contenuti del medesimo tenore". Censura a dir poco, reiterata con fangose accuse sul sito di Sea Watch Italia. Secondo gli "umanitari" l'11 maggio, quando un video riprende i trafficanti che portano la merce umana trasportata dalla Libia, "il team di soccorso si è trovato di fronte uomini a volto coperto, un pericolo grave sia per l'equipaggio, sia per le persone appena tratte in salvo". Una giustificazione tragicomica e ovviamente non si sono accorti prima dei trafficanti. Non era un "incontro" casuale e bene che vada dimostra il pull factor, il fattore di attrazione delle Ong. Pure Sea Watch ammette che si tratta "di presunti trafficanti" che "sono rimasti sull'imbarcazione e se ne sono andati" tornando in Libia dopo aver consegnato i migranti. Giorgia Linardi, storica portavoce, parla "di un vecchio copione. Da anni si susseguono indagini che impiegano risorse pubbliche per cercare di dimostrare faziosamente l'esistenza di una collusione delle Ong con i trafficanti". Gli fa eco, Angelo Bonelli di Avs: "Ancora una volta il governo governo Meloni e queste destre si accaniscono da giorni contro chi si batte per salvare vite in mare".</p><p>Il capitano indagato, Anne van Dam, in un'intervista di giugno, smentendo il "segreto istruttorio" sventolato dalla Ong aveva dichiarato: "Con la nostra rete Justice Fleet, stiamo cercando di rendere pubblica questa vicenda". E "grazie alle numerose donazioni, Sea-Watch è in grado di fornirmi un supporto legale completo", che serve ad inviare diffide per tappare la bocca al Giornale.</p><p>Le varie navi di Sea Watch sono state sottoposte a "fermo amministrativo" in porto per non avere rispettato le leggi italiane, almeno cinque volte. La deriva politica dell'organizzazione è alla luce del sole. Nell'ottobre 2022 Sea watch international twittava sulla premier inglese appena uscita di scena: "Liz #Truss si è dimessa oggi dopo soli 45 giorni in carica. Auguriamo al nuovo Presidente del Consiglio #Meloni una carriera altrettanto stellare". Speranza infondata, ma è curioso che tre anni prima l'allora europarlamentare Elly Schlein, oggi segretaria del Pd, dopo il fermo di Sea Watch 3 organizzava una raccolta fondi (appena 3.567 euro) "per sostenere direttamente le operazioni" della Ong. Sea watch accusa il governo "di inventare leggi ingiuste per criminalizzare la società civile, che può e deve disobbedire".</p><p>Un altro comandante, "la capitana" Carola Rackete, pur di sbarcare i migranti a Lampedusa il 29 giugno 2019 al timone di Sea Watch 3, forzò il blocco deciso dal Viminale del governo Conte 1 schiacciando sulla banchina una motovedetta della Guardia di Finanza. La magistratura l'ha "graziata". Il suo avvocato era Alessandro Gamberin dello studio che ha inviato la diffida al Giornale per fermare la nostra inchiesta.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/5BC64PZNRFOLNKHDBZKYBDHKOI.png?auth=2c462b0302d3261cec6990ac8b2fdf66250b0cb41e2d2757ad5745ee85b3ed0b&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/png" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Le contromisure del Viminale. "Ong complici dei trafficanti"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/governo/contromisure-viminale-ong-complici-dei-trafficanti-2694752.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/governo/contromisure-viminale-ong-complici-dei-trafficanti-2694752.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[Il ministro Piantedosi e il nostro scoop: "Ha aperto degli scenari inquietanti"]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 10:00:40 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>L'esclusiva del Giornale sui trafficanti libici che in mezzo al mare consegnano i migranti ai soccorritori di Sea Watch 5 ha attirato l'attenzione del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Ferma restando ogni doverosa cautela in considerazione del fatto che c'è un'indagine in corso sottolinea il responsabile del Viminale l'ipotesi svelerebbe scenari inquietanti sul ruolo svolto da alcuni network internazionali che sembrerebbero sempre più nitidamente attivi nel perseguire con ogni mezzo l'ingresso di immigrati irregolari in Europa.</p><p>Anche il settimanale del quotidiano francese Le Figaro è uscito ieri, sul sito, con un'inchiesta sulla consegna dei migranti dell'11 maggio, che ha portato la Procura di Brindisi a indagare il capitano della nave dei talebani dell'accoglienza tedeschi, Anne van Dam per favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina. Le Ong estremiste dietro il paravento di un finto umanitarismo, agirebbero solo per proprio tornaconto e perché orientati a condizionare le politiche migratorie degli Stati e dell'Europa. Di fatto, rendendosi complici di spietati trafficanti di esseri umani dichiara Piantedosi al Giornale. E aggiunge: Ideologie immigrazioniste, business dell'accoglienza, connivenze con reti criminali sono sempre più interconnessi e costituiscono un groviglio di interessi a tratti pericolosamente convergenti su cui va fatta piena luce.</p><p>I trafficanti di uomini sono sempre meglio organizzati: l'imbarcazione veloce che ha portato fra i 50 e 90 migranti a 27,7 miglia nautiche dalle coste libiche per la consegna a Sea Watch era dotata di due motori Suzuki da almeno 300 cavalli ciascuno, del valore di decine di migliaia di euro scrive le Figaro. Sea Watch ha risposto a Le Figaro negando qualsiasi appuntamento in mare, ma in maniera tragicomica.«L'equipaggio ha avvistato l'imbarcazione (dei trafficanti nda) dal ponte e, a quella distanza, non poteva vedere se a bordo ci fossero uomini mascherati» sostengono i soccorritori, che poi si sono trovati di fronte agli schiavisti moderni con il volto coperto dai balaclava. Sea Watch sarebbe intervenuta perchè la lancia veloce era stracolma di migranti, in gran parte nella stiva, ma non ha lanciato alcuna richiesta d'aiuto e non aveva problemi di navigazione con il mare piatto e il tempo bello.</p><p>Non solo: la Guardia costiera di Tripoli, attraverso un contatto del Giornale, ha ribadito che l'ammiraglia della Ong tedesca, in zona di ricerca e soccorso libica, avrebbe recuperato migranti da tre barche veloci dei trafficanti già sul posto. L'aereo di sorveglianza Eagle 1, di Frontex, ha filmato un solo trasbordo la mattina dell'11 maggio. Però Le Figaro ha scovato quattro video girati dai migranti che si filmano a bordo di un'altra imbarcazione pilotata da un uomo mascheratodirigendo a tutta velocità verso la nave di Sea-Watch, all'orizzonte, senza mostrare alcun segno visibile di danni o difficoltà. L'Ong del mare aveva dichiarato di avere soccorso altri 65 migranti il 12 maggio, sulla via di ritorno verso l'Italia, in zona Sar maltese. I video pubblicati da Le Figaro ed ora cancellati da chi li aveva postati, mostrano chiaramente che sono stati i migranti ad avvicinarsi non viceversa. L'esclusiva del Giornale conferma che le imbarcazioni delle Ong si traducono in un pull factor che attira il traffico di esseri umani ha dichiarato Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera.</p><p>Nell'inchiesta parallela, Le Figaro ha scoperto che i trafficanti annunciano le partenze delle navi umanitarie e, più o meno subdolamente, forniscono informazioni sulle barche in partenza con i migranti. Non solo: il gruppo Facebook in inglese 'Immigrazione dal Bangladesh verso Italia e Grecia, descrive dettagliatamente le rotte delle navi delle Ong grazie a MarineTraffic, la piattaforma di tracciamento marittimo in tempo reale.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/TUOFEZC7JBIL3PNRMKBMJBABA4.jpg?auth=27121a48621a9dc1946942b5e999435a57bcf153d1fa613d20912d4491a81cb4&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA["I veri criminali sono gli scafisti. E non certo Mario Roggero"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/i-veri-criminali-sono-scafisti-e-non-certo-mario-roggero-2694615.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/i-veri-criminali-sono-scafisti-e-non-certo-mario-roggero-2694615.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[Il leader leghista Matteo Salvini commenta l'esclusiva del Giornale sui trafficanti di clandestini]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 10:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Fra Bari a Roma il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, risponde sull'ultimo scandalo delle Ong del mare rivelato dal Giornale.</p><p><b>Cosa pensa della consegna dei migranti a Sea-Watch da parte dei trafficanti rivelata da il Giornale?</b></p><p>"Sono stato sei anni sotto processo con l'accusa di sequestro di persona per aver fatto il mio dovere da ministro dell'Interno: fermare gli sbarchi e mantenere la promessa di contrastare l'immigrazione clandestina. Questi sono i veri criminali, e non Mario Roggero, per il quale chiediamo la grazia. Nel corso del processo, la difesa ha posto più volte l'attenzione proprio sui rapporti e sulle possibili connivenze tra trafficanti e alcune organizzazioni. A sinistra ci accusavano di essere folli e negavano perfino l'esistenza del problema".</p><p><b>Il video del trasbordo dei migranti a meno di 30 miglia dalla Libia è stato filmato da un aereo di Frontex. La Guardia Costiera, che dipende dal suo ministero, era al corrente di quanto accaduto, sembra anche il giorno dopo?</b></p><p>"La Guardia Costiera italiana è ovviamente in costante raccordo con Frontex. Proprio in questi giorni due uomini della Guardia Costiera sono a processo per la tragedia di Cutro: è impensabile pensare che donne e uomini in divisa, che ogni giorno rischiano la propria vita per salvarne altre, possano deliberatamente sottrarsi ai loro doveri. Confido che venga riconosciuta la loro correttezza e che arrivi rapidamente una piena assoluzione. Per quanto riguarda questa vicenda, essendo all'attenzione dell'autorità giudiziaria, sarebbe improprio esprimere valutazioni o anticipare conclusioni. Attendiamo che venga fatta piena luce sui fatti".</p><p><b>Il cittadino comune potrebbe chiedersi come mai Sea Watch 5 continui a recuperare migranti in mare per sbarcarli in Italia: gli ultimi 50 sono arrivati il 12 luglio.</b></p><p>"E avrebbe ragione a chiederselo. Il governo sta intervenendo con determinazione per contrastare l'immigrazione clandestina: accordi con i Paesi di origine e di transito, rafforzamento dei rimpatri, nuove norme sui Paesi sicuri e il modello Albania vanno tutti nella stessa direzione. I risultati sono concreti: gli sbarchi diminuiti del 54% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, passando da 33.132 a 15.391. Il calo è del 57% dalla Libia, del 50% dalla Tunisia e addirittura dell'87% dalla Turchia. L'obiettivo è impedire che i trafficanti continuino a utilizzare il Mediterraneo come una rotta per il business dell'immigrazione illegale".</p><p><b>Gli sbarchi diminuiscono, ma le Ong, in percentuale, hanno portato in Italia da gennaio oltre il 21 per cento dei migranti. È normale?</b></p><p>"No. È un dato che conferma come il ruolo delle Ong nel Mediterraneo debba essere affrontato fino in fondo. Salvare vite è un dovere, ma nessuno può sostituirsi agli Stati e trasformare il soccorso in un servizio di trasporto sistematico verso l'Italia. Serve anche piena trasparenza su chi finanzia queste organizzazioni, italiane e straniere, e sull'eventuale utilizzo di risorse pubbliche. Bisogna inoltre impedire che la presenza delle navi delle Ong diventi, anche involontariamente, un fattore di attrazione e un punto di riferimento per i trafficanti".</p><p><b>Le Ong del mare, come Sea-Watch, attaccano frontalmente il governo. Fanno politica?</b></p><p>"Assolutamente sì. Alcune Ong non si limitano a svolgere un'attività umanitaria, ma portano avanti una precisa battaglia politica e ideologica contro il Governo italiano e le sue politiche di contrasto all'immigrazione clandestina. Basti ricordare gli attacchi personali di Oscar Camps nei miei confronti, oppure il sostegno pubblico di esponenti della sinistra, da Enrico Letta fino a Pep Guardiola con la maglietta di Open Arms. Non è un caso che alcuni attivisti siano poi approdati direttamente nelle istituzioni candidandosi con la sinistra e con i Verdi. È inaccettabile che soggetti privati stranieri pretendano di condizionare le scelte democratiche e la politica migratoria di uno Stato sovrano".</p><p><b>"Remigrazione" sembra essere lo slogan del momento, ma è davvero fattibile?</b></p><p>"Al di là del dibattito lessicale, il principio è semplice: si chiami remigrazione, rimpatrio o espulsione, chi si trova illegalmente in Italia non può rimanervi e deve essere riportato nel proprio Paese".</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/TFWNVHZTZZPG7KWVS4GLRY6M6A.jpg?auth=7e5c35efd3f303727455d343ff604bc4f8a5b040d4a046bf622553d0c3673526&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[I gommoni di Sea Watch che trasbordano i migranti dal motoscafo dei trafficanti]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/video/nazionale/cos-ong-aiutano-i-trafficanti-uomini-2694293.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/video/nazionale/cos-ong-aiutano-i-trafficanti-uomini-2694293.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description></description><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 09:29:23 +0000</pubDate><media:content url="https://d1etan7144q81b.cloudfront.net/07-23-2026/t_56c1a230a894403aa70fa5d72ac59ed4_name_thumbnail_1647081_0001.jpg" type="image/jpeg"/></item><item><title><![CDATA[Le foto di Frontex che incastrano la Sea Watch 5]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/gallery/sea-watch-sotto-inchiesta-video-frontex-riprende-trasbordo-i-2694010.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/gallery/sea-watch-sotto-inchiesta-video-frontex-riprende-trasbordo-i-2694010.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[Le immagini esclusive dell’11 maggio mostrano il trasferimento di migranti da una barca veloce alla Sea Watch 5 al largo della Libia. La Procura di Brindisi indaga il comandante della nave della Ong con l’ipotesi di favoreggiamento dell’immigrazione illegale]]></description><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 08:58:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LVBZQZJGONJ23AGXYD6EM6S7XA.png?auth=c1dd38c13b62b2b052e9114328da8bb9c291a95c0d0d1cb1cfca7485dd28aba6&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/3H5PGPF3JJNQXEYRFO6XHQ46IA.png?auth=ad8ca495f696104aa6ea0c92fbca063e18619f62efa2bc7a0519fffc4cebe1f9&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/CVJHYKNEJJIZLBRFEOW3HZMQAU.png?auth=ae7502034193a368d58594dcba6256633ed163d517be57392db1583965fe6f70&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LSB3UGAF65MBLFPMA4CEY4OKFY.png?auth=f2e7f0cc3be02e1a4206702bf58af21e128abb29df0173a1bfbf74d33adcec5d&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/MOXMLAVOFNIFRPMAJW74QBD5DQ.png?auth=10eda560c01d3b624157f3ddef4ad27f8ccc8fd2382ccaee12ea61985480781d&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/AYTE4DMOJFP4VENGJDEI2GUKW4.png?auth=6a6f3645d28ba73309356ee5c6d03c1ac35a2e69521c92459cc765e928dc0414&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/POYQUDRVVNNBZPPZTEWPMSJFUE.png?auth=7f5380b60b6ab8cbd1390f497a550596171b5fe0afb792cd66e2574e33e8907a&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/MDWXJAI6BRJFLOC5ROPRUKAVZQ.png?auth=9fafe9ffd6cc48c5df63e6428794cf8e89368eaac5fd9d67d2197ec4e4f18dfa&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/W4T6FHYST5OYTGPANGNMY5BY7I.png?auth=807b9af721731a8b14c77e94ad450a3fd6c7385b99c047b9170868efa17b7042&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/TDOK5TIFZJOGBN7NT4SDA3J4NA.png?auth=b5344f12141cecbac10bb1fc39d158fc00f09f72305de4bccdbd2661798c261a&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/BMUX5SPHN5MZLO4JWYB3ZIE5WA.png?auth=4c6c619af8b9eb792d4fdbb86c8dbf93417bf96ab4984a01d5f7518698104e31&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/M2KJLOAXDRK7FDAY257MQ24WIY.png?auth=dffbd711a2b0ad26ca26ad8dd11d5e94832fa7e82a08b2bfba91b1c328f08260&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LVBZQZJGONJ23AGXYD6EM6S7XA.png?auth=c1dd38c13b62b2b052e9114328da8bb9c291a95c0d0d1cb1cfca7485dd28aba6&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/png" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[I trafficanti consegnano i migranti a Sea Watch. Indagato il comandante della nave Ong]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/indagato-comandante-sea-watch-ecco-foto-che-incastrano-2694131.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/indagato-comandante-sea-watch-ecco-foto-che-incastrano-2694131.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[L'ipotesi della Procura di Brindisi è di aver favorito l'immigrazione clandestina. Le immagini esclusive documentano il rendez vous in mare con i trafficanti]]></description><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 08:58:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il trafficante in tuta oliva militare con il volto coperto dal balaclava, per non farsi riconoscere, alza il pollice per l'ok rivolto agli "umanitari" di Sea Watch 5 a bordo di un gommone da soccorso, che hanno appena trasbordato dozzine di migranti. Un vero e proprio rendez vous in mezzo al mare filmato la mattina dell'11 maggio dall'aereo di sorveglianza Eagle 1 di Frontex, l'Agenzia europea per il controllo delle frontiere. Il Giornale pubblica le immagini esclusive, che hanno portato la Procura di Brindisi a indagare il comandante di Sea Watch 5, l'olandese Anne Van Damme, per favoreggiamento dell'immigrazione illegale. I trafficanti erano salpati dalla zona di Sabratha, ad ovest di Tripoli, per consegnare i migranti a 27,7 miglia dalla costa libica. Sea Watch 5 è una delle ammiraglie delle Ong del mare, dei talebani dell'accoglienza tedeschi, i più estremisti e politicizzati, che attaccano ferocemente il governo italiano sul contrasto all'immigrazione clandestina.</p><p>"Queste immagini sono la pistola fumante di una consegna di migranti direttamente dai trafficanti" sottolinea una fonte del Giornale a conoscenza del caso. Il settimanale del quotidiano francese, Le Figaro, segue dall'inizio la vicenda e sta per pubblicare un'inchiesta giornalistica. Il paradosso è che Sea Watch 5 continua a recuperare migranti al largo della Libia per sbarcarli in Italia. Gli ultimi 50 a Massa Carrara il 12 luglio.</p><p>Alla mattina presto dell'11 maggio viene segnalata la partenza di una "barca veloce", una specie di lancia-motoscafo con due potenti motori fuoribordo, che trasporta una cinquantina di migranti dalla Tripolitania, zona di Sabratha. A bordo ci sono cinque trafficanti, probabilmente armati e a poppa hanno pure un satellitare Starlink. Alle 8.04, Eagle 1 avvista Sea Watch 5, che è partita il 6 maggio per cercare migranti e si trova a poco più di 27 miglia dalla costa in zona di ricerca e soccorso libica. La lancia veloce dei trafficanti è in mezzo al mare con i motori al minimo, in attesa. I moderni schiavisti utilizzano banali app, che individuano rotte e posizioni di tutte le navi obbligate ad utilizzare il segnale di tracciamento Ais. L'impressione di chi contrasta l'immigrazione clandestina è chiara: "Si tratta di un appuntamento". Non c'è alcuna richiesta di aiuto o di difficoltà ed il mare risulta praticamente piatto. Da Sea Watch partono due Rhib, i gommoni arancioni di soccorso. Si avvicinano alla barca veloce dei trafficanti e iniziano, tranquillamente, ad imbarcare i migranti, che indossano i giubbotti di salvataggio. Dalle zoomate del video di Frontex è chiaro che i rapporti non sono tesi, bensì collaborativi. I trafficanti hanno il volto coperto da passamontagna e indossano gli abiti paramilitari utilizzati dalle milizie libiche. Sea Watch è nelle vicinanze e dalla plancia si può osservare facilmente l'intera operazione. In poco tempo dozzine di migranti vengono trasbordati, prima sui gommoni e poi sull'ammiraglia. La sequenza più incredibile è quando i "soccorritori" di Sea Watch a bordo di un Rhib, che ha appena imbarcato gli ultimi migranti, vengono salutati da un trafficante con il segno di Ok del pollice. Poi la lancia-motoscafo avvia i motori e si dirige a tutta velocità verso le coste libiche. Da Tripoli la Guardia costiera aggiunge che quella mattina ci sono "stati tre trasbordi da barche veloci dei trafficanti". L'aereo di Frontex aveva segnalato una motovedetta dei libici 7 miglia più a Sud, ma sembrava allontanarsi. Solo più tardi arriva un mezzo navale di Tripoli e secondo i libici "i trafficanti si dileguano". A questo punto intimano a Sea Watch 5 di fermarsi, ma non lo fanno e dalla motovedetta sparano in aria. Poi un tentativo di "interrogatorio" sarebbe avvenuto via radio, ma alla fine la nave della Ong tedesca prosegue verso Nord. Il giorno dopo incrocia altri migranti e alla fine ne sbarcherà 166 a Brindisi.</p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LVBZQZJGONJ23AGXYD6EM6S7XA.png?auth=c1dd38c13b62b2b052e9114328da8bb9c291a95c0d0d1cb1cfca7485dd28aba6&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/3H5PGPF3JJNQXEYRFO6XHQ46IA.png?auth=ad8ca495f696104aa6ea0c92fbca063e18619f62efa2bc7a0519fffc4cebe1f9&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/CVJHYKNEJJIZLBRFEOW3HZMQAU.png?auth=ae7502034193a368d58594dcba6256633ed163d517be57392db1583965fe6f70&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LSB3UGAF65MBLFPMA4CEY4OKFY.png?auth=f2e7f0cc3be02e1a4206702bf58af21e128abb29df0173a1bfbf74d33adcec5d&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/MOXMLAVOFNIFRPMAJW74QBD5DQ.png?auth=10eda560c01d3b624157f3ddef4ad27f8ccc8fd2382ccaee12ea61985480781d&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/AYTE4DMOJFP4VENGJDEI2GUKW4.png?auth=6a6f3645d28ba73309356ee5c6d03c1ac35a2e69521c92459cc765e928dc0414&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/POYQUDRVVNNBZPPZTEWPMSJFUE.png?auth=7f5380b60b6ab8cbd1390f497a550596171b5fe0afb792cd66e2574e33e8907a&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/MDWXJAI6BRJFLOC5ROPRUKAVZQ.png?auth=9fafe9ffd6cc48c5df63e6428794cf8e89368eaac5fd9d67d2197ec4e4f18dfa&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/W4T6FHYST5OYTGPANGNMY5BY7I.png?auth=807b9af721731a8b14c77e94ad450a3fd6c7385b99c047b9170868efa17b7042&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/TDOK5TIFZJOGBN7NT4SDA3J4NA.png?auth=b5344f12141cecbac10bb1fc39d158fc00f09f72305de4bccdbd2661798c261a&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/BMUX5SPHN5MZLO4JWYB3ZIE5WA.png?auth=4c6c619af8b9eb792d4fdbb86c8dbf93417bf96ab4984a01d5f7518698104e31&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/M2KJLOAXDRK7FDAY257MQ24WIY.png?auth=dffbd711a2b0ad26ca26ad8dd11d5e94832fa7e82a08b2bfba91b1c328f08260&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><p>Gli sbarchi sono più che dimezzati, rispetto al 2025, ma dei 15.245 arrivi fino al 14 luglio, oltre 12mila sono partiti dalla Libia. Le Ong del mare hanno portato in Italia, da gennaio a fine giugno, 3063 migranti, un raddoppio in percentuale (21,35%) se confrontato agli scorsi anni.</p><p>La narrativa di Sea Watch si focalizza subito sulla denuncia dell' "attacco" della motovedetta libica, ma evita i dettagli di quello che è accaduto prima. Nel porto di Brindisi salgono a bordo sia la Guardia costiera che la Polizia e rimangono fino a mezzanotte sequestrando documenti e strumenti di navigazione. Due membri dell'equipaggio vengono interrogati in commissariato. La Procura apre un fascicolo, indagando il comandante con l'ipotesi di reato di favoreggiamento dell'immigrazione illegale. Apriti cielo. La portavoce della Ong tedesca, Giulia Messmer, si scatena: "Siamo indignati. Dopo essere stati minacciati di rapimento in mare dai partner libici dell'Italia, ci troviamo ad affrontare un ulteriore attacco da parte del governo italiano sotto forma di indagine penale". Nessun accenno all'incontro in mare con i trafficanti.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/5BC64PZNRFOLNKHDBZKYBDHKOI.png?auth=2c462b0302d3261cec6990ac8b2fdf66250b0cb41e2d2757ad5745ee85b3ed0b&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/png" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Libano, la pace passa da Roma. Gli Usa a Bibi: "Ora si ritiri"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/libano-pace-passa-roma-usa-bibi-ora-si-ritiri-2693605.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/libano-pace-passa-roma-usa-bibi-ora-si-ritiri-2693605.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[I media:  Trump chiede che l'Idf inizi a lasciare il Paese e la Siria]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 10:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>"Roma capitale di pace" è l'auspicio del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, per la due giorni di incontri fra libanesi e israeliani che puntano alla via d'uscita dalla guerra in Libano e al disarmo di Hezbollah. Ieri e oggi si è svolto il sesto giro di colloqui dopo la firma dell'accordo per raggiungere la pace, a Washington, respinto dai giannizzeri filo iraniani paventando la "guerra civile". E sempre ieri, Axios ha svelato che il presidente Donald Trump ha detto in una telefonata al premier israeliano Benjamin Netanyahu di iniziare a ritirare le truppe da Siria e Libano. Nella 48 ore romana si cerca di dare il via alle "zone pilota", un paio di aree vicino all'antico castello crociato di Beaufort nel Sud del Libano. Gli israeliani dovranno ritirarsi per lasciare posto all'esercito libanese, che riprenderà il controllo del territorio. Hezbollah non potrà metterci piede né riportare i missili per colpire Israele. La garanzia del mantenimento dei patti spetta a Centcom, il comando americano, che ha una delegazione fissa a Beirut. La strada è tutta in salita a causa della ripresa di attacchi e rappresaglie con l'Iran, grande padrino di Hezbollah. Secondo indiscrezioni, il ritiro dalle "zone pilota" non avverrà prima di tre settimane, ma se funziona continuerà fino al ripiegamento totale. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha dichiarato: "Siamo pronti a procedere con l'attuazione di queste due zone pilota e spero, anzi credo, che questo nuovo ciclo di colloqui a Roma contribuirà a fare avanzare il processo".</p><p>I dettagli vengono esaminati nella capitale, presso la sede diplomatica Usa, dalla delegazione israeliana guidata da Yechiel Leiter, ambasciatore a Washington. I libanesi sono rappresentati dall'ambasciatrice negli Usa, Nada Moawad e dal generale Ziad Haykal, consigliere del presidente Joseph Aoun, grande sostenitore dell'accordo. Il capo di Stato, cristiano ed ex comandante delle forze armate, sarà a Washington il 21 luglio per incontrare Trump. La speranza è che in concomitanza inizi il primo ritiro israeliano e dispiegamento dell'esercito di Beirut, dopo l'ultima guerra con Hezbollah scoppiata il 2 marzo. Lo Stato ebraico ha occupato una zona chiamata "gialla" di dieci chilometri per evitare che la falange sciita continui a colpire Israele. L'accordo del 26 giungo prevede non solo il progressivo ritiro, ma il disarmo di Hezbollah, che non vuole abbandonare le armi.</p><p>Il nodo verrà al pettine quando l'esercito libanese dovrà fermare i miliziani sciiti e disarmarli. L'Italia già addestra le forze armate di Beirut con una missione ad hoc. "Partecipando a Unifil (storica operazione Onu nel Sud) e alla formazione del personale delle forze armate libanesi vogliamo essere protagonisti della costruzione di un Libano libero", ha sottolineato Tajani. Però i caschi blu non sono mai riusciti a fermare le ostilità. Oltre a Centcom, un ruolo chiave spetterà alla nuova missione europea, composta sopratutto da francesi e italiani, che sostituirà quella obsoleta dell'Onu.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/WJ6F76U5MZJCHN5LO4LVFLWABY.jpg?auth=a289aa41b460a89bb1fdd4e085fa7bee06f0cdef2895e6d607f844dc7ad0a058&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Giorgia d'Arabia: dal blitz in Qatar al vertice chiave Israele-Libano]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/giorgia-darabia-blitz-qatar-vertice-chiave-israele-libano-2693087.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/giorgia-darabia-blitz-qatar-vertice-chiave-israele-libano-2693087.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[I tavoli su difesa, energia e pace. Oggi via al summit nella capitale]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 10:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Giorgia d'Arabia è volata in Qatar per la cerimonia funebre di Hamad bin Khalifa Al Thani, il padre dell'attuale emiro, Tamim, che ha un rapporto molto stretto con l'Italia e il presidente del Consiglio. Meloni è la prima leader europea giunta a Doha per le condoglianze di Stato, dove arriveranno tutti. Per l'Italia, il Qatar è un Paese cruciale del Golfo non solo per i 6,4 miliardi di metri cubi di gas liquefatto, che importavamo prima della guerra con l'Iran. La raffineria di Ras Laffan, una delle più grandi al mondo, centrata dai droni, verrà rimessa in sesto anche grazie ad aiuto ed esperienza di colossi italiani come Eni, Saipem e Snam. L'emiro Tamim bin Hamad Al Thani, cruciale per liberare Cecilia Sala dalla galera a Teheran, ci dà una mano pure in Libia e sta investendo sempre più nel nostro Paese.</p><p>Giorgia d'Arabia gode di "grande stima, affidabilità e prestigio nel Golfo" sottolinea chi conosce bene il dossier. In nome dell'interesse nazionale è stata la prima a volare, dopo l'attacco americano e israeliano all'Iran ad inizio aprile, nei Paesi arabi, che hanno subìto la rappresaglia dei pasdaran. L'obiettivo era fornire aiuti, anche militari difensivi, per fare capire che non sarebbero stati lasciati soli. E garantire all'Italia gli accordi sulle forniture energetiche e i grandi piani come il partenariato strategico con l'Arabia Saudita. In vista dell'Expo 2030 e dei Mondiali 2034 sono previsti accordi commerciali per 10 miliardi, che coinvolgono Leonardo, Fincantieri e Snam. Il risultato della missione è che "assetti di difesa aerea di vario genere sono presenti in Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein ed Emirati arabi", conferma una fonte militare del Giornale. Nel rispetto del decreto delle operazioni all'estero abbiamo spostato unità, compresa una batteria anti missili Samp T, sistemi contro i droni, radar terrestri e aerei per l'allarme preventivo e caccia. L'obiettivo primario è stabilizzare Hormuz. Gli arabi del Golfo non si fidano più del Golia Trump e per questo apprezzano un piccolo Davide come Meloni, che non si ficca nei guai e mantiene le promesse. Un altro tassello della credibilità di Giorgia d'Arabia è la scelta di Roma, oggi e domani, per il nuovo round negoziale fra israeliani e libanesi con l'obiettivo di sviluppare l'accordo di Washington. Disarmo di Hezbollah e ritiro degli israeliani sono la posta in gioco secondo uno schema a piccoli passi. Il Comando centrale Usa e l'esercito libanese attiveranno due "zone pilota" nel Sud del Libano dove i giannizzeri filo iraniani devono andarsene e le truppe dello Stato ebraico ripiegare verso il confine. Innumerevoli gli ostacoli, a cominciare dal rifiuto di Hezbollah ad abbandonare le armi, ma se funzionasse Italia e Francia sono pronte a fare la loro parte con una missione congiunta europea, che sostituirà quella dell'Onu. "Il fatto che i negoziati si svolgano a Roma - ha dichiarato ieri il ministro degli Esteri, Antonio Tajani - dimostra quanto l'Italia sia protagonista per un'azione di pace in Medioriente".</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/3DZSCVJBKVPVJEWBEAFPTTR4GU.jpg?auth=27e405cba967693f6f3912f8d4f5f06c2a844830ab35cbc342e8a2b0ca558915&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Santa Alleanza contro gli Antifa. Negli Usa summit con 60 Paesi]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/santa-alleanza-contro-antifa-negli-usa-summit-60-paesi-2692608.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/santa-alleanza-contro-antifa-negli-usa-summit-60-paesi-2692608.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[Rubio "chiama" una coalizione globale per contrastare la minaccia terroristica. Molti governi hanno declinato l'invito. L'ipotesi di inviare il sottosegretario Molteni]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 10:09:52 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Una "santa alleanza" contro la violenza Antifa, anti americana, cristiana e occidentale, che sfocia nel terrorismo, è l'obiettivo di un summit globale lanciato dal segretario di Stato, Marco Rubio. Alla riunione per delineare una strategia contro "la rinascita del terrorismo transnazionale di estrema sinistra" sono stati invitati oltre 60 paesi. Molti gli europei, ma anche nazioni latino americane e pure asiatiche come India, Singapore, Indonesia. Il summit si terrà il 16 luglio a Washington anche se non pochi governi avrebbero declinato l'invito o deciso di inviare funzionari al posto dei ministri per tenere un basso profilo. Il nome che circola per l'Italia è del sottosegretario all'Interno, Nicola Molteni, impegnato, però, questa settimana, in un fitto e importante calendario parlamentare. La scelta sul Viminale, spiega una fonte governativa del Giornale, sarebbe "stata decisa perché si tratta di una tematica legata la terrorismo con risvolti interni".</p><p>Tommy Pigott, dall'ufficio del portavoce del Dipartimento di Stato, ancora in marzo quando si è deciso di organizzare il summit, sottolineava che "gli anarchici, i marxisti e gli estremisti violenti dell'antifa hanno condotto per decenni una campagna terroristica negli Stati Uniti e in tutto il mondo occidentale, effettuando attentati, pestaggi, sparatorie e rivolte al servizio della loro agenda estrema". Oltre a Rubio, uno dei principali animatori dell'iniziativa è il sottosegretario del Dipartimento di Stato per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale, Thomas Di Nanno. L'obiettivo, non facile da raggiungere, è lanciare una coalizione globale che contrasti le derive violente e terroristiche degli Antifa. Il problema di fondo è che si tratta di un movimento decentralizzato, quasi un simbolo, utilizzato dalle organizzazioni più disparate e difficilmente individuabile con una struttura vera e propria. La bandiera rossa e nera degli Antifa sventola dalle manifestazione pro Pal, che adottano lo slogan "Palestina libera dal fiume al mare", gruppi violenti e organizzati in maniera para militare come Askatasuna e qualsiasi movimento di estrema sinistra. Il Dipartimento di Stato ha evidenziato che il "terrorismo rosso" è "una vecchia minaccia che sta riemergendo con forti legami transnazionali". Nel novembre dello scorso anno gli Stati Uniti hanno inserito nella lista nera delle "organizzazioni terroristiche straniere" quattro gruppi europei a cominciare dall'Antifa Ost, meglio noto come la banda del martello. In Germania i suoi membri sono sotto processo perché prendevano a martellate in testa chi non la pensa come loro. A Budapest è finita sotto processo e poi "graziata" dall'elezione all'Europarlamento, l'estremista di sinistra, Ilaria Salis, accusata di partecipare ai raid punitivi della banda nella capitale magiara.</p><p>Anche il "Fronte Rivoluzionario Internazionale" gruppo anarchico con costola italiana legato ad Alfredo Cospito condannato per terrorismo, è finito sulla lista nera Usa, come altre due organizzazione simili greche, responsabili di attentati, legate anche all'estremismo palestinese. La decisone Usa deriva dal "memorandum numero 7" sulla sicurezza nazionale firmato dal presidente Trump e dallo shock provocato dall'assassinio di Charlie Kirk, giovane profeta Maga. Il timore è che si colpiscano non solo i violenti ed i terroristi, ma pure chi manifesta le proprie idee antifasciste senza compiere reati. Per l'amministrazione americana il movimento Antifa è composto da organizzazioni che propugnano "antiamericanismo, anticapitalismo e anticristianesimo; sostegno al rovesciamento del governo degli Stati Uniti; estremismo in materia di migrazione, razza e genere" ovvero talebani dell'accoglienza.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/2EGZILDPGBOSNPDODWIRSTCBTM.jpg?auth=b435288469ff4e1055f11927e283b333032d2ae1ede1e17dc77d8ff927367e0f&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Le brigate Al Quds, gli 007 e gli infiltrati. Così il regime uccide gli obiettivi all'estero]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/brigate-quds-007-e-infiltrati-cos-regime-uccide-obiettivi-2692323.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/brigate-quds-007-e-infiltrati-cos-regime-uccide-obiettivi-2692323.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[I casi Merchant e Shakeri. I piani su Pompeo e Trump, gli attacchi a Bakhtiar e Rushdie]]></description><pubDate>Sun, 12 Jul 2026 10:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Donald Trump è già finito nel mirino iraniano come altre personalità americane. Agenti di Teheran sono rimasti coinvolti in eliminazioni di dissidenti o nemici eccellenti come l'ultimo premier dello Scià. Lo scrittore Salman Rushdie è sopravvissuto per un pelo a un attentato 33 anni dopo la famosa fatwa dell'ayatollah Khomeini, che lo condannava a morte. "La nazione chiede di vendicare il mio predecessore e padre", è la minaccia esplicita di Mojtaba Khamenei, la guida "fantasma" della Repubblica islamica. Le operazioni all'estero, più delicate e drastiche, vengono pianificate dall'Unità 840 della brigata Al Quds, punta di lancia dei Guardiani della rivoluzione in collaborazione con il ministero dell'Intelligence.</p><p>Il 6 marzo una corte federale americana condanna Asif Merchant, addestrato dai Pasdaran e infiltrato negli Usa. John A. Eisenberg, assistente del procuratore generale per la sicurezza nazionale, rivela che il suo "obiettivo era compiere atti di terrorismo e facilitare l'assassinio di funzionari del governo degli Stati Uniti, incluso il presidente Trump". The Donald è da tempo nel mirino dopo l'ordine, durante il suo primo mandato, di uccidere il comandante di Al Quds, Qasem Soleimani. Nel 2024 la procura federale ha accusato un altro sospetto, Farhad Shakeri, di "avere sorvegliato i movimenti di Donald Trump con l'intenzione di assassinarlo" subito dopo la seconda elezione, per conto dei Pasdaran. Nel giugno 2025, dopo la prima guerra con l'Iran, l'ayatollah Naser Makarem Shirazi ha emesso una fatwa contro il presidente Usa e il premier israeliano Benjamin Netanyahu condannandoli morte.</p><p>Fbi e Cia hanno già sventato complotti contro obiettivi di primo piano negli Stati Uniti come Mike Pompeo, ex segretario di Stato e capo dell'intelligence e John Bolton Consigliere per la sicurezza nazionale della prima presidenza Trump. A fine aprile, due mesi dopo l'inizio dell'attacco alla Repubblica islamica, che ha ucciso Khamenei, sono stati arrestati in Europa 44 persone, spesso assoldati negli ambienti criminali, sospettate di fare parte di una rete di attacchi iraniani (28 nel Regno Unito, 10 nei Paesi Bassi, 4 in Francia e 2 in Belgio). L'omicidio più clamoroso risale al 6 agosto 1991 su territorio francese. Agenti iraniani eliminarono l'ultimo primo ministro dello Scià, Shapour Bakhtiar, che viveva in esilio. Nel 2024 l'operazione Marco Polo dei servizi francese e tedesco ha smantellato un'ampia cellula legata ai Pasdaran. Gli obiettivi primari in Europa sono i dissidenti iraniani o gli ebrei. In Spagna, Alejo Vidal-Quadras, ex vicepresidente del Parlamento europeo, è stato vittima di un tentato assassinio a Madrid. Lo scorso anno la deputata belga di origine iraniana, Darya Safai, ha rischiato di venire rapita in Turchia per le sue richieste di mettere i Pasdaran nella lista nera delle organizzazioni terroristiche. In Inghilterra, Italia e paesi del Nord vengono pedinati, minacciati e subiscono attacchi informatici i dissidenti, gli esponenti dei gruppi etnici come i curdi, i filo monarchici ed i giornalisti in esilio. Il 29 aprile due ebrei sono stati accoltellati a Londra da un presunto gruppo filo iraniano, Harakat Ashab al-Yamin al-Islamia. Lo Shin Bet, intelligence interna israeliana, ha sventato diversi piani di Hezbollah per eliminare alti gradi delle forze armate come Gabi Ashkenazi anni fa. Nel settembre 2024 è stato trovata una trappola esplosiva contrabbandata dal Libano, che doveva uccidere un generale.</p><p>Il tentativo di omicidio più eccellente ha ferito gravemente a coltellate lo scrittore anglo-indiano Salman Rushdie il 12 agosto 2022 durante un evento pubblico nello Stato di New York. L'attentatore, condannato all'ergastolo, non si è mai pentito di avere risposto all'appello della fatwa iraniana che condannava a morte Rushdie per la pubblicazione dei "Versetti satanici" nel 1988. Lo scrittore aprirà in settembre il festival letterario Pordenone Legge in Friuli-Venezia Giulia.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/IE3O37GP4FLHXAWV24DWNKNELU.jpg?auth=da99905271a0532260a46727f269acbf3f1a4d925d63481d921776b3a66afbd7&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Tra droni e Stretto la terza guerra santa è un rischio concreto]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/droni-e-stretto-terza-guerra-santa-rischio-concreto-2691532.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/droni-e-stretto-terza-guerra-santa-rischio-concreto-2691532.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[Teheran si sente forte. Le prove di una Nato islamica alternativa]]></description><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Due "fantasmi" aleggiano sulla sepoltura di Ali Khamenei. Il figlio Mojtaba, che sarebbe il successore, ma non si è mai fatto vedere, mutilato o menomato dalle bombe che hanno ucciso il padre. E lo spettro di una terza guerra in grande stile con l'Iran se continueranno a volare missili e droni nel Golfo per lo stretto di Hormuz. L'assurdo è che i pasdaran si sentono più forti. Non solo sono sopravvissuti, ma hanno sepolto la guida suprema con un funerale oceanico utilizzato per dimostrare che contano ancora su milioni di seguaci. Il nuovo slogan è "non ci piegheremo" con il pugno chiuso di Khamenei verso il cielo. La scintilla è inevitabilmente lo stretto di Hormuz, la leva più forte nei confronti dell'Occidente, che i Guardiani della rivoluzione vogliono sotto il loro controllo con la prospettiva di imporre dei pedaggi, mascherati da assistenza marittima. Un introito fisso e importante per la disastrata economia della Repubblica islamica con le 130 navi in media al giorno che passavano prima della guerra del 28 febbraio. Per il presidente Donald Trump, sarebbe uno smacco inaccettabile: prima dell'ultimo conflitto Hormuz era libero e deve tornare tale.</p><p>Non solo: l'Oman, il paese meno colpito del Golfo durante la guerra, gioca un ruolo ambiguo. Da una parte, su spinta americana, ha concordato delle rotte "sicure" di attraversamento, ma le navi sono state colpite dagli iraniani. Dall'altra Muscat tratta con Teheran per la futura amministrazione dello stretto comprese la tariffe per il passaggio indolore.</p><p>Si arrivi o meno a una terza guerra i Paesi del Golfo, che si beccano a singhiozzo missili e droni iraniani diretti alle basi a stelle e strisce, non si fidano più degli americani. Per questo sta emergendo il progetto di una Nato islamica, che aspira a garantire la sicurezza della regione senza fare affidamento sugli Usa. I sauditi hanno i soldi, i pachistani i missili nucleari, i turchi la tecnologia e gli egiziani un esercito formidabile. L'acronimo dell'alleanza sunnita è Step dalle iniziali in inglese dei quattro paesi pilastro (Arabia Saudita, Turchia, Egitto, Pakistan). Il re di fatto, Mohammed Bin Salman, aveva già attivato, durante la guerra, l'"accordo strategico di mutua difesa" firmato nel 2025 con Islamabad. I pachistani hanno dispiegato 8mila uomini, uno squadrone di caccia e un sistema di difesa aereo in Arabia Saudita.</p><p>E al vertice della Nato esistente ad Ankara è passato in secondo piano il bilaterale fra Trump ed il "talebuono" al potere a Damasco, Ahmad al Sharaa, oramai sdoganato con la cancellazione della Siria dalla lista nera dei paesi terroristi. In cambio le sue falangi sunnite attaccherebbero Hezbollah sul fianco Est, nella loro roccaforte, la valle della Bekha che confina con la Siria. Trump ha ammesso che con Hezbollah, al Sharaa "potrebbe dare una mano". I pasdaran, dopo avere perso la Siria di Assad, scenderebbero in campo per salvare i loro migliori giannizzeri. Non a caso è legato a un filo l'incontro a Roma del 15 e 16 luglio, fra ambasciatori di Israele e Libano, per portare avanti l'accordo di Washington che prevede la smilitarizzazione di Hezbollah.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/O6BZVDW7AJPQRNNCOCLSSOX7BI.jpg?auth=3eb90687e8d84679ca0b7cb10456f6f2f14faf4a4243c6b674101e084b5b2bc0&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Missili, droni e aerei radar. Contratti da 50 miliardi per una difesa più europea]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/missili-droni-e-aerei-radar-contratti-50-miliardi-difesa-pi-2690358.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/missili-droni-e-aerei-radar-contratti-50-miliardi-difesa-pi-2690358.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[L'annuncio di Rutte per tenere buoni gli Stati Uniti: "Serve una rivoluzione industriale transatlantica della difesa"]]></description><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 10:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Aerei radar, droni, munizioni, missili il gran bazar delle armi per tenere buono Donald Trump e garantire una Nato sempre più europea. Al Forum della Difesa, che si è tenuto ad Ankara come antipasto del vertice dell'Alleanza atlantica, il segretario generale, Mark Rutte, ha annunciato la firma di contratti per "oltre 50 miliardi di dollari". E il presidente americano ha portato "un regalo" al neo sultano, padrone di casa, Recep Tayyip Erdogan, che lo ha accolto all'aeroporto. I turchi vogliono acquistare almeno 5 caccia bombardieri F-35, dopo le restrizioni imposte per avere adottato il sistema anti aereo russo S-400. Trump ha dichiarato che prenderà "certamente in considerazione" la vendita. Gli israeliani, rivali giurati di Ankara, hanno esercitato pressioni sulla Casa Bianca per bloccare il contratto sostenendo che gli F-35 alla Turchia modificherebbe gli equilibri regionali. La Nato manderà in pensione l'obsoleta flotta di aerei radar Awacs, che ha mezzo secolo, con una mega commessa di 10 nuovi velivoli GlobalEye di sorveglianza e droni dell'ultima generazione della svedese Saab per un consorzio di una decina di nazioni.</p><p>Rutte, annunciando scenograficamente contratti miliardari, ha dichiarato: "Dobbiamo assicurarci di tradurre la nostra potenza economica in capacità militari, impiegando il denaro in modo efficace, dai piani di difesa ai droni, dai finanziamenti ai missili e agli intercettori". Il piano anti drone europeo prevede un investimento di 40 miliardi nei prossimi cinque anni. L'agenzia Nato per gli approvvigionamenti ha inoltre assegnato un contratto del valore di "centinaia di milioni di dollari" per l'acquisto di droni da sorveglianza. Quattro paesi si sono impegnati ad acquisire 5 nuovi droni Triton da aggiungere alla flotta dell'Alleanza ancora esigua. Nel nostro piccolo, l'amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, ha sottolineato a margine del Forum di Ankara, la cooperazione con i turchi di Baykar. "Particolarmente importante, per diverse ragioni - spiega l'Ad - La prima è per l'importanza che il settore dei droni riveste come lesson learned, dall'Ucraina e non solo. La seconda è perché, proprio nello spirito che ci viene richiesto dall'Alleanza, la collaborazione industriale assume un'importanza particolare". Olanda e Ucraina hanno firmato ad Ankara un accordo per la produzione ed evoluzione dei velivoli senza pilota.</p><p>Rutte ha ribadito la necessità di "una rivoluzione industriale transatlantica della difesa". L'ostacolo maggiore è una produzione e linea comune. Il segretario della Nato, forse in maniera troppo ottimistica, si è detto convinto che "entro il 2027 gli alleati saranno capaci di produrre circa 4 milioni di proiettili di artiglieria all'anno". La presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, ha spiegato che per il programma europeo Safe sono già stati firmati "accordi con 10 Paesi", per un "totale di 100 miliardi". Al Forum di Ankara è stato annunciato che "i governi di Belgio, Croazia, Francia, Polonia, Spagna, Turchia e Regno Unito hanno lanciato un Progetto ad Alta Visibilità dedicato all'Airbus A400M" per colmare le carenze del trasporto strategico degli alleati.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LNHSS73Z5VLKHILQJEFUMIGSPI.jpg?auth=a06941feb7659f7009c010b084e4e659e3871f04939e496101ebb2323870b147&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Il piano se gli Usa si sfilano: nuova difesa europea e baricentro mediterraneo]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/piano-se-usa-si-sfilano-nuova-difesa-europea-e-baricentro-2689829.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/piano-se-usa-si-sfilano-nuova-difesa-europea-e-baricentro-2689829.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[L'Italia punta a un ruolo da protagonista nel presidiare il fronte sud del Continente]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 10:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>I nuovi piani di difesa della Nato "europea" per bilanciare il disimpegno americano con il ruolo guida dell'Italia nel Mediterraneo e i soldi necessari. La guerra in Ucraina e i "fantasmi" nella stanza dalla protezione di Hormuz alla minaccia cinese. Il vertice ad "alta tensione" con Donald Trump, dell'Alleanza atlantica ad Ankara, è cruciale per il futuro della Nato. I riflettori sono accesi sullo zero virgola del prodotto interno lordo in più per le spese della Difesa, ma in realtà il punto focale all'ordine del giorno è l'approvazione politica dei nuovi piani Nato. Al di là delle sfuriate e minacce di Trump di mollare gli europei, i fatti concreti sono due: una portaerei con il suo gruppo di battaglia, compresi navi alleate (una per l'Italia). di base negli Usa, è stata spostata, come campo di intervento, dal Mediterraneo all'Indo Pacifico. Degli 85mila soldati americani in una quarantina di basi in Europa potrebbero venire ritirati appena 5mila, una brigata, che non sposta di molto il peso strategico. La vera decisione, politica, ad Ankara sarà l'approvazione della cosiddetta "famiglia di piani di difesa per l'Europa - spiega una fonte militare del Giornale - Un ampio ventaglio operativo, che prevede anche le risposte in caso di attacco a vario livello, l'autorità della catena di comando e controllo oltre alle capacità militari garantite dai singoli paesi con il livello di prontezza di unità e mezzi". Per realizzare i piani ci vogliono i soldi: L'Italia si presenta con un 2,8% del Pil con l'intenzione di aumentare di mezzo punto o qualcosa di più fra il 2027 ed il 2029. Un altro dossier finanziario collegato all'"europizzazione" della Nato sono i programmi Ue come Edirpa e Safe che verranno sollecitati da Ursula von der Leyen. Il governo italiano ha deciso di non ritirare i fondi Safe (14 miliardi) per quest'anno, ma partecipiamo al programma Edirpa per lacquisto di munizioni. Proiettili da 155 millimetri da artiglieria, i più utilizzati anche in Ucraina, assieme ad altri cinque alleati.</p><p>Un altro tema prioritario riguarderà l'Ucraina con Trump che incontrerà il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo aver parlato con Vladimir Putin, che comincerebbe "a sentire la pressione della guerra" secondo la Casa Bianca.</p><p>Il nodo europeo dell'Alleanza è il sostegno a Kiev, dopo l'abbandono americano, che prevede altri 70 miliardi in aiuti militar per quest'anno e pure il prossimo. Per il 2027, però, l'Italia ha ottenuto che decideranno i singoli paesi senza gli automatismi voluti dalla Germania e dai paesi del Nord più "bellicosi". La protezione di Hormuz, che Trump pretende, sarà possibile per lo sminamento solo con il via libera anche iraniano. E l'incombente potenza militare ed economica cinese sembra sparita dai radar, nonostante il discorso del presidente americano sul "pericolo comunista".</p><p>L'interesse nazionale italiano è rivolto al "mare nostrum", il Mediterraneo dove transitano il 75% delle importazioni ed il 60% delle esportazioni. La flotta ha bisogno di due nuovi cacciatorpediniere e di sostituire le navi anfibie che hanno 40 anni. Dalla fine del 2027 l'Allied Joint Force Command dalla Nato a Napoli, storicamente in mano agli americani, passerà ad un ammiraglio italiano. L'area di operazioni è il fianco Sud Est dell'Alleanza ovvero l'Europa meridionale. Dal 3 luglio nel poligono di tiro della caserma Torre Veneri di Lecce si svolge un'esercitazione con droni dell'ultima generazione. Un tassello della "Task force X del Mediterraneo centrale" affidata all'Italia con l'obiettivo di sperimentare le capacità innovative multidominio della Nato.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/EW3ARAZOHZNFRAFZZIGA77JPRE.jpg?auth=0f5faabe8af46241d475a871f16d6067a7c0eaa7b7d4a21ae5db543c353c0504&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Il 4 luglio di Teheran]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/4-luglio-teheran-2688821.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/4-luglio-teheran-2688821.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[Show the funeral, mostra il funerale di massa, con milioni di persone, della guida suprema Alì Khamenei, per far vedere al mondo la «forza» dell'Iran dominato dai Pasdaran.]]></description><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 10:00:16 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Show the funeral, mostra il funerale di massa, con milioni di persone, della guida suprema Alì Khamenei, per far vedere al mondo la «forza» dell'Iran dominato dai Pasdaran. E sfidare simbolicamente gli Usa proprio il 4 luglio, per i 250 anni dell'indipendenza americana. Il grande ayatollah 86enne, eliminato nell'attacco di Israele e Stati Uniti del 28 febbraio, aveva guidato la teocrazia per 37 anni, dopo la scomparsa del fondatore Khomeini. Alle esequie il regime punta a mobilitare 15-20 milioni di persone, ma in tanti resteranno a casa considerando Khamenei il simbolo di un sistema che non vogliono più. Il funerale è monumentale con un durata di sei giorni, in quattro città e due paesi, l'Iran e l'Iraq. Una prova di appoggio alla Repubblica islamica, con il simbolo del pugno chiuso e lo slogan «dobbiamo ribellarci» a Stati Uniti e Israele. La leggenda vuole che ritrovati i resti di Khamenei, sotto le macerie, la guida suprema aveva un pugno chiuso alzato verso il cielo come messaggio di resistenza dall'aldilà.</p><p>Il funerale è iniziato ieri con la bara avvolta nella bandiera iraniana esposta nella grande Mosalla dedicata all'imam Khomeini nella capitale, assieme a quella di vittime innocenti, come la nipotina di 14 mesi. Oggi si aprono le esequie pubbliche con tre giorni di processione alla moschea e tutto chiuso per lutto compreso lo</p><p>spazio aereo. A parte bus e treni deviati sulla capitale per fare affluire più gente possibile. Le strade di Teheran sono invase da striscioni con il pugno chiuso e i missili verso Israele, ma pure tende per i partecipanti, moschee, palazzetti dello sport e scuole adibiti a dormitori. Le autorità hanno previsto di sfornare 50 milioni di pagnotte e sono mobilitate 2.500 ambulanze oltre a 65mila agenti per evitare qualsiasi protesta. Martedì il feretro sarà trasferito a Qom, il cuore teologico sciita, dove rispunterà la bandiera rossa, come il sangue, con la scritta bianca «Ya Hussein», simbolo del sacrifico del venerato nipote di Maometto e di vendetta. Lo stendardo sventolerà fino alle città sante irachene di Najaf e Karbala, dove la salma verrà portata al mausoleo di Hussein. Una tappa per dimostrare la forza del mondo sciita e delle sue milizie, seppure acciaccate da duri colpi, come la perdita del bastione siriano e gli Hezbollah sotto tiro israeliano in Libano.</p><p>Il 9 luglio Khamenei verrà sepolto nella sua città natale, Mashad, nel mausoleo dell'imam Reza, luogo di pellegrinaggio più visitato di tutto l'Iran.</p><p>Un segnale di come l'asse del potere sia passato dagli ayatollah ai pasdaran è l'omaggio al feretro, ancora prima della nomenklatura del regime e dell'esposizione pubblica, del capo dei Guardiani della rivoluzione, il generale Ahmad Vahidi, che non si era fatto vedere da prima dell'attacco.</p><p>Accanto alla bara ha dichiarato: «Il sangue puro del nostro imam martire segnerà un'altra svolta nelle vittorie dell'amato Islam nell'arena globale». Il capo dell'esercito, generale Amir Hatami, gli ha fatto eco annunciando «alla criminale America e al perfido regime sionista, che vendicheremo il sangue» di Khamenei.</p><p>Fra le delegazioni governative e di fan dell'Iran provenienti da 100 paesi spiccano il vicepresidente russo, Dmitry Medvedev e il premier pachistano Shehbaz Sharif, con un nutrito seguito compreso il capo di stato maggiore Asim Munir, il generakle preferito da Trump. Principali mediatori delle trattative fra Teheran e Washington, che almeno al funerale sembrano pendere per il 4 luglio iraniano. Fra i «convogli di amanti della rivoluzione islamica», come li ha definiti il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran non poteva mancare un manipolo «anti-imperialista italiano». Trump proverà a snobbare la sfida iraniana al suo 4 luglio ma l'arma mediatica a sorpresa degli iraniani potrebbe essere l'apparizione di Mojtaba, il figlio di Khamenei. Nuova guida suprema, ferito gravemente dai bombardamenti, è già un mezzo «martire», non ancora apparso in pubblico.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/FCIRKU27RBIIFP3HQZB6EJPHZI.jpg?auth=84f634679cf77b757ac5e6865e8918ffa0a8bffdb003c6fad1a3ba698fd4c7e9&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Voli Usa? Con Conte erano stati di più]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/voli-usa-conte-erano-stati-pi-2687419.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/voli-usa-conte-erano-stati-pi-2687419.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[L'opposizione prova lo show, ma Crosetto la gela coi dati. Incontro sul vertice Nato]]></description><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 10:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Una sceneggiata infarcita di propaganda, a beneficio della diretta tv, che dimostra come siamo già entrati in campagna elettorale. Il question time alla Camera di ieri, soprattutto sui famosi voli Usa dalle basi in Italia durante la guerra con l'Iran, si è trasformato in teatrino politico. L'opposizione interroga, i ministri fanno muro e la replica sfocia nella gazzarra a favore di telecamera. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, principale obiettivo degli strali dell'opposizione a un certo punto ha detto chiaro e tondo che "la polemica è pretestuosa e non c'è nulla da nascondere". Ancora più netto ha sostenuto che il question time (interrogazioni e risposte) riprese sulla webtv della Camera oramai "non serve per trasmettere a casa la verità, ma per recitare una parte" della commedia pensando già al voto del prossimo anno.</p><p>Il fuoco alle polveri inizia con la puntigliosa richiesta di Angelo Bonelli, leader di Europa verdi e soci di sinistra, di "consegnare l'elenco degli aerei Usa, la tipologia e carico" passati per le basi italiane durante i bombardamenti sull'Iran. Crosetto respinge in maniera netta l'idea adombrata dall'opposizione "che gli Usa, Paese amico alleato, possano mentire al fine di occultare attività diverse da quelle dichiarate". Poi elenca con pazienza il numero di voli autorizzati dal 28 febbraio al 23 giugno, che sono stati 518, maldestramente e malignamente citati dal segretario della Nato, Mark Rutte, come parte dell'operazione Eric Fury di attacco all'Iran. "Nel 2019, altro governo (Conte 2 nda), nello stesso periodo, sono stati 722 nel 2020, 450, nel 2021 sono stati 457, nel 2022, 560", i dati sciorinati da Crosetto, che erano già noti. E dimostrano come fossero in linea con quest'anno trattandosi di voli logistici o di trasporto. Per quelli "cinetici", o meglio "combat" è stata negato "più volte", conferma Crosetto, l'utilizzo della basi. "Non c'è nulla di cui il governo debba vergognarsi - aggiunge il ministro - Semmai deve vergognarsi chi ha strumentalizzato questi 518 voli (Bonelli e soci di Avs nda) ed è alleato con chi ne ha autorizzati 700 in passato (i 5 stelle di Conte nda)". Bonelli nella replica si scatena ricordando che gli americani hanno già mentito in passato sulla tragedia del Cermis, nulla a che fare con la vicenda attuale. "Il punto non è solo quanti voli siano partiti - aggiunge - Il punto è sapere che cosa trasportavano, quale fosse la loro tipologia reale e quale ruolo abbiano avuto nelle operazioni militari". Crosetto risponde che può fornire tutti i dettagli, anche se ci vorrà tempo, magari al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica per non rendere pubbliche informazioni di trattati in parte secretati. Poi nel Transatlantico sostiene di essere in grado di consegnare i tabulati anche "domani al Copasir". E ribadisce che le "comunicazioni (alla Camera nda) del governo Meloni sono le stesse che hanno fatto il governo Draghi, Prodi, Conte. Strumentalizzare queste cose è assurdo".</p><p>I veri problemi esploderanno a vertice Nato di Ankara, il 7 luglio. Non a caso, dopo il question time, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha convocato a Palazzo Chigi il ministro degli Esteri Antonio Tajani, Crosetto e Giancarlo Giorgetti, che vigila sui cordoni della borsa per le spese della Difesa.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/2FXMKJHECZJPBFZOGBQBLTUMUM.jpg?auth=314deaec6ae8c75288bf739c837d3a989ec577e4fc63cb72f4a5bd7da17d1b0f&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[In Libano il nodo Hezbollah. Rischio di guerra civile]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/libano-nodo-hezbollah-rischio-guerra-civile-2686214.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/libano-nodo-hezbollah-rischio-guerra-civile-2686214.html</guid><dc:creator><![CDATA[Fausto Biloslavo]]></dc:creator><description><![CDATA[Intesa inapplicabile, esercito diviso. Scintilla dalle mosse dei sunniti siriani]]></description><pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>"Questa volta, in Libano, può succede di tutto. Anche la guerra civile" ammette un veterano che negli anni '70 difendeva i cristiani ed è pronto a tornare a imbracciare il fucile. Non era mai stato così netto dal 7 ottobre in poi. I nodi sono arrivati al pettine con l'accordo preliminare firmato da Libano e Israele, di reciproco riconoscimento, che punta a disarmare, una volta per tutte, i giannizzeri filo iraniani. Hezbollah lo considera un tradimento e un suo deputato, Hassan Fadlallah, ha evocato lo spettro della "guerra civile".</p><p>Lo stallo su Hormuz, la tregua a colpi di missili e droni nel Golfo, le trattative che sembrano impantanate, dimostrano che la Repubblica islamica dei Pasdaran è un osso troppo duro. L'obiettivo è la loro milizia più fedele, armata e organizzata, diventata uno "Stato nello Stato". Un osso più piccolo, ma altrettanto ostico: gli sciiti sono il 31% della popolazione e i "gialli", come vengono chiamati per il colore delle loro bandiere dove spunta il kalashnikov, sono già scesi in piazza. Lungo la strada principale per l'aeroporto, che costeggia la roccaforte di Dahiyeh, pluribombardata, a ogni lampione era appeso un manifesto con i faccioni dei leader iraniani come Khamenei e Nasrallah, di Hezbollah, uccisi entrambi dagli israeliani. Il governo li ha sostituiti con l'immagine del cedro, simbolo del Paese, e lo slogan "prima il Libano", dati alle fiamme, uno ad uno, dai manifestanti sciiti. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ammesso che rispetto allo stallo con l'Iran "mi preoccupa di più Hezbollah, che vuole continuare la guerra".</p><p>Gli americani assisteranno l'esercito libanese, che dovrebbe prendere posizione a Sud nelle "aree pilota" da dove si ritireranno gli israeliani con l'impegno di mantenerle "libere" dai miliziani sciiti. Ieri, l'ammiraglio Brad Cooper, che guida Centcom, il comando centrale Usa, ha fatto visita al capo dello Stato libanese, Joseph Aoun. Il presidente cristiano, ex capo di stato maggiore, sa bene che le forze armate di 80mila uomini, sono infiltrate da Hezbollah. E rischiano di sfaldarsi come era capitato nella guerra civile degli anni '70, che ha sprofondato la Svizzera del Medioriente in un lungo e sanguinoso baratro. Le brigate avevano cominciato a spararsi fra loro lungo le linee confessionali. Per questo si teme che possano scendere in campo i siriani, del "talebuono" Ahmed Hussein al Sharaa, nuovo rais di Damasco, come ha ipotizzato Trump. I suoi uomini sono tutti sunniti, compresi gli ex tagliagole di al Qaida e dell'Isis, che odiano gli sciiti ed Hezbollah per l'intervento armato a favore di Assad. A Tripoli, roccaforte sunnita nel Nord del Libano, alcuni sceicchi locali, come Salem al-Rafei e Saad al-Masri starebbero favorendo l'arrivo di forze da oltre confine sotto le mentite spoglie di "migranti". Se gli israeliani premono da Sud e i siriani manovrano a tenaglia da Est sulla storica roccaforte sciita nella valle della Beeka, Hezbollah rischia grosso.</p><p>La Siria è stato un elemento chiave nella prima guerra civile. Il presidente del Parlamento, lo sciita Nabih Berri, ha già annunciato che l'accordo con Israele non passerà mai. Da giovane ha partecipato alla guerra civile guidando il movimento Amal, alleato di Hezbollah. In una specie di richiamo della foresta ha bollato la firma a Washington con gli israeliani come "un invito alla sedizione".</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/7OEIHSSCKBKI3L3D7WWVO2W3BE.jpg?auth=93d37e90866fe34a28795d5e110f2fd189fb53fc34a687476f4e4c9023ab409b&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item></channel></rss>