<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[News feed]]></title><link>https://www.ilgiornale.it</link><atom:link href="https://www.ilgiornale.it/arc/outboundfeeds/rss/autore/luigi-guelpa/" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[ News Feed]]></description><lastBuildDate>Tue, 28 Jul 2026 11:08:18 +0000</lastBuildDate><language>it</language><ttl>1</ttl><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Zelensky vola prima a Londra. Ma cerca la soluzione negli Usa]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/guerra/zelensky-vola-prima-a-londra-ma-cerca-la-soluzione-negli-usa/</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/guerra/zelensky-vola-prima-a-londra-ma-cerca-la-soluzione-negli-usa/</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[Il presidente ucraino rinsalda l’alleanza con il neo premier Burnham. Putin schiera 2,5 milioni di uomini: “Sanzioni? Dannose per chi le impone”. Tensione Kiev -Teheran dopo l’attacco nel Mar Caspio]]></description><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 10:00:00 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Prima di bussare alla porta di Donald Trump, Zelensky ha scelto Londra. Un passaggio obbligato nel teatro della politica occidentale, dove i gesti contano quanto le parole e spesso più dei comunicati. Oggi a Washington si gioca una partita che potrebbe ridisegnare la guerra e gli equilibri tra gli alleati. Ieri, sul ponte della portaerei HMS Queen Elizabeth, il presidente ucraino ha voluto mettere in scena un’altra storia: quella della continuità alla fedeltà britannica. Ad accoglierlo è stato il premier Andy Burnham. Zelensky ha rivendicato il valore simbolico della visita, sottolineando che la sua delegazione è stata la prima ricevuta dal nuovo inquilino di Downing Street, e ha ribadito la garanzia di un sostegno britannico destinato a rimanere «incrollabile», anche con nuove tecnologie militari.</p><p>Burnham ha annunciato l’intenzione di rafforzare la collaborazione con Kiev e di recarsi presto in Ucraina. «Costruiremo un rapporto solido e lavoreremo insieme sulle questioni sollevate durante il confronto». Ma l’immagine che lascia il segno è un’altra: la stretta di mano con Valery Zaluzhny, ex comandante delle forze armate, oggi ambasciatore a Londra, considerato il rivale di Zelensky in future elezioni.</p><p>A 2.500 km di distanza Putin, dopo aver ampliato l’esercito fino a quasi 2,5 milioni di uomini, continua a interpretare il ruolo della sicurezza incrollabile. Davanti alla Duma afferma che la Russia vincerà la guerra e che nessuna pressione esterna cambierà la rotta del Cremlino. Le sanzioni occidentali «sono inermi e controproducenti. Più dannose per chi le impone che per chi le subisce». Nel pomeriggio ha avuto un confronto telefonico con il premier armeno Nikol Pashinyan sulle prospettive della cooperazione economica, nell’ambito di una strategia di rilancio dei rapporti tra Erevan e Mosca per arginare il progressivo orientamento europeo dell’Armenia e riaffermare la centralità russa nel Caucaso meridionale.</p><p>Sul tavolo della diplomazia, Mosca tuttavia continua a lasciare aperta una porta. Maria Zakharova, voce del ministero degli Esteri, aspetta «proposte e iniziative». Disponibilità che arriva mentre il Mar Caspio entra nella mappa delle tensioni. Mosca ha definito «pericolosa escalation» l’attacco ucraino contro una nave iraniana con a bordo materiale militare russo destinato a Teheran. Per Peskov l’attacco rappresenterebbe un tentativo di allargare il conflitto oltre i confini regionali. L’Iran ha chiesto una risposta della comunità internazionale. L’Ucraina ha respinto le accuse, richiamando il sostegno militare tra Mosca e Teheran e il ruolo dei droni Shahed nella guerra contro Kiev.</p><p>Le autorità anti-corruzione ucraine hanno smascherato un gruppo criminale organizzato che, secondo le indagini, si appropriava indebitamente di fondi di donatori stranieri destinati a sostenere Kiev.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/JD7KGMMOCZA5HALXIVGLJ3M2F4.jpg?auth=f0cc39a8c46f72e3324e607194fa5f2df491836e420ae2f803bf54add8a7d5c1&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"><media:description type="plain"><![CDATA[Britain's Prime Minister Andy Burnham, left, and Ukraine's President Volodymyr Zelenskyy visit HM Naval Base in Portsmouth, England, Monday July 27, 2026. (Simon Jones/Pool Photo via AP)Associate Press/ LaPresseOnly Italy and Spain]]></media:description></media:content></item><item><title><![CDATA[Abdul, il soldato dell’Isis e i corsi di deradicalizzazione]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/terrorismo/abdul-il-soldato-dellisis-e-i-corsi-di-deradicalizzazione/</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/terrorismo/abdul-il-soldato-dellisis-e-i-corsi-di-deradicalizzazione/</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[Il 21enne già condannato per terrorismo: nel 2025 il viaggio per combattere in Siria e l’arresto in Libano. In cella in Germania il percorso (fallito) anti estremismo]]></description><pubDate>Mon, 27 Jul 2026 10:00:00 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Abdul Rahman Toufic Ballout, 21 anni, cittadino tedesco di origini libanesi nato a Berlino nel 2005, e morto dopo uno scontro a fuoco con la polizia ieri pomeriggio in un capanno da giardino nel quartiere berlinese di Spandau, è il volto di una radicalizzazione che non si è consumata nell’ombra, ma sotto gli occhi dello Stato. Una parabola che, pezzo dopo pezzo, aveva lasciato dietro di sé segnali, ammonimenti, condanne, tentativi di recupero e infine il sospetto di un approdo definitivo alla violenza. Il suo nome oggi si intreccia al sangue versato durante il Gay Pride di Berlino, trasformato da una notte di festa in uno scenario di morte.</p><p>Ma la sua storia non comincia lì.</p><p>Comincia molto prima. Di Abdul si conosce poco dell’infanzia e quasi nulla dell’adolescenza. Le autorità tedesche hanno ricostruito ciò che è venuto dopo: un ragazzo già conosciuto dalle forze dell’ordine, incline alla violenza ben prima che il fanatismo religioso entrasse nella sua vita. Aggressioni. Lesioni personali. Estorsione aggravata. Un catalogo di reati che restituisce l’immagine di un giovane incapace di abitare il limite, come se ogni rapporto con il mondo dovesse essere misurato attraverso la forza.</p><p>Poi, tra il 2024 e il 2025 arriva il salto. Sui social cominciano ad apparire contenuti favorevoli all’Isis. Gli apparati di sicurezza lo classificano come soggetto radicalizzato. Il suo telefono viene monitorato.</p><p>Gli investigatori iniziano a seguirne i movimenti. È il passaggio decisivo. Perché l’estremismo non arriva mai all’improvviso. Sedimenta. Scava. Costruisce lentamente una grammatica dell’odio nella quale ogni differenza diventa un nemico da cancellare. Nel 2025 Abdul tenta addirittura di raggiungere la Siria. Il viaggio passa attraverso il Libano, il Paese d’origine della famiglia. Ma il progetto fallisce: grazie a una segnalazione delle autorità tedesche viene fermato, arrestato e rimpatriato. Per la giustizia tedesca quel viaggio basta a configurare un’accusa gravissima: preparazione di un grave atto di violenza contro la sicurezza dello Stato. Arriva la condanna: la pena è di un anno e dieci mesi. Segue la detenzione in un istituto minorile.</p><p>Quando esce, nel maggio di quest’anno, gli viene proposto un programma specialistico di «de-radicalizzazione». Ventisei incontri con psicologi ed esperti di estremismo. Partecipa ai primi due, il 15 giugno e il 9 luglio. Il terzo era fissato per il 27 luglio, oggi. Il giorno dopo l’attacco. Il ragazzo non avrebbe mostrato aperta ostilità durante gli incontri, ma neppure un reale cambiamento interiore: una distanza persistente tra parole e convinzioni. Non è però stato accertato che fosse un membro operativo dell’Isis, che avesse ricevuto ordini o che l’attacco fosse stato pianificato direttamente dall’organizzazione.</p><p>Eppure, il profilo di Abdul mostra la difficoltà delle democrazie europee nel contrastare una radicalizzazione che può nascere nelle metropoli occidentali, attraverso social, disagio sociale, devianza e ricerca di appartenenza, fino a trovare un’identità nella dottrina jihadista.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/IUKNGHSPMRBGHHGUQABM3Z7IYY.jpg?auth=af1b39f953b3f0755ca8d606f227e069f3b84583328f54d6c442eed389298f0f&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"><media:description type="plain"><![CDATA[epa13134272 People attending a mourning march following a car-ramming attack near the Christopher Street Day (CSD) parade route pass an electronic display showing a police appeal for information about suspected perpetrator Abdul B. in Berlin, Germany, 26 July 2026. Police said the suspect was believed to be linked to Islamist circles, while German Interior Minister Alexander Dobrindt said the 25 July vehicle ramming, which killed one person and injured 29 others, is being investigated as a terrorist attack.  EPA/CLEMENS BILAN]]></media:description></media:content></item><item><title><![CDATA[Navi colpite nel Caspio. Zelensky rivendica: “Armi dirette in Iran”]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/guerra/navi-colpite-nel-caspio-zelensky-rivendica-armi-dirette-in-iran/</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/guerra/navi-colpite-nel-caspio-zelensky-rivendica-armi-dirette-in-iran/</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[Il leader ucraino: “Putin si prepara a una mobilitazione su vasta scala e vuole rafforzare l’esercito con 30mila soldati nordcoreani”]]></description><pubDate>Sun, 26 Jul 2026 10:00:00 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Kassym Jomart Tokayev, alleato di lungo corso, si è seduto di fronte a Putin e ha buttato lì la proposta: congelare l’inferno ucraino e spolverare i vecchi accordi di Istanbul. Un appello dettato anche dal panico di chi vede l’economia globale affondare sotto il peso di gas, petrolio e macerie. Il presidente kazako si è persino spinto a lodare la «flessibilità diplomatica» dello Zar con Washington. Poi, un sussurro: «Peccato, i giovani stanno morendo». Al Cremlino, però, la pietà non è a listino prezzo. Putin ha ascoltato, ha ringraziato per la franchezza, e ha tirato dritto. Niente compromessi, niente tavoli. Semmai un’altra spallata sul fronte.</p><p>Zelensky ne è convinto: «Putin non vuole la pace e si prepara a una mobilitazione su vasta scala, implementando l’esercito con 30mila soldati nordcoreani», in arrivo nella regione di Voronez. La sensazione è che il primo vero banco di prova coinciderà con la visita di Zelensky a Washington. Ma, al di là del vertice con Trump previsto per martedì, la guerra continua a espandersi. Kiev rivendica nuove operazioni a lungo raggio in territorio russo, compresi attacchi</p><p>nel Mar Caspio contro navi utilizzate per il trasporto di materiale bellico verso l’Iran. Sul fronte interno, i bombardamenti russi sulla regione di Sumy hanno provocato tre vittime, mentre la Romania ha abbattuto con un F-16 un secondo drone Shahed penetrato nel proprio spazio aereo in due giorni, segnale della crescente pressione sul fianco orientale della Nato. Intanto prosegue lo scontro sulle responsabilità per le vittime civili: le autorità filorusse di Zaporizhzhia accusano Kiev di un attacco a Kirillovka con 12 morti, tra cui 5 bambini, ma l’Ucraina respinge la ricostruzione.</p><p>La guerra si combatte sempre più sul terreno energetico. Kiev ha intensificato gli attacchi in profondità contro infrastrutture strategiche russe: un raid con droni ha raggiunto la raffineria di Tiumen, oltre 2mila km dal confine, provocando un incendio in un impianto con una capacità di lavorazione di circa 9 milioni di tonnellate di greggio l’anno. Nel mirino anche il terminal petrolifero di Sheskharis, a Novorossiysk, snodo dell’export russo sul Mar Nero, dove le attività risultano sospese da giorni. Mosca intensifica gli attacchi contro i porti ucraini di Izmail,</p><p>Odessa e Mykolaiv, dichiarando di aver distrutto depositi di carburante, infrastrutture logistiche e 4 navi, tra cui una cargo battente bandiera di Palau che trasportava mais, con due marinai dispersi. Nel frattempo, la Guardia Nazionale ucraina ha respinto un’avanzata russa nel Donetsk, mentre un attacco nel Dnipropetrovsk ha causato 2 vittime.</p><p>La guerra continua a influenzare la strategia energetica russa: Mosca ha esteso fino a fine 2026 il divieto di esportazione della benzina per tutelare il mercato interno. Intanto l’Ue aumenta la pressione autorizzando la vendita del petrolio sequestrato alla flotta ombra russa, mentre l’Austria ritiene che l’Ucraina non entrerà nell’Ue prima del 2030.</p><p>Sul piano militare, il premier Koretskyi e il ministro della Difesa Khmara hanno incontrato i vertici di Raytheon per accelerare la fornitura di missili Patriot (col supporto di Tokyo), ampliare la produzione e potenziare l’industria della difesa in vista dell’inverno. </p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/7MCTNW2OWJBMNG73MQTOGD3LNU.jpg?auth=83dadc860f30e45e9c4b7b8da153b34ccc772eae53b4ce5f354146d0568d08dc&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"><media:description type="plain"><![CDATA[Rescue workers try to put out a fire at a mail sorting center after a Russian air guided bomb strike in Zaporizhzhia, Ukraine, Saturday, July 25, 2026. (AP Photo/Kateryna Klochko)Associate Press/ LaPresseOnly Italy and Spain]]></media:description></media:content></item><item><title><![CDATA[I russi fanno una strage a Kiev E Zelensky vola a Washington]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/guerra/i-russi-fanno-una-strage-a-kiev-e-zelensky-vola-a-washington/</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/guerra/i-russi-fanno-una-strage-a-kiev-e-zelensky-vola-a-washington/</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[Colpiti obiettivi a 800 km di distanza e centri logistici a San Pietroburgo. La rappresaglia russa cerca di eliminare il braccio destro di Fedorov. Il presidente da Trump per stringere sul negoziato]]></description><pubDate>Sat, 25 Jul 2026 10:00:00 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Nel grande tavolo da gioco della guerra ucraina, dove missili e diplomazia si muovono sulla stessa scacchiera, la partita continua a consumarsi tra offensive sul campo, calcoli strategici e timide aperture negoziali. Il primo tassello di questa complessa fase passa dal fronte diplomatico: Zelensky si prepara a volare a Washington per un vertice chiave con il presidente Trump, fissato per il 28 luglio. Cruciale per definire il futuro dei sostegni e le prospettive negoziali. Al summit Zelensky ha annunciato che discuterà con il tycoon anche dei nuovi droni, capaci di raggiungere 10mila km: «L’Ucraina è pronta a condividere queste tecnologie con Usa». Dal Cremlino, Peskov valuta l’iniziativa americana con pragmatismo: riconosce la volontà dell’amministrazione Trump di cercare soluzioni accettabili per le parti, ma Mosca punta a sfruttare le ambiguità della posizione Usa per favorire i propri</p><p>interessi. Resta comunque aperto il canale di dialogo con Washington.</p><p>Zelensky ha intanto rafforzato il coordinamento dell’apparato militare: con i vertici della Difesa, il nuovo comandante Drapatyi e il ministro Khmara, ha definito le contromisure alla nuova ondata di raid russi e rinnovato agli alleati la richiesta di ulteriori sistemi Patriot. Riorganizzato l’assetto della Difesa nazionale: Umerov seguirà i progetti speciali e i rapporti internazionali in materia di sicurezza, mentre l’ex ministro dell’Interno Klymenko sarà responsabile della sicurezza nazionale.</p><p>Sul campo, mentre prosegue l’evacuazione di un’ampia area del Dnipropetrovsk, Kiev ha colpito con missili Flamingo lo stabilimento militare Avitek di Kirov, a oltre 800 km dal confine, un sito strategico per i sistemi antiaerei e la produzione di vettori. Uno stormo di droni ha devastato i complessi logistici del gigante dell’e-commerce Wildberries</p><p>a San Pietroburgo e in Crimea, strategici per lo stoccaggio di componentistica militare. Nel pomeriggio, le forze russe hanno lanciato un attacco con Iskander su un campo di addestramento a Kapitanivka, dove si teneva una fiera di armi. Il raid ha provocato 12 morti e cento feriti tra addetti ai lavori e militari. L’obiettivo era l’eliminazione (fallita) di Serhiy Beskrestnov, braccio destro dell’ex ministro Fedorov. La Romania ha abbattuto un drone russo entrato nel proprio spazio aereo, mentre l’intelligence ucraina denuncia l’arrivo da Pyongyang di missili a lunga gittata destinati a Mosca. Intanto, Serhij Kuznietsov, l’ucraino accusato del sabotaggio dei gasdotti Nord Stream, sarà processato in Germania a fine ottobre.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LJZWPHZ2LNFVZGRG2F3DZXK5T4.jpg?auth=e34351a734be6541dc8dcd515eef8703fceda3c35d08437c3ec7c597d1aea504&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"><media:description type="plain"><![CDATA[This photo provided by the Ukrainian Emergency Service, shows the site of Russian missile strikes in Kyiv region, Ukraine, Friday, July 24, 2026. (Ukrainian Emergency Service via AP) Associated Press / LaPresseOnly italy and spain]]></media:description></media:content></item><item><title><![CDATA[Incontro Rubio-Lavrov. Sanzioni, intesa Ue]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/incontro-rubio-lavrov-sanzioni-intesa-ue/</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/incontro-rubio-lavrov-sanzioni-intesa-ue/</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[Il russo: “Armi a Kiev inammissibili”. L’americano: “Spiragli per un’intesa”. Da Bruxelles via libera al 21° pacchetto di misure]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 10:00:00 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il confronto tra il ministro degli Esteri russo Lavrov (nella foto) e il segretario di Stato americano Rubio, a margine del vertice di Manila, riporta la diplomazia al centro della crisi ucraina, pur senza segnare una svolta. L’incontro, richiesto secondo Mosca dalla parte americana, conferma che Washington e il Cremlino mantengono aperto un canale diretto. Dal faccia a faccia emerge la distanza tra Mosca e Washington. Lavrov ha ribadito la linea russa: stop alle forniture occidentali di armi a Kiev, definite «inammissibili», e fine di quella che il Cremlino considera la strategia europea della «sconfitta strategica» di Mosca. Ma il ministro degli Esteri ha anche confermato l’apertura a una soluzione politica del conflitto. Rubio ha escluso scorciatoie: «Vogliamo un accordo di pace e che la guerra finisca», avvertendo però che serviranno tempo, pazienza e nuove formule. Ammettendo il fallimento dei precedenti tentativi negoziali, il segretario di Stato ha assicurato che Washington continuerà a cercare spiragli per un’intesa, definendo, sulla linea di Trump, il conflitto «stupido» e «insensata». Per uscire dallo stallo, ha aggiunto, serviranno idee nuove e soluzioni diverse da quelle respinte da Kiev. Zelensky, ancora alle prese con la disputa su Fedorov, che vuole «solo la Difesa», valuta una missione a Washington per i funerali del senatore Graham: occasione per incontrare Trump e sondare nuove iniziative negoziali. Anche il Vaticano si muove, con un possibile viaggio di Papa Leone XIV a Kiev. Ma da Mosca arrivano segnali di fermezza: Putin, impegnato a spingere l’industria militare verso nuove produzioni, anche per sostenere la Cina contro Taiwan, non sembra disposto a cedere sul Donbass né a restituire i territori occupati di Sumy e Dnipropetrovsk nell’ambito di un eventuale accordo di pace.</p><p>Intanto l’Ue alza la pressione su Mosca con il via libera al 21° pacchetto di sanzioni: colpiti settore finanziario (anche in Bielorussia), criptovalute, import-export, flotta ombra e industria militare. Congelato per altri 12 mesi il price cap sul petrolio (-3,5 miliardi in un anno). Zelensky: «Saranno incisive per ridurre i ricavi di Mosca».</p><p>Sul terreno un raid russo su uno stabilimento a Pavlograd ha causato tre morti. Kiev rivendica nuovi blitz con droni, mentre Mosca denuncia incursioni e la presenza di mercenari a fianco di Kiev. Syrskyi diventerà capo dell’Università Nazionale di Difesa. Minsk ha consegnato a Varsavia informazioni sulla preparazione di un attacco terroristico sul territorio polacco.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/JBEI4FOGLRDZJGLA4KUJNP6JUM.jpg?auth=550d9bf9b95b90845fbe1ec5ef2c5f170abced9694a08a0ff0abc441696cf1ff&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"><media:description type="plain"><![CDATA[epa13129553 Russia's Foreign Minister Sergey Lavrov looks on during a meeting on the sidelines of the Shanghai Cooperation Organization (SCO) summit in Cholpon-Ata, Kyrgyzstan, 24 July 2026.  EPA/IGOR KOVALENKO]]></media:description></media:content></item><item><title><![CDATA[Droni e tecnologia. L'Ucraina si affida al generale eroe che liberò Mariupol]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/difesa/droni-e-tecnologia-lucraina-si-affida-generale-eroe-che-2697048.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/difesa/droni-e-tecnologia-lucraina-si-affida-generale-eroe-che-2697048.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[Svolta Drapatyi capo delle forze armate. Raid sull’Amazon russo. L’8 luglio per la prima volta abbattuto un jet di Mosca]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 10:27:53 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Se nel febbraio 2024 Zelensky decise di rimuovere Valerii Zaluzhnyi dal comando delle Forze armate, inviandolo poi come ambasciatore a Londra anche per neutralizzare un rivale la cui popolarità rischiava di trasformarsi in un problema politico, il cambio della guardia tra Oleksandr Syrskyi e Mykhailo Drapatyi (nella foto) nasce da una combinazione diversa di fattori. I risultati sul terreno giudicati insufficienti rispetto alle aspettative e la tensione interna provocata dalla gestione della mobilitazione, con i video degli arruolamenti forzati che hanno alimentato proteste nelle città ucraine. È in questo contesto che Zelensky ha deciso di azzerare nuovamente i vertici militari, completando un riassetto per ricompattare il fronte interno mentre la guerra entra in una fase più tecnologica e diplomatica, con una visita a Trump a breve.</p><p>Drapatyi è uno degli ufficiali simbolo della nuova generazione dell’esercito ucraino. Protagonista della liberazione di Mariupol nel 2014, ha guidato la difesa di Kryvyi Rih e le operazioni nella regione di Kherson. Vice capo di Stato maggiore dal 2024 e comandante delle Forze Congiunte nel 2025, si è imposto come sostenitore di una guerra sempre più basata sull’integrazione dei droni e dell’innovazione tecnologica. La sua nomina rappresenta un segnale di continuità con la linea dell’ex ministro della Difesa Fedorov, che Drapatyi aveva difeso durante la recente crisi politica. Al suo fianco ci sarà il generale Ihor Skibiuk, nuovo capo di Stato maggiore ed ex comandante delle Forze d’Assalto Aviotrasportate. I due hanno combattuto insieme nella liberazione della regione di Kherson e Drapatyi lo considera un comandante affidabile nelle situazioni più difficili.</p><p>Syrskyi se ne va rivendicando la liberazione di circa 700 kmq di territorio e sostenendo di affidare a Drapatyi un esercito capace di avanzare. Mosca ha invece minimizzato il cambio ai vertici, assicurando che l’offensiva russa continuerà senza essere influenzata dalla nuova leadership. Il siluramento di Syrsky non è bastato a placare il malcontento popolare. I promotori delle proteste, guidati da Koziatynsky, hanno annunciato una nuova grande manifestazione per domani, con l’obiettivo di aumentare la pressione sul governo e chiedere il reintegro di Fedorov.</p><p>Sul piano diplomatico, Lavrov ha annunciato un incontro con Marco Rubio per discutere le prospettive di pace indicate da Trump, ribadendo che Mosca considera ancora valide le proposte emerse ad Anchorage.</p><p>Zelensky ha avuto una conversazione telefonica con gli emissari americani Witkoff e Kushner per valutare nuove iniziative diplomatiche, possibili scenari di cessate il fuoco e un riavvicinamento tra le parti. Il presidente ucraino, che è apparso ottimista, e che potrebbe volare a Washington a giorni, ha discusso con rappresentanti Nato e Usa il rafforzamento della difesa aerea, l’aumento dei Patriot, la produzione di intercettori e la cooperazione sui droni. L’Ue da parte sua ha dato il via libera alla partecipazione del Regno Unito al prestito da 90 miliardi destinato a sostenere Kiev fino al 2027.</p><p>Dal Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che la nomina di Drapatyi «non credo che porterà ad alcun cambiamento al fronte». La Russia ha colpito 15 insediamenti a Kharkiv e Zaporizhzhia, provocando 4 morti. Mosca ha attaccato infrastrutture portuali e due navi nei porti di Odessa e Chornomorsk, oltre a una batteria missilistica Neptune. Droni ucraini hanno danneggiato due grandi centri logistici della Wildberries, l’Amazon russo, a Krasnodar e Stavropol, con 8 morti e incendi nei magazzini. Il generale Usa John Daniel Cain dichiara che l’8 luglio un F-16 ucraino ha abbattuto, per la prima volta in una battaglia aerea, un caccia russo Su-35.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/QGVWDTT46ZNJZET5YVYH42XG3I.jpg?auth=e24516fd49400b6812d3ab020bc53f77ef5959963e4a0be163f91e2fb14c1c52&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Zelensky cambia ancora il capo dell’esercito: ecco Drapaty]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/nuovo-scontro-russia-italia-kiev-sesto-giorno-proteste-2696537.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/nuovo-scontro-russia-italia-kiev-sesto-giorno-proteste-2696537.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[Fronte Via Syrskyi. Nuovi raid russi sulle strutture energetiche. Zakharova: "Tajani mente"]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 10:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Cambiare il comandante dell'esercito per tentare di disinnescare la crisi politica interna, senza perdere di vista la guerra. È la mossa con cui Zelensky prova a riprendere l'iniziativa in uno dei momenti più delicati dall'inizio dell'invasione russa. Il presidente ucraino ha annunciato la nomina del generale Mykhailo Drapaty a nuovo Comandante in capo delle Forze armate, sostituendo Oleksandr Syrskyi. "Abbiamo tutti un unico desiderio: la vittoria sul nemico e il raggiungimento, sul fronte e nella pressione esercitata sulla Russia, delle condizioni tali da costringerla a firmare la pace. Domani formalizzeremo tutte le decisioni. L'Ucraina uscirà rafforzata da questa situazione, e per la Russia sarà più difficile", ha dichiarato. La scelta arriva dopo giorni di crescente pressione interna. Le proteste guidate dal veterano Dmytro Koziatynskyi, giunte al sesto giorno, avevano individuato proprio nella rimozione di Syrskyi una delle richieste simbolicamente più forti. La nomina di Drapaty potrebbe dunque contribuire a raffreddare la mobilitazione di piazza, offrendo al presidente un segnale di discontinuità in un momento in cui il consenso viene messo alla prova tanto dalle difficoltà militari quanto dalle tensioni politiche. Drapaty rappresenta una figura di rilievo all'interno delle Forze armate. Tra i più giovani generali del Paese, combatte contro la Russia dall'inizio della guerra nel Donbass nel 2014. Il suo profilo e la reputazione costruita sul campo ne fanno uno dei comandanti più stimati dell'apparato militare.</p><p>Mentre Kiev cambia il vertice dell'esercito, la diplomazia continua a muoversi tra aperture e nuove tensioni. Si aggrava lo scontro tra Italia e Russia dopo l'espulsione dell'addetto militare italiano a Mosca e di un collaboratore, misura che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito una ritorsione per l'allontanamento di due ufficiali russi accusati di attività di spionaggio. Da Mosca è arrivata una dura replica: la portavoce Maria Zakharova ha accusato il ministro italiano di mentire, mentre il Cremlino ha escluso qualsiasi miglioramento dei rapporti con il Regno Unito dopo il rinnovato sostegno britannico a Kiev e ha ribadito che un eventuale dispiegamento di truppe straniere in Ucraina costituirebbe una linea rossa. Le tensioni si riflettono anche sul piano militare. Una fregata russa ha effettuato esercitazioni a fuoco nel Canale della Manica, intimando alla nave britannica HMS Tyne di mantenersi a distanza.</p><p>Sul versante dei negoziati emerge un elemento destinato ad alimentare speculazioni. Il presidente dell'Azerbaigian, Ilham Aliyev, ha rivelato che a metà luglio Baku ha ospitato un incontro tra ex funzionari russi e tedeschi dedicato alle prospettive di pace in Ucraina, rilanciando il ruolo del Paese caucasico come possibile canale di dialogo. Sul terreno, per il terzo giorno consecutivo la Russia ha colpito le infrastrutture energetiche di Kharkiv e bombardato diverse aree civili, mentre Zelensky avverte del rischio di una nuova offensiva sull'asse Chernihiv-Kiev. Kiev rivendica attacchi contro obiettivi militari e logistici in territorio russo. Cresce la tensione nel Mar Nero e la Nato valuta un rafforzamento della propria presenza nel Baltico.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/I5L5PYHDE5MGLCU5KHYTV2FIDI.jpg?auth=80d4a48568c4c273d86023e1eb62c108314342a4ed70b11433b981d5167fb10b&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Razzi su Kiev e rebus esercito per Zelensky. Mosca caccia l'addetto italiano: ira Tajani]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/razzi-su-kiev-e-rebus-esercito-zelensky-mosca-caccia-2696106.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/razzi-su-kiev-e-rebus-esercito-zelensky-mosca-caccia-2696106.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[La Farnesina: «Ritorsione». Nuovi attacchi russi contro l'Ucraina: oltre 20 morti. Braccio di ferro Fedorov-Syrskyi]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 10:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il fronte più insidioso attraversa i corridoi del potere di Kiev, dove le smentite ufficiali servono sempre meno a nascondere una realtà che appare ormai scritta. Per il comandante Oleksandr Syrskyi il tempo si sta esaurendo: al netto dei comunicati dello Stato maggiore, che negano un licenziamento imminente ricordando come solo un decreto presidenziale possa rimuoverlo, il suo destino è segnato. I giorni, se non addirittura le ore, della sua permanenza al vertice delle forze armate sono contati: il generale Mykhailo Drapaty è pronto a sostituirlo.</p><p>Al centro resta il braccio di ferro tra Syrskyi e Fedorov, una frattura che Zelensky non è riuscito a ricomporre e che sta per produrre il più importante riassetto dei vertici militari dall'inizio del conflitto. Il leader di Kiev continua a consultare generali e consiglieri nel tentativo di superare l'impasse apertasi dopo l'uscita di Fedorov dal Ministero della Difesa. Al dirigente sarebbe stato proposto un ruolo di primo piano nel Consiglio di sicurezza nazionale, con deleghe all'innovazione militare e all'industria della difesa, offerta che avrebbe respinto chiedendo di tornare alla guida del dicastero, da ieri ricoperto da Yevheniy Khmara. Alla radice dello stallo resta il conflitto personale con Syrskyi. Lo stesso Fedorov ha confermato di aver suggerito in passato la sostituzione del comandante con Andriy Hnatov, costringendo Zelensky a una difficile opera di mediazione. In serata Syrskyi ha tentato un gesto distensivo: "Mi scuso con Fedorov. Posso essere duro, ma invito lui e tutti a concentrarsi non sulle questioni personali, bensì su quelle più importanti". Un ramoscello d'ulivo che arriva troppo tardi. Quando un comandante è costretto a chiedere scusa in pubblico, spesso significa che la battaglia decisiva si combatte nelle stanze del potere.</p><p>Intanto il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito l'espulsione dell'Addetto alla Difesa aggiunto Vittorio Parrella e l'Addetto dell'Ambasciata d'Italia in Russia Davide D'Aprile da Mosca una ritorsione alla decisione dell'Italia di allontanare, il 9 luglio, due ufficiali russi (Gorbachev e Astakhov) sorpresi a svolgere attività di spionaggio contro la sicurezza nazionale. La portavoce del ministero degli Esteri russo Zakharova ha definito il provvedimento "misura reciproca", ma il Cremlino ha ribadito che la Russia resta aperta al dialogo con i paesi Ue. Zelensky ha avuto il primo colloquio con il nuovo premier britannico Andy Burnham, che ha confermato il sostegno a Kiev, mentre la von der Leyen ha ribadito al premier ucraino Koretskyi il sostegno dell'Ue al percorso di adesione e alla cooperazione nel settore della difesa attraverso il "Drone Deal".</p><p>Nella notte l'Ucraina ha colpito la regione di Mosca con 400 droni, prendendo di mira obiettivi logistici e depositi di carburante a 400 km dal confine. Kiev rivendica inoltre danni a due petroliere della flotta ombra e a quattro navi mercantili nel Mar Nero. Mosca ha risposto con nuovi raid contro i porti ucraini, colpendo infrastrutture militari a Chornomorsk, causando vittime e danneggiando magazzini Unicef. Altri attacchi hanno colpito Odessa, Kramatorsk e Zaporizhzhia. Per un totale di circa 20 morti. Il Cremlino accusa Kiev di puntare contro infrastrutture energetiche e navi civili, mentre sale a 10 il bilancio delle vittime dell'attacco alla nave cargo della Guinea Bissau. Le autorità russe denunciano infine 5 morti in un raid contro un autobus nel Belgorod.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/F2WVTVX6NRJSXNVPONWVZKC4VU.jpg?auth=6874f885e76ae4dbb086d947ad09496c26dd68867b9c8d59e5a2c725e231a608&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Tempesta di missili e droni: strage a Kiev]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/guerra/tempesta-missili-e-droni-strage-kiev-2695821.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/guerra/tempesta-missili-e-droni-strage-kiev-2695821.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[Oltre 20 morti e 140 feriti. Zelensky, ancora caos rimpasto. Razzo russo su nave turca]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 10:00:05 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Sotto una pioggia di fuoco che martella Kiev come mai negli ultimi mesi, la politica ucraina si riscopre fragile e affamata di colpevoli. Nelle stanze dove si decide il destino della nazione, l'aria è densa di decisioni da prendere: Zelensky è pronto a ridisegnare la geografia del comando. Syrskyi è ormai un uomo solo al tavolo da gioco, mentre si fa largo il ritorno di Fedorov, l'uomo della tecnologia applicata al sangue. Ma la vera temperatura del Paese non si misura nei bunker, bensì sull'asfalto: da quattro giorni la piazza protesta, mescolando il fumo delle bombe a quello della rabbia civile.</p><p>La notte è stata segnata da un massiccio bombardamento russo sulla capitale. Secondo le autorità ucraine, Mosca ha impiegato oltre 40 missili di diverso tipo e circa 125 droni, concentrando gran parte dell'offensiva su Kiev. Il bilancio delle vittime nel Paese è di 21 morti e 148 feriti. Cinque distretti di Kiev sono stati colpiti, con incendi in edifici residenziali, uffici e siti industriali. I soccorritori hanno evacuato numerosi civili, mentre l'onda d'urto ha danneggiato anche l'ingresso della stazione della metropolitana Lukyanivska. Tra gli obiettivi, anche uno stabilimento che produce equipaggiamenti e protezioni balistiche per l'esercito. L'attacco riporta al centro la carenza di sistemi Patriot. Zelensky ha ribadito che la difesa dai missili balistici, sui quali Mosca punta parecchio, è la priorità assoluta, ricordando che nell'ultima settimana la Russia ha lanciato 1.450 droni, 1.600 bombe guidate e 99 missili. Mosca sostiene invece di avere colpito obiettivi militari e logistici ma in serata missili russi hanno colpito una nave, la «Golden Leo», con bandiera della Guinea Bissau e proprietà turca che portava un carico di grano dal Mar Nero, provocando la morte di cinque membri dell'equipaggio. Kiev ha risposto colpendo tre depositi petroliferi nella regione russa di Stavropol e tre petroliere della flotta ombra nel Mar Nero, scatenando le ire del Kazakistan. Un attacco ha interrotto le operazioni del terminal petrolifero di Novorossijsk. Sospesi, per presenza di Uav, i voli negli aeroporti di Kaluga, Vnukovo e Domodedovo.</p><p>Sul fronte orientale, Mosca ha annunciato la conquista del villaggio di Volnoye (Dnipro). Gli attacchi russi sono proseguiti per tutta la giornata. Nel pomeriggio Zaporizhzhia e Kharkiv sono state martellata da droni e bombe aeree guidate, 7 le vittime e un bambino disperso.</p><p>Sul fronte interno, la pressione su Zelensky cresce. Per il quarto giorno consecutivo migliaia di persone sono scese in piazza chiedendo due mosse precise: il ritorno di Fedorov in un ruolo chiave nella difesa e la rimozione del comandante in capo Syrskyi. Mentre il presidente consulta i vertici militari per ridisegnare la strategia dell'esercito, prendono corpo le indiscrezioni su un possibile cambio al comando. Tra i nomi per l'eventuale successione circolano quelli del generale Mykhailo Drapaty e del comandante delle Forze aeree Oleh Apostol. L'ipotesi del siluramento di Syrskyi incontra la resistenza di parte dell'apparato militare: i suoi uomini avvertono: «la politica resti fuori dall'esercito». Zelensky valuta di riportare Fedorov al centro della macchina della difesa affidandogli il coordinamento delle tecnologie militari e dell'innovazione, una scelta che potrebbe rispondere almeno in parte alle richieste della piazza senza rivoluzionare il governo.</p><p>Intanto Putin ha incontrato al Cremlino il ministro degli Esteri nordcoreano Choe Son Hui. Tra gli argomenti trattati, un nuovo sostegno militare di Pyongyang alla causa di Mosca.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/WHEATJYCT5KKFMRUBBDUYUKS24.jpg?auth=9d947cc6113dea63d851668a9306340f978ba1bac40bca8e9d6743e28143ce6c&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Rimosso Fedorov, il genio dei droni: ira e proteste a Kiev]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/rimosso-fedorov-genio-dei-droni-ira-e-proteste-kiev-2694622.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/rimosso-fedorov-genio-dei-droni-ira-e-proteste-kiev-2694622.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[Tutti con il ministro (che attacca Zelensky). L'ad di Naftogaz Koretskyi nuovo premier]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 10:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>"La Costituzione è uno scherzo per te?". È la domanda che campeggia su uno dei cartelli alzati nella piazza di Kiev, poche ore dopo l'ennesima notte di missili russi, costata la vita a tre persone. Una domanda che non interpella soltanto Zelensky, ma un intero sistema politico chiamato a dimostrare che la democrazia può sopravvivere anche sotto le bombe. Perché, mentre la guerra continua a consumare uomini e città, l'Ucraina scopre che la sua battaglia più delicata potrebbe essere quella per conservare la fiducia nell'establishment. Le migliaia di manifestanti scesi in piazza a Kiev e in numerose altre città, anche in serata, contestano la rimozione del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, divenuta il simbolo delle tensioni ai vertici dello Stato in un momento di grande fragilità.</p><p>Arrivato a gennaio, Fedorov si era imposto come il volto della modernizzazione dell'esercito: più tecnologia, più droni, meno vite sacrificate nella logica del contatto. Per molti militari incarnava l'idea di un'Ucraina capace di innovare mentre resisteva all'offensiva russa. Ma dietro il rimpasto è esplosa una guerra parallela, combattuta nei corridoi del potere. L'ex ministro accusa il comandante in capo Oleksandr Syrskyi di aver imposto a Zelensky un ultimatum, "o lui o io", dopo che aveva proposto di rinnovare i vertici delle Forze armate. "Preferisce gli intrighi piuttosto che affrontare i problemi, con lui non si vince la guerra", ha attaccato Fedorov, che ha anche rifiutato l'offerta del presidente di diventare suo consigliere, rivendicando il significato politico delle proteste: "la gente non è scesa in piazza per me, ma per sé stessa". Syrskyi ha liquidato la questione con un "spero che rimanga nella nostra squadra". Zelensky ha evitato qualsiasi tipo di scontro verbale con i manifestanti, rivendicando il diritto a protestare anche in tempo di guerra: "stiamo combattendo per la libertà e la democrazia. Hanno fatto bene a manifestare". Prudente la reazione del Cremlino. Il portavoce Peskov ha minimizzato sui rimpasti, sostenendo che per Mosca conta soprattutto che a Kiev emerga una leadership pronta ad assumere "decisioni responsabili" per una soluzione del conflitto.</p><p>L'uscita di Fedorov ha innescato un effetto domino: si sono dimessi anche il vicecomandante dell'Aeronautica Yelizarov, che ha spiegato di essersi arruolato "per vincere, non per gesti simbolici", e il consigliere del ministero Sternenko. Alla Difesa Zelensky ha nominato ad interim il presidente delle Operazioni speciali (Sbu), il militare Yevhenii Khmara. Restano invece vacanti la poltrona degli Esteri, dopo il siluramento di Andriy Sybiha, (circola il nome di Olha Stefanishyna, che si appresta a lasciare l'ambasciata di Washington) e le posizioni di vertice del Servizio di Sicurezza e dell'Intelligence Estera. Nel frattempo, il Parlamento ha approvato la restante parte della squadra di governo guidata dall'ex amministratore delegato di Naftogaz Serhii Koretskyi, confermando come priorità difesa, stabilità economica e il percorso verso l'Ue. Tra le principali novità figurano Denys Shmyhal, nominato vicepremier e ministro dell'Energia, Ivan Vyhivskyi agli Interni e Mykola Kalashnyk alla Ricostruzione e Infrastrutture.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/UHTQNDGIIBPT5IEPRNLMWJPHLI.jpg?auth=86ca5645fcde667471c06e0d626650ba723c6d944155b1776041976df155690a&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Rimpasto Zelensky: cambiano premier e vertici dell'esercito. "Ci sono nuovi piani"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/rimpasto-zelensky-cambiano-premier-e-vertici-dellesercito-ci-2692619.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/rimpasto-zelensky-cambiano-premier-e-vertici-dellesercito-ci-2692619.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[L'ucraino: "C'è un'altra strategia politica". Svyrydenko era in carica solo da un anno]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 10:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>L'Ucraina apre una stagione di trasformazioni profonde. Non è soltanto un cambio di uomini, ma una revisione dell'intera architettura dello Stato in guerra. Fuori Yulia Svyrydenko, dentro Serhiy Koretskyi: il governo si trasforma in una struttura operativa chiamata a garantire energia, sicurezza e continuità nazionale sotto il fuoco russo. Ma il disegno va oltre il semplice rimpasto. L'obiettivo è ridefinire il modo in cui Kiev concepisce il potere, la guerra e il rapporto con i suoi alleati. Zelensky sembra osservare la mappa del Paese come un ingegnere davanti a un edificio colpito dalle bombe: individua le fratture, valuta ciò che può ancora reggere e decide quali pilastri sostituire mentre l'incendio è ancora in corso. Perché in Ucraina la politica non può più aspettare la fine della guerra. Deve combatterla, adattarsi e preparare il giorno dopo.</p><p>Il nome scelto per guidare il governo, salvo clamorosi ripensamenti, è quello di Serhiy Koretskyi, 48 anni, manager alla guida di Naftogaz e Ukrnafta. La sua nomina racconta la nuova fase dell'Ucraina: non un politico tradizionale, ma un tecnocrate abituato a gestire settori strategici sotto pressione. L'uscita di scena di Svyrydenko non è una bocciatura, bensì un nuovo incarico strategico: rappresentare Kiev a Washington, il centro delle decisioni su aiuti militari, energia e cooperazione futura. Prenderà il posto di Olga Stefanishyna, che ha chiesto nei giorni scorsi di lasciare l'incarico. La diplomazia diventa parte integrante della sicurezza nazionale. Per Zelensky, che ha incontrato ieri diversi ministri dell'ormai ex gabinetto, la guerra non ha più un fronte e una retrovia: ogni settore dello Stato è coinvolto. Energia, sicurezza interna e difesa diventano i tre pilastri della nuova architettura ucraina, costruita per resistere oggi e preparare il domani.</p><p>Il capitolo più delicato riguarda le forze armate. Le indiscrezioni su un possibile cambio al vertice dello Stato Maggiore indicano la volontà di Zelensky di accelerare la trasformazione del modello militare ucraino. Tra i possibili successori di Syrsky circolano i nomi di Hnatov, Drapatyi e Moisiuk, figure associate a una visione più moderna della guerra. La questione, però, non è soltanto cambiare un comandante, ma filosofia: ovvero, aumentare l'autonomia operativa sul campo, ridurre la burocrazia e integrare sempre più intelligence, droni e tecnologia nelle decisioni militari. Da qui anche la possibilità di silurare il ministro della Difesa Fedorov e sostituirlo con l'attuale capo del dicastero degli Interni Klymenko.</p><p>La guerra in Ucraina ha dimostrato che velivoli senza pilota, intelligence digitale e rapidità decisionale possono pesare quanto la potenza di fuoco tradizionale. I pesanti danni al settore petrolifero russo lo dimostrano, mentre il 21° pacchetto di sanzioni Ue resta in sospeso. Kiev punta su un nuovo modello operativo: più unità di droni, guerra elettronica, capacità di colpire in profondità e integrazione tra dati, intelligence e comando. Gli effetti del nuovo che avanza iniziano a emergere. Gli Uav di Kiev hanno colpito 14 imbarcazioni nel Mar d'Azov e a Kerch, tra cui petroliere e traghetti utilizzati nella logistica militare russo. Dal 6 luglio sono state danneggiate 90 navi della flotta ombra. Nelle stesse ore, un raid con missili Flamingo ha provocato ingenti danni alla raffineria di petrolio di Syzran (Samara), a 900 chilometri dal confine.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/SFXZEM54LBKG7MD4AT2TNG534E.jpg?auth=411d0fe08cdc0bf6a8d591a957f6b1e9db030c4ee0bc1da7360e6c88ecd4a836&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Kiev spavalda. "Le raffinerie tutte obiettivi". Mosca a secco]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/kiev-spavalda-raffinerie-tutte-obiettivi-mosca-secco-2692005.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/kiev-spavalda-raffinerie-tutte-obiettivi-mosca-secco-2692005.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[La nuova dottrina di Zelensky prevede di colpire il petrolio]]></description><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 10:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Colpire il petrolio significa mettere fuori uso il metabolismo stesso della guerra. L'Ucraina sembra aver trasformato questa intuizione in una strategia sistematica. Nelle ultime 48 ore sono stati colpiti impianti di raffinazione, depositi e terminal petroliferi nelle regioni di Leningrado, Krasnodar, Rostov, fino a ridosso di Mosca. Lo Stato maggiore di Kiev rivendica anche l'attacco al grande impianto Novatek di Ust-Luga e ad altre infrastrutture considerate essenziali per alimentare lo sforzo militare russo. Zelensky sintetizza la nuova dottrina con una frase destinata a restare: "Nessuna raffineria russa è ormai fuori dalla portata delle nostre armi".</p><p>La dichiarazione ha un valore più politico che propagandistico: Kiev infatti afferma di poter minacciare in profondità il cuore energetico della Federazione Russa, spingendosi fino alla Siberia occidentale, o danneggiando, com'è accaduto, 18 navi a uso logistico. Non è solo una questione di chilometri percorsi dai droni, bensì la dimostrazione che il fronte non coincide più con la linea delle trincee. Mosca continua a promettere una risposta "devastante", tuttavia il Cremlino chiede agli Usa di esercitare pressioni su Kiev affinché si fermi. Per la prima volta arrivano ammissioni ufficiali. Il vicepremier Novak riconosce carenze di carburante sul mercato interno dovute alla temporanea indisponibilità di alcune raffinerie, come quelle di Nizhny Novgorod, Omsk e Saratov. Dopo gli attacchi la produzione di benzina in Russia è scesa al 65% del fabbisogno medio stagionale. Il deficit, stimato in 45mila tonnellate al giorno, copre circa il 35% della domanda estiva e il prezzo alla pompa è aumentato del 40%. Si viaggia a targhe alterne, con code ai distributori che superano le 20 ore.</p><p>La pressione economica da sola non basta a modificare gli equilibri sul campo. Il comandante delle forze armate ucraine, Syrskyi, invita alla prudenza, anche alla luce delle crescenti difficoltà nel reclutamento, segnato da diserzioni e incidenti. L'offensiva russa ha rallentato, ma una svolta decisiva appare lontana. Mosca mantiene la superiorità numerica e continua a colpire: a Kramatorsk nuovi bombardamenti hanno provocato vittime civili, mentre altri attacchi colpito Zaporizhzhia e Kharkiv. Kiev minaccia gli aeroporti: stop al traffico a Sochi e Pskov.</p><p>Intanto lunedì a Parigi la Coalizione dei Volenterosi discuterà le garanzie di sicurezza per l'Ucraina, con una forza multinazionale a guida franco-britannica pronta a intervenire in caso di cessate il fuoco. È il tentativo dell''Europa di costruire una propria architettura di sicurezza, complementare alla Nato e meno dipendente dagli Usa. I militari ucraini chiuderanno la parata del 14 luglio a Parigi, mentre il ministro degli Esteri turco Fidan ha annunciato una visita a Kiev per rilanciare i negoziati.</p><p>Procede la dimensione stituzionale. L'Ue apre il cluster 6 dei negoziati di adesione di Ucraina e Moldova, rafforzando l'integrazione di Kiev nella politica estera e di sicurezza europea. Bruxelles accelera anche sulla cooperazione industriale per la difesa, dalla produzione di intercettori al nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca, mentre valuta di finanziare l'acquisto di armamenti britannici per 60 miliardi.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/RYI6CUHHE5LMBCWCEDZNW3HK3M.png?auth=eab6283885dae493f761cc44cfac1a4200ac556d7ea623317f7868867a2b445f&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/png" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Una pistola con il nome (e 6 proiettili): il dono di Erdogan imbarazza i leader]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/pistola-nome-e-6-proiettili-dono-erdogan-imbarazza-i-leader-2691536.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/pistola-nome-e-6-proiettili-dono-erdogan-imbarazza-i-leader-2691536.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[Gestione complessa delle Gumusay 357 magnum regalate dal Sultano: metal detector e ambasciate]]></description><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>C'è un'immagine che potrebbe entrare negli archivi iconografici della nostra epoca meglio di molte dichiarazioni ufficiali: una fila di leader occidentali, custodi del fragile equilibrio del mondo, che ricevono da un presidente alleato una scatola di legno contenente un revolver inciso con il proprio nome. Non una metafora. Non una riproduzione. Non un oggetto ornamentale. Un'arma funzionante, con munizioni vere.</p><p>La diplomazia del XXI secolo, dopo avere consumato intere biblioteche di trattati sulla pace, sembra avere riscoperto il linguaggio primario del potere: il metallo, il calibro, il deterrente. Il regalo di Erdogan ai partecipanti al vertice Nato di Ankara appare così come il piccolo oggetto che riassume una grande stagione politica: quella in cui la sicurezza viene misurata in tonnellate di acciaio, in percentuali di bilancio militare, in capacità produttive dell'industria bellica.</p><p>Secondo le ricostruzioni circolate dopo il vertice, la confezione comprendeva, in diversi casi, munizioni reali. Un dettaglio che ha trasformato quello che avrebbe potuto essere un semplice gesto simbolico in un piccolo caso diplomatico internazionale. Il premier britannico Starmer avrebbe lasciato il revolver in Turchia, evitando così le complicazioni della normativa del Regno Unito sulle armi. Il primo ministro belga De Wever ha consegnato l'arma alla polizia aeroportuale una volta rientrato a Bruxelles. La Von der Leyen ha destinato il revolver a un museo militare.</p><p>Anche in Italia il caso ha avuto un piccolo strascico politico. Le opposizioni hanno chiesto chiarimenti sulla gestione del dono destinato alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Secondo quanto comunicato dal Governo, l'arma sarebbe stata presa in carico da personale autorizzato, registrata secondo le procedure previste e custodita come dono istituzionale.</p><p>Al di là dell'aneddoto, il gesto contiene una precisa grammatica politica. La Turchia di Erdogan non ha soltanto voluto celebrare l'alleanza atlantica, bensì mostrare un prodotto. Un pezzo della propria industria della difesa. Un biglietto da visita fabbricato in acciaio. Il modello indicato da diverse fonti sarebbe il Gumusay 357 Magnum, un revolver prodotto negli anni Novanta dalla società statale turca Makine ve Kimya Endustrisi, anche se altre ricostruzioni hanno citato il modello Sarsilmaz SR 38.</p><p>La discrepanza non modifica il significato politico dell'operazione: mettere sotto gli occhi dei leader alleati un oggetto che racconta la trasformazione della Turchia da semplice acquirente a produttore ed esportatore di sistemi militari.</p><p>Il revolver, peraltro, sarebbe stato presentato come una rarità: un pezzo quasi museale, considerato il primo prodotto nel Paese, con la confezione in legno decorata dalla bandiera turca e dal simbolo della Nato. Un curioso cortocircuito semantico: il simbolo dell'alleanza militare più potente del mondo accanto a un'arma che appartiene alla storia del duello individuale, dell'uomo solo davanti al proprio destino. Tra il 2019 e il 2024 la Turchia è diventata uno dei principali esportatori mondiali di armi leggere, collocandosi dietro Stati Uniti e Italia. Il regalo di Ankara, dunque, non era soltanto un omaggio, ma una vetrina.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/Q7XKMCFAMBPGRJP42PRHXXMQLY.jpg?auth=d573c5360be0f76d01a1f1c324efb1ebc10ecda608c993d1f53ce510a3c2542a&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Zelensky strappa un ok sui Patriot. E il tycoon ora vuole i droni dell'Ucraina]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/zelensky-strappa-ok-sui-patriot-e-tycoon-ora-vuole-i-droni-2690973.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/zelensky-strappa-ok-sui-patriot-e-tycoon-ora-vuole-i-droni-2690973.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[Incontro disteso, sì alla licenza sui missili. "Entrambi vogliono risolvere la guerra"]]></description><pubDate>Thu, 09 Jul 2026 10:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Sul palcoscenico anatolico è andato in scena l'enigma del pragmatismo americano, incarnato da un Donald Trump che si è mosso tra i leader europei come un giocatore di poker che ha già deciso il valore delle fiches. Il bilaterale più atteso si è consumato a margine del summit. Trump e Zelensky si sono guardati negli occhi. Il tycoon, con quella sua retorica sbrigativa che confonde la geopolitica con una trattativa immobiliare, ha sentenzia che sia Zelensky sia Putin sono "fantastici", anzi il leader di Kiev "è persino fico" e che entrambi "vogliono risolvere la questione adesso". Poi, con l'aria di chi fa una concessione regale a un cliente speciale, lancia la battuta che un uccellino gli ha suggerito: "Vi daremo la licenza per produrre i missili Patriot. Mostreremo come si fanno, così non potrete lamentarvi che non ve ne diamo abbastanza".</p><p>Zelensky incassa, abbozza, ringrazia per il sostegno e si concede persino il lusso dell'ironia. Quando gli viene chiesto se andrà mai a Mosca, come pretende il padrone del Cremlino, replica secco: "Andare a Mosca? È difficile, ci sono molti droni ucraini da quelle parti". E Trump? In Ucraina ci andrà, sì, "ma a guerra finita". Come a dire che i giochi di prestigio riescono meglio quando i fari del teatro si sono spenti. Zelensky gli ricorda che la guerra si negozia anche con i chilometri: quelli che separano un drone ucraino dal cuore della Russia. Il presidente americano scopre, con un misto di stupore, che gli ucraini fabbricano Uav quasi in cantina e annuncia di volerli comprare. Intanto promette una telefonata a Putin, convinto che il Cremlino stia ammorbidendo le proprie condizioni perché la guerra si è rivelata più costosa del previsto e attribuisce il tutto alle "personalità complesse" dei due contendenti.</p><p>Nel frattempo l'Europa recita il suo copione: Macron rilancia la "coalizione dei volenterosi" e convoca un nuovo vertice sulla sicurezza, immaginando un fronte più compatto contro Mosca. Meloni conferma il sostegno all'Ucraina, ma declina l'invito: a Parigi andrà Tajani. "Nessun disimpegno sull'Ucraina", dice, "ma neppure sull'Italia". Una risposta che sostituisce l'enfasi con il calendario.</p><p>La diplomazia è solo una vernice fresca sopra un muro che crolla. La verità della giornata, come sempre, la dettano il tritolo e il fumo nero delle raffinerie. Mentre ad Ankara si firmano memorandum trilaterali tra Turchia, Romania e Bulgaria per proteggere le infrastrutture sottomarine del Mar Nero, Kiev dimostra che i suoi artigli sono lunghi e affilati. I droni ucraini hanno firmato una notte di fuoco profondo nel ventre della Russia: colpite le raffinerie Taneco e Taif-Nk nel Tatarstan, la raffinerie di Saratov e persino una stazione di pompaggio nel Bashkortostan, a oltre 1.500 km dal fronte. Un blackout economico che costringe il governatore della Crimea occupata ad ammettere la resa energetica e che il carburante non sarà più in libera vendita. Putin però precisa: "Il sistema energetico russo è solido, nonostante i tentativi dei nemici di danneggiarci", ma impone il divieto di esportazione del petrolio. Mosca accusa Kiev di "terrorismo", denunciando attacchi ai gasdotti Blue Stream e TurkStream, e risponde brutalità. I missili Iskander e S-400 hanno colpito Kiev, centrando uno stabilimento Samsung-Ukraine utilizzato per la produzione di missili Flamingo e officine per droni. Gli attacchi, anche in serata, hanno causato 7 morti. Nel frattempo, un raid di droni ucraini a Belgorod ha provocato un morto e sei feriti. L'Sbu afferma di aver colpito con un drone marittimo una petroliera della flotta ombra russa. Inoltre, il governatore della regione di Kursk riferisce di un blitz ucraino contro una stazione di servizio con diversi feriti.</p><p>Il vertice Nato si chiude promettendo 70 miliardi di euro per il 2026 e probabilmente altrettanti per il 2027. Ma la sensazione è che la contabilità del denaro e dei missili promessi non riuscirà a colmare il vuoto di una pace che tutti dicono di volere, ma che nessuno, sotto il tavolo da gioco, sa davvero come barattare.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/F2WVTVX6NRJSXNVPONWVZKC4VU.jpg?auth=6874f885e76ae4dbb086d947ad09496c26dd68867b9c8d59e5a2c725e231a608&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Uccisa e sepolta a Kiev l'attentatrice di Monaco: coinvolti i servizi ucraini]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/uccisa-e-sepolta-kiev-lattentatrice-monaco-coinvolti-i-2690361.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/uccisa-e-sepolta-kiev-lattentatrice-monaco-coinvolti-i-2690361.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[In manette un ufficiale dell'intelligence e un agente delle forze dell'ordine]]></description><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 10:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono morti che chiudono una storia e morti che, invece, la spalancano. Quella di Anastasiia Berezovska appartiene alla seconda categoria. Il suo corpo è stato ritrovato lunedì sera sotterrato in una foresta vicina a Kiev, con quattro colpi di pistola alla nuca, mentre l'Europa continuava a interrogarsi sul fallito attentato del 29 giugno a Monaco contro l'imprenditore di origini ucraine Vadym Yermolayev. Gli investigatori hanno già individuato due responsabili: Yevhen Reut, un ufficiale dell'intelligence militare ucraina e un ex appartenente alle forze dell'ordine. Il primo avrebbe confessato l'omicidio, sostenendo di aver agito per iniziativa personale.</p><p>È una spiegazione che, anziché chiudere il caso, lo rende ancora più inquietante. Berezovska era diventata la donna più ricercata d'Europa dopo l'esplosione avvenuta nel Principato di Monaco. Aveva piazzato un ordigno destinato a uccidere Yermolayev. L'attentato fallì. L'imprenditore e la sua famiglia rimasero gravemente feriti. Le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrarono una donna che, dopo l'esplosione, attraversava il confine francese a piedi per poi dileguarsi con un'auto a noleggio lungo un itinerario che avrebbe toccato Francia, Italia, Germania e infine l'Ucraina.</p><p>L'Interpol aveva diffuso un mandato di cattura internazionale. Sembrava l'inizio di una lunga caccia. È finita con un cadavere. Secondo il Servizio di sicurezza ucraino (Sbu), Berezovska era rientrata nel Paese il primo luglio mantenendo contatti con i due uomini fermati che gli investigatori stavano monitorando per trasferimenti di denaro e criptovalute. L'aspetto più sorprendente della vicenda non è la confessione, ma il contenuto. L'ufficiale sostiene di avere agito da solo, senza autorizzazioni, senza riferire ai superiori né i contatti con la donna né i movimenti di denaro. Una versione che lascia aperte almeno due possibilità. Quella ufficiale: un agente che utilizza competenze e mezzi dello Stato per una missione privata. L'altra più scomoda: chiudere la bocca alla sospettata.</p><p>L'Ucraina combatte da anni una guerra esistenziale contro l'invasione russa; nello stesso tempo è attraversata da un'intensa attività di intelligence, controspionaggio e operazioni clandestine. In un simile contesto distinguere con precisione dove finisca l'azione dello Stato e dove comincino le iniziative individuali diventa difficile. È qui che il caso Berezovska assume una dimensione più ampia del semplice fatto di cronaca. Yermolayev non è un imprenditore qualsiasi, ma una figura controversa: cittadino cipriota dal 2019, è stato sanzionato da Kiev nel 2023 per presunte attività economiche nella Crimea occupata. Attorno a figure simili convergono interessi economici enormi, rivalità personali, conflitti politici e l'attenzione degli apparati di sicurezza.</p><p>Chi era davvero Anastasiia Berezovska? Un sicario, una pedina, come scrive la stampa di Mosca al servizio del vice direttore della Sbu di Kiev Alexander Pokland, e quindi ingranaggio di un'operazione complessa? Ogni elemento emerso rende il quadro più opaco. A complicare la vicenda c'è la scoperta, nell'abitazione dell'ex poliziotto arrestato, di un seminterrato descritto dagli investigatori come una possibile camera di tortura, senza che sia stato chiarito alcun legame con il delitto. Il rischio è che tutto venga liquidato con una confessione e due arresti. Ma, quando entrano in scena gli apparati d'intelligence, le verità raramente sono lineari.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/3TB5GWBSYJNQBO6H5LBDWF5VJ4.jpg?auth=01cc47e474b50831d0ebbf4231c89b4c45ac9c4585de5eea111debbadf9f7b97&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Altri droni e missili su Kiev: 22 morti. "Noi senza Patriot"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/altri-droni-e-missili-su-kiev-22-morti-noi-senza-patriot-2689834.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/altri-droni-e-missili-su-kiev-22-morti-noi-senza-patriot-2689834.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[Attacco pesantissimo sulla capitale. La risposta: colpita Omsk, a 2500 km dai confini]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 10:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo devastante attacco contro Kiev. La capitale ucraina è stata investita da una delle più pesanti offensive delle ultime settimane: centinaia di droni e decine di missili lanciati dalle forze russe hanno colpito la città e le regioni circostanti, provocando una lunga scia di distruzione e vittime. Le sirene hanno iniziato a suonare poco dopo la mezzanotte. Oltre dieci esplosioni hanno scosso la capitale mentre le difese antiaeree entravano in azione. Nel quartiere di Podilskyi un missile ha centrato un edificio residenziale, lasciando numerosi residenti intrappolati sotto le macerie. Danni anche in altri quartieri della città, dove sono stati colpiti condomini, magazzini, garage e infrastrutture civili. Il bilancio è progressivamente peggiorato nel corso della giornata. Le autorità ucraine parlano di 22 morti e di almeno 140 feriti feriti, mentre le squadre di soccorso continuano a scavare tra le macerie. Migliaia di cittadini hanno trovato rifugio nelle stazioni della metropolitana durante il bombardamento.</p><p>Secondo Kiev, Mosca ha impiegato oltre 350 droni e quasi 70 missili di diverso tipo. La difesa aerea ucraina è riuscita a neutralizzare gran parte dei velivoli senza pilota e dei missili da crociera, ma non è riuscita a intercettare nessuno dei balistici, confermando le difficoltà legate alla carenza di intercettori Patriot. Tant'è che nel tentativo di difesa un elicottero è stato colpito e quattro militari hanno perso la vita. Dal canto suo, il ministero della Difesa russo sostiene di aver colpito obiettivi militari, industriali ed energetici. Zelensky ha disposto un'inchiesta per accertare come sia stato possibile realizzare un deposito d'armi a Vysneve così vicino al centro abitato, dove l'attacco ha provocato vittime.</p><p>Il conflitto, intanto, continua a estendersi su entrambi i fronti, e la Polonia ha fatto decollare i caccia per monitorare e proteggere il proprio spazio aereo. Le autorità russe denunciano un attacco con oltre 500 droni ucraini abbattuti in venti regioni della Federazione. In Crimea, a Sebastopoli, un raid contro le infrastrutture energetiche ha provocato un blackout, mentre media ucraini riferiscono di un blitz contro la raffineria di Omsk, la più grande della Russia, a 2.500 km dal confine. Anche Odessa è stata colpita, con danni ad abitazioni private, mentre Mosca sta prendendo di mira i distributori di benzina ucraini.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Colpita San Pietroburgo. I raid di Kiev sul petrolio]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/colpita-san-pietroburgo-i-raid-kiev-sul-petrolio-2689031.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/colpita-san-pietroburgo-i-raid-kiev-sul-petrolio-2689031.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[Schiaffo a Putin. Zelensky: "Le nostre sanzioni". Mosca rivendica la conquista di Konstantinovka]]></description><pubDate>Sun, 05 Jul 2026 10:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono immagini che valgono più di un bollettino militare. Il fumo che si alza dal terminal petrolifero di Kirovsky, alle porte di San Pietroburgo, appartiene a questa categoria. Non perché cambi da solo l'equilibrio della guerra, ma perché sposta ancora una volta la geografia psicologica del conflitto. Per Putin, la seconda città della Federazione non è una periferia strategica: è la città delle origini e della memoria personale e politica. Colpirla è insinuare l'idea che nessun santuario sia ormai davvero al riparo.</p><p>È questo il vero significato dell'attacco ucraino della notte tra il 3 e il 4 luglio. Non il danno materiale, che le autorità russe hanno definito limitato, parlando di un incendio sviluppatosi su un vagone cisterna ferroviario e rapidamente domato, bensì il messaggio. Zelensky ha definito il raid una delle nuove sanzioni a lungo raggio: colpire le infrastrutture che alimentano la macchina bellica russa, arrivando a oltre 850 km dal confine.</p><p>Il ministero della Difesa di Mosca ha promesso che il tentativo di colpire infrastrutture civili "non rimarrà senza risposta", rivendicando l'abbattimento di centinaia di droni. La cartografia del conflitto comprende tuttavia territori che, fino a pochi mesi fa, vivevano la guerra attraverso i notiziari televisivi. Oggi la percepiscono con gli allarmi aerei, le chiusure degli aeroporti, i blackout e gli incendi nei depositi petroliferi.</p><p>L'Ucraina ha investito parecchio nello sviluppo di droni e missili capaci di allungare il raggio della guerra. Ogni attacco riuscito non serve soltanto a distruggere un deposito o una base navale, ma a incrinare la percezione dell'invulnerabilità russa. In questo senso Kronstadt è un bersaglio ancora più simbolico del terminal petrolifero. Colpire il porto storico della Flotta del Baltico significa evocare il prestigio militare della Russia imperiale e sovietica. Zelensky ritiene che Mosca ha perso il Mar Nero, chiede altri missili Patriot e definisce i russi "feccia e bastardi".</p><p>Ma proprio mentre le immagini delle fiamme di San Pietroburgo percorrevano il mondo, il Cremlino cercava di spostare il centro della narrazione su Konstantinovka. Putin ha dichiarato che le forze russe hanno conquistato la città del Donbass. Una notizia che rappresenterebbe uno dei risultati operativi più rilevanti degli ultimi mesi. Il problema è che le conferme non arrivano. Per l'Institute for the Study of War, che segue l'evoluzione del fronte attraverso immagini satellitari, i russi sono penetrati in alcune aree urbane, ma restano posizioni controllate dagli ucraini. È qui che la guerra torna a essere una battaglia per il racconto. Mosca ritiene che l'attacco su San Pietroburgo sarebbe stato organizzato per distogliere l'attenzione da Konstantinovka. Kiev ribalta la prospettiva, accusando Putin di avere inventato la conquista della città per oscurare il successo dei raid. "Se è sotto controllo russo, allora Putin non dovrebbe avere alcun problema a incontrarmi lì", dice Zelensky. La risposta del Cremlino è affidata a Peskov: "La nostra capitale è Mosca, non Konstantinovka. Zelensky verrà accolto qui senza problemi". Nel frattempo il ministero della Difesa russo ha proposto all'Ucraina di cessare domani i bombardamenti su Konstantinovka per consentire la consegna dei soldati caduti.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/SKDPZLFS5BPTNJCNCFVQX26P7E.jpg?auth=fe964936b1a7ba592e7b11dd3e7f9633c132cbe2341776b615c550108f244677&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Raid sulle basi russe in Crimea. Gli Usa a Varsavia: "Mosca colpirà"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/raid-sulle-basi-russe-crimea-usa-varsavia-mosca-colpir-2688707.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/raid-sulle-basi-russe-crimea-usa-varsavia-mosca-colpir-2688707.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[L'Ucraina punta ancora sulle raffinerie dello Zar. L'ipotesi di un attacco per testare le difese della Nato]]></description><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 10:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>La Russia è costretta a misurarsi con una campagna ucraina che da mesi ha smesso di inseguire soltanto il valore simbolico dei bersagli per colpire invece il sistema nervoso della guerra. L'ultimo tassello arriva dalla Crimea occupata. Il Servizio di Sicurezza ucraino (SBU), ha compiuto un'operazione con droni colpendo le basi aeree di Saky e Hvardiiske, due delle infrastrutture più importanti utilizzate dall'aviazione russa nel teatro meridionale. A Saky sono stati centrati sette hangar che ospitavano caccia Sukoi e bombardieri tattici, con almeno sette velivoli distrutti o danneggiati. A Hvardiiske invece colpiti gli hangar destinati ai droni Shahed e al materiale aeronautico. Distrutto in parte anche il ponte di Krasnogvardiysky. È il segnale che l'obiettivo non è il colpo spettacolare ma l'erosione sistematica della capacità operativa russa. Si segnala anche un raid su Zhaporizhzhia, che ha provocato 5 vittime.</p><p>Sono però gli attacchi ripetuti contro il sistema petrolifero e della raffinazione a imporre costi crescenti a Mosca. Tant'è che la Russia sta per importare circa 200mila barili di cherosene dal Giappone. Un fatto quasi paradossale. Il Paese che esporta petrolio e combustibili verso mezzo pianeta si ritrova costretto a cercare all'estero il carburante necessario per sostenere parte della propria filiera, mentre gli utenti sono costretti a fare code estenuanti, anche di 40 ore, ai distributori.</p><p>Un altro fronte si apre nei dossier delle cancellerie occidentali. Da Washington, secondo fonti legate alla sicurezza polacca, arriva l'avvertimento che il Cremlino potrebbe preparare una provocazione militare contro un Paese Nato: un'azione da guerra ibrida, con droni su infrastrutture critiche, missili fuori rotta o incursioni da Kaliningrad o Bielorussia, attribuita a errore tecnico. La tensione cresce di conseguenza nei Paesi baltici, che da Berlino rilanciano la richiesta di essere inclusi nel sistema di deterrenza nucleare dell'Alleanza. Il cancelliere Merz evita con i suoi interlocutori il tema nucleare, ma rafforza cooperazioni industriali e militari, e aumenta la diffidenza verso Pechino: la convocazione dell'ambasciatore Deng Hongbo segue le notizie di un possibile addestramento di militari russi in territorio cinese. Zelensky sembra non temere simili scenari, e afferma che "l'Ucraina ha raggiunto un livello di produzione di armi tecnologiche tali da poter superare le capacità russe nel lungo termine".</p><p>Riaffiora il fantasma Nordstream. Per il Cremlino l'incriminazione di un cittadino ucraino da parte della magistratura tedesca conferma il coinvolgimento di Kiev nel sabotaggio. La Russia lascia tuttavia filtrare l'ipotesi che emissari Usa possano tornare a viaggiare tra Mosca e Kiev per attività negoziali. A proposito di diplomazia l'Ucraina ha offerto alla Polonia un pacchetto di misure anti-crisi, per normalizzare i rapporti.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LC74EBK32VPYVGQSXNDLXPGJ3I.jpg?auth=836e1b3925f08932e4c2fe1e053e74f7a6a76a08e942f6d0868db33fd2456466&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Pioggia di missili e strage a Kiev. Avviso Zelensky: "Risponderemo"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica/pioggia-missili-e-strage-kiev-avviso-zelensky-risponderemo-2688053.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica/pioggia-missili-e-strage-kiev-avviso-zelensky-risponderemo-2688053.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[Raid russo sulla Capitale, colpito anche un pronto soccorso: 23 morti e migliaia di sfollati. Il leader ucraino: "Avremmo potuto salvare più vite con l'aiuto dei nostri alleati"]]></description><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 10:00:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Kiev è stata svegliata dai missili. Prima le sirene, poi una raffica di esplosioni, una dopo l'altra, fino a far tremare interi quartieri. In pochi minuti la capitale ucraina si è trasformata in un campo di macerie: palazzi sventrati, incendi, vetri sparsi sull'asfalto. Mentre le squadre di soccorso scavavano tra i blocchi di cemento alla ricerca di superstiti, la città contava i primi morti. Il bilancio è di 23 morti, almeno 15 dispersi e 130 feriti (una trentina in gravi condizioni). Nel quartiere di Darnytskyi un edificio residenziale è parzialmente crollato e proseguono le ricerche dei superstiti. A Desnyansky un palazzo di nove piani è stato distrutto, mentre onde d'urto e incendi hanno danneggiato alberghi e altre strutture civili. Più di venti condomini sono stati danneggiati. Colpito anche un hub delle ambulanze: 6 gli operatori feriti, uno in condizioni critiche e in fumo 2 milioni in aiuti. Sotto terra la città respirava a fatica. Nelle stazioni della metropolitana, trasformate ancora una volta in rifugi, si sono ammassate 52.500 persone, fra loro 4.500 bambini. Un popolo in attesa, seduto sulle banchine, con gli occhi rivolti verso il soffitto.</p><p>L'attacco è stato il più imponente contro la capitale dall'inizio del conflitto. Mosca ha lanciato 74 missili e 496 droni in una combinazione di vettori provenienti da più direzioni. Le difese aeree sostengono di averne intercettati gran parte, ma quelli passati hanno trovato bersagli tra i quartieri abitati.</p><p>Nella stessa notte è arrivata la risposta di Kiev: droni Uav hanno investito Nizhny Novgorod e colpito la raffineria Lukoil di Kstovo, un impianto considerato strategico per la filiera dei carburanti russa. In serata sono stati chiusi gli aeroporti di Kaluga e Saratov, minacciati da droni ucraini. Sempre ieri un Uav di Kiev ha colpito un autobus di turisti bielorussi nel distretto di Zlynkovsky, nella regione russa di Bryansk. Due autisti sono rimasti feriti.</p><p>Zelensky non vede ambiguità su quanto accaduto la notte scorsa: la Russia colpisce deliberatamente obiettivi civili "per creare una spaccatura tra la società e l'esercito". E la risposta non è negoziabile: "siamo per una pace giusta, ma finché non ci sarà, reagiremo". Poi però il tono si fa più duro verso gli alleati e lega apertamente la tragedia alle esitazioni occidentali: "tante vittime avrebbero potuto essere evitate se i partner avessero rispettato fino in fondo gli impegni presi per rafforzare la difesa aerea". Gli risponde il premier slovacco Fico: "non forniremo un solo euro per l'assistenza militare". Da Washington Trump vuole che la "strage insensata abbia fine. La guerra deve essere risolta".</p><p>Per Zelensky, Mosca starebbe scaricando sul fronte interno le perdite subite sul campo e le operazioni ucraine in Crimea. "Putin perderà questa guerra", ribadisce accusando il Cremlino di compensare l'assenza di risultati militari con propaganda e attacchi contro i civili. Da Mosca arriva una replica in tono duro: il portavoce Peskov afferma che la Russia continuerà ad aumentare la pressione fino al raggiungimento dei propri obiettivi. Il Ministero della Difesa sostiene che le recenti operazioni siano la risposta a "attacchi terroristici" e rivendica di aver colpito obiettivi militari e industriali.</p><p>Sul fronte diplomatico, Kaja Kallas chiede nuove misure contro le aziende che alimentano l'industria bellica russa e aiuti militari costanti a Kiev. "Più Mosca attacca i civili, più sanzioni devono essere imposte", ha dichiarato. Il Cremlino intanto ha inviato all'Onu documentazione sull'attacco ucraino al collegio di Starobilsk, dove persero la vita 21 ragazzi.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/FJQUAHAEFFLEJOBGOLKRGUPQDE.jpg?auth=1a3f9886f0b58c8de9f8d53dd99b3e1eb49fd8f00d75d1f4f0e3c2fd33bcee98&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Zaluzhny sfida Zelensky: "Mi candiderò". E il leader apre a presidenziali in autunno]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/zaluzhny-sfida-zelensky-mi-candider-e-leader-apre-2687534.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/zaluzhny-sfida-zelensky-mi-candider-e-leader-apre-2687534.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luigi Guelpa]]></dc:creator><description><![CDATA[Le manovre per il potere a Kiev. Il generale in campo]]></description><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 10:00:53 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>In Ucraina il personaggio più ingombrante ha il volto di un generale che ha smesso l'uniforme senza mai perdere l'autorità. E se davvero Kiev si prepara alle prime elezioni presidenziali dall'inizio dell'invasione russa, il nome destinato a rompere l'equilibrio è quello di Valery Zaluzhny. L'attuale ambasciatore nel Regno Unito ha comunicato a Zelensky la decisione di candidarsi alle presidenziali. Una risposta secca, «sì, mi candiderò», che avrebbe congelato il colloquio tra i due. Fino a quel momento, il presidente sarebbe stato disposto a discutere qualsiasi possibile incarico governativo per il suo ex comandante in capo. Dopo quella risposta, il dialogo si sarebbe chiuso.</p><p>Zaluzhny fu rimosso dal comando delle Forze armate nel febbraio 2024 nell'ambito di un fisiologico ricambio militare, e la successiva nomina ad ambasciatore a Londra rappresentò un riconoscimento del suo prestigio internazionale. Ma nella politica ucraina pochi hanno davvero creduto che fosse soltanto questo. Tra Kiev e le cancellerie occidentali si è consolidata un'altra lettura: il generale era diventato popolare, autorevole e autonomo. Rappresentava il solo uomo capace, almeno in teoria, di contendere la leadership al presidente. Mandarlo a Londra significava valorizzarlo, ma anche allontanarlo dal centro della scena politica nazionale.</p><p>Oggi quell'equilibrio sembra essersi rotto. Zelensky starebbe valutando la possibilità di convocare elezioni già in autunno, approfittando di un momento relativamente favorevole sul piano militare e di una lieve ripresa nei sondaggi. A Dublino il leader di Kiev ha rilanciato anche per il suo elettorato l'arma dell'ingresso nell'Ue: «Ogni giorno l'Ucraina dimostra di meritare di essere parte della nostra casa europea. Ci attendiamo progressi concreti».</p><p>Tornando al voto, le rilevazioni interne attribuirebbero al presidente circa il 33% al primo turno, contro il 22% di Zaluzhny e il 14% del capo dell'intelligence Budanov. Numeri che potrebbero cambiare nel ballottaggio, dove proprio Zaluzhny risulterebbe competitivo. La partita non riguarda soltanto gli equilibri interni. Se Zelensky continua a incarnare la linea dell'intransigenza politica, quella che lega qualsiasi negoziato al pieno recupero dei territori occupati, Zaluzhny potrebbe rappresentare una figura diversa. Non filorussa, né meno patriottica, ma più pragmatica. Un uomo formato dalla guerra, consapevole dei limiti della forza e forse più disponibile, qualora il contesto internazionale lo imponesse, a esplorare formule negoziali meno rigide sul futuro di Donbass e Crimea.</p><p>Zaluzhny vanta estimatori. Pechino, che continua a proporsi come possibile facilitatore diplomatico del conflitto, vede nell'ex comandante una personalità meno polarizzante, meno identificata con la retorica della vittoria assoluta e più compatibile con una futura architettura negoziale. Anche Londra osserva con attenzione. L'ambasciatore ucraino nel Regno Unito è diventato punto di raccordo tra il potere politico britannico e una parte significativa dell'establishment militare di Kiev.</p><p>Budanov tuttavia è in crescita nei sondaggi: più giovane e radicale, incarna la linea dura contro Mosca e la prosecuzione della guerra con strumenti sempre più sofisticati.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/YA2V73SPVNJNBO6VLLXCENT2SI.jpg?auth=c4a8023d6432569676e3f6f178db0723a4027d50112da67fbcb83af743fa9ba7&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item></channel></rss>