<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[News feed]]></title><link>https://www.ilgiornale.it</link><atom:link href="https://www.ilgiornale.it/arc/outboundfeeds/rss/autore/luigi-melita/" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[ News Feed]]></description><lastBuildDate>Mon, 27 Jul 2026 14:14:38 +0000</lastBuildDate><language>it</language><ttl>1</ttl><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Con la EX60 Volvo cala l’asso per far dimenticare l’ansia da autonomia]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/auto-moto-motori/con-la-ex60-volvo-cala-lasso-per-far-dimenticare-lansia-da-autonomia/</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/auto-moto-motori/con-la-ex60-volvo-cala-lasso-per-far-dimenticare-lansia-da-autonomia/</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description><![CDATA[È la prima Volvo pensata elettrica fin dalle origini: batteria che diventa telaio, architettura a 800 Volt e un'autonomia dichiarata da fino a 810 chilometri.
]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 14:18:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>La Volvo EX60 è la prima vettura del marchio costruita da zero sulla nuova piattaforma SPA3, fino a 810 chilometri di autonomia nel ciclo WLTP e una ricarica dal 10 all’80% in meno di venti minuti. Numeri interessanti, che si riferiscono alla top di gamma, ma che continuano ad affiancarsi a quelli della best seller del mondo termico/ibrido, la XC60 che resta in gamma per chi ancora non è convinto…</p><h1>I numeri della Volvo EX60</h1><p>Volvo EX60 gioca nella fascia alta del mercato: pur posizionandosi tra EX30 e EX90 è più vicina a quest’ultima con i suoi 4,80 metri di lunghezza e un passo di ben 2,97 metri. Per chi necessita prestazioni più specifiche in off-road, arriverà a inizio 2027 la variante Cross Country solo a trazione integrale,, con sospensioni capaci di alzare l’altezza da terra dai 18,2 centimetri della versione standard fino a 23,4 cm e una capacità di guado di 45 centimetri.</p><p>All’interno, il classico schermo verticale delle altre Volvo elettriche lascia il posto a un display orizzontale da 15 pollici con Android Automotive e i servizi Google integrati. Dietro il volante c’èun secondo schermo sottile da 11 pollici che fa da strumentazione. L’integrazione con Google è totale: le mappe leggono consumi e stato di carica e pianificano le soste di ricarica da sole, mentre l’assistente Gemini è integrato a livello di vettura e dialoga in modo naturale. </p><p>Il passo lungo si traduce in un divano posteriore dove stanno comodi anche i più alti, complice il pavimento piatto che rende sfruttabile pure il posto centrale, con un bagagliaio che parte da circa 600 litri, più un vano anteriore da 50-85 litri.</p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/IREGZOPIPZCUBEXPIGSG5VYFA4.jpg?auth=5084953bfa0f555bc65170027224cd9c9c8fb45b4a8f640ccdf82f11c5cc549c&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><p>Chiudendo con i motori e le batterie, ci sono tre livelli: la P6 è a trazione posteriore, un solo motore da 374 cavalli, batteria da 83 kWh e 620 chilometri dichiarati. La P10 passa al 4x4 con due motori per 510 cavalli e 95 kWh. La P12, infine, porta i cavalli a 680, la batteria a 117 kWh e l’autonomia dichiarata al massimo di 810 chilometri.</p><p>Sulla ricarica l’architettura a 800 Volt raggiunge i 320 kW sulla P6 e i 370 sulle 4x4, con un 10-80% dichiarato in 16-19 minuti a seconda della versione.</p><h1>Come va? La prova su strada</h1><p>Il primo approccio conferma subito il comfort di Volvo: silenzio in viaggio e comfort in tutti i contesti. Il pezzo forte è l’ammortizzazione a controllo elettronico dell’esemplare in prova, che lascia scegliere tra una taratura più sostenuta e una più morbida. </p><p>Ottima la gestione dei pedali, con il freno che è ben modulabile tra frenata rigenerativa e circuito idraulico, e nulla da ridire sul motore che ha coppia e potenza per dare soddisfazione in qualsiasi circostanza, tutto con un’accelerazione decisa ma mai brutale per non rompere quell’equilibrio alla Volvo tra prestazioni e comfort di bordo. </p><p>I consumi andranno verificati in un secondo momento, ma con batterie così capienti ci si può avvicinare al dichiarato nell’utilizzo misto e, in autostrada dove l’autonomia è ridotta a causa delle velocità, c’è il vantaggio della ricarica rapida in meno di 20 minuti.</p><h1>Prezzi e disponibilità</h1><p>In Italia si parte da 65.350 euro per la P6 in allestimento Plus mentre la P10 integrale, quella della prova, costa 68.400. Al vertice c’è la P12 da 74.500 euro in allestimento Plus (81.450 euro per la Ultra). Le consegne delle P6 e P10 sono attese soprattutto da settembre, per la P12 servirà qualche mese in più. </p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/IU7NGMF4OJDNDMIDHQTIXQEXAI.jpg?auth=e4f533a6305194fa29f25a9adea93509675f30017cdf24ff66f11a3f08e6fa00&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Audi Q4 e-tron 2026, la prova: più efficiente e piacevole tra le curve, ma va configurata bene]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/automotive/audi-q4-e-tron-2026-prova-pi-efficiente-e-piacevole-curve-va-2693175.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/automotive/audi-q4-e-tron-2026-prova-pi-efficiente-e-piacevole-curve-va-2693175.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description><![CDATA[L’obiettivo era rinnovare la Q4 e-tron aumentandone prestazioni e autonomia senza snaturarne il piacere di guida, e con la versione 2026 Audi ha fatto qualcosa di più, aggiungendo un rinnovamento tecnologico ed estetico anche negli interni. Ora il dato dichiarato sfiora i 600 km di autonomia nella versione più aerodinamica (la Sportback), me come va? Per scoprirlo, l’abbiamo provata tra le curve e i tornanti della Valle d’Aosta]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 05:21:51 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<h1>I numeri di Audi Q4 e-tron 2026</h1><p>Il restyling avvicina Q4 e-tron alle Audi più recenti, non solo nell’estetica del frontale e dei gruppi ottici, ma anche negli interni, tutto in 4,6 metri di lunghezza. Dentro è comoda: con 2,76 metri di passo si ha spazio a sufficienza anche per chi è di taglia “maxi”, ma non rinuncia al bagagliaio che va da 515 a 1.487 litri e, in generale, l’elettrica si avvantaggia rispetto alle sorelle (Q3, Q5 e Q7) perché sfrutta meglio l’abitacolo grazie alla piattaforma. </p><p>All’interno debuttano lo schermo panoramico composto dalla strumentazione da 11,9 pollici affiancata all’infotainment da 12,8 pollici e, per non fare torto a nessuno, c’è anche un ulteriore display optional dedicato al passeggero che può anche vedere dei video dato che, dal posto di guida, lo schermo di chi siede sulla destra è completamente invisibile. Tutto gira sul sistema operativo Android Automotive con interfaccia Audi che mantiene lo stile del brand premium tedesco e propone sia la connettività completa, sia una buona fluidità da questo primo test. La gamma parte dalla Q4 e-tron a trazione posteriore da 204 CV con batteria da 59 kWh netti e un’autonomia dichiarata fino a 439 chilometri sulla versione SUV. La performance utilizza invece una batteria da 77 kWh netti e un motore posteriore da 286 CV e 545 Nm. L’autonomia WLTP raggiunge 577 chilometri sulla SUV e 592 sulla Sportback.</p><p>Per chi vuole di più c’è poi Q4 e-tron quattro performance da 340 CV, con un secondo motore elettrico sull’asse anteriore per uno 0 a 100 km/h da 5,4 secondi e dichiara fino a 541 chilometri sulla versione SUV. Ricarica? Meno di 28 minuti per il 10-80%, ma la novità è la scarica: Audi Q4 e-tron 2026 è la prima del marchio a poter cedere l’energia oltre che immagazzinarla. Oggi alimenta qualsiasi dispositivo (anche una bici elettrica), domani si trasformerà in una batteria di accumulo per la casa che può alimentare l’intera abitazione, anche in caso di blackout.</p><h1>Come va? Prova su strada </h1><p>Al volante tra i tornanti, Audi Q4 e-tron è nel suo ambiente naturale. Il SUV infatti si guida bene anche nei contesti più dinamici se equipaggiato con i pacchetti di assetto più sportivi e, allo stesso tempo, mantiene il comfort e la capacità di carico tipico della categoria. Nonostante superi le due tonnellate, infatti, il baricentro basso la rende maneggevole e il motore posteriore spinge il giusto anche senza chiamare in causa la versione a trazione integrale: 286 cv con una coppia istantanea di 550 Nm bastano e avanzano per qualsiasi sfida.</p><p>Bene l’insonorizzazione, anche se è mancato il test in autostrada, e bene anche il recupero: giocare con le palette al volante per aumentare l’intensità della frenata rigenerativa può anche essere divertente scendendo dalla vetta, ma in città e nell’extra-urbano più “noioso” è consigliato lasciare il compito all’auto utilizzando la modalità automatica che sfrutta il radar e i dati della cartografia. E in tema di automatismi, attingendo agli optional, si può avere una dotazione di ADAS tra i migliori in commercio e il sistema che parcheggia l’auto anche senza conducente a bordo o che memorizza le manovre per poi eseguirle automaticamente.</p><h1>Prezzi e versioni</h1><p>Audi Q4 e-tron parte da 43.350 euro nella versione Custom Edition da 204 CV, disponibile soltanto con carrozzeria SUV e con una buona dotazione di serie. Ha tutto quel che serve: clima bizona, sedili sportivi riscaldabili, navigatore integrato, portellone elettrico, cerchi da 19” e retrocamera.</p><p>Q4 e-tron performance da 77 kWh parte da 56.500 euro, ma ha sia una batteria molto più capiente, sia un allestimento più ricco in termini di accessori di serie. </p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/T2WWQRJO7BJVPFHWA2DY5ASQNI.jpg?auth=80ecd5264bad9af488573cba17bda5b4b53b0ff320233121e1c48b52e5543481&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[GWM ORA 5: la prova del modello a benzina e il lancio in Italia]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/automotive/gwm-ora-5-prova-modello-benzina-e-lancio-italia-2689700.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/automotive/gwm-ora-5-prova-modello-benzina-e-lancio-italia-2689700.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description><![CDATA[Abbiamo provato la versione a benzina, quella che spicca per rapporto dotazione e prezzo con un motore termico che risponde alle esigenze di chi ancora non è pronto all’elettrificazione]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 14:22:17 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>GWM ORA 5 debutta in Italia con il lancio di tutte e tre le motorizzazioni: benzina, full hybrid ed elettrica. Abbiamo provato la versione a benzina, quella che spicca per rapporto dotazione e prezzo con un motore termico che risponde alle esigenze di chi ancora non è pronto all’elettrificazione.</p><h1>I numeri di GWM ORA 5</h1><p>La versione più tradizionale è quella che apre la gamma a livello di prezzi, ma questo non significa che sia povera in termini di dotazione e accessori: piattaforma, tecnologia, abitacolo… tutte e tre le versioni condividono la stessa cura. Sotto il cofano trova posto un quattro cilindri 1.5 turbo benzina da 160 CV, abbinato a un cambio automatico doppia frizione a sette rapporti. </p><p>Con i suoi 4,47 metri di lunghezza, GWM ORA 5 entra nel cuore del segmento dei C-SUV, quello che ormai cattura le preferenze degli acquirenti italiani ed europei.</p><p>Le forme sono morbide e arrotondate, con un frontale immediatamente riconoscibile per i gruppi ottici a LED a forma di goccia e un richiamo al mondo Porsche per alcune linee. Al posteriore la firma luminosa è stata integrata nella parte alta del lunotto, mentre il tergicristallo rimane nascosto quando non viene utilizzato: qui ORA 5 è praticamente unica, forse divisiva, ma non si può dire che le manchi l’originalità.</p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/XJVIKK3WFVLP7JYYZ265ADMWZM.jpg?auth=86345cdc0166783cb1453b94607b64a6c5d081d9824dcb9d61cd6870073920cd&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="Gmw" height="900" width="1200"/><p>L’abitacolo punta soprattutto su spazio, tecnologia e cura nei rivestimenti. Davanti al conducente trova posto un quadro strumenti digitale da 10,25 pollici, affiancato dal grande schermo centrale da 14,6 pollici. Il sistema è sviluppato da GWM e si chiama Coffee OS, dotato di navigatore integrato, aggiornamenti a distanza (OTA) e compatibilità wireless con Android Auto e Apple CarPlay.</p><p>Nonostante la forte digitalizzazione, GWM ha mantenuto alcuni comandi fisici e un selettore del cambio dal disegno retrò. La dotazione di sicurezza comprende sette airbag e il pacchetto Coffee Pilot Ultra che può contare su 23 funzioni di assistenza, tra cui cruise control adattivo, mantenimento e centraggio di corsia, frenata automatica, monitoraggio dell’angolo cieco e telecamera a 540 gradi con visualizzazione dell’area sotto la vettura.</p><h1>Come va? Prova su strada della GWM ORA 5 benzina</h1><p>La versione a benzina utilizza un 1.5 turbo da 160 CV collegato alla trasmissione automatica a sette rapporti. Non è la motorizzazione più potente della gamma, ma rappresenta probabilmente quella più semplice da approcciare, e lo è anche alla guida.</p><p>Il benzina non segue la tendenza al downsizing dei tre cilindri europei, ma è un classico quattro cilindri turbo che risponde con una buona erogazione, senza esagerare ma con la potenza giusta per un’auto di queste dimensioni. </p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/6TQRPPDC7VK77BI2BKHNVZ3ZSE.jpg?auth=06b08a31c2a714c5ff30bb7dae4819d15a4430867466d8bfd58e1b667d44b2d0&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="" height="900" width="1200"/><p>Il cambio doppia frizione a sette rapporti privilegia la fluidità, e nella modalità di guida Normal è effettivamente comodo. In Sport, però, ci è sembrato un po’ più nervoso nel voler tenere alti i giri, e questo ha un effetto sulla guida cittadina. </p><p>Il consiglio? Meglio attivare la modalità Sport solo quando la strada si fa più libera e iniziano le curve. In generale, comunque, l’auto non vuole essere una sportiva, anche se il setup studiato in Europa (con il contributo anche italiano di Racing Syn), l’ha resa piacevole in termini di sospensioni e sterzo che abbandonano quell’effetto morbido e demoltiplicato della versione cinese. </p><p>E le barre stabilizzatrici fanno un discreto lavoro nel contenere il rollio nelle curve affrontate a velocità più sostenuta, fermo restante che lo stile da crossover non permette all’auto di comportarsi come una berlina. </p><h1>Prezzi e versioni</h1><p>La gamma italiana di GWM ORA 5 parte da 26.950 euro chiavi in mano e ci sono solo due allestimenti: Origin e Premium. </p><p>La versione Origin propone di serie cerchi da 18 pollici, accesso senza chiave, sedile del conducente regolabile elettricamente, sedili anteriori riscaldati, climatizzatore automatico, bocchette posteriori (senza la terza zona a livello di regolazione di temperatura), doppio display, navigatore connesso e compatibilità wireless con Android Auto e Apple CarPlay.</p><p>L’allestimento Premium costa 2.000 euro in più e aggiunge portellone elettrico, tetto panoramico, vetri posteriori oscurati, impianto audio con nove altoparlanti, ricarica wireless da 50 watt, sedili anteriori ventilati, volante riscaldato e regolazione elettrica anche per il passeggero.</p><p>Per convincere della qualità dei propri prodotti, GWM debutta in Italia con una garanzia di sette anni o 150.000 chilometri e con un magazzino ricambi che, come ci comunica Giuseppe Lovascio (COO di GWM Italia), è stata la prima cosa a cui il brand ha pensato. </p><p>E non si può non credergli: il centro ricambi di Tortona esiste ormai da mesi, mentre l’auto debutta ora con la prova su strada e le prenotazioni da parte degli utenti. Per la prima volta, un brand cinese si è preso la briga di studiare prima le necessità del mercato italiano, e debuttare solo una volta messi in ordine tutti i pedoni sulla scacchiera…</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/QXYBT6F5OBPTHECY5NVYRPGMRU.jpg?auth=0eeec53b4cb0c78ba6b3fc57811fea2ec8e49856bf9c96586a6734eb47d5d0bd&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[GWM in Italia: l’elettrico è solo una delle opzioni]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/video/automotive/gwm-italia-l-elettrico-solo-delle-opzioni-2689731.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/video/automotive/gwm-italia-l-elettrico-solo-delle-opzioni-2689731.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 05:38:48 +0000</pubDate><media:content url="https://d1etan7144q81b.cloudfront.net/07-23-2026/t_d7e8a178609a4e51a300b85882ba63ea_name_thumbnail_1643546_0001.jpg" type="image/jpeg"/></item><item><title><![CDATA[Jeep Avenger 4xe: la doppia anima alla prova su strada…e in fuoristrada]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/automotive/jeep-avenger-4xe-doppia-anima-prova-su-strada-e-fuoristrada-2688273.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/automotive/jeep-avenger-4xe-doppia-anima-prova-su-strada-e-fuoristrada-2688273.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description><![CDATA[Una Avenger coerente con i valori con il marchio Jeep, capace di muoversi agilmente in città ma anche di affrontare neve, fango, sterrati e fondi a bassa aderenza]]></description><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 08:57:13 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>xe completa la gamma del SUV compatto aggiungendo quella trazione integrale che, fino a oggi, mancava all’Avenger. Il risultato è una Avenger coerente con i valori con il marchio Jeep, capace di muoversi agilmente in città ma anche di affrontare neve, fango, sterrati e fondi a bassa aderenza senza limitarsi alla sola estetica da fuoristrada come tanti crossover…</p><h1>I numeri di Jeep Avenger 4xe</h1><p>Jeep Avenger 4xe utilizza un sistema ibrido a 48 volt che abbina il tre cilindri turbo benzina di 1,2 litri da 136 CV a due motori elettrici da 21 kW ciascuno.</p><p>Il primo motore elettrico è integrato nel cambio automatico a doppia frizione eDCT a sei rapporti e collabora con quello termico nel muovere le ruote anteriori. Il secondo è installato direttamente sull’asse posteriore e permette di ottenere la trazione integrale senza utilizzare un albero di trasmissione.</p><p>a potenza complessiva del sistema è di 145 CV, perché non si somma aritmeticamente la potenza del termico a quella delle due unità elettriche, e il risultato è un dignitoso scatto da 0 a 100 km/h in 9,5 secondi, mentre la velocità massima dichiarata è di 194 km/h.</p><p>Due le cose importanti da specificare: la prima è che il milledue è quello nuovo, con la catena di distribuzione. La seconda è che la batteria da 48 volt può far pensare al “mild hybrid”, in realtà l’auto la capacità è di 0,9 kWh, più vicina a un full hybrid da questo punto di vista e infatti può muoversi per brevissime tratte in elettrico.</p><p>Avenger 4xe è lunga 4,09 metri e rimane una delle quattro ruote motrici più compatte sul mercato, caratteristica utile sulle strade di montagna più strette o nei boschi dove fuoristrada più lunghi e pesanti potrebbero essere poco pratici.</p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/56F6TCXA7BKD5KNGSEVYYKYOFI.jpg?auth=6c6ec2d0db12eb18a5133201b9afde37ac027e9ace294ff4237f480be30a6a91&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="Avenger" height="900" width="1200"/><p>L’altezza minima da terra sale a 210 millimetri,come i veri offreoad, e non è male neanche la capacità di guado di 40 centimetri. Gli angoli caratteristici sono di 22 gradi all’attacco, 21 gradi al dosso e 35 gradi in uscita e non manca la modalità Selec-Terrain che permette di scegliere tra Auto, Sport, Snow, Sand &amp; Mud e altri programmi dedicati, affiancati dal controllo automatico della velocità in discesa.</p><p>Per fare spazio al motore elettrico posteriore, il bagagliaio scende però a 325 litri, contro i 380 litri delle Avenger a trazione anteriore.</p><h1>Come va? Prova su strada della Jeep Avenger 4xe</h1><p>La prima differenza rispetto all’Avenger e-Hybrid a trazione anteriore si avverte nella risposta del motore. I 145 CV non trasformano il piccolo SUV in una sportiva, ma garantiscono una spinta più decisa che si sente nelle ripartenze nel traffico, nei sorpassi o nelle salite.</p><p>In strada la Avenger conserva le qualità delle altre versioni: dimensioni compatte, ottima visibilità anteriore, sterzo facile e leggero.</p><p>Il comfort migliora grazie alle sospensioni posteriori indipendenti multilink mentre fuori città, risulta precisa e prevedibile, anche se lo sterzo non è affilatissimo e c’è un po’ di rollio.</p><p>Sullo sterrato e nel fuoristrada Avenger 4xe non sfigura rispetto alle sorelle maggiori: le gomme M+S, la maggiore altezza da terra e il motore posteriore permettono di affrontare salite, fango leggero, neve e passaggi con ruote sollevate. Non è una Wrangler in miniatura e non dispone di ridotte o differenziali bloccabili meccanicamente, ma per raggiungere una casa in montagna, muoversi tra i boschi o superare un tratto a scarsa aderenza offre capacità superiori alla maggior parte dei B-SUV.</p><p>Jeep dichiara che il sistema può affrontare pendenze del 40% sullo sterrato e continuare a superare una salita del 20% anche quando le ruote anteriori non hanno aderenza, e i test nel playground allestito lo hanno confermato. Il riduttore del motore posteriore, poi, permette di sviluppare fino a 1.900 Nm direttamente alle ruote pur partendo con una coppia del motore di gran lunga inferiore.</p><h1>Prezzi e versioni</h1><p>Con il Model Year 2026, Jeep Avenger 4xe viene proposta in tre allestimenti, a partire da 32.700 euro per questa 4xe che include già i cerchi da 17 pollici con pneumatici M+S, fari full LED, fendinebbia LED, barre sul tetto, sedili rivestiti con materiale lavabile, quadro strumenti digitale da 10,25 pollici, infotainment della stessa diagonale e caricatore wireless per lo smartphone.</p><p>La 85th Anniversary sale a 34.700 euro e aggiunge elementi specifici dedicati agli 85 anni del marchio, cerchi da 18 pollici, fari Matrix LED, telecamera a 360 gradi e la nuova griglia anteriore illuminata.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/AAXTPLQ5JJL7ZBGV4K4GEE7MJQ.jpg?auth=238af2b16e270705975d5952e89391755ad48da0d17f31cbbe10159e2cb70003&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Honor Magic V6 rinnova la sfida nel mercato dei pieghevoli, l’anteprima]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/mobile/honor-magic-v6-rinnova-sfida-nel-mercato-dei-pieghevoli-l-2687580.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/mobile/honor-magic-v6-rinnova-sfida-nel-mercato-dei-pieghevoli-l-2687580.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description><![CDATA[Honor Magic V6 supera i limiti tecnologici degli smartphone tradizionali con una combinazione di ingredienti che è quella giusta per posizionarsi come top di gamma in un segmento in forte crescita, quello dei “pieghevoli”]]></description><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 08:46:53 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Sottile quasi quanto uno smartphone tradizionale da chiuso, solo 4 millimetri da aperto, resistente ad acqua e polvere e dotato di una batteria più capiente di quella di molti modelli classici. Honor Magic V6 supera i limiti tecnologici degli smartphone tradizionali con una combinazione di ingredienti che è quella giusta per posizionarsi come top di gamma in un segmento in forte crescita, quello dei “pieghevoli”.</p><h1>Sottile come uno smartphone normale, ma con due display</h1><p>Honor Magic V6 misura 8,75 millimetri quando è chiuso e arriva a circa 4 millimetri una volta aperto. Il peso parte da 219 grammi nella versione più leggera, arrivando a dati da record negli ingombri, con l’asterisco del modulo fotocamere che sporge di qualche millimetro in più. </p><p>Il display esterno da 6,52 pollici ha proporzioni vicine a quelle di uno smartphone classico, specie in larghezza così da rendere la digitazione agevole anche per chi ha le dita più tozze. Unendo a questa caratteristica lo spessore ridotto, ci si ritrova a utilizzarlo prevalentemente come uno smartphone tradizionale e, per molti utilizzi, la cerniera non verrà mai chiamata in causa. </p><p>Questo non significa che lo schermo interno sia inutile, anzi. All'interno c’è un pannello da 7,95 pollici che sfrutta la larghezza per leggere documenti, affiancare diverse applicazioni per il multitasking o visualizzare con molto più agio fogli di calcolo e presentazioni. Ed è qui che fa la differenza rispetto ai modelli tradizionali: il fatto di poterlo aprire per determinati usi fa sì che, anche lavorativamente, possa essere un parziale sostituto del PC.</p><p>Entrambi i display sono degli OLED con frequenza di aggiornamento variabile fino a 120 Hz. Tradotto nell'uso quotidiano, significa che le animazioni sono molto fluide quando serve, ma il telefono può ridurre automaticamente la frequenza quando l'immagine è statica così da limitare il consumo della batteria.</p><p>I valori di luminosità dichiarati, fino a 6.000 nit sul display esterno e 5.000 su quello interno, si riferiscono a picchi raggiunti con contenuti HDR, ma ciò che conta realmente è la buona leggibilità all'aperto, favorita anche dal trattamento che riduce discretamente i riflessi, anche se lo schermo interno trattiene la polvere e richiede di pulirlo più spesso.</p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/XOFUUHXZWVMPRNVVDHCZKIEIPQ.jpg?auth=e18bc619b5106f5b7417743fd62b3d50d722d1de315cd7bc8eae4c991b624993&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="Honor" height="900" width="1200"/><p>La piega al centro dello schermo pieghevole non è scomparsa e si nota soprattutto con il pannello spento, osservandolo lateralmente o sotto una luce diretta. Durante la lettura, la navigazione e la visione di video, però, tende a passare in secondo piano.</p><p>Honor ha lavorato anche sulla resistenza e Magic V6 è certificato IP68 e IP69, quindi offre una protezione contro polvere, immersioni accidentali e getti d'acqua ad alta pressione. È un risultato raro per un pieghevole visto che finora ci si era limitati alla resistenza contro spruzzi al massimo. E le cadute? Con la cover integrata si ha una discreta protezione ma, durante la prova, lo smartphone ha resistito a una manciata di cadute “da interno” (su pavimento liscio) e a due cadute più brutte in esterno, una delle quali ha intaccato la cover ma non ha minimamente scalfito lo schermo esposto e privo di protezione. </p><p>Il display interno rimane comunque più delicato del vetro di uno smartphone tradizionale in termini di graffi. La nuova struttura in vetro ultrasottile migliora la sensazione sotto le dita e la resistenza ai segni, ma non elimina la necessità di un minimo di attenzione ed è importante far si che non restino all’interno piccoli detriti (sabbia, briciole ecc) quando lo si chiude… oltre al fatto che è sconsigliato metterlo in borsa con altri oggetti senza prima chiuderlo.</p><h1>Prestazioni, autonomia e software</h1><p>A gestire tutto c’è lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, uno dei processori più potenti disponibili nel mondo Android ad oggi. Nell'utilizzo normale, la potenza si traduce in applicazioni che si aprono rapidamente, passaggi fluidi tra i due schermi e capacità di tenere attivi più programmi contemporaneamente.</p><p>Infatti è soprattutto il multitasking a dare un senso al formato pieghevole: MagicOS 10 ha fatto un passo in avanti e permette di dividere lo schermo tra più applicazioni, arrivando a visualizzarne tre nello stesso momento. </p><p>Si tratta di uno scenario di utilizzo “estremo”, ma può essere utile in alcune circostanze: è possibile, ad esempio, partecipare a una videochiamata visualizzata in una finestra, prendere appunti nell’altra e consultare una pagina web senza dover cambiare app.</p><p>Non tutte le applicazioni supportano perfettamente queste modalità e alcuni comandi richiedono un breve periodo di apprendimento. Il sistema operativo di Honor offre molte possibilità di personalizzazione, ma può apparire più affollato rispetto alle interfacce di Google o Samsung che restano generalmente più intuitive.</p><p>C’è poi tutto il mondo AI, anche se ancora non esiste un produttore di smartphone che sia riuscito a creare un “super agente” IA che richiama le funzioni che ci servono senza dover usare singole applicazioni. </p><p>Honor cerca di fare un passo avanti, e l’impegno è lodevole perché ci sono tante funzioni IA integrate. Ma, per quanto si sia sforzata, alcune funzioni vanno raggiunte da Honor AI, altre da Gemini, altre (sempre Gemini) integrate nell’interfaccia di Android (cerca sullo schermo, cerchia e cerca) e altre ancora sono su app specifiche. </p><p>Tra gli strumenti integrati più interessanti c'è la possibilità di ricavare testo da immagini, condividere rapidamente contenuti tra le applicazioni e creare combinazioni di programmi da aprire insieme. Honor ha lavorato anche sulla comunicazione con dispositivi di altri marchi, compresi alcuni prodotti Apple, una scelta utile per chi possiede un MacBook, un iPhone secondario o degli AirPods che ora si collegano facilmente tra loro (e con il V6) e possono scambiare file in maniera fluida. </p><p>Lo spessore ridotto si fa sentire a livello termico quando si spinge il processore al massimo, e in quel caso il calore è percepibile, mentre nell’uso quotidiano, seppur intenso, le temperature sono sempre sotto controllo. </p><p>Bene la batteria che continua ad utilizzare la tecnologia silicio-carbonio che consente di immagazzinare più energia nello stesso spazio rispetto alle batterie agli ioni di litio. Regge una giornata piena di utilizzo intenso, anche una e mezza di utilizzo più moderato.</p><p>La ricarica raggiunge 80 watt via cavo e 66 watt in modalità wireless ed è tra le più veloci del settore, ma manca un sistema alla MagSafe (l’aggancio magnetico che lo standard Qi2 supporta).</p><h1>Fotocamere</h1><p>Il comparto fotografico è composto da una fotocamera principale da 50 megapixel, un'ultra-grandangolare da 50 megapixel e un teleobiettivo periscopico da 64 megapixel con ingrandimento ottico 3x.</p><p>Nell'utilizzo reale è soprattutto il teleobiettivo a sorprendere, perché permette di avvicinare soggetti lontani mantenendo un buon livello di dettaglio e da lì, tramite zoom digitale, consente di avere foto decenti anche a 20x mantenendo le scritte leggibili.</p><p>Ottima la stabilizzazione che aiuta a limitare il mosso sia durante l’inquadratura, anche andando a zoom estremi come il 20X, sia nella fase di scatto.</p><p> Le immagini hanno generalmente colori vivaci e sono pronte per essere condivise sui social senza interventi, anche se l'elaborazione può talvolta risultare evidente. Chi preferisce una resa completamente neutra potrebbe trovare alcuni colori più saturi del necessario.</p><p>Il formato pieghevole offre poi una possibilità che uno smartphone normale non ha. Il display esterno può mostrare l'anteprima dell'inquadratura alla persona fotografata e permette di utilizzare le fotocamere posteriori anche per i selfie. Piegando il telefono a metà, Magic V6 può inoltre funzionare come un piccolo cavalletto per fotografie di gruppo, video e chiamate.</p><h1>Prezzo e conclusioni</h1><p>Honor Magic V6 è disponibile da oggi, 2 luglio, in Italia in configurazioen con 16 GB di memoria e 512 GB di spazio di archiviazione. </p><p>Per chi usa lo smartphone principalmente per messaggi, telefonate e social network, il grande display interno rischia di rimanere un lusso poco sfruttato, e forse è meglio andare altrove. Ma chi viaggia spesso o lavora lontano dal computer, invece, può trovare nel Magic V6 uno strumento davvero utile in tante piccole e grandi co</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/PGZ2DRD3UZIPPCSSOY73D6HUZE.jpg?auth=42b1363794313fc5d24eaa546fadc6dcbadb718f18b9d82b03e8db683c0661b6&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Navee EXO S Pro, abbiamo provato l'esoscheletro che promette di ridurre la fatica]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/wearable/navee-exo-s-pro-abbiamo-provato-lesoscheletro-che-promette-2687080.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/wearable/navee-exo-s-pro-abbiamo-provato-lesoscheletro-che-promette-2687080.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description><![CDATA[Con 960 watt di potenza di picco e meno di due chili di peso, l’esoscheletro di Navee punta a cambiare il modo in cui camminiamo, lavoriamo e facciamo sport. Costa 1.099 euro ma promette di ripagarsi nel tempo. Lo abbiamo provato, ecco come va…]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 12:31:21 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Gli esoscheletri non sono più roba da fantascienza o da tecnici e, da un paio di anni anche in Europa, non sono più utilizzati solo nelle grandi fabbriche o nel mondo del lavoro, ma iniziano a finire sulle spalle e sulle gambe di escursionisti, lavoratori edili, anziani e atleti. L'ultimo a debuttare è il Navee EXO S Pro, un dispositivo indossabile che si aggancia alle cosce e alla vita e promette di ridurre lo sforzo fisico fino al 35% grazie a un sistema di assistenza robotica con motori elettrici da 960 watt di potenza di picco.</p><h1>Cos&#39;è e come funziona</h1><p>Il Navee EXO S Pro è un esoscheletro per gli arti inferiori progettato per amplificare e assistere i movimenti naturali delle gambe. Questo è un punto importante da chiarire per chi lo volesse utilizzare: non è un robot che cammina al nostro posto o che può compensare l’assenza di mobilità agli arti inferiori. Il concetto è simile a quello delle biciclette elettriche a pedalata assistita: interviene in tempo reale per alleggerire il carico di lavoro su muscoli e articolazioni, in particolare durante le salite, il trasporto di pesi o le lunghe percorrenze.</p><p>Il sistema funziona tramite sensori e algoritmi che riconoscono fino a 10 diversi schemi di movimento, dalla camminata normale all'arrampicata, dalla corsa al trasporto di carichi. Questo serve per adattare l'assistenza del motore a seconda del contesto, sia nella potenza, sia nella frequenza, e viene fatto con un tempo di risposta nell'ordine dei millisecondi.</p><p>Inoltre ci sono sei i livelli di assistenza selezionabili tramite tasto integrato, gestibili anche dall'app che è disponibile sia per iOS, sia per Android.</p><h1>Design e materiali: leggero e compatto</h1><p>I problemi principali degli esoscheletri sono due: peso e dimensioni. Se l’esoscheletro è pesante, si rischia di sentirlo troppo quando indossato. E se l’esoscheletro è ingombrante, difficilmente avremmo voglia di portarcelo dietro e, nei viaggi, occuperebbe troppo spazio in valigia.</p><p>Navee EXO S Pro prova a risolvere questi due problemi sfruttando lega di alluminio aerospaziale e fibra di carbonio: il risultato è un peso di soli 1,8 kg (esclusa la batteria e le fasce). E poi c’è il design, pensato sia per renderlo abbastanza compatto da trovare posto in un trolley da cabina senza occuparne tutto lo spazio, sia per non interferire con zaini, attrezzatura outdoor o abbigliamento da lavoro quando indossato.</p><p>Le fasce sono realizzate con materiali traspiranti per ridurre calore e sudorazione durante l'uso: il test in questi giorni di caldo che sta attanagliando la pianura Padana, ha permesso di confermare una buona traspirabilità, pur in condizioni veramente estreme.</p><p>La cintura in vita è regolabile e si adatta a diverse corporature, anche quelle più abbondanti, e la regolazione avviene in due fasi. La prima regola i braccetti fissi per stabilire il giro vita (un po’ come le taglie dei pantaloni) e la seconda utilizza la fibbia regolabile che agisce a mo’ di cintura per stringere bene intorno alla vita.</p><p>Apprezzato anche il sistema di aggancio magnetico tra gambe e vita che consente lo sgancio in un secondo senza armeggiare con fibbie e clip. </p><h1>Come funziona? La prova</h1><p>Il motore elettrico dichiara 960 W di potenza di picco con una coppia massima di 32 Nm, dati da piccolo scooter elettrico per intenderci.</p><p>Ovviamente non raggiunge il massimo della potenza sempre, ma lo fa adattandosi in base alle richieste dei sensori o alla modalità selezionata. </p><p>L'autonomia promessa è di fino a 40.000 passi con la batteria da 5.000 mAh che può essere ricaricata in poco più di un’ora e mezza, eventualmente anche con un power bank visto che usa la presa USB-C.</p><p>In alternativa, si può acquistare una seconda batteria così da avere un cambio già pronto in tasca. Dai test effettuati, il dato è realistico se non si esagera con la modalità di assistenza, ovviamente con meno passi se si usa il livello massimo di supporto.</p><p>Comoda anche la funzione di power bank inverso da 20 W che consente di ricaricare lo smartphone e altri dispositivi direttamente dall'esoscheletro, trasformando la batteria in un alimentatore d’emergenza che diventa utile durante le escursioni: la batteria è quella del dispositivo, non serve portare il power bank in tasca o in un marsupio e basta portarsi dietro un semplice cavo USB-C.</p><p>Va precisato che, avendolo testato prima del lancio, non è stato possibile utilizzare l’app che sarà disponibile con l’arrivo in commercio a partire da luglio. Questo ha impedito di poter accedere alle regolazioni di fino, ma anche con l’uso dei tasti integrati si può comandare la maggior parte delle funzioni. </p><p>Gli scenari di utilizzo sono talmente tanti che è impossibile elencarli tutti, e ognuno deve trovare il proprio. Chi ha già buone dote atletiche, può usarlo per estendere escursioni, allenamenti e sessioni intensive, con un effetto tangibile sull’affaticamento (misurato in una frequenza cardiaca massima e media inferiore). </p><p>Chi invece necessita di un’assistenza, per via del peso o di una mobilità leggermente ridotta (ricordiamo comunque non sostituisce i movimenti ma li amplifica/alleggerisce), troverà beneficio nel supporto che permetterà di muoversi con maggiore agio. </p><p>Specialmente in salita e nell’affrontare le scale, dove il supporto dei motori elettrici è stato davvero in grado di fare la differenza, ritardando la fatica e evitando l’effetto “fiatone” in moltissimi casi.</p><p>In attesa di poterlo provare con l’applicazione, al momento l’unica leggera criticità da segnalare è un piccolo ritardo nel ridurre l’assistenza quando si arriva alla fine di una rampa di scale: l’esoscheletro è abbastanza rapido ad aumentare l’intensità appena riconosce che stiamo affrontando i gradini, ma dopo l’ultimo gradino ci mette un mezzo secondo in più per tornare a un livello di assistenza da camminata. </p><h1>Prezzo e disponibilità</h1><p><a href="https://rebrand.ly/3d2455" target="_blank" rel="noopener">Navee EXO S Pro è disponibile a </a><a href="https://rebrand.ly/3d2455" target="_blank" rel="noopener">1.099 euro, cifra che lo posiziona in una fascia più accessibile</a> rispetto ad alcuni concorrenti, senza però rinunciare alle prestazioni.</p><p>Ovviamente non è economico, ma nel quotidiano è davvero in grado di fare la differenza per tantissime persone e in tantissimi casi d’uso, a patto di trattarlo, come anticipato, come un ausilio simil bicicletta elettrica, una tecnologica che parte dal movimento umano e lo amplifica in modo bionico.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/YCO6U7M74FJGLJORCWVVKMPSWE.jpg?auth=315872590ac093a1577a46d24211bf1b20a7a223bda23dc084aee29f3169fd00&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Il nuovo lusso in giardino è il silenzio, i robot tosaerba con tecnologia automotive]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/smart-home/nuovo-lusso-giardino-silenzio-i-robot-tosaerba-tecnologia-2685361.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/smart-home/nuovo-lusso-giardino-silenzio-i-robot-tosaerba-tecnologia-2685361.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sat, 27 Jun 2026 13:47:46 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Con l’arrivo della bella stagione, i quartieri residenziali si animano e, specie nei weekend, viene voglia di passare più tempo in giardino. Il risveglio della natura viene però disturbato da un altro appuntamento fisso: il fastidioso rumore dei tosaerba che, spesso ancora alimentati a benzina, trasformano il fine settimana in una guerra acustica tra vicini.</p><p>Il prato va seguito, tagliato e mantenuto in ordine e per anni la soluzione è stata o delegare, affidandosi a un giardiniere oppure ritagliandosi direttamente un paio d’ore, spesso nel weekend. </p><p>Oggi però sta arrivando una nuova generazione di robot tagliaerba che cambia la manutenzione degli esterni, esattamente come abbiamo già iniziato a delegare ai robot la pulizia degli interni…. </p><h1>Le tecnologie delle auto arrivano sui robot da giardino</h1><p>Non si tratta più del vecchio robot da installare con il filo perimetrale e da sorvegliare affinché non faccia danni agli arredi da giardino, ma di macchine intelligenti dotate di sensori, visione artificiale, LiDAR, trazione integrale e capacità di orientarsi. In pratica le tecnologie che utilizzano anche le auto… solo su scala miniaturizzata.</p><p>Il vero salto di qualità nella categoria è arrivato proprio grazie all’integrazione dei sensori e della visione computerizzata, gli occhi e le orecchie di questa nuova generazione di tosaerba. Oggi, infatti, i robot tagliaerba hanno più autonomia, riconoscono oggetti e ostacoli, mappano le zone del giardino e si orientano senza aver bisogno di recinti da installare.</p><p>MOVA, ad esempio, con LiDAX Ultra e ViAX, porta nel giardino la stessa logica già vista nella smart home con i robot aspirapolvere e lavapavimenti: mappatura intelligente, navigazione senza filo perimetrale e sensori capaci di leggere l’ambiente. </p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/VHDF62B6SBJYJBU2R7ZXRUPJGY.jpg?auth=43b4dce613af2f3ba3265e539fb8fd6aad031071e99ed2788aed50d8dc350a2a&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="Mova" height="900" width="1200"/><p>Il prato non deve più essere preparato per il robot, è il robot che deve capire il prato. Un vantaggio non indifferente per chi vive in una villetta con aiuole, vialetti, zone d’ombra, alberi (con le relative radici), giochi dei bambini,  arredi da esterno che cambiano posizione durante la stagione o animali domestici.</p><p>Anche Mammotion si ispira al mondo delle auto con LUBA 3 AWD, il robot per chi ha superfici importanti, pendenze e prati articolati. La trazione integrale, il sistema di posizionamento evoluto e la capacità di lavorare senza il classico filo perimetrale lo rendono adatto a giardini veri, quelli vissuti e non da “catalogo”.</p><p>YUKA mini 2, sempre di Mammotion, interpreta la stessa idea in formato più compatto: meno scenografico, più urbano, perfetto per villette a schiera, giardini di dimensioni medie e spazi curati dove serve precisione più che forza bruta e dove il giardino è, solitamente, più piccolo e regolare.</p><p>Segway, con Navimow X4, porta nel giardino una firma ormai riconoscibile: quella della mobilità personale applicata alla cura esterna della casa. Qui il robot tagliaerba non è pensato solo come accessorio, ma come macchina autonoma da esterno, capace di gestire superfici più importanti e di muoversi con una logica molto più vicina a quella di un veicolo intelligente che a quella di un semplice rasaerba automatico. Per chi ha una villa, una seconda casa o un giardino ampio, il fascino è evidente: meno interventi manuali, meno rumore, meno manutenzione percepita.</p><h1>La smart home sarà il lusso del futuro?</h1><p>Una casa davvero premium è quella che funziona bene senza chiedere attenzione continua. Le luci si regolano da sole, la climatizzazione anticipa le abitudini, l’impianto fotovoltaico ottimizza i consumi, le telecamere sorvegliano senza essere invadenti. Il giardino, fino a ieri, era rimasto un po’ analogico. Oggi, invece, i prodotti automatici hanno finalmente raggiunto la maturità.</p><p>E poi c’è il tema del silenzio: il rumore del motore a scoppio nel weekend è una delle ultime intrusioni meccaniche rimaste nella quiete residenziale. Sostituirlo con un robot elettrico che lavora in modo regolare, spesso a orari programmati e con un impatto acustico molto più contenuto, cambia la qualità della vita. Addio sguardi contrariati dei vicini, addio odori.</p><p>In una villetta a schiera, dove il confine tra privacy e vicinato è sottile, il robot tagliaerba diventa quasi un gesto di cortesia. Il prato resta curato senza imporre agli altri il proprio momento di manutenzione. In una villa più isolata, invece, diventa uno strumento quasi cosmetico: l’erba non cresce fino al giorno del taglio, ma viene mantenuta a un livello costante, come una barba curata quotidianamente senza lasciarsi andare a uno stile trasandato. </p><p>Naturalmente questi robot non sono tutti uguali. I modelli più evoluti, come MOVA LiDAX Ultra, Mammotion LUBA 3 AWD e Segway Navimow X4, guardano a un pubblico che cerca un sistema affidabile, capace di gestire giardini dalla complessità maggiore. </p><p>Le versioni più compatte, come MOVA ViAX o Mammotion YUKA mini 2, sono invece interessanti per chi vuole entrare in questo mondo senza avere necessariamente un parco enorme da gestire. La tecnologia è diventata quindi matura e ci permette di scegliere, già oggi, quale livello di automazione vogliamo anche fuori casa: il giardino è spesso l’ultimo spazio domestico rimasto legato a una manutenzione manuale, rumorosa e programmata intorno agli impegni dei giardinieri, presenti in Italia in numero sempre inferiore e con agende spesso già piene…</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/GTRKMBQ76VLLLJVGQS6LXQOLH4.png?auth=dd34b2339cc657f0d63446a4999f15830003865c9356ef6470064af49288482a&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/png" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Keenon Robotics e i robot di servizio: "In Europa siamo all’inizio, ma il futuro è un robot per tutti"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/nuove-frontiere/keenon-robotics-e-i-robot-servizio-europa-siamo-all-inizio-2685357.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/nuove-frontiere/keenon-robotics-e-i-robot-servizio-europa-siamo-all-inizio-2685357.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sat, 27 Jun 2026 13:45:31 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Oltre centomila robot spediti in 70 Paesi e il 40% del mercato mondiale dei robot di servizio: Keenon Robotics, fondata a Shanghai nel 2010, è il produttore più grande al mondo nel settore. Ma quando si parla di Europa, il Vecchio Continente diventa un po’ come il Far West della corsa all’oro: selvaggio e inesplorato. Ne abbiamo parlato con il COO dell’azienda, Wan Bin, che sostiene che la sfida più grande non è la burocrazia, né la privacy, piuttosto è convincere la gente che i robot esistono già…</p><h2>&amp;ldquo;Non vendiamo agli utenti finali, cerchiamo partner locali&amp;rdquo;</h2><p>Il mercato europeo dei robot di servizio, quelli che lavorano in hotel, ristoranti e aeroporti, ha già mosso timidamente i primi passi e, nel caso di Keenon, l’azienda vende decine di migliaia di robot in Europa, un numero ancora piccolo rispetto alla Cina. “In Europa è ancora difficile vedere un robot”, spiega Wan Bin. “E la consapevolezza è il primo passo per vendere”.</p><p>La strategia dell’azienda per il mercato europeo non è quella di vendere direttamente ai clienti finali o aprire uno shop online. Keenon cerca partner locali che acquistano i robot, li noleggiano agli utenti per circa tre anni e gestiscono il servizio sul territorio. Sono i partner ad acquisire per primi i robot e a poter contare su un margine solido lungo l’intero periodo di noleggio, costruendo allo stesso tempo un vantaggio competitivo difficile da superare per chi entra dopo nel mercato.</p><p>Sul fronte della privacy e della gestione dei dati, che in Europa rappresenta spesso un ostacolo per le aziende tecnologiche cinesi, Keenon ha ottenuto le certificazioni ufficiali GDPR e CE-RED, che consentono la distribuzione legale dei suoi robot nei mercati europei. La collaborazione con partner di sul territorio, poi, aiuta a rafforzare la conformità alle leggi, alle normative locali e alle aspettative dei clienti, e la tutela della privacy e dei dati è affidata a un team interno dedicato, responsabile della conformità in tutti i mercati in cui Keenon opera.</p><h2>&amp;ldquo;Nei video i robot sembrano perfetti. Nella realtà non è così&amp;rdquo;</h2><p>La vera sfida, più della burocrazia e più della concorrenza, è un problema di percezione. Le persone scoprono i robot attraverso i video sui social, dove appaiono veloci, precisi, quasi infallibili. E spesso sono robot umanoidi, solo la punta dell’iceberg del settore della robotica.</p><p>Poi li vedono dal vivo e restano deluse. “Le aspettative sono troppo alte”, ammette Wan Bin senza giri di parole. “Dobbiamo educare i clienti su cosa un robot sa fare e, soprattutto, su cosa non sa ancora fare”.</p><p>Si tratta di una posizione insolita per un player del settore: riconoscere apertamente che il prodotto, per quanto avanzato, è ancora lontano dall’immagine che il marketing ha costruito intorno a lui. L’azienda usa la metafora di un bambino: l’hardware, la meccanica, i sensori, il movimento, sono già a un livello maturo, ma l’intelligenza, specie per i robot umanoidi a cui si chiede di fare qualsiasi cosa, deve crescere. E per farlo ha bisogno di dati.</p><p>Keenon ha un vantaggio strutturale in questo: centomila unità operative in tutto il mondo sono centomila fonti di apprendimento quotidiano. Nessun concorrente ha una flotta paragonabile già distribuita in scenari commerciali reali.</p><h2>&amp;ldquo;Il futuro? Un robot in ogni casa&amp;rdquo;</h2><p>Sul futuro a lungo termine, la visione è ambiziosa: un robot per ogni persona, esattamente come la TV prima, il computer dopo, gli smartphone oggi… Ma il percorso è graduale e il COO non si lancia in proclami affrettati. Prima, infatti, bisogna dimostrare che i robot funzionano bene negli ambienti standardizzati, come hotel e ristoranti, dove le variabili sono controllabili. Qui l’azienda è già avanti e in Cina è facile vedere robot di servizio che affrontano con precisione anche gli scenari più complessi.</p><p>Il passo successivo è quello dell’ambiente domestico, difficile da programmare in laboratorio perché ogni casa è diversa e nessuno spazio è uguale a un altro. “Stiamo lavorando per completare il primo passo”, spiega uno dei responsabili. “Ma la direzione è chiara: alla fine, ognuno avrà un robot domestico in grado di svolgere più compiti”.</p><p>In attesa di quel futuro, basta guardarsi intorno (anche in Italia) per capire come tutti abbiamo iniziato ad avere un robot in casa. Sono gli insospettabili robot lava e aspira pavimenti, definiti come “robot per uno scopo specifico” perché non fanno altro che pulire.</p><p>Certo, questi robot sono dei dischi poco appariscenti e lontani dall’immaginario fantascientifico, per questo arrivare al robot domestico è un percorso che va seguito per gradi e richiede di educare il pubblico, di far sapere alla gente che i robot esistono, che lavorano già oggi in migliaia di luoghi nel mondo e no, non sono quelli dei film…</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/7OVZPL33ZFIDTNXSAHUC2YPAV4.jpg?auth=5157f6c6b6382e41e168775426a2c0b2336f896f5275e1d4b25da97bf23a9ca5&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Dai segreti dei parabrezza alla complessità tecnologica delle auto: il futuro secondo Carglass Italia]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/automotive/dai-segreti-dei-parabrezza-complessit-tecnologica-delle-auto-2685353.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/automotive/dai-segreti-dei-parabrezza-complessit-tecnologica-delle-auto-2685353.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description><![CDATA[Dai cristalli con realtà aumentata alla "Mobile Revolution", fino al nodo ancora aperto della responsabilità: l’intervista con Lamberto Ingrà (Operation &amp; Customer Experience Director) e Lorenzo Premuda (Technical Manager) di Carglass Italia, durante il Best of Belron, la gara volta a eleggere il miglior tecnico di Carglass in tutto il mondo.]]></description><pubDate>Sat, 27 Jun 2026 13:42:17 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p><b>Partiamo dal parabrezza: schermi curvi, proiezioni digitali, cruscotti virtuali come quello della nuova BMW iX3: come sta cambiando la complessità del cristallo e i costi di riparazione?</b></p><p>Premuda parte dal punto di vista tecnico: tutti i parabrezza che supportano una proiezione verso il guidatore nascondono una tecnologia che incide sui costi di produzione e sul prezzo finale del cristallo. Tra le due lamine di vetro viene interposto uno strato di PVB, un materiale plastico a sezione non costante, più sottile verso la parte anteriore del veicolo e più spesso verso il tetto. Questo "cuneo" rompe il parallelismo tra gli strati del vetro e permette di reindirizzare una porzione del fascio luminoso verso l'occhio del guidatore: se le lamine fossero perfettamente parallele, la luce attraverserebbe il vetro senza proiettare nulla.</p><p>La direzione, spiega, è chiara: i costruttori puntano a tenere lo sguardo del guidatore sulla strada il più a lungo possibile e, per farlo, trasmettono informazioni attraverso il parabrezza in una logica di realtà aumentata.</p><p>Tutto questo alza l'asticella sia sulla qualità dei ricambi, sia sulla precisione dell'installazione: una minima variazione nell'inclinazione del cristallo può compromettere la leggibilità delle informazioni e  la funzionalità stessa dell’head-up display. Esattamente come per i sistemi ADAS, la calibrazione diventa parte integrante del lavoro.</p><p>Sul piano strategico, Ingrà allarga lo sguardo alla complessità che sta investendo tutti i settori, e l'automotive non ne è escluso. Belron, solo 2025, ha investito 4,6 milioni in ricerca e sviluppo perché l’azienda è strutturata per anticipare le nuove tecnologie, piuttosto che reagire e adattarsi. Più difficile fare investimenti del genere per le reti in franchising, che spesso non hanno la capacità di investire abbastanza in ricerca e sviluppo per stare al passo. E non si tratta solo di strumenti, come i sistemi di calibrazione degli ADAS sviluppati con Bosch, ma soprattutto di persone: i tecnici vanno formati e aggiornati di continuo. "La complessità fa parte del nostro mondo e noi vogliamo anticiparla", afferma, con l'obiettivo di riportare ogni veicolo danneggiato alla sua sicurezza originaria.</p><p><b>L'Unione Europea ha approvato la normativa sul fine vita dei veicoli, con quote crescenti di plastica e alluminio riciclati. Nel vostro settore questo avrà un impatto?</b></p><p>Più che la singola norma, racconta Ingrà, conta l'impostazione: il riciclo è uno dei pilastri dell'azienda ed è declinato su due fronti. Il primo è la riparazione, che allunga la vita del parabrezza ed evita nuova produzione e nuove emissioni di CO2.</p><p>Il secondo è il recupero: il 98% dei vetri sostituiti viene riciclato. In Italia, grazie a una partnership con una fonte trentina, il vetro recuperato diventa bottiglie d'acqua minerale. Quel 98%, e non 100%, dipende dalle altre componenti, come il PVB dei parabrezza con head-up display, su cui si sta ancora lavorando per chiudere completamente il cerchio, a fronte di volumi che si misurano in tonnellate.</p><p><b>Veniamo alla "Carglass Mobile Revolution", sul piano tecnico e su quello strategico. Perché ci siete arrivati, cosa vi ha permesso la tecnologia e quale quota prevedete rispetto alla calibrazione tradizionale "tra quattro mura"?</b></p><p>Premuda spiega che per la prima volta esiste una tecnologia capace di compensare un limite storico: l'impossibilità di eseguire calibrazioni statiche fuori da un'officina. Gli strumenti tradizionali richiedono condizioni ambientali difficili da garantire all'esterno (planarità, inclinazione e durezza del pavimento).</p><p>Per questo fino a ieri si è fatto tutto in officina, dove il pavimento e le condizioni erano studiate per non alterare gli angoli caratteristici del veicolo rispetto agli strumenti di misurazione e taratura. </p><p>La nuova tecnologia sviluppata con Bosch, oggi esclusiva temporale di Carglass sul mercato (per 1 anno), scansiona l'intera auto e la superficie d'appoggio, definisce la posizione della scocca rispetto agli pneumatici e quindi la geometria delle sospensioni in quell'istante, e compensa il tutto proiettando un pannello elettronico in posizione perfettamente ortogonale all'asse. Il processo è automatico, il che elimina anche il rischio di errore umano: l’operatore c’è, e serve anche a certificare, ma il grande vantaggio è che l’operazione di calibrazione può fatta anche in un parcheggio, in strada e in qualsiasi condizione.</p><p>Ingrà aggiunge il dato strategico: l'esclusiva è mondiale e Carglass Italia ha stimato che la riparazione e ricalibratura mobile rappresenterà tra il 20 e il 25% di tutti gli interventi entro tre anni. Inoltre ci sarà anche una quota di aumento dei volumi perché, potendo recarsi dai clienti, Carglass riuscirà a servire zone prima non servite.</p><p><b>Quindi puoi gestire tutto (riparazione, sostituzione, ricalibrazione) in qualsiasi contesto. Ti basta la chiave del cliente?</b></p><p>Esatto, conferma Ingrà: serve la chiave dell'auto, e questo abilita qualcosa che prima non era possibile. Il sistema Bosch, in esclusiva, consente di calibrare tutte le vetture e rilascia una certificazione che attesta l'avvenuta ricalibrazione. </p><p>A questa si affianca la certificazione del tecnico rilasciata dall'IMI (Institute of the Motor Industry): due garanzie che insieme assicurano affidabilità al cliente e alla compagnia assicurativa.</p><p><b>Parliamo di IA e realtà aumentata, sia in formazione sia in lavorazione: penso agli occhiali smart, che qualcuno immagina sostituiranno lo smartphone entro pochi anni. Su questo c'è qualche sviluppo?</b></p><p>Ingrà ricorda di aver provato i primi occhiali smart con le istruzioni di montaggio già sei o sette anni fa. Il tema è l'investimento perché  la rete conta 16.000 fitter nel mondo.  Ma con il calo dei costi, Ingrà non esclude affatto che questo tipo di supporto diventi diffuso: anzi, lo ritiene di grande aiuto per tecnici che lavorano in un contesto sempre più complesso e hanno bisogno di informazioni fresche "on the job". Già oggi le informazioni di installazione non risiedono più solo nel vecchio master database, ma sono corredate di fotografie e dati.</p><p>Sul fronte tecnico Premuda conferma che sul training qualcosa è già realtà: la realtà virtuale consente a chi entra in azienda di approcciare le procedure corrette con enorme flessibilità, ripetendo infinite volte la stessa prova e a impatto zero, senza prodotti chimici né materiali da smaltire. Si tratta per ora di realtà virtuale "pura", mentre sulla realtà aumentata vera e propria, gli occhiali che proiettano un display nel campo di visuale, è attivo un gruppo di lavoro internazionale, con sperimentazioni partite anche in Italia. </p><p><b>L'intelligenza artificiale, in tutto questo, quanto c'è e come l'avete integrata?</b></p><p>Non nel training, precisa Ingrà, ma nella valutazione del danno: capire se serve una riparazione o una sostituzione. Oggi, tramite un partner esterno, al cliente arriva un link con cui fotografa il danno dal proprio smartphone; il sistema stabilisce se è riparabile e attribuisce alla valutazione una percentuale di affidabilità. </p><p>La soglia accettata è il 95%: sotto quel valore, servirà la valutazione umana. Questo sistema è particolarmente apprezzato dalle compagnie assicurative e dalle flotte perché una certificazione oggettiva, basata su una fotografia reale e non sul giudizio del singolo tecnico, "quantifica" il danno e legittima la scelta di riparare anziché sostituire. </p><p>L'azienda ci sta investendo molto e sarà il prossimo passo anche per l’Italia (al momento è usato in UK).</p><p><b>E in officina? Penso agli esoscheletri: siete stati pionieri nei sistemi che assistono lo sforzo fisico, e ora la tecnologia sta abbattendo i costi per gli indossabili.</b></p><p>Gli esoscheletri sono molto efficaci sui movimenti ripetuti ma statici, mentre il loro lavoro è diverso: il tecnico non opera su un prodotto standard e deve potersi muovere all'interno del centro, perché il lavoro è dinamico (riparazione, sostituzione, calibrazione). Va quindi pesato il trade-off tra il vantaggio nel sollevamento e lo svantaggio del peso da portarsi addosso. Per questo la scelta attuale punta sui sistemi di sollevamento, di cui i centri sono già dotati al 100% e che vengono ulteriormente sviluppati: un progetto internazionale darà i suoi frutti nel 2026, pensato anche per il servizio mobile al di fuori dell’officina.</p><p><b>Se poteste chiedere un "regalo di Natale" sul piano operativo e tecnico, quella cosa che vi farebbe fare un salto in avanti, cosa chiedereste?</b></p><p>Per Ingrà è l'intelligenza artificiale ancora più evoluta: oggi già è utilizzata per molte funzioni, su molte funzioni e il vantaggio più immediato lo vede nella gestione della burocrazia e della documentazione per le compagnie assicurative: documentazione che l'IA può gestire con precisione, liberando i tecnici dal lavoro di contorno. "Sarebbe il regalo perfetto da oggi, non tra due o tre anni", e qualcosa si sta già muovendo a livello internazionale e locale.</p><p>Premuda, dal lato tecnico, vorrebbe poter guardare al futuro per poter reagire ancora più velocemente alle novità tecnologiche: il suo desiderio è quasi una "palla di cristallo" che permetta di guardare più in là di quanto gli stretti rapporti con l’industria automotive e i produttori non consentano già al gruppo Belron.</p><p><b>E sul fronte della "sfera di cristallo": accordi più diretti con i costruttori sono possibili o restano un'utopia?</b></p><p>Le partnership esistono già e rappresentano uno dei vantaggi competitivi principali, risponde Premuda. Il punto è che gli stessi costruttori dipendono da fornitori di tecnologia e talvolta non sanno cosa potranno offrire ai clienti tra 24 mesi. </p><p>Le partnership permettono di guardare molto avanti, ma la vera sfida è la velocità di evoluzione della tecnologia a ogni livello: poter contare su questo tipo di accordi e di visibilità è un vantaggio enorme. "Mi piacerebbe poter guardare fino al 2100… sappiamo che è impossibile, ma sarebbe il vero superpotere". </p><p>Ingrà chiude indicando un'opportunità concreta: con l'avanzata dei veicoli elettrici, soprattutto cinesi, stabilire partnership con quei produttori è oggi cruciale perché stanno entrando nel mercato europeo dove ancora manca una filiera aftermarket a supporto della loro manutenzione. "Ed è proprio su questo che stiamo lavorando".</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/2CZDZB5Z2NMRNJQ7NDHGWPKQKY.jpg?auth=ba0cb7c069497f0b8067b68b410b0105e89f319e19c6e7dee774f087953a6104&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Il piano di Chery per conquistare l'Italia: da Lepas a iCAUR passando per le nuove Tiggo]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/automotive/piano-chery-conquistare-litalia-lepas-icaur-passando-nuove-2685348.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/automotive/piano-chery-conquistare-litalia-lepas-icaur-passando-nuove-2685348.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sat, 27 Jun 2026 13:37:27 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>In principio c’erano OMODA e JAECOO. Poi è arrivata Lepas. Ora, allo stand del Gruppo Chery al MiMo di Monza, il quadro si fa ben più affollato. Ecco i piani del gruppo Chery per l’invasione pacifica dell’Italia, con auto di ogni tipo e per tutte le tasche, dal segmento budget a quello premium…</p><p>Fino a oggi il gruppo cinese parlava al nostro mercato con la sola voce di OMODA e JAECOO che ha fatto uno sprint nelle vendite senza precedenti. Da Monza in poi, però, entrano in scena anche Chery, Lepas e iCAUR, con un calendario di arrivo già scandito per i prossimi anni.</p><h1>La roadmap italiana, marchio per marchio</h1><p>Il piano ha date precise. OMODA e JAECOO restano i marchi che fanno da base per la crescita e che sono entrati in Italia da luglio 2024. Chery, il brand che da il nome al gruppo stesso, inizierà la commercializzazione tra il terzo e il quarto trimestre del 2026, portando sul mercatoi due SUV plug-in hybrid: Tiggo 8 e Tiggo 9. </p><p>Lepas debutterà nel secondo semestre: il SUV Lepas L8 è ordinabile da luglio 2026 e sarà seguito dalla L6 e, più avanti, dalla più compatta L4. iCAUR chiude la sequenza nel primo trimestre 2027 con il SUV range-extender V27, uno dei modelli più attesi perché, specie nella versione “passo corto” V23, incuriosisce per il mix tra design e capacità in fuoristrada.</p><p>Il filo conduttore fra tutti questi marchi e modelli è l'elettrificazione, declinata in full hybrid, plug-in hybrid e range-extender. La tecnologia è comune, e per questo non sarà raro trovare motorizzazioni simili trasversalmente alla gamma, pur con le differenze di potenza, batterie e percentuale di ibridazione.</p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/3SOWUAQMHNOCXLQWTL3SRVS46Y.jpg?auth=9e80c6996d49ccb76472fe59a862c5c344ad7a27d84c9713235ab8fd4334f8d9&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="Chery" height="900" width="1200"/><h1>Le anteprima al MiMo 2026</h1><p>I protagonisti dell'anteprima al MiMo sono le due Chery. La Tiggo 9 PHEV è il SUV grande della coppia, 4,81 metri di lunghezza, sette posti su tre file e un sistema Super Hybrid che con motore 1.5 TGDi e tre unità elettriche arriva a 428 CV, con trazione integrale e uno 0-100 in 5,8 secondi. </p><p>Chery Tiggo 8 PHEV si posiziona poco sotto, con 279 CV, trazione anteriore, batteria da 18,4 kWh e scatto in 8,4 secondi, più urbana. Ad affiancarle ci sono le Lepas L6 e L8, mentre i modelli OMODA e JAECOO sono quelli già visti e già sul mercato da qualche tempo.</p><p>Il pezzo più curioso, e forse anche più atteso a giudicare dai social, resta però iCAUR V27, atteso solo per il gennaio del 2027: oltre cinque metri, sistema range-extender con batteria da 34,5 kWh e oltre 1.000 km di autonomia complessiva. Si muove solo grazie ai motori elettrici, e la benzina serve per generare elettricità e ripartire in pochi minuti. </p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/ZKRMUSIQHBIGZN6STACIT4DWVA.jpg?auth=a16675f3635caa74dc72a3c72c2e3b03bd8d3a02eee821180e931a16b1eba9e5&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[SwitchBot sconta il suo ventilatore smart con batteria integrata, l’offerta per il Prime Day]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/smart-home/switchbot-sconta-suo-ventilatore-smart-batteria-integrata-l-2682937.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/smart-home/switchbot-sconta-suo-ventilatore-smart-batteria-integrata-l-2682937.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description><![CDATA[Con l’arrivo del caldo, ecco l’offerta di SwitchBot per il suo ventilatore smart. L’unicità di questo prodotto? Può essere integrato nella smart home e ha la batteria integrata per portarlo anche in giardino…]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 07:07:32 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>SwitchBot Standing Circulator Fan,<a href="https://www.amazon.it/dp/B0FWC41M2P?maas=maas_adg_1C0FC363C427D632184A1D5A61831CD0_afap_abs&amp;ref_=aa_maas&amp;tag=maas" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow"> il ventilatore a piantana smart, scende a €84,99 su Amazon Italia durante il Prime Day 2026</a> dal 23 al 26 giugno. <a href="https://bit.ly/4epJjtd" target="_blank" rel="noopener">Lo sconto è del 15% rispetto al prezzo base</a> di €99,99, una cifra comunque interessante che permette di risparmiare su un prodotto lanciato da poco tempo.</p><p>Quello che distingue questo modello rispetto a un ventilatore tradizionale è la batteria integrata da 2400 mAh: non serve una presa vicino a dove si vuole usarlo, e questo amplia le possibilità di utilizzo. </p><p>Per le serate più calde, ad esempio, può essere una soluzione per godersi il giardino o il terrazzo e avere comunque un sollievo dalla calura estiva. </p><p>In casa non occupa una presa, se non quando lo si ricarica, e può essere spostato anche là dove il cavo non arriverebbe senza prolunghe.</p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/HN54NNNOUBKKJCYZCXCP4ERUZI.jpg?auth=5c1a68dd312663a7144f3209097cf958a985007f79a97108afc7be16f62942f0&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="Switchbot" height="900" width="1200"/><p>La ricarica avviene tramite USB-C o tramite cavo AC standard (100-240V) e l'autonomia dichiarata arriva a 28 ore nella modalità “Baby”, quella più silenziosa che, con soli 22 dB di emissioni sonore, è pensata per non disturbare i più piccoli durante il sonno. Nella modalità normale, invece, l’autonomia scende a circa 12 ore.</p><p>La struttura è modulare e questo lo rende sia un ventilatore da tavolo da 47,3 centimetri, sia un ventilatore da terra con un’asta (73,6 cm), sia un modello più alto aggiungendo la seconda asta (100 cm).</p><p>Dall'app SwitchBot si può regolare la velocità dall’1 al 100%, con possibilità di impostare timer e programmare l'accensione. Inoltre il ventilatore smart supporta Alexa e Google Home per il controllo con la voce.</p><p> Per tutte le altre offerte di SwitchBot, è disponibile lo <a href="https://www.amazon.it/stores/page/36A39F4E-95CE-42AC-91D0-F3F34D524241?maas=maas_adg_BAAC77C0053C1E4A9D55621ADF4B6CFC_afap_abs&amp;ref_=aa_maas&amp;tag=maas" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow">store ufficiale su Amazon</a> e il sito ufficiale <a href="https://bit.ly/4et8aw5" target="_blank" rel="noopener">SwitchBot con prodotti esclusivi e sconti fino al 50%</a>.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/IYAMOPSLOFNS3D573XXQUKKOXA.jpg?auth=6e1cf4282547c7c41d542d7dc90281c936957863408a4ab52a277ab502612e5d&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[SwitchBot al Prime Day: le offerte per rinnovare la casa smart]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/smart-home/switchbot-prime-day-offerte-rinnovare-casa-smart-2682570.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/smart-home/switchbot-prime-day-offerte-rinnovare-casa-smart-2682570.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description><![CDATA[SwitchBot, una delle aziende più attive nel mondo della smart home, ha lanciato una serie di offerte per modernizzare la casa con sconti fino al 50%.]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 07:03:28 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del Prime Day 2026, SwitchBot annuncia una serie di <a href="https://www.amazon.it/stores/page/36A39F4E-95CE-42AC-91D0-F3F34D524241?maas=maas_adg_BAAC77C0053C1E4A9D55621ADF4B6CFC_afap_abs&amp;ref_=aa_maas&amp;tag=maas" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow">sconti e offerte disponibili direttamente su Amazon dal 23 al 26 giugno.</a> Tra gli sconti più importanti ci sono quelli che superano il 50%, dimezzando il prezzo di alcuni prodotti anche <a href="https://bit.ly/4et8aw5" target="_blank" rel="noopener">sullo store ufficiale di SwitchBot.</a>.</p><h1>Le altre offerte, dalla serratura smart alla cornice con AI</h1><p>SwitchBot è arrivata oggi ad avere un catalogo di prodotti che praticamente trova posto in ogni stanza della casa per renderla più moderna, automatica e tecnologica. Partendo dall’ingresso c’è Lock Ultra Black Vision Combo, serratura smart per entrare in casa sfruttando il riconoscimento biometrico del volto. <a href="https://www.amazon.it/dp/B0F2HM2P6F?maas=maas_adg_9797276A643C67C80603C6C91CA5A6FB_afap_abs&amp;ref_=aa_maas&amp;tag=maas" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow">Il prezzo in sconto è di 229,99 euro </a>(al posto del listino di 299,99 euro), con un risparmio del 23%.</p><p><a href="https://www.amazon.it/dp/B0G2WT4HRL?maas=maas_adg_D9C1B9015A9FA92E1CB3FF144A4DA694_afap_abs&amp;ref_=aa_maas&amp;tag=maas" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow">Con Lock Ultra Vision Pro Combo</a>, invece, si può sbloccare la porta anche utilizzando la scansione del palmo della mano: il prezzo scontato del 19% è di 259,99 euro.</p><p>Interessante anche l’offerta per il <a href="https://www.amazon.it/dp/B0F672TCXQ?maas=maas_adg_008FE876C14F6811CA6708A14A53397A_afap_abs&amp;ref_=aa_maas&amp;tag=maas" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow">videocitofono smart che scende a soli 99,99 euro</a> con uno sconto del 38%.</p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/GF3GMQOIA5NRVHQFCYCEFPCZ6Y.png?auth=643be9b9f5d850d79996675b11f8cc05c2523ba5042bc234a7f130fe6b9f6cce&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="Switchbot" height="900" width="1200"/><p>Entrando poi in casa, SwitchBot ha pensato ad arredare i muri con AI Art Frame, una cornice digitale che è più un quadro iper tecnologico (qui la nostra recensione). La versione da <a href="https://www.amazon.it/dp/B0GWM3L4BG?maas=maas_adg_FB9D639CA8AF4002DC3AA4C0DF9DC2C5_afap_abs&amp;ref_=aa_maas&amp;tag=maas" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow">7,3 pollici è in sconto a 109,99 euro</a>. La <a href="https://www.amazon.it/dp/B0GDFSR9SN?maas=maas_adg_832A8E3068039391DCF66CE206357FC1_afap_abs&amp;ref_=aa_maas&amp;tag=maas" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow">versione da 13,3” costa 279,99 eur</a>o mentre <a href="https://bit.ly/4eGqyCW" target="_blank" rel="noopener">quella da 31,5” è scontata a 1.199,99 euro</a>, entrambe con un taglio di prezzo del 20%.</p><p>Interessante anche la promozione sulla lampada smart, una piantana controllabile nell’intensità luminosa e nei colori, a metà tra arredamento e funzionalità. Per il Prime Day lo sconto è quasi del 50% e <a href="https://www.amazon.it/dp/B0FJFX6JK9?maas=maas_adg_BEE596E83B125E80B9BD37297BD81B96_afap_abs&amp;ref_=aa_maas&amp;tag=maas" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow">il prezzo scende a 46,99 euro.</a></p><p>La cosa interessante dei prodotti per l’azienda, a differenza di altri brand, è l’attenzione di SwitchBot nel far interagire tra di loro i dispositivi della smart home. </p><p>Tramite app si possono infatti creare semplicemente automazioni così da far interagire i sensori con i vari prodotti: l’avvio del robot lavapavimenti, ad esempio, può comandare l’apertura delle tende per pulire meglio i bordi. </p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/6SRFDUZVNRIRXEQFRM6IGH4UXQ.png?auth=2556de862ae8eb3b15f2aed9b79d7b7391b35f2da300824493be14ca7ed0eb09&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="Switchbot" height="900" width="1200"/><p>Oppure l’ingresso in casa con riconoscimento facciale può far avviare l’automazione accende le luci smart, attiva il circolatore d’aria, accende il climatizzatore e disattiva le videocamere. </p><p>Oltre alle offerte elencate, <a href="https://www.amazon.it/stores/page/36A39F4E-95CE-42AC-91D0-F3F34D524241?maas=maas_adg_BAAC77C0053C1E4A9D55621ADF4B6CFC_afap_abs&amp;ref_=aa_maas&amp;tag=maas" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow">sullo store ufficiale SwitchBot su Amazon</a> sono disponibili sconti anche per i prodotti citati negli esempi di cui sopra, tra cui l’hub per gestire le automazioni, il circolatore d’aria, la videocamera e via dicendo. Le offerte sono valide anche sul s<a href="https://bit.ly/4et8aw5" target="_blank" rel="noopener">ito ufficiale di SwitchBot dove ci sono prodotti in esclusiva</a> non disponibili su Amazon.</p><h1>Le offerte con gli sconti maggiori</h1><p>Oltre alle offerte sui prodotti più recenti, ci sono anche sconti importanti su quelli in commercio da più tempo, ma sempre attuali. Si parte dal robot lava e aspira pavimenti, SwitchBot S20. Il modello è il top di gamma dell’azienda, ma si differenzia per dimensioni più compatte rispetto a molti concorrenti, specie per la base, pur mantenendo il mocio a rullo che lava i pavimenti e che viene costantemente irrorato di acqua pulita e soluzione detergente, raccogliendo l’acqua sporca per poi scaricarla nel serbatoio della stazione di ricarica.</p><p>Per l’occasione del Prime Day, SwitchBot ha tagliato rispetto al listino, con <a href="https://www.amazon.it/dp/B0F9WQRPX6?maas=maas_adg_B9C07247A903CD9CF76A301F5177E03B_afap_abs&amp;ref_=aa_maas&amp;tag=maas" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow">uno sconto del 56% che porta il prezzo dell’S20</a> da 799,99 euro a 349,99 euro.</p><p>L’altro prodotto proposto <a href="https://www.amazon.it/dp/B0DG5QLWP6?maas=maas_adg_8CFF04BC71DCF321595440A73D6824B2_afap_abs&amp;ref_=aa_maas&amp;tag=maas" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow">in sconto di oltre metà prezzo è SwitchBot Air Purifier</a>, un purificatore d’aria che passa da 239,99 euro di listino a 109,99 euro con l’offerta. In questo caso il taglio è del 54% e lo sconto rende il prodotto particolarmente interessante perché integra un purificatore smart (controllabile anche tramite app) che diventa anche oggetto d’arredamento con un piccolo tavolino e una luce led integrata.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/7EXKXEAS6BPR3FIYFVYYJZNDTA.png?auth=a3e257f50db1b46945202f99ae16afaa16a31ba5f3364a02c2ae52ae6058b092&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/png" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Prime Day Ecovacs, le offerte e gli sconti per robot aspirapolvere, lavavetri, tagliaerba e piscina]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/smart-home/prime-day-ecovacs-offerte-e-sconti-robot-aspirapolvere-2678595.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/smart-home/prime-day-ecovacs-offerte-e-sconti-robot-aspirapolvere-2678595.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description><![CDATA[Ecovacs ha annunciato una serie di offerte per portarsi a casa gli ultimi modelli di robot per la casa, il giardino e la piscina, risparmiando rispetto al listino]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 05:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Con il Prime Day ufficialmente partito, Ecovacs aggiunge nuove offerte a quelle già annunciate. Oltre i tre prodotti<a href="http://www.ilgiornale.it/news/smart-home/prime-day-ecovacs-anticipa-offerte-deebot-x12-winbot-w3-e-2678593.html" data-datalayer-click-event-target="internal"> con gli sconti anticipati del 15 giugno</a> si aggiungono altri tre modelli, tra robot aspirapolvere e tagliaerba.</p><p>Il canale principale resta Amazon, ma alcune promozioni sono presenti anche su MediaWorld e Unieuro a seconda del modello. Occhio alle durate: gli sconti maggiori sono spesso quelli attivi per meno giorni.</p><h1>Tre offerte sui robot aspirapolvere per tutte le tasche</h1><p>Tra le offerte più interessanti c'è sicuramente Ecovacs Deebot T50 Pro Omni Gen3, disponibile sia in versione bianca sia in versione nera. Il prezzo passa da 599 euro a 349 euro, con uno sconto di circa il 42%.</p><p>Non si tratta di un top di gamma, ma l'occasione di portarsi a casa un robot lava-aspira completo a meno di 350 euro rende questo modello uno dei più appetibili per chi cerca un robot aspirapolvere e lavapavimenti completo, con stazione OMNI e funzioni di pulizia automatizzata.</p><p>La promozione è prevista dal 23 al 26 giugno. La versione bianca sarà disponibile <a href="https://www.amazon.it/ECOVACS-T50-PRO-OMNI-Gen3/dp/B0GQTCDX17/" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow"><b>su Amazon</b></a> e <b>MediaWorld</b>, mentre la versione nera sarà presente <a href="https://www.amazon.it/ECOVACS-T50-PRO-OMNI-Gen3/dp/B0GQTFHB2N/" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow"><b>su Amazon</b></a> e <b>Unieuro</b>. A questa cifra è ottimo sia per chi non ha mai provato un lava-aspira, e vuole approcciare questo mondo senza spendere una fortuna, sia per chi cerca un secondo robot o vuole sostituire un modello molto vecchio.</p><p>Salendo di fascia troviamo Ecovacs Deebot T90 Pro Omni Black, che passa da 799 euro a 599 euro. Lo sconto è di circa il 25% e la promozione durerà dal 23 al 30 giugno <a href="https://www.amazon.it/ECOVACS-T90-PRO-aspirapolvere-lavapavimenti/dp/B0GK1RD2T7/" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow"><b>su Amazon</b></a>, <b>da Mediaworld</b> e <b>da Unieuro</b>.</p><p>Per chi invece punta al modello più alto in gamma tra quelli segnalati, c'è <a href="https://www.ilgiornale.it/news/smart-home/x1-ecovacs-deebot-x12-omnicyclone-cos-cambiato-questi-anni-2652137.html" data-datalayer-click-event-target="internal"><u>Ecovacs Deebot X12 Omnicyclone</u></a>. Il prezzo scende da 1.399 euro a 999 euro, con uno sconto vicino al 30%.</p><p>La promozione sarà valida fino al 26 giugno <a href="https://www.amazon.it/ECOVACS-X12-Aspirapolvere-Lavapavimenti-anti-macchie/dp/B0GJD7VMPX/" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow"><b>su Amazon</b></a> e <b>MediaWorld</b>. Resta una cifra importante, ma l'X12 è praticamente l'ultimo modello lanciato un paio di mesi fa.</p><h1>In giardino e per le finestre, le altre promozioni</h1><p>Ecovacs non punta solo sui Deebot: Ecovacs Winbot W3 Omni, il robot lavavetri con "lavatrice" integrata, scende da 699 euro a 599 euro, con la promo <a href="https://www.amazon.it/ECOVACS-OMNI-Multifunzione-Intelligente-Nebulizzazione/dp/B0GCFH4M8Q/" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow"><b>su Amazon</b></a> che sarà valida fino al 26 giugno.</p><p>Per il giardino c'è Ecovacs Goat A1600 LiDAR Pro che passa da 1.499 euro a 899 euro. Qui lo sconto è importante, circa il 40%, ma la promozione sarà attiva solo <a href="https://www.amazon.it/ECOVACS-A1600-garage-Perimetrale-Navigazione/dp/B0H1BSYGVG/" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow"><b>dal 23 al 26 giugno su Amazon</b></a>.</p><p>Chi ha una piscina può invece guardare a Ecovacs Ultramarine P1, il robot pulitore che passa da 549 euro a 399 euro, con uno sconto di circa il 27%, disponibile <a href="https://www.amazon.it/ECOVACS-ULTRAMARINE-P1-pulitore-batteria/dp/B0GC56JBJB/" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow"><b>su Amazon</b></a> fino al 26 giugno.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/MTLJZQVX3NO6POWHXBUF5HVIBE.jpg?auth=8cb02415bd3ce7ef5b9b47f17ef3dcbccd7301d96d164cbf50633fd7fb61fa34&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Subaru Uncharted, la prova: anima offroad nell’era elettrica]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/automotive/subaru-uncharted-prova-anima-offroad-nell-era-elettrica-2682002.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/automotive/subaru-uncharted-prova-anima-offroad-nell-era-elettrica-2682002.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description><![CDATA[Subaru Uncharted debutta in versione AWD e FWD ed è anche una forte dichiarazione d’intenti per il brand che vuole esserci nell’elettrico senza se e senza ma…]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 20:34:27 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Subaru Uncharted è un SUV compatto, con taglio da coupé, che lancia Subaru nel mondo dell’elettrico con una segmento C che punta al cuore del mercato. Elettrica, sì, ma senza dimenticare la tradizione dell’azienda che non ci sta a sprecare il know how accumulato sia nel fuoristrada, sia nel rendere le auto piacevoli da guidare. Anche quando sfoggiano una carrozzeria da crossover.</p><h1>I numeri della Subaru Uncharted</h1><p>Subaru Uncharted condivide la piattaforma e-SGP con Toyota, la stessa che sorregge bZ4X e la più recente C-HR+. Non è un segreto, ma non è nemmeno tutta la storia perché non si tratta di un semplice aggiornamento estetico. </p><p>Subaru ha lavorato in modo autonomo su sospensioni, taratura degli ammortizzatori e, soprattutto, altezza da terra, portata a 211 mm contro i 185 mm della Toyota C-HR+. </p><p>Quei 2,6 centimetri in più sembrano pochi sulla carta, ma sulla versione AWD, in abbinata all'X-MODE con due profili (Slippery Surface e Soft Surface), al Grip Control e all'Hill Descent Control, la differenza si percepisce quando si devia dal nastro d’asfalto, e lo vedremo nel capitolo successivo.</p><p>Uncharted è lunga 4,51 metri, con un passo di 2,75 metri e una linea da crossover coupé. Le misure sono da segmento C, quello più florido nel mercato italiano per vendite e preferenze degli utenti insieme al segmento B-SUV.</p><p>La gamma si declina in tre versioni, a partire dal modello più cittadino che monta una batteria da 57,7 kWh (54 kWh netti), un motore anteriore da 167 CV e dichiara 451 km di autonomia nel ciclo misto WLTP. Le due versioni da 77 kWh (72 kWh netti) salgono rispettivamente a 224 CV a trazione anteriore, con 592 km WLTP dichiarati, e a 343 CV in configurazione AWD con doppio motore, per un'autonomia dichiarata di 495 km WLTP.</p><p>La ricarica rapida in corrente continua arriva a un picco di 150 kW, ma solo per la batteria più grossa. Il tempo dichiarato dal 10 all'80% è di 28 minuti. In corrente alternata, Subaru Uncharted monta di serie su tutti gli allestimenti un caricatore trifase da 22 kW: è gratis, e c’è. Cosa che non si può dire di altre concorrenti che o lo fanno pagare, o non lo hanno neanche tra gli optional. </p><p>Il bagagliaio parte da 416 litri nelle versioni FWD e da 403 litri nell'AWD, arrivando fino a 1.331 litri abbattendo il divanetto. Frunk? Non pervenuto…</p><h1>Come va? Abbiamo provato Subaru Uncharted FWD e AWD</h1><p>La prima cosa da chiarire, per chi si avvicina a Uncharted da appassionato del marchio, è che due versioni su tre montano il motore solo sull'asse anteriore. È la prima Subaru con trazione anteriore della storia, ma è anche il modo di aprire a una fascia di pubblico più ampia che esula dagli appassionati di fuoristrada.</p><p>In entrambi i casi, la Uncharted convince per come è stata calibrata nel setup: lo sterzo è preciso nonostante l'altezza da terra da SUV, il rollio è contenuto grazie a un buon equilibrio tra rigidità e assorbimento. In strada poi si sente la cura nel tarare acceleratore e freno per renderli intuitivi e al servizio del conducente: niente vuoti o “effetto spugna” e una sensazione di poter essere sempre in controllo. </p><p>Sul consumo reale, un primo test in autostrada ha restituito valori tra i 20 e i 21 kWh/100 km, il che significa circa 285 km reali con la batteria da 57,7 kWh e oltre 380 km con quella da 77 kWh. </p><p>Tecnologia? C’è tutto, ma lo schermo centrale da 14 pollici soffre dei riflessi del trattamento lucido, l'interfaccia software è completa ma non estremamente tecnologia (il che può essere un bene per i clienti più tradizionalisti) e c’è anche una strumentazione digitale con schermo opaco, perfetto nella leggibilità, la doppia piastra di ricarica per gli smartphone e un buon numero di ghiere e comandi fisici. Per chi non ce la fa a digerire il touchscreen…</p><h1>Prezzi e versioni</h1><p>Subaru, per la Uncharted, ha scelto una strategia aggressiva: già dal lancio applica uno sconto di 5.000 euro valido per tutti gli acquirenti, tutte le versioni e tutte le formule di acquisto. E c’è anche una promozione che regala 10.000 km di ricariche.</p><p>Con lo sconto, la FWD da 57,7 kWh (167 CV) parte da 34.900 euro e la dotazione di serie è già sostanziosa sul primo allestimento.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/O34DCH3AJBOMRGZQ25AEEVAHPM.jpg?auth=4d081a1cd5668f9078acde179391ad4972e8eb7a75ecd5c81201e5198b3a6069&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Recensione Lefant M210 Pro OMNI: piccolo, lava con il rullo e rinuncia al sacchetto]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/smart-home/recensione-lefant-m210-pro-omni-piccolo-lava-rullo-e-2681001.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/smart-home/recensione-lefant-m210-pro-omni-piccolo-lava-rullo-e-2681001.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description><![CDATA[Un robot aspirapolvere e lavapavimenti che cerca di proporre qualcosa di diverso, con un prezzo abbordabile e buone prestazioni]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 05:00:40 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Basi sempre più grandi, sacchetti per la polvere da acquistare, bracci estensibili e prezzi da elettrodomestico premium: ormai il mondo dei robot aspirapolvere sembra dominato da prodotti che vogliono andare sempre più in alto. <b>Lefant M210 Pro OMNI</b>, invece, prova a seguire una strada diversa, puntando su dimensioni ridotte, lavaggio con rullo autopulente e una base che gestisce l’acqua ma non svuota automaticamente la polvere.</p><p>Da una parte si perde la comodità dello svuotamento automatico, dall’altra si ha una stazione che si infila dove altre non starebbero. Ha senso rinunciare a una delle funzioni più richieste sui robot moderni in cambio di un prodotto più compatto e meno impegnativo?</p><h1>Design compatto e base meno ingombrante</h1><p>La prima cosa che si nota del Lefant M210 Pro OMNI è la <b>dimensione</b>. Il robot ha un diametro di 28 cm e un’altezza di 9,9 cm, quindi è già più piccolo rispetto a molti concorrenti. Questo gli permette di muoversi con più facilità negli spazi stretti, tra le gambe delle sedie, sotto alcuni mobili e nelle zone dove i robot più larghi non si avventurano.</p><p>In case piccole, appartamenti cittadini o ambienti molto arredati, un robot più compatto può fare davvero la differenza: se non si ha una villa enorme e con arredamento minimalista, non sempre è ideale scegliere un modello più grande e potente. A volte serve un dispositivo che passi dove gli altri non arrivano e che non costringa a riorganizzare mezza casa attorno alla base di ricarica.</p><p>Per contenere le dimensioni, però, la base rinuncia alla comodità dello svuotamento automatico della polvere. Bisogna quindi svuotare a mano il serbatoio della polvere, ma il mini robot di Lefant non si priva della funzione di lavaggio con auto-pulizia del <b>mocio a rullo</b> che, grazie a due piccoli serbatoi di acqua sporca e pulita, viene igienizzato al termine del lavoro (o durante se la casa è molto grande). </p><p>Nonostante sia compatta, la base integra comunque il serbatoio del <b>detergente lavapavimenti</b> che viene dosato automaticamente ad ogni riempimento, oltre ad avere il sistema di asciugatura ad aria per togliere l’umidità dal mocio a rullo a fine pulizia.</p><h1>Come aspira senza spazzola centrale?</h1><p>Lefant punta su una <b>bocca di aspirazione senza spazzola centrale</b>: in pratica ci sono solo le due spazzole laterali che convogliano capelli, polvere e particelle solide verso una bocca centrale più piccola del solito, disegnata come la bocchetta di un aspirapolvere.</p><p>Il vantaggio è che si riduce moltissimo sia la manutenzione, sia il costo perché il robot utilizza meno componenti. E si producono meno rifiuti visto che non servono i sacchetti che sarebbero poi da smaltire. </p><p>Il rischio è quello di una minor efficacia in aspirazione. Dopo una settimana di test, posizionandolo in bagno dove i capelli si annidano più spesso, il robot è riuscito ad aspirare con la stessa efficacia di altri modelli a spazzola. </p><p>L’unico limite è con i detriti di dimensione e peso maggiori: qui la spazzola centrale fa la differenza, ma è ovvio che si tratta di questione di necessità: chi abita in un appartamento urbano, difficilmente avrà il problema di ghiaia, pietrisco e terra portate in casa dal giardino. E, per questi casi, l’M210 Pro Omni può essere è la soluzione ideale, specie se l’appartamento è un bilocale o un trilocale molto vissuto, con mobili e ostacoli di ogni tipo.</p><p>Il<b> contenitore della polvere</b> è da 800 ml, una capacità importante per un robot così compatto e maggiore rispetto alla media di modelli anche più grandi. Lefant dichiara fino a due settimane di utilizzo e, effettivamente, non è stato necessario svuotarlo dopo 10 giorni di test. Chi ha animali domestici, specie a pelo lungo, potrà invece doverlo svuotare ogni 5/7 giorni a seconda della situazione.</p><h1>Come lava: il rullo autopulente non ha nulla da invidiare</h1><p>La parte più interessante del Lefant M210 Pro OMNI è il <b>lavaggio</b>: pur essendo più compatto del solito, il robot integra un vero e proprio rullo lavapavimenti che viene bagnato con acqua pulita durante il funzionamento e contemporaneamente utilizza una spatola che raschia la parte a contatto con il pavimento, strizzando via l’acqua sporca che viene raccolta in un piccolo serbatoio separato posto a bordo del robot stesso.</p><p>Il principio è quello di lavare senza spargere liquidi e semi-liquidi sul pavimento. Gli ugelli spruzzano acqua pulita e detergente sulla parte superiore del rullo, la spatola rimuove lo sporco dopo il contatto col pavimento e l’acqua sporca viene raccolta per poi essere scaricata nella base.</p><p>La pressione costante del rullo è riuscita a rimuovere macchie di uno o due giorni, ma non fa miracoli per quelle più difficili e secche. Inoltre il rullo è fisso e non si estende lateralmente.</p><h1>Navigazione, app e controllo smart</h1><p>Il robot crea una<b> mappa della casa </b>permettendo di gestire stanze, zone vietate e aree da pulire. L’applicazione non è sofisticata come i top di gamma, ma questo può essere un vantaggio per chi cerca qualcosa di semplice e non vuole perdersi fra mille menu e sotto menu.</p><p>Basta avviare la mappatura, creare eventuali zone vietate e scegliere fra poche e semplici opzioni: 4 livelli di potenza di aspirazione, 4 livelli di umidità del mocio (incluso quello base, senza acqua), il tempo di asciugatura (2 ore minime, 5 ore massimo) e l’intervallo del lavaggio. </p><p>Va migliorata leggermente la traduzione: aggiungi zona, ad esempio, significa aggiungi una zona vietata e potrebbe generare confusione all’inizio.</p><p>Bene invece le funzioni di programmazione della pulizia, la possibilità di salvare fino a 3 mappe e il collegamento con Alexa e Google Assistant. Inoltre, a differenza di altri concorrenti, il supporto al WiFi dual band (2,4 GHz e 5 GHz) semplifica la connettività e evita quelle noie che i modelli con il solo WiFi a 2,4 Ghz possono avere quando si effettua la configurazione iniziale.</p><p>Tramite Apple Watch, infine, si può avere sempre al polso il comando per avviare le pulizie, senza dover cercare l’app nello smartphone.</p><h1>Prezzo e disponibilità</h1><p>Lefant M210 Pro OMNI è pensato soprattutto per chi ha pavimenti duri e vuole un robot compatto, silenzioso nella manutenzione e capace di lavare meglio dei modelli con semplice panno trascinato, senza spendere cifre enormi. Il rullo autopulente è il suo punto di forza, mentre la rinuncia allo svuotamento automatico della polvere è una scelta che va considerata.</p><p>A fronte di questa piccola rinuncia, però, Lefant M210 Pro OMNI <b><a href="https://www.amazon.it/dp/B0GQHBR12J?maas=maas_adg_AB34685E3D964397C7D402BB66F5AD80_afap_abs&amp;ref_=aa_maas&amp;tag=maas" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow">costa solo 299,99 euro con lo sconto Prime Day</a></b> (-70% rispetto al listino di 999 euro) ed è perfetto sia per chi vuole un primo robot, sia per chi ha fisicamente necessità di un modello compatto perché l’arredamento e le dimensioni della casa lo richiedono.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/E637VEJZZZIUNOFAF47G6MFZXE.jpg?auth=49555fcc24b61b5e631e5854eaf26fbbc6f29c8076485030804d2e98408c5ec3&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Prime Day, Ecovacs anticipa le offerte: Deebot X12, Winbot W3 e Ultramarine P1]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/smart-home/prime-day-ecovacs-anticipa-offerte-deebot-x12-winbot-w3-e-2678593.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/smart-home/prime-day-ecovacs-anticipa-offerte-deebot-x12-winbot-w3-e-2678593.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description><![CDATA[Ecovacs anticipa il Prime Day con un primo giro di offerte che parte dal 15 giugno. Non si tratta di tutta la gamma: i prodotti coinvolti in questa fase sono tre: il top di gamma dei robot lava-aspira (l’X12 Omnicyclone), il lavavetri e il robot per la piscina.]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 05:00:56 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Per chi punta al modello più alto in gamma, c'è <a href="https://www.ilgiornale.it/news/smart-home/x1-ecovacs-deebot-x12-omnicyclone-cos-cambiato-questi-anni-2652137.html" data-datalayer-click-event-target="internal">Ecovacs Deebot X12 Omnicyclone</a>. Il prezzo scende da 1.399 euro a 999 euro, con uno sconto vicino al 30%. <a href="http://www.amazon.it/ECOVACS-X12-Aspirapolvere-Lavapavimenti-anti-macchie/dp/B0GJD7VMPX/" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow"><b>La promozione sarà valida dal 15 al 26 giugno su Amazon</b></a>.</p><p>L'X12 Omnicyclone è praticamente l'ultimo modello di Ecovacs, lanciato un paio di mesi fa con la tecnologia di aspirazione ciclonica abbinata alla funzione lavapavimenti. La stazione OMNI si occupa di tutto in autonomia: svuota il contenitore della polvere, lava e asciuga i panni, ricarica il robot. Il sistema di navigazione è basato su LiDAR con riconoscimento ostacoli, e la mappatura è precisa anche in ambienti grandi o su più piani. </p><p>È pensato per chi vuole il massimo e non vuole gestire nulla manualmente. Lo sconto a 999 euro, pur restando un prezzo importante, è interessante perché abbassa di 250 euro rispetto all’offerta lancio di soli due mesi fa.</p><h1>Ecovacs Winbot W3 Omni, il lavavetri con la &quot;lavatrice&quot; integrata</h1><p>Ecovacs Winbot W3 Omni è il robot lavavetri di punta del brand e l'aspetto che lo distingue dai concorrenti è la stazione OMNI: dentro c’è una lavatrice che lava i panni, così il robot parte sempre con i panni puliti e non bisogna gestire nulla a mano tra una sessione e l'altra. </p><p>Funziona su finestre e vetrate, con navigazione autonoma e rilevamento dei bordi. Il prezzo scende da 699 euro a 599 euro, con la <b><a href="https://www.amazon.it/ECOVACS-OMNI-Multifunzione-Intelligente-Nebulizzazione/dp/B0GCFH4M8Q/" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow">promo attiva per 10 giorni a partire dal 15 giugno su Amazon</a></b>. </p><p>Non è uno sconto enorme in percentuale, ma su un prodotto di questa categoria rimane comunque un risparmio di 100 euro su un modello che è stato presentato da pochissimi mesi ed è l’unico di questo tipo in commercio.</p><h1>Ecovacs Ultramarine P1, per chi ha una piscina</h1><p>Chi ha una piscina può guardare a Ecovacs Ultramarine P1, il robot pulitore che gestisce in autonomia la pulizia del fondo e delle pareti, risalendo lungo le superfici e coprendo l'intera vasca senza intervento manuale. </p><p>La navigazione è intelligente e il ciclo di pulizia completo si adatta alle dimensioni della piscina, riprendendo se necessario. </p><p>Il prezzo passa da 549 euro a 399 euro, con uno sconto di circa il 27%, e la <b><a href="https://www.amazon.it/ECOVACS-ULTRAMARINE-P1-pulitore-batteria/dp/B0GC56JBJB/" target="_blank" rel="noopener sponsored nofollow">promozione è attiva su Amazon dal 15 giugno</a></b>. A questa cifra è tra le opzioni più accessibili per chi vuole smettere di pulire la piscina a mano e poter contare su una manutenzione quotidiana automatica.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/MTLJZQVX3NO6POWHXBUF5HVIBE.jpg?auth=8cb02415bd3ce7ef5b9b47f17ef3dcbccd7301d96d164cbf50633fd7fb61fa34&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Leapmotor B05, abbiamo provato la compatta elettrica a trazione posteriore]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/automotive/leapmotor-b05-abbiamo-provato-compatta-elettrica-trazione-2678089.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/automotive/leapmotor-b05-abbiamo-provato-compatta-elettrica-trazione-2678089.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description><![CDATA[Leapmotor B05 arriva in Europa con l’obiettivo di rendere più accessibili le auto elettriche e capitalizza il successo del marchio che sta crescendo tantissimo all’interno del gruppo Stellantis. In attesa di scoprire come andranno le vendite, ecco il primo assaggio con il test drive internazionale…]]></description><pubDate>Fri, 12 Jun 2026 11:11:31 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<h1>I numeri della Leapmotor B05</h1><p>Leapmotor B05 misura 4,43 metri di lunghezza, 1,52 metri di altezza e ha un passo di 2,735 metri.Con questi numeri, la B05 entra di diritto nel segmento C e sfoggia soluzioni estetiche di segmento superiore, come le portiere frameless e i cerchi che sono da 19” di serie su tutti gli allestimenti.</p><p>Il bagagliaio parte da 345 litri con cinque posti e arriva a 1.400 litri abbattendo i sedili posteriori, ma manca un fondo piatto che pareggia con la soglia come fanno invece altre vetture.</p><p>Dentro l’abitacolo l’impostazione è moderna e semplice: display centrale da 14,6 pollici per l’infotainment e strumentazione digitale da 8,8 pollici davanti al conducente. Si può fare tutto da qui, navigazione inclusa, ma il sistema supporta anche Apple CarPlay e Android Auto wireless.</p><p>La batteria è di tipo LFP, declinata in due versioni. Quella da 56,2 kWh dichiara 401 km di autonomia nel ciclo misto WLTP, la versione da 67,1 kWh arriva fino a 482 km WLTP.</p><p>Nella media la ricarica: in corrente alternata B05 utilizza un ormai comune caricatore trifase da 11 kW e in corrente continua raggiunge 168 kW di picco, ma solo per la versione con la batteria più capiente.</p><p>Leapmotor dichiara il passaggio dal 30 all’80% in circa 17 minuti, ma non bisogna farsi ingannare dal numero perché rende il tempo più favorevole rispetto ad altri produttori che dichiarano solitamente il 20-80% o addirittura il 10-80%. La B05 offre anche la funzione V2L fino a 3,3 kW per alimentare dispositivi esterni o, alla bisogna, ricaricare in emergenza un’altra auto elettrica rimasta senza energia.</p><h1>Come va? Primo contatto con Leapmotor B05</h1><p>Leapmotor ha scelto uno schema tecnica che, sulla carta, è interessante: motore posteriore, trazione posteriore e distribuzione dei pesi 50:50. A questo si aggiunge il lavoro del team europe di Stellantis che, a Balocco, ha lavorato sulla calibrazione delle sospensioni, con schema MacPherson davanti e multilink dietro.</p><p>Il risultato è una compatta più piacevole di quanto ci si potrebbe aspettare guardando solo al prezzo: lo sterzo è abbastanza diretto e l’auto dà subito una sensazione di buon controllo. Non siamo davanti a una sportiva, ma la B05 riesce a essere più vivace e precisa di molte elettriche compatte, ma anche di diverse termiche.</p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/JTNHPFPWMZL6RG2U4SOIQHICHI.jpg?auth=ce9faf91b79f32a5e474110a356844513cb8a2566c0fd0ae21a78e2f58d9c24e&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="Leapmotor" height="900" width="1200"/><p>Il motore elettrico eroga 218 CV, pari a 160 kW, e 240 Nm di coppia. Lo 0-100 km/h è dichiarato in 6,7 secondi e c’è anche il Launch Control.Con quasi 7 secondi per lo 0-100 è più un giocattolo che una funzione essenziale, ma contribuisce a rendere più simile a un videogioco l’esperienza di guida.</p><p>Sul percorso di prova, misto e con diversi tratti collinari, i consumi non si sono discostati troppo dal dato dichiarato, ma servirà un test più approfondito per capire come si comporterà nell’usco quotidiano.</p><h1>Prezzi e versioni della Leapmotor B05</h1><p>Il listino della Leapmotor B05 parte da 26.900 euro, ma con promozione in caso di permuta o rottamazione si scende a 22.900 euro per la 56,2 kWh Life.</p><p>Sempre sfruttando la promozione della rottamazione, la 67,1 kWh Life è proposta a 25.400 euro in, mentre la 67,1 kWh Design arriva a 26.900 euro (altrimento di listino costerebbe 30.900 euro.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/VZHBRS7GIBOA5F33X3YS5W6ZHU.jpg?auth=c2358618921aaa4ca9a21de8a47be95487c0091bd27dd8ac1bab96b800c68d85&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Chi costruisce davvero gli smartphone che usiamo ogni giorno]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/nuove-frontiere/chi-costruisce-davvero-smartphone-che-usiamo-ogni-giorno-2676053.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/nuove-frontiere/chi-costruisce-davvero-smartphone-che-usiamo-ogni-giorno-2676053.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description><![CDATA[Chi realizza i dispositivi che utilizziamo tutti i giorni? L’ho scoperto andando dietro alle quinte del mondo di Longcheer, uno dei principali OEM/ODM]]></description><pubDate>Tue, 09 Jun 2026 07:34:57 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Quando compriamo uno <b>smartphone </b>scegliamo quasi sempre un marchio: vuoi per il prezzo, vuoi per le caratteristiche oppure perché ci fidiamo di quel brand e del suo ecosistema che abbiamo già in casa. Il prodotto, però, è solo una parte della storia. L’altra parte è nascosta dietro le quinte, dove lavorano aziende i cui nomi sono sconosciuti ai più.</p><p>Una di queste aziende si chiama Longcheer e non è certo nota come Samsung, Honor, Motorola, Vivo o Lenovo. Fondata nel 2002 e oggi quotata sia alla Borsa di Shanghai, sia a quella di Hong Kong, l’azienda è specializzata nello sviluppo e nella produzione di dispositivi per conto di altri marchi. Nel 2024 Longcheer è stata il primo ODM al mondo per volumi di smartphone spediti, con 173 milioni di unità e una quota del 32,6%. Significa che quasi un terzo del mercato degli smartphone realizzati da aziende di progettazione e produzione esterne è passato da Longcheer. E, considerando che ODM sta per Original Design Manufacturer, significa che 173 milioni di smartphone spediti in quell’anno con un marchio “famoso”, non erano farina del sacco di quel brand ma li ha completamente pensati, disegnati, sviluppati e prodotti Longcheer. </p><p>Infatti c’è una differenza tra ODM e OEM (Longcheer fa entrambe le cose): OEM significa che l’azienda produce per un brand che ha progettato il dispositivo, insomma si occupa solo della parte finale. ODM invece è semplicemente il brand che mette il suo marchio su un prodotto fatto interamente da Longcheer. Impossibile sapere quale smartphone è stato sviluppato come OEM e quale come ODM, perché tutto è coperto da accordi di riservatezza, ma è chiaro che i numeri non mentono e che i 173 milioni di unità ODM del 2024, in un mercato globale che in quell’anno ha raggiunto 1,24 miliardi di pezzi, significano che almeno il 14% di tutti gli smartphone spediti erano fatti da ODM senza che il brand committente ci mettesse un briciolo di sforzo di progettazione. </p><p>Insomma, è chiaro che Longcheer, così come le altre (poche) aziende che hanno in mano il mercato OEM/ODM, è il braccio che muove il mercato mobile, ma spesso è anche la mente come abbiamo visto. Un gigante senza il rapporto diretto con il consumatore finale: Longcheer non deve convincerci a comprare un telefono, deve convincere i brand a farlo nascere. Per questo il confine tra “prodotto di un brand” e “prodotto sviluppato per un brand” è spesso più sottile di quanto immaginiamo. </p><p>Il marchio finale resta fondamentale: decide prezzo, distribuzione, marketing, assistenza e spesso anche software ed esperienza utente. Ma la parte industriale può essere affidata a chi ha già le piattaforme, gli  ingegneri, le linee produttive, i laboratori di test e i fornitori. Tra i clienti indicati dall’azienda figurano Meta, Motorola e Nio (Longcheer fa i pad di ricarica wireless per le auto), ma anche Honor, Oppo, Lenovo, Vivo e Redmi. Nel suo catalogo di prodotti troviamo smartphone, tablet, notebook, auricolari, smartwatch, dispositivi indossabili, occhiali smart e componenti automotive </p><p>Longcheer, però, non è solo progettazione e produzione di dispositivi, ma lavora anche per portarsi avanti sui temi del futuro: robotica e IA. L’obiettivo è portare in un settore più complesso le competenze già sviluppate. Insomma, la prossima volta che prendiamo in mano uno smartphone o indossiamo un paio di occhiali smart, vale la pena ricordare che il nome stampato sul prodotto è solo l’ultimo passaggio di un lungo viaggio dove Longcheer e altre aziende come lei ci hanno probabilmente messo lo zampino, vuoi per l’intera processo, vuoi solamente per la parte di produzione.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/E5RKUKCGPRLWNABTIJT2OF7YKQ.jpg?auth=cc7f580f48352a19b684bd3367a8e0b52d12a2286ec9c37337dfa7cc1ad16268&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[L’IA crea mondi coerenti in tempo reale, basta un commento]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/nuove-frontiere/l-ia-crea-mondi-coerenti-tempo-reale-basta-commento-2674407.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/nuove-frontiere/l-ia-crea-mondi-coerenti-tempo-reale-basta-commento-2674407.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Melita]]></dc:creator><description><![CDATA[Dalla Cina arriva un nuovo trend per l’intelligenza artificiale generativa applicata al campo dei video, ed è impressionante per velocità di esecuzione e coerenza narrativa.]]></description><pubDate>Fri, 05 Jun 2026 05:22:09 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il gioco si chiama “completa la storia”, o cadavre exquis per citare il termine originale. Si dice che sia nato nel 1925 dai surrealisti, e in origine prevedeva la creazione di un disegno collaborativo, dove il primo “giocatore” iniziava a disegnare su un foglio, lo piegava rivelandone solo una parte e passava il foglio e la matita all’artista successivo, con il compito di completare il disegno senza sapere quale fosse l’immagine nascosta.</p><p>Successivamente è nata la versione testuale dove la storia veniva creata con il contributo, a turno, di ogni giocatore che aggiungeva alla frase di quello precedente un nuovo sviluppo. </p><p>Ma cosa c’entra tutto questo con l’IA generativa? Semplice: dalla Cina è arrivata, con Pixverse, la versione “sotto steroidi” di questo gioco e, nell’era di YouTube e TikTok, non poteva che essere uno streaming video. </p><p>Il proprietario del canale che organizza lo streaming utilizza l’intelligenza artificiale generativa per creare la scena iniziale e il protagonista. Un esempio? Un gatto sonnecchiante che si sveglia in una stanza al tramonto…</p><p>Lo streaming viene avviato e gli spettatori iniziano a collegarsi. A differenza delle tradizionali dirette video, però, qui gli spettatori non sono fruitori passivi. I commenti sono piccoli pezzi della storia che continua, con la differenza che qui è l’IA generativa a creare il video in tempo reale. </p><p>Il primo commento, ovviamente selezionato dal moderatore del canale per evitare oscenità, recita “ora si stiracchia e sale a bordo della sua auto sportiva”. In men che non si dica, e con una fluidità impressionante nella transizione, l’IA generativa crea movimenti di videocamera cinematografici che accompagnano la transizione dal gatto sonnecchiante al gatto che sale sulla sua auto sportiva e inizia a guidare. E la storia continua man mano che proseguono i commenti, senza fermarsi anche quando gli input si arrestano in attesa di nuovi utenti.</p><p>Ma come funziona la tecnologia? Alla base c’è la generazione video con un flusso in alta definizione (ancora non è possibile farlo in 4K) che mantiene la consistenza tra le varie scene e, ancora più importante, utilizza un protagonista che è sempre lo stesso. </p><p>Con i tool di generazione video precedenti, infatti, risultava più difficile per un pubblico meno esperto creare un personaggio che fosse coerente e consistente con il design iniziale. Con Il modello R1 di Pixverse, invece, tutto è già “codificato” e il sistema lavora dietro le quinte affinché l’input umano non richieda conoscenze specialistiche nel creare il prompt, cioè le istruzioni necessarie a far capire all’IA cosa vogliamo fare. </p><p>Durante la dimostrazione, accessibile a tutti online visto che lo strumento è già utilizzabile, abbiamo assistito quindi alla creazione del mondo in diretta man mano che i commenti si aggiungevano nella chat del canale. Insomma, la versione potenziata di un gioco vecchio più di cento anni che, oggi, si trasforma in qualcosa in grado di mostrare i muscoli e le potenzialità dell’IA. </p><p>In questa versione è infatti un passatempo, ma ci si può immaginare facilmente tutta una serie di utilizzi commerciali in futuro. </p><p>Qualche esempio? Un brand di moda potrebbe organizzare una sfilata con modelli e modelle realistici realizzati in tempo reale per mostrare la nuova collezione e, aprendo lo streaming agli utenti, potrebbe ricevere la domanda “fai indossare al modello con gli occhi azzurri il nuovo cappotto insieme ai pantaloni della collezione dell’anno scorso”. In un istante, il modello manterrebbe la coerenza di aspetto ma potrebbe mostrare l’abbinamento richiesto dal potenziale cliente. E l’unico limite sarebbe la fantasia…</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/TOSRR7FLBJILTOSA2UTO5LWVN4.jpg?auth=d755189ad40b59f5582e4598001c071fc490ae646f2d186f59ea76cf77b7fa69&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item></channel></rss>