<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[News feed]]></title><link>https://www.ilgiornale.it</link><atom:link href="https://www.ilgiornale.it/arc/outboundfeeds/rss/autore/enzo-valiante/" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[ News Feed]]></description><lastBuildDate>Sun, 26 Jul 2026 09:58:26 +0000</lastBuildDate><language>it</language><ttl>1</ttl><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Buco nero, ecco perché è l'immagine del secolo]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/mondo/foto-secolo-immagine-buco-nero-1677629.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/mondo/foto-secolo-immagine-buco-nero-1677629.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Progetto Event Horizon Telescope presentata la foto del secolo in diretta mondiale la prima immagine conosciuta di un buco nero supermassiccio]]></description><pubDate>Wed, 10 Apr 2019 17:29:56 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è stata mostrata per la prima volta l'immagine reale di un <b>buco nero</b>, per l'esattezza di quello appartenente alla <b>Galassia</b> nominata <b>M87</b>.</p><p>L'incredibile foto è stata svelata durante un'emozionante conferenza stampa tenutasi a Bruxelles presso l'ESO (<b>Osservatorio Europeo Australe</b>) e in simultanea in tutti gli altri Continenti, trasmessa inoltre in diretta streaming mondiale.</p><p>Quella che può essere a tutti gli effetti considerata come una giornata storica per la scienza è il frutto di anni di lavoro nei quali astronomi e astrofisici provenienti da 40 Paesi hanno unito le forze e gli intelletti per regalarci un momento che sarà ricordato per molto tempo. L'Europa, capofila del progetto internazionale EHT (<b>Event Horizon Telescope</b>) con un investimento di 44 milioni di euro, ha coordinato una flotta di radiotelescopi sparsi in diverse parti del mondo; ognuno di questi strumenti ha raccolto dati parziali che poi sono stati immagazzinati in super computer da cui è stata ottenuta la rivoluzionaria immagine, ricostruita a posteriori con il ritorno delle onde radio.</p><p>Un buco nero per definizione è qualcosa che divora la luce e ovviamente non potrebbe essere visibile; ciò che ha reso possibile ammirare questo splendido oggetto cosmico, "illuminandolo", è stata l'emissione di particelle generate dai gas congiuntamente alle radiazioni elettromagnetiche nelle immediate vicinanze dell'orizzonte degli eventi di questo mastodonte dall'impressionante diametro di 100 miliardi di km, con una massa 6,5 volte quella del nostro Sole.</p><p>I buchi neri stellari sono corpi che si trovano al centro di tutte le Galassie e sono la fase finale dell'evoluzione di stelle massicce. Il primo ad ipotizzare l'esistenza di quello che oggi noi conosciamo come buco nero fu l'astronomo e fisico inglese <b>John Michell</b>, quando in un saggio del 1783 immaginò che vi fosse da qualche parte nell'Universo un oggetto, un corpo celeste non visibile, dalla massa tale da trattenere la sua stessa luce. Della medesima idea era l'astronomo <b>Pierre Simon Laplace</b> (matematico, fisico e astronomo francese) che solo pochi anni dopo il saggio di Michell suppose l'esistenza di corpi celesti oscuri dalla incalcolabile forza di gravità, in grado di impedire alla luce, alla materia e alla radiazione elettromagnetica di sfuggirgli. Fu <b>Albert Einstein</b> infine a confermare e a dimostrare tali supposizioni con la sua <b>Teoria della Relatività Generale</b>, dando al buco nero una precisa e definitiva identità.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/47TSTR2GGZJ7RIHTJYUA4QNC4I.jpg?auth=bcc13b8862b3e88b134fa21df05950e60fd94353b405f3fbf312f633b50ecbbb&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Crew Dragon, la capsula di Space X è tornata sulla Terra]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/mondo/crew-dragon-capsula-space-x-tornata-sulla-terra-1659085.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/mondo/crew-dragon-capsula-space-x-tornata-sulla-terra-1659085.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Crew Dragon la navicella di Space X di Elon Musk è rientrata sulla Terra dopo essersi staccata dalla ISS Nasa Demo-1 Flight Test riuscito alla perfezione.]]></description><pubDate>Fri, 08 Mar 2019 16:38:10 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Alle 14:45 ora italiana, la capsula <b>Crew Dragon</b> della <b>Space X </b>di <b>Elon Musk</b> è ammarata senza problemi nell'Oceano Atlantico, dopo un viaggio di circa sette ore. Si è concluso ufficialmente e con esiti più che positivi il cosiddetto "<b>Nasa Demo-1 Flight Test</b>" volto a collaudare la navicella privata in vista di missioni future che la vedranno impegnata a trasportare astronauti nello spazio.</p><p>Crew Dragon è stata lanciata il 2 marzo scorso dalla storica piattaforma <b>39A di Cape Canaveral</b>, spinta dalla propulsione del potentissimo razzo <b>Falcon 9</b>; dopo aver percorso diverse orbite si è agganciata alla Stazione Spaziale Internazionale <b>ISS</b>. All'interno della capsula un manichino rinominato Ripley (in onore della Ellen protagonista del film <i>Alien</i>) equipaggiato con sensori biometrici, ha raccolto dati grazie ai quali si potranno studiare e ipotizzare gli effetti del viaggio nella piccola navetta su di un equipaggio umano.</p><p>Lo spettacolare rientro è stato come al solito seguito da tantissime persone in tutto il Mondo, attraverso la diretta streaming offerta dalla premiata ditta Nasa/SpaceX.</p><p><b>Si apre una nuova era spaziale</b></p><p>Elon Musk può piacere oppure no, magari il suo approccio imprenditoriale non è sempre per così dire ortodosso, ma è innegabile che questo geniale sognatore stia cambiando le cose per davvero.</p><p>La Nasa grazie all'estro visionario del magnate sudafricano potrà finalmente riprendere le missioni spaziali smarcandosi definitivamente dalla <b>Soyuz</b> dei russi, fino ad oggi unico e costosissimo vettore in grado di fare da spola tra la Terra e la ISS, dopo il pensionamento dello <b>Shuttle</b>.</p><p>Entusiasmo alle stelle da parte di <b>Jim Bridenstine</b> (Amministratore della Nasa) che ha twittato con orgoglio campanilistico: "<i>Congratulazioni per questo risultato che ci avvicina alla possibilità di far volare astronauti americani su razzi americani</i>". Anche il Presidente <b>Trump</b> ci ha tenuto a rimarcare l'estrema importanza di questa inedita e proficua collaborazione tra Space X e l'Agenzia Spaziale statunitense dichiarando in un post: "<i>La Nasa è di nuovo sulla breccia</i>".</p><p>Inoltre, grazie a questo test e alla prossima missione di luglio 2019 con equipaggio umano (vera prova del nove) sicuramente si potrà realisticamente pensare di organizzare viaggi turistici nel cosmo.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/KLXQQNHHKZN35BKO5YTPFX4JXU.jpg?auth=b94755632c73ea2173e7d969aa025b2420fdca60d3bc9dc7388f25a4d44c50b5&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Darwin Day: oggi il mondo celebra il padre della teoria dell'evoluzione]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/mondo/darwin-day-oggi-mondo-celebra-padre-teoria-dellevoluzione-1644295.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/mondo/darwin-day-oggi-mondo-celebra-padre-teoria-dellevoluzione-1644295.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Darwin Day Oggi il mondo celebra e ricorda Charles Darwin il padre della teoria dell'evoluzione e autore de l'Origine delle Specie]]></description><pubDate>Tue, 12 Feb 2019 14:05:41 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è il <b>Darwin Day</b> e tutto il mondo (accademico e non) celebra il famoso biologo, geologo e naturalista britannico <b>Charles Darwin</b>; nato proprio il 12 febbraio del 1809, egli con il suo lascito ancora oggi fa discutere e divide le agguerrite fazioni/scuole di pensiero ed è tra i pochi ad aver creato una così grande frattura tra il mondo della scienza e quello della teologia.</p><h2>Uno studente svogliato</h2><p>Il giovane Charles era uno studente indolente, annoiato, poco incline al percorso di studi che i genitori avevano tracciato per il proprio figlio: lo volevano medico, ma dopo solo due anni abbandonò gli studi. Allora decisero come piano di emergenza che si sarebbero accontentati di vederlo in tonaca a celebrare messa. Ma neanche quella del prete sembrava uno stile di vita che si addiceva al futuro naturalista. Infatti Darwin proprio dalla natura era stregato, preferiva impagliare animali morti o catalogare pietre e minerali, amava disegnare le piante e le creature che più lo impressionavano. Lo capì l'allora professore di Botanica <b>John Stevens Henslow </b>che lo convinse ad affrontare un viaggio determinante per il suo futuro.</p><h2>A bordo del Beagle</h2><p>A soli 22 anni, il giovane Darwin si unì alla spedizione esplorativa intorno al mondo del <b>Beagle,</b> salendo a sue spese sul brigantino della Marina Inglese che lo avrebbe portato in posti a lui ignoti e affascinanti. Fu questo il viaggio che cambiò per sempre la sua vita, la sua prospettiva e la sua carriera. Raccolse migliaia di dati e catalogò specie animali e vegetali fino a quel momento sconosciute a tutti. Si stavano creando le basi per quella teoria che nel tempo sarebbe divenuta il pomo della discordia, la mai insanabile frattura che ancora oggi fa accapigliare opposte parti in causa.</p><h2>Evoluzione (o forse no)</h2><p>L'<b>evoluzione</b> (o <b>evoluzionismo</b> nella sua accezione etno-antropologica) che piaccia o meno, in tantissimi casi è più che un dato di fatto. Un tema divenuto da subito questione su cui agitarsi, a cominciare dagli stessi colleghi contemporanei che ridevano di Darwin e lo sbeffeggiavano tra le aule magne, alle sue conferenze ma anche fuori dalle università grazie a discutibili pubblicazioni che lo mettevano in ridicolo e che lo umiliavano di fronte al popolino.</p><p>Forse alcune idee alla base dell'evoluzione non piacevano e non piacciono tutt'oggi, forse i tempi non erano e non sono ancora maturi per affrontare alcune scottanti questioni, ma dal punto di vista prettamente e squisitamente scientifico è innegabile il suo apporto alla scienza in generale, alla biologia, alla geologia e aggiungerei anche alla paleontologia.</p><p>Perché Darwin non ha solo fatto delle scoperte, delle catalogazioni e delle successive riproduzioni ed analisi dei suoi innumerevoli reperti; egli ha cercato di raccontare e spiegare la storia degli esseri viventi, delle piante, degli animali e degli umani. <b>Tutto muta, tutto si evolve adattandosi.</b> Sarà sempre così, finché ci sarà vita sulla Terra. Tanti, tantissimi i settori che hanno attinto dalle sue ricerche e che ci hanno portato oggi ad una maggiore consapevolezza in ambito naturalistico, biologico, ma anche molecolare, epigenetico e genomico.</p><p>Oggi anche in Italia, a Palermo, ad Ascoli Piceno, a Venezia, a Udine, a Padova, a Siena, a Roma, a Ferrara, a Bologna, a Milano si celebra il suo lavoro immenso, la sua eredità, le sue scoperte, il suo contributo alla scienza. E ancora si dibatte, si critica, si incensa, si contesta, si confuta, si asserisce, si asseconda, si ragiona e si contraddice. Si bisticcerà per molto tempo sull'origine delle specie, sulle presunte oggettive verità, sulla ragione o sul torto di Darwin, sul razionalismo laico contrapposto alle dottrine religiose; l'importante è procedere uniti su quella indispensabile propensione a voler spiegare a tutti i costi da dove proveniamo e perché siamo ciò che siamo. È un dovere morale della comunità scientifica rispondere un giorno ad alcune delle più grandi domande che ci poniamo da quando siamo comparsi sulla crosta terrestre.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/YMXVQ2M4RVLEVKEAJPQXELIPCY.jpg?auth=e6f94a9fffe1c5ae9398fbc9581df5e072d650b22c0fcf17863c609fac94d586&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Super Bowl n. 53, vincono i Patriots: New England e Tom Brady nella leggenda]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/super-bowl-n-53-vincono-i-patriots-new-england-e-tom-brady-1638929.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/super-bowl-n-53-vincono-i-patriots-new-england-e-tom-brady-1638929.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Super Bowl 2019 vince New England Patriots 13 a 3 contro Los Angeles Rams Brady e Belichick nella storia 6° titolo da record come loro solo gli Steelers.]]></description><pubDate>Mon, 04 Feb 2019 07:03:35 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>I <b>New England Patriots</b><b>hanno vinto il 53° Super Bowl</b> che si è giocato ad Atlanta.</p><p>Lo squadrone guidato da coach <b>Belichick</b> ha battuto i <b>Los Angeles Rams</b> per 13 a 3 in una partita che ha segnato uno degli score più bassi di sempre. Match avaro di punti dominato dalla paura, dalla tensione ma soprattutto dalle difese di entrambe le franchigie. Pochissime le yards corse e lanciate (e questo ha certamente influito negativamente sullo spettacolo) ed un estremo equilibrio in campo che si è protratto fino all'ultimo quarto, quello decisivo.</p><p>I Patriots partono malissimo, <b>Brady</b> si fa intercettare nella prima azione e poco dopo il loro kicker <b>Gostkowski</b> fallisce il primo field goal della partita che avrebbe regalato tre punti preziosi. Si resta sullo zero a zero. Bisognerà attendere venti minuti abbondanti prima di vedere sul tabellone la prima segnatura, nel secondo quarto inoltrato. L'attacco dei Rams fatica ad ingranare, <b>Goff </b>è innocuo e messo quasi sempre in difficoltà dalla defensive line avversaria. La stella <b>Gurley</b> è incapace di scalfire la retroguardia dei Patriots, segno che New England ha studiato bene il modo di fermare le corse, la vera arma dei californiani. Quando mancano due minuti alla fine del terzo quarto <b>Zuerlein</b> centra i pali col suo calcio e firma il pareggio per Los Angeles. Le due squadre sanno che dovranno giocarsi tutto nell'ultimo quarto. <b>Edelman</b> fa gli straordinari e <b>Sony Michel </b>a sette minuti dalla fine segna il primo e unico touchdown della giornata e regala alla squadra condotta da Brady un sogno che si concretizza poco dopo con l'ultimo calcio fra i pali del kicker di New England.</p><p>Dei Patriots per nulla stratosferici (ma più motivati) battono dei Rams troppo inefficaci (e probabilmente contratti e intimiditi) ed entrano nella storia del football americano: 6 Super Bowl vinti, unica franchigia della Lega insieme ai gloriosi Pittsburgh Steelers.</p><p>Belichick, Brady e Kraft (il patron) tra i più vincenti di tutti i tempi.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/6FB4ZZOA25JAXHDCN5F6APZLVI.jpg?auth=808b735bf67eccae21df218c2a2d6df84a132b4df6cc560723932395836ae650&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Super Bowl 2019: domenica 3 febbraio, Rams contro Patriots. Diretta su Rai 2 dalle 00:20]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/super-bowl-2019-domenica-3-febbraio-rams-contro-patriots-1636168.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/super-bowl-2019-domenica-3-febbraio-rams-contro-patriots-1636168.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Super Bowl 2019, finale n. 53 del campionato di NFL domenica 3 febbraio Los Angeles Rams contro New England Patriots diretta in chiaro su Rai 2 dalle 00:20 Brady vs Goff.]]></description><pubDate>Tue, 29 Jan 2019 16:45:24 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Manca meno di una settimana al <b>Super Bowl</b>, la finalissima di <b>NFL</b>, la partita delle partite, uno degli eventi sportivi più seguiti in assoluto. L'edizione n. 53 del <b>Vince Lombardi Trophy</b> (in onore del compianto allenatore dei Green Bay Packers vincitore dei primi due Super Bowl della storia) si gioca il prossimo 3 febbraio ad Atlanta, nello Stato della Georgia e vede contrapposte le franchigie dei <b>Los Angeles Rams</b> e dei <b>New England Patriots</b>.</p><p>Rams contro Patriots, il più giovane capo allenatore della Lega (<b>Sean McVay</b>) contro una vecchia volpe cresciuta a pane e trofei (<b>Bill Belichick</b>) un imberbe e un po' intimidito quarterback alla prima finale della sua carriera (<b>Jared Goff</b>) contro un mostro sacro, un'icona, un autentico monumento del football americano dell'era moderna (<b>Tom Brady</b>).</p><p>Brady a 41 anni suonati disputerà il suo nono Super Bowl e sa in cuor suo che non sarà una passeggiata di salute, perché i suoi avversari sono a caccia di una pesante rivincita: Super Bowl 2002, nella partita giocata a New Orleans, la compagine del Massachusetts sconfisse già i Rams che all'epoca erano però a St. Louis. Ad aggiungere benzina sul fuoco, si può anche ricordare che le due città sono accomunate da una grande rivalità per quanto riguarda le finali: Boston e Los Angeles evocano le numerose sfide tra Celtics e Lakers nel basket e tra Red Sox e Dodgers nel baseball.</p><p><b>Dove si giocherà il Super Bowl LIII</b></p><p>Lo stadio che ospiterà il 53° Super Bowl è il <b>Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, in Georgia</b>. L'arena, che come ormai gran parte degli impianti sportivi americani prende il nome dal suo main sponsor, è un gioiello ingegneristico e tecnologico costato circa 1,5 miliardi di dollari e inaugurato nel 2017. L'interno offre tutte le dotazioni più avanzate, tra le quali spicca senza ombra di dubbio il gigantesco schermo ovale continuo che in pratica abbraccia dall'alto a ellisse l'intero campo. Ma il fiore all'occhiello di questa futuristica struttura è il tetto retraibile (tra i più grandi al mondo) ispirato dichiaratamente alla cupola del Pantheon di Roma: otto enormi petali triangolari che impiegano meno di otto minuti per aprirsi e chiudersi e il cui movimento ricorda l'obiettivo di una macchina fotografica. Impianto bellissimo, modernissimo ma anche sostenibile, coi suoi 4.000 pannelli solari e una mastodontica cisterna per le acque piovane.</p><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/anUhGgUaar4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen title="Mercedes-Benz Stadium"></iframe><p><b>RAI 2 - Diretta tv in chiaro</b></p><p>Dopo ben nove anni, la Rai torna a trasmettere in diretta e in chiaro un Super Bowl. A partire dalle 00:20 del 3 febbraio notte, tutti gli appassionati italiani potranno seguire la partita con il commento di Vezio Orazi e Antonio Maggiora Vergano. In studio Cristina Caruso, Andrea Fusco, Valerio Iafrate, giocatori della nazionale italiana ed esperti di football americano.</p><p><b>Un po' di numeri</b></p><p>Si prevede una media di ascolti nazionale che oscilla tra i 90 e i 120 milioni solo tra gli americani, a cui si aggiunge un potenziale di almeno un miliardo e mezzo di spettatori al di fuori dei confini statunitensi.</p><p>È mediamente il secondo giorno dell'anno in cui si consuma più cibo e birra in America (un gradino sotto all'ineguagliabile Giorno del Ringraziamento). Si è tranquillamente arrivati, nelle passate edizioni, a quasi 52 milioni di lattine di birra vendute in sole 24 ore, a 1,3 miliardi di ali di pollo sbranate e quasi 50 milioni di yankees hanno ordinato cibo da asporto.</p><p>Un singolo biglietto, in secondary ticketing, può oscillare tra i 5.000 e i 25.000 dollari a seconda dei posti all'interno dello stadio.</p><p>Gli spazi pubblicitari sono costosissimi. Le aziende sborsano diversi milioni di dollari per accaparrarsi quei fatidici 30 secondi e avere la possibilità di mostrare il proprio prodotto in diretta mondiale.</p><p><b>I due inni di apertura e l'Halftime Show</b></p><p>Spetterà al duo <b>Chloe and Halle</b> e a <b>Gladys Knight</b> aprire le danze.</p><p>Le prime (sorelle cantanti con una nomination ai <b>Grammy </b>2019) omaggeranno il loro Paese interpretando "<b>America the beautiful</b>" mentre l'inno nazionale "<b>The Star-Spangled Banner</b>" sarà intonato dalla voce soul della Knight (vincitrice di 7 Grammy e nativa di Atlanta).</p><p>Il break di metà tempo, lo show all'interno dello show, il concerto di metà tempo è uno spettacolo seguitissimo, tanta musica, coreografie incredibili e picco degli ascolti televisivi.</p><p>Una lunga tradizione che ha visto esibirsi negli anni passati artisti del calibro di Springsteen, The Who, Madonna, Mariah Carey, Michael Jackson, Prince, U2, Paul McCartney, Rolling Stones.</p><p>L'intrattenimento quest'anno è stato affidato ai <b>Maroon 5</b>, supportati nella loro performance da Travis Scott e Big Boi.</p><p><b>Consigli per superare la nottata</b></p><p>Ai temerari nottambuli (soprattutto italiani) che vorranno seguire la lunghissima sfiancante diretta tv, si consiglia di munirsi di taniche di caffè bollente, coperta tattica e soprattutto un'ottima credibile scusa per non presentarsi al lavoro il giorno dopo.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/X6SSJE3GXRIVDLVVUOHLOFMF4Q.jpg?auth=62502fc75b80f7cbeaaee4c07485529e0bf51a702edf5003637951e6dc83340c&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Bataclan, rubato murale di Banksy in ricordo delle vittime]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/mondo/rubato-bataclan-murale-banksy-ricordo-delle-vittime-1635128.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/mondo/rubato-bataclan-murale-banksy-ricordo-delle-vittime-1635128.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Rubato al Bataclan di Parigi murale di Banksy la donna in lutto opera di street art in ricordo delle vittime dell'attacco terroristico del novembre 2015]]></description><pubDate>Sun, 27 Jan 2019 20:05:59 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>L'opera che <b>Banksy</b> aveva dipinto per il <b>Bataclan</b> è stata rubata nella notte tra venerdì e sabato.</p><p>Alcuni uomini incappucciati e armati di smerigliatrici angolari, hanno praticamente ritagliato e staccato via il murale che lo street artist britannico aveva realizzato, con la sua solita tecnica, sulla porta dell'uscita di emergenza dello sventurato locale parigino. Il gruppo di ladri è poi fuggito a bordo di un camion.</p><p>L'effige di una figura femminile rattristata sulla porta del Bataclan era un sentito omaggio del misterioso creativo alle vittime innocenti dell'<b>attentato terroristico di matrice islamica del 13 novembre del 2015 nel quale morirono 90 persone</b> delle più disparate nazionalità mentre assistevano ad un concerto.</p><p>L'entourage del Bataclan è sconvolto e avvilito per un gesto così irrispettoso e lo fa sapere attraverso il profilo twitter ufficiale: "<i><b>L'opera di Bansky, simbolo di raccoglimento e appartenente a tutti: residenti, parigini, cittadini del mondo, ci è stata tolta</b>.</i>"</p><p>È un'ignobile furto che indigna tutti, la comunità locale ma anche il resto del mondo poiché riapre una ferita che non si era ancora del tutto rimarginata e aggiunge sconforto al dolore per la perdita di quelle vite umane. L'opera sottratta andrà molto probabilmente ad alimentare un florido mercato nero parallelo che vede tra le parti coinvolte cinici collezionisti che farebbero carte false pur di avere un'originale lavoro di Banksy, considerata anche la facilità, in alcuni casi, con cui certe opere d'arte di strada possono essere portate via.</p><p>La street art, per sua stessa missione, è un'arte urbana, di strada, di cui tutti devono beneficiare. La facile fruizione però diventa un'arma a doppio taglio: libera, gratuita, di tutti, ma chiunque può armarsi di taglierino, di martello o di motosega e non farsi nessun problema a staccare di netto e brutalmente un'opera d'arte che può valere milioni da un muro di un edificio o, come in questa caso, da una porta.</p><p>Solitamente Bansky rifiuta di riconoscere come sue le opere trafugate, o in qualche maniera rimosse e poi rivendute, sperando di farne diminuire il valore sul mercato. Ma le cifre restano alte anche se il re della street art in persona disconosce alcuni suoi lavori.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/OXKT4QZK4NKSFDF74OOTFNY6XM.jpg?auth=5ce3d774683c9462a95140f2a7d5c3501d39bc6893d75151d7d92f687b18ed8b&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Si gira "Ghostbusters 3": uscita prevista nel 2020]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/ghostbusters-3-jason-reitman-gira-latteso-terzo-capitolo-1633542.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/ghostbusters-3-jason-reitman-gira-latteso-terzo-capitolo-1633542.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Ghostbusters 3 Jason Reitman gira per la Sony il terzo capitolo della saga degli acchiappafantasmi esce al cinema nell'estate del 2020 probabile cast originale]]></description><pubDate>Wed, 23 Jan 2019 20:21:05 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Sarà <b>Jason Reitman </b>a dirigere <b>Ghostbusters 3</b>.</p><p>Finalmente sarà girato il terzo attesissimo capitolo della mini saga cult degli <b>acchiappafantasmi</b>, che sarà proiettato nelle sale di tutto il mondo nell'estate del 2020, almeno secondo lo striminzito ma eloquente teaser che in questi giorni fa capolino nel web: in un fienile una forza invisibile scopre la parte posteriore della <b>Ecto-1</b> fino ad allora nascosta da un telone. Null'altro, ma tanto basta a far ingolosire schiere di fans impazienti di vedere all'opera i più famosi cacciatori di spettri della cinematografia moderna.</p><p>Jason Reitman è un regista, sceneggiatore e produttore canadese, autore di apprezzate pellicole quali <i><b>Tra le nuvole</b></i> (candidata agli <b>Oscar </b>e premiata col <b>Golden Globe</b> nel 2010 per la migliore sceneggiatura), <i><b>Juno</b></i> e <i><b>Thank you for smocking</b></i>. Ma Jason è anche il figlio di <b>Ivan Reitman</b>, regista e produttore che ha diretto i primi due fortunati film, Ghostbusters - Acchiappafantasmi (1984) e Ghostbusters II (1989).</p><p>"<i>Finalmente ho le chiavi della macchina</i>" ha twittato Jason, felice come un adolescente al quale i genitori lasciano guidare per la prima volta l'auto di famiglia; Jason ci è cresciuto col mito degli acchiappafantasmi, poiché da bambino frequentava i set delle riprese del primo indimenticabile film. Ha quindi un doppio valore, ripercorrere il sentiero già tracciato da papà Ivan così come sono doppiamente ingigantite le aspettative. C'è ancora il massimo riserbo sul cast anche se tutti sperano di rivedere gli storici volti che hanno reso i primi due episodi indimenticabili.</p><p><b>Lo sapevate che...</b></p><p>Ghostbusters è tra le cento migliori commedie americane di sempre, secondo un sondaggio effettuato dall'<b>American Film Institute</b> ed è tra i film conservati al <b>National Film Registry</b> della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.</p><p>Il cast (stellare) in origine era pensato per essere formato da Dan Aykroyd, John Belushi, Eddie Murphy e John Candy, tutta gente proveniente dal Saturday Night Live Show; ma in quel periodo Belushi perse la vita, Murphy preferì girare Beverly Hills Cop, Candy abbandonò per divergenze creative col regista.</p><p>Il bambino che in una scena insulta gli acchiappafantasmi alla festa di compleanno a cui hanno partecipato per arrotondare in un periodo di "magra di spettri da scacciare" è proprio Jason Reitman che all'epoca del suo minuscolo cameo aveva 11 anni.</p><p>Nei trailer trasmessi per convincere la gente ad andare al cinema, fu inserita la scena in cui gli acchiappafantasmi nel film giravano lo spot pubblicitario e in sovraimpressione appariva un numero di telefono; la gente chiamò davvero quel numero e dall'altra parte rispondeva una segreteria in cui le voci registrate di <b>Bill Murray</b> e <b>Dan Aykroyd</b> dicevano: "<i>Hi. We're out catching ghosts right now</i>" (<i>Siamo fuori a caccia di fantasmi in questo momento</i>). Secondo la produzione, arrivarono decine di migliaia di telefonate.</p><p>Il film Ghostbusters del 2016 diretto da Paul Feig (con le protagoniste tutte al femminile) in realtà non è un sequel ma un reboot, con una storia inedita e originale, non collegata in alcun modo agli avvenimenti dei primi due film. Fu un flop al botteghino</p><p><b>Ray Parker Jr.</b> compose la famosissima theme song alle 4:30 del mattino, dopo aver passato la notte insonne a causa del lungo blocco creativo che lo stava angosciando. L'idea venne dopo aver guardato uno spot in tv di una ditta di spurghi e drenaggi. Il brano fu poi registrato in tutta fretta (la produzione aveva disperatamente bisogno di quel brano) e i cori furono eseguiti dai pochi amici che quel giorno erano disponibili ad aiutare Ray.</p><p>L'iconica automobile conosciuta da tutti con il nome di Ecto-1 era nella realtà una Limo Cadillac del '59 trasformata in ambulanza dalla Miller Meteor, ditta che si occupava di convertire vecchie auto in carri funebri o ambulanze.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/47GTJFH5XBJ3HHRNVYAVNDLESM.jpg?auth=62fecdc542bac28eab75cd3806a455d8f509eef5bc631fcd9d4b30b8b353fc4c&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Julen, calcoli sbagliati rallentano i soccorsi. Secondo pozzo stretto, si trivella di nuovo]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/mondo/julen-errore-calcolo-rallenta-i-soccorsi-secondo-pozzo-1632981.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/mondo/julen-errore-calcolo-rallenta-i-soccorsi-secondo-pozzo-1632981.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Julen Totalàn Malaga bimbo in pozzo salvataggio rimandato calcoli sbagliati rallentano soccorsi diametro secondo pozzo troppo stretto si trivella di nuovo.]]></description><pubDate>Tue, 22 Jan 2019 18:40:42 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Le operazioni di salvataggio del piccolo <b>Julen</b> hanno subíto un'altra battuta d'arresto.</p><p>Sembrava tutto pronto a <b>Totalàn</b> per porre fine ad un calvario che sta tenendo da nove giorni tutti col fiato sospeso; quello di oggi doveva essere il giorno del recupero, quello in cui si sarebbero calati i soccorritori nel pozzo scavato parallelamente a pochi metri di distanza da quello in cui è caduto il povero bambino di soli due anni. Ma dopo aver avuto problemi con la trivellazione a causa di materiale estremamente duro difficile da perforare, questa volta l'ostacolo si è rivelato essere un calcolo sbagliato del diametro del foro del secondo pozzo, quello nel quale devono calarsi gli addetti al salvataggio.</p><p>Si deve creare una parete all'interno dello scavo, un rivestimento che fungerà da camicia per la capsula con la quale gli incaricati del recupero di Julen scenderanno per almeno sessanta metri nel sottosuolo, ma i tubi inseriti ad un certo punto si sono bloccati e non andavano più giù. Si è quindi capito, tra lo sgomento dei presenti, che bisognava velocemente allargare il foro del tunnel verticale.</p><p>In queste ore la trivella è nuovamente in azione per ampliare il diametro del pozzo dopo che quest'ultimo è stato in parte ricoperto di terra per facilitare il nuovo scavo. Una volta fatto questo, il pozzo sarà incamiciato e si potrà partire con la fase più delicata, la discesa della capsula con all'interno i coraggiosi minatori della <b>Brigada de Salvamento de Hunosa</b> che una volta toccato il fondo del tunnel ne dovranno creare un'altro di tre o quattro metri, scavando a mano in direzione questa volta orizzontale e sperare a quel punto di penetrare nel primo pozzo e trovare il bambino.</p><p><b>Un tribunale di Malaga apre un procedimento</b></p><p><b>La Corte di Istruzione n. 9 di Malaga</b> ha aperto intanto un procedimento per chiarire le dinamiche dell'accaduto e indagare su presunte responsabilità. La <b>Guardia Civil</b> ha già stilato e consegnato un rapporto nel quale ci sono le dichiarazioni dei genitori del bimbo, del proprietario del terreno e della persona che ha eseguito i lavori di perforazione del pozzo.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/RTAKVBOAS5MIFO7ZHG3VPNS74A.jpg?auth=3bbba5cadccd3ec087aaaa6e9ac443d32207aa1394359a08f36a78cf8ec35dbb&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Addio a Masazo Nonaka, è morto l'uomo più vecchio del mondo: aveva 113 anni]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/mondo/addio-masazo-nonaka-morto-luomo-pi-vecchio-mondo-aveva-113-1631773.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/mondo/addio-masazo-nonaka-morto-luomo-pi-vecchio-mondo-aveva-113-1631773.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Addio a Masazo Nonaka in Giappone l'uomo più vecchio del mondo è morto all'età di 113 nella sua casa ad Ashoro in Hokkaido era detentore di un Guinness World Record]]></description><pubDate>Sun, 20 Jan 2019 18:48:37 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p><b>Masazo Nonaka</b> si è spento nella sua casa di Ashoro, sull'isola settentrionale di Hokkaido, in <b>Giappone</b>.</p><p>L'uomo, arrivato alla venerabile età di <b>113 anni</b> era da pochi mesi entrato a far parte della famiglia del <b>Guinness World Record</b> in quanto uomo più vecchio del mondo (112 anni e 259 giorni di vita, secondo il certificato ufficiale).</p><p>Uomo dal sorriso contagioso e dall'amore sfrenato per i dolci (in particolare per le torte) e per i bagni termali ha vissuto, come si può facilmente immaginare, un'esistenza che ha visto il mondo praticamente cambiare, evolversi, stravolgersi, combattersi, riappacificarsi. Nato il <b>25 luglio del 1905</b>, Nonaka è incredibilmente sopravvissuto a tutti e sette i suoi fratelli, a sua moglie e a tre dei suoi cinque figli; un autentico indistruttibile highlander che neanche gli svariati conflitti mondiali di un intero secolo sono riusciti a scalfire.</p><p>Uomo garbato e dai modi gentili, se n'è andato con la stessa pacatezza che l'ha contraddistinto in vita, senza far rumore, almeno secondo le parole della nipote: "<i>Ci sentiamo scioccati dalla perdita di questa grande figura. Se n'è andato senza causare alcun disturbo alla nostra famiglia</i>".</p><p>Chissà se le calde sorgenti dell'hotel che la sua famiglia gestisce da quattro generazioni, hanno inciso creando una solida base che spiegherebbe, almeno in parte, la sua longevità; fatto sta che la nazione nipponica non è nuova a statistiche di questo tipo, segno che evidentemente la qualità della vita è diversa da quella del resto del mondo. Paese di <b>ultracentenari</b>, il Giappone conta anche un altro ennesimo record: Kane Tanaka, che con i suoi 116 anni è la persona vivente più longeva del mondo.</p><p><b>Luci e ombre del Sol Levante</b></p><p>In Giappone si invecchia bene, questo è accertato, anche se il dato in se non è così incoraggiante se si pensa che parallelamente la popolazione moderna vive uno spaventoso regresso dal punto di vista del ricambio generazionale: i tassi di natalità sono ai minimi storici e secondo gli studi e le analisi fatte in ambito demografico, il futuro sembra ancora meno roseo del presente, complice anche la storica totale chiusura a qualunque innesto esterno (leggasi assoluto diniego ad accrescere la popolazione autoctona con immigrazione seppur controllata e selezionata).</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/TZRAMMDZCJIELAGWSRYEJ3WB24.jpg?auth=f46ad7bad29e5f31c0bada725dce6c0b99daf805c187df0cb34ab00f88b5d0cc&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Rigopiano, due anni dalla tragedia. Salvini e Di Maio ricordano le vittime]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/cronache/rigopiano-due-anni-fa-valanga-oggi-ricordo-delle-vittime-sul-1630823.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/cronache/rigopiano-due-anni-fa-valanga-oggi-ricordo-delle-vittime-sul-1630823.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Hotel Rigopiano Farindola Abruzzo valanga due anni fa la tragedia, oggi il ricordo delle 29 vittime morte nel 18 gennaio 2017 alla commemorazione anche vicepremier Salvini e Di Maio]]></description><pubDate>Fri, 18 Jan 2019 12:41:48 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p><b>Rigopiano</b>, frazione di Farindola (in provincia di Pescara) oggi si ferma e resta in silenzio per ricordare le sue <b>29 vittime</b>, 29 vite spezzate dalla caduta di una valanga sull'omonimo resort abruzzese che fu sepolto dalla neve in quel maledetto 18 gennaio di due anni fa.</p><p>La cerimonia di commemorazione si svolge a pochi metri dalle macerie dell'Hotel Rigopiano, presenti i vicepremier <b>Matteo Salvini</b> e <b>Luigi Di Maio</b>, che hanno incontrato il <b>Comitato Vittime di Rigopiano</b> e tutti i parenti delle persone scomparse in quell'infausto disastro che ancora oggi si lascia dietro uno strascico di inevitabili polemiche e grumi di rabbia mai sopita. Ma almeno oggi non ci sarà spazio per le polemiche, per gli aggiornamenti sulle inchieste, per capire se e come si poteva fare qualcosa in più per evitare la tragedia. Oggi Rigopiano deve solo rendere omaggio alla memoria di quelle persone che non sono riuscite a salvarsi, dopo essere rimaste intrappolate per ore all'interno della struttura colpita dall'ammasso di neve, alberi, terra e detriti di ogni genere.</p><h2>Le parole di Salvini</h2><p>"Dopo due anni di chiacchiere, di silenzio, adesso nel decreto semplificazioni che arriva in Aula nei prossimi giorni un provvedimento per aiutare vittime, sopravvissuti e feriti. Dieci milioni di euro, perchè le parole se non sono seguite dai fatti, le leggi se sono accompagnate dai fatti non contano niente", ha detto il ministro Salvini. E ancora: "Sono felice di poter abbracciare, di poter portare un minimo di conforto e tutto l'affetto e il calore di milioni di italiani agli orfani, alle vedove, ai papà che hanno perso i figli, ai figli che hanno perso i papà, portando la certezza che lo Stato c'è".</p><h2>Le parole di Di Maio</h2><p>"Dobbiamo fare giustizia perchè lo dobbiamo fare. È assurdo quello che è successo e quello che stiamo vedendo negli ultimi giorni. Noi siamo qui anche per far capire a quei signori da che parte stiamo. Da che parte sta lo Stato. È importante per me comunicarlo anche con la presenza dello Stato qui". Queste le parole del ministro in occasione della commemorazione delle 29 vittime della tragedia di Rigopiano.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Gillian Genser, la storia dell'artista avvelenata dalla sua stessa opera d'arte]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/cultura/gillian-genser-storia-dellartista-avvelenata-sua-stessa-1630316.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/cultura/gillian-genser-storia-dellartista-avvelenata-sua-stessa-1630316.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Gillian Genser, la storia dell'artista avvelenata dalla sua stessa opera d'arte Adam The first man causa problemi neuromotori alla sua creatrice]]></description><pubDate>Thu, 17 Jan 2019 13:14:10 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p><b>Gillian Genser</b> è una talentuosa scultrice canadese la cui vita è irrimediabilmente cambiata dopo aver scoperto di essere gravemente malata. L'artista, che oggi vive e lavora a Toronto, ha cominciato a stare male durante il completamento di una delle sue più ispirate e complesse opere, "<b>Adam - The first man</b>", per la cui realizzazione ha impiegato quasi <b>15 anni</b>.</p><p>Intervistata dalla <a href="https://www.bbc.com/news/av/world-us-canada-46842671/how-a-sculptor-s-artwork-slowly-poisoned-her" target="_blank" rel="noopener"><b>BBC</b>,</a> la donna ha raccontato la sua particolarissima vicenda, ammettendo di essere stata condannata dal suo viscerale amore per l'arte e per la natura. A Gillian le viene diagnosticato un devastante avvelenamento da metalli pesanti che le causa danni cognitivi e motori. Sulle prime nessuno riesce a spiegarsi come il corpo di questa donna abbia assunto una quantità di arsenico, mercurio e piombo tale da provocarle molteplici conseguenze neurodegenerative.</p><p>"Adamo - Il primo uomo", che lei ha ribattezzato dopo questa tremenda rivelazione "<b>my beautiful death</b>" è composto in gran parte da materiale organico e nella fattispecie da <b>gusci di cozze</b> che l'artista nordamericana negli anni ha manipolato, triturato, frantumato in quantità industriale. In tutto questo tempo ha quindi maneggiato migliaia di gusci contaminati, infetti, inquinati, di cui ignorava l'estrema tossicità. Le minuscole particelle di polverina nociva sono poi state inconsapevolmente inalate dalla Genser che mai avrebbe immaginato un epilogo tanto brutale per la sua carriera e per la sua vita. La creativa profondamente ferita dalla sua stessa creazione!</p><p>Da sempre la scultrice ha avuto un approccio all'arte atavico, primordiale, rappresentato dall'atto di raccogliere ciò che la natura offriva (azione innatamente femminile, tra l'altro, come lei stessa ama sottolineare, riferendosi alle attività delle procacciatrici di paleolitica memoria). Dare, o meglio, trasferire la vita ad una scultura inanimata reintroducendo cellule organiche e resti di altre creature (un tempo) viventi è come restituire qualcosa, sdebitarsi creando i presupposti per una connessione spirituale e fisica con l'ambiente circostante.</p><p>Gillian, nella debolezza della carne trova la forza dell'animo e urla la sua sospensione attraverso la sua opera, unico spiraglio, unico megafono, unico scudo e al tempo stesso spada.</p><p>È potente e meravigliosa, la poetica di Gillian; è una visione profonda del mondo, del nostro ruolo e della nostra presenza impattante sul pianeta, anche nel dolore e nello strazio di una consapevole degradazione fisica e mentale. Le sue creazioni fatte di ossa, di uova, di gusci di mitili, di piccole pietre preziose e di piante essiccate sono il desiderio di sottolineare e rinsaldare quell'antico legame che ci tiene fermamente avvinghiati al luogo che abitiamo, così vulnerabile e ferito.</p><p>Oggi Gillian Genser, seppur provata e sempre più sfiancata, continua a lavorare alle sue sculture. Si dice più cauta e giura che non userà mai più gusci di cozze; maneggia i materiali con accortezza e in alcuni casi lo fa attraverso una teca che la protegge e nella quale inserisce soltanto le mani, tenendo al sicuro, questa volta, almeno le vie respiratorie. Non vuole avere rimpianti Gillian, vuole guardare solo avanti e usare le poche forze che ha per creare la sua magia, l'unica cosa per la quale vorrà essere ricordata: <a href="https://gilliangenser.com/" target="_blank" rel="noopener">la sua arte</a>, ancestrale e contemporanea.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/P2FPWB3YUBJ2XFQ5SB5KERHIH4.jpg?auth=f67c811568544f1f3a94f9e0e27a3af6c0ec0401b7f90656f643d2633d8e1df4&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Zahi Hawass: "Ad un passo dalla scoperta della tomba di Cleopatra"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/mondo/zahi-hawass-ad-passo-scoperta-tomba-cleopatra-1628794.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/mondo/zahi-hawass-ad-passo-scoperta-tomba-cleopatra-1628794.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Zahi Hawass: scoperta la tomba di Cleopatra ultima regina d'Egitto in una zona nei pressi di Alessandria d'Egitto forse sepolto con lei anche Marco Antonio]]></description><pubDate>Mon, 14 Jan 2019 17:33:55 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>"<i>Credo di sapere dov'è sepolta <b>Cleopatra</b></i>".</p><p><b>Zahi Hawass</b> scuote il mondo preannunciando (plausibilmente e in un futuro molto vicino) l'imminenza di una delle più importanti scoperte archeologiche del secolo e lo fa da una gremitissima aula dell'<b>Università di Palermo</b> nella quale ha presenziato ad una conferenza.</p><p>Certo, al momento ci si trova nella zona grigia delle supposizioni, gli scavi veri e propri non sono ancora stati effettuati e non c'è "un corpo del reato" da presentare alla giuria, ma se una celebrità del genere in ambito archeologico rilascia una dichiarazione così roboante, probabilmente deve avere in mano dati abbastanza considerevoli da portare a credere il più famoso e preparato <b>egittologo</b> vivente che il ritrovamento forse più agognato di tutta la sua vita sia molto vicino.</p><p>Il cerchio si sta stringendo. Studi e sopralluoghi di anni dicono al team di Hawass che il corpo mummificato di Cleopatra Tea Filopatore potrebbe trovarsi a non più di qualche decina di chilometri da <b>Alessandria d'Egitto</b>. Tanti i rinvenimenti di reperti antichi che sono indubbiamente ricollegabili alla figura della famosa regina e alla <b>dinastia tolemaica</b> che ella rappresentava.</p><p>Hawass ha anche aggiunto che, oltre ad aver individuato un'interessante zona su cui cominciare a lavorare dopo aver ottenuto i necessari permessi dal <b>Governo egiziano</b>, è fiducioso circa la possibilità di portare alla luce addirittura una doppia sepoltura reale, composta verosimilmente dai resti di Cleopatra e di <b>Marco Antonio</b>.</p><p>Nessuno ha fornito, come ovvio che sia, le precise coordinate del luogo in cui si pensa di dover cominciare a scavare, per difendersi da tombaroli senza scrupoli che farebbero carte false per saccheggiare una tomba antica di simile incalcolabile valore. Aleggia tra gli addetti ai lavori una particolare euforia, segno che la strada intrapresa è quella giusta.</p><p>Due sono i desideri che oggi ardono nel cuore dell'appassionato e instancabile Professore Hawass, nonché <b>Segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egizie</b>: la scoperta della tomba di Cleopatra e di quella di Alessandro Magno, due obiettivi a lungo termine di non facile realizzazione che alzano l'asticella di una già ammirevole e incredibile carriera professionale.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/PCTNIBFFVRIVJOSSRN522K6CAY.jpg?auth=8f602d150a3b0db8765d2755344db0b8586f63bae8e7028b70f6b545a2eb3a08&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Alpinismo estremo, Daniele Nardi a caccia dell'impresa storica sul Nanga Parbat]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/mondo/alpinismo-estremo-daniele-nardi-caccia-dellimpresa-storica-1627966.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/mondo/alpinismo-estremo-daniele-nardi-caccia-dellimpresa-storica-1627966.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Sperone Mummery alpinista estremo Daniele Nardi Pakistan sul Nanga Parbat sfida la morte per fare la storia e superare un passaggio mai scalato da nessuno.]]></description><pubDate>Sat, 12 Jan 2019 17:59:25 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p><b>Daniele Nardi</b>, esperto alpinista nostrano classe '76, in questi giorni sta tentando un'impresa mai riuscita a nessuno: scalare il <b>Nanga Parbat</b> seguendo un percorso fino ad ora inviolato, quello cioè che porta ad attraversare e a superare lo <b>sperone Mummery</b>, una impressionante parete verticale ghiacciata di più di mille metri che richiede, soprattutto in pieno inverno, uno sforzo a dir poco titanico.</p><p>Nardi è a capo di una spedizione di quattro persone che in questi giorni in <b>Pakistan</b> sta scalando il Nanga Parbat, la nona montagna più alta del mondo, la cui vetta si trova a oltre <b>8.000 metri</b>; insieme a lui in questa epica avventura ci sono l'inglese <b>Tom Ballard</b> (ottimo scalatore e fortissimo arrampicatore) e due alpinisti locali molto preparati e abituati alle temperature d'alta quota, i pakistani <b>Rahmat Ullah Baig</b> e <b>Karim Hayat</b>.</p><p>La squadra in queste ore si trova praticamente ai piedi del "mostro" e sta valutando come affrontare la parte della missione più pericolosa e impegnativa. L'italiano nato a Sezze descrive il Mummery come una sua ossessione ed è probabilmente l'unico scopo di questa spedizione estrema, più importante persino del raggiungimento della vetta stessa.</p><p><b>Albert Frederick Mummery</b> fu un precursore, un alpinista coraggioso e instancabile; fu il primo a organizzare una scalata di un <i>ottomila </i>e scelse proprio il Nanga Parbat, "la montagna nuda" conosciuta anche come la "mangiauomini" per questo suo battesimo del fuoco. Ma qualcosa andò storto, i tempi non erano ancora maturi per scalate di tale difficoltà, le attrezzature non erano adeguate e le tecniche mancavano di qualche perfezionamento. Era l'estate del 1895 quando Mummery scomparve nel nulla insieme a parte della sua squadra mentre si trovava proprio nel tratto più complesso dell'arrampicata. Lo sperone prende il nome proprio dal pioniere inglese deceduto durante la sua più grande e temeraria impresa alpinistica.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/W6NZV7Y4W5OV3JQ2K2D5BW3VRU.jpg?auth=1a71abc9c3448a0bbfdcef38527405c623ecc8f0a529ec9c401ae4fb9bab8d63&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Giappone: 2,7 milioni di euro per un tonno]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/mondo/giappone-27-milioni-euro-tonno-allasta-pi-grande-mercato-1624677.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/mondo/giappone-27-milioni-euro-tonno-allasta-pi-grande-mercato-1624677.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Giappone Tokyo 2,7 milioni di euro per un tonno all'asta del più grande mercato del pesce di Toyosu Market cifra record pagata da magnate del sushi Kiyoshi Kimura]]></description><pubDate>Sat, 05 Jan 2019 18:08:27 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Un <b>tonno</b><b>rosso</b> è stato venduto in <b>Giappone</b> all'incredibile cifra di <b>2,7 milioni di euro</b>. Ad aggiudicarsi l'ambito prodotto ittico è stata una vecchia conoscenza del mercato del pesce di <b>Tokyo</b> e uno dei più influenti imprenditori della ristorazione nipponica: <b>Kiyoshi Kimura</b>, conosciuto anche come "il boss del sushi" e proprietario della famosa catena <b>Sushi Zanmai</b>. Il ricchissimo tycoon sessantaseienne ha acquistato il prelibato tonno di quasi 280 chili in quella che è forse la più celeberrima delle aste di pesce del Paese del <b>Sol Levante</b> e che ad ogni appuntamento attrae investitori da tutto il mondo.</p><p>Kimura, incredulo e provato per la cifra alquanto sproporzionata a cui è dovuto arrivare per via dei ripetuti rilanci degli altri suoi concorrenti, si è detto comunque soddisfatto e felice di poter offrire ai suoi clienti un prodotto di elevata qualità.</p><p>La Sushi Zanmai è una rinomata catena di ristoranti giapponesi apprezzata tanto dai turisti quanto dai residenti, che offre un sushi di qualità, sicuro e a prezzi tutto sommato adeguati. All'interno dei suoi locali si può assistere in prima persona alla tradizionale preparazione dei piatti, che i cuochi eseguono magistralmente al banco davanti ad un pubblico sempre numeroso e affascinato.</p><p><b>Tsukiji Market e Toyosu Market</b></p><p>L'asta che ha visto l'aggiudicazione del tonno rosso ad un impressionante prezzo da record si è tenuta nel moderno Toyosu Market, pomo della discordia che in questi primi giorni dell'anno sta creando ancora malumori tra gli abitanti di Tokyo, che non vedono di buon occhio questa nuova sede del loro famoso mercato del pesce. In vista delle prossime Olimpiadi del 2020, la popolosa capitale è stata ed è tutt'ora al centro di un immenso piano di restyling che ovviamente ha coinvolto anche quello che era lo storico Tsukiji, il mercato del pesce che dagli anni '30 era uno dei simboli della città oltre che meta turistica e importante polo attrattivo per tutti i migliori chef stellati in circolazione.</p><p>Ma il vecchio mercato del pesce per quanto custode e testimone di un glorioso passato e patrimonio tradizionale e culturale della comunità, cominciava a risultare obsoleto e poco igienico agli occhi di chi a breve ospiterà atleti di ogni nazionalità; si è quindi deciso di spostare il mercato ittico da una zona molto centrale ad una un po' più periferica, sul lungomare, in un edificio sicuramente più anonimo ma anche più "contemporaneo", con un impianto di aerazione appropriato e in grado di garantire gli standard richiesti per quanto riguarda il rispetto delle norme igienico-sanitarie.</p><p>Per coloro i quali vedevano nel vecchio Tsukiji una istituzione intoccabile, questa ricollocazione risulta essere indigeribile, così come per i turisti che adesso potranno assistere alle aste del pesce sostando dietro una vetrata (sempre per i suddetti motivi igienico-sanitari) e non a pochi centimetri da quelle folkloristiche adunate di compratori e venditori che animavano, con urla e scampanellii, gli immensi spazi aperti di quello che resterà probabilmente il più grande e caratteristico mercato del pesce del mondo.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/NAJ3R5LGWFI7JLS2WCTGT3MVW4.jpg?auth=6ada45e6d1a626e962a1edc69eb3ae33ef7c825fd70cd16c8970eb63700aa6aa&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Michael Schumacher compie oggi 50 anni]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/michael-schumacher-compie-oggi-50-anni-1623843.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/michael-schumacher-compie-oggi-50-anni-1623843.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Micheal Schumacher compie oggi 50 anni la Ferrari e tutto il mondo dello sport festeggiano il sette volte campione del mondo tedesco nato il 3 Gennaio 1969.]]></description><pubDate>Thu, 03 Jan 2019 12:10:06 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p><b>Michael Schumacher</b> ha compiuto <b>50</b> anni. Il campione tedesco nato a Hürth il 3 Gennaio del 1969 ha raggiunto questo pur sempre importante traguardo, forse non a modo suo, magari senza pigiare ossessivamente sull'acceleratore, ma a piccoli passi, lentamente, seppure con la stessa tenacia, con l'ostinazione che lo ha sempre contraddistinto. Perché Schumacher è ancora lo stesso di quando correva, è il <i><b>kaiser</b></i> che tutti i tifosi hanno amato e sostenuto e come allora vuole vincere la sua gara, il suo ennesimo titolo mondiale. Sono tutti certi di questo, lui ha ancora fame di vittorie e quella che insegue è la più rilevante. Ha fortunatamente la tempra del pilota nel dna e la sfacciataggine di chi sull'asfalto bagnato anziché rallentare aumenta smisuratamente i giri del motore perché non teme nulla, perché conosce i propri mezzi, la propria forza.</p><p>Tutti conoscono la storia del suo incidente che il destino ha voluto accadesse assurdamente su di una pista da sci francese a <b>Méribel</b>, nel dicembre del 2013. In quel maledetto 29 dicembre (tra l'altro vicinissimo al giorno del suo compleanno) una banale caduta durante una discesa ha fatto sbattere la sua testa contro delle rocce nascoste dalla neve e gli ha provocato gravi, serissimi danni neuromotori. Da allora, dopo aver sfiorato la morte e averci fatto a sportellate per un lunghissimo periodo, protetto dal più completo riserbo sulle sue reali e oggettive condizioni di salute, Schumacher (soprav)vive nella sua casa in <b>Svizzera</b>, costantemente seguito dalla sua famiglia e da uno staff di medici e fisioterapisti di prim'ordine che come lui non si arrendono a una spietata evidenza dei fatti.</p><p>Le ultime notizie parlano di continui miglioramenti e sembra che non sia più in pericolo di vita; ma lui è consapevole di partire questa volta dall'ultima fila e di dover sorpassare tutte le vetture davanti che rallentano il suo passo. Ci vorrà pazienza, per uno che invece aveva una smaniosa impellenza di frantumare record coi suoi giri veloci. Ci vorrà ancora del tempo, per uno che il tempo lo piegava a suo piacimento, lo azzerava, lo annullava.</p><p>Oggi però Schumacher va celebrato, non compatito. Smettiamo per un attimo di voler sapere a tutti i costi, risultando a volte anche un po' morbosi, cosa è in grado di fare <b>Michael</b>, se è cosciente, se muove gli arti, se comunica verbalmente o solo a gesti, se cammina e mangia autonomamente o se è perennemente intubato. La moglie <b>Corinne</b> non vuole far trapelare nulla ed è giusto, umanamente parlando. Oggi i tifosi di tutto il mondo (non solo i <b>ferraristi</b>) devono commemorare la nascita di uno degli sportivi di maggiore successo di tutti i tempi, del pilota più vincente della <b>Formula 1</b>, del monarca incontrastato della velocità, augurandogli vivamente di guarire e di salire ancora una volta sul gradino più alto di questo podio che al momento vede lontano ma, si spera, non irraggiungibile.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/CPTJYR3NGFP6NAEJ6Z63OJLAVM.jpg?auth=70aaf3f0e7079e757999044c1d4e9b47d5fb63751281ff75d5427eb8c60d20ef&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Prison Inside Me: la prigione coreana dove si rifugiano volontariamente le persone stressate]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/mondo/prison-inside-me-prigione-coreana-dove-si-rifugiano-1609315.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/mondo/prison-inside-me-prigione-coreana-dove-si-rifugiano-1609315.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Prison Inside Me: la prigione coreana dove si rifugiano volontariamente le persone stressate autoreclusi dietro le sbarre per sfuggire alla vita moderna.]]></description><pubDate>Thu, 29 Nov 2018 16:33:11 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Nella Contea di <b>Hongcheon</b>, a circa due ore da Seoul, c'è una prigione molto particolare nella quale le persone (di entrambi i sessi) decidono volontariamente di farsi rinchiudere per un periodo che va da ventiquattro ore a una o più settimane. Si chiama <b>Prison Inside Me</b> e in realtà si tratta di un finto carcere, una specie di ostello lugubre nascosto tra le montagne della provincia sudcoreana del Gangwon.</p><p>Nato da un'idea di <b>Kwon Yong-seok</b> (ex procuratore e lavoratore compulsivo pentito) e di sua moglie <b>Noh Jihyang</b>, la <b>Prigione Dentro Me</b> rappresenta paradossalmente un luogo di detenzione che aiuta a fuggire e a liberarsi. I clienti che optano per questo soggiorno forzato sono cittadini di ogni rango sociale, gente comune, semplici impiegati, dottori, avvocati, dirigenti, funzionari che hanno una sola cosa in comune: l'estremo <b>stress</b> dovuto all'eccessivo lavoro, alla sfiancante routine, alla vita frenetica.</p><p>Questo luogo silenzioso e calmo dona pace e solitudine a tutti quelli che vogliono prendersi una pausa dalla loro vita e si differenzia da qualunque altro posto nel quale andare a rilassarsi perché qui non si è reperibili e al tempo stesso non si può contattare nessuno. Vietati cellulari, televisori e ogni strumento tecnologico in grado di connettere i detenuti al mondo civile moderno là fuori. Nell'istituto penitenziario volontario di Hongcheon si fa tanta auto-riflessione, si cerca di rallentare, si cerca di cambiare; in cella gli ospiti piangono, riposano, si purificano da quello smog esistenziale che hanno respirato per anni e che ha fatto crollare i loro nervi.</p><p><b>Le celle e il regolamento </b></p><p>Secondo il ferreo regolamento carcerario, la persona "da trattenere" deve innanzitutto consegnare il proprio cellulare e ogni altro effetto personale, deve togliersi i vestiti e indossare l'uniforme comune a tutti. Al nuovo ospite viene poi assegnata una delle 28 celle a disposizione, ognuna delle quali misura circa 6 metri quadrati. All'interno di questa angusta stanzetta dall'arredamento a dir poco spartano (come è logico che sia) c'è solo una stuoia da yoga che funge da letto, un bollitore elettrico, un tavolino su cui sono appoggiati una penna e un taccuino, un minuscolo lavandino e un catino nell'angolo dove espletare i bisogni corporali. Non ci sono orologi o specchi. Bandita ogni forma di comunicazione tra i detenuti, che trascorrono i giorni della loro permanenza in regime di completo isolamento, tranne le ore in cui partecipano ai corsi di meditazione di gruppo. I sorveglianti consegnano i pasti giornalieri attraverso una fessura ai piedi della porta; la dieta prevede patate dolci al vapore, verdure sotto aceto, banane frullate e porridge di riso.</p><p>Dopo aver scontato la loro pena volontaria, i detenuti prima di lasciare la prigione ricevono un simbolico certificato di libertà vigilata.</p><p><b>Il Paese più stressato di tutta l'Asia</b></p><p>Il cittadino medio dell'odierna <b>Corea del Sud</b> è una persona estremamente stressata, letteralmente consumata, divorata dalla propria professione a cui si dedica quasi maniacalmente anche per 15 ore al giorno e per sette giorni a settimana. La media nazionale delle ore trascorse sul posto di lavoro è tra le più alte (e preoccupanti) al mondo anche perché è un Paese in crescita e con uno spiccato senso della competizione che viene inculcato ai giovani già nelle scuole, dove primeggiare è motivo di orgoglio personale. Ma tutto questo se da una parte spinge la Corea del Sud a crescere commercialmente ed economicamente dall'altra genera malcontento, disagio, depressione, crisi di panico, problemi fisici e psichici che spesso spingono le persone anche a suicidarsi. L'angosciante situazione ha creato un tale allarmismo da far sì che intervenisse il <b>Governo</b> che con un decreto, al fine di migliorare l'equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, ha ridotto le ore di lavoro settimanali, quelle stesse ore che il ministro della Parità di Genere ha definito "<i>inumanamente lunghe</i>". Il Presidente <b>Moon Jae-in</b> in persona si è espresso sull'argomento, ritenendo giusto concedere a tutti i coreani quello che egli chiama "<i>un diritto al riposo</i>".</p><p>Tutti quelli che hanno provato l'esperienza carceraria volontaria a Hongcheon (già diverse migliaia) hanno compreso e ammesso, una volta fuori dai cancelli detentivi, che la vera prigione è il mondo esterno, la routine, è quello il carcere da cui provare ad evadere di tanto in tanto.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/YLY4WKDYGJL4ZCGVEMC73YCCQ4.jpg?auth=a9f81323f2353b6778499701d403c0fe233017d951bfac053bb5765b96eb2abe&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Londra, da scavi riemergono oltre 60.000 scheletri umani di 300 anni fa]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/mondo/londra-scavi-riemergono-oltre-60000-scheletri-umani-300-anni-1594476.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/mondo/londra-scavi-riemergono-oltre-60000-scheletri-umani-300-anni-1594476.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[A Londra è stato scoperto un antico cimitero di 60.000 scheletri del 1700 da scavi per la stazione dell'alta velocità  Euston HS2 nella zona di zona Camden.]]></description><pubDate>Mon, 29 Oct 2018 18:04:25 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>A <b>Camden</b> (borgo londinese a nord della <b>capitale britannica</b>) gli scavi per la costruzione della nuova stazione ferroviaria ad alta velocità <b>HS2</b> di <b>London Euston</b> hanno portato alla luce qualcosa di inaspettato e di impressionante, che ha lasciato sbigottiti gli operai impegnati nell'attività di movimento terra: un gigantesco antico <b>cimitero</b>.</p><p>"<i>Abbiamo probabilmente a che fare con almeno 40.000 individui; questo è uno dei più grandi scavi sepolcrali post-medievali che abbiano mai avuto luogo</i>" ha affermato <b>Caroline Raynor</b> (Project Manager) accorsa sul luogo degli scavi appena ricevuta la notizia, ignorando che le stime reali nel frattempo sarebbero cresciute e non di poco.</p><p>Oltre <b>200 archeologi e specialisti</b> si sono recati sul posto e attualmente lavorano nel sito unitamente a squadre predisposte per rimuovere le bare e tutti gli scheletri (ad oggi più di 60.000) che saranno dapprima analizzati e poi nuovamente seppelliti, probabilmente in un posto adeguatamente scelto per la delicata operazione di ri-tumulazione. A tal proposito, la disponibile dirigenza della HS2 sta lavorando al fianco della <b>Chiesa d'Inghilterra</b> per selezionare meticolosamente il nuovo luogo in cui torneranno a riposare tutti quei resti umani esumati.</p><p>Dai primi rilievi eseguiti sembra si tratti di persone che sono vissute a cavallo tra la seconda metà del <b>1700</b> e gli inizi del <b>1800</b>. Gli studiosi hanno molto a cuore questa scoperta, poiché consentirebbe loro di migliorare la comprensione della vita e della morte nella Londra del Diciottesimo e del Diciannovesimo secolo, facendo luce sulla salute, sulle malattie e sullo stile di vita di chi ha vissuto in quel periodo. "<i>HS2 è impegnata a condividere il più possibile il nostro patrimonio culturale</i>" ha prontamente dichiarato <b>Mark Thurston</b>, amministratore delegato del progetto.</p><p>Non sono mancate le polemiche da parte di attivisti ambientalisti che già non vedevano di buon occhio l'inizio dei lavori di questa grande opera, sostenendo che avrebbe danneggiato la comunità e l'ambiente locale. Le loro proteste sono andate avanti anche quando è diventata di pubblico dominio la scoperta dell'immenso cimitero, chiedendo che perlomeno si facesse una grande e ufficiale commemorazione, prima di cominciare le lunghe operazioni di disseppellimento delle salme.</p><p>La Compagnia incaricata della costruzione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità prevede di completare tutti gli scavi, incluso quello di Euston, entro i prossimi due anni, considerando anche questa inaspettata battuta d'arresto.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/452IHW2U2ZOK7ADT7FF2ZPQTW4.jpg?auth=d07b0e07997247e114ea21f31c7d41755e14865fe33b76b5172a66b8d41ee3ae&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Nasa, 50 anni fa lo storico lancio dell'Apollo 7]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/mondo/nasa-50-anni-fa-lancio-dellapollo-7-e-luna-diveniva-sogno-pi-1586890.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/mondo/nasa-50-anni-fa-lancio-dellapollo-7-e-luna-diveniva-sogno-pi-1586890.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Nasa Apollo 7 cinquant'anni fa il lancio 11 ottobre 1968 primo equipaggio in orbita terrestre diretta tv dallo spazio e più lungo volo di collaudo della storia.]]></description><pubDate>Thu, 11 Oct 2018 10:26:28 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>La <b>NASA</b> esattamente cinquant'anni fa lanciò in orbita l'<b>Apollo 7</b>. Era l'11 ottobre del <b>1968</b> e una nuova serie di missioni spaziali stava per cambiare il corso della Storia.</p><p>A bordo del razzo vettore <b>Saturn IB</b> c’erano il comandante Walter <b>Schirra</b>, il pilota del modulo di comando Donn <b>Eisele</b> e il pilota del modulo lunare Walter <b>Cunningham</b>. In quella che fu una celebre dichiarazione d'intenti, l'allora Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald <b>Kennedy</b> promise al suo Paese e al mondo intero che entro la fine degli Anni '60 avrebbe portato un americano sulla <b>Luna</b>. La missione dell'Apollo 7, la prima del neonato programma Apollo con un equipaggio a bordo in orbita terrestre, gettò le basi di quel sogno preparando il terreno ad un'altra missione ben più famosa che avrebbe permesso di raggiungere l'ambito traguardo poco meno di un anno dopo.</p><p>Lo scopo primario della missione era quello di testare l'affidabilità della navicella e di tutti i suoi sistemi, dimostrandone l'idoneità in fase di lancio e in volo attraverso una serie infinita di operazioni svolte dai tre cosmonauti con abnegazione e impegno per quasi 11 giorni. Quel lungo volo di collaudo fu anche l'occasione per testare le modifiche apportate ai sistemi dopo la tragedia dell'<b>Apollo 1</b>, missione precedente nella quale perirono tre astronauti. Ma la missione dell'Apollo 7 vanta anche un altro record: quello della prima trasmissione televisiva <b>in diretta dallo spazio</b>, grazie ad una telecamera a bordo che ha regalato a milioni di spettatori sulla Terra, inedite immagini in grado di colpire l'immaginario collettivo.</p><p><b>Apollo 1 - Fuoco fatale </b></p><p>La prima missione Apollo che avrebbe dovuto portare un equipaggio in orbita attorno alla terra fu chiamata Apollo Saturn-204 (AS-204) successivamente ribattezzata semplicemente Apollo 1. La NASA in quel 27 Gennaio del <b>1967</b> stava eseguendo dei test di lancio sulla rampa; a bordo del razzo c'erano Virgil <b>Grissom</b>, Edward <b>White</b> e Roger <b>Chaffee</b>, gli astronauti designati per il primo volo di collaudo in orbita. Durante la simulazione scoppiò un incendio all'interno del modulo di comando che si propagò ovunque in pochi secondi e che provocò la morte dell'intero equipaggio. Fu anche grazie al loro sacrificio e alle numerose modifiche apportate dalla NASA in fatto di sicurezza (dopo quel triste avvenimento) che i loro successori ebbero la possibilità di mettere piede sulla Luna.</p><p><b>Il raffreddore segreto, gli Emmy Awards, l'avvistamento UFO </b></p><p>Sembra che pochi giorni prima del fatidico decollo, il comandante Schirra avesse preso un normalissimo raffreddore, lieve patologia che sulla Terra non ha praticamente nessuna grave conseguenza ma che nello spazio e in particolare in un ambiente chiuso e in condizioni di <b>microgravità</b> crea una rischiosa congestione delle vie respiratorie. Schirra non lo comunicò al <b>Centro di Controllo di Houston</b> per paura di essere sostituito all'ultimo momento e soprattutto lo tenne nascosto ad Eisele e Cunningham ai quali rivelò la cosa solo a missione ormai cominciata. Non si sa bene se poi anche gli altri due colleghi abbiano davvero preso la stessa affezione infettiva o se (come ammise una volta Cunningham) furono costretti a mentire soltanto per far credere che Schirra si fosse ammalato nello spazio e non prima di partire. Poiché sarebbe stato impossibile asciugare di continuo il naso coi kleenex per espellere una secrezione nasale consistente e incessante, in contrapposizione a precisi protocolli, i tre presero una scellerata decisione, scegliendo autonomamente di non indossare i caschi durante la delicata fase di rientro sulla Terra. La cosa creò rabbia e scompiglio tra i piani alti della NASA che vietò da quel giorno in poi simili comportamenti da parte di qualunque dei suoi astronauti.</p><p>Strano a dirsi, ma l'equipaggio dell'Apollo 7 vinse un Emmy, il più importante premio televisivo a livello internazionale. Durante gli 11 giorni di permanenza in orbita, i tre astronauti realizzarono le prime trasmissioni in diretta tv da un veicolo spaziale, regalando al mondo improbabili sketch e immagini suggestive dall'interno della loro navicella. Il "<b>Walt, Wally e Donn Show</b>" come amavano chiamarlo i tre cosmonauti, mostrò al mondo attraverso il tubo catodico, un interessante spaccato delle mansioni di un astronauta in una capsula spaziale. Il successo delle sette trasmissioni realizzate fu tale da convincere la National Academy of Television Arts and Sciences ad assegnare ai tre uno speciale <b>Emmy Award</b>, una volta atterrati.</p><p>Come se la missione non avesse regalato già abbastanza aneddoti, ci sarebbe da segnalare anche un fantomatico avvistamento di <b>un oggetto volante non identificato</b> di cui l'equipaggio dell'Apollo 7 sarebbe stato testimone. In rete ancora oggi circola un filmato realizzato in quei giorni in orbita che sembrerebbe mostrare uno strano oggetto che passa davanti al modulo roteando in maniera anomala. Correva voce che poi il filmato fosse stato manipolato goffamente per insabbiare una qualche verità che a quei tempi pareva essere troppo scomoda. Ma i voli interplanetari ci hanno abituato negli ultimi anni a decine di presunti avvistamenti, in alcuni casi spiegabili e in altri un po' meno. Difficile comunque stabilire a priori la veridicità di tali prove. L'unico elemento certo è che all'eterna diatriba tra scettici e ufologi si aggiunge un altro tassello della discordia, l'ennesimo.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/EI3KF637YVIBRNFHLDYM32WFVY.jpg?auth=75c3c3613234bf2ac67168b24ba25883268843dada0fe8dfcb79d0ceda3ac6d9&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Basket, nazionale italiana atleti con sindrome di down vince il Mondiale]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/basket-nazionale-italiana-atleti-sindrome-down-vince-1585121.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/basket-nazionale-italiana-atleti-sindrome-down-vince-1585121.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[basket la nazionale italiana sindrome di down sul tetto del mondo]]></description><pubDate>Sun, 07 Oct 2018 13:48:24 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Italiani campioni del mondo. La nostra nazionale sale ancora una volta sul gradino più alto del podio di una grande manifestazione sportiva internazionale a squadre.</p><p><b>2018 World Championship for Athletes with Down Syndrome (01- 08 Ottobre 2018)</b></p><p>A Madeira in Portogallo, dove sono ancora in corso di svolgimento i Mondiali riservati alla categoria C21 (atleti con la sindrome di Down) di atletica, di tennis tavolo e di basket 3x3, i cestisti seguiti dal referente tecnico nazionale Giuliano Bufacchi e dal tecnico Mauro Dessi, hanno battuto la squadra dei padroni di casa del Portogallo in un'accesa finale che ha visto il nostro tricolore trionfare sugli iberici. Un film già visto, si potrebbe asserire, poiché i nostri ragazzi l'hanno spuntata proprio sui lusitani anche l'anno scorso vincendo gli Europei nella stessa disciplina.</p><p>Questa ennesima affermazione non fa altro che accrescere l'entusiasmo e l'interesse nei confronti di quella che è oggi a tutti gli effetti la squadra da battere, la squadra più forte, composta da: Alessandro Ciceri, Gianluca Lafornara, Francesco Leocata, Fulvio Silesu, Antonello Spiga ed Emanuele Venuti.</p><p>"<b><i>Dopo l’Europeo questa squadra porta a casa anche il titolo mondiale. Complimenti agli atleti, allo staff e alla Fisdir Federazione. Vogliamo farglielo un applauso?</i></b>" ha commentato Luca Pancalli, Presidente del CIP (Comitato Internazionale Paralimpico).</p><p><b>Non solo basket a Madeira. </b>Anche l'atletica leggera sta regalando enormi soddisfazioni alla delegazione italiana in trasferta in questi giorni in Portogallo. La talentuosa e inarrestabile Nicole Orlando si è garantita già un cospicuo bottino, riuscendo a vincere fino ad ora 4 ori e 2 argenti, primeggiando nel lancio del disco, nella gara di triathlon e nel salto in lungo. Il quarto oro conseguito è di squadra, in quanto vinto in staffetta 4x100 con Giulia Pertile, Sara Spano e Chiara Zeni. La pluriatleta si è aggiudicata invece le due medaglie d'argento nelle categorie del lancio del peso e del giavellotto. Vincono la medaglia d'oro anche Giulia Pertile e Stefano Lucato entrambi nella marcia. Per Daniel Gerini un argento nel lancio del disco e un bronzo nel lancio del peso.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/YYQJXSYWQ5KKPPLVW4VWKOMMWY.jpg?auth=c9838d9c4b648bd619b6523135aae867a905172eb73218731ec8f80cecc2f38c&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Led Zeppelin di nuovo in tribunale: ancora sotto processo per accusa di plagio]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/led-zeppelin-nuovo-tribunale-ancora-sotto-processo-accusa-1582548.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/led-zeppelin-nuovo-tribunale-ancora-sotto-processo-accusa-1582548.html</guid><dc:creator><![CDATA[Enzo Valiante]]></dc:creator><description><![CDATA[Led Zeppelin nuovo processo per accusa di plagio Starway to heaven Jimmy Page e Robert Plant devono difendersi dalle accuse dei giudici della California.]]></description><pubDate>Mon, 01 Oct 2018 12:56:07 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>I <b>Led Zeppelin</b> torneranno in tribunale. Sembrava conclusa la disavventura giudiziaria che aveva coinvolto <b>Robert Plant</b> e <b>Jimmy Page</b> (rispettivamente cantante e chitarrista di una delle più note rock band del pianeta) in un imbarazzante caso di plagio che aveva portato i due dinanzi ad una giuria americana, accusati di aver copiato l'arpeggio iniziale del loro brano più celebre "<b>Starway to Heaven</b>" da una canzone degli americani Spirit, nella fattispecie Taurus, brano composto dal compianto <b>Randy California</b> e pubblicato nel 1968, ben tre anni prima del capolavoro della band inglese.</p><p>Adesso alcuni giudici della Corte di Appello dello Stato della California hanno oppugnato la precedente <a href="http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/i-led-zeppelin-vincono-stairway-heaven-non-plagio-1275619.html" data-datalayer-click-event-target="internal">sentenza del 2016</a> (che sanciva la piena assoluzione per i due musicisti) adducendo come motivazione di tale decisione la scoperta di una serie di irregolarità riscontrate durante quel processo. La Corte Federale di Los Angeles chiede quindi che venga istruito un nuovo dibattimento, poiché nel precedente, spiegano i giudici, non è stato possibile ascoltare il pezzo originale siglato da Randy California, ma solamente una registrazione live. Inoltre il giudice distrettuale avrebbe sostenuto, sbagliando, che il copyright non copre le scale cromatiche, gli arpeggi e le sequenze di tre note, influenzando il parere della giuria.</p><p>Tutto da rifare dunque, con grande sorpresa di chi credeva di essersi messo ormai alle spalle una situazione piuttosto spiacevole e forse senza alcun fondamento.</p><p>La prima causa fu intrapresa da Michael Skidmore, curatore patrimoniale di Randy California, che insistette su indiscutibili somiglianze tra i due arpeggi iniziali. Tanto bastò per portare metà degli Zeppelin in un'aula di tribunale, anche se poi le richieste di un eventuale risarcimento furono rigettate in quanto, secondo il verdetto finale, le due canzoni si somigliavano ma non erano intrinsecamente simili.</p><p>Difficile a questo punto immaginare come si risolverà la cosa. Randy California (al secolo Randy Craig Wolfe) è mancato prematuramente nel 1997 ed è possibile che avrebbe accettato una semplice ammissione da parte di Page/Plant con stretta di mano annessa e un esiguo ma simbolico assegnino bancario come gesto di gratitudine. Dal canto loro, i pionieri dell'hard rock britannico confidano in una nuova sentenza che confermi quanto deciso nel 2016, a riprova della loro buona fede quando fu scritta la canzone oggetto del contendere.</p><p>Ai giudici l'ardua sentenza.</p><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/PCEg9gMJakU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen title="Stairway To Heaven Vs Taurus Guitar examination Led Zeppelin Vs Spirit"></iframe>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/WFP5LXZMRFNK5CSZDGG4Z43D5Q.jpg?auth=2c92b457acf1faec56c0a1bc35dc1843ec5283bb36558aea662ba8677fa01cb0&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item></channel></rss>