<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[News feed]]></title><link>https://www.ilgiornale.it</link><atom:link href="https://www.ilgiornale.it/arc/outboundfeeds/rss/autore/federico-rana/" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[ News Feed]]></description><lastBuildDate>Tue, 28 Jul 2026 13:50:21 +0000</lastBuildDate><language>it</language><ttl>1</ttl><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[LeBron e Ibra, show tra campo e schermo]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/lebron-e-ibra-show-campo-e-schermo-1937803.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/lebron-e-ibra-show-campo-e-schermo-1937803.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[James nel seguito di "Space jam", Zlatan in "Asterix": due star già nel futuro]]></description><pubDate>Sun, 11 Apr 2021 04:00:06 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Campione dentro il campo, sempre più personaggio mediatico fuori. Dopo la passerella da co-presentatore di lusso al Festival di Sanremo, Zlatan Ibrahimovic è pronto per entrare anche nel mondo del cinema. Lo aveva lasciato presagire con qualche messaggio criptico, lo ha fatto un po' intendere con un post social, fino all'annuncio ufficiale. Lo svedese sarà il legionario romano Antivirus nel prossimo film (uscirà nel 2022) di Asterix e Obelix, saga a cui nel 2008 parteciparono altri sportivi di primo livello come Michael Schumacher, Tony Parker e Zinedine Zidane.</p><p>Con i 40 anni che busseranno alla porta il prossimo 3 ottobre, Ibra trova nuovi terreni su cui mettersi in gioco. Dopo la sua performance sul palco del teatro Ariston, Zlatan scoprirà un'altra frontiera. Un modo per consolidare il proprio seguito, che sui social è eccezionale, con 47 milioni di followers solamente su Instagram. Forse poco in confronto al rivale CR7 (primo influencer al mondo con 275 milioni), ma si tratta di una community imponente.</p><p>Come Ibra, anche un altro gigante dello sport contemporaneo è pronto a sbarcare nelle sale, passando però dal parquet dei palazzetti di basket. Lebron James sarà la stella di Space Jam 2, un passo per lasciare il segno nella cultura pop americana e internazionale, oltre che in quella sportiva, di cui ha già scritto pagine indelebili. A 37 anni da compiere a dicembre, con 4 anelli NBA alle dita, recitare da protagonista nel secondo atto (fuori il 16 luglio) del film che rese leggenda Michael Jordan è l'incoronazione definitiva a erede di MJ. Un lasciapassare che dà anche a James quel tono in più del semplice sportivo.</p><p>Un filo sottile lega Ibra e Lebron, dopo che qualche settimana fa Zlatan attaccò LBJ per delle mosse troppo politiche fatte, secondo lo svedese, dal cestista. È il filo di quello che potrebbero diventare due atleti eccezionali, tra i più longevi di sempre ad alti livelli nei loro sport, una volta chiuse le rispettive carriere. Un filo ricco di nodi e incertezze. Le strade del destino, per due capaci di aprire varchi nelle difese avversarie con estrema facilità, sono potenzialmente infinite. Intanto, i due Re si divertono a concederci un antipasto di quel che sarà. A noi non resta che sederci, metterci comodi, e goderci lo spettacolo. Solo in una forma nuova.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LZUV2ADVTNPSDDEBHMB36AHKSA.jpg?auth=54b48b02eed3f492c8f37398c8a44ce6fb72e977aec5bd802f1cb5847b537251&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Vale, com'è dura non tornare solo signor Rossi]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/vale-com-dura-non-tornare-solo-signor-rossi-1822929.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/vale-com-dura-non-tornare-solo-signor-rossi-1822929.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[Deve vincere per restare pilota ufficiale: «Yamaha non mi ha mancato di rispetto»]]></description><pubDate>Fri, 07 Feb 2020 05:00:18 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>A poco più di un mese dall'inizio del Mondiale, la MotoGP ha acceso i motori stanotte nei test di Sepang. Sessione fatta di attese e aspettative, perché apre ad una stagione rivoluzionaria. Il primo punto interrogativo riguarda Valentino Rossi. Messo al muro dalla Yamaha, che gli ha preferito Fabio Quartararo, Valentino deve scegliere: nel 2021 retrocessione in Petronas, team satellite, o ritiro? «Deciderò a metà stagione» aveva detto a caldo il Dottore, che ieri alla presentazione del team ufficiale della casa giapponese ha ampliato la riflessione. «Non penso che la Yamaha mi abbia mancato di rispetto, i risultati nello sport sono tutto. Voglio capire se posso ancora competere. Vorrei correre dopo il 2020, ma anche lasciare al top non sarebbe male... Restare al vertice chiede tanti sacrifici, soprattutto a questa età (il 16 febbraio saranno 41 anni), li puoi fare se sai che poi lotterai per vincere».</p><p>Per un Rossi che vede traballare le sue (e in un certo senso le nostre) certezze, c'è un Quartararo che vivrà il 2020 sapendo di avere davanti un futuro nel team ufficiale. «Per ora penso solo al team Petronas, possiamo fare grandi cose quest'anno» ha detto alla presentazione di Sepang. Il passaggio del testimone avviene nel segno di Maverick Vinales, fresco di rinnovo fino al 2022.</p><p>Se si parla di sicurezza, in MotoGP può venire in mente solo un binomio, quello Márquez-Honda. Così efficace da farsi doppio nel 2020, con l'arrivo di Alex, fratello minore di Marc e campione in carica della Moto2. Questo rapporto, tra fratelli e ora compagni-rivali, potrebbe essere la nuova variabile di un Mondiale dominato nel 2019 da MM. Nella presentazione i due Marquez hanno mostrato grandi ambizioni. Sarà interessante capire se gli obiettivi di uno e dell'altro potranno coesistere senza portarli allo scontro.</p><p>Chi è pronto ad approfittare di un possibile passo falso dei piloti Honda è Andrea Dovizioso, che alla sua ottava stagione in Ducati ha l'obiettivo di confermarsi e perché no, di riuscire in qualcosa di più. Tre secondi posti di fila lo rendono il più quotato rivale di Marquez. «Obiettivo? Fare meglio dell'anno scorso» ha detto scherzando il Dovi, che vuole solo vincere, senza (per ora) rinnovare con la Ducati. Intanto, la Rossa vorrebbe godersi la risalita di Petrucci.</p><p>Sullo sfondo, le ambizioni della Suzuki del duo iberico Rins-Mir, che ha fatto un buon 2019 e che ora punta ad un upgrade. Lo stesso che si augura l'Aprilia, in attesa della sentenza definitiva sul caso doping di Iannone.</p><p>Aspettative, tensioni, speranze: questo il clima che porta all'8 marzo, giorno della prima gara a Losail. Intanto a Sepang il primo banco di prova si è acceso stanotte. Il 2020 della MotoGP è iniziato.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/HAT256N6WBMQNPRD5O4PRUARPA.jpg?auth=efaf11071000533699c97856ecbc5400856d653439c91cb2a981f0780ad393cb&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Sulle tracce degli eroi di Berlino 2006]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/sulle-tracce-degli-eroi-berlino-2006-1808206.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/sulle-tracce-degli-eroi-berlino-2006-1808206.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[In campo ne resta uno: Buffon. La maggior parte in panchina. Ma ad allenare]]></description><pubDate>Wed, 08 Jan 2020 05:00:17 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>L'ultimo decennio è stato tra i più amari nella storia della Nazionale. Due eliminazioni ai gironi e una mancata qualificazione il bilancio nei tre Mondiali degli anni '10. E ad aumentare la nostalgia, come se non bastasse, ci sono i ritiri dei protagonisti dell'ultimo successo di Germania 2006. A quasi 14 anni di distanza dalla serata di Berlino, solo uno gioca ancora: Gianluigi Buffon, che agganciato Maldini a 647 presenze in Serie A, insegue ora altri record.</p><p>L'ultimo ad aver appeso le scarpe al chiodo è Daniele De Rossi: emigrato al Boca dopo una vita passata nella Roma, DDR vuole tornare in Italia per «stare più vicino alla famiglia e iniziare ad allenare». E gli altri?</p><p>In Slovenia, al Tabor Sezana, Mauro Camoranesi ha trovato la sua prima panchina. L'hanno persa da poco, invece, Fabio Grosso, solo per 3 partite al Brescia, e Massimo Oddo, esonerato dal Perugia, ottavo in B. Serie cadetta dominata dal Benevento di Filippo Inzaghi e dove allena anche Alessandro Nesta (Frosinone). Fresco di scudetto in Cina con lo Guangzhou Evergrande, Fabio Cannavaro sogna di allenare in Italia. Magari nella sua Napoli, ora nelle mani di Gennaro Gattuso.</p><p>Già in panchina anche Andrea Barzagli, tornato alla Juventus da collaboratore di Sarri dopo aver ottenuto il patentino da allenatore. Stessa mossa di Cristian Zaccardo, che aveva annunciato il ritiro sui social. Per Gianluca Zambrotta panchine in Svizzera e India, dove ha avuto come vice Simone Barone, allenatore anche nelle giovanili di Juventus e Sassuolo. Un campionato indiano nella bacheca da mister di Marco Materazzi, molto attivo sui social. Più di Andrea Pirlo, che ha conseguito la licenza Uefa B e ora scalpita per allenare. Cosa che già fanno Alberto Gilardino alla Pro Vercelli (Serie C) e Marco Amelia nella Vastese (in D). Un altro ex portiere, Angelo Peruzzi, è team manager alla Lazio.</p><p>Più lontani dal campo (ma neanche troppo) Francesco Totti, dirigente per un anno della sua Roma, e Luca Toni, prima consulente nel Verona, dove ha concluso la carriera, poi opinionista TV. Come Alex Del Piero, testimonial anche di marchi e videogiochi. Sembrano aver chiuso con il calcio Simone Perrotta, per un periodo consigliere federale in quota Aic, e Vincenzo Iaquinta, condannato per possesso di armi e poi assolto.</p><p>Tra chi ha cambiato squadra, chi carriera, c'è qualcuno che come Buffon continua da dove lo avevamo lasciato il 9 luglio 2006. Marcello Lippi non ha smesso di divertirsi in panchina. E dopo l'addio alla nazionale cinese, chissà dove vorrà rimettersi in gioco, per vivere altre emozioni.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/FKKWLNN2ZJPVLCRCBLRRFISAM4.jpg?auth=15f49b0090b45074171475129ad26caef7f604954695ef83a9eb234070b2ef93&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Grazie Dalla Porta. E l'Italia torna in vetta al mondo]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/grazie-porta-e-litalia-torna-vetta-mondo-1775814.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/grazie-porta-e-litalia-torna-vetta-mondo-1775814.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[Impresa del toscano: Gp e mondiale Moto3. Nella piccola classe (ex 125) l'ultimo fu Dovizioso 15 anni fa]]></description><pubDate>Mon, 28 Oct 2019 07:33:12 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>I sogni sono fatti per essere esauditi, afferrati con tutta la forza che la fantasia sa fornire. E lo sport spesso ci racconta di traguardi raggiunti, di successi sofferti, di imprese regalate alla storia. Il Motomondiale ha regalato agli annali il nome di un nuovo campione. Anzi, di un nuovo sognatore: Lorenzo Dalla Porta. Il 22enne di Prato ha vissuto la domenica più bella della sua vita in Australia, conquistando gara e titolo in Moto3. Il primo per i nostri colori, fermi al successo iridato di Dovizioso in 125 nel 2004. Una gioia immensa per il pilota del team Leopard, frutto di una stagione all'insegna della costanza, in seguito ad anni colorati da delusioni e qualche errore. Di quelli che ti fanno crescere.</p><p>Per un sogno che si compie, ce n'è uno che continua e si consolida. Il 27 ottobre 2019 verrà ricordato per il GP numero 400 di Valentino Rossi. A Phillip Island il Dottore ha regalato attimi di pura euforia ai suoi fan, girando in testa nel corso del primo giro. Il pilota di Tavullia, alla fine ottavo, ha poi lasciato spazio ad un'altra vittoria di Marquez che ha costretto all'errore un ottimo Viñales a lungo al comando. Domenica tricolore resa speciale anche dallo splendido 4° posto di Francesco Bagnaia e dal 6° di Andrea Iannone che nella terra dei canguri tornano finalmente a pensare in grande. Il pilota dell'Aprilia, moto ormai in evidente crescita, ha rialzato la testa dopo un vero annus horribilis, andando anche in testa e conquistando il miglior piazzamento della Casa in MotoGp.</p><p>Si sogna ad ogni età, in ogni luogo e ad ogni latitudine. Ma in pochi sono capaci di realizzarsi. Dalla Porta insegna che ci si può sempre rialzare dopo una caduta. Sembrava destinato a rimanere nel limbo della Moto3, quando nel 2016 lo Sky Racing Team di Rossi lo scelse come sostituto di Fenati, dando il via alla sua rivincita. Passata dalla prima vittoria, ottenuta nel 2017 proprio in Australia, dimostrazione che il destino è ciclico. Lui che segue le orme di Marc Marquez ma spera di rivivere un percorso come quello di Valentino. E nel giorno in cui VR46 centra un altro record, Lorenzo apre un nuovo capitolo della sua storia.</p><p>La MotoGP è, per ora, un affare tutto di MM93, e anche la Moto2 potrebbe rimanere nella famiglia Marquez, col fratello Alex saldamente leader in classifica. Anche se gli exploit di Marini lasciano speranze per il futuro della classe intermedia. Dove Dalla Porta tempo fa sognava di correre, e correrà dal prossimo anno. D'altronde, ieri ha dimostrato di essere un campione. Nel centrare i propri sogni.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/536TRYV3MNPHNMEYT6UJZC35JE.jpg?auth=a018622604c6bfc95b0e4b175ab23740fb5a52fe4a30e9af34e8f03eba0b0a83&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[I fenomeni danno i numeri: quattrocento volte Rossi]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/i-fenomeni-danno-i-numeri-quattrocento-volte-rossi-1774081.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/i-fenomeni-danno-i-numeri-quattrocento-volte-rossi-1774081.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[Traguardo storico per Vale domenica in Australia: 400 Gp, mai nessuno come lui. E non è finita]]></description><pubDate>Thu, 24 Oct 2019 04:00:11 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Federico Rana</p><p>I campioni sono fatti così. Vogliono sfatare i tabù, superare record in continuazione. Con ancora impresso nella mente il 700esimo gol di Cristiano Ronaldo, il mondo dello sport si prepara ad raggiungimento di un altro traguardo storico, questa volta nel Motomondiale. Siglato, neanche a dirlo, da Valentino Rossi.</p><p>Domenica in Australia, il Dottore correrà il Gran Premio numero 400 in carriera. Un record nella storia del motociclismo, che arriva a più di 23 anni dalla sua prima vittoria, datata 18 agosto 1996 (a Brno, Repubblica Ceca). Questo il giorno da segnare come inizio del mito Rossi, consacratosi un anno dopo con il primo titolo, nell'allora 125 (sempre sulla pista ceca), e poi cresciuto nel Motomondiale, insieme al Motomondiale. Forgiato da successi e titoli (9 tra tutte le classi), da duelli contro rivali storici, da amarezze e delusioni (poche), sempre nel segno di una incredibile passione.</p><p>Valentino ha sempre avuto un certo feeling con la pista di Phillip Island: 8 vittorie in carriera, 6 in MotoGP, rendono il circuito australiano quello ideale dove scrivere un'altra pagina della leggenda, in un momento complicato della sua carriera.</p><p>Alla vigilia del GP di Thailandia, Rossi ha annunciato due inaspettate novità: il divorzio dal capotecnico Silvano Galbusera (a cui è legato dal 2014), e l'accordo dal 2020 con David Nunez. Più che un salto nel vuoto, una promessa di continuare a correre. In fin dei conti, a 40 anni, il nove volte campione del Mondo ha ancora qualcosa da dire in pista. Lo ha dimostrato (almeno in parte) in questa stagione. </p><p>Il 2019 del Dottore era iniziato con due secondi posti (in Argentina e in America) nelle prime 3 gare. Poi 3 zeri consecutivi tra Mugello, Montmelò ed Assen (piste dove ha costruito la sua leggenda) lo hanno ridimensionato. Ora che il podio è un ricordo lontano oltre 6 mesi (GP di Austin, 14 aprile 2019), le cose si complicano. In classifica quanto all'interno dei box Yamaha.</p><p>Più delle 40 primavere, sulle spalle di VR46 infatti pesano i 3 podi nelle ultime 5 gare del compagno Viñales, che dal GP d'Austria non è mai rimasto fuori dalla top5. Senza contare che nel team satellite Fabio Quartararo scalpita.</p><p>Per molti El Diablo sarà l'erede di Rossi nel ruolo di pilota pop, popolare, idolo di chi sogna di salire in sella ad una moto, personaggio di cui tenere il poster in camera. Con il secondo posto a Motegi, FQ20 ha superato Valentino (caduto) nella classifica del Mondiale, in quello che sembra un passaggio di consegne. Il nuovo che avanza, che vuole bruciare le tappe.</p><p>Perché i fenomeni sono fatti così. Vogliono superare, superarsi. Battere gli avversari, e perfino se stessi, se gli riesce. Così ha fatto recentemente CR7, o meglio, CR700. Così ha fatto e farà Rossi, domenica a Phillip Island. Per entrare ancora di più nella storia del motociclismo. Per diventare, è proprio il caso di dirlo, VR400.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Non solo Marquez, volano anche Dalla Porta e Marini]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/non-solo-marquez-volano-anche-porta-e-marini-1772423.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/non-solo-marquez-volano-anche-porta-e-marini-1772423.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[Marc vince anche in Giappone. Dovi terzo, Valentino cade. I ragazzini tengono alto il tricolore]]></description><pubDate>Mon, 21 Oct 2019 06:29:32 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Anche il Giappone diventa terra di conquista per il dominatore delle due ruote Marc Marquez. Dopo la pole storica di sabato (Motegi era l'unico circuito in calendario dove non l'aveva ottenuta), MM93 vince con facilità, lasciando agli altri solo le briciole, con Quartararo e un caparbio Dovizioso a completare il podio. Morbidelli, dopo un secondo tempo da sogno in qualifica, si è piazzato sesto, dietro anche a Vinales e Crutchlow mentre Valentino è finito a terra.</p><p>Se in MotoGP i piloti tricolore sono (purtroppo) dei comprimari, nelle classi inferiori la storia è un po' diversa. Tra gli italiani d'Oriente il primo è Lorenzo Dalla Porta, che in Moto3 ottiene un successo fondamentale in ottica mondiale. Il pilota toscano approfitta dell'ennesimo 0 dello spagnolo Canet per portarsi a 47 punti di vantaggio in classifica generale: a 2 GP (e 50 punti in palio) dalla fine, è un gap difficile da colmare.</p><p>In Moto2 a salire in cattedra è ancora Luca Marini, che centra la doppietta dopo il successo di Buriram. L'italiano trionfa dopo un duello avvincente con lo svizzero Luthi, relegato al secondo gradino del podio. Il pilota col 10 sulla carena, il più prolifico del team del fratello maggiore Valentino Rossi, festeggia la seconda vittoria di fila per la prima volta in carriera. E proprio il Dottore ha voluto incensarlo: «Mi è piaciuto da matti. Questa è la sua vittoria più bella». E se i risultati in pista sono deludenti per Vale (ieri caduto a 4 giri dalla fine), ci pensano i suoi piloti a tirarlo su: oltre Marini, c'è il terzo posto di Celestino Vietti in Moto3. «Che sorpasso all'ultima curva su Suzuki!» lo esalta il numero 46. In MotoGP il presente parla spagnolo. Ma il futuro, attraverso le classi minori, ha un dialetto tutto italiano.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/HYCW2Q6RFNM7PDVMQMD5ZEAVQY.jpg?auth=18d96a3a985d40d4cd0bdeb293efe79b1bdc8dd1b5eef7a11dd67d8f7bd9ea91&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Marquez, ottavo titolo E adesso fa paura Chi potrà mai fermarlo?]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/marquez-ottavo-titolo-e-adesso-fa-paura-chi-potr-mai-1764202.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/marquez-ottavo-titolo-e-adesso-fa-paura-chi-potr-mai-1764202.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[Sette stagioni in MotoGp e sei campionati vinti A 26 anni punta i record di Valentino e Agostini]]></description><pubDate>Mon, 07 Oct 2019 06:17:32 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>In Thailandia è un Marc Marquez show. Lo spagnolo vince gara e titolo, in una domenica (per lui) semplicemente perfetta. Il pilota della Honda ruba all'ultima curva (come a Misano) la prima vittoria in carriera a Quartararo, e ottiene il successo nel Mondiale grazie al contemporaneo quarto posto di Dovizioso.</p><p>Il GP di Buriram fotografa perfettamente il 2019 del Motociclismo, e più in generale il momento storico del mondo delle due ruote. Troppo, troppo Marquez per tutti gli avversari, stufi di vederlo esultare domenica dopo domenica, anno dopo anno, ma incapaci di fermarlo. Solo un pilota sembra ora potergli mettere i bastoni tra le ruote, così come ha fatto nella gara thailandese: Fabio Quartararo, il «predestinato» a due ruote, rubando l'appellativo a Charles Leclerc. Il nuovo che avanza, a guardare i numeri. «El Diablo», questo il suo soprannome, trovata una pole record nel sabato di Buriram, la 5ª in stagione (il più giovane di sempre con questo bottino a 20 anni e 169 giorni), insegue però ancora la sua prima gioia in MotoGP che, va detto, sarebbe arrivata ieri, se Marquez non avesse indossato i panni del guastafeste ingordo prima di andare in buca con l'ottavo Mondiale. La delusione dopo il traguardo si è unita così alle lacrime di frustrazione del francese, che forse meriterebbe una moto ufficiale. Lì si capirebbe davvero se ha le carte in regola per diventare l'anti-Marquez. Ma il caso Lorenzo (ieri 19° su Honda gemella) dimostra come la moto non faccia il pilota. Il binomio Marquez-Honda è qualcosa che va al di là della semplice alchimia rider-team, ma lascia anche l'unico interrogativo sul fenomeno catalano: sarebbe in grado di vincere con un'altra moto?</p><p>Intanto, per Marquez non ci sono più aggettivi e (per ora) nemmeno avversari. Sesto titolo in sette anni di MotoGp. Anche se Buriram ha regalato al motociclismo l'ennesima conferma di avere tra le mani un nuovo talento cristallino. Se lo augurano tutti gli appassionati. Se lo augurano i recordman del passato, inarrivabili prima del ciclone Marquez. Due su tutti: Agostini e Rossi (ieri 8°), raggiunti da MM nel club di chi vinto 6 o più Mondiali nella classe regina. La sensazione è che però, senza la crescita di Quartararo, il conto dei titoli nella bacheca di casa Marquez (a cui sta contribuendo anche il fratello Alex) sia destinato ad aumentare vertiginosamente.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/CVG4JX2KSFM5HCCWIHLEEW2UYU.jpg?auth=c91525bffe556383bbd5daa2dc2517417afca06d8adce7912550945d0af4364b&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Dovi, che paura: cade, perde la memoria ma sta bene]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/dovi-che-paura-cade-perde-memoria-sta-bene-1743542.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/dovi-che-paura-cade-perde-memoria-sta-bene-1743542.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[In ospedale la Tac è ok, nessuna lesione. Rientro nella notte. Rins batte Marquez che ora vede il titolo]]></description><pubDate>Mon, 26 Aug 2019 04:00:11 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Federico Rana</p><p>13 millesimi. Quante cose fate in 13 millesimi? Poche? Ecco, Alex Rins ha vinto il GP di Silverstone di appena 13 millesimi. Beffato Marc Marquez, che per la seconda volta di fila si vede scippare il successo all'ultimo giro. E questo qualcosa vorrà pur dire. Il catalano dribbla le domande scomode nel postgara, con una mossa da leader. «Brucia di più questo sorpasso o quello di Dovizioso in Austria? Penso al vantaggio in classifica». Rins esalta una Suzuki in formato super. In Inghilterra lo spagnolo conquista una vittoria sudatissima. Tutta la gara in marcatura a uomo su Marquez, che ad un certo punto tenta quasi innervosirlo. Rins non si scompone, anche se con una moto sulla carta inferiore se la gioca. Va all-in sull'ultimo settore, punta tutto sul rettilineo finale. E vince. </p><p>Della giornata di pausa dell'alieno col 93 sulla carena non approfitta nessuno. Anche perché Dovizioso, primo inseguitore in classifica, esce di scena alla prima curva, quando viene atterrato dalla Yamaha di Quartararo (ingannato da un'imbarcata di Rins). Un incidente bruttissimo che ha fatto temere il peggio per il Dovi e ha causato momenti di terrore sul circuito. Una brutta botta all'anca e anche alla testa con Andrea che ha perso la memoria per qualche minuto. Dovizioso è stato portato in ospedale a Coventry per accertamenti ma le prime notizie che filtrano non sono per fortuna preoccupanti. «Andrea sta bene. Ora ricorda perfettamente quanto successo», ha detto il dottor Angel Charte del centro medico. In serata la conferma dall'ospedale: nessuna lesione, tac negativa e pilota in Italia già in nottata. Sospiro di sollievo. </p><p>Tornando alla gara Valentino Rossi, che per qualche giro ha coltivato ambizioni da podio, ha poi ceduto il passo, rimanendo comunque il migliore degli italiani. Alle sue spalle buona prova Morbidelli sulla Yamaha non ufficiale, quinto. Marquez è battibile. Questo è il messaggio di Silverstone. Eppure, col Dovi ko, il suo vantaggio dagli inseguitori ormai sembra incolmabile. A 7 GP dalla fine Marc ha 78 punti di vantaggio (250 contro 172) e vede il titolo. </p><p>Risultati, MotoGp: 1 Rins (Suzuki) 2 Marquez (Honda) +0:013 3 Vinales (Yamaha) +0:620 4 Rossi (Yamaha) +11:439 5 Morbidelli (Yamaha) 7 Petrucci (Ducati) +19:682. Classifica: Marquez 250 Dovizioso 172 Rins 149.</p><p>Moto 3: 1 Ramirez 2 Arbolino 3 Dalla Porta. Class: Dalla Porta 171 Canet 157 Arbolino 133. </p><p>Moto2: 1 Fernandez 2 Navarro 3 Binder. Class:Marquez 181 Fernandez, Navarro,Luthi 146</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Marquez-pole ma Valentino è in scia]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/marquez-pole-valentino-scia-1743315.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/marquez-pole-valentino-scia-1743315.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[Il fenomeno domina come al solito, Rossi c'è: fantastico secondo]]></description><pubDate>Sun, 25 Aug 2019 06:45:32 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Cambia il fuso ma non la sostanza. Anche sul circuito di Silverstone il più veloce è Marc Marquez. Un tempo da record per lo spagnolo, che si prende una pole position che sa di beffa. Per gli altri. I più delusi sono sicuramente i piloti Yamaha. Valentino Rossi parte dalla seconda casella in griglia. Un risultato ottimo per il Dottore, in ritardo di soli 428 millesimi dallo spagnolo e che torna in prima fila 4 mesi dopo Austin (anche allora secondo). Tante note positive per Vale, a cominciare dalla confidenza con la moto. E nel post qualifiche, non frena l'entusiasmo. «Marquez è sopra tutti, ma in 5-6 ci giochiamo il podio». Non mancano, però, i motivi per rimpiangere una pole sfumata. Calza a pennello il passaggio su MM93: «Non lascia niente al caso. Entra, fa il tempo che gli dà la prima fila e poi sta dietro e aspetta le mosse degli altri. Anche se fossimo rimasti fino a stasera in pista...».</p><p>Parole che scaldano una gara che potrebbe avere un protagonista inatteso: Jack Miller. Il miglior ducatista del weekend festeggia il rinnovo con la Pramac fino al 2020 con una prima fila strappata sempre grazie alla scia del duo Marquez-Rossi. Chi deve mangiarsi le mani dopo il sabato di Silverstone è sicuramente Fabio Quartararo. Primo in tutte le sessioni di prove libere, in qualifica gli è mancato il killer instinct. Partirà dalla quarta casella, davanti a Rins e Vinales. Niente da fare. Anche su una pista sulla carta favorevole agli avversari («La Yamaha è favorita», lo aveva detto lui stesso), Marquez fa la voce grossa. Strappa la quinta pole sulla pista inglese meglio solo in Texas e Germania con 7 e veste ancora i panni dell'uomo da battere. Ma le qualifiche parlano chiaro: i primi 5 sono racchiusi in 502 millesimi. Ci sarà da divertirsi.</p><p>Così in griglia: 1° Marquez (Honda) 1'58'128, 2° Rossi (Ita-Yamaha) +0'428, 3° Miller (Aus-Ducati Pramac) +0434, 7° Dovizioso (Ita-Ducati) +0594, 11° Petrucci (Ita-Ducati) +1319.</p><p>Tv: MotoGp, diretta Sky Sport MotoGp ore 14 (differita TV8 17). Moto2, 15.30 (diff 17). Moto3 12.20 (diff 18.30).</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/ZHQTJIW7KJPWJEWD6VLTFZLUSM.jpg?auth=124f8b6a5b06078e091e72b8092795d208c891d429ddbf120bbec538f5286896&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Ducati vincente e turbata. Lorenzo rientra dopo due mesi]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/ducati-vincente-e-turbata-lorenzo-rientra-due-mesi-1742353.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/ducati-vincente-e-turbata-lorenzo-rientra-due-mesi-1742353.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description></description><pubDate>Thu, 22 Aug 2019 06:33:49 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>In un agosto rovente per le due ruote, il Motomondiale fa tappa a Silverstone. Qui, dove un anno fa il maltempo cancellò il GP dal calendario, c'è grande attesa per il ritorno di Jorge Lorenzo. Il pilota maiorchino manca all'appello ormai da quasi 2 mesi, da quel 28 giugno, giorno dell'incidente nelle FP1 ad Assen in cui si era fratturato le vertebre T6 e T8. Un brutto colpo, anche per un osso duro come Jorge, che gli ha fatto perdere 4 gare. Nelle ultime due lo ha sostituito il collaudatore tedesco Stefan Bradl.</p><p>Già prima dell'infortunio (e dello strike del Montmelò), Lorenzo aveva tanto da dimostrare. Oggi quel fardello è ancora più appesantito dall'hype per il ritorno in seguito allo stop. Il feeling con la Honda non è ancora sbocciato, tanto che ha preso piede un suo possibile addio alla casa giapponese dopo appena una (semi-fallimentare) annata. Gigi Dall'Igna, direttore generale della Ducati, alla vigilia del GP d'Austria aveva dimostrato tutto il proprio apprezzamento per lo spagnolo. «Se c'è un'opportunità, è giusto verificare: devo cercare di mettere sulle nostre moto i piloti migliori», la risposta ai rumors che volevano Lorenzo vicino alla Ducati (prima del rinnovo di Miller fino al 2020).</p><p>Jorge deve ancora tornare in sella, ma intanto riesce a portare zizzania, quasi senza volerlo. Già, perché l'eco delle parole di Dall'Igna è risuonato fastidioso alle orecchie dei ducatisti. E non sono mancate le reazioni di Petrucci («Non mi interessa cosa voglia fare Lorenzo») e Dovizioso («Non serve alla Ducati per crescere»). Davanti ai microfoni come in pista, vista la vittoria del Dovi sul filo di lana al Red Bull Ring su Marquez. Un duello che vale un Mondiale, quello in cui Lorenzo ormai può avere solo il ruolo della comparsa.</p><p>Intanto, a spegnere (o ad alimentare) il fuoco relativo al futuro di Jorge che ha tentato a vuoto anche un approccio con la Yamaha Petronas - ci pensa il padre del pilota: «Negli sport c'è sempre una squadra che va bene e un'altra che va male, e inevitabilmente si prova cambiare qualcosa. Ma è chiaro: continuerà in Honda fino a quando entrambe le parti saranno felici. Ancora un anno e vedremo cosa succede». Lorenzo-Honda, fiducia a tempo, quindi. Cercando di raggiungere una confidenza idilliaca con la moto a cui Jorge e il suo team aspirano da tempo, salvo poi trovarla solo nei sogni. E nelle gare di Marquez.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/KUQLGS36PVIFZBVJDHCO7GXZUA.jpg?auth=b1b7a5a197937d78fe3690859fb31008405afa648d3b357c7c7fcd19516e7e56&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Il Dottor Rossi in crisi riparte da dove iniziò una festa lunga 23 anni]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/dottor-rossi-crisi-riparte-dove-inizi-festa-lunga-23-anni-1734425.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/dottor-rossi-crisi-riparte-dove-inizi-festa-lunga-23-anni-1734425.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[A Brno il Motomondiale riaccende i motori Lì Vale vinse il primo Gp e il primo titolo]]></description><pubDate>Thu, 01 Aug 2019 06:31:36 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>«Facile essere Valentino Rossi» penserete voi. Leggenda vivente dello sport a cui ancora prende parte, al fianco di atleti più giovani che lo reputano un maestro. Ma proprio per questo di facile non c'è nulla.</p><p>Essere il passato e il presente del motociclismo, di cui ha scritto pagine indelebili di storia, carica di responsabilità e pressione ogni singolo centimetro di asfalto da percorrere. Come se ogni millimetro di pneumatico sia da rendere leggendario, come se ogni litro di benzina debba essere all'altezza di quelli fatti fuori nei 22 anni precedenti.</p><p>Un livello alto, anzi altissimo. Questo si aspetta ogni spettatore di ogni GP della Yamaha col numero 46. Quello che per molti non ha avuto nei primi 9 GP del 2019.</p><p>L'ottimo avvio di campionato (5° in Qatar, poi due volte 2° tra Argentina e Texas) aveva illuso chi non ha mai smesso di sognare il 10° titolo iridato di Vale. Poi però, in fotocopia con gli anni precedenti, ci sono stati i primi passi falsi. Problemi con la moto, col team, qualche errore di troppo tra qualifiche e gara.</p><p>Per il Dottore, scivolato al sesto posto nella classifica iridata (a 105 punti da Marquez) la cura migliore può essere il vento dei ricordi. Da domani, il Motomondiale, dopo quasi un mese di stop, riparte da Brno. Il circuito ceco racchiude alcuni dei frame più felici della storia infinita di Rossi sopra una moto. Qui, infatti, nel 1996 Valentino ottenne il primo successo in carriera. Nell'allora 125, in un altro millennio, quando era un ragazzino di 17 anni che aspirava al successo e al diventare uomo. Traguardi che tagliò appena un anno dopo, sempre a Brno, quando un terzo posto lo portò a vincere il primo dei suoi 9 mondiali, aprendo un'era che non siamo ancora pronti a definire chiusa.</p><p>Un ventennio dopo, Rossi deve preparare uno dei weekend più complicati della propria storia recente. Reduce da due «0» tra Montmelò ed Assen e dall'ottavo posto al Sachsenring, il Dottore sa che in Yamaha «abbiamo bisogno di un buon risultato, quindi faremo del nostro meglio». E intanto, a Brno potrebbero esserci novità. «La seconda metà del motomondiale» dice «è molto importante, dobbiamo cercare di crescere e prepararci al 2020, a cominciare dai test in Repubblica Ceca».</p><p>Uno sguardo ben puntato al futuro, dunque, alla faccia di chi pensava fosse l'ultimo giro di valzer. Lo conferma anche Lin Jarvis, manager director della Yamaha, secondo cui «Valentino non ha alcuna intenzione di ritirarsi». Intervista di alcuni giorni fa, in cui ammise anche che «se le nostre moto fossero state migliori, Valentino quest'anno avrebbe vinto delle gare», e in cui disse cose, sul futuro della Yamaha anche senza Vale, che forse avrebbe fatto meglio a tenere custodite nell'animo.</p><p>Mea culpa da una parte e dall'altra, il modo migliore per ripartire dopo la sosta. E Brno è il posto ideale dove ritrovare la magia.</p><p>Tv: sabato pole MotoGp ore 14 dir Sky (diff Tv8 alle 17), domenica Gp alle 14 (diff. 17)</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/MMB2CRIO3BPLDD4GLZBI56CMEQ.jpg?auth=ba44eda546c50e7695bb5d1d59c2492c68d629e9d88f54da306d8653b65a57e0&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Rossi e Ducati, fuori corso all'università]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/rossi-e-ducati-fuori-corso-alluniversit-1719140.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/rossi-e-ducati-fuori-corso-alluniversit-1719140.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[Vale cade, Dovizioso solamente quarto: ad Assen che delusioni per gli italiani]]></description><pubDate>Mon, 01 Jul 2019 06:37:38 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Anche il Gran Premio d'Olanda è passato e ci ha lasciato, come sempre, qualche felice e molti scontenti all'interno del paddock della MotoGP.</p><p>Tra chi torna a casa con più delusioni che sorrisi ci sono, purtroppo, un pilota tricolore e il principale team di corse italiane. Per la Ducati, dopo la domenica di Assen il bicchiere non si può dire certo mezzo vuoto, però, la casa di Borgo Panigale voleva e doveva puntare a qualcosa di più, inutile nascondersi troppo.</p><p>Nella gara in cui per una volta Marc Marquez si prende una pausa dal proprio ruolo di supereroe, il suo principale antagonista nel Mondiale, Andrea Dovizioso, non riesce ad approfittarne. Dovi chiude quarto, buon risultato se si considera il rendimento complessivo nel weekend, ma che gli fa comunque perdere ulteriore terreno nella classifica iridata nei confronti di MM, ora staccato di 44 punti (160 contro 116). Per l'altro ducatista Danilo Petrucci (terzo nel Mondiale dopo lo 0 fatto registrare da Rins) il sesto posto ha il sapore di delusione, anche perché è arrivato con un sorpasso subito nel finale dal connazionale Franco Morbidelli. Per il Petrux' una gara fatta di alti e bassi, come tutto il fine settimana olandese della Rossa'. Il team emiliano ha fatto un passo indietro dopo la crescita degli ultimi tempi.</p><p>Dalla Rossa si passa a Rossi, che in fondo vede più rosso di tutti. Il weekend horribilis di Valentino ha avuto inizio con la penalità nelle FP3, per poi passare al 14esimo tempo delle qualifiche, fino ad arrivare al GP. Una gara durata appena 5 giri, fino a quando il Dottore' non ha perso il contro della sua Yamaha, travolgendo anche l'incolpevole Nakagami. Una prestazione no che fa eco ad un periodo tutt'altro che roseo per il 9 volte campione del Mondo. Ma, se nei casi precedenti l'alibi della moto sottotono era apparso fondato, ad Assen anche questo pilastro crolla, vedendo i compagni di team Vinales e Quartararo (il francese su vettura non ufficiale) fare primo e terzo. Serve un cambio di rotta, per rimettere in carreggiata un Mondiale partito con ottimi presupposti, e che ora lo vede sprofondare in una traballante quinta posizione. VR46 ha dimostrato più volte, anche nel corso di questa stagione, di poter battagliare per posizioni nobili in classifica. Ora che la Yamaha sembra garantirglielo, deve dimostrare di saper dire ancora qualcosa sulle due ruote.</p><p>Purtroppo, o per fortuna, né Valentino né la Ducati avranno modo e tempo per piangersi troppo addosso. Già nel prossimo weekend, infatti, la MotoGP tornerà in pista in quel del Sachsenring. Sul circuito tedesco tanto caro alla Honda e a soprattutto a Marquez, Rossi e la Rossa dovranno necessariamente trovare la rivincita. Anche per riportare in alto il nostro tricolore.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/AEZPB3HLEVKJDOMKSUGZ3YEW6U.jpg?auth=ea00c6d74ee6946dd361ff33bbad82e70566083604bdd46c7a1c86f71da653f4&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Quartararo vola, prima fila più giovane di sempre]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/quartararo-vola-fila-pi-giovane-sempre-1718839.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/quartararo-vola-fila-pi-giovane-sempre-1718839.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[Il francese precede Viñales e Rins. Marquez solo 4°, male Dovizioso. Rossi, sabato da incubo]]></description><pubDate>Sun, 30 Jun 2019 04:00:17 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>L'Università del Motociclismo ha accolto l'exploit di un altro fuoriclasse, o aspirante tale. Nel sabato delle qualifiche di Assen, il più veloce è stato Fabio Quartararo. Il 20enne francese, che già aveva superato la prova di maturità a Jerez dove strappò il record per la pole position più precoce nella storia della top class a Marquez si è confermato in terra d'Olanda, facendo registrare il tempo monstre di 1'32''017.</p><p>Si tratta della terza pole stagionale (e in MotoGP, la sesta in carriera nel Motomondiale) per il pilota della Yamaha Petronas, che nelle 5 precedenti apparizioni sul circuito olandese non aveva mai centrato neanche la prima fila. Un'ulteriore dimostrazione di come stia vivendo, a 20 anni compiuti lo scorso 20 aprile, un'annata eccezionale. E ora ha voglia, finalmente, di far vedere quanto vale anche in gara.</p><p>Il sabato di Assen ha regalato molti spunti, tra i sorrisi in casa Yamaha e i dubbi di Honda e Ducati. Ma soprattutto, ci ha consegnato la prima fila più giovane di sempre nella classe regina. Insieme a Fabio Quartararo, Maverick Viñales (secondo) e Alex Rins (terzo) formano infatti un trio dall'età media di 22 anni e 274 giorni, tale da abbattere un record che durava dal Sachsenring 2007.</p><p>Come sempre, per qualcuno che esulta, c'è qualcun altro che deve leccarsi le ferite. Il primo dei delusi è Marc Marquez, che deve accontentarsi della quarta casella in griglia. Un sabato agrodolce per il catalano, un anno fa poleman ad Assen con un tempo oltre 7 decimi più lento di quello del Diablo e che per la prima volta in stagione non partirà dalla prima fila. Ma c'è chi sta decisamente peggio dell'attuale leader iridato. Andrea Dovizioso, per esempio, secondo nel Mondiale, che dopo un weekend difficile, ottiene solamente l'11° tempo, ad oltre 1''600 dalla pole. Ancora più giù Valentino Rossi: il Dottore non è riuscito nemmeno a qualificarsi per le Q2, e domani occuperà la 14ª posizione in griglia. È sua la nota peggiore in un sabato da favola per la Yamaha.</p><p>Qualche soddisfazione in più per il tricolore arriva dalle cilindrate inferiori. In Moto3 infatti, il poleman è Niccolò Antonelli, pilota del Team Sic58 squadra corse di Paolo Simoncelli. Una prima fila che parla italiano, visto che alle spalle di Kaito Toba, secondo, il terzo tempo è di Tony Arbolino. In Moto2, prima pole in carriera per Remy Gardner, che precede Brad Binder e Xavi Vierge. Quarto il leader del Mondiale Alex Marquez.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/WHID4AEYV5KMZHFGR76XXGQRKQ.jpg?auth=966aaa69d8fa679a51c55e1ee299a5e7a8b739f4ea21aced81b8c3ec79e2cb41&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Cavani e Suarez super bomber Tegola Inter: Vecino va ko]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/cavani-e-suarez-super-bomber-tegola-inter-vecino-va-ko-1713219.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/cavani-e-suarez-super-bomber-tegola-inter-vecino-va-ko-1713219.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description></description><pubDate>Wed, 19 Jun 2019 04:00:09 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Federico Rana</p><p>Si è conclusa con numerose sorprese la prima delle tre giornate della fasi a gironi della Coppa America 2019. Oltre all'esordio perfetto del Brasile padrone di casa (3-0 sulla Bolivia) e al passo falso dell'Argentina (sconfitta per 0-2 dalla Colombia), ci sono anche altre partite che hanno regalato spunti interessanti.</p><p>Le partenze in sordina non devono trarre in inganno: Anche con le nazionali ospiti, Giappone e Qatar. Il Giappone ha esordito con una sconfitta per 4-0 contro il Cile, forse la sorpresa più bella di questa prima 3 giorni di Copa. Una vittoria, quella della selezione del colombiano Reinaldo Rueda, fortemente a tinte italiane. I 4 gol sono arrivati infatti da Erick Pulgar, centrocampista del Bologna, ed altre due vecchie conoscenze della nostra Serie A. Doppietta di Edu Vargas, passato da promessa a flop nel giro di 10 partite col Napoli nel 2011/12 e gol di Alexis Sanchez, ricordato con affetto a Udine per la maxi-plusvalenza col trasferimento al Barcellona, e che qualcuno (vedi Inter e Juve) avrebbe voluto riportare in Italia. </p><p>Per una parte di Serie A che sorride, ce n'è un'altra che un po' soffre. I tifosi dell'Inter hanno visto concludersi per infortunio l'avventura di Matias Vecino. Una sfida, quella contro l'Ecuador, vinta in scioltezza dalla Celeste (4-0), già leader del Gruppo C. Ancora un ex del calcio italiano in gol: Edinson Cavani, che con Luis Suarez (anche lui a segno) forma forse il tandem più micidiale di tutto il Sudamerica, e Lodeiro più l'autogol di Mina. Una competizione che da sempre regala emozioni, e che anche quest'anno, già nelle prime 6 partite, non ha deluso. Da qui a domenica 7 luglio giorno designato per la finalissima del Maracanà ci aspettiamo ancora nuovi protagonisti e partite da ricordare.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il  Diavolo non fa Primavera: è serie B]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/diavolo-non-fa-primavera-serie-b-1701459.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/diavolo-non-fa-primavera-serie-b-1701459.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[Clamorosa retrocessione del Milan nel torneo delle seconde squadre]]></description><pubDate>Sun, 26 May 2019 04:00:11 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Un disastro sportivo difficile da ipotizzare, anche a pochi minuti dall'epilogo. Il Milan Primavera, dopo l'1-1 rimediato nell'ultimo turno di stagione regolare sul campo della Fiorentina, è la seconda squadra (insieme all'Udinese) a retrocedere direttamente in Primavera 2.</p><p>Una debâcle clamorosa, vista la situazione ai nastri di partenza. e considerando soprattutto la grande tradizione del vivaio rossonero. L'anno scorso l'Under 19 del Diavolo era stata l'esclusa d'eccezione dai playoff scudetto per una sfortunata catena di risultati che premiò la Juventus. Per la stagione 2018-19, il gruppo di Alessandro Lupi aveva come obiettivo minimo la postseason. Ma l'asticella si è abbassata presto.</p><p>Le tre sconfitte nei primi tre turni di campionato (tra cui il 7-1 in casa contro la Roma) sono risuonati subito come un campanello d'allarme. La lotta per arrivare nella top 6 è diventata fuori portata dopo l'undicesima: 2 vittorie, un pareggio e 8 ko sarebbero stati un bagaglio troppo pesante per iniziare qualsiasi rimonta.</p><p>Una partita clou è stata il derby d'andata. Nello scoppiettante 3-4 del Franco Ossola contro l'Inter di Madonna, è salito in cattedra per la prima volta Daniel Maldini, figlio del grande Paolo. Un exploit via via più convincente, ma incapace di salvare la panchina di Lupi, esonerato il 24 dicembre.</p><p>Con Federico Giunti (ex centrocampista rossonero) le cose cambiano solo inizialmente. Arrivano due vittorie nelle prime tre uscite col nuovo tecnico, abile nel valorizzare i talenti più cristallini (Maldini, ma anche Torrasi, Haidara e Sala) e che dopo 4 risultati utili di fila tra febbraio e marzo porta il Milan al 13° posto, lontano sinonimo di salvezza nella bagarre della Primavera 1.</p><p>Da lì infatti il Milan, complice anche la pausa del Viareggio (dove esce agli ottavi) perde la costanza e vince appena due partite (scontri diretti con Udinese e Sassuolo) prima del triste epilogo.</p><p>Nel match da dentro o fuori contro la Fiorentina, solo i 3 punti avrebbero regalato una speranza agli uomini di Giunti. In vantaggio con Sala, i giovani milanisti non hanno saputo chiuderla, finendo per subire il clamoroso pareggio di Pierozzi all'ultimo respiro, rendendo realtà il fantasma della retrocessione per un gruppo talentuoso, ma incapace di rendere sul campo tutto il proprio potenziale. Una dinamica che nel calcio si paga, tra i piccoli come tra i grandi.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/NGBYHK6DW5NAHOXQAVO6BUOPPI.jpg?auth=1e1bc44d1671b935e657bfa7ae6696d3884ec3cf1b38aa099ad3dfee15ebfde6&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Mazzata sul Palermo: retrocesso in C]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/mazzata-sul-palermo-retrocesso-c-1694065.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/mazzata-sul-palermo-retrocesso-c-1694065.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[Illeciti amministrativi di Zamparini. La nuova società: «Faremo ricorso»]]></description><pubDate>Tue, 14 May 2019 04:00:07 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il Palermo è ufficialmente retrocesso in Serie C. Almeno per ora. Questa la sentenza del processo di 1° grado avviato nei confronti della società siciliana per illeciti amministrativi nel triennio 2014-17. Il tribunale FIGC ha accolto la richiesta del procuratore federale Giuseppe Pecoraro. Respinta invece la domanda di inibizione per Maurizio Zamparini. Una sentenza con risvolti sull'attuale Serie B, Venezia e Salernitana infatti sarebbero salve con il Foggia retrocesso (ma se il suo ricorso fosse accolto scenderebbe la Salernitana) e il Perugia ai play off. Ma la vicenda Palermo parte da lontano.</p><p>È dal 2012 infatti che Zamparini prova a vendere il Palermo. Sono ormai passati 7 anni dalla conferenza stampa dell'allora presidente con degli investitori arabi, interessati al Palermo, preambolo però di un nulla di fatto. Nel 2015 il club è di nuovo ad un passo dalla cessione ai messicani della Comex, con potenziali acquirenti dall'estero (Libano, Russia, Cina), ma anche qui non si arriva a qualcosa di concreto. Nell'estate del 2016, l'italoamericano Frank Cascio, è ritenuto inadeguato per prelevare il club. Il 2017 è il turno di Paul Baccaglini. L'ex inviato de Le Iene diventa presidente del Palermo Calcio il 6 marzo 2017, ma non arriverà mai al closing. Il 30 settembre 2018 viene nominato presidente Antonio Ponte, businessman svizzero - dopo un'istanza di fallimento, rigettata - ma la sua figura naufraga tra incongruenze e inesattezze. Di lì a poco, Zamparini col suo «ho venduto il Palermo a 10 euro» sancisce la spaccatura insanabile con l'ambiente. La fantomatica cessione è ad un gruppo di investimento americano che non copre però i buchi di bilancio, presi in mano (col passaggio del pacchetto azionario) a Daniela De Angeli, coadiuvata da Rino Foschi, nuovo presidente. Siamo al 14 febbraio 2019. Neanche 3 mesi dopo, un comunicato ufficiale fa sapere che la Sporting Network srl è la nuova proprietaria del club. La sentenza riguarda, come detto sopra, il triennio 2014-17, ma le radici affondano nel periodo precedente e le conseguenze pesano oggi. Intanto, la squadra è passata dalle sfide di Coppa Uefa, all'incubo della C.</p><p>Il neopresidente, Alessandro Albanese, vede la sentenza come un «danno fatto alla città e ai tifosi, non solo alla società», dichiarando di voler fare ricorso. Delio Rossi aveva allontanato ogni fantasma, dicendo di pensare solamente alla sfida di playoff, ma mai come ora la postseason sembra un miraggio.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/VWWKGAWBJBKMVKEBCWZE4BBFRA.jpg?auth=22158bc171fe531bd62b8fb127c76dde21cbc76d811694b3c807ce2541620ee2&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Re Marquez è tornato. Dovi è 4° Vale chiude 6°]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/re-marquez-tornato-dovi-4-vale-chiude-6-1689479.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/re-marquez-tornato-dovi-4-vale-chiude-6-1689479.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[Dopo lo 0 di Austin, il catalano aveva messo in gioco un Mondiale già con il suo nome sopra ai nastri di partenza]]></description><pubDate>Mon, 06 May 2019 06:07:29 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Marc Marquez è tornato. È questa la sintesi del Gp di Spagna. Dopo lo 0 di Austin, il catalano aveva messo in gioco un Mondiale già con il suo nome sopra ai nastri di partenza. La rivincita è arrivata a Jerez, dove Marc ha trionfato, salutando tutti alla prima curva. «Dopo il Texas ho fatto un bel reset. Ho spinto da subito, non lasciando modo di rispondere». Il Mondiale, intanto, è più che aperto. Dietro alla Honda numero 93, in 9 punti troviamo 3 piloti, protagonisti di gare ben diverse. A -1 da MM c'è Alex Rins, secondo a Jerez, l'outsider del 2019. Il pilota della Suzuki sta confermando i passi in avanti degli ultimi anni, e dopo aver riportato la propria casa alla vittoria (in Texas 3 settimane fa), ora sogna in grande. Due punti più giù troviamo Andrea Dovizioso, il primo degli esclusi dal podio ieri. L'assalto al 3° posto rimasto nelle mani di Viñales è stato il finale dolceamaro di una prova difficile da decifrare del forlivese, per troppi giri fermo nel limbo dietro al terzetto di Yamaha. Proprio una Yamaha chiude il quartetto di piloti che si giocano il Mondiale. Ed è, ancora una volta, quella col 46 sulla carena. Valentino Rossi, sesto dopo una buona rimonta (partiva 13°), è la mina vagante. Lo ha dimostrato ieri: opportunismo, tecnica, equilibrio, le armi che il Dottore ha ancora nel suo arsenale nel 2019. Insieme con la fiducia. «Secondo me siamo più forti dell'anno scorso» ha detto nel postgara.</p><p>Un Gp di Spagna in cui ha tenuto banco il fattore di casa, con un podio tutto iberico, e che regala almeno altri due spunti. Il primo è su Jorge Lorenzo, alla ricerca dell'assetto migliore, 12° all'arrivo con la sua Honda. Il secondo è tutto per Fabio Quartararo. Re delle prime pagine di domenica per una pole storica, si è dovuto ritirare prima del tempo. Tradito dalla stessa Yamaha Petronas che appena 24 ore prima gli aveva regalato un sogno. Le sue lacrime, un misto di adrenalina e delusione, raccontano le emozioni che questo Mondiale è e sarà in grado di regalarci.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/Z2BRTLLL5JKD3D2FMZ5JPSPXLQ.jpg?auth=ccb23366282b2a0fb68a6eb0a14caac74f232786d8e36299d536ff454e065b48&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[A Jerez baby Quartararo toglie a re Marquez sia la pole sia il record]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/jerez-baby-quartararo-toglie-re-marquez-sia-pole-sia-record-1689179.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/jerez-baby-quartararo-toglie-re-marquez-sia-pole-sia-record-1689179.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[Il francesino 20enne davanti a tutti «ruba» a Marc il primato del più giovane. Morbidelli 2°]]></description><pubDate>Sun, 05 May 2019 06:26:08 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>In un mondiale MotoGP equilibrato come quello in corso, c'era ancora chi aspettava la prima vera sorpresa del 2019 a due ruote. Ed è arrivata, puntuale, a Jerez de la Frontera. Qui, dove alle 14 si svolgerà la quarta prova del Mondiale, le qualifiche della classe regina sono state tutto, fuorchè noiose e prevedibili.</p><p>Il merito è di Fabio Quartararo. Il pilota francese stupisce tutti, e surclassa una concorrenza mica da ridere, con il tempo di 1'36'880 che gli vale la pole position. E scaccia qualche dubbio personale. «Sì, ora penso di avere il talento per la MotoGP. Per qualcuno sembrava troppo presto, ma credo di aver fatto bene a salire quest'anno». Ma c'è di più. A 20 anni e 14 giorni, il pilota della Yamaha Petronas diventa il più giovane poleman dell'epoca moderna (dal 1974 ad oggi) del motociclismo. Un record tolto a niente po' po' di meno che a Marc Marquez, incalzato poi ai microfoni di Sky sull'exploit del francesino. «Quartararo? Gli faccio i miei complimenti, ha realizzato un grandissimo giro, è andato veramente forte. È stato molto bravo ad aver battuto il mio record, anche se non ricordavo di averlo. Essere in prima fila è importante».</p><p>Il pilota catalano scatterà «solamente» dalla terza casella in griglia. Tra Quartararo e MM (che ha dovuto dire addio al record per la pole ottenuta a 20 anni, 2 mesi e 4 giorni ad Austin nel 2013) si posiziona Franco Morbidelli, a completare la giornata da sogno delle Yamaha-Petronas non ufficiali. Neanche nelle più ottimistiche previsioni, nel team satellite della Casa giapponese si sarebbero potuti immaginare una domenica mattina in cui dover preparare le prime due moto della griglia.</p><p>L'italo-brasiliano tiene alto il tricolore, dopo un pomeriggio amaro per i nostri piloti. Andrea Dovizioso strappa il quarto tempo, che lo tiene a contatto con il trio di testa. Danilo Petrucci, dopo un weekend da protagonista, si accontenta della terza fila (settimo), complice anche una caduta nella Q2. Rossi 13esimo, si dice mediamente soddisfatto visti i due giorni di sofferenza, ma ammette: «Sarà dura, tanti piloti sono forti. Io però sono lì». Non sarà invece della gara Andrea Iannone, fuori dalle qualifiche e dichiarato non idoneo dopo una caduta nelle FP4.</p><p>In Moto2, vale il fattore di casa. La prima fila, infatti, è tutta spagnola. Jorge Navarro strappa la pole position davanti a Marquez jr e ad Augusto Fernandez. Lorenzo Baldassarri, leader della classifica iridata, è sesto. Nella Moto3 invece (finalmente) l'Italia sorride. Lorenzo Dalla Porta parte dalla pole per la prima volta in carriera. Giornata di prime volte anche per Celestino Vietti. Il suo terzo posto gli vale la prima fila, traguardo mai raggiunto a livello personale. Tra i due Tatsuki Suzuki, con la Sic58 Squadra Corse di Paolo Simoncelli, il pilota giapponese più italiano dell'ultimo lustro.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/NG3KRUEBRJJL5OEGWKDCUOSEQI.jpg?auth=6fbd55c341f0bf6de120f208765e006e6acd3832287ad64c8040030c1d52e2ff&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[E il reietto Fenati ci riprova in Moto3]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/e-reietto-fenati-ci-riprova-moto3-1658661.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/e-reietto-fenati-ci-riprova-moto3-1658661.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[Dopo il folle gesto dell'anno scorso era appiedato. E nei test è il più veloce]]></description><pubDate>Fri, 08 Mar 2019 07:24:19 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Sbagliare è umano, capita a tutti. Eppure, a pochi fortunati viene offerta una seconda possibilità, tra chi vuole rimettersi in gioco o chi deve ripulirsi la faccia, dopo aver ricevuto attacchi in lungo e in largo. Rientra in questa seconda categoria Romano Fenati, il pilota marchigiano finito alla gogna mediatica lo scorso settembre dopo il fattaccio sul circuito di Misano. Lui il carnefice che ha dato una strizzatina ai freni della vittima, Stefano Manzi. E da quel pomeriggio di fine estate in Riviera, le cose sono totalmente cambiate per Fenati.</p><p>Non parliamo né di un pilota né di un ragazzo troppo tranquillo. Lo sa bene Valentino Rossi, che lo cacciò dalla propria academy per atteggiamenti sopra le righe. Ma da qui a dipingerne il ritratto di un presunto omicida sulle due ruote ce ne passa. Che Romano abbia commesso un errore è sotto gli occhi di tutti, e nessuno è mancato dal farglielo notare. Da piloti («Non deve più salire su una moto» disse Crutchlow) ad addetti ai lavori, finendo ai tifosi. Tutti uniti nel condannare gesto e autore. Ore, giorni, settimane dure, che portarono il 23enne a dichiarazioni desolanti. «Col Motomondiale ho chiuso. Non correrò mai più. Non è più il mio mondo. Troppa ingiustizia. Ho sbagliato, è vero: chiedo scusa a tutti. Tornerò a lavorare nella ferramenta di famiglia».</p><p>In tutto questo, le mosse della Dorna sono state enigmatiche. Prima la squalifica per due gare dopo quel 9 settembre. Poi il dietrofront, quasi a sorpresa, per rimetterlo in sella. Con una condizione: la retrocessione di cilindrata. Un salto indietro che Fenati fa consapevole della sua giovane età, e perché, come ammette lui stesso, «amo correre. Sono nato per questo e mi diverto». Ora Romano fa il diavolo a quattro nella classe più bassa. Nei test di Losail dove domenica partirà il mondiale 2019 è stato il più veloce tra i 19 piloti del paddock della Moto3 sulla sua Honda Snipers. Già, la stessa casa che lo aveva lasciato a piedi dopo Misano.</p><p>Per la cronaca, il suo presente sarebbe dovuto essere alla MV Augusta - in coppia proprio con Manzi - che invece annullò il contratto con Fenati (scegliendo al suo posto lo svizzero Aegerter) per il suo comportamento. Ora Romano ha una grande chance, inutile girarci intorno. E non è una cosa che in molti fuori e dentro il motorsport possono raccontare. Veloce in fin dei conti lo è sempre stato. Costante no, e neanche maturo. Ma quello che inizia domenica può essere il suo mondiale, quello del rilancio. Deve essere la corsa da non fallire.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/5MOR7HAY7RPEHPBTD24XH6NEDE.jpg?auth=90d10e553be3aa7db351cb680464a721e23e0e6d975f17c26480412c578e25ba&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Gabbiadini, Muriel &amp; C.: mercato di ritorno]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/gabbiadini-muriel-c-mercato-ritorno-1627132.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/gabbiadini-muriel-c-mercato-ritorno-1627132.html</guid><dc:creator><![CDATA[Federico Rana]]></dc:creator><description><![CDATA[Dopo un'esperienza all'estero c'è voglia di Italia. Ora Zappacosta e Darmian?]]></description><pubDate>Fri, 11 Jan 2019 07:32:17 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Si ritorna dove si è stati bene. Questa frase riporta una verità inoppugnabile. Può capitare che si rimanga legati ad un luogo, tanto da tornarci a distanza di tempo, che siano, giorni, mesi, anni. Lo si fa per volontà, ma anche per necessità.</p><p>La dimostrazione c'è stata, più di una volta, nel calcio. Perché Manolo Gabbiadini è l'ultimo dei cavalli di ritorno in una squadra della nostra Serie A. Oggi l'attaccante classe '91 è sbarcato a Genova, dove tornerà a vestire la maglia della Sampdoria. Rientra nella squadra dove ha giocato tra il 2013 e il 2015 (50 presenze, 19 reti), forse il periodo migliore della sua carriera. L'attaccante arriva dal Southampton, club da cui dopo un exploit iniziale sembra essere scappato, preso dal più classico attacco di nostalgia per la nostra Serie A.</p><p>Tutti vogliono tornare a Genova, verrebbe da dire. Tra i protagonisti del Torneranno doriani anche Luis Muriel. Esule dal Siviglia, il colombiano arriva con la formula del prestito secco alla Fiorentina - consigliata dall'amico connazionale Cuadrado - dopo aver invano sperato in un rientro al Ferraris, dove era arrivato nel mercato di gennaio di ormai 4 anni fa per poi rimanerci 2 anni e mezzo. Il nuovo attaccante viola conferma il potere attrattivo della Serie A, soprattutto per chi la lascia. Lo stesso Cuadrado, dopo essere esploso con le maglie di Lecce, Udinese e appunto Fiorentina, è rimasto lontano dall'Italia solo 6 mesi, il tempo che la Juventus lo prelevasse dal Chelsea. È durato un po' di più (2 anni) l'esilio di Roberto Soriano al Villareal: il sottomarino giallo è ancora proprietario del suo cartellino, ma l'italotedesco è da due stagioni protagonista della nostra Serie A, con le maglie di Torino e Bologna (dove è giunto in prestito).</p><p>Li chiamano cavalli di ritorno, perché dopo essersene andati, ripercorrono di corsa la via ma nel senso opposto. Gabbiadini è solo l'ultimo di una lunga serie, e nemmeno il primo di questa sessione. C'è da citare anche il caso di Emiliano Viviano, che dopo 6 mesi di calvario allo Sporting Lisbona, è approdato nei giorni scorsi alla Spal. Di ritorno anche Stefano Okaka, all'Udinese via Watford e Nicola Sansone, a Bologna pure lui dal Villareal Perché si torna sempre dove si è stati bene. In Serie A, a quanto pare, non mancano quelli che trovano la propria dimensione. E per questa o la prosima sessione di mercato, già si scaldano sia Darmian che Zappacosta.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/IZPHVFPM4FMJHO3XSZ4MZWBMKE.jpg?auth=936967153fc49c2811ffbac983fedb6a0862f9cf8af3c3334372bffe7bb32d4f&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item></channel></rss>