<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[News feed]]></title><link>https://www.ilgiornale.it</link><atom:link href="https://www.ilgiornale.it/arc/outboundfeeds/rss/autore/monica-cresci/" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[ News Feed]]></description><lastBuildDate>Sun, 26 Jul 2026 06:14:43 +0000</lastBuildDate><language>it</language><ttl>1</ttl><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Beach walking, perché camminare sulla sabbia fa bene]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/benessere/beach-walking-perch-camminare-sulla-sabbia-fa-bene-2690751.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/benessere/beach-walking-perch-camminare-sulla-sabbia-fa-bene-2690751.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Fa bene alla circolazione e alle articolazioni, consente di tonificare i muscoli e di bruciare le calorie, il beach walking è una pratica salutare e rilassante. Tutte le strategie per praticarlo nel modo giusto]]></description><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:56:38 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Con l’estate e la voglia di mare si rinnova l’immancabile appuntamento con la necessità di liberarsi dai scarpe e abiti, per uno stile più libero e naturale. Perfetto per ricaricare il corpo, sotto il sole, di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/livelli-pi-elevati-vitamina-d-30-e-40-anni-proteggono-2676031.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>vitamina D</b></u></a> e per camminare a <b>piedi nudi sulla sabbia</b>, meglio noto come <b>beach walking</b>. Una pratica semplice, spontanea, adatta a tutte le età e che offre innumerevoli benefici per il corpo ma anche per la mente.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/over-i-benefici-camminata-acqua-e-sulla-spiaggia-2346640.html">Over, i benefici della camminata in acqua e sulla spiaggia</a></p><p>Non solo consente di <b>rinfrescare i piedi</b>, immergendoli direttamente nell’<b>acqua di mare</b>, ma il beach walking aiuta a<b> rinforzare la muscolatura </b>del piede e del polpaccio, spesso costretti dall’utilizzo quotidiano delle scarpe. Un’attività facile e naturale, ma da praticare con cura per non stressare la parte a causa delle innumerevoli inclinazioni della sabbia. La camminata sulla spiaggia offre molti benefici sia per il corpo che per la mente, aiutando a rasserenare l’umore e <b>calmando anche l’</b><a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/ansia-ci-sono-alcuni-cibi-che-meglio-evitare-se-ne-soffri-2492079.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>ansia</b></u></a>.</p><h2> Beach walking, come si pratica</h2><p>Per praticare la <a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/grounding-mania-camminare-piedi-nudi-nel-verde-perch-fa-bene-2526774.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>camminata</b></u></a> sulla spiaggia e in riva al mare è fondamentale <b>prestare attenzione al percorso</b>, e in particolare alla superficie dove appoggiare i piedi. Una sabbia troppo morbida potrebbe farli sprofondare, per questo è bene muoversi sopra una superficie morbida anche se bagnata ma non cedevole e non inclinata. La camminata si può effettuare direttamente in mare così da immergere le caviglie e buona parte del polpaccio, per favorire un valido<b> massaggio utile per la circolazione</b>. Si procede con calma appoggiando prima il tallone, per una spinta utile, e poi la punta. Sfruttando il periodo delle vacanze si può iniziare praticando il beach walking, per i primi tre giorni, con una camminata tranquilla di circa 15 massimo 20 minuti. Aumentando la tempistica di 10 minuti e anche il ritmo, evitando percorsi sconnessi che potrebbero affaticare le articolazioni e stressare il piede.</p><h2> Tutti i benefici per la salute</h2><p>Il beach walking permette di praticare dello sport a basso impatto, ma anche di sfruttare i benefici dati dall’immersione nella natura e nell’ambiente marino. L’ideale per chi trova troppo faticosa la camminata in montagna e preferisce rinfrescarsi, mentre muove i piedi sul fondale marino. Un’opportunità interessante per praticare<b> attività fisica</b> anche durante le vacanze e in modo piacevole, sfruttando al massimo tutti i suoi benefici.</p><h3> Rinforza i muscoli e protegge le articolazioni</h3><p>È un modo valido per allenare le<b> fasce muscolari</b> del polpaccio, delle gambe e dei glutei oltre al plantare dei piedi. Attiva positivamente il lavoro sia dei muscoli che dei tendini e dei legamenti, che in città vengono limitati dall’impiego delle scarpe. La morbidezza della sabbia obbliga il piede a un continuo adattamento per preservare l’equilibrio posturale, facendo lavorare correttamente i muscoli e ridistribuendo il peso sulle <b>articolazioni</b>. La sabbia impone micro movimenti utili per preservare la mobilità articolare in favore di una migliore fluidità. Rinforzare i piedi riduce i problemi e i dolori posturali.</p><h3> Stimola la circolazione</h3><p>Camminare sulla sabbia agevola una<b> migliore circolazione</b> plantare, tutto merito della superficie morbida e irregolare ma anche del massaggio messo in atto dall’acqua di mare. Si ha così un valido ritorno venoso per una migliore circolazione contro il gonfiore e la ritenzione idrica. Camminare sulla spiaggia offre un buon effetto drenante e stimola il sistema linfatico, contro l'accumulo delle tossine.</p><h3>Riduce il cortisolo e favorisce la sintesi della vitamina D</h3><p>Camminare con i piedi nell’acqua, permettendo allo sguardo e alla mente di vagare, ha effetti immediati sulla <b>riduzione dei livelli di cortisolo</b> ovvero l’ormone legato allo stress. Il rumore delle onde offre un effetto benefico e calmante per l’umore, mentre la luce solare assorbita con la giusta protezione stimola la produzione di <b>serotonina</b> e la sintesi della vitamina D. Quest’ultima è fondamentale per la salute di cuore, ossa e del sistema immunitario.</p><h3>Aiuta a bruciare le calorie</h3><p>La struttura irregolare della sabbia obbliga i muscoli a lavorare quasi il 30% di più, aumentando così il <b>dispendio energetico</b>. Se da un lato la morbidezza della spiaggia attutisce i colpi, dall’altra obbliga il corpo a un maggiore adattamento per ridistribuire il peso del corpo. Con un passo attento e sostenuto si può facilitare un maggiore consumo calorico.</p><h3>Ricarico energetico e benessere per la mente</h3><p>Camminare in riva al mare ricarica il corpo di energia e<b> migliora la respirazione</b>, stimola il metabolismo e aumenta la vitalità. Con effetti positivi anche per la pelle e l’umore, perché libera la mente dai pensieri negativi.</p><p>Per affrontare il tutto senza rischi è importante praticare il beach walking con attenzione, evitando pendenze eccessive, superfici troppo sconnesse o con presenze che potrebbero favorire tagli ed escoriazioni. Limitando anche la durata della camminata per non incappare in problematiche ulteriori quali fasciti, tendiniti o altro. Il beach walking è una pratica rilassante che può migliorare la forma fisica e mentale, sfruttando l’effetto positivo delle vacanze.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/RFUC7KXFYVP4HAA7HPIQIJVG5Y.jpg?auth=43b873c3125d90d123475811e19b1de811c6e34098fdc8593f2c1ecd4c74b70a&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Osteoporosi, i primi sintomi in età adulta: quali sono gli esami del sangue da fare]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/farmaci-e-terapie/osteoporosi-i-primi-sintomi-et-adulta-quali-sono-esami-2674706.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/farmaci-e-terapie/osteoporosi-i-primi-sintomi-et-adulta-quali-sono-esami-2674706.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Salute delle ossa in primo piano, quali sono gli esami del sangue da effettuare per individuare i primi segnali di osteoporosi]]></description><pubDate>Fri, 05 Jun 2026 14:57:04 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Patologia silente e subdola l’<b>osteoporosi</b> è una malattia che intacca il benessere delle <a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/bietole-verdura-invernale-che-fa-bene-ossa-degli-over-60-2557710.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>ossa</b></a>, rendendole più delicate e fragili. La massa minerale ossea si riduce lentamente e aumenta la possibilità di sviluppare fratture, anche in concomitanza di micro traumi o per il sollevamento non corretto di un peso. L’<b>incidenza maggiore riguarda le donne</b>, in particolare con l’arrivo della <b>menopausa</b>, ma anche la categoria senior e gli anziani.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/over-e-osteoporosi-quali-i-cibi-stagione-ricchi-vitamina-d-e-2403865.html">Osteoporosi, quali i cibi di stagione ricchi di vitamina D e K</a></p><p>Per intercettare la presenza della malattia, e per affrontarla nel modo giusto, è importante captare i <b>segnali</b> anche se minimi. Partendo da una serie di controlli di routine, non solo attraverso la <a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/moc-cosa-si-tratta-si-esegue-e-perch-importante-2556487.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>MOC</b></a> (Mineralometria Ossea Computerizzata ) un esame radiologico non invasivo che fotografa lo stato di salute delle ossa. Ma anche con l’aiuto di una serie di <b>esami ematici, di primo e secondo livello</b>, necessari per individuare le cause e per avviare il percorso terapeutico più adatto.</p><h2>Ossa e osteoporosi, di cosa si tratta</h2><p>Strutture solide con forma, densità e dimensioni differenti, le<b> 212 ossa presenti compongono il sistema scheletrico umano</b>. Sostengono, proteggono e supportano il corpo, sono veri e propri organi dinamici e la particolare struttura che le compone è costituita da:</p><ul><li><b>componente organica e nota come matrice ossea</b>, dove sono presenti fibre proteiche utili per offrire coesione, elasticità e resistenza;</li><li><b>componente cellulare</b> ovvero gli osteoblasti utili per la formazione delle ossa, gli osteoclasti che distruggono e riassorbono le ossa vecchie, e gli osteociti  che regola i due processi;</li><li><b>componente minerale</b>, costituita da cristalli di sali di calcio, magnesio e fosforo utili per garantire solidità, compattezza e rigidità.</li></ul><p>Con l’avanzare degli anni, con l’<a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/osteoporosi-e-over-60-fattori-rischio-prevenzione-e-cura-2326749.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>invecchiamento </b></a>e con l’arrivo della menopausa e il calo degli ormoni, viene meno il processo di equilibrio tra la nascita dell’osso e il riassorbimento di quello vecchio. La struttura interna dell’osso si assottiglia gradualmente e si riduce la componente minerale, un mix importante che lo rende meno solido, più poroso e più fragile.</p><p>La malattia è nota come <b>osteoporosi</b> e che si divide in:</p><ul><li><b>primaria</b>, conseguenza diretta dell’invecchiamento e del calo degli ormoni femminili;</li><li><b>secondaria</b>, data dalle carenze di calcio, <b>Vitamina D</b>, dall’assunzione di alcuni farmaci, dalla presenza di alcune malattie quali diabete, patologie endocrine, reumatologiche, renali ed ematologiche, gastrointestinali e nutrizionali. Come accennato è una malattia silente, i sintomi non si palesano in modo evidente, ma attraverso fratture improvvise con dolore e difficoltà di movimento.</li></ul><h2>Esami del sangue fondamentali</h2><p>Per intercettare la problematica è indispensabile far prescrivere la medico un <b>esame del sangue completo</b>, suddiviso in esami di primo livello e di secondo livello. Gli <b>esami di primo livello</b> servono per indagare il metabolismo minerale e l’equilibrio delle ossa e comprendono:</p><ul><li>emocromo completo e VES così da intercettare la presenza di stati infiammatori ed escludere le malattie sistemiche;</li><li>calcemia e fosforemia, per determinare i livelli di calcio e fosforo presenti;</li><li>fosfatasi alcalina (ALP), un enzima presente nelle ossa e nel fegato, livelli elevati segnalano un problema di rimodellamento osseo;</li><li>creatinina, per valutare la corretta funzionalità dei reni e la presenza di eventuali perdite di calcio e fosforo;</li><li><a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/vitamina-d-previene-rischio-osteoporosi-perch-assumerla-2515514.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>Vitamina D</b></a> (25-OH), un’eventuale carenza potrebbe favorire il rischio di fratture.</li></ul><p>Gli <b>esami di secondo livello</b> vengono prescritti per approfondire la diagnosi, in presenza di patologie associate. Tra questi:</p><ul><li>paratormone (PTH), per valutare i livelli di calcio nel sangue e nel tessuto osseo;</li><li>TSH, controlla la funzionalità della tiroide, l’ipertiroidismo agevola una perdita di massa ossea;</li><li>marcatori di turnover osseo, per monitorare la velocità con cui l'osso viene riassorbito o formato.</li></ul><p>I controlli possono comprendere anche l’<b>esame delle urine nelle 24 ore</b>, per valutare quanto calcio e fosforo vengono eliminati, fino a controlli più approfonditi per intercettare patologie concomitanti.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/TMXYKCAEUBN37CAPI4CGAZ6JB4.jpg?auth=47290efcaaca4ae01682f3a9f35a3111b1feda246178d742684495db3256a67b&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Piedi sani dopo i 50 anni: 7 trattamenti a cui non rinunciare]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/benessere/piedi-sani-i-50-anni-7-trattamenti-cui-non-rinunciare-2673412.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/benessere/piedi-sani-i-50-anni-7-trattamenti-cui-non-rinunciare-2673412.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Come prendersi cura dei piedi per un benessere completo, quali sono i rimedi e i trattamenti che non possono mancare]]></description><pubDate>Wed, 03 Jun 2026 06:10:53 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Prendersi cura dei <b>piedi</b> è fondamentale così da preservare il benessere, ma anche <b>l’igiene e la salute</b>. In particolare quando l’età avanza e la pelle risulta più sottile e delicata, con le articolazioni che appaiono meno toniche e con una maggiore predisposizione nei confronti di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/caviglie-gonfie-ecco-cosa-fare-stare-meglio-2499316.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>gonfiore</b></a> e <b>problematiche circolatorie</b>. Attivare una valida routine quotidiana, o a cadenza precisa, consente di proteggere i piedi prevenendo problematiche che potrebbero colpire anche la <b>postura</b>.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/grounding-mania-camminare-piedi-nudi-nel-verde-perch-fa-bene-2526774.html">Grounding mania, camminare a piedi nudi nel verde: perché fa bene</a></p><p>Un piede sano è fondamentale per la cura di tutto il corpo, in particolare per la categoria Over perché assicura un movimento più fluido e stabile. Di conseguenza una maggiore indipendenza e sicurezza, in grado di offrire un valido <b>benessere psicofisico</b>. Per questo è necessario prendersi cura dei propri piedi, con il supporto di una serie di trattamenti utili e necessari.</p><h2>Over e piedi, le problematiche più comuni</h2><p><b>Proteggere il proprio corpo</b> e prendersene cura è una delle strategie più valide contro l’avanzare inesorabile del tempo. Anche i piedi meritano attenzione perché, possono subire una serie di modifiche strutturali e funzionali nota come <i>senescenza podalica</i>. I piedi possono <b>deformarsi dal punto di vista osseo</b>, gonfiarsi, la pelle risultare più sottile. Possono presentarsi problematiche alle unghie e cutanee come pelle secca, duroni, <b>calli</b>. Inoltre alcune patologie possono incidere sul benessere degli stessi, come l'<b>osteoporosi</b>, il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/glicemia-troppo-alta-quali-valori-non-superare-i-60-anni-2644320.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>diabete</b></a>, le problematiche circolatorie e molto altro, in grado di favorire la formazione di <b>ulcere</b> e infezioni. Avviare una routine di cura nei confronti dei piedi risulta, così, indispensabile.</p><h2>Piedi, tutti i trattamenti che fanno bene</h2><p>Intervenire correttamente per la salute dei piedi comporta l’impiego di una serie di trattamenti, ma anche di <b>visite</b> e accessori che devono trasformarsi in una routine consolidata e benefica. Di seguito quelli più importanti:</p><ul><li><b>igiene e controllo dei piedi</b>, una detersione quotidiana con prodotti neutri, e rispettosi del pH della pelle, può prevenire la formazione di infezioni e la micosi. Per questo può risultare utile controllare i piedi con cura, anche tra le dita, per verificare la presenza di abrasioni, tagli o arrossamenti. Un <b>pediluvio</b> con acqua tiepida, sale o oli essenziali è un toccasana che ammorbidisce la cute e rilassa;</li><li><b>rimozione calli, duroni e pelle secca</b>, con l’aiuto di una pietra pomice o di un roll specifico da impiegare con delicatezza. L’ideale per <a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/talloni-screpolati-cause-e-rimedi-utili-piedi-spiaggia-2513995.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>levigare la cute</b></a> con leggerezza;</li><li><b>idratazione</b>, applicare una crema emolliente sulla pelle pulita la ammorbidisce e la nutre. Meglio ancora se attraverso l’impiego di un <b>massaggio mirato</b> che potrà offrire benefici anche alla gamba, migliorando la circolazione;</li><li><b>prevenire funghi e micosi</b>, grazie all’utilizzo di calze e scarpe traspiranti. Controllando con cura la struttura delle unghie, sottoponendole a una valida pedicure effettuata da un professionista;</li><li><b>calzature</b>, che siano comode e adatte al benessere del piede e magari traspiranti evitando tacchi alti o strutture troppo fascianti. L’ideale in tandem con un valido plantare, se necessario, che possa alleviare il carico sulle articolazioni e distribuire il peso;</li><li><b>ginnastica plantare</b>, da praticare ogni giorno, ad esempio facendo rotolare una pallina da tennis sotto al piede o afferrando tessuti con le dita;</li><li><b>professionisti di settore</b>, da interpellare in caso di necessità. Una visita periodica dal <b>podologo</b> è utile per prevenire problematiche, in particolare se si soffre di patologie come il diabete. Anche l’<b>ortopedico</b> andrebbe interpellato così da verificare il benessere delle ossa dei piedi.</li></ul><p>Una valida routine di cure e attenzioni è l’ideale per preservare la salute dei piedi, prevenendo problematiche e malattie.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/MDCHTGNJMFLH3KO4ZQMBP6UIXI.jpg?auth=e590cb70922723269ad23197052d6141e4cda6ab3f073814309c34aed68fd422&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Gambe gonfie, 5 soluzioni per ridurre gonfiore e pesantezza]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/over/gambe-gonfie-5-soluzioni-ridurre-gonfiore-e-pesantezza-2672002.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/over/gambe-gonfie-5-soluzioni-ridurre-gonfiore-e-pesantezza-2672002.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Gambe gonfie, stanche e doloranti, tutto sulle cause scatenanti e 5 rimedi veloci per un sollievo immediato]]></description><pubDate>Sat, 30 May 2026 09:17:18 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p><b>Gambe gonfie</b>, stanche, con quella fastidiosa sensazione di pesantezza che rende più lenti i movimenti. Tutti<b> sintomi </b>molto comuni che possono affliggere dopo una lunga giornata di lavoro, oppure durante la stagione più calda affaticando le <a href="https://www.ilgiornale.it/news/salute/gambe-esercizi-e-rimedi-sgonfiare-nel-modo-giusto-1954686.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>gambe</b></u></a> e provocando anche <b>dolore</b>. Una condizione spesso legata alla posizione che si assume, ad esempio rimanere a lungo in piedi o al contrario abbracciare uno stile di vita troppo sedentario. Le <b>cause scatenanti </b>possono comprendere anche un’alimentazione troppo ricca di sodio, indossare abiti troppo fascianti e calzature troppo alte.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/salute/gambe-stanche-e-pesanti-trattarle-2043947.html">Gambe stanche e pesanti, come trattarle</a></p><p>Senza dimenticare le <b>problematiche mediche</b>, la presenza di patologie pregresse come ad esempio quelle cardiache o renali. Fino ai problemi circolatori che possono incidere sulla salute delle gambe. Per ridurre la condizione è importante intercettare le cause scatenanti, individuando i <b>sintomi</b> così da attuare il rimedio più adatto in grado di offrire un sollievo immediato.</p><h2> Gambe gonfie, le cause e i sintomi</h2><p>La sensazione di gambe gonfie è la conseguenza diretta di una circolazione sanguigna che non scorre in modo ottimale, e che coinvolge la parte inferiore del corpo. Una condizione favorita da una serie di <b>cause</b>:</p><ul><li><b>ritenzione idrica</b>, un accumulo di liquidi nei tessuti correlato a uno stile di vita scorretto oppure a variazioni di tipo ormonali;</li><li><b>eccesso di peso</b>, può favorire la compressione delle vene rendendo più faticoso il ritorno venoso;</li><li><b>mantenere a lungo una posizione fissa</b>, ad esempio restando in piedi per molte ore;</li><li><b>stile di vita sedentario</b>, evitare di praticare movimento e sport anche se leggero;</li><li>eccedere con il consumo di <b>alimenti troppo grassi e ricchi di sale</b>, esagerare con gli alcolici e il fumo;</li><li><b>fattori climatici</b>, una giornata eccessivamente calda e afosa, l’umidità, possono incidere;</li><li><b>abbigliamento</b>, abiti troppo stretti e fascianti, scarpe alte e tacco importante;</li><li><b>problematiche e condizioni fisiche</b>, le gambe gonfie sono la conseguenza di svariate condizioni fisiche ad esempio le problematiche circolatorie, la presenza di patologie in grado di favorire un accumulo di liquidi. Ma anche l’assunzione di alcuni di medicinali, infiammazioni, fino a subire colpi o traumi.</li></ul><p>I <b>sintomi </b>più comuni, legati alla sensazione di pesantezza alle gambe, favoriscono uno stato infiammatorio della zona con <b>formicolii</b>, crampi, prurito. Le gambe appaiono più stanche, pesanti, spesso <b>arrossate e calde</b>, con<a href="https://www.ilgiornale.it/news/salute/vene-varicose-cosa-sono-e-prevenire-loro-comparsa-1953298.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b> vene varicose</b></u></a> più marcate e anche dolore.</p><h2>Gambe gonfie, 5 consigli per un sollievo immediato</h2><p>La pesantezza e il gonfiore alle gambe sono condizioni che si possono alleviare con una serie di <b>rimedi facili</b>, perfetti per garantire un sollievo immediato. Di seguito<b> 5 consigli</b> per un benessere ottimale.</p><h3>Sollevare le gambe</h3><p>Una soluzione semplice da praticare in casa, basta sollevare le gambe verso l’alto appoggiandole contro una superficie come un muro o la porta. Questa tecnica consente la <b>riattivazione della circolazione </b>e il flusso dei liquidi, rilassando le gambe e alleggerendo il tutto. Anche durante il sonno è buona abitudine posizionare un cuscino sotto le gambe.</p><h3>Idratarsi</h3><p>Aumentare il <b>consumo di acqua fresca</b>, ma anche di tisane, centrifugati, frutta, verdura in particolare alimenti ricchi di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/potassio-farne-pieno-tavola-estate-2358321.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>potassio</b></u></a> (banane, spinaci, legumi) e cibi dalle proprietà drenanti (cetrioli, ananas, asparagi) è l’ideale per preservare l’idratazione personale. Una scelta che migliora la tonicità della cuta, riduce l’infiammazione e favorisce il drenaggio dei liquidi in eccesso.</p><h3>Praticare del movimento</h3><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/over-i-benefici-camminata-acqua-e-sulla-spiaggia-2346640.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>Camminare a passo veloce</b></u></a>, praticare nuoto o uno sport anche se blando permette di interrompere la sedentarietà e migliora la circolazione. Favorisce una valida perdita di peso, se necessario, e riduce lo stato infiammatorio offrendo una migliore sensazione di benessere e leggerezza. Anche durante il lavoro è utile interrompere la staticità imposta dal ruolo, per muoversi e migliorare la situazione.</p><h3>Massaggiare la parte interessata</h3><p>Massaggiare le gambe migliora la circolazione, si parte dal basso per poi muovere le mani verso l’alto così da ridurre anche l’infiammazione. Utilizzando <b>creme e oli a base di menta e lavanda</b>, ideali per rinfrescare, stimolare le funzioni linfatiche e circolatorie, eliminando così anche le tossine.</p><h3>Bagni di sale e acqua fresca</h3><p>Impacchi e bagni con acqua fredda stimola la circolazione, rilassa i muscoli e allevia il dolore. Inoltre effettuare <b>bagni con il sale</b> calma il dolore e favorisce il riposo, garantendo l’eliminazione delle tossine e dei liquidi in eccesso.</p><p>Anche lo stile di vita può migliorare la condizione, ad esempio seguendo una dieta più equilibrata, <b>povera di sale e grassi</b> ma ricca di frutta e verdura. Indossando abbigliamento comodo e fresco, preferendo un’attività fisica regolare anche se blanda. Nel caso il problema dovesse persistere è bene rivolgersi al medico di fiducia, così da effettuare esami e controlli mirati per un risultato ottimale.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/7GW3IMJ26BI73LJBJQKT4PHG2Y.jpg?auth=02c59ef519782df362d510a2c6a65c5eea987ec9d40da65f0f7d9a4625271571&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Acufene e calo dell’udito, i segnali da non trascurare: quando e come intervenire]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/over/acufene-e-calo-dell-udito-i-segnali-non-trascurare-quando-e-2671150.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/over/acufene-e-calo-dell-udito-i-segnali-non-trascurare-quando-e-2671150.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Calo dell’udito e difficoltà a sentire le parole dell’interlocutore, una condizione molto ricorrente che colpisce gli over già dopo i 65 anni. Quali sono i campanelli d’allarme da non sottovalutare e quali le visite da effettuare]]></description><pubDate>Thu, 28 May 2026 14:16:05 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>La <b>capacità uditiva</b> subisce modifiche costanti e importanti durante tutto l’arco della vita, a partire dall’infanzia dove è al massimo della sua prestazione. Per poi calare gradualmente durante la crescita fino all’età adulta, e in particolare durante la <b>silver age</b>, dove la riduzione della prestazione appare più evidente. La <b>capacità di</b><a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/sordit-improvvisa-perch-accade-e-quali-sono-i-sintomi-ecco-2435182.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>captare suoni</b></a>, parole e rumori nell’ambiente circostante diminuisce, una condizione che risulta più evidente dopo i 65 anni.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/innovazione/prevenzione-nella-giornata-mondiale-dell-udito-nuova-2291352.html">Prevenzione nella giornata mondiale dell’udito la nuova disabilità invisibile</a></p><p>Questo è un fenomeno molto diffuso, e che può trasformarsi in un <b>problema cronico</b> molto frequente. Nonostante venga considerato quale condizione naturale e fisiologica, il calo dell’udito può impattare sulla routine quotidiana e sull’interazione sociale. Per porvi rimedio è fondamentale intercettare per tempo <b>i primi segnali</b>, così da chiedere supporto ai professionisti di settore.</p><h2>Udito, perché è così importante</h2><p>L’udito è parte integrante dei <b>sensi</b> che consentono all’uomo di interagire con il mondo circostante, insieme alla vista, al tatto, all’olfatto e al gusto. Captare suoni, rumori esterni per poi riportarli al cervello attraverso un meccanismo delicato quanto sofisticato.</p><p>L’<b>apparato uditivo</b> è costituito da una <b>sezione periferica</b>, ovvero le orecchie, e da una <b>centrale,</b> ovvero il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/dieta-che-fa-bene-cervello-studio-rivela-i-benefici-digiuno-2597052.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>cervello</b></a> e il sistema nervoso.</p><p>La <b>sezione periferica</b> è così composta:</p><ul><li><b>orecchio esterno</b>, con il padiglione auricolare e il condotto uditivo responsabili di captare i suoni esterni e le onde sonore;</li><li><b>orecchio medio</b>, composto dalla membrana timpanica, o tipano, dove vengono diretti i suoni. Qui sono presenti tre ossicini noti come martello, incudine e staffa, che amplificano il suono ricevuto;</li><li><b>orecchio interno</b>, le vibrazioni raggiungono così la coclea, una struttura simile a una chiocciola dove è presente del liquido. Questo con il suono si muove e attiva delle mini cellule ciliate che trasformano la vibrazione in segnali nervosi. Nella parte posteriore dell’orecchio interno sono presenti anche il vestibolo e i dotti semicircolari, che cooperano per preservare l’equilibrio fisico.</li></ul><p>Il <b>sistema nervoso centrale</b> è invece composto dal:</p><ul><li><b>vestibolococleare</b>, o nervo acustico, che porta gli impulsi generati nell’orecchio interno direttamente verso il cervello;</li><li><b>corteccia cerebrale</b>, dove vengono decodificati gli impulsi ricevuti così da percepirli come suono.</li></ul><h2>Quali sono tutti i campanelli d&amp;rsquo;allarme</h2><p>Questo affascinante quanto delicato meccanismo subisce un vero e proprio cambiamento, costante anche se lento, che porta inesorabilmente verso una <b>condizione di calo dell’udito</b>. Verso i 40-60 anni si captano con maggiore difficoltà le frequenze più alte del suono, mentre dopo i <b>65 anni</b> risulta maggiormente più <b>complesso comprendere le parole e i dialoghi tra i presenti</b>. Questa condizione è nota come <i>presbiacusia</i>, possono subentrare rumori di fondo, ronzii, fischi che riducono la capacità di sentire. Il tutto aggravato da una naturale degenerazione delle cellule ciliate e del nervo uditivo. Non sentire bene può interferire con la naturale socializzazione, può ridurre la possibilità di conversare e anche di ascoltare programmi televisivi, film e anche la musica. Questo può portare a un <b>abbattimento personale</b>, con conseguente isolamento e spesso anche depressione. Per prevenire questa condizione è indispensabile intercettare per tempo i campanelli d’allarme, di seguito quelli più comuni.</p><h3>Difficoltà a comprendere le conversazioni</h3><p>Le parole e conversazioni risultano confuse, distanti, in particolare se sono presenti rumori ambientali e di fondo. Il tutto appare di <b>difficile comprensione</b>.</p><h3>Volume radio e televisione alto</h3><p>Diventa più <b>complesso seguire programmi TV</b> o radiofonici, per questo si tende ad aumentare il volume.</p><h3>Suoni ambientali non percepiti</h3><p>I suoni del quotidiano tendono a sfuggire, ad esempio <b>non viene percepito il suono del telefono</b> o quello del campanello o anche della sveglia.</p><h3>Richiesta di ripetere frasi o parole</h3><p>La conversazione tende a sfuggire e, per questo, si chiede di <b>ripetere frasi o parole</b>, in particolare se l’interlocutore ha un tono di voce basso.</p><h3>Risposte incoerenti</h3><p>La <b>disattenzione</b> emerge in modo preponderante, la mancata comprensione di alcune parole o frasi porta a formulare risposte o interventi incoerenti.</p><h3>Acufeni ed equilibrio incerto</h3><p>L’abbassamento dell’udito può favorire la presenza di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/acufene-gli-integratori-2101893.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>acufeni</b></a> con ronzii, suoni di fondo e fruscii. L’udito influisce sulla postura e per questo può aumentare l’instabilità fisica.</p><h3>Come si può agire</h3><p>In presenza di un calo importante di udito <b>è fondamentale rivolgersi a un professionista di settore</b>, per alcune visite di controllo. Si può interpellare un <b>medico otorinolaringoiatra</b> per verificare lo stato di salute dell’orecchio oppure un <b>audioprotesista</b> per eseguire un <b>esame audiometrico</b>.</p><p>A partire da un <b>esame impedenzometrico</b> per valutare la reazione dell’orecchio al suono, seguito da uno <b>audiometrico tonale e vocale</b> da effettuare all’interno di una cabina insonorizzata indossando una cuffia. In base alla condizione il medico potrà suggerire la soluzione più adatta, ad esempio anche tramite l’impiego di apparecchi acustici.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/AYQHM3K4RFIPLGMLCEJWHM6G6Q.jpg?auth=683c53f451d3c5f46ec69ab595501c4b34aa0409b9d8854ff4a286dd072944d2&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Glicemia postprandiale, valori anomali dopo i pasti e rischi: come monitorarla]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/benessere/glicemia-postprandiale-valori-anomali-i-pasti-e-rischi-2659007.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/benessere/glicemia-postprandiale-valori-anomali-i-pasti-e-rischi-2659007.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Monitorare i valori della glicemia postprandiale è fondamentale per verificare la concentrazione di glucosio presente nel sangue, per prevenire i rischi legati al diabete]]></description><pubDate>Sat, 02 May 2026 08:47:25 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Un <b>aumento glicemico</b> dopo un pasto è considerato normale, in particolare se si assumono alimenti ricchi di zucchero come dolci o carboidrati raffinati. Un processo considerato fisiologico che prevede una<b> crescita del valore glicemico già 15 massimo 30 minuti dopo il pasto</b>, e che può raggiungere il suo picco entro i 90 minuti. Un meccanismo che prevede un arco temporale di due ore con una crescita e una diminuzione del <a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/glicemia-troppo-alta-quali-valori-non-superare-i-60-anni-2644320.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>valore glicemico</b></u></a>, una condizione normale ma che è bene controllare.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/diabete-quali-sono-i-livelli-ideali-glicemia-prevenire-ictus-2575904.html">Diabete, quali sono i livelli ideali di glicemia per prevenire ictus e infarti</a></p><p>Spesso si tende ad osservare il valore glicemico a digiuno, ovvero prima della colazione, ma sono i dati rilevati dopo i pasti a segnalare lo <b>stato di salute del metabolismo</b>. Come l’organismo si comporta nei riguardi della gestione degli zuccheri, quanto questo picco glicemico possa perdurare nel tempo superate le due ore di riferimento. E se il dato può indicare la presenza di una <b>resistenza insulinica e il rischio di diabete</b>, aumentando così la possibilità di sviluppare <b>malattie cardiache</b>.</p><h2>Glicemia postprandiale, i valori di riferimento</h2><p>Le tempistiche legate all’innalzamento dei valori glicemici si rivela fondamentale per monitorare la presenza di eventuali squilibri metabolici, come accennato, una condizione con orari specifici. I valori vanno monitorati nell’arco delle <b>due ore</b> che seguono il pasto.</p><ul><li><b>Un’ora dopo il pasto</b>: 120 mg/dl valore ottimale</li><li><b>valore da monitorare</b>: 121-140 mg/dl è già presente un aumento del carico insulinico</li><li><b>valore a rischio</b>: oltre i 140 mg/dl dopo un’ora dal pasto</li></ul><p>Sono dati spesso legati all’età, un<a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/picco-glicemico-riconoscerlo-e-gestirlo-2535492.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b> picco glicemico</b></u></a><b> elevato a 70 anni</b> può segnalare una minore efficienza fisiologica ma è tollerabile, se sono assenti altre patologie. A <b>50 anni</b> è presente un problema legato al metabolismo degli zuccheri, mentre sotto i <b>40 anni</b> è considerato un campanello d’allarme.</p><p>Questi dati possono<b> rientrare nella norma</b> a distanza di due ore dal pasto, quando il metabolismo funziona i <b>valori si aggirano tra gli 80 e 100 mg/dl</b>. Anche in questi casi esiste una tolleranza nei confronti di questi valori, ma se restano stabili sotto o sopra i 140 mg/dl è bene approfondire le condizioni di salute.</p><h2>Come si misura la glicemia e i valori che preoccupano</h2><p>Per ottenere dati certi è fondamentale monitorare la glicemia nel modo giusto, che sia con l’impiego del<b> glucometro</b> che con il <b>sensore CGM</b>. Nel caso del glucometro si procede con una <b>verifica capillare</b>, con il relativo pungidito si preleva una goccia di sangue dal polpastrello e la si deposita sulla striscia reattiva collegata al glucometro. Invece il <b>sensore CGM</b> è inserito nella pelle e consente un monitoraggio continuo, all’interno delle <b>24 ore</b>. Sono controlli di tipo casalingo ma che consentono un esito certo, preciso e immediato. In alternativa si possono effettuare gli <b>esami del sangue</b> al mattino a <a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/saltare-colazione-potrebbe-aumentare-rischio-alcune-malattie-2598668.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>digiuno</b></u></a>, presso il laboratorio di riferimento.</p><p>Considerati i valori di riferimento sopra citati, comprensivi di una certa tolleranza, è importante monitorarli senza avere fretta, ad esempio è sbagliato controllarli dopo soli 40 minuti dalla fine del pasto. Oppure non considerare la <a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/abbassare-glicemia-13-super-cibi-mangiare-2240714.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>tipologia di alimenti assunti</b></u></a>, ad esempio un pasto a base di carboidrati avrà un impatto diverso rispetto a uno di tipo proteico. Ciò che conta è considerare il quadro nell’insieme, osservando i movimenti del valore glicemico nell’arco delle due ore.</p><p>Il vero campanello d’allarme è l’eventuale <b>persistenza di un dato elevato</b><b>anche a distanza di ore</b> dalla conclusione del pasto.</p><ul><li><b>130-140 mg/dl</b> dopo due o tre ore dal pasto: è un dato da monitorare ma nella norma</li><li><b>140-199 mg/dl</b>: potrebbe indicare una fase di prediabete con alterata tolleranza glucidica</li><li><b>200 mg/dl</b>: valore uguale o superiore indica la presenza di diabete</li></ul><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/glicemia-troppo-alta-quali-valori-non-superare-i-60-anni-2644320.html">Glicemia troppo alta, quali valori non superare dopo i 60 anni</a></p><h2>Quali sono i rischi e come porvi rimedio</h2><p>Un valore glicemico alto dopo il pasto, come anticipato, aumenta il rischio di sviluppare il <b>diabete di tipo 2</b> ma anche una serie di <b>problematiche di salute</b>:</p><ul><li><a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/malattie-cardiovascolari-i-sette-sintomi-non-sottovalutare-2483682.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>malattie cardiovascolari</b></u></a>, la condizione più comune che danneggia le pareti dei vasi sanguigni e può favorire l'aterosclerosi aumentando anche il rischio di ictus e infarto. Anche un aumento della rigidità del tessuto miocardico, che favorisce lo scompenso cardiaco.</li><li>gli <b>organi</b> possono subire un danneggiamento, in particolare reni, occhi, nervi e anche al<a href="https://www.ilgiornale.it/news/innovazione/tumore-pancreas-scoperto-si-diffonde-fase-precoce-2605564.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b> pancreas </b></u></a>che subisce lo stress maggiore.</li><li>si crea uno <b>stato infiammatorio</b> che porta a un aumento del grasso viscerale.</li></ul><p>Per ridurre la problematica e i valori elevati di glicemia dopo i pasti è fondamentale <b>affrontare alcune modifiche nel proprio stile di vita</b>:</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/riducono-colesterolo-e-regolano-i-livelli-glicemia-propriet-2658338.html">Riducono il colesterolo e regolano i livelli di glicemia: proprietà e consumo dei pistacchi</a></p><ul><li>riducendo la presenza degli zuccheri e dei carboidrati raffinati, preferendo quelli con minor indice glicemico come legumi, riso basmati, patate dolci e frutti di bosco</li><li>assumendo più verdure, fonti proteiche magre, fibre e grassi sani, e concludendo il pasto con una porzione di carboidrati a basso indice glicemico</li><li>effettuando una camminata di circa <b>20 minuti</b> dopo i pasti</li><li>gestendo lo stress e dedicando al sonno del tempo di qualità</li><li>aumentando l’idratazione personale utile per ridurre la presenza di zuccheri nel sangue</li></ul><p>Gestire i valori glicemici, partendo dalla tavola, è fondamentale per<b> prevenire il diabete</b> e allontanare le problematiche correlate per la salute dell’organismo e, in particolare, del cuore.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/3PTYHFELDFOCNMU3JNAH3ZKGLQ.jpg?auth=d7d467eb3df09e96df27ee84e2f12e6c3830cb80a8281f0813dc78edd62eebee&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Cuore in salute, quali esami fare dopo i 60 anni]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/over/cuore-salute-quali-esami-fare-i-60-anni-2657100.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/over/cuore-salute-quali-esami-fare-i-60-anni-2657100.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Salute del cuore, quali sono gli esami da effettuare dopo i 60 anni per prevenire patologie e problematiche]]></description><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 16:07:58 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Con l’avvento della terza fase della vita diventa sempre più importante abbracciare uno<b> stile di vita sano</b>, curato e che comprenda <b>visite e controlli di routine</b>. Il corpo inizia lentamente a invecchiare, il metabolismo rallenta, la massa muscolare si riduce come la densità delle ossa. Le stesse articolazioni risultano meno elastiche e anche il <b>sistema cardiocircolatorio</b> si avvia verso una fase di invecchiamento, con un minor afflusso di sangue al cervello. Il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/dieta-che-fa-bene-cuore-i-cibi-migliori-secondo-studio-2635306.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>cuore</b></u></a>, motore principale della vita, subisce a sua volta una serie di cambiamenti significativi.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/cuore-tenerlo-salute-questo-metodo-giapponese-2565254.html"> Cuore, come tenerlo in salute con questo metodo giapponese</a></p><p>Le pareti tendono a ispessirsi e aumenta leggermente il volume, si segnala un aumento della <b>pressione arteriosa</b> e un irrigidimento delle arterie. Una condizione da non sottovalutare, in particolare se si abbraccia uno stile di vita ricco di stress, con poco movimento e combinato con un’alimentazione sbilanciata. Per<b> prevenire </b>problematiche e malattie è fondamentale monitorare lo stato di salute personale, a partire dal cuore con esami e controlli periodici da sottoporre all’attenzione del medico di fiducia.</p><h2> Cuore, come funziona e quali le problematiche</h2><p>Muscolo involontario dell’organismo, il cuore, svolge il ruolo di una <b>doppia pompa che aspira e preme per immettere il sangue in circolo in tutto l’organismo</b>. È diviso in quattro parti: atrio destro e sinistro, ventricolo destro e sinistro.</p><p>Le fasi principali del funzionamento del cuore sono due: sistole o contrazione e diastole o rilassamento. L’atrio destro del cuore riceve il sangue povero di ossigeno, attraverso le vene cave, viene immesso tramite il ventricolo destro in direzione dei polmoni per ricaricarsi di ossigeno. Questo sangue, tramite le vene polmonari, raggiunge l’atrio sinistro e attraversando il ventricolo sinistro viene pompato con forza nell’arteria aorta che ha il compito fondamentale di immetterlo nel resto del corpo.</p><p>Con l’avanzare degli anni <b>anche il cuore tende a invecchiare </b>e, come accennato, la sua anatomia cambia con pareti più strette e camere più ampie. Questa condizione lo espone a molteplici problematiche come le malattie aterosclerotiche ma anche l’<a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/pressione-alta-quali-spezie-usare-cucina-che-aiutano-ad-2584693.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>ipertensione</b></u></a>, la fibrillazione atriale fino allo scompenso cardiaco e l'infarto. Prevenire queste problematiche risulta fondamentale, ecco perché è importante effettuare controlli annuali di routine così da monitorare lo stato di salute del cuore.</p><h2>Controlli medici da effettuare dopo i 60 anni</h2><p>Un controllo annuale di routine può risultare utile per verificare lo stato di salute del cuore, così da individuare per tempo anche la presenza di problematiche. Una necessità utile a ogni età, ma che può rivelarsi fondamentale superati i 60 anni.</p><h3>ECG</h3><p>ECG o elettrocardiogramma, si tratta di un esame rapido ed efficace, utile a monitorare il <b>ritmo del cuore</b> e la sua funzionalità. Si effettua applicando degli elettrodi sulla zona del torace, delle braccia e delle gambe. Il paziente è sdraiato, durante l’esame vengono rilevati gli impulsi elettrici prodotti dal cuore e trasformati in un tracciato che verrà analizzato dal cardiologo.</p><h3>Analisi del sangue</h3><p>Un <b>esame </b>che andrebbe effettuato almeno una volta all’anno e che, superata la soglia dei 60 anni, potrebbe rivelarsi molto utile, per monitorare nel dettaglio lo stato di salute del cuore e quello generale. Il medico dovrebbe prescrivere l’<a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/colesterolo-i-60-anni-quali-valori-sono-davvero-preoccupanti-2646893.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>analisi del colesterolo</b></u></a> e del profilo lipidico, della glicemia, la funzionalità renale e degli elettroliti. Ma anche il controllo della lipoproteina (a) che può indicare la presenza di un rischio cardiovascolare, seguita da omocisteina oltre agli indici infiammatori quali VES, PCR, CPK, LDH.</p><h3>Pressione</h3><p>Da controllare ogni tre mesi così da prevenire infarto e ictus. Da misurare con il supporto dello <b>sfigmomanometro sia in versione digitale che manuale</b>. La valutazione si effettua stando seduti, in una condizione di tranquillità e serenità, evitando di bere, fumare o assumere caffè nei 15 minuti antecedenti. Il braccio deve risultare rilassato e appoggiato a un supporto, e per questo non sollevato o sospeso. I valori di riferimento di una <a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/quanto-dovrebbe-essere-pressione-i-60-anni-2641446.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>pressione ottimale</b></u></a>, per un over 60, è pari a 120 mmHg (sistolica) e 80 mmHg (diastolica) con un margine di tolleranza di 130-139/70-80 mmHg. La <b>pressione</b> va misurata sempre alla stessa ora, preferibilmente al mattino prima di colazione.</p><h3>Ecocardiogramma o ecocolordoppler cardiaco</h3><p>L’esame monitora la <b>struttura del cuore e la sua funzionalità</b>, lo spessore delle pareti e le fasi di contrazione. Oltre a mappare i movimenti del sangue e la direzione. L’esame non è invasivo e non procura dolore, si effettua con il paziente sdraiato sul lettino in posizione supina o appoggiato sul fianco sinistro. Il cardiologo applica sul torace un gel specifico e necessario per facilitare la trasmissione degli ultrasuoni, per poi passare l’apposita <b>sonda ecografica </b>che capta le immagini del cuore da tutte le angolazioni.</p><h3>Esami e approfondimenti richiesti dal medico</h3><p>In presenza di anomalie il medico potrebbe richiedere una serie di <b>esami aggiuntivi</b> per approfondire la condizione quali ecocardiocolordoppler, test da sforzo o elettrocardiogramma dinamico (Holter), per verificare lo stato di salute delle carotidi si effettua l’eco-doppler dei tronchi sovraortici, e anche la TAC coronarica. Il monitoraggio dello stato di salute del cuore è consigliabile ogni anno e diventa d’obbligo in caso di familiarità con problematiche cardiache, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/glicemia-troppo-alta-quali-valori-non-superare-i-60-anni-2644320.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>diabete</b></u></a>, ipertensione e fumo. Uno stile di vita sano ed equilibrato può rivelarsi utile per ridurre la possibilità di sviluppare problematiche e affaticare il cuore.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/7MA3H7JFRFOP5LGXWVG4DJ4OTY.jpg?auth=481ffd500dfbf6ed41919976c533539af0722d56fa15534397777db170efe958&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Dolori alle ginocchia, più comuni dopo i 50 anni: le possibili cause]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/over/dolori-ginocchia-pi-comuni-i-50-anni-possibili-cause-2654458.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/over/dolori-ginocchia-pi-comuni-i-50-anni-possibili-cause-2654458.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Dolore pressante alle ginocchia, fitte intermittenti e scricchiolii, una problematica comune che si presenta dopo i 50 anni. Per porvi rimedio è indispensabile individuare la causa scatenante]]></description><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 06:34:42 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p><b>Dolori alle ginocchia</b>, una manifestazione che si presenta magari dopo una camminata a passo sostenuto oppure dopo una sessione sportiva. Una sintomatologia molto presente che può coinvolgere tutti, a ogni età, ma che può trasformarsi in un appuntamento ricorrente superata la <b>soglia dei 50 anni</b>. Il corpo, del resto, con il tempo subisce cambiamenti continui e, uno tra tanti, è legato all’usura delle <a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/non-riuscire-muoversi-mattino-capire-e-gestire-i-dolori-2646419.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>articolazioni</b></u></a>. Un processo inevitabile determinato dall’evoluzione dei tessuti, segno che la cartilagine inizia a perdere la sua naturale elasticità e idratazione.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/rimedi-naturali/pelle-secca-gomiti-e-ginocchia-i-rimedi-naturali-pewr-cute-2523911.html">Pelle secca gomiti e ginocchia, i rimedi naturali per una cute morbida </a></p><p>Il dolore può presentarsi per diversi <b>motivi</b>, ad esempio a causa di un’<b>attività sportiva</b> praticata non adeguatamente che ha sollecitato nel modo sbagliato le articolazioni. Ad esempio una camminata svolta indossando calzature non specifiche o praticata sopra una superficie troppo rigida. Il dolore può presentarsi anche al risveglio, con immobilità notturna e rigidità mattutina. Senza dimenticare che anche un aumento eccessivo di <b>peso</b> può incidere, al pari di vecchi traumi e dolori ai tendini. I fattori che possono causare dolore alle ginocchia possono essere tanti, individuare i più comuni può migliorare la situazione riducendo la condizione di disagio.</p><h2>Ginocchia, anatomia e importanza</h2><p>Parte fondamentale di unione tra coscia e gamba, il <b>ginocchio</b> è considerata l’articolazione più complessa del corpo dell’uomo. È punto di contatto e collegamento tra femore, tibia e rotula e svolge un ruolo utile di<b> flessione ed estensione</b> che permette di camminare, muoversi, piegarsi, correre e anche sedersi. Il ginocchio è composto da <b>due articolazioni fondamentali </b>note come femoro-tibiale e femoro-rotulea, ma anche da due fibrocartilagini che fungono da ammortizzatori durante i movimenti. I <b>legamenti</b> presenti, crociati e collaterali, sono strutture fibrose utili a proteggere l’articolazione, impedire movimenti dannosi e garantire stabilità. Per finire il ginocchio comprende anche la <b>cartilagine</b>, che funge da copertura delle parti ossee a contatto così da evitare l’attrito durante i movimenti.</p><h2>Dolore alle ginocchia: quando si manifesta</h2><p>Una struttura complessa quanto elaborata ma affascinante, che con il tempo tende a perdere le sue funzionalità a causa dell’usura, determinando sintomi quali fastidio e dolore. Per porvi rimedio nel modo giusto è importante individuare le cause scatenanti, di seguito le 5 più comuni.</p><h3>Artrosi al ginocchio</h3><p>È una <a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/artrosi-tutti-i-segnali-riconoscerla-2497191.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>problematica</b></u></a> molto comune per le persone che hanno superato i 50 anni e che può provocare dolore, ma anche difficoltà nei movimenti. Si presenta come conseguenza diretta di una naturale e progressiva degenerazione della cartilagine che protegge le articolazioni. Può favorire una <b>modificazione delle strutture articolari</b> interessate con relativo stato infiammatorio, anche delle ossa, legamenti e muscoli circostanti. La cartilagine risulta più sottile, ammortizza gli urti da movimento in modo minore, agevolando uno stato di stress e dolore dell’articolazione.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/artrosi-tutti-i-segnali-riconoscerla-2497191.html">Artrosi, tutti i segnali per riconoscerla</a></p><h3>Lesioni al menisco</h3><p>Con l’avanzare degli anni anche i menischi possono subire un vero e proprio deterioramento, noto come <b>meniscosi</b>. Il tutto è correlato all’assottigliamento della cartilagine, che risulta meno elastica e più debole. Una condizione che rende la parte più esposta, meno protetta, così da favorire<b> micro fratture o rotture</b> anche con movimenti semplici, attività sportive blande o movimenti non eseguiti in modo corretto.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/farmaci-e-terapie/dolore-dita-delle-mani-cause-pi-comuni-e-quali-malattie-pu-2653593.html">Dolore alle dita delle mani, le cause più comuni e quali malattie può segnalare</a></p><h3>Muscoli più deboli</h3><p>La <a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/perdita-forza-e-massa-muscolare-i-60-anni-cos-sarcopenia-e-2576436.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>perdita della massa muscolare</b></u></a> è una condizione molto comune, che si presenta già a partire dai 30 anni di età. Una<b> scarsa attività fisica</b> può aggravare la situazione, ammorbidendo più del dovuto i quadricipiti che offrono stabilità alle ginocchia. Una muscolatura poco tonica, nota come <b>sarcopenia</b>, determina meno mobilità e più debolezza.</p><h3>Sovrappeso</h3><p>Un aumento di peso, dato da un’eccessiva sedentarietà, dal rallentamento del metabolismo in tandem con una dieta sbagliata, può incidere sul benessere delle ginocchia. Si ha un <b>aumento del carico e dello stress articolare</b> che favorisce uno stato infiammatorio, con dolore e a volte anche difficoltà nel movimento.</p><h3>Cambiamenti ormonali</h3><p>Con l’arrivo della <a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/menopausa-riattivare-metabolismo-e-perdere-peso-2451768.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>menopausa</b></u></a> il corpo subisce una serie di trasformazioni dal punto di vista degli ormoni, fondamentali per il tessuto connettivo. Gli estrogeni proteggono le ossa e le articolazioni, una diminuzione della loro presenza favorisce una minore lubrificazione delle articolazioni e un aumento dello stato infiammatorio. Si ha quindi difficoltà nei movimenti al risveglio, ma anche dolore e fastidio.</p><h2>Cosa fare</h2><p>Il dolore al ginocchio non deve trasformarsi in un limite e non deve spingere verso la sedentarietà, al contrario deve spronare verso un cambiamento utile e mirato. Con il supporto del medico di fiducia o di un fisioterapista, sarà possibile indagare le reali cause di questo dolore, in particolare se intenso e costante. Una <a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/osteoporosi-i-cibi-amici-delle-ossa-donne-over-45-2384826.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>dieta mirata</b></u></a>, dell’esercizio specifico per le proprie esigenze potranno favorire una valida perdita di peso e aumentare la tonicità dei muscoli. Anche lo sport può servire, basta<b> farsi guidare dai professionisti di settore</b>, così da scegliere quello più adatto per allenare la parte e sciogliere il dolore senza aggravare la situazione.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/EKF7LJKAPRJ7ZJBZD3UE5YPMLM.jpg?auth=4fb8db015c5db2cfbcdd69411b850148081f8ac54737756f524c8a40adb96cb8&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Dolore alle dita delle mani, le cause più comuni e quali malattie può segnalare]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/farmaci-e-terapie/dolore-dita-delle-mani-cause-pi-comuni-e-quali-malattie-pu-2653593.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/farmaci-e-terapie/dolore-dita-delle-mani-cause-pi-comuni-e-quali-malattie-pu-2653593.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Così fondamentali quanto utili le dita svolgono innumerevoli compiti e azioni, ma se sopraggiunge il dolore è necessario individuare la causa. Le sei più note e come gestirle]]></description><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 10:13:10 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Le mani sono organi periferici complessi costituiti da una serie di estremità articolari note come dita, presenti anche nei piedi. Il loro è un ruolo elaborato quanto necessario, perché sono veri e propri strumenti utili per interagire con il mondo circostante. Con le dita si possono afferrare gli oggetti, ma anche toccare, premere, spostare. Senza dimenticare che con le dita si può comunicare, esprimere le proprie emozioni, proteggersi ed esprimere la propria creatività. Fino alle funzioni più importanti quali mangiare, scrivere, vestirsi e tutto ciò che rientra nel quotidiano.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/formicolio-mani-cosa-fare-2586508.html">Formicolio alle mani, quando è il caso di preoccuparsi: ecco quali malattie predice</a></p><p>Le dita e la mano si avvalgono della presenza fondamentale del tatto, uno dei sensi più importanti e utile per interagire con il mondo circostante. Per questo motivo quando il dolore colpisce le dita diventa più complesso svolgere le azioni di sempre. Basta poco, un urto, un movimento rapido, un piccolo trauma ma anche problematiche fisiche quali l’artrosi, la tendinite e molto altro. Intercettare per tempo la causa di questi dolori può aiutare a identificare la cura più utile, per una ripresa rapida e veloce.</p><h2>Dita, come sono strutturate</h2><p>Le dita sono cinque proiezioni anatomiche affusolate della mano, parte finale degli arti superiori e costituite da ossa, articolazioni, legamenti, tendini, vasi sanguigni, nervi e pelle. Ogni dito è composto da tre falangi, tranne il primo ovvero il pollice che ne comprende due proprio come l’alluce del piede. Terminano con l’unghia, nella parte del dorso, e con un polpastrello nella parte del palmo. I movimenti delle dita caratterizzando la quotidianità, come accennato il loro è un ruolo importante e utile. Non solo per prendere, toccare e manipolare, ma la gestualità delle dita è parte integrante di un vero e proprio linguaggio. Lo scheletro che compone le dita conta 14 ossa per mano. La struttura così complessa e affascinante delle mani può risultare oggetto di problematiche fisiche, condizioni mediche e anche patologie. La presenza di una di queste condizioni può palesarsi attraverso il dolore.</p><h2>Dita e dolore, sintomi e 6 cause più comuni</h2><p>Il dolore che colpisce le mani e, in particolare, le dita è molto comune e può vantare diverse cause scatenanti. Dalle più classiche come urti, ustioni, ferite, passando per condizioni mediche più importanti. Imparare a saper ascoltare i sintomi è necessario per intercettare la causa, ma sempre con il supporto del medico curante. I sintomi sono molteplici dalla fitta al dolore pulsante, una condizione che può interessare una o più dita, sia a riposo che in movimento. Magari con la presenza di cisti, formicolio, vescicole e molto altro. Di seguito le 6 cause di dolore più comuni.</p><h3>Ferite e ustioni</h3><p>Dai tagli alle lacerazioni, passando per i morsi e le punture di insetto. Senza dimenticare le ustioni date dal contatto con fonti di calore, ma anche sostanze chimiche o elettriche.</p><h3>Traumi e fratture</h3><p>Botte e colpi presi durante le attività sportive o lavorative, ma anche traumi causati da movimenti bruschi e distorsioni. Fino alle fratture delle stesse falangi.</p><h3>Sindrome del tunnel carpale</h3><p>Le dita interessate spesso sono il pollice, l’indice e il medio, si presenta con un formicolio, debolezza e dolore della parte interessata. È una conseguenza diretta della<a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/sindrome-tunnel-carpale-tutto-sullintervento-2423448.html" data-datalayer-click-event-target="internal"> compressione del nervo mediano del polso</a>.</p><h3>Artrosi delle mani</h3><p>È una malattia degenerativa che si presenta con l’avanzare dell’età, consumando la cartilagine delle articolazioni. Si può manifestare con dolore, rigidità e anche deformazione delle articolazioni.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/artrosi-tutti-i-segnali-riconoscerla-2497191.html">Artrosi, tutti i segnali per riconoscerla</a></p><h3>Artrite reumatoide</h3><p>Si tratta di una malattia autoimmune cronica che provoca infiammazione, dolore, spesso si manifesta attraverso gonfiore e rigidità, in particolare al mattino. Colpisce le articolazioni delle dita.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/artrite-reumatoide-i-sette-sintomi-non-sottovalutare-2184184.html">Artrite reumatoide, i 7 sintomi da non sottovalutare</a></p><h3>Dito a scatto</h3><p>Noto anche come tendinite stenosante si manifesta a causa di un’infiammazione dei tendini flessori. Questo provoca un blocco della parte interessata, ovvero del dito, in posizione flessa con relativo scatto per sbloccarlo.</p><h2>Dita e dolore, cosa significa</h2><p>Il dolore alle dita può essere riconducibile alla presenza di svariate problematiche come le cisti tendinee che, comprimendo i tendini, provocano dolore. </p><p>Anche il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/salute/mani-fredde-attenzione-fenomeno-raynaud-2015128.html" data-datalayer-click-event-target="internal">Fenomeno di Raynaud</a> può provocare dolore, è una problematica che coinvolge la circolazione sanguigna e che si manifesta in presenza di una condizione di stress o freddo. Si ha una eccessiva vascocostrizione della parte interessata con dita bluastre o rosse, e dolore.</p><p>Il Morbo di Dupuytren è una patologia di origine genetica che si palesa attraverso la presenza di noduli sulla zona palmare, che spingono le dita a piegarsi verso il palmo, in particolare l’anulare e il mignolo.</p><p>La Sindrome di De Quervain invece coinvolge i tendini impiegati per il movimento del pollice. Il dolore alle dita può essere correlato anche alla distrofia muscolare e alla sclerosi multipla. Per preservare il benessere delle dita è fondamentale coinvolgere il medico curante, in particolare se il dolore è persistente, così da individuare la causa e la soluzione più adatta.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/OMHTK7FVXNMOLCPLVET4TQN6SE.jpg?auth=615f84846090c823e5e1ff90b4e8838fed1e581b91844dfab137aa06c28dfab0&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Funzione renale dopo i 60 anni: quali esami controllare e valori normali]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/farmaci-e-terapie/funzione-renale-i-60-anni-quali-esami-controllare-e-valori-2650406.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/farmaci-e-terapie/funzione-renale-i-60-anni-quali-esami-controllare-e-valori-2650406.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Reni e benessere, quali sono gli esami da effettuare dopo i 60 anni per monitorare il funzionamento di questi due organi così importanti]]></description><pubDate>Sun, 12 Apr 2026 15:15:12 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Dalla forma singolare, che ricorda un fagiolo, i <a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/malattie-renali-quali-sono-i-valori-cui-stare-attenti-2592075.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>reni</b></a> sono due organi indispensabili per l’equilibrio dell’organismo. Il loro ruolo è quello di<b> depurare</b> il sangue così da eliminare scorie, tossine, acqua in eccesso e farmaci semplicemente attraverso la minzione e l’urina. Contribuiscono a regolare i livelli di elettroliti nel corpo, inoltre aiutano a produrre gli ormoni, regolare la pressione e il pH del sangue.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/salute/reni-cibi-e-rimedi-depurarli-e-proteggerli-1954763.html">Reni, cibi e rimedi per depurarli e proteggerli</a></p><p>Anche loro, come il resto dell’organismo, vanno incontro a un naturale e fisiologico <b>processo di invecchiamento</b>. Subendo una riduzione della loro massa e, per questo, anche delle funzionalità consuete. Questa condizione aumenta il rischio di sviluppare una serie di problematiche come l’<b>insufficienza renale</b>. Una condizione che può aggravarsi, se sono presenti patologie concomitanti, o se si trascura il benessere dei reni. Per preservarne il buon funzionamento è necessario effettuare una serie di <b>controlli periodici</b>, in particolare dopo i 60 anni, da affiancare a uno stile di vita sano ed equilibrato.</p><h2>Reni, le funzioni principali</h2><p>Piccoli, circa 12 centimetri di lunghezza per un peso di circa 110 massimo 130 grammi l’uno, i reni sono organi necessari per l’eliminazione delle <b>scorie</b>, dei farmaci e l’equilibrio dell’organismo. Dalla forma simile a quella di un fagiolo dal colore rosso scuro, sono collocati ai lati della colonna vertebrale, il rene destro sotto al fegato e quello sinistro dietro la milza. Nonostante il formato ridotto hanno un ruolo fondamentale perché favoriscono la produzione dell’<b>urina</b>, necessaria per smaltire ed eliminare le scorie presenti nel sangue. Infatti i reni funzionano da <b>filtro</b> per il sangue, creando così urina contenente acqua e scorie metaboliche. Inoltre producono una serie di<b> ormoni</b> quali l’eritropoietina, utile per la formazione di globuli rossi da parte del midollo osseo, ma anche la renina e le prostaglandine, che regolano la<a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/quanto-dovrebbe-essere-pressione-i-60-anni-2641446.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b> pressione arteriosa</b></a>. Supportano il lavoro di alcuni ormoni, mantengono l’equilibrio della <b>concentrazioni di sali minerali e sostanze chimiche</b> come sodio, potassio, idrogeno, calcio, fosforo, magnesio e bicarbonato regolando la normale composizione dei fluidi. Infine convertono la <b>vitamina D</b> nella sua forma attiva così da agevolare l’assorbimento di calcio, la crescita e lo sviluppo di ossa e denti e il relativo mantenimento in condizioni ottimali.</p><h2>Over 60, cosa succede ai reni</h2><p>Con l’avanzare degli anni i reni subiscono un naturale processo di invecchiamento, che porta a una graduale <b>riduzione della massa renale</b> fino al 30%. La funzionalità si riduce e aumenta la possibilità di sviluppare problematiche di salute, quali l’insufficienza renale. Una condizione che potrebbe aggravarsi in concomitanza con la presenza di altre patologie. Una minore funzionalità dei reni può favorire:</p><ul><li>minore capacità di filtrazione</li><li>accumulo di scorie e scarti, oltre ai liquidi in eccesso</li><li>aumento della pressione sanguigna che può favorire problematiche alla circolazione</li><li>minore gestione della<a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/vitamina-d-quali-alimenti-evitare-non-ridurne-effetti-2579180.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b> vitamina D</b></a> con una maggiore fragilità ossea</li><li>difficoltà a bilanciare sali e acidi, con alterazioni elettrolitiche</li><li>problemi urinari e urologici</li><li>affaticamento e spossatezza, aumento dell’anemia</li><li>nausea, vomito e inappetenza nelle fasi più avanzate</li></ul><h3>Reni, valori ed esami di controllo</h3><p>Per prevenire questa condizione è ben sottoporsi a controlli periodici, per monitorare lo stato di salute dei reni e intervenire se necessario. Prevenendo così il declino funzionale o per rallentarlo. Una diagnosi precoce può risultare di vitale importanza, per questo è bene farsi prescrivere dal medico una serie di <b>esami del sangue e delle urine</b>. Ecco quelli fondamentali:</p><ul><li><b>eGFR (Tasso di Filtrazione Glomerulare stimato)</b>: è il parametro di riferimento per la funzionalità renale e calcola la capacità di filtrazione dei reni;.</li><li><b>creatinina sierica</b>: monitora la capacità dei reni di filtrare, se è alta vuol dire che i reni non stanno operando correttamente;</li><li><b>esame delle urine 24 ore / rapporto albuminuria-creatininuria</b>: verifica se vi è presenza di proteine (albuminuria), un segnale di sofferenza renale;</li><li><b>azotemia (BUN Blood Urea Nitrogen)</b>: misura la presenza nel sangue di urea ovvero un prodotto di scarto;</li><li><b>esame elettroliti</b>: misurano l’equilibrio tra i minerali gestito dai reni ovvero sodio, potassio e fosforo.</li></ul><h3>Reni, tutti i valori di riferimento</h3><p>Per gli over 60 non solo è importante controllare lo stato di salute dei reni ma confrontare i valori rilevati con gli esami con quelli standard di riferimento.</p><ul><li><b>eGFR</b>: un valore sopra 90ml/min è ottimale, tra  60 e 89 va monitorato, mentre sotto i 60 segnala una problematica renale, cronica se costante per oltre tre mesi;</li><li><b>creatinina</b>: i valori possono variare in base alla massa muscolare e al genere di appartenenza,  tra 0,7 e 1,2 mg/dL negli uomini, 0,5-1,0 mg/dL nelle donne;</li><li>microalbuminuria: se la sua presenza è costante segnala una problematica, inoltre il rapporto con la creatinina deve risultare al di sotto dei 30 mg/g.</li></ul><p>I valori possono subire modifiche importanti se sono presenti anche altre patologie, come ad esempio il <b>diabete</b> o l’ipertensione. Per questo i controlli devono trasformarsi in un appuntamento annuale così da verificare le condizioni di salute, intervenendo dove necessario con la supervisione del medico. Con il supporto di uno stile di vita sano, a partire da un’alimentazione equilibrata ricca di frutta, verdura e cereali integrali, esercizio fisico e una sana<b> idratazione</b>.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/VTOTR2RSJVMPJEIRCJD5V2BM6A.jpg?auth=8c8ccd08e5998bca209ae26b390e11f04ec9aa170c5adb70c2035ec504a15dc7&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Longevità, quali esami del sangue svelano la tua vera età: 10 biomarcatori chiave]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/innovazione/longevit-quali-esami-sangue-svelano-tua-vera-et-10-2648650.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/innovazione/longevit-quali-esami-sangue-svelano-tua-vera-et-10-2648650.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Età anagrafica ed età biologica non sempre coincidono, uno studio condotto in Germania avrebbe evidenziato quali sono i biomarcatori che determinano chi invecchia più precocemente]]></description><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 09:36:46 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il concetto di <b>età anagrafica</b> è legato alla data di nascita, e si differenzia nettamente da quella che è considerata l’<b>età biologica</b> di ognuno. Ovvero lo stato di salute degli organi e dei tessuti del proprio organismo, il tutto influenzato da diversi fattori quali lo stile di vita, l’attività fisica, lo <b>stress</b>, il fumo, la dieta, l’ambiente circostante e molto altro. Uno studio condotto in Germania ha evidenziato l’<b>importanza di alcuni biomarcatori del sangue</b>, utili a individuare l’età biologica di ognuno e la velocità con la quale si invecchia.</p><p>La ricerca effettuata dal consorzio internazionale MARK-AGE e coordinato dall’Università di Costanza, in Germania, ha preso in considerazione più parametri ematici. A riprova che lo stato biologico personale e il processo di invecchiamento sono caratterizzati da un procedimento complesso. Un dato che non può derivare da un’unica causa, ma è l’insieme di più condizioni. <b>L’analisi di più</b><b>biomarcatori</b>, incrociati tra loro, può consentire una valutazione maggiormente più completa ed esatta.</p><h2>Biomarcatori, di cosa si tratta</h2><p>Marcatori biologici o biomarcatori sono considerati e identificati quali <b>sostanze biochimiche</b>, come molecole, una sequenza di DNA, geni, proteine, ormoni o caratteristiche fisiologiche utili a definire uno stato biologico. Sono <b>veri e propri segnali</b> che stabiliscono un dialogo, forniscono una serie di dati ai medici e agli esperti di settore illustrando ciò che accade all’interno dell’organismo. Sono considerati come delle spie che allertano se qualcosa non funziona a dovere all’interno del corpo, ancora prima che si manifestino <b>sintomi</b> e problemi per la salute. <b>Si misurano nel sangue</b>, nelle urine, nei tessuti e permettono di monitorare l'efficacia di una terapia, la presenza di una malattia e l’età biologica di un organismo.</p><h3>L&amp;rsquo;invecchiamento è un processo individuale, cosa dice lo studio</h3><p>L’età biologica determina il reale invecchiamento fisico dell’organismo e, come accennato, dipende da diversi fattori. Per ottenere un risultato preciso è stato avviato uno <b>studio</b> sponsorizzato dal consorzio internazionale MARK-AGE, condotto trasversalmente in tutta Europa su un gruppo di persone di sesso maschile e femminile. L’esito di questo studio è stato pubblicato recentemente sulla rivista di settore <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/acel.70437" target="_blank" rel="noopener">Aging Cell</a>, a cura di Maria Moreno-Villanueva e Alexander Bürkle dell'Università di Costanza in Germania. Lo studio ha evidenziato un <b>legame diretto</b> tra le <b>variazioni legate all’età</b> e dieci valori ematici chiave (<a href="https://www.ilgiornale.it/news/innovazione/prevenire-rischio-ictus-ecco-i-valori-tenere-sotto-controllo-2586754.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>biomarcatori</b></a>).</p><p>Un singolo biomarcatore non è sufficiente a determinare la reale età biologica. Secondo Maria Moreno-Villanueva: “Il processo di invecchiamento biologico è molto complesso. Colpisce tutti i tessuti e gli organi del corpo e non è il risultato di una singola causa. Di conseguenza, <b>i singoli biomarcatori non sono sufficienti</b> per determinare in modo affidabile l'età biologica di una persona” [...] "Inoltre, esistono anche differenze nel modo in cui uomini e donne invecchiano."</p><p>Lo studio ha coinvolto 3.300 partecipanti provenienti da otto paesi europei, evidenziando 362 diversi biomarcatori per ciascun partecipante. Da questo corposo gruppo sono stati individuati <b>dieci biomarcatori fondamentali per sesso</b> e necessari per identificare la reale età biologica di ogni persona. Dallo studio è risultato che esiste una significativa differenza tra età biologica ed età cronologica nelle persone con <b>trisomia 21</b>, perché l’anomalia cromosomica in questione è di tipo genetico ed è caratterizzata da un invecchiamento molto più rapido. Anche la <b>terapia ormonale sostitutiva</b>, nelle <a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/artrosi-legame-menopausa-cure-mirate-sintomi-2321316.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>donne over 50</b></a>, rallenta l’<b>invecchiamento biologico</b> a differenza delle donne che non seguono la cura. Come il <b>fumo</b> che accelera la fase di invecchiamento.</p><p>Ma sono alcuni i valori base di laboratorio, analizzati solitamente attraverso i classici <b>esami del sangue</b>, a essere considerati dei biomarcatori fondamentali. Tra questi: 25-idrossi-vitamina D, HDL (lipoproteine ​​ad alta densità) e la percentuale di cellule T helper tra i leucociti.</p><p>Valori adeguati di questi indicatori, in persone con età biologica considerata bassa, segnalano uno stato di salute valido e confermano un ruolo diretto di questi nel processo di invecchiamento.</p><h3>Biomarcatori, i 10 fondamentali</h3><p>La longevità personale è legata a stretto giro a una decina di biomarcatori considerati essenziali per determinare la reale età biologica individuale. Nel dettaglio:</p><ul><li><b>ReHMGB1</b>: è una proteina fondamentale perché, attraverso il sangue, trasmette alle cellule i segnali di invecchiamento del corpo;</li><li><b>Albumina Sierica</b>: è una proteina prodotta dal fegato e regola la pressione oncotica, il movimento dei fluidi tra vasi e tessuti trasportando ormoni e sostanze nutritive. Un livello basso segnala la presenza di un’infiammazione in corso o patologie epatiche e renali:</li><li><b>Omocisteina</b>: segnala la possibilità di sviluppare problematiche di tipo cardiovascolare;</li><li><b>Vitamina D</b>: aiuta il sistema immunitario, l’assorbimento di calcio e fosforo e la salute delle ossa;</li><li><b>Emoglobina Glicata (HbA1c)</b>: misura il<a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/glicemia-troppo-alta-quali-valori-non-superare-i-60-anni-2644320.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>controllo glicemico</b></a> degli ultimi tre mesi;</li><li><b>Proteina C-Reattiva (PCR)</b>: è una proteina prodotta dal fegato e la concentrazione nel sangue può aumentare in presenza di stati infiammatori anche latenti (inflammaging);</li><li><b>Profilo Lipidico (HDL,</b><a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/colesterolo-i-60-anni-quali-valori-sono-davvero-preoccupanti-2646893.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>LDL</b></a><b>, Trigliceridi)</b>: è un esame utile per comprendere se è presente un rischio metabolico e cardiovascolare;</li><li><b>Creatinina/Azotemia</b>: determinano la funzionalità renale;</li><li><b>Transaminasi (GOT, GPT, Gamma GT)</b>: sono enzimi che determinano lo stato di salute del fegato;</li><li><b>Rapporto Amminoacidico (fenilalanina, metionina, cistina)</b>: regola il metabolismo cellulare, un valido equilibrio previene il blocco metabolico cellulare.</li></ul>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/7E4S4KM7CFINBO7QCMV4GVRGCM.jpg?auth=7a2eb6f61fae00b1509606db480ca81074b29e6eff6d6dbde134046cdf4f9dce&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[L'alimentazione corretta per avere dei capelli sani: 10 cibi che non devono mancare]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/lalimentazione-corretta-avere-dei-capelli-sani-10-cibi-che-2646887.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/lalimentazione-corretta-avere-dei-capelli-sani-10-cibi-che-2646887.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Capelli soffici, morbidi, ricci voluminosi, capigliatura setosa e leggera, non è solo una questione ormonale. Dieci alimenti che non devono mancare per una chioma sana]]></description><pubDate>Sun, 05 Apr 2026 05:00:25 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>L’<b>alimentazione</b> svolge un ruolo importante per il benessere dell’organismo e il suo corretto funzionamento. Non solo, perché alcuni alimenti preservano la salute e il benessere anche dei <a href="https://www.ilgiornale.it/news/rimedi-naturali/capelli-sporchi-giorno-tutto-dipende-questi-3-errori-comuni-2644695.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>capelli</b></a>, nutrendo correttamente il cuoio capelluto e rendendo la capigliatura più forte e luminosa. Una dieta sana, bilanciata, ricca di nutrienti contrasta lo stress ossidativo e combatte i radicali liberi.</p><p>Per rinforzare la chioma, evitando che i capelli cadano o risultino sfibrati, si può chiedere supporto al cibo. Alcuni alimenti, in particolare, sono una vera fonte di<b> vitamine, sali minerali, acidi grassi </b>per supportare le cellule dei bulbi piliferi, rinforzando la fibra dei capelli e rendendo la chioma più setosa e luminosa.</p><h2>Capelli, uno specchio del corpo</h2><p>La capigliatura riflette la<b> sfera emotiva</b> del corpo, rappresentando l’umore e le emozioni del momento oltre allo stato di salute psicofisico. Anche gli <b>ormoni</b> giocano un ruolo fondamentale, perché ne regolano il ciclo di crescita determinando anche lo spessore o la caduta. Per preservare il benessere si può trarre supporto dall’alimentazione, scegliendo cibi chiave che fanno bene e risultano preziosi per la salute della chioma. Limitando quelli ricchi di zucchero, che agevolano una produzione eccessiva di sebo e favoriscono la caduta, eliminando il fumo e preferendo una dieta sana al posto di una troppo restrittiva. Per non sbagliare ecco i 10 alimenti che proteggono la salute dei capelli.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/5-sieri-capelli-applicare-piega-e-segreto-farla-durare-pi-2572081.html">5 sieri per capelli da applicare dopo la piega (e un segreto per farla durare di più)</a></p><h3>1.Pesce</h3><p>Omega-3, vitamina D e del gruppo B, sali minerali e proteine per nutrire e curare il cuoio capelluto. Dalla trota al <b>salmone</b>, passando per le sardine e il pesce azzurro, una serie di proposte non solo sane per il corpo, ma benefiche anche per i capelli. Il pesce contiene nutrienti utili a prevenire la caduta dei capelli, supportare i follicoli piliferi e idratare la cute. Anche le <b>ostriche</b> offrono validi benefici perché permettono una ricarica di zinco, ferro e <a href="https://www.ilgiornale.it/news/farmaci-e-terapie/vitamina-d-cosa-serve-e-chi-sconsigliata-2534020.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>vitamina D</b></a>.</p><h3>2.Uova</h3><p>Alimento proteico le uova offrono una ricarica di amminoacidi, acidi grassi, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/vitamina-b12-cosa-serve-e-farne-pieno-2444845.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>vitamine del gruppo B e in particolare la B12</b></a>, vitamine A e D, zinco e ferro. Ma anche colina, luteina, zeaxantina e biotina utile a rafforzare la fibra contro la caduta dei capelli.</p><h3>3.Legumi</h3><p>Assumere proteine è un toccasana per i bulbi piliferi, anche nella variante vegetariana costituita da ceci, l<b>enticchie</b>, fagioli e piselli. Sono ricchi di <b>acido folico</b>, vitamina del gruppo B utile per la crescita dei capelli e contro il diradamento. Inoltre contengono ferro, zinco e biotina contro la caduta dei capelli.</p><h3>4.Cereali integrali</h3><p>Dal miglio, ricco di silicio ma anche vitamine del gruppo B e aminoacidi solforati per la sintesi della cheratina, all’<a href="https://www.ilgiornale.it/news/rimedi-naturali/dieta-48-ore-base-avena-abbatte-i-livelli-colesterolo-2638988.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>avena</b></a> fonte prodiga di vitamina B. Il grano saraceno offre zinco, fibre, ferro, antiossidanti e fibre. Un toccasana anche per la flora intestinale e per un miglior assorbimento dei nutrienti, utili per la salute della pelle, della visita e anche dei capelli.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/prevenire-crescita-capelli-bianchi-7-alimenti-scegliere-2559197.html">Come prevenire la crescita di capelli bianchi: 7 alimenti da scegliere a tavola</a></p><h3>5.Verdura</h3><p>Gli <b>spinaci</b> contengono potassio e ferro, i peperoni sono ricchi di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/carenza-vitamina-c-quali-problemi-si-pu-andare-incontro-e-2393907.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>vitamina C</b></a> che svolge un ruolo antiossidante e protettivo per il sistema immunitario. Supporta la produzione di collagene e l'assorbimento del ferro, utili per la salute dei capelli sani. Ma anche broccoli, bietole, carote, zucca, patate dolci ricche di<b> beta-carotene</b>, che il corpo trasforma in vitamina A utile per la salute del cuoio capelluto e la crescita dei capelli.</p><h3>6.Frutta</h3><p>Frutti rossi dall’azione <b>antiossidante</b>, in difesa della cute dall’azione dei radicali liberi. I frutti rossi, blu e arancioni offrono una ricarica di vitamina C e beta-carotene, precursore della vitamina A. Anche l’<b>avocado</b> offre innumerevoli benefici perché è ricco di grassi sani e biotina.</p><h3>7.Frutta secca</h3><p>Arachidi, anacardi, mandorle e noci garantiscono una ricarica di zinco, ferro, vitamine, grassi sani, biotiona e antiossidanti come il <b>Coenzima Q10</b>, per una capigliatura sana e luminosa. Agevolano la crescita e contrastano la caduta dei capelli.</p><h3>8.Semi</h3><p>Semi di girasole contengono vitamina E, un antiossidante che protegge i follicoli dallo stress ossidativo, per una migliore circolazione del cuoio capelluto. Ma anche semi di zucca e semi di lino ricchi di omega-3 in favore di una capigliatura più forte e tonica. Fino ai semi di chia, un toccasana naturale per i capelli perché contengono omega-3, proteine, zinco e vitamine del gruppo B.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/rimedi-naturali/perdita-capelli-studio-scientifico-dimostra-contrastarla-2607681.html">Perdita di capelli, uno studio scientifico dimostra come contrastarla con una radice</a></p><h3>9.Latticini</h3><p><b>Yogurt greco magro</b>, una fonte proteica sana e ricca di calcio per una migliore ossigenazione e cura del cuoio capelluto.</p><h3>10.Carne</h3><p>Assumere carne, con moderazione, offre una ricarica di proteine nobili e ferro, zinco e vitamine del gruppo B, utili per la cheratina. Il<b> brodo di ossa</b> ad esempio è di ricco di collagene e amminoacidi, che aiutano la struttura del capello rendendolo più forte.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/FKVCIANGLZK6NB34PJTT42DWV4.jpg?auth=08fcfee434dbbaee3c75050a66b87ff59bddd5a0ad0a691a69d8e5af54bcc175&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Colesterolo, dopo i 60 anni quali valori sono davvero preoccupanti]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/over/colesterolo-i-60-anni-quali-valori-sono-davvero-preoccupanti-2646893.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/over/colesterolo-i-60-anni-quali-valori-sono-davvero-preoccupanti-2646893.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[La salute del cuore e del corpo passano anche attraverso i livelli di colesterolo, monitorarli è indispensabile in particolare dopo i 60 anni. Quali valori non bisogna sottovalutare perché considerati preoccupanti]]></description><pubDate>Sat, 04 Apr 2026 05:00:43 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Avere i <b>livelli di colesterolo</b> oltre la soglia consigliata è una problematica molto ricorrente quanto trascurata, o non considerata a dovere quale segnale di allarme per la salute personale e in particolare quella del cuore. In particolare con il passare degli anni l’organismo va incontro a una serie di cambiamenti fisiologici legati all’avanzare del tempo, per questo è indispensabile monitorare con costanza il proprio stato di salute. A partire dai valori della pressione, seguiti da quelli della glicemia fino ai livelli di colesterolo presenti nel sangue.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/9-strategie-abbassare-i-livelli-colesterolo-2635633.html">9 strategie per abbassare i livelli di colesterolo</a></p><p>Superata la soglia dei 60 anni il corpo risponde in modo differente agli stimoli prodotti dall’alimentazione e dall’assunzione dei farmaci. Le <b>arterie</b> tendono a risultare meno elastiche e un’alimentazione non adeguatamente bilanciata ne può portare a un maggiore deposito di grassi, favorendo placche e blocchi che ostruiscono la naturale circolazione.</p><h2>Colesterolo, di cosa si tratta</h2><p>Quando si parla di <b>colesterolo</b> si fa riferimento a una molecola di grasso (o lipide) prodotta prevalentemente dal <b>fegato</b>, ma introdotta in minima parte anche attraverso la dieta. È una presenza necessaria per l’organismo e il suo buon funzionamento, solitamente individuabile nel sangue e nelle cellule. Utile per la costruzione dei tessuti e delle membrane cellulari, la sintesi degli ormoni legati alla tiroide e la produzione di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/vitamina-d-quali-alimenti-evitare-non-ridurne-effetti-2579180.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>vitamina D</b></u></a>.</p><h3>Colestero LDL e HDL: differenze</h3><p>Il colesterolo viene trasportato attraverso il sangue all’interno di strutture molecolari chiamate <b>lipoproteine</b>.</p><p>Si distinguono due differenti lipoproteine:</p><p>-<b>LDL</b> o lipoproteine a bassa densità (Low Density Lipoprotein), noto come colesterolo cattivo, perché è responsabile del trasporto dell’eccesso di colesterolo dal fegato verso le arterie depositandosi al loro interno e favorendo l’aterosclerosi;</p><p>-<b>HDL</b> o lipoproteine ad alta densità (High Density Lipoprotein), noto come colesterolo buono utile per rimuovere l’eccesso di colesterolo dai tessuti verso il fegato tramite l’azione dei sali biliari.</p><h3>I valori ottimali del colesterolo LDL e HDL</h3><p>La somma del colesterolo LDL e HDL offre il valore del <b>colesterolo totale</b>. Le cifre ottimali di colesterolo <b>LDL devono risultare inferiori a 130 mg/dl</b>, i valori di <b>HDL</b> invece devono risultare<b> superiore a 40 mg/dL per gli uomini e 50-60 mg/dL per le donne</b>. Il<b> colesterolo totale ottimale</b> deve risultare <b>al di sotto dei 200 mg/dL</b>.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/glicemia-troppo-alta-quali-valori-non-superare-i-60-anni-2644320.html">Glicemia troppo alta, quali valori non superare dopo i 60 anni</a></p><h2>Quali sono i fattori che incidono sui valori del colesterolo</h2><p>Superata la soglia dei 60 anni i valori legati al colesterolo possono cambiare, tra i fattori che incidono possiamo trovare i<b> cambiamenti ormonal</b>i: calo di estrogeni per le donne e testosterone per gli uomini. Ma anche un metabolismo epatico più lento e l’invecchiamento naturale delle arterie. Senza dimenticare il fattore più importante, ovvero lo <b>stile di vita</b> a partire dal fumo passando per un’alimentazione sbilanciata, ricca di grassi e prodotti raffinati fino all’assenza di attività fisica in favore di una maggiore <b>sedentarietà</b>, e la presenza di <b>patologie </b>come il<a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/glicemia-troppo-alta-quali-valori-non-superare-i-60-anni-2644320.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b> diabete</b></u></a>, le malattie renali e l’ipotiroidismo, per citarne alcune. Tutti fattori da non trascurare e che possono portare a un aumento di peso e anche all’obesità. Per questo, per<b> valutare i valori del colesterolo dopo i 60 anni</b>, i medici tendono a osservare il quadro personale completo considerando il profilo di rischio individuale.</p><h2>Quali sono i sintomi in caso di valori fuori dalla norma</h2><p>Il colesterolo<b> non mostra sintomi evidenti</b> per questo motivo è fondamentale <b>sottoporsi a controlli di routine</b>, effettuando gli<b> esami del sangue</b> su indicazione medica. Come accennato i valori non dovrebbero superare i parametri ottimali di < 200 mg/dL per il colesterolo totale e < 130 mg/dL per il colesterolo LDL, ed è in particolare questo dato che deve catturare maggiormente l’attenzione. Se questo valore supera con costanza i parametri desiderabili, nonostante si segua una dieta corretta, è bene<b> consultare il medico</b>.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/quanto-dovrebbe-essere-pressione-i-60-anni-2641446.html">Quanto dovrebbe essere la pressione dopo i 60 anni</a></p><h2>Colesterolo, quali sono i campanelli d&amp;rsquo;allarme</h2><p>Diventa un problema e si trasforma in <b>campanello di allarme</b> quando<b> i valori superano queste cifre</b>:</p><ul><li>colesterolo totale <b>sopra i 200 mg/dL</b></li><li><b>LDL superiore a 160 mg/dL </b>si sospetta la presenza di aterosclerosi, sopra i 190 mg/dL richiede una terapia farmacologica</li></ul><p>Inoltre un altro fattore da non trascurare sono i <b>livelli di trigliceridi nel sangue</b>, se superiori a <b>200-499 mg/dL</b> si è in presenza di un rischio moderatamente alto. Il colesterolo troppo alto dopo i 60 anni può favorire una serie di <b>problematiche</b> quali aterosclerosi, come già accennato, <b>cardiopatia ischemica</b> con rischio di infarto. Ma anche <a href="https://www.ilgiornale.it/news/farmaci-e-terapie/ictus-cos-riduci-rischio-40-ecco-cosa-fare-secondo-esperti-2643166.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>ictus</b></u></a>, oltre all’aumento del rischio di sviluppare problematiche cardiovascolari. Per porvi rimedio è fondamentale abbandonare la sedentarietà, chiedendo supporto al medico e abbinando il tutto con una dieta sana ricca di fibre e omega-3, riducendo il fumo e il consumo di prodotti grassi e processati.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LJOIGBF6DRMFZCAZ5JPD5WZO3E.jpg?auth=4fc9f9243ba106959ebdb26d803f07706de1ffde0a3c3e834f493918f159ff44&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Non riuscire a muoversi al mattino: capire e gestire i dolori articolari dopo i 50 anni]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/over/non-riuscire-muoversi-mattino-capire-e-gestire-i-dolori-2646419.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/over/non-riuscire-muoversi-mattino-capire-e-gestire-i-dolori-2646419.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Rigidità articolare al risveglio accompagnata da dolori e fastidio, le sei cause più comuni dopo i 50 anni che ci fanno sentire arrugginiti]]></description><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 09:47:19 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Una certa rigidità articolare può presentarsi al risveglio, una condizione molto comune e che <b>aumenta di intensità in particolare dopo i 50 anni</b>. Le parti interessate riguardano le articolazioni delle mani, delle <a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/crampi-notturni-gambe-perch-aumentano-i-60-anni-prevenire-e-2643747.html" data-datalayer-click-event-target="internal">gambe</a> o delle ginocchia, ma anche spalle e colonna vertebrale. Questa particolare condizione è, spesso, legata all’avanzare degli anni, all’invecchiamento naturale delle articolazioni e alla relativa usura della parte cartilaginea. E nelle donne può presentarsi con il sopraggiungere della menopausa e del calo degli estrogeni.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/10-esercizi-routine-veloci-rafforzare-articolazioni-2545557.html">10 esercizi di routine veloci per rafforzare le articolazioni</a></p><p>L’immobilità notturna data dalla posizione durante il sonno può incidere, perché si ha una riduzione della circolazione del liquido sinoviale necessario per lubrificare le giunture. Questa è una <b>presenza importante</b> che, con gli anni, viene prodotta in quantità minori risultando anche <b>più densa durante il sonno</b>. Al risveglio le <b>articolazioni risultano meno morbide e più rigide</b>, con una netta sensazione di attrito. La parte risulta bloccata o meno mobile, e per questo infiammata, con una sensazione di dolore e fastidio che scema con l’avanzare dei minuti.</p><h2>Perchè succede spesso dopo i 50 anni</h2><p>Con l’avanzare degli anni le articolazioni possono subire lenti ma inesorabili cambiamenti, condizionati da diversi fattori come la naturale usura, le <b>modificazioni ormonali o anche l’aumento di peso</b> e lo stile di vita. Il risultato è quello di avvertire rigidità, difficoltà di movimento e dolore, in particolare al risveglio come accennato. Spesso<b> si crede che il dolore coinvolga le ossa</b>, ma la parte interessata riguarda i <b>tessuti connettivi e la cartilagine</b>. Queste rivestono in modo elastico le parti finali delle ossa legate al movimento. Una presenza necessaria che riduce l’attrito, ammortizzando il carico dato dai pesi e facilitando lo scorrimento delle parti a contatto. <b><a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/mantenere-salute-cartilagini-i-60-anni-2269639.html" data-datalayer-click-event-target="internal">Dopo i 50 anni la cartilagine inizia a perdere lentamente la sua naturale elasticità</a></b>, ma anche l’idratazione e la capacità di rigenerarsi, risultando così più sottile e meno tonica. Per questo al risveglio le articolazioni risultano meno fluide, più statiche e doloranti. Un fastidio peggiorato dalla posizione del sonno notturno, che favorisce depositi di liquidi nella stessa zona.</p><h2>Le 6 cause più comuni</h2><p>Per affrontare adeguatamente questa condizione di disagio è fondamentale identificare la <b>causa scatenante</b>. In modo da individuare il rimedio più adatto, utile a ridurre il dolore e preservare a lungo il benessere delle articolazioni.</p><h3>Menopausa</h3><p>Con la <a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/artrosi-legame-menopausa-cure-mirate-sintomi-2321316.html" data-datalayer-click-event-target="internal">menopausa</a> il corpo femminile va incontro a una serie di cambiamenti importanti, che interessano anche le<b> articolazioni e le ossa</b>. Le modifiche coinvolgono gli ormoni, in particolare gli estrogeni che svolgono un ruolo protettivo per i tessuti connettivi e le ossa. Una minore presenza implica una minore lubrificazione delle giunture, con relativo<b> aumento dello stato infiammatorio noto come artralgia</b>. Si presenta una riduzione della massa ossea, rigidità al risveglio, tessuto muscolare meno tonico con dolore, spossatezza e formicolio.</p><h3>Artrosi</h3><p>Nota anche come osteoartrosi è una conseguenza diretta dell’usura della cartilagine, e può incidere anche sulle aree attigue come ossa, sinovia e legamenti.<b> L’articolazione risulta bloccata al risveglio </b>anche per circa trenta minuti, con dolore e crepitii.</p><h3>Invecchiamento e inflammaging</h3><p>Si tratta di uno stato infiammatorio cronico che aumenta con l’età, associato all’avanzare del tempo ma anche a uno stile di vita scorretto che impatta sul sistema immunitario. Questa tipologia di stato infiammatorio è spesso <b>legato ad alcune patologie come l'Alzheimer</b>, il diabete, l’aterosclerosi e le malattie cardiovascolari.</p><h3>Sovrappeso e stile di vita</h3><p>Uno <b><a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/maggiori-cadute-e-mortalit-precoce-studio-individua-2636969.html" data-datalayer-click-event-target="internal">stile di vita sedentario e privo di movimento</a></b> può favorire la condizione, in particolare se è associato a un’alimentazione non bilanciata che può portare a un aumento eccessivo di peso. I movimenti risultano più difficoltosi, il peso grava sulle articolazioni che possono risultare appesantite e bloccarsi non solo al risveglio.</p><h3>Condizioni mediche</h3><p>I dolori articolari possono collegarsi a una serie di problematiche mediche quali l’<b>artrite reumatoide</b> che porta a blocchi articolari prolungati, <b>con gonfiore e dolore</b>. Ma anche la fibromialgia oppure a uno stato infiammatorio della parte.</p><h3>Fattori esterni</h3><p>Un<b> materasso troppo rigido</b>, un cuscino scomodo possono incidere sul benessere delle articolazioni, al pari del freddo eccessivo. Senza dimenticare che assumere una <b>posa scorretta</b> può aumentare il dolore articolare.</p><h2>Come porvi rimedio</h2><p>Per preservare il benessere delle articolazioni è possibile mettere in pratica qualche valida soluzione, ad esempio riscaldando la parte con una <b>borsa dell'acqua calda o con impacchi freddi per circa 20 minuti</b>. Praticando sport quasi ogni giorno, anche se blando, dello stretching e dei micro movimenti al momento del risveglio. Seguire una dieta bilanciata comprensiva di <b><a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/vitamina-d-quali-alimenti-evitare-non-ridurne-effetti-2579180.html" data-datalayer-click-event-target="internal">cibi ricchi di calcio e vitamina D</a></b>, senza dimenticare l’idratazione, necessaria per l’elasticità dei tessuti connettivi.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/PL3ZLE2HKRKHXFNB6W7DHCXJZA.jpg?auth=8d17c90cbf652117a53b6ea0e3cd40c0abe9049fd07bdb5fa1f431249773b981&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Capelli sporchi dopo un giorno: tutto dipende da questi 3 errori comuni]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/rimedi-naturali/capelli-sporchi-giorno-tutto-dipende-questi-3-errori-comuni-2644695.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/rimedi-naturali/capelli-sporchi-giorno-tutto-dipende-questi-3-errori-comuni-2644695.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Capelli sporchi e appesantiti dopo un solo giorno, una problematica fastidiosa e molto comune. I tre errori che bisogna evitare]]></description><pubDate>Sun, 29 Mar 2026 10:43:07 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ritrovarsi con i <b>capelli</b> appesantiti e sporchi, dopo un solo giorno dalla detersione consueta, è una problematica molto più comune di quanto si possa pensare. Che può stravolgere il look finale anche degli over più attenti allo <a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/capelli-i-colori-anti-age-che-hanno-ringiovanito-5-star-2634645.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>styling</b></a> e alla cura della chioma.Il fenomeno non è legato a una scarsa o poco attenta igiene, ma alle caratteristiche del proprio cuoio capelluto, agli agenti atmosferici, alle proprie condizioni di salute personale e anche all'alimentazione.</p><p>Un ruolo importante è occupato dalla tipologia di pratiche impiegate per la <b>pulizia dei capelli</b>, ovvero la routine di prodotti e abitudini necessarie per la detersione. Dalla tipologia di shampoo e creme utilizzate, al metodo di applicazione degli stessi, passando per la frequenza dei lavaggi fino all’asciugatura e molto altro. Errori che vengono commessi a ogni lavaggio e che finiscono per vanificare il risultato finale, rendendo la chioma più pesante, opaca e spesso unta. Per eliminare questa problematica così frequente è necessario comprendere la tipologia del proprio capello, <b>il ruolo del sebo</b> e intercettare le abitudini dannose per la capigliatura.</p><h2>Capelli, come imparare a conoscerli</h2><p>Con l’avanzare degli anni i capelli subiscono una serie di cambiamenti importanti, ad esempio si riduce la produzione di melatonina che porta alla comparsa delle prime <b>ciocche bianche</b>. La chioma appare meno folta, più diradata, spesso più ruvida e crespa. La produzione di sebo può risultare meno intensa e il cuoio capelluto apparire più secco. Non solo perché un ruolo importante è rivestito dall’alimentazione, dagli agenti atmosferici, dallo stress e dall’emotività personale. Fino alle abitudini quotidiane legate alla cura dei capelli, agli strumenti per lo styling e alla gestione degli stessi. Un mix di fattori che incide sull’aspetto della chioma stessa, che può apparire meno pulita e più appesantita anche dopo un solo giorno dal lavaggio consueto. Per evitare questo effetto finale è importante individuare i fattori che possono incidere, così da prevenire la problematica.</p><h2>Capelli sporchi dopo 24 ore, i tre errori più comuni</h2><p>Per sfoggiare a lungo una chioma sana e luminosa è importante osservare le abitudini quotidiane che caratterizzano la routine legata alla cura e alla detersione personale. Partendo dalla presenza del sebo che, come accennato, viene prodotto in quantitativi minori con l’avanzare del tempo ma che svolge un ruolo importante. Le <b>ghiandole sebacee</b> vengono regolate a livello genetico e ormonale, ma possono incidere anche lo stress e un’alimentazione scorretta. Il sebo in quantità di equilibrio è un alleato della cute perché la idrata e crea un <b>film idrolipidico</b> che la protegge dalle infezioni. Tuttavia una serie di errori e abitudini errate, legate alla detersione della chioma, possono alterare questo equilibrio rovinando l’effetto finale.</p><h3>Frequenza dei lavaggi e detergente</h3><p>Il lavaggio quotidiano non è sconsigliato, a patto che si utilizzano detergenti adeguati alle necessità del proprio cuoio capelluto. Un prodotto troppo aggressivo può incidere sul pH fisiologico della cute, per questo è importante scegliere un articolo che possieda una formula bilanciata e che preservi il <b>pH lievemente acido</b> della zona. Anche la tecnica di applicazione è importante, è necessario che il prodotto agisca per qualche minuto attraverso un massaggio lento, delicato, praticato con i polpastrelli. Un’azione troppo rapida può aggredire la cute e un prodotto non consono può ridurre l’effetto della detersione, lasciando la chioma unta e sporca.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/capelli-tecnica-shampoo-hairstylist-farli-brillare-2583171.html">Capelli, come fare lo shampoo "sandwich" consigliato dagli hair stylist per farli brillare</a></p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/5-sieri-capelli-applicare-piega-e-segreto-farla-durare-pi-2572081.html">5 sieri per capelli da applicare dopo la piega (e un segreto per farla durare di più)</a></p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/caduta-stagionale-dei-capelli-quali-sono-i-migliori-shampoo-2540390.html">Caduta stagionale dei capelli, quali sono i migliori shampoo per una chioma sana e forte</a></p><h3>Risciacquo, temperatura e prodotti</h3><p>Per rimuovere lo shampoo in eccesso è bene utilizzare acqua tiepida, da impiegare in più tempi così da eliminare sia lo sporco che i residui di detergente. Un lavaggio troppo caldo agisce negativamente sul film lipidico, mentre uno troppo freddo non aiuta nella chiusura delle cuticole. Inoltre è fondamentale prestare attenzione alla distribuzione dei prodotti post shampoo, come il <b>balsamo</b> o le <a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/over-3-maschere-capelli-fai-te-2482689.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>maschere</b></a>. La particolare formula che li caratterizza è indicata per proteggere e rivestire le punte e le lunghezze, per questo è meglio non applicarli sul resto della capigliatura, perché risulterebbe subito più pesante, sporca, aumentando la produzione di sebo. Anche in questo caso il risciacquo riveste un ruolo importante, l’acqua deve scorrere a lungo e risultare limpida senza più residui.</p><h3>Cura e styling della chioma</h3><p>Una chioma pulita e sana richiede anche una fase di styling adeguata, a partire dalla <b>temperatura dell’asciugacapelli</b> che non deve risultare eccessiva e completando il tutto con un getto di aria fredda. Spazzole e pettini vanno puliti dopo ogni utilizzo mentre i prodotti per lo styling applicati solo sui capelli e sulle lunghezze. Vanno limitate una serie di abitudini quotidiane dannose, come ad esempio passare con frequenza le mani tra i capelli, mangiare cibi troppo grassi e assumere bevande che favoriscono la disidratazione come gli alcolici.</p><p>Qualche piccola accortezza e la scelta giusta dei <a href="https://www.ilgiornale.it/news/rimedi-naturali/metodo-goccia-d-oro-olio-tiepido-capelli-morbidi-15-minuti-2522708.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><b>prodotti</b></a> e delle tempistiche, legate al lavaggio, possono preservare a lungo la pulizia della chioma mantenendola morbida e luminosa.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/M4IB2MGMFFOCRNPYEC4YF5SUZE.jpg?auth=8c81fc5fa311c3439fdb64f434ea0841971a15834c2da19501c8b1cae5546440&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Glicemia troppo alta, quali valori non superare dopo i 60 anni]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/benessere/glicemia-troppo-alta-quali-valori-non-superare-i-60-anni-2644320.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/benessere/glicemia-troppo-alta-quali-valori-non-superare-i-60-anni-2644320.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Perché è importante monitorare i livelli glicemici dopo i 60 anni, e quali sono i valori che è necessario non superare]]></description><pubDate>Sat, 28 Mar 2026 07:25:27 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Con l’avanzare del tempo l’organismo subisce una serie di modifiche fisiologiche graduali e importanti. I vasi sanguigni tendono a risultare meno elastici, il metabolismo rallenta, le ossa perdono un po’ della loro densità e i muscoli appaiono meno tonici. Abbracciare uno stile di vita sano e poco sedentario può favorire una vita qualitativamente migliore, con una gestione più consona delle problematiche a partire dal colesterolo, ma anche della pressione, del peso e dei <a href="https://www.ilgiornale.it/news/rimedi-naturali/10-modi-abbassare-naturalmente-i-livelli-zucchero-nel-sangue-2535368.html" data-datalayer-click-event-target="internal">valori glicemici</a>. </p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/abbassare-glicemia-13-super-cibi-mangiare-2240714.html">Glicemia alta: 13 super cibi da mangiare per abbassarla</a></p><p>Non è un mistero che l’organismo, con gli anni, subisce una graduale riduzione della sensibilità insulinica in tandem con un fisiologico rallentamento del metabolismo, come accennato. Con una tendenza ad accumulare peso e massa adiposa, in particolare nella zona addominale. Preservare i valori glicemici nella norma risulta più complicato, ma necessario, non solo per prevenire il diabete ma per proteggere l’intero organismo, a partire dal sistema nervoso, passando per i reni e il cuore.</p><h2>Glicemia, i valori di riferimento</h2><p>La misurazione della glicemia, a qualsiasi età, deve fare riferimento a criteri di classificazione standard. Una serie di parametri utili a intercettare il diabete, il prediabete o a confermare valori legati alla normoglicemia. In un adulto sano i valori glicemici ottimali a digiuno, ovvero rilevati almeno otto ore dopo l’ultimo pasto, devono risultare inferiori a 100 mg/dL (milligrammo per decilitro). Si considera un rischio prediabete, o alterata glicemia a digiuno, se i valori si attestano tra i 100 e 125 mg/dL. Quando i dati sono uguali o superiori a 126 mg/dL, in due misurazioni distinte, si entra nel campo del diabete.</p><h2>Over 60 e glicemia, quali valori è bene non superare</h2><p>I valori di riferimento per la glicemia restano tendenzialmente invariati anche dopo i 60 anni, anche se a livello fisiologico tendono a modificarsi con il passare del tempo. La minore sensibilità insulinica che si presenta già intorno ai 40/50 anni tende ad aumentare i livelli di glicemia a digiuno, anche nei soggetti in salute. Mentre nei soggetti affetti da problematiche fisiche, fragilità e patologie il target di riferimento risulta meno severo, anche se sempre attento. In questi casi i valori di riferimento dopo i 60 anni si aggirano intorno a:</p><ul><li> 70-110 oppure 90/115-120 mg/dL a digiuno</li><li> sotto i 160 mg/dL dopo due ore</li></ul><p>Se i valori a digiuno superano i 126 mg/dL si parla già di diabete, tenendo sotto controllo anche i valori che scendono sotto i 70 mg/dL per non incappare nell’ipoglicemia che può favorire vertigini, mancamenti e cadute. Un valore costante sopra i 126 mg/dL a digiuno è un campanello d’allarme, mentre se supera i 200/250 mg/dL dopo i pasti si è in presenza di una iperglicemia severa. Un rischio serio per la salute che segnala una pessima gestione del glucosio da parte del corpo, e che può favorire complicazioni come le problematiche cardiovascolari, quelle renali, cattiva cicatrizzazione delle ferite e infezioni frequenti. I sintomi associati sono bocca asciutta, sete elevata, urgenza urinaria, stanchezza e vista offuscata.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/quanto-dovrebbe-essere-pressione-i-60-anni-2641446.html">Quanto dovrebbe essere la pressione dopo i 60 anni</a></p><h3>Cosa fare</h3><p>Il primo passo è quello di chiedere supporto al medico di fiducia o, se già in cura, al diabetologo di riferimento. Associando il percorso medico consigliato dall’esperto a una dieta sana e bilanciata ricca di carboidrati a basso indice glicemico, fibre,<a href="https://www.ilgiornale.it/news/rimedi-naturali/dieta-48-ore-base-avena-abbatte-i-livelli-colesterolo-2638988.html" data-datalayer-click-event-target="internal"> cereali integrali</a> e legumi. In abbinamento a una buona attività fisica e del sano movimento all’aria aperta, in tandem con controlli glicemici costanti e supportata dal medico di fiducia. </p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LYX4T7EKCRP3BKDFIIMKQZUPOM.jpg?auth=9c94288df736fec8cbbfce7dc4a49de8dc3d28d44c5b5cfd372efe343ec0032e&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Perché non perdi il grasso sull’addome nonostante la dieta: ecco dove stai sbagliando]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/perch-non-perdi-grasso-sull-addome-nonostante-dieta-ecco-2644119.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/perch-non-perdi-grasso-sull-addome-nonostante-dieta-ecco-2644119.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Pancia che non cala e super gonfia, anche se si segue un’alimentazione sana? Tutte le cause che non ti aspetti]]></description><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 12:42:27 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante una dieta bilanciata e uno stile di vita adeguato, il girovita e la<b> pancia</b> non sembrano voler diminuire il loro volume. Un esito sconfortante, nonostante l’impegno quotidiano, fatto di scelte sane utili a ridurre i chilogrammi sulla bilancia. E se il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/dieta-perch-non-basta-contare-calorie-perdere-peso-ecco-cosa-2565329.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>peso</b></u></a> cala ma la pancia resta inalterata, è necessario identificare le <b>cause</b> partendo dal presupposto che non esiste il dimagrimento localizzato. Quest’ultimo è un falso mito perché il corpo dimagrisce in modo uniforme, una condizione regolata da fattori genetici, ormonali e con il supporto di diete e allenamenti funzionali.</p><p>Se la pancia non diminuisce con la dieta si ha a che fare con il <b>grasso addominale</b>, ovvero il grasso composto da <b>grasso sottocutaneo e viscerale</b>. Quest’ultimo si deposita sotto la parete muscolare dell’addome circondando organi come il fegato, l’intestino e il pancreas. Ridurre questo accumulo è necessario per preservare la salute dell’organismo, ma per farlo è importante identificare le cause che conducono a questa condizione.</p><h2>La cause e cosa evitare</h2><p>Per incidere efficacemente sul grasso addominale, che non vuole calare, è importante individuare le cause che ne favoriscono la comparsa e la presenza recidiva. Un accumulo che può concretizzarsi anche in assenza di sovrappeso, sia per <b>questioni ormonali </b>che per un’alimentazione troppo ricca di zuccheri raffinati nonostante la dieta, ma possono incidere anche lo<b> stress</b>, un sonno irregolare o non adeguato, problemi digestivi e le intolleranze. Fino alla sedentarietà e al <b>consumo di alcolici</b>. Di seguito le cause più ricorrenti.</p><h3> Consumo energetico e ormoni</h3><p>Per dimagrire si dovrebbe consumare più energia di quella che si introduce attraverso il cibo, spingendo così il corpo a bruciare il grasso in eccesso per ridistribuire le energie. Il più delle volte si segue una dieta restrittiva condizionata da un fai da te dannoso, con cibi e snack in apparenza leggeri che al contrario aumentano le calorie assunte. Anche gli <b>ormoni</b> ci mettono lo zampino perché, in presenza di una dieta, applicano un sistema di difesa noto come termogenesi adattativa. Ovvero spingono il corpo a ottimizzare i consumi, riducendo i movimenti, aumentando il senso di fame. Inoltre, con l’avanzare dell’età e con il sopraggiungimento della <b>menopausa</b>, si manifestano veri e propri cambiamenti ormonali con una ridistribuzione del grasso nella zona dell’addome e dei fianchi.</p><h3>Stress e cortisolo</h3><p>Necessario per gestire le situazioni di emergenza il <b>cortisolo</b>, ovvero l’ormone dello stress, se costantemente attivo può bloccare la fase di dimagrimento. Si attiva ridistribuendo il grasso nella zona addominale e aumenta il <b>desiderio di ricompensa cerebrale attraverso il cibo</b>. Quella voglia di cibo ipercalorico, ricco di grassi e zuccheri utile a confortare l’umore e la mente, ma dannoso per la linea e la salute.</p><h3>Qualità del riposo non adeguata</h3><p>Uno stile di vita frenetico, ricco di impegni e caratterizzato da un<b> sonno non adeguato</b> ma discontinuo ha ricadute dirette sul processo di dimagrimento. Non solo aumenta i livelli di cortisolo, ma riduce la voglia di muoversi spingendo verso la sedentarietà, aumentando anche l’appetito.</p><h3>Insulino-resistenza e alimentazione</h3><p>Un’alimentazione errata, ricca di zuccheri e carboidrati raffinati favorisce l’accumulo di grasso e un eccesso calorico. Quest’ultimo, in tandem con uno stile sedentario, porta allo stoccaggio del grasso viscerale nell’addome che favorisce la produzione di citochine infiammatorie che causano l’<b>insulino-resistenza</b>. Il pancreas è così obbligato a secernere più insulina per gestire la glicemia, e questo blocca la combustione dei grassi, attiva gli attacchi di fame e predispone per le patologie metaboliche.</p><h3>Intolleranze alimentari e salute intestinale</h3><p>Una scelta alimentare errata, ricca di zuccheri e carboidrati raffinati, incide sul benessere della <b>flora batterica intestinale</b>. Si ha un’alterazione che provoca gonfiore e accumulo di grasso. Anche le <b>intolleranze alimentari</b> possono incidere perché portano a una condizione costante di infiammazione cronica che favorisce gonfiore, ma anche accumulo di grasso.</p><h3>Alcolici e grasso addominale</h3><p>Lo stile di vita incide particolarmente, ad esempio un consumo eccessivo di <b>alcolici </b>favorisce l’aumento della pancia. Si ha un aumento delle calorie considerate vuote, con innalzamento dei livelli di cortisolo e blocco la combustione dei grassi.</p><ul/><h2>Come eliminare il grasso addominale</h2><p>Per ridurre il grasso addominale si deve puntare su un <b>deficit calorico adeguato e costante</b>, ovvero favorire un’alimentazione ricca di<a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/yogurt-greco-preparare-colazione-0-grassi-e-che-ti-sazia-2596009.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b> fibre </b></u></a>e con un valido apporto di proteine magre. In questi casi<b> il fai da te è dannoso</b>, per questo un nutrizionista esperto potrà definire un regime alimentare personalizzato utile a perdere il grasso in eccesso, senza restrizioni inutili. In tandem si può praticare dell’attività fisica utile a preservare la massa muscolare, puntando sugli <b>allenamenti di forza</b>. Riducendo o eliminando il consumo di cibi raffinati e ultraprocessati, limitando o sospendendo gli alcolici in favore di una valida idratazione. Completando il tutto con pratiche di rilassamento, per ridurre lo stress, in favore di un sonno notturno di qualità.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/OAMNJKJ4CNIHTG7BDBDO5UYGXQ.jpg?auth=d3a9248a88f751ccb6622685fc0fbde04c9b7e13c2759f6bc0e03cdd209818b5&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Crampi notturni alle gambe, perché aumentano dopo i 60 anni: come prevenire e trattarli]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/over/crampi-notturni-gambe-perch-aumentano-i-60-anni-prevenire-e-2643747.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/over/crampi-notturni-gambe-perch-aumentano-i-60-anni-prevenire-e-2643747.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Fastidiosi e molto comuni i crampi notturni alle gambe colpiscono in particolare la popolazione adulta e over. Le cinque cause scatenanti da non sottovalutare]]></description><pubDate>Thu, 26 Mar 2026 15:54:24 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p><b>Crampi notturni</b> che colpiscono le gambe, una condizione molto ricorrente e che spesso interferisce con il riposo. Si manifestano come contrazioni muscolari involontarie che colpiscono i polpacci, ma anche le cosce e i piedi. I <a href="https://www.ilgiornale.it/news/salute/crampi-prevenirli-e-curarli-1984552.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>crampi</b></u></a> sono una problematica che può colpire anche i giovani, ma che vanta un’incidenza maggiore sulla fascia adulta e in particolare quella over.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/crampi-notturni-nelle-gambe-degli-anziani-2088055.html">Crampi notturni nelle gambe negli over: cause, rimedi e alcune strategie per prevenirli</a></p><p>La contrazione giunge all’improvviso al pari di una<b> fitta</b>, di una stretta alla parte bassa degli arti accompagnata da fastidio e dolore. Sintomi che non passano inosservati, che possono durare anche per svariati minuti incidendo sulla qualità del sonno e ridestando di colpo chi ne viene colpito. Per agire sulla condizione di disagio è fondamentale individuare le <b>cause</b> scatenanti.</p><h2>Cosa sono i crampi notturni alle gambe</h2><p>I crampi notturni si manifestano attraverso una contrazione improvvisa e involontaria, che colpisce uno o più muscoli delle gambe. Questa anomala trasmissione neuro-muscolare compare come una sorta di <b>impulso improvviso</b>, accompagnato da fastidio, senso di pesantezza, formicolio e dolore. Si ha un movimento involontario e improvviso della parte interessata, il più delle volte quella del polpaccio, un vero e proprio spasmo che determina il risveglio della persona interessata. Spesso si manifestano senza una vera causa evidente, e per questo vengono identificati come<b> crampi benigni idiopatici</b>. In presenza di una causa scatenante si parla invece di <b>crampi secondari</b>. Per limitare la presenza, in favore di un sano riposo notturno, è fondamentale individuare le cause scatenanti, magari con il supporto del medico di fiducia.</p><h2>Crampi notturni, tutte le cause</h2><p>Nonostante compaiano con frequenza i crampi notturni alle gambe risultano una problematica ancora poco conosciuta, protagonista di ricerche e studi. Colpiscono in percentuale maggiore la fascia adulta e in particolare quella over, disturbando il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/perch-dormire-buio-fa-bene-cuore-i-motivi-secondo-studio-2575051.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>riposo notturno</b></u></a>. Secondo molti studi condotti negli anni i crampi sembrerebbero trarre origine da un’anomalia dei neuroni motori periferici, responsabili della stimolazione delle contrazioni dei muscoli con vere e proprie scariche nervose del tutto involontarie e improvvise che coinvolgono le gambe. Per risolvere la problematica è fondamentale individuare la causa scatenante, di seguito le 5 più comuni.</p><ol/><p>I crampi muscolari notturni possono derivare da un affaticamento muscolare, causato da una serie di sforzi fisici effettuati durante la giornata. Oppure da un esercizio sportivo di intensità elevata, praticato in modo eccessivo. Anche la posa notturna dei piedi, spesso in flessione, può agevolare una contrazione involontaria dei muscoli.</p><ol/><p>Una scarsa idratazione incide sul benessere personale, riducendo l’apporto idrico ai muscoli e alterando l’equilibrio degli elettroliti. Anche un’intensa<b> sudorazione notturna</b> può favorire uno stato di disidratazione. Al pari di una serie di carenze di <b>sali minerali</b> quali <a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/carenza-magnesio-otto-segnali-non-sottovalutare-2587218.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>magnesio</b></u></a>, potassio, calcio e sodio, utili per regolare le contrazioni muscolari. Il magnesio ad esempio è fondamentale per il rilassamento muscolare, mentre un livello basso di <b>potassio</b> porta alla sudorazione e a problematiche gastrointestinali.</p><ol/><p>Una vita troppo sedentaria, con un’attività fisica scarsa o assente, magari condizionata da uno stato di salute che obbliga alla posizione seduta. Al pari di una postura eretta protratta a lungo durante la giornata o a posizioni scorrette assunte durante il sonno, sono tutti fattori che incidono sulla possibilità di favorire i crampi muscolari. Anche lo <b>stile di vita </b>svolge un ruolo primario, un’alimentazione povera di sali minerali, con <a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/carenza-vitamina-d-quali-malattie-come-riconoscere-sintomi-2340168.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>carenza di Vitamina D</b></u></a> e con un consumo eccessivo di alcolici incide sul benessere personale.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/rimedi-naturali/sistema-immunitario-rafforzarlo-i-60-anni-2642835.html">Sistema immunitario, come rafforzarlo dopo i 60 anni</a></p><ol/><p>Le condizioni mediche possono concorrere alla formazione dei crampi muscolari, come ad esempio l’<b>insufficienza venosa </b>che può portare alla formazione delle vene varicose. Le malattie epatiche, quelle metaboliche o anche ormonali, seguite dalle infiammazioni di tendini e legamenti. Anche le patologie neurologiche possono incidere, tra queste il <a href="https://www.ilgiornale.it/tag/morbo-parkinson-143091.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>morbo di Parkinson</b></u></a>, la sclerosi multipla, la neuropatia periferica e la stenosi del canale lombare o la compressione delle radici nervose a livello della colonna vertebrale, fino alla sindrome della gamba senza riposo.</p><ol/><p>L’assunzione di alcuni farmaci può agevolare questa condizione di disagio, in particolare quelli per contrastare l’osteoporosi, per problemi del sistema nervoso, anche alcune tipologie di antinfiammatori e diuretici.</p><h2>I rimedi per non avere dolori alle gambe di notte</h2><p>Non esiste un’unica via per contrastare la problematica, ma un insieme di azioni che possono migliorare la condizione e anche prevenirla. A partire da uno stile di vita più sano, con passeggiate, ginnastica dolce, fino a una valida attività fisica che contempli la presenza dello<b> stretching</b> da eseguire prima di andare a letto così da allungare e rilassare i muscoli.</p><p>Prova con questi <a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/10-esercizi-routine-veloci-rafforzare-articolazioni-2545557.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u><b>10 esercizi di routine veloci per rafforzare le articolazioni</b></u></a></p><p>Ottimi i massaggi con l’olio di zenzero e rosmarino, come posizionare le gambe in alto per favorire la circolazione. Seguendo una dieta equilibrata con alimenti ricchi di vitamine e di minerali come il potassio, il calcio e il magnesio. Ad esempio banane, noci, mandorle, fichi, legumi e avocado. Riducendo il consumo di alcolici in favore di una valida e sana idratazione.</p><p>Se la condizione dovesse presentarsi con costanza è bene chiedere supporto al medico che potrà consigliare il rimedio più adatto, a fronte della singola condizione medica.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/V55U6IZTSJMZBISEMPFQ4FOWDU.jpg?auth=555086c96895483265bd857cd24ac8aca7e874682aac1029c7f47571db3ddcfd&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Quanto dovrebbe essere la pressione dopo i 60 anni]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/over/quanto-dovrebbe-essere-pressione-i-60-anni-2641446.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/over/quanto-dovrebbe-essere-pressione-i-60-anni-2641446.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Pressione dopo i 60 anni, quali sono i valori da monitorare per preservare la salute e quali le strategie per mantenerla stabile]]></description><pubDate>Sat, 21 Mar 2026 07:14:18 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Una minore elasticità vascolare, combinata con uno stile di vita non sempre corretto, possono incidere sui valori della pressione arteriosa spingendoli lentamente verso l’alto. Una condizione spesso legata anche all’avanzare degli anni e che può favorire una problematica molto ricorrente nota come ipertensione arteriosa. Considerata una sorta di killer silente, perché si muove indisturbata senza produrre sintomi evidenti ma che produce danni importanti all’organismo.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/pressione-alta-quali-spezie-usare-cucina-che-aiutano-ad-2584693.html">Pressione alta, come abbassarla grazie alle spezie: 6 che non devono mancare in cucina</a></p><p>Per questo motivo superata la soglia dei 50, e in previsione dei 60 anni, la categoria over deve abbracciare uno stile di vita più sano e regolare. Abolendo tutte le abitudini più dannose, eliminando il fumo e riducendo gli alcolici. Moderando il consumo di sale, in favore di una dieta sana, equilibrata, costituita da alimenti semplici e non processati. In tandem con un po’ di movimento o di un’attività sportiva adeguata alle proprie necessità. Per questo è importante monitorare il proprio stato di salute, a partire dai <a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/pressione-alta-o-bassa-attenzione-questi-sintomi-2436859.html" data-datalayer-click-event-target="internal">livelli di pressione </a>arteriosa.</p><h2>I valori ideali dopo i 60 anni</h2><p>Per preservare la salute personale i valori della pressione sanguigna, in età adulta, devono mantenersi intorno ai 120 mmHg, per la sistolica, e 80 mmHg per quella diastolica. Una condizione ideale che andrebbe preservata anche dopo i 60 anni, anche se da un punto di vista clinico è tollerato un piccolo margine con target leggermente più alti pari a 130-140/80-85 mmHg. </p><p>Questo perché il sistema cardiovascolare avanza negli anni con il corpo, non necessariamente in modo negativo, e anche le arterie tendono a perdere quella elasticità naturale che le contraddistingue. Irrigidendosi costringono il cuore a pompare con più intensità per immettere in circolo il sangue, favorendo un aumento della pressione sistolica. </p><p>Anche lo stile di vita può incidere sulla salute, l’assunzione di farmaci, il tipo di alimentazione scelta, un mix che aumenta di fatto i valori della pressione sanguigna. Questo potrebbe favorire l’ipertensione, una condizione silente che come accennato non si manifesta attraverso sintomi evidenti. </p><p>Per questo è fondamentale seguire alcune regole di base, da introdurre all’interno delle abitudini del quotidiano, così da favorire una condizione costante di benessere e livelli di pressione perfetti.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/over/ipertensione-anziani-prevenirla-e-rimedi-2157274.html">Ipertensione anziani come prevenirla e rimedi </a></p><h2>Come preservare una pressione arteriosa ottimale</h2><p>Per preservare una condizione di benessere generale è necessario mantenere costanti i valori della pressione, considerando il margine di tollerabilità già accennato. Per questo è importante misurarla quasi quotidianamente a domicilio, monitorando i valori sia al mattino, che il pomeriggio e la sera. Considerando che si verifica un aumento fisiologico durante la mattina, e un calo durante l’arco serale. La pressione andrebbe controllata prima della colazione e dell’assunzione dei farmaci del mattino, dopo 5 minuti di riposo da seduti e mentre si è in posizione rilassata e comoda. Una situazione di relax ed equilibrio, perfetta per individuare i valori reali della propria pressione. Associando il tutto a uno stile di vita sano ed equilibrato:</p><ul><li>ridurre il consumo di sale, meno di 5 grammi al giorno</li><li>limitare i cibi processati in favore di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/datteri-tutti-i-benefici-e-capire-quali-sono-i-migliori-2584661.html" data-datalayer-click-event-target="internal">alimenti semplici</a>, ricchi di potassio e magnesio come frutta, verdura, legumi e frutta secca con moderazione. Abolendo i cibi troppo grassi che incidono anche sul peso corporeo</li><li>limitare il consumo di alcolici e caffeina, eliminando il fumo e le abitudini dannose</li><li>attività fisica anche se blanda, dalla <a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/camminata-giapponese-bastano-3-minuti-ottenere-i-benefici-60-2535760.html" data-datalayer-click-event-target="internal">camminata dolce</a> agli esercizi isometrici, per circa 30 minuti al giorno</li><li>ridurre lo stress e l’ansia, attraverso pratiche di rilassamento quotidiane, yoga o meditazione</li></ul><h2>Quei segnali da non tralasciare</h2><p>L’assunzione di farmaci, la presenza di patologie, abbracciare uno stile di vita non adeguato, l’aumento di peso e la scelta di una dieta non bilanciata: sono tutti fattori che possono incidere sui livelli regolari di pressione e che possono favorire l'ipertensione arteriosa. I segnali spesso appaiono sfumati o silenti, ecco perché è importante imparare a riconoscerli. Tra i più comuni:</p><ul><li>instabilità posturale, una sensazione di sbandamento o insicurezza quando si affrontano movimenti bruschi. I vasi sanguigni si adattano con fatica ai cambiamenti di pressione</li><li>difficoltà di concentrazione e stanchezza cronica, spesso sono associati alla pressione alta</li><li>vista ofuscata o percezione di mosche volanti</li><li>nicturia, alzarsi spesso di notte per urinare spesso è associato all’ipertensione che agisce sui reni mettendoli sotto pressione</li></ul><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/benessere/pressione-alta-o-bassa-attenzione-questi-sintomi-2436859.html" data-datalayer-click-event-target="internal">Altri sintomi</a> che possono indicare la pressione alta sono i ronzii nelle orecchie, sangue dal naso, palpitazioni e mancanza di respiro sotto sforzo. Per monitorare il proprio stato di salute è importante chiedere supporto al medico di fiducia, che potrà controllare i livelli della pressione sanguigna senza tralasciare il quadro di salute generale. Suggerendo la cura e i rimedi più adatti.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/4NDYSJKWPJJFXNCOG3SSR6GIV4.jpg?auth=cc1684bd106d37abb07197e0415f172ccbbf6d84ab0938d358d003cf3d88ba0a&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Una dieta di 48 ore a base di avena abbatte i livelli di colesterolo per settimane (studio)]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/rimedi-naturali/dieta-48-ore-base-avena-abbatte-i-livelli-colesterolo-2638988.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/rimedi-naturali/dieta-48-ore-base-avena-abbatte-i-livelli-colesterolo-2638988.html</guid><dc:creator><![CDATA[Monica Cresci]]></dc:creator><description><![CDATA[Abbassare i livelli di colesterolo cattivo del 10% è possibile, basta seguire una dieta sana a base di avena per due giorni. Uno studio ha verificato i risultati e le cause degli effetti positivi]]></description><pubDate>Mon, 16 Mar 2026 09:39:12 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Alti livelli di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/9-strategie-abbassare-i-livelli-colesterolo-2635633.html" data-datalayer-click-event-target="internal">colesterolo</a> LDL, ovvero il ben noto colesterolo cattivo, possono produrre effetti negativi per lla salute dell’organismo. In particolare aumentando il rischio di sviluppare l’aterosclerosi, una problematica infiammatoria delle arterie caratterizzata dall’accumulo di placche di grasso al loro interno. Il risultato favorisce un indurimento delle arterie stesse che risultano più rigide, con la riduzione del flusso sanguigno. Questo può causare infarto, ictus, ischemia e problematiche cardiache.</p><p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/semi-lino-riducono-colesterolo-cattivo-studi-benefici-2597466.html">Semi di lino, gli studi: assumerli due volte al giorno riduce i livelli di colesterolo cattivo</a></p><p>Per ridurre questo rischio scende in campo l’avena, un alimento tipico della cucina povera ma genuina di un tempo e dall’alto potenziale benefico. Assumerla per 48 ore offre benefici a lungo termine per l’organismo, con un’evidente e rapida riduzione dei livelli di colesterolo pari al 10%. Uno studio condotto dallo staff dell'Università di Bonn in Germania ha analizzato gli effetti positivi dati dall’impiego calibrato dell’avena.</p><h2>Colesterolo e avena, perché fa bene</h2><p>Dall’alto potere nutritivo l’avena è un alimento sano, ricco di proteine, vitamine, minerali e in particolare fibre solubili. Le sue origini affondano nel passato più lontano, veniva coltivata già nel 3000 a.C., divenendo prima alimento per gli animali e successivamente cibo di sostentamento nei paesi più freddi: il ben noto e amato <a href="https://www.ilgiornale.it/news/dieta-e-alimentazione/porridge-ricette-veloci-colazione-nutriente-e-piena-energia-2450006.html" data-datalayer-click-event-target="internal">porridge</a>. Finita un po’ nel dimenticatoio, l’avena ha recuperato posizioni negli ultimi decenni trasformandosi in un cibo sano e perfetto per le colazioni healthy. In particolare per chi soffre di diabete o della sindrome metabolica perché agevola un valido senso di sazietà, monitora i livelli glicemici e migliora la salute intestinale. Ed è proprio nell’intestino che l’interazione tra l’avena e microbiota intestinale permette la riduzione dei livelli di colesterolo LDL.</p><h2>Cosa dice lo studio</h2><p>Lo studio, pubblicato su <a href="https://doi.org/10.1038/s41467-026-68303-9" target="_blank" rel="noopener">Nature Communications</a>, ha seguito due gruppi di persone con sindrome metabolica sottoposte a due interventi dietetici con controlli in parallelo, confrontando un'assunzione di avena ad alto dosaggio a breve termine e un'assunzione moderata di avena per sei settimane. Il primo gruppo ha seguito una dieta ipocalorica composta quasi esclusivamente dalla somministrazione di fiocchi d’avena, per tre pasti al giorno nell’arco di 48 ore. Con l’aggiunta moderata di frutta e verdura selezionata, ma senza condimenti. Il secondo gruppo ha seguito una dieta isocalorica per circa sei settimane, con una presenza moderata di avena. In entrambe le situazioni l’avena ha interagito positivamente con il microbiota intestinale e sui profili metabolici totali.</p><p>Nel primo gruppo la riduzione di colesterolo totale è risultata immediata e pari all’8%, mentre il colesterolo LDL è diminuito del 10%. Con effetti positivi sia sul peso che sulla pressione. Nel secondo gruppo la riduzione dei livelli di colesterolo è apparsa più lenta, senza un calo rapido come quello riscontrato nel primo gruppo ma costante e a lungo termine. A garantire questi effetti è il lavoro messo in atto dai batteri presenti nell’intestino, responsabili della scomposizione delle molecole di avena in favore della produzione di composti fenolici. Questi, una volta presenti nel circolo sanguigno, agiscono sul metabolismo lipidico favorendo l’eliminazione del colesterolo LDL. Inoltre le fibre solubili, beta-glucani, creano un gel nell’intestino che riduce l’assorbimento del colesterolo.</p><p>L'avena è un alimento che aiuta la salute dell’organismo, per assumerla nel modo migliore è importante chiedere supporto a un nutrizionista esperto. In modo da seguire una dieta adatta alla propria condizione fisica e medica, agevolando un risultato ottimale e duraturo.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/QYO62LVKKRJN7K7IUMGU4VKOZ4.jpg?auth=58a827a653eef54f12b62147bdc5e23af40aecf1ed06c915a1463888548cbb0c&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item></channel></rss>