<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[News feed]]></title><link>https://www.ilgiornale.it</link><atom:link href="https://www.ilgiornale.it/arc/outboundfeeds/rss/autore/magdi-cristiano-allam/" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[ News Feed]]></description><lastBuildDate>Tue, 28 Jul 2026 12:46:30 +0000</lastBuildDate><language>it</language><ttl>1</ttl><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[La festa del sacrificio che si ripete alla Mecca]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/festa-sacrificio-che-si-ripete-mecca-2337181.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/festa-sacrificio-che-si-ripete-mecca-2337181.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description><![CDATA[Analisi sul sacrificio dei mille pellegrini che hanno perso la vita a La Mecca]]></description><pubDate>Fri, 21 Jun 2024 08:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Gli oltre mille pellegrini morti alla Mecca si devono a tre fattori: il clima particolarmente torrido, che ha raggiunto 51,8 gradi, ma che in realtà c'è stato anche in passato; la disorganizzazione cronica delle autorità saudite, incapaci di gestire circa due milioni di pellegrini «regolari», più decine, forse centinaia di migliaia di pellegrini «clandestini»; il fanatismo religioso insito nel rito del pellegrinaggio al principale santuario dell'islam, a cui sono tenuti tutti i musulmani abili almeno una volta nella vita.</p><p>La presenza dei «clandestini» ha un peso significativo in questa ennesima tragedia. Basti considerare che, secondo l'Afp, degli oltre mille morti, 658 sono egiziani e, tra loro, 630, ovvero quasi il 96%, sono clandestini. Per poter partecipare al pellegrinaggio da regolari, è necessario acquisire un permesso ufficiale molto costoso. Ed è così che i clandestini, non potendoselo permettere, si intrufolano e si nascondano nella marea umana dei regolari. Purtroppo i clandestini sono più soggetti a patire le conseguenze del caldo torrido, sia perché devono fuggire ogni qual volta intravedono la polizia saudita per non essere arrestati; sia perché non possono accedere agli spazi climatizzati.</p><p>La Mecca si trova nella vallata più bassa, la più soffocante della terra, non ci sono alberi ma solo pietre aride, le montagne rocciose accerchiano la città privandola dell'aria, non ci sono corsi d'acqua, il sole cuoce la pelle del pellegrino come il fuoco dell'Inferno. Ancor prima di Maometto (570 632), le tribù arabe avevano la consuetudine di compiere il pellegrinaggio alla Mecca, dove sorgeva il più importante santuario pagano in cui si adoravano 360 idoli tra cui Allah, al fine di dimostrare la loro fede soffrendo. Solo soffrendo, a causa delle dure condizioni climatiche, acquisivano dei meriti presso i loro dei. Il pellegrinaggio alla Mecca è un rito pagano ereditato dall'islam. Secondo il Corano Sara, la moglie di Abramo, era gelosa della sua schiava Agar. Allora Abramo condusse Agar e il loro figlio Ismaele alla Mecca dove li abbandonò. Ismaele aveva sete e Agar salì sulla collina di Safa pregando Allah di aiutarla. Corse verso la collina di Marwa, pregando nuovamente Allah di aiutarla. Dopo aver percorso per sette volte il tragitto tra Safa e Marwa, distanti circa 400 metri, Allah le inviò l'Arcangelo Gabriele che batté il piede a terra e fece sgorgare l'acqua dalla fonte di Zamzam.</p><p>Quando Ismaele crebbe, Allah comparve in sogno ad Abramo indicandogli che avrebbe dovuto dare in sacrificio il proprio figlio. Abramo prese Ismaele per sgozzarlo e offrirlo ad Allah. Satana gli apparve alla «jamra», una stele o colonna di pietra, a al-Aqaba, località vicina a Mina in direzione della Mecca. Lo rincorse ma Abramo corse più velocemente. L'Arcangelo Gabriele condusse Abramo ad altre due steli e Satana gli apparve. A ogni stele Abramo gettò sette sassi e si allontanò. Da allora i pellegrini eseguono il rito della lapidazione di Satana gettando sette sassi contro tre distinti muri per commemorare la triplice vittoria di Abramo su Satana. È talmente incontenibile la foga con cui i pellegrini si scagliano per lapidare le tre steli di Satana che, a causa del sovraffollamento, si sono ripetute delle stragi di migliaia di pellegrini che finiscono calpestati. Quando Abramo si apprestò a sgozzare Ismaele, la lama scivolò sul collo senza ferirlo. Allah gli inviò al suo posto un montone di 40 anni che Abramo sgozzò a Mina. Ed è così che la «Festa del sacrificio» o «Festa dello sgozzamento» conclude il rito del pellegrinaggio.</p><p>Ed è in questo contesto, che i musulmani, anche se piangono i morti del pellegrinaggio alla Mecca, si consolano con la certezza che essere morti e sepolti nella più sacra delle terre dell'islam li eleverà direttamente al Paradiso di Allah.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/DZCIY6DROJOQDHWR2PGOGQFOIM.jpg?auth=516e43f6811e767f822591cffd1adbb92b644e9fbc6713859700d210e5363542&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Vietiamo ai genitori di imporre il digiuno ai loro bambini]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/societ/vietiamo-ai-genitori-imporre-digiuno-ai-loro-bambini-2298083.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/societ/vietiamo-ai-genitori-imporre-digiuno-ai-loro-bambini-2298083.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description><![CDATA[Per 12 ore i musulmani credenti e praticanti hanno l'obbligo di non bere, non mangiare, non ingerire o inoculare farmaci, non fumare, non praticare qualsiasi affettuosità, non fare sesso, non ascoltare musica]]></description><pubDate>Mon, 18 Mar 2024 09:00:53 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Oggi a Roma l'alba è alle 6,20 e il tramonto è alle 18,18. Per 12 ore il cielo è illuminato. Per 12 ore i musulmani credenti e praticanti hanno l'obbligo di non bere, non mangiare, non ingerire o inoculare farmaci, non fumare, non praticare qualsiasi affettuosità, non fare sesso, non ascoltare musica. Ma nei giorni feriali continuano a lavorare e a frequentare la scuola, nonostante lo stato di spossatezza e disidratazione a cui inevitabilmente pervengono. Questi divieti durano un mese ininterrottamente. Sono scattati dalla scorsa domenica, 10 marzo, giorno di inizio del mese islamico del Ramadan, e dureranno fino a martedì 9 aprile. Dato che il calendario islamico consta di 12 mesi lunari di 29 o 30 giorni, il Ramadan varia di stagione con gli anni. Quando cade d'estate, facendo l'esempio di Roma, nello scorso 15 agosto la luce ha perdurato per 14 ore, che si traduce nell'osservanza dei divieti del Ramadan per 14 ore consecutive. La maggiore criticità risiede nel divieto di bere. L'acqua è il principale costituente del corpo umano e rappresenta circa il 60% del peso corporeo nei maschi adulti, dal 50 al 55% nelle femmine (caratterizzate da una maggiore percentuale di grasso corporeo rispetto ai maschi), e fino al 75% in un neonato.</p><p>Sul sito del ministero della Salute si riferisce che l'European Food Safety Authority (EFSA) ha accertato un rapporto di causa ed effetto tra l'assunzione giornaliera d'acqua e il mantenimento delle normali funzioni fisiche e cognitive. Si specifica: «La disidratazione, causata da un'assunzione di liquidi inferiori alla perdita di acqua, ha effetti anche seri sull'attività e sulle prestazioni fisiche dell'organismo. Nelle forme più lievi è influenzata la termoregolazione ed è manifesta la sensazione di sete, con il prolungarsi del fenomeno si manifestano crampi, apatia, astenia, maggiore irritabilità; forme più gravi inducono malessere generale ed anche allucinazioni fino a rischio di insorgenza del colpo di calore ed effetti letali. Lo stato persistente della disidratazione è associato ad un significativo incremento di rischio di molte patologie, anche gravi, in primo luogo a carico del rene». Il digiuno è una pratica che Maometto ha ereditato dal paganesimo arabo nel cui contesto nacque nel 570 alla Mecca. I pagani praticavano il digiuno solo nel decimo giorno del mese di Muharram, in cui era vietato lavorare e combattere.</p><p>L'islam esenta dal digiuno i minorenni non ancora puberi, i vecchi, i malati di mente, i malati cronici, i viaggiatori, le donne in stato di gravidanza o che allattano, mestruate e puerpere, le persone in età avanzata, nel caso che il digiuno possa comportare un rischio per loro. Tuttavia l'islam non esenta chi digiuna dal lavorare o dal combattere.</p><p>Nell'ebraismo nello Yom Kippur, il Giorno dell'Espiazione, il solo giorno di digiuno citato dalla Torah (Levitico 23:26-32), si digiuna dal tramonto, prima del crepuscolo, alla notte seguente, astenendosi dal bere, mangiare, ma anche dal lavorare.</p><p>Per la Chiesa cattolica il digiuno si limita a 2 o 3 giorni all'anno, consiste nel fare un solo pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po' di cibo al mattino e alla sera, mentre l'acqua e le medicine sia solide sia liquide si possono assumere liberamente. Si digiuna, astenendosi dal consumo della carne, il Mercoledì delle Ceneri, il Venerdì Santo ed è consigliato il Sabato Santo fino alla Veglia Pasquale. L'obbligo del digiuno inizia a 18 anni compiuti, mentre l'obbligo di astinenza dalle carni inizia a 14 anni.</p><p>L'osservanza del Ramadan sta manifestando una particolare criticità per l'adesione dei bambini. Quest'anno i dirigenti scolastici hanno lanciato l'allarme: cresce il numero di bambini della primaria che non mangiano a mensa e chiariscono che prima non succedeva. Fino a qualche anno fa il mese di digiuno veniva introdotto dalle famiglie di fede islamica a partire dalla secondaria di primo grado, cioè a partire dagli 11 anni. Negli ultimi tempi sono sempre di più i genitori della primaria che chiedono che i loro figli non mangino a mensa. Si tratta di bambini di età compresa dai 6 ai 10 anni. Se i genitori non vengono a prenderli durante l'orario del pasto, questi bambini subiscono di fatto una tortura perché sono costretti ad andare comunque a mensa insieme a tutti, a sedersi con i loro compagni, a vederli bere e mangiare, senza poter bere e mangiare.</p><p>Il 15 marzo, intervistato da La Nazione, il sedicente Imam di Firenze, Izzedin Elzir, ha sostenuto: «Sono i bambini che vogliono digiunare per emulare i grandi e dimostrare che sono in grado di fare il Ramadan. Ci sono famiglie che vorrebbero attendere l'età della pubertà, ma i bambini desiderano imitare i genitori. Io stesso facevo così, mentre la mia mamma non voleva che digiunassi da bambino, perché farlo è realmente duro». Tuttavia, lo stesso Elzir dice: «Al primo posto c'è la salute. L'islam sottolinea sempre la sacralità della vita. Pertanto, non devo digiunare se metto in pericolo la mia esistenza. Il digiuno è il principale atto di fede verso Dio, ma in certe particolari situazioni si può non fare». E precisa: «La fede non deve essere una imposizione e nessuno può essere obbligato al digiuno. Solo il singolo può sapere di aver rispettato o no il digiuno. È un atto strettamente personale».</p><p>Dagli anni Venti agli anni Settanta, dopo la dissoluzione dell'ultimo Califfato islamico turco-ottomano nel 1923, in cui il Medio Oriente fu connotato dalla sostanziale laicità dello Stato, la pratica del Ramadan era soggettiva e non costituiva un'imposizione per la collettività. Nel 1962 Habib Bourguiba, primo Presidente della Tunisia, si fece immortalare in televisione nell'atto di bere un bicchiere di succo d'arancia durante il Ramadan, chiedendo ai tunisini di non digiunare, spiegando che il digiuno non consentiva di lavorare normalmente, sostenendo che il lavoro costituiva il Grande Jihad, la Guerra santa per promuovere lo sviluppo del Paese. Per giustificare la sua iniziativa, Bourguiba ricordò che Maometto al momento di una battaglia aveva autorizzato i suoi compagni a rompere il digiuno al fine di poter combattere i nemici. Ma dopo l'avvio del processo di re-islamizzazione, successivo alla cocente sconfitta degli eserciti arabi nella guerra contro Israele del 5 giugno 1967, l'obbligo del digiuno del Ramadan viene imposto anche con la violenza. Persino nei quartieri islamizzati in Europa, anche i non musulmani che vi risiedono, hanno l'obbligo di non mostrarsi pubblicamente mentre mangiano, bevono o fumano, pena la loro aggressione verbale e talvolta fisica. Ecco perché lancio un appello allo Stato italiano, nel nome del rispetto della vita e dell'obbligo di tutelare la salute sanciti dalla Costituzione, affinché intervenga per vietare la disumanità implicita nell'osservanza del Ramadan. In particolare lo Stato vieti ai bambini e fino alla maggiore età di doversi astenere dal bere e dal mangiare a scuola e in tutte le attività praticate. Siamo in Italia e la nostra Costituzione deve prevalere sulla Sharia, il diritto islamico.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/2BLLSV2ULBP7XN2IKY2JT4JEI4.jpg?auth=c10260bc2aadefdc19ca130450188d0e2d95c142cb73fa9a99ad220e792e540b&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Dalla parte delle donne morte di islam]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/cronache/parte-delle-donne-morte-islam-2258484.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/cronache/parte-delle-donne-morte-islam-2258484.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description><![CDATA[La sposa-bambina è stata uccisa nel nome dell'islam. Non è stato un crimine politico o culturale, ma religioso]]></description><pubDate>Thu, 21 Dec 2023 09:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>La sposa-bambina è stata uccisa nel nome dell'islam. Non è stato un crimine politico o culturale, ma religioso. Tutta la breve e straziante vita di Samira Sabzian, costretta a sposarsi a 15 anni, che si è ribellata al marito-aguzzino uccidendolo a 19 anni, madre di due figli visti una volta in 10 anni di carcere poche ore prima di essere impiccata ieri all'alba a Teheran, si è svolta conformemente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e fatto Maometto.</p><p>È sbagliato immaginare che l'atroce crimine possa essere addebitato al regime teocratico degli ayatollah in Iran in quanto rappresentante di una entità politica distinta, sostanzialmente diversa da altri Stati che concepiscono il Corano come propria Costituzione e la Sharia, la legge islamica, come unica fonte del Diritto, quali l'Arabia Saudita e l'Afghanistan. Così come sarebbe riduttivo attribuirlo a tradizioni legate alle condizioni di vita tribali, rimaste impermeabili alla civiltà che mette al centro la vita, la dignità e la libertà.</p><p>È vero che l'islam ha recepito il retaggio culturale tribale e che la Sharia si è istituzionalizzata politicamente, ma è la dimensione religiosa dell'islam, che si sostanzia del Corano e di Maometto, ciò che costituisce il fulcro della realtà che governa gli Stati islamici e che condiziona questa Europa sempre più scristianizzata e succube dell'islam. È l'islam che legittima che una bambina dall'età di 9 anni può essere data in sposa e prestarsi sessualmente; il matrimonio combinato e imposto dai genitori; la poligamia che accorda il diritto dell'uomo di avere fino a 4 mogli contemporaneamente più tutte le schiave che può permettersi; la concezione della donna come essere antropologicamente inferiore all'uomo; il destino della donna come schiava sessuale totalmente sottomessa e sempre pronta a soddisfare il marito; l'uccisione dell'omicida o, in alternativa, il «prezzo del sangue», una somma in denaro accettata come compensazione dai familiari della vittima. Maometto all'età di 50 anni sposò una bambina di 6 anni, Aisha, la figlioletta del suo migliore amico, e la deflorò a 9 anni. Dato che Maometto è il «modello» del comportamento dei musulmani, l'islam legittima la pedofilia consentendo ai maschi di avere spose-bambine di 9 anni. Maometto ha così spiegato l'obbligo delle donne di sottomettersi alle voglie sessuali del marito: «L'ingratitudine delle donne si manifesta anche quando si rifiutano di fare l'amore con i loro mariti, con il pretesto che la notte prima ha fatto l'amore con un'altra moglie o con una schiava. Ma io l'ho predicato dall'alto della mia sedia in moschea: «Quando una donna trascorre la notte al di fuori del letto di suo marito, gli angeli la maledicono fino alla mattina...». Per Allah le donne sono un oggetto sessuale a disposizione del marito: «Le vostre spose per voi sono come un campo. Venite pure al vostro campo come volete, ma predisponetevi; temete Allah e sappiate che lo incontrerete. Danne la lieta novella ai credenti!» (2, 223)</p><p>Per Allah il marito ha il diritto di picchiare preventivamente la moglie «se teme la sua insubordinazione»: «Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono per esse i loro beni. Le donne virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande.» (4, 34). Maometto ha sentenziato che in tre casi è obbligatorio uccidere: omicidio, adulterio e apostasia. È vero che non tutti gli Stati islamici applicano integralmente o anche parzialmente la Sharia. È vero che ci sono musulmani che antepongono la ragione e il cuore ad Allah e a Maometto. Ma è soprattutto vero che «l'islam è l'islam», si sostanzia del Corano e di Maometto. La differenza tra la violenza sulle donne nell'ambito degli Stati che fanno riferimento al cristianesimo e all'islam è che, nel primo caso, grazie alla separazione tra il potere spirituale e quello secolare, si è affermata la parità di diritti tra i due sessi; viceversa nel secondo caso, in cui non è ammesso l'uso della ragione per criticare ed eventualmente emendare la fede e dove pertanto il peccato è anche reato, è impossibile porre fine alla violenza sulle donne perché si tradurrebbe nel mettere in discussione Allah stesso.</p><p>La questione della violenza sulle donne islamiche ci riguarda direttamente, è una tragica realtà dentro casa nostra. Malissimo fanno quei giudici che, relativizzando il nostro Diritto, sdoganano la violenza dei maschi islamici giustificandola con il fatto che è prescritta dal Corano o è parte integrante della loro cultura. Solo affermando il primato delle nostre leggi laiche, fondate sulla sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà di scelta personale, potremo salvare le donne islamiche residenti in Italia e in Europa dalla schiavitù a cui le ha relegate l'islam.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/E273M42MZNNQDOXOYVD34PKTRM.jpg?auth=8a4b43d4801a4a76c80794e937221c33ae1c3fe62d1645c3ffd6ae96621af50c&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[La colpa araba: il sacrificio della Palestina in odio a Israele]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/cronache/colpa-araba-sacrificio-palestina-odio-israele-2243884.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/cronache/colpa-araba-sacrificio-palestina-odio-israele-2243884.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description><![CDATA[Il 7 novembre è stato pubblicato un "Appello da parte di accademici e accademiche italiane per chiedere un'urgente azione per un cessate il fuoco immediato e il rispetto del diritto umanitario internazionale"]]></description><pubDate>Mon, 20 Nov 2023 09:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il 7 novembre è stato pubblicato un «Appello da parte di accademici e accademiche italiane per chiedere un'urgente azione per un cessate il fuoco immediato e il rispetto del diritto umanitario internazionale». In 48 ore ha raccolto l'adesione di 3.862 accademici. L'appello inizia così: «In quanto membri delle comunità accademiche e dei centri di ricerca italiani, scriviamo questa lettera in nome della pace e della giustizia, uniti dalla richiesta di porre un'immediata fine alla guerra in corso contro Gaza».</p><p>Chiariamo subito che la guerra non è mai stata «contro Gaza», né contro la popolazione palestinese di Gaza, ma con l'obiettivo esplicito di «sconfiggere Hamas», come legittima reazione all'attacco terroristico perpetrato il 7 ottobre e culminato nella strage di 1400 israeliani ebrei, tra cui 29 bambini, i cui corpi sono stati decapitati, fatti a pezzi, bruciati.</p><p>Hamas è un'organizzazione terroristica messa al bando dalla Ue e dagli Stati Uniti. Nel 2007 Hamas ha preso violentemente il controllo della Striscia di Gaza sferrando una guerra fratricida contro l'Autorità Palestinese, la sola istituzione riconosciuta internazionalmente, a cui Israele aveva affidato l'amministrazione della Striscia di Gaza dopo il suo definitivo ritiro nel 2005. Hamas è l'acronimo di «Movimento di Resistenza Islamica», in cui il termine «Palestina» o «palestinese» è assente. L'obiettivo ufficiale di Hamas, sancito dal suo Statuto, non è la nascita di uno Stato della Palestina che conviva pacificamente al fianco di Israele, ma è la distruzione di Israele e lo sterminio del popolo ebraico, con la «fine dell'entità sionista» e la vittoria della «Palestina libera dal fiume al mare», dal Giordano al Mediterraneo.</p><p>L'ignoranza della Storia degli accademici è nel passaggio in cui individuano la radice del conflitto «nella illegale occupazione che Israele impone alla popolazione palestinese da oltre 75 anni, attraverso una forma di segregazione razziale ed etnica». Ma nella Storia non è mai esistito né uno «Stato della Palestina», né un «popolo palestinese», né Gerusalemme è mai stata capitale della Palestina o città santa dell'islam.</p><p>«Palestina» è sempre stata la denominazione di un territorio geografico, non di un'entità politica, a partire dal 135 quando l'imperatore Adriano, nella Terza guerra giudaica, nota come rivolta di Bar Kokhba, dopo lo sterminio di 580mila ebrei, cancellò la denominazione originaria della terra degli ebrei da «Giudea» in «Siria Palestina». Anche sotto il Califfato islamico turco-ottomano l'entità geografica della Palestina faceva parte della «Wilayat di Beirut» o «Regione di Beirut».</p><p>Nel Preambolo del Mandato per la Palestina conferito alla Gran Bretagna, si precisa che suo scopo è la ricostituzione dello «Stato ebraico», in un contesto geo-politico in cui gli stessi ebrei si concepivano «palestinesi». Nella Risoluzione 181 del 29 novembre del 1947, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite sancì la spartizione del territorio geografico della «Palestina Mandataria» in due Stati: uno «Stato ebraico» e uno «Stato arabo», non uno «Stato palestinese». Ciò attesta che nel 1947 non esisteva il concetto politico di «Palestina». Ventiquattr'ore dopo la proclamazione dello Stato di Israele il 14 maggio del 1948, gli eserciti arabi scatenarono la prima guerra contro Israele, perché pregiudizialmente contrari alla sua esistenza. Pur di impedire la nascita dello Stato di Israele, gli Stati arabi impedirono la nascita del nuovo «Stato arabo».</p><p>Dopo la sconfitta degli eserciti arabi, il territorio su cui si sarebbe dovuto costituire il nuovo «Stato arabo» fu spartito tra Israele, che occupò il settore occidentale di Gerusalemme e la Galilea; la Giordania che occupò e si annesse la Cisgiordania e il settore orientale di Gerusalemme; l'Egitto che occupò e amministrò la Striscia di Gaza. Per 19 anni, dal 1948 al 1967, nessuno Stato arabo o islamico, nessuno Stato al Mondo, neppure l'Onu, contestarono o condannarono l'annessione da parte della Giordania della Cisgiordania, il territorio più esteso su cui sarebbe dovuto sorgere il nuovo «Stato arabo» sancito dalla risoluzione 181. La ragione è semplice: la popolazione in Cisgiordania è la stessa della Transgiordania, si concepiscono e vengono definiti «arabi». Se veramente gli Stati arabi avessero avuto a cuore la causa dello «Stato palestinese» e del suo popolo, nessuno avrebbe potuto vietare loro di farlo sui territori della Cisgiordania, Gaza e il settore orientale di Gerusalemme. Invece dal 1948 al 1967, ovvero per 19 anni, la Giordania e l'Egitto non hanno pensato minimamente a cedere i territori da loro occupati, semplicemente perché li concepivano come «territori arabi» con popolazione araba.</p><p>È soltanto dopo la cocente sconfitta degli eserciti arabi nella «Guerra dei sei giorni» del 5 giugno 1967, sempre a seguito di un'aggressione con l'obiettivo dichiarato di «annientare l'entità sionista», che si iniziò a parlare di popolo e Stato palestinese. Soltanto dopo la violenta esplosione, a suon di attentati terroristici, dell'Olp, l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina creata dall'Unione Sovietica e fatta propria da un mondo arabo umiliato e che covava la vendetta, dopo la perdita del Sinai, della Cisgiordania, della Striscia di Gaza, del settore orientale di Gerusalemme, delle Alture del Golan.</p><p>Gli accademici italiani denunciano i «massicci e indiscriminati bombardamenti»; la «punizione collettiva contro la popolazione inerme e imprigionata»; «un illegale regime di oppressione militare e Apartheid»; «un chiaro intento di pulizia etnica da parte del governo israeliano». Un cumulo di falsità ispirate dalla propaganda anti-israeliana di Hamas e dalle informazioni fornite dalle istituzioni Onu, che all'interno della Striscia sono gestite da esponenti di Hamas. Allo stesso modo i vertici delle Nazioni Unite sono tradizionalmente ostili a Israele, a partire dal Segretario generale Antonio Guterres, che è arrivato a giustificare l'attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre sostenendo: «È importante riconoscere che gli attacchi di Hamas non sono arrivati dal nulla. Il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione».</p><p>Per quanto concerne le operazioni militari israeliane, va tenuto conto che nella Striscia di Gaza (superficie di 365 kmq e 2.166.269 abitanti, dei quali 1.240.082 hanno lo status di «rifugiati», per una densità di popolazione tra le più alte al mondo, che arriva a 13.121 abitanti per kmq a Gaza City)» la popolazione è per oltre i due terzi formata da giovani e per quasi la metà da bambini. Qui i terroristi di Hamas usano i civili come scudi umani, obbligandoli, pena l'omicidio, a restare nelle aree dove sono in corso delle operazioni militari, preannunciate da Israele con l'appello ad allontanarsi.</p><p>In un'intervista concessa l'8 novembre al New York Times, Khalil al-Hayya, membro del Direttivo politico, e Taher El-Nounou, responsabile per la Comunicazione di Hamas, hanno detto: «Dovevamo dire alla gente che la causa palestinese non era morta. L'obiettivo di Hamas non è governare Gaza e (...) migliorare la situazione, ma provocare uno stato di guerra con Israele permanente su tutti i confini affinché il mondo arabo sia costretto a schierarsi al nostro fianco». Per Hamas, le migliaia di palestinesi che muoiono nella prevedibile reazione militare d'Israele sono un prezzo di sangue voluto e ricercato per aizzare la comunità internazionale contro Israele, per criminalizzare gli ebrei ovunque nel mondo e causare la distruzione dello Stato di Israele, realizzando finalmente, per la prima volta nella Storia, uno «Stato della Palestina» esteso «dal fiume al mare».</p><p>Per questo chiunque chieda l'immediato cessate il fuoco e l'immediato avvio di negoziati di pace tra Israele e Hamas, fa il gioco di Hamas e ne sancisce la vittoria. Israele è l'unico Stato al mondo che non può permettersi di perdere una guerra, perché sarebbe la sua ultima guerra. Se accettasse di sedere al tavolo dei negoziati con Hamas, firmerebbe la propria condanna a morte. Israele non ha alternativa che sconfiggere ed eliminare Hamas. I primi a rallegrarsene saranno i palestinesi di Gaza, le vere vittime e i gli ostaggi permanenti della feroce tirannia dei terroristi islamici. Così come tireranno un sospiro di sollievo i Paesi arabi circostanti, la Giordania e l'Egitto in primis. Non si possono mettere sullo stesso piano chi uccide deliberatamente perché nega il diritto alla vita altrui, e chi è costretto a difendersi per salvaguardare la propria vita.</p><p>I terroristi islamici di Hamas sostenuti dai terroristi islamici di Hezbollah e dell'Isis, finanziati dal Qatar, armati dall'Iran, protetti dalla Turchia di Erdogan che è il capo politico dei Fratelli Musulmani di cui Hamas fa parte, vogliono esclusivamente distruggere Israele e sterminare il popolo ebraico. Il pogrom di israeliani in terra d'Israele, perpetrato lo scorso 7 ottobre, non ha alcuna giustificazione territoriale o politica, ma è motivato dalla negazione preconcetta del diritto alla vita degli ebrei e di Israele. La reazione militare di uno Stato di diritto, facendo ricorso alle Forze armate, è assolutamente legittima ed è legittimo l'obiettivo di sconfiggere Hamas.</p><p>Questo è il fulcro della guerra in corso, se non lo si comprende si finisce per aggirare la realtà e raggirare se stessi e l'opinione pubblica.</p><p>Gli accademici italiani, che invitano gli studenti a mobilitarsi contro Israele e chiedono il boicottaggio delle università israeliane, aizzano - consciamente o meno, ma comunque irresponsabilmente - l'odio contro gli ebrei, soffiano sul fuoco dell'antisemitismo, che è riesploso in Europa con omicidi, stelle di David, profanazioni e manifestazioni in cui si scandiscono le stesse parole d'ordine presenti nello Statuto di Hamas: «Palestina libera dal fiume al mare», che implica la distruzione dello Stato di Israele e lo sterminio del popolo ebraico. Quanto al boicottaggio delle università israeliane, sarebbe solo un danno per le università italiane che, purtroppo, sono sempre più screditate e sfornano sempre più giovani ignoranti e faziosi, come lo sono i docenti che hanno concepito e sottoscritto l'Appello.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/O7EVNRVBDNLYTL5HDPRQ3GELYI.jpg?auth=3f642829a425d1de474518bc0ff428a06c0e6ee6b51bb4618ef790f1b3406711&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Non crediamoci immuni al virus islamista]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/cronache/non-crediamoci-immuni-virus-islamista-1899765.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/cronache/non-crediamoci-immuni-virus-islamista-1899765.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description><![CDATA[La paura di ipotetiche morti di massa causate dalla pandemia di Covid-19 ha fatto passare in secondo piano la certezza dei crimini efferati con cui il terrorismo islamico infierisce sulla vita di singole persone.]]></description><pubDate>Fri, 30 Oct 2020 16:00:04 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>La paura di ipotetiche morti di massa causate dalla pandemia di Covid-19 ha fatto passare in secondo piano la certezza dei crimini efferati con cui il terrorismo islamico infierisce sulla vita di singole persone. Il virus Sars-Cov-2 alimenta una psicosi collettiva perché prospetta scenari da guerra biologica o con la bomba al neutrone, dove la popolazione viene decimata restando intatta la realtà materiale. I terroristi islamici che sgozzano, decapitano o si fanno esplodere hanno avuto finora un livello di attenzione limitato agli esperti e alle istituzioni e hanno provocato un livello di paura tra la gente limitato nel tempo. Prendiamo atto che i governi possono più facilmente soggiogare la volontà popolare alimentando un terrorismo psicologico che fa leva sulla paura che chiunque potrebbe contagiarci e che tutti noi potremmo ammalarci e forse anche morire per il Covid-19. Viceversa la paura del terrorismo islamico è selettiva e temporanea, scompare nel momento in cui non siamo stati direttamente noi le vittime e si archivia il tutto all'indomani di un clamore mediatico che è fondato e intenzionale. Perché la brutale spettacolarizzazione degli assassinii islamici, sia esibendo le teste mozzate sia sconvolgendoci quando si fanno esplodere, sono atti terrificanti finalizzati deliberatamente a inculcare in tutti noi la paura dell'islam. I terroristi islamici sono consapevoli che non potrebbero mai vincere la guerra sul campo di battaglia, perché militarmente noi siamo più forti. Ma sono altrettanto consapevoli che questa guerra la possono vincere radicando in noi la paura, facendosi sopraffare dalla paura, al punto da concepirci sconfitti senza combattere. Ecco perché non si limitano a uccidere, ma uccidono con la modalità che diffonde il terrore in ciascuno di noi. Ciò che manca ai veri o presunti islamologi ed esperti di terrorismo islamico, così come manca del tutto alla classe politica e amministrativa al potere in Occidente, è l'onestà intellettuale e il coraggio umano di dire la verità sull'islam, di dire che la radice del male non sono i singoli terroristi islamici ma è l'islam, che si sostanzia di ciò che Allah prescrive nel Corano e di ciò che ha detto e ha fatto Maometto. Anche di fronte all'orrore delle teste decapitate a Nizza, nessun rappresentante dello Stato in Italia ha condannato il «terrorismo islamico». Mattarella ha denunciato il «fanatismo di qualsivoglia matrice», Conte il «fanatismo, odio e terrore». Entrambi hanno omesso la parola «islam». Finalmente la denuncia onesta e veritiera l'ha fatta il sindaco di Nizza Christian Estrosi: «Quando è troppo è troppo. Adesso è ora che la Francia metta da parte le regole di pace per annientare definitivamente l'islamo-fascismo sul nostro territorio». La paura della pandemia di Covid-19 finirà certamente non appena produrranno il vaccino, probabilmente quello che corrisponde agli interessi delle multinazionali della farmaceutica. Ma la paura del terrorismo islamico resterà salda dentro di noi fino a quando non ci saremo liberati non solo dei terroristi islamici che sono la punta dell'iceberg, ma dell'islam, della filiera delle moschee, scuole coraniche, enti assistenziali e finanziari islamici, centri studi e di formazione, leggi che codificano la legittimazione dell'islam a prescindere dai suoi contenuti e l'islamofobia, ossia il divieto assoluto di criticare l'islam. O ci liberiamo dell'islam o saremo sottomessi all'islam.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/ZTSLN3RYJVOT7OVFCHHOP2BLJM.jpg?auth=31c2c8fc17c0d773d720dcfba7d9582272af3de188a750a82f7adb0c1fea6916&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Ma presto Silvia capirà che l'islam annulla la dignità]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/presto-silvia-capir-che-lislam-annulla-dignit-1862532.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/presto-silvia-capir-che-lislam-annulla-dignit-1862532.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description><![CDATA[Io, convertito al cristianesimo, grazie a Ratzinger so cosa significa il sodalizio tra fede e ragione]]></description><pubDate>Wed, 13 May 2020 06:19:56 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>La mia conversione dall'islam al cristianesimo si è concretizzata quando c'è stato il concorso di tre fatti: la forza della persuasione insita nel contenuto dei Vangeli, il testo sacro del cristianesimo che racconta la vita di Gesù; il fascino del carisma di autentici testimoni di fede cristiana che hanno saputo coniugare in modo armonioso la verità che affermano, i valori in cui credono, le opere buone che compiono; la constatazione della negatività e dell'incompatibilità sul piano della ragione e della morale naturale dei contenuti dell'islam, che corrispondono a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto. Sin da bambino mi piaceva scrivere e leggere, e nel contesto della mia crescita in collegi cristiani cattolici, pur essendo nato musulmano, da genitori musulmani e in un Egitto a maggioranza islamica, i Vangeli erano la mia lettura preferita. Amavo le parabole di Gesù che, anche al di là della fede, sono delle perle di saggezza umana. Nutrivo ammirazione per gli insegnanti religiosi e laici, che ispirandosi all'esempio di Gesù, si prodigavano per fare il bene di noi bambini a prescindere dal fatto che fossimo cristiani, musulmani o ebrei, italiani, egiziani o di altra nazionalità. Solo a 56 anni, dopo essere stato il musulmano che più di altri si era impegnato per affermare in Italia un «islam moderato», di fronte a delle condanne e minacce di morte da parte di altri musulmani che ottemperano letteralmente e integralmente al Corano e a Maometto, mi sono arreso prendendo atto che i musulmani come persone possono essere moderati, se sono sostanzialmente laici, ma che l'islam come religione non è moderato.</p><p>Fu così che, dopo aver deciso di liberarmi dall'islam, nella notte della Veglia Pasquale il 22 marzo 2008 ebbi il dono immenso di ricevere il battesimo, la cresima e l'eucarestia dalle mani del Papa Benedetto XVI, il Papa che più di altri ha incarnato il sodalizio armonioso di fede e ragione, che da musulmano ammirai quando il 12 settembre 2006 a Ratisbona disse la verità in libertà sull'islam, denunciando la violenza perpetrata da Maometto e sostenendo che se una fede è in contrasto con la ragione non è una vera fede.</p><p>Confrontando la mia esperienza a quella di Silvia Romano, assumendo i tre parametri a cui ha fatto riferimento la mia conversione, quella di Silvia alias Aisha mi lascia perplesso. Per quanto concerne il Corano, il testo sacro dell'islam, che lei dice di aver richiesto e letto in una traduzione in italiano, non è credibile che possa averle ispirato una «conversione spontanea». Oltre ad essere un testo difficile da comprendere perché scritto in modo involuto con dei contenuti che si susseguono senza un filo logico e si ripetono in modo insensato, è indubbio che nel Corano Allah, che è un dio pagano preesistente all'islam, ordina l'odio, la violenza e la morte nei confronti dei miscredenti, che sono tutti i non musulmani. Per quanto concerne i suoi carcerieri, che lei esalta sostenendo che l'hanno trattata bene e che assumerebbero il ruolo dei testimoni che attesterebbero la bontà dell'islam, si tratta di terroristi islamici somali di Al-Shabab, responsabili di stragi efferate di cristiani e di musulmani che non si sottomettono al loro potere sanguinario.</p><p>Infine, per quanto concerne l'abbandono della precedente fede, non so se prima di convertirsi all'islam Silvia alias Aisha fosse atea, agnostica o se avesse il dono della fede in Dio, così come non so se fosse cristiana solo formalmente o se praticava il culto in modo consapevole e convinto. Ma è indubbio che il cristianesimo è del tutto compatibile con la morale naturale, si fonda sull'amore del prossimo, contempla il sodalizio di fede e ragione. Così come è difficile immaginare che una giovane tra i 23 e i 25 anni possa liberamente rinnegare una civiltà laica, che garantisce la pari dignità tra uomo e donna, per abbracciare una religione maschilista e misogina che concepisce la donna come un essere antropologicamente inferiore che vale la metà dell'uomo. Lo stesso nome islamico scelto, Aisha, è quello della moglie-bambina prediletta di Maometto, che lui sposò nel 630 quando aveva 50 anni e lei appena 6 anni. Per l'insieme di queste ragioni non credo affatto che la conversione all'islam di Silvia Romano possa essere stata spontanea e libera.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/FRAE2QJSK5MBPCZJIPVFO3G27I.jpg?auth=6d3c756a9f778e8f8ca198e5fa21fe82eb6d193ca31b06c57c630a30daeabc93&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[L'imam bugiardo beffa lo Stato ma non «Striscia»]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/limam-bugiardo-beffa-stato-non-striscia-1462223.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/limam-bugiardo-beffa-stato-non-striscia-1462223.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sun, 12 Nov 2017 19:17:42 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Faccio i miei complimenti a Rajae Bezzaz, personaggio di Striscia la notizia, non solo perché ci conferma l'inutilità dell'Ordine dei giornalisti, ma perché è riuscita a sbugiardare il cosiddetto «imam di Bari» Sharif Lorenzini. Entrata in possesso dell'atto di nascita originale, Rajae ha dimostrato che Sharif ha mentito alle autorità italiane al suo arrivo in Italia nel 1993 dichiarando delle false generalità. Ha falsificato la data di nascita, facendosi passare per minorenne quando era già maggiorenne. Ha dichiarato di essere nato a Tikrit in Iraq mentre è nato ad Alessandria d'Egitto. Si è presentato come cittadino iracheno mentre è cittadino egiziano. Quando Rajae gli ha mostrato il suo certificato di nascita e gli ha chiesto se sono corretti i nomi dei suoi genitori, Sharif ha risposto imbarazzato: «Devo confessare che sono ignorante, devo verificare, non lo ricordo benissimo, sono negato nelle date, non ricordo anche i dati più banali». Ma Sharif è stato smentito dal suo fratello minore Mohamed, che risiede da 16 anni a Milano e che Sharif negava di esserci in contatto: «Mi sembra molto strano perché fino a un anno e mezzo fa avevamo delle società insieme».</p><p>Per il momento giuridicamente si configurano i reati di false generalità, sostituzione di persona e ingresso clandestino. Formalmente sono reati prescritti, ma resta la sostanza della denuncia. Perché ci troviamo di fronte ad un personaggio pubblico che millanta una serie di cariche religiose, che l'hanno accreditato come un'autorità religiosa presso la Chiesa e le istituzioni dello Stato, presentandosi come «imam di Bari», Presidente della «Comunità Islamica d'Italia», vicepresidente della «Comunità Islamica della Puglia».</p><p>Così come vanta una serie prestigiosa di cariche imprenditoriali: presidente di Halal International Authority; amministratore delegato della Sinterivet Srl, società che opera nel settore dei sistemi innovativi per il riciclo e il recupero del vetro e di rifiuti solidi; ex presidente del Consiglio d'amministrazione della Ccib, società che si occupa di consulenza internazionale e appalti; ha ricoperto ruoli di responsabilità in multinazionali come Anas S.p.A, Procter &amp; Gamble, American Express, Alegna Marconi. Sul piano accademico Sharif, che si presenta come «professore» e «ingegnere», vanta una laurea di Ingegneria della produzione industriale conseguita al Politecnico di Torino, una laurea conseguita alla Business School dell'Università di Brighton, una laurea specialistica alla International Business Development &amp; Management. L'anno scorso Sharif è stato incaricato dalla Procura di Bari di rieducare un ragazzo albanese che inneggiava all'Isis impartendogli un corso di religione islamica. Nell'attesa che ora la Procura faccia luce sulla vera identità di Sharif, mi auguro che la Chiesa e le istituzioni dello Stato si astengano dall'intrattenere rapporti con un personaggio quantomeno dubbio.</p><p>magdicristianoallam@gmail.com</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/QCYYQY57ZFKGFFOSXG5U4WCCFY.jpg?auth=d685428d18abaa6b6a444f81c1ee4b186eb631114e619ba1fa2ec648895a96e9&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[La sostituzione etnica degli italiani]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/sostituzione-etnica-degli-italiani-1457517.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/sostituzione-etnica-degli-italiani-1457517.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description><![CDATA[L'Italia è impegnata al massimo sul fronte dell'accoglienza. Si tratta di una strategia deliberata, pianificata e finanziata]]></description><pubDate>Sun, 29 Oct 2017 20:30:17 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Stiamo subendo la sostituzione etnica della popolazione italiana. È una realtà oggettiva, frutto di una strategia deliberata, pianificata e finanziata. La maggioranza degli italiani non ne è del tutto consapevole e assiste passivamente ad una eutanasia demografica che non ha precedenti nella storia. Una minoranza di italiani ne è consapevole ma è come paralizzata dal trauma del suicidio-omicidio dei cittadini. I fatti e i numeri attestano inequivocabilmente che siamo destinati ad estinguerci come popolazione italiana e, in parallelo, a morire come civiltà italiana. L'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) indica che l'Italia già ora è uno dei Paesi più vecchi del mondo: ci sono 38 ultra 65enni ogni 100 persone tra i 20 e i 64 anni. E nel 2050, ossia tra soli 33 anni, gli italiani ultra 65enni saranno 74 ogni 100. L'Istat prevede che nel 2065 un terzo della popolazione residente sarà formata da stranieri, di cui 14,1 milioni i residenti stranieri e 7,6 milioni i cittadini italiani di origine straniera. Nel 2016 ci sono state 473.438 nascite e 615.261 decessi, con un saldo naturale di 141.823 persone in meno, come se all'improvviso scomparisse una città come Cagliari. Nel 2015 gli aborti ospedalieri sono calati al di sotto dei 90mila, ma sono cresciuti gli aborti farmaceutici, negando la vita a centinaia di migliaia di vite umane. L'Italia è impegnata al massimo per favorire la cosiddetta «accoglienza». Dal 2014 a oggi ha consentito l'ingresso a oltre 600 mila «migranti», sprovvisti di documenti, prevalentemente maschi, tra i 20 e i 30 anni, musulmani. Nel 2016 circa 200 mila stranieri hanno ottenuto la cittadinanza italiana. In parallelo l'Italia condanna i propri figli migliori a cercare fortuna all'estero. Solo nel 2016 gli italiani espatriati sono stati circa 300 mila. Ormai la prospettiva della nostra sostituzione etnica viene inculcata ai nostri figli a scuola. In «Geo Green» di Carlo Griguolo, testo per la Scuola Media, si legge: «Gli immigrati extraeuropei rappresentano già oggi una parte consistente della popolazione giovane d'Europa. La vera sfida sociale e demografica del continente consiste nel passare il testimone: gli immigrati devono poter entrare nella società e nell'economia europee a ogni livello professionale e civile; solo accettando gli immigrati l'Europa anziana permetterà l'esistenza dell'Europa futura». L'ha denunciato Roberto Novelli, Consigliere di Forza Italia nella Regione Friuli. È un messaggio di rassegnazione alla sconfitta dentro casa nostra, è un suicidio più che un omicidio. Possibile che per consentire all'Europa di avere un futuro dovremmo morire come popolazione e come civiltà e «passare il testimone» agli immigrati che sono prevalentemente islamici? Mi dispiace per i «Poteri forti» ma io non ci sto. E sono certo che la maggioranza degli italiani non ci sta. Noi combatteremo per realizzare il miracolo di riscattare il nostro diritto ad essere pienamente noi stessi dentro casa nostra.</p><p>magdicristianoallam@gmail.com</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/SUNFW2VMWRPV5AP5FUYCSZG5KA.jpg?auth=3af3349ed7a1190c9ddc0d0a8ca4b4d67b0df660d821c3bc8fb04ac94b2f056d&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Le bombe carte contro la mia libertà]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/bombe-carte-contro-mia-libert-1453670.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/bombe-carte-contro-mia-libert-1453670.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description><![CDATA[Gli agenti sono dovuti intervenire per impedire l'assalto degli antifascisti alla presentazione del mio libro sull'islam]]></description><pubDate>Thu, 19 Oct 2017 13:23:22 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Nella Bologna dove le forze dell'ordine presidiano la Basilica di San Petronio per prevenire possibili attentati islamici a causa della presenza di un dipinto di Giovanni da Modena che ritrae Maometto all'Inferno, lunedì scorso le forze dell'ordine sono dovute intervenire per impedire l'assalto dei teppisti dei centri sociali a una sala convegni in cui ho presentato il mio libro «Maometto e il suo Allah». Ai miei incontri pubblici c'è sempre una discreta presenza delle forze dell'ordine. Ma questa volta sono rimasto incredulo per l'imponente dispositivo di sicurezza: sei blindati della polizia con decine di poliziotti in tenuta antisommossa bloccavano dai due lati la strada. Una decina di carabinieri in divisa e agenti della Digos in borghese presidiavano l'accesso alla sala della conferenza. In lontananza i militanti del sedicente «Coordinamento Antifascista Murri - Nodo Sociale Antifascista Bologna», esibendo uno striscione con la scritta «Contro ogni fascismo», protestavano contro la mia presenza. Nel loro sito avevano denunciato «l'ennesima messinscena fascista con la Lega Nord che organizza un'iniziativa di presentazione del libro «Maometto e il suo Allah», ultima «opera» di Magdi Cristiano Allam, «giornalista», che da quando si è convertito al cristianesimo ha preso posizioni sempre più vicine a quelle dell'estrema destra xenofoba () Tutti coloro che portano avanti questi pensieri non devono avere più alcuno spazio a Bologna e in qualsiasi altra città d'Italia».</p><p>Mentre iniziava la mia conferenza dal «presidio creativo» degli antifascisti di professione è stata lanciata una bomba-carta contro i poliziotti. L'incontro pubblico si è comunque svolto normalmente con la sala piena di cittadini interessati ad approfondire la conoscenza di Maometto. Mi domando come sia possibile che dei sedicenti antifascisti siano pregiudizialmente contrari alla libertà d'espressione di tutti coloro che non la pensano come loro. E come sia possibile che possano schierarsi anche violentemente contro chi, in modo fondato e argomentato, rappresenta correttamente la realtà del fondatore dell'islam che ha dato vita al''ideologia più autoritaria e violenta della storia. Il futuro della nostra civiltà laica e liberale dipenderà dalla salvaguardia della facoltà di dire la verità in libertà sull'islam, senza pregiudizio nei confronti dei musulmani come persone. Ecco perché dobbiamo esercitare il diritto e il dovere di rappresentare correttamente la realtà di Allah, di Maometto, del Corano e della sharia. Qualora dovessimo rinunciare, nessuno di noi potrà più essere se stesso dentro casa nostra, compresi gli antifascisti di professione che alleandosi con il fascismo islamico si rivelano la punta dell'iceberg della decadenza della nostra civiltà.</p><p>www.magdicristianoallam.it</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/RMDZXQF5UVOZTF5D234NJGSDFA.jpg?auth=a3bc3aae25a320d2fabb3002a1bb77a83fa73e55c81805d432c92caf8c4fcf7b&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Quelle bugie dell'imam moderato]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/quelle-bugie-dellimam-moderato-1452582.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/quelle-bugie-dellimam-moderato-1452582.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sun, 15 Oct 2017 19:08:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>In Italia il «musulmano moderato» è, ad esempio, il cosiddetto «imam di Pordenone». Viene accreditato come un'autorità religiosa alla stregua del vescovo cittadino; è considerato il rappresentante della «comunità islamica», percepita come un corpo distinto dalla società italiana; è stato elevato a interlocutore ufficiale delle istituzioni dello Stato e della Chiesa. Venerdì scorso, 13 ottobre, è intervenuto a Sacile, in provincia di Pordenone, in un incontro pubblico dove ho presentato il mio nuovo libro Maometto e il suo Allah di fronte ad una platea di circa 120 persone. È giovane, parla sufficientemente ma non adeguatamente l'italiano, veste pantaloni e camicia all'occidentale, aveva comprato il mio libro da meno di un'ora e si sentiva già in grado di bocciarlo, ma soprattutto di emettere una sentenza di condanna nei miei confronti. Ha ammesso che io conosco il Corano ma, ha spiegato pacatamente con il tono di chi si sforza di essere convincente, «Magdi Allam estrapola i versetti del Corano per dare un'immagine fuorviante dell'islam». Infine formula la sentenza di condanna, gravissima dal punto di vista della sharia, la legge islamica: «Magdi Allam è falso, mente sull'islam, diffonde odio contro l'islam tra gli italiani». Fa questo esempio: «Magdi Allam vi dice che Maometto uccise 600 ebrei, ma non spiega che quel fatto si consumò nel contesto di una guerra». In realtà fu una decisione unilaterale di Maometto che si tradusse nella strage, tramite sgozzamento e decapitazione, di circa 900 ebrei maschi adulti della tribù ebraica dei Banu Qurayza nel 627 a Medina. Le donne e i bambini furono catturati e venduti al mercato degli schiavi. In ogni caso non vi può essere nessuna giustificazione a un massacro che, se fosse stato perpetrato oggi, avrebbe portato all'arresto e alla condanna di Maometto per crimini contro l'umanità. Sempre questo prototipo di «musulmano moderato» ha poi preteso di tenere un comizio per spiegare al pubblico il «vero islam». È stato interrotto dall'organizzatore dell'incontro, il consigliere regionale Luca Ciriani, e dal pubblico insofferenti per l'arbitrio e l'arroganza con cui il sedicente imam tentava di sfruttare la mia conferenza per screditarmi e diffamarmi pubblicamente. Ebbene il messaggio che questo cosiddetto «imam di Pordenone» riferirà alla propria «comunità islamica» è il seguente: «Sono andato ad ascoltare Magdi Allam e ho denunciato pubblicamente che è un falso. Sappiate che è un nemico dell'islam perché offende Allah, Maometto e il Corano». Calata nel contesto della sharia, questa denuncia è una condanna a morte che legittima il terrorismo islamico. So bene che non accadrà nulla. Lui continuerà a fare l'imam, riverito e temuto, cercando di farci credere che Maometto fu un sant'uomo e che l'islam è una religione di pace. Io continuerò a girare l'Italia per far conoscere i fatti oggettivi, contribuire a illuminare le menti e fortificare gli animi, per riscattare il nostro inalienabile diritto ad essere pienamente noi stessi dentro casa nostra.</p><p>www.magdicristianoallam.it</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/RVKBKN33TZOGVLSPLRCHOXDVVY.jpg?auth=97f4d449e394bf39938dd3480a902357d04f1a7952335051cd427c7de5ea753f&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Gli italiani rassegnati alla sottomissione]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/italiani-rassegnati-sottomissione-1450291.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/italiani-rassegnati-sottomissione-1450291.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sun, 08 Oct 2017 06:42:09 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Come mai gli italiani non si ribellano alle ingiustizie come fanno altri popoli? È una domanda che molti di noi si pongono. Se gli stranieri sui mezzi di trasporto pubblici si rifiutano di pagare il biglietto e peggio ancora aggrediscono fisicamente il controllore, tutti noi denunciamo totalmente indignati, ma poi concretamente li si lascia fare e alla fine siamo solo noi italiani ad essere tenuti a pagare il biglietto. Se nelle nostre città talune vie, parchi, piazze o quartieri diventano pericolosi per la presenza di delinquenti comuni, spacciatori di droga, sfaccendati che molestano donne e bambini aspirando a violentarli sessualmente, noi denunciamo massimamente preoccupati ma poi concretamente finiamo per non frequentare più quegli spazi pubblici che, di fatto, diventano delle roccaforti della criminalità.</p><p>Nel novembre del 2011 con la regia di Giorgio Napolitano e l'avvento al potere di Mario Monti l'Italia è stata sottomessa a una dittatura finanziaria che, da allora, ha spogliato la democrazia del suo contenuto sostanziale e ha generato quattro governi non eletti dagli italiani. Nel 2013 la Corte Costituzionale ha sentenziato l'incostituzionalità della legge elettorale con cui sono stati eletti i parlamenti nel 2006, 2008 e 2013, ma a quattro anni di distanza il parlamento continua a legiferare, così come i governi e i capi di Stato designati da quei parlamenti continuano a operare come se non fosse successo nulla. Nel 2016 c'è stato il referendum sulla riforma della Costituzione. Il governo era per il Sì e ha vinto il No. Ma è stato riesumato un governo del Sì come se gli italiani non fossero andati a votare. Gli italiani hanno denunciato a viva voce, ma concretamente nessuno mette in discussione la legittimità del sistema politico o si sottrae all'osservanza delle decisioni assunte da questi governi.</p><p>A questo punto dobbiamo concludere che gli italiani che subiscono le ingiustizie limitandosi a denunciare ma senza ribellarsi concretamente, dimostrano di non essere un popolo unito. Massimo D'Azeglio all'indomani dell'unità d'Italia nel 1861 disse: «Pur troppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gli italiani». Prendiamo atto che gli italiani sono un popolo che si sente appagato dalla denuncia fine a se stessa, che vuole accontentare tutti e non scontentare nessuno, che aggira le realtà che impongono delle scelte impegnative.</p><p>Se questo comportamento potesse tradursi nella salvaguardia della civiltà che da millenni ha comunque garantito la crescita demografica, lo sviluppo economico e la qualità della vita, dovremmo considerarlo saggio e lungimirante nel lungo periodo anche se spregiudicato e riprovevole nell'immediato. Purtroppo non è così. Noi oggi rischiamo di perdere ciò che resta della nostra sovranità nazionale, di essere fagocitati dal Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza, la sostituzione etnica e la sottomissione all'islam. O gli italiani insorgeranno uniti o moriremo senza avere la certezza e l'orgoglio di chi siamo.</p><p>www.magdicristianoallam.it</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/PIRIVOKNPVKAZM3IYUSKWDTBZU.jpg?auth=5591e2d8851d2611edce3eafbebc46d11224fa17254ebc38b16bd02dd12a6dcb&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Lo ius soli segnerà la fine della civiltà liberale]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/ius-soli-segner-fine-civilt-liberale-1445291.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/ius-soli-segner-fine-civilt-liberale-1445291.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description><![CDATA[La cittadinanza non è un pezzo di carta ma è l'amore dell'Italia come patria esclusiva]]></description><pubDate>Sun, 24 Sep 2017 15:08:21 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Da ex immigrato diventato orgogliosamente italiano dico che la cittadinanza non è un diritto ma una scelta di vita. La cittadinanza non è un pezzo di carta ma è l'amore dell'Italia come patria esclusiva, un privilegio che accorda dei diritti solo dopo aver adempiuto ai doveri, a cominciare dalla conoscenza adeguata della lingua italiana, l'apprezzamento della cultura italiana, la condivisione dei valori che sostanziano la civiltà italiana, il rispetto delle leggi italiane, la partecipazione attraverso lo studio o il lavoro alla costruzione di un futuro migliore per gli italiani.</p><p>Ecco perché considero sbagliate sia la proposta di legge indicata come «ius soli» sia la legge vigente indicata come «ius sanguinis», perché fondano la concessione della cittadinanza in modo automatico sulla base di parametri quantitativi e formali anziché qualitativi e sostanziali.</p><p>Proprio le mie origini egiziane con una madre di pelle nera di origine sudanese, escludono categoricamente che la mia contrarietà allo «ius soli» possa fondarsi su motivazioni razziali.</p><p>Chi sostiene che lo «ius soli» sarebbe una questione di «diritto» negato, o è un ingenuo o è in malafede. Considerando che la vera emergenza italiana è il tracollo demografico che si traduce in una popolazione sempre più anziana, lo «ius soli» si prospetta come una tappa ulteriore della strategia mirante a compensare la minor presenza di giovani italiani con giovani stranieri. È una strategia già in atto sia con l'apertura incontrollata delle frontiere (sono circa 604.000 le persone sprovviste di documenti accolte dal 2014), sia con l'accelerazione nella concessione della cittadinanza sulla base della legge vigente (nel 2015-2016 gli stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza italiana sono stati quasi 400 mila), sia infine promuovendo il «ricongiungimento familiare» che accorda allo straniero la facoltà di far entrare in Italia i familiari se dispone di un lavoro e di una casa.</p><p>La prospettiva nei prossimi decenni sarà la sostituzione della popolazione italiana con una umanità meticcia, così come sarà la fine della nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe, fagocitati dall'ideologia materialista del globalismo e sottomessi alla tirannia dell'islam, la minaccia più grave che insidia dall'interno l'Europa.</p><p>Guai a ripetere gli errori dell'impero romano che, a fronte del calo delle nascite, concesse la cittadinanza romana a tutti i sudditi dell'impero e spalancò le frontiere allo straniero. La cittadinanza deve essere revocabile e non va consentita la doppia cittadinanza. Ma soprattutto dobbiamo colmare il deficit demografico promuovendo la natalità degli italiani autoctoni, aiutando le famiglie, le madri e i giovani italiani, e favorendo il rimpatrio degli italiani emigrati. L'obiettivo deve essere la rigenerazione della nostra popolazione salvaguardando la nostra civiltà.</p><p>www.magdicristianoallam.it</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/C3BUJI3F5RMYHNDF2YCXULZRRY.jpg?auth=c3f1ef6d5a9856dbe7ce76177c8341ff37c6a0113e5dfdecb7b6b68b7e1cb67e&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Se il terrore è cronaca nera siamo sottomessi all'islam]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/cronache/se-terrore-cronaca-nera-siamo-sottomessi-allislam-1442569.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/cronache/se-terrore-cronaca-nera-siamo-sottomessi-allislam-1442569.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description><![CDATA[Ormai il jihadismo viene equiparato alla criminalità comune ed è stato politicamente e mediaticamente sdoganato]]></description><pubDate>Sun, 17 Sep 2017 15:37:49 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il fatto che l'attentato alla metropolitana di Londra di venerdì 15 settembre, tramite un ordigno esplosivo che, a causa del malfunzionamento, ha provocato «solo» 29 feriti, oltretutto «non gravi», ha determinato la scelta dei politici di mantenere un basso profilo e della stampa di non riservargli il titolo di apertura, che sarebbe stato certo qualora ci fossero stati dei morti.</p><p>Significa che ormai il terrorismo islamico viene equiparato alla criminalità comune e, così come accade con i fatti di cronaca, il rilievo della notizia è subordinato all'ammontare delle vittime e all'entità dei danni. È come se fosse stato politicamente e mediaticamente sdoganato, concepito come un fatto ordinario della nostra vita, una realtà eversiva a cui dobbiamo rassegnarci. La verità è che non si tratta di una scelta consapevole, ma di un atto che quest'Europa sta subendo perché, di fatto, più che delle bombe, ha paura della reazione dei musulmani e, ancor di più, di guardare in faccia la realtà dell'islam. Lo si tocca con mano dall'estrema prudenza, per non dire reticenza, con cui si ammette la matrice islamica degli attentati, senza mai palesare il concetto di «terrorismo islamico».</p><p>E dalla fretta ossessiva con cui si assolve incondizionatamente l'islam, reiterando la tesi del tutto ideologica secondo cui «nessuna religione legittima il terrorismo». In parallelo si esibisce il teatrino dell'«islam moderato», sollecitando gli imam e le cosiddette «comunità islamiche» a condannare genericamente «il terrorismo». In cambio quest'Europa ha già legittimato acriticamente l'islam come religione. Così come promuove l'islamizzazione del proprio territorio favorendo la crescita demografica dei musulmani, consentendo la proliferazione di moschee, scuole coraniche, tribunali sharaitici, enti assistenziali e finanziari islamici, codificando il reato di «islamofobia». Infine, assiste inerte alla scalata dei cittadini musulmani alle istituzioni pubbliche, anche se si tratta di integralisti che sfruttano la democrazia per imporre la sharia.</p><p>Tornando all'attentato alla metropolitana di Londra, è del tutto evidente che la sua finalità non è militare ma psicologica. Nessuno potrebbe illudersi che l'Europa possa essere sconfitta massacrando dieci, cento o mille europei. Ma il terrorismo islamico ritiene di poterci sconfiggere nel momento in cui la paura sarà a tal punto radicata in ciascuno di noi che finiremo per subire senza reagire, per sottometterci all'islam senza combattere. Ebbene, se ad ogni attentato noi legittimiamo sempre di più l'islam e consolidiamo il potere di imam, moschee, finanza e rappresentanti islamici in seno alle nostre istituzioni, di fatto il terrorismo islamico emerge come la causa principale del loro successo. Dobbiamo prendere atto che il terrorismo islamico è funzionale alla crescita dell'islamizzazione dell'Europa per via democratica. Di questo passo l'Europa che annuncerà di aver sconfitto il terrorismo islamico sarà un'Europa islamizzata.</p><p>www.magdicristianoallam.it</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LD7FH6NE7VOKXMO4IPOGNYZRVY.jpg?auth=c6a6b14e1ccac067f58e555e206494c3c8deb04c4ec8e00baf06822152319eb6&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Elezioni, c'è già un vincitore: l'Europa che nessuno critica]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/elezioni-c-gi-vincitore-leuropa-che-nessuno-critica-1439687.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/elezioni-c-gi-vincitore-leuropa-che-nessuno-critica-1439687.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sun, 10 Sep 2017 07:11:15 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Mentre ancora non sappiamo quando si voterà, né con quale legge elettorale e neppure quali saranno le liste che parteciperanno, abbiamo però la certezza che l'europeismo e il globalismo hanno già vinto. È vero che i problemi non hanno colore politico e che le soluzioni che si ispirano al pragmatismo e al buonsenso non sono di destra, di centro o di sinistra. Tuttavia il fatto che oggi tutti i partiti che competono per il governo del paese propongono le stesse scelte politiche, si deve al fatto che a ispirarli non sono più le ideologie ma la salvaguardia o la conquista del potere. Ad esempio Renzi ha recentemente assunto in tema di accoglienza dei cosiddetti «migranti» una posizione del tutto simile a quella di Salvini, mentre Salvini, Di Maio e la Meloni non parlano più di uscire dall'euro. Di fatto a ispirare queste scelte è il sondaggio, l'unico vero dio al cui cospetto tutti i partiti si prostrano. A secondo di ciò che il sondaggio consiglia per accaparrarsi il consenso popolare, i partiti virano spregiudicatamente a destra, al centro o a sinistra.</p><p>Quest'approccio è fortemente condizionato dal fatto che i partiti sono, dal punto di vista finanziario, delle società fallite che hanno un bisogno vitale di accrescere i loro sempre più scarsi introiti per fronteggiare le uscite che invece restano invariate specie nelle campagne elettorali. E per incamerare più soldi bisogna espandere il proprio potere conquistando più voti, che porta ad affidarsi all'orientamento del sondaggio. In parallelo dobbiamo prendere atto che a partire dal novembre 2011, con l'imposizione di Monti alla guida del governo sotto la regia di Napolitano, in Italia si è di fatto imposta una dittatura finanziaria che ha spogliato di contenuto la democrazia.</p><p>La conseguenza è che oggi tutti i partiti, pur di conquistare il potere, si sono adeguati alle opzioni consentite dalla strategia del vero potere forte che governa le sorti del mondo: la grande finanza speculativa globalizzata che in Europa si manifesta tramite l'eurocrazia. Piaccia o meno il contesto in cui operano tutti i partiti è l'europeismo e il globalismo che impongono il primato della macro-dimensione, che fagocita e annulla gli Stati nazionali, le micro imprese, le banche locali, i piccoli comuni, la famiglia naturale, le comunità e i popoli depositari di identità consolidate. Al di là delle intenzioni espresse dai partiti, la prospettiva sarà comunque un Nuovo Ordine Mondiale che mette al centro la moneta, la finanziarizzazione dell'economia, il concentramento delle attività produttive in seno alle multinazionali, la digitalizzazione di ogni minimo dettaglio della nostra vita riducendo ciascuno di noi a un codice gestito dalla Rete.</p><p>Eppure ci sarebbe una straordinaria opportunità di raccogliere il consenso di tanti italiani, la maggioranza, che preferirebbero di gran lunga riscattare pienamente la nostra sovranità e salvaguardare la civiltà millenaria dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umanistiche e illuministiche che ha fatto grande l'Italia, incentrata sulla vitalità e creatività della micro-dimensione dei tanti comuni, imprese, banche, famiglie e singole personalità di un talento ineguagliabile. Per riscoprire e valorizzare l'alternativa della micro-dimensione, che potrebbe fare dell'Italia il paese numero uno al mondo sul piano della qualità della vita, serve un'autentica rivoluzione culturale.</p><p>Personalmente continuerò a impegnarmi in un ambito culturale per dare un contributo che illumini le menti e fortifichi gli animi. Parteciperò da elettore alle Politiche votando i soggetti più sensibili a questa alternativa, ma non sono interessato a un seggio in Parlamento.</p><p>www.magdicristianoallam.it</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/PDBGLYORC5NJFKSST2USWJIPAM.jpg?auth=99aa0e0e026851c3d695bac0f33dac1472718791d0ce89a1595283e6d37f01ae&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Io, vittima di una fatwa in tv. E l'imam libero di spargere odio]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/cronache/io-vittima-fatwa-tv-e-limam-libero-spargere-odio-1437130.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/cronache/io-vittima-fatwa-tv-e-limam-libero-spargere-odio-1437130.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description><![CDATA[Su Repubblica Tv il cosiddetto "imam di Bari" Sharif Lorenzini ha lanciato una fatwa contro Magdi Cristiano Allam]]></description><pubDate>Sun, 03 Sep 2017 20:27:10 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>«Devo mettere in guardia il popolo italiano da un certo Magdi Allam, da un certo Facci, da certi partiti come il Partito Anti-islamizzazione e Noi con Salvini, che giocano sugli estremisti di destra e di sinistra per far valere la loro voce gridando falsità e concetti corrotti pur di raggiungere la loro finalità». L'ha detto il cosiddetto «imam di Bari» Sharif Lorenzini, iracheno che ha acquisito la cittadinanza e un cognome italiano essendo stato adottato, in una video-intervista diffusa da Repubblica Tv il primo settembre, rilasciata a Silvia Dipinto, che vi compare velata e senza farsi ritrarre in volto come se si trovasse non a Bari ma a Kabul.</p><p>L'intervista inizia con una domanda in cui la giornalista chiede conferma di ciò che era stato evidentemente appena detto da Lorenzini, forse durante il sermone della preghiera in occasione del «Id al Adha», la Festa del sacrificio, che conclude il pellegrinaggio alla Mecca, uno dei cinque pilastri dell'islam: «Lei ha detto che questo è il momento di fare nomi e cognomi perché c'è un'operazione volontaria per distruggere anni, cento anni, di dialogo». E Lorenzini risponde: «Sì, l'Italia vive un brutto momento, purtroppo perché degli sciacalli vogliono lavorare sulla bontà della gente, sulla genuinità dei nostri concittadini che apprendono in maniera naturale le notizie che arrivano, non filtrandole, non pensando che le persone che le trasmettono abbiano delle finalità personali, personaggi disfattisti». E conclude: «Non dobbiamo assolutamente cadere nelle trappole di questi farabutti che vogliono portare il nostro paese alla rovina».</p><p>Dunque per Lorenzini, che si presenta come «Presidente nazionale della Comunità islamica d'Italia», chi critica l'islam come religione dovrebbe essere additato come nemico dell'Italia e del popolo italiano, da condannare come falso, corrotto, sciacallo, disfattista, farabutto. Eppure lui passa per essere un «musulmano moderato». È spesso invitato nei dibattiti in televisione. Nella sua biografia si precisa che è specializzato in International Business Development &amp; Management, è presidente di Halal International Authority, amministratore delegato della Sinterivet Srl.</p><p>Siamo di fronte all'ennesimo caso che ci fa comprendere che l'islam è unico, che non esiste un «islam moderato». La differenza concerne i musulmani come persone. I terroristi islamici, che sono coloro che sinceramente ottemperano letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto, i «nemici dell'islam» li decapitano. I «professionisti dell'islam», come Lorenzini, vorrebbero che i «nemici dell'islam» marcissero in galera a vita, condannati per «islamofobia». Tragicamente l'Europa si affida a questi «taglialingue» per salvarsi dai «tagliagole», non comprendendo che entrambi condividono l'obiettivo di sottometterci all'islam. E il nemico più pericoloso è quello che sfrutta le nostre leggi per porre fine al diritto di dire la verità in libertà sull'islam.</p><p>www.magdicristianoallam.it</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/QCYYQY57ZFKGFFOSXG5U4WCCFY.jpg?auth=d685428d18abaa6b6a444f81c1ee4b186eb631114e619ba1fa2ec648895a96e9&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA["Io, vittima di una fatwa in tv e l'imam libero di spargere odio"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/cronache/io-vittima-fatwa-tv-e-limam-libero-spargere-odio-1436968.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/cronache/io-vittima-fatwa-tv-e-limam-libero-spargere-odio-1436968.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sun, 03 Sep 2017 06:48:23 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>«Devo mettere in guardia il popolo italiano da un certo Magdi Allam, da un certo Facci, da certi partiti come il "Partito Anti-islamizzazione" e "Noi con Salvini", che giocano sugli estremisti di destra e di sinistra per far valere la loro voce gridando falsità e concetti corrotti pur di raggiungere la loro finalità». L`ha detto il cosiddetto «imam di Bari» Sharif Lorenzini, iracheno che ha acquisito la cittadinanza e un cognome italiano essendo stato adottato, in una video-intervista diffusa da Repubblica Tv il primo settembre, rilasciata a Silvia Dipinto, che vi compare velata e senza farsi ritrarre in volto come se si trovasse non a Bari ma a Kabul.</p><p>L`intervista inizia con una domanda in cui la giornalista chiede conferma di ciò che era stato evidentemente appena detto da Lorenzini, forse durante il sermone della preghiera in occasione del «Id al Adha», la Festa del sacrificio, che conclude il pellegrinaggio alla Mecca, uno dei cinque pilastri dell`islam: «Lei ha detto che questo è il momento di fare nomi e cognomi perché c`è un`operazione volontaria per distruggere anni, cento anni, di dialogo». E Lorenzini risponde: «Sì, l`Italia vive un brutto momento, purtroppo perché degli sciacalli vogliono lavorare sulla bontà della gente, sulla genuinità dei nostri concittadini che apprendono in maniera naturale le notizie che arrivano, non filtrandole, non pensando che le persone che le trasmettono abbiano delle finalità personali, personaggi disfattisti». E conclude: «Non dobbiamo assolutamente cadere nelle trappole di questi farabutti che vogliono portare il nostro paese alla rovina».</p><p>Dunque per Lorenzini, che si presenta come «Presidente nazionale della Comunità islamica d`Italia», chi critica l`islam come religione dovrebbe essere additato come nemico dell`Italia e del popolo italiano, da condannare come falso, corrotto, sciacallo, disfattista, farabutto. Eppure lui passa per essere un «musulmano moderato». È spesso invitato nei dibattiti in televisione. Nella sua biografia si precisa che è specializzato in International Business Development &amp; Management, è presidente di Halal International Authority, amministratore delegato della Sinterivet Srl.</p><p>Siamo di fronte all`ennesimo caso che ci fa comprendere che l`islam è unico, che non esiste un «islam moderato». La differenza concerne i musulmani come persone. I terroristi islamici, che sono coloro che sinceramente ottemperano letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto, i «nemici dell`islam» li decapitano. I «professionisti dell`islam», come Lorenzini, vorrebbero che i «nemici dell`islam» marcissero in galera a vita, condannati per «islamofobia». Tragicamente l`Europa si affida a questi «taglialingue» per salvarsi dai «tagliagole», non comprendendo che entrambi condividono l`obiettivo di sottometterci all`islam. E il nemico più pericoloso è quello che sfrutta le nostre leggi per porre fine al diritto di dire la verità in libertà sull`islam.</p><p>www.magdicristianoallam.it</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/3R7UC3RRE5KEBIVKOLR4XITPUQ.jpg?auth=d9d2a2c1eb568f30da246548a67368efa388390b93812e4ac65a15f6f074cd04&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[L'islam moderato che ci vuole sottomettere]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/lislam-moderato-che-ci-vuole-sottomettere-1434324.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/lislam-moderato-che-ci-vuole-sottomettere-1434324.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description><![CDATA[Oggi l'Europa si sta sottomettendo all'islam dopo aver accolto al suo interno il cavallo di Troia dell'islam moderato]]></description><pubDate>Sun, 27 Aug 2017 19:52:00 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>In Gran Bretagna l'islam ha già sostituito il cristianesimo. Non con la violenza dei terroristi islamici ma grazie alle leggi dello Stato e alle regole della democrazia. Lo si è riscontrato lo scorso 12 luglio a Oldham, città della contea della Grande Manchester. Il sindaco «di rappresentanza» Shadab Qumer, musulmano del Partito Laburista, che presiede il Consiglio comunale ma non ha i poteri esecutivi del sindaco effettivo Jean Stretton, ha inaugurato il suo mandato entrando nell'aula consiliare con il suo imam e chiedendogli di fare un sermone. L'imam, dopo aver invocato Allah e Mometto, ha recitato in arabo una estrapolazione dei versetti 32-33 della Sura 5 del Corano: «Chiunque uccida un uomo che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l'umanità intera». Poi in inglese ha invitato tutti i presenti, che hanno ascoltato in piedi e in silenzio, a unirsi nella preghiera rivolta ad Allah, indicato come l'unico Dio, per commemorare le vittime delle violenze che hanno insanguinato la Gran Bretagna, senza menzionarle e senza specificare che si è trattato di attentati terroristici islamici, sostenendo che «nessuna religione o cultura tollerano il comportamento estremista». A parte la falsificazione dei versetti coranici che in realtà legittimano l'uccisione specificatamente degli ebrei, per la prima volta in un'assemblea elettiva in seno all'Europa l'islam è stato accreditato come la religione di riferimento. Nella solenne riunione del Consiglio comunale di Oldham non c'è stata una preghiera cristiana, ma solo la preghiera musulmana.</p><p>Il sindaco musulmano è la punta dell'iceberg di un processo che inizia con l'immigrazione più o meno regolare. Segue la crescita demografica grazie ai ricongiungimenti familiari e al più elevato tasso di natalità. Poi la formazione delle «comunità islamiche» che si auto-amministrano con proprie regole e addirittura con la «sharia», la legge coranica. In parallelo l'islam si radica attraverso la proliferazione di moschee, scuole coraniche, enti assistenziali e finanziari islamici. Quindi esplode il terrorismo da parte dei «puri e duri» che ottemperano letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto. Ed è a questo punto che l'Europa sceglie di affidarsi ai sindaci musulmani che professano un «islam moderato» per sconfiggere i terroristi islamici. Per 1400 anni l'Europa ha rischiato di essere sottomessa all'islam con la violenza, ma è riuscita a sconfiggerlo con le vittorie militari a Poitiers, la Reconquista, Lepanto e Vienna. Oggi l'Europa si sta sottomettendo all'islam dopo aver accolto al suo interno il cavallo di Troia dell'«islam moderato». Possibile che chi ci governa non comprenda che sia i terroristi sia i sedicenti musulmani moderati perseguono lo stesso obiettivo di sottometterci all'islam? E che dobbiamo combattere non solo contro i terroristi ma soprattutto per salvaguardare la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane?</p><p>www.magdicristianoallam.it</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/PXMIYUZOO5P35J6AY3YUL7NACM.jpg?auth=8e41f2ff2c702e2054e119360887f75f36aefbef98e53de73962b31f9ece17df&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Chi accoglie e chi uccide]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/cronache/chi-accoglie-e-chi-uccide-1431511.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/cronache/chi-accoglie-e-chi-uccide-1431511.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description><![CDATA[Dobbiamo innanzitutto riscattare la certezza di chi siamo e poi combattere l'islam che ci vuole sottomettere]]></description><pubDate>Sat, 19 Aug 2017 18:59:50 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta tocchiamo con mano che il terrorismo islamico esplode laddove in Europa si sono persi la certezza e l'orgoglio della propria identità, finendo per odiare se stessi, accordando ai propri nemici interni ciò che è interdetto ai propri cittadini. Il sanguinoso attentato nel centro di Barcellona si consuma nel contesto della Catalogna che non vuole essere regione autonoma della Spagna ma anela a farsi fagocitare dagli Stati Uniti d'Europa; si batte strenuamente per affermare la propria identità nazionale ma si sta dissolvendo nel meticciato antropologico del multiculturalismo e del globalismo; è intollerante nei confronti di qualsiasi lesione al relativismo valoriale elevato a dogma universale ma tollera il radicalismo islamico che s'impone violentemente come l'unica verità assoluta.</p><p>I protagonisti di questa violenza sono i musulmani di seconda generazione, nati o comunque cresciuti in Europa, che conoscono bene la lingua, la cultura e le leggi dello Stato di adozione, che sono affascinati dall'i-Phone e dalla Nike, ma che rifiutano il sistema di valori che sostanzia la nostra civiltà. Amano la nostra materialità e odiano la nostra spiritualità. Ed è così che anche a Barcellona, come a Londra, sono sorti «tribunali islamici» e unità della «polizia islamica», che sanzionano i musulmani che non si comportano secondo quanto prescrive la sharia, la legge di Allah e di Maometto. Barcellona è diventata la città più islamizzata della Spagna dopo le enclave di Ceuta e Melilla che sorgono geograficamente in Marocco, simbolo dell'accoglienza con 100mila persone in piazza a favore dei profughi. Per quanto ufficialmente i musulmani in Catalogna siano solo il 6% della popolazione, pari a 450mila persone, condizionano pesantemente l'insieme della collettività perché di fatto si comportano come se fossero un corpo estraneo e ostile. Ci sono dei quartieri, a partire da quello di Raval, che sono stati trasformati in un micro-Stato islamico con la proliferazione di moschee, scuole coraniche, macellerie e negozi halal, enti assistenziali e finanziari islamici. Questa strisciante islamizzazione urbanistica e demografica ha registrato un'accelerazione con l'entrata in scena del Qatar, il principale finanziatore del movimento estremista dei Fratelli musulmani, come sponsor del Barcellona fino allo scorso giugno. Il Qatar ha ovunque condizionato i suoi finanziamenti alla costruzione di moschee.</p><p>Barcellona è un esempio perfetto che ci fa toccare con mano come quando si consente ai musulmani di auto-regolamentarsi addirittura con le proprie leggi, quando noi ci auto-imponiamo di non entrare nel merito dei contenuti dell'islam e lo legittimiamo acriticamente mettendolo sullo stesso piano del cristianesimo, inevitabilmente gli estremisti e i terroristi islamici prendono il sopravvento, ci massacrano e ci umiliano. Ed è così che per i musulmani di seconda generazione diventano l'alternativa alla nostra civiltà decadente. Dobbiamo innanzitutto riscattare la certezza di chi siamo e poi combattere l'islam che ci vuole sottomettere.</p><p>www.magdicristianoallam.it</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/Z4MOOEDI7FNP3PTJHCZD6VMLFQ.jpg?auth=5e628aefe0c7e88551407ec8c6a81d68b7ceda3b8b290f54d81a7b018c94d606&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Ultima utopia sinistra: salvare tutta l'Africa]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/ultima-utopia-sinistra-salvare-tutta-lafrica-1430710.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/ultima-utopia-sinistra-salvare-tutta-lafrica-1430710.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description><![CDATA[Prima l'emergenza era salvare i migranti a largo delle coste]]></description><pubDate>Mon, 14 Aug 2017 15:42:10 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>È un fatto positivo che sia stata messa, del tutto o quasi, fine all'attività delle navi delle Ong che hanno incrementato a dismisura gli sbarchi sulle nostre coste dei «migranti». Ma non possiamo gridare vittoria. Sarebbe del tutto velleitario immaginare che sia stato risolto il problema della cosiddetta «accoglienza».</p><p>Prendiamo atto che si è arrivati alla convergenza tra governo e opposizione sulla valutazione critica nei confronti delle Ong grazie all'iniziativa di singoli magistrati non allineati, all'intraprendenza di cittadini non rassegnati, infine alla presa d'atto del governo che senza un contenimento degli sbarchi si sarebbe rischiata la guerra civile.</p><p>Il governo italiano è l'ultimo in Europa ad aprire gli occhi sul tema genericamente indicato come «immigrazione», aprendosi con sano realismo un varco nella gabbia ideologica del catto-comunismo che da decenni imprigiona la nostra cultura e classe politica.</p><p>Ebbene, di fronte alla crescente sofferenza e incontenibile rabbia dei cittadini che si sentono discriminati dentro casa propria perché il governo accorda allo straniero ciò che non è concesso a milioni di italiani poveri, disoccupati e frustrati da uno Stato famelico, ladrone, vessatorio e aguzzino, finalmente oggi si tocca con mano che i problemi reali che concernono il vissuto e la quotidianità dei cittadini non hanno colore politico, non sono né di destra, né di centro, né di sinistra.</p><p>Lo stesso dicasi per le soluzioni che si ispirano al buonsenso. Lo sanno benissimo i sindaci che ogni giorno hanno il fiato dei propri cittadini-elettori sul collo.</p><p>Se oggi il capo del maggior partito della sinistra sposa sostanzialmente la tesi dell'opposizione di destra, incentrata sullo stop a questa vera e propria auto-invasione, perché siamo noi a volere, a pianificare e a finanziare l'esodo massiccio di giovani dall'Africa, dal Medio Oriente e dall'Asia, e sull'aiutarli a casa loro affinché possano scegliere di viverci dignitosamente, significa che la politica italiana ha finalmente infranto il muro dei tabù e delle cecità delle ideologie dell'immigrazionismo, del relativismo valoriale, del globalismo che mira ad annientare gli stati nazionali e le identità localistiche.</p><p>Prima ci hanno detto che l'emergenza era salvare le vite dei disperati in mare. Poi che l'emergenza è salvarli al largo delle coste libiche a prescindere dal fatto che siano o meno in pericolo di vita. Ora ci dicono che l'emergenza è salvarli dalle condizioni disumane che versano sul territorio libico.</p><p>Si faccia un altro passo all'insegna del sano realismo e del sano amor proprio concordando che l'obiettivo politico dell'Italia è bloccare questa auto-invasione, porre fine alla follia suicida dell'auto-sostituzione etnica, aiutarli a vivere dignitosamente a casa loro. Ecco perché ci auguriamo che eliminate dalla scena le navi delle Ong, sinistra e destra pervengano ad un'intesa che sfoci nella salvezza degli italiani. Sì, gli italiani. Finora si è pensato a tutti fuorché agli italiani.</p><p>www.magdicristianoallam.it</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/TRPAJ52FO5OVBJZEULFPI4XKY4.jpg?auth=fdef3ed1352f4b50ade13e409171cc8e554b7b8653b502ceb643478209c84c14&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Capisco quelle denunce di Falcone e Borsellino Lo Stato tuteli la mia verità]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/capisco-quelle-denunce-falcone-e-borsellino-stato-tuteli-mia-1428697.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/capisco-quelle-denunce-falcone-e-borsellino-stato-tuteli-mia-1428697.html</guid><dc:creator><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sun, 06 Aug 2017 12:19:45 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Io non ho paura della morte. A 65 anni so bene che la morte ci appartiene. Da credente mi riconosco nel testamento spirituale di Paolo Borsellino: «È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola».</p><p>Ma sono preoccupato perché constato il venir meno dell'interesse alla mia sicurezza da parte delle istituzioni. Si può legittimamente dissentire dalle mie idee nel contesto della nostra democrazia. Resta il fatto che per la mia esperienza di vita da immigrato e da musulmano, sulla base della competenza acquisita in ambito accademico e giornalistico, sono l'italiano che probabilmente più di altri conosce e sa spiegare questi temi, che certamente ha condannato autorevolmente e fondatamente sia l'immigrazionismo come ideologia sia l'islam come religione. In concomitanza con la pubblicazione del mio nuovo libro Maometto e il suo Allah, lo scorso 25 luglio ho chiesto un incontro urgente con il ministro dell'Interno Marco Minniti. Finora non ho avuto risposta. Proprio perché ho descritto la realtà di Maometto attenendomi rigorosamente alle fonti ufficiali islamiche, il quadro che emerge è assolutamente veritiero ed estremamente preoccupante, facendoci toccare con mano la ragione per cui da 1.400 anni l'islam è intrinsecamente violento e storicamente conflittuale. So benissimo di aver violato una linea rossa tracciata con il sangue da tutti i musulmani che ottemperano letteralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto. La strage dei vignettisti di Charlie Hebdo a Parigi il 7 gennaio 2015, «colpevoli» di aver ritratto in modo irriverente Maometto, era stata preceduta dalla denuncia legale intentata dai «moderati» della Grande Moschea di Parigi e dell'Uoif, così come ai solenni funerali nessun musulmano «moderato» espose il cartello «Je suis Charlie», sostituendolo con «Je suis Ahmed», un poliziotto musulmano ucciso anch'egli dai terroristi islamici.</p><p>Sono anni che gradualmente si sta allentando la sicurezza accordatami dopo che lo Stato aveva ritenuto di portarla al massimo livello. Già nel 2005 nel mio libro Vincere la paura denunciai il fatto che lo Stato mi assegnò una scorta, ma al tempo stesso legittimò gli estremisti dell'Ucoii che mi accusarono pubblicamente di essere un «nemico dell'islam». Voglio ricordare a tutti che queste condanne non decadono e non si affievoliscono con il tempo.</p><p>In questi giorni comprendo meglio il significato concreto delle denunce espresse da Borsellino, Falcone e Dalla Chiesa. Erano consapevoli che sarebbero stati assassinati da una mafia che opera in sintonia con uno Stato latitante se non consenziente. Chiedo allo Stato, al di là di chi governa, di tutelare in modo adeguato la mia sicurezza per consentirmi di andare avanti nella missione di dire la verità in libertà. Siamo tutti sulla stessa barca. Se dovessero uccidere la mia libertà, morirà la libertà di tutti noi.</p><p>www.magdicristianoallam.it</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/OTBEGXGNRFNSPP4KIBX3VKV33I.jpg?auth=f3477e79368862bcd2d152a542e5920d566df2c9b8bc33785d3a814cefe033db&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item></channel></rss>