<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[News feed]]></title><link>https://www.ilgiornale.it</link><atom:link href="https://www.ilgiornale.it/arc/outboundfeeds/rss/autore/bruno-de-prato/" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[ News Feed]]></description><lastBuildDate>Tue, 28 Jul 2026 01:00:21 +0000</lastBuildDate><language>it</language><ttl>1</ttl><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Subaru, Forester «apre» l'era dell'ibrido]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/subaru-forester-apre-lera-dellibrido-1808210.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/subaru-forester-apre-lera-dellibrido-1808210.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[Addio forzato dei giapponesi al diesel. Sistema di rigenerazione in frenata]]></description><pubDate>Wed, 08 Jan 2020 05:00:17 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Vicenza Subaru ha sempre realizzato vetture dalla personalità, sia tecnica sia estetica, assolutamente unica e che si è sempre confermata altamente funzionale e performante. In particolare con Forester che, fin dalla nascita, nel 1997, si è distinto come un Suv innovativo e dotato di svariate soluzioni meccaniche esclusive dell'ingegneria di casa Subaru: motore 4 cilindri boxer, trazione integrale estremamente avanzata con organi perfettamente simmetrici, baricentro più basso possibile. Dunque, un pacchetto che rappresenta la massima raffinatezza strutturale per un Suv. Forester, inaffti, è stato costantemente raffinato, progredendo a ogni generazione. Nel 2008 ha fatto il suo esordio il 4 cilindri boxer 2.0 turbodiesel che, con i suoi 150 cv e 350 Nm di coppia massima, era perfetto.</p><p>Ma adesso è scoppiata la nevrosi anti-diesel e Subaru ha ritenuto di non investire più in questa tecnologia.</p><p>Con la quinta generazione, ecco allora Forester e-Boxer con propulsore ibrido, l'unico disponibile, che mantiene rigorosamente l'architettura Subaru, con motore boxer 2.0 a iniezione diretta, da 150 cv, più l'unità elettrica da 16,7 cv; cambio Cvt Lineartronic e trazione integrale. Il motore elettrico ha una coppia massima di 66 Nm che si aggiungono ai 196 generati dal motore boxer. L'elettrico è alimentato da una batteria agli ioni di litio ricaricata da quello termico e dal sistema di rigenerazione energetica in decelerazione. Il motore elettrico interviene automaticamente a supportare il boxer 2.0 per abbattere consumi ed emissioni. Il cambio Cvt Lineartronic e la trazione integrale sono altamente performanti: le sue cui funzioni sono selezionabili attraverso la nuova edizione del sistema X-Mode per trarre il massimo dal propulsore ibrido.</p><p>E nella prova su un fango assolutamente proibitivo, Forester e-Boxer ha rivelato prestazioni degne dell'ottimo turbodiesel 2.0 boxer che è venuto a sostituire. Su strada le prestazioni sono consistenti: velocità di 190 km/h e accelerazione 0-100 in 11, con un consumo medio di 6,7 litri/100 km. La dotazione di sistemi elettronici di assistenza alla guida e alla sicurezza è a dir poco poderosa, a partire dall'esclusivo EyeSight che dilata eccezionalmente la capacità del pilota di percepire tutto quanto si muove attorno al veicolo. I prezzi partono da 35.500 euro. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Porsche Taycan è pronta a sorprendere]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/porsche-taycan-pronta-sorprendere-1805569.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/porsche-taycan-pronta-sorprendere-1805569.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[Elettrica pura, vanta un'autonomia fino a 464 km. Super ricarica in 23']]></description><pubDate>Tue, 31 Dec 2019 05:00:19 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Milano Porsche ha presentato in Italia la sua rivoluzionaria Taycan nella sede della filiale milanese, presente l'ex campione di F1, Mark Webber, testimonial e tester della Casa tedesca. Con Taycan, Porsche entra nell'era della propulsione elettrica pura e, come ha detto il numero uno Oliver Blume, stabilisce una connessione diretta tra la tradizione di Porsche nelle altissime prestazioni e il futuro. Abbiamo chiesto a Webber le sue impressioni nel guidare al limite una vettura da 2,3 tonnellate, su un tracciato come quello del Nürburgring.</p><p>«È stata una sorpresa piacevolissima - ha risposto - perché, grazie al baricentro estremamente basso garantito dalla collocazione rasoterra dei vari organi che partecipano alla propulsione, in primo luogo un pacchetto di oltre 750 kg di batterie, Taycan ha dimostrato gradi doti di agilità, tenuta ad accelerazioni laterali di oltre 1g, e una stabilità assoluta». Questo ha reso perfettamente utilizzabile l'enorme potenza generata dai due motori elettrici che, nella Turbo S, arriva a ben 761 cv (temporanei in overboost) e garantisce una velocità fino a 260 km/h e un tempo di 2,8 nello 0-100. Alle qualità del controllo dinamico contribuiscono anche la trazione integrale e l'assetto dell'autotelaio. La versione base Taycan S dispone di un pacchetto da 76,2 kW/h e di una potenza di 530 cv per una autonomia di 407 km.</p><p> Come optional, Taycan S può adottare il doppio pacchetto «performance battery plus» da 93,4 kW/h di capacità energetica massima, standard per le versioni Turbo e Turbo S. Tale capacità consente di incrementare la potenza a 571 cv e l'autonomia a 464 km. Nelle versioni Turbo e Turbo S, con 625 cv di potenza continua, il doppio pacchetto «performance battery plus» assicura un'autonomia fra 381 e 450 km (Turbo) e fino a 412 km (Turbo S).</p><p>Il sistema elettrico opera con tensione a ben 800 Volt, per il rendimento più elevato possibile. Sui tempi di ricarica, la Casa fa sempre riferimento a quella veloce, a 270 kW, ma in merito bisogna ricordare che la super ricarica va utilizzata una sola volta ogni quattro, se si vuole preservare l'integrità delle batterie. Con la super ricarica si arriva all'80% di energia in 23 minuti. Collegati a una presa domestica non ci vorranno meno di 16 ore. Taycan è una berlina-coupé a 4 porte lunga 4,97 metri e con una Cx da record: 0,22. L'impianto frenante consente un rilevante recupero di energia a ogni decelerazione.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Cadillac XT 4, il crossover Gm europeo]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/cadillac-xt-4-crossover-gm-europeo-1803449.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/cadillac-xt-4-crossover-gm-europeo-1803449.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[Dotazione completa. Per ora solo diesel (174 cv). In vendita da primavera]]></description><pubDate>Tue, 24 Dec 2019 05:00:17 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Milano Cavauto, distributore di vetture Usa per passione di famiglia, è importatore per l'Italia dei marchi Gm, e in tale veste ha costruito la doverosa rete di assistenza. Gm Usa è presente in Europa solo con il marchio Cadillac e con i modelli sportivi di Chevrolet: Corvette e Camaro. Ma ora è arrivato il momento di passare al contrattacco con l'arrivo di Cadillac XT 4, crossover con misure (è lungo 4,6 metri) e motorizzazioni perfettamente tagliate sulle esigenze dell'automobilista europeo. «XT4 farà avvicinare il cliente italiano alla vettura americana - ha detto il fondatore di Cavauto, Hermes Cavarzan - che non può che affascinare per quella sua combinazione di lusso, comfort, prestazioni e gran classe, il tutto con un interessante rapporto prezzo-qualità. Cadillac XT 4 segnerà una svolta molto importante».</p><p>Ne siamo convinti anche noi, dopo averne ammirato le linee nitide e muscolose e, ancora di più, dopo aver saggiato i suoi interni di classe per design e per l'eccellenza dei materiali: selleria in pelle traforata e ventilata, inserti in legno, alluminio o fibra di carbonio, plancia e console con comandi razionali e ben accessibili. Cadillac XT 4 viene proposta in due livelli: Launch Edition (44.990 euro) e Launch Edition Sport (49.290). Tutto è incluso.</p><p>Le due edizioni si differenziano per le ruote, da 18 pollici sulla prima e da 20 sulla seconda, per la griglia a nido d'ape nella Sport che impiega anche sospensioni attive a modulazione elettromagnetica. La trazione è anteriore, ma sulla Sport è disponibile anche quella integrale a gestione elettronica. All'interno le due versioni si distinguono per la diversa configurazione dei sedili, di disegno anatomico che offre maggiore supporto laterale sulla Sport. L'abitabilità è generosissima per 5 adulti.</p><p>XT 4 esordisce con un turbodiesel 2.0 da 174 cv progettato e sviluppato presso il Centro Gm Global Propulsion System di Torno. È rigorosamente a norma euro 6d, vanta una coppia straordinaria e consumi estremamente contenuti, grazie anche al nuovo, efficientissimo cambio automatico a 9 rapporti. Al top della tecnologia è la dotazione elettronica per infotainment, assistenza alla guida e alla sicurezza, con sensori e telecamere per una percezione totale di quanto accade sulla strada. Le vendite inizieranno in primavera e poco dopo sarà disponibile anche un 2.0 turbo-iniezione diretta da 237 cv. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[L'elettrificazione di Hyundai all'attacco]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/lelettrificazione-hyundai-allattacco-1776735.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/lelettrificazione-hyundai-allattacco-1776735.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[Ioniq elettrica tutta nuova, Kona Hybrid abbina efficienza a piacevolezza]]></description><pubDate>Wed, 30 Oct 2019 05:00:21 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Amsterdam L'Olanda è il posto giusto per fare conoscenza con l'ultima generazione di vetture a propulsione elettrica o ibrida, soprattutto in quanto sono presenti infrastrutture adeguate all'utilizzo «senza ansia» di auto elettriche pure. Come la nuova Hyundai Ioniq Electric. Lunga al limite dei 4,5 metri, Ioniq è una berlina a 5 porte con una linea pulita e ben proporzionata. L'interno ha uno stile molto accurato e con un'eccellente qualità esecutiva, una costante della gamma Hyundai. Ioniq vanta un livello di prestazioni «pratiche» di notevole interesse grazie all'efficienza del suo sistema propulsivo che si basa su un motore elettrico da 100 kW (136 cv) e 295 Nm di coppia massima.</p><p>Il propulsore è alimentato da un pacchetto di batterie agli ioni di litio da 38,3 kW/h di capacità energetica massima. Il sistema raggiunge un pregevole livello di efficienza perché opera ad alto voltaggio, 320 Volt, e in quanto i tecnici di Hyundai hanno sviluppato un eccellente sistema di rigenerazione in frenata. Il risultato finale è una autonomia dichiarata di 311 km, secondo il ciclo di omologazione WLTP. Ovviamente, tale valore, notevole in relazione al contenuto di energia della batteria, è degno di massimo rispetto, anche se bisogna sempre tenere conto dello stile di guida (in genere gli automobilisti «elettrificati» non hanno il piede pesante) e della temperatura dell'abitacolo. Nel traffico, Ioniq Electric è molto piacevole per la sue doti di accelerazione e ripresa, per la precisione del servosterzo elettrico e l'agilità. I tempi di ricarica dalla rete sono di 6 ore, da 0 a 80% del contenuto massimo.</p><p>Kona Hybrid è l'ultima variazione del sistema propulsivo che si aggiunge alla gamma, e questo modello è uno dei Suv compatti più grintosi ed eleganti di questa generazione. Kona Hybrid dispone di un gruppo propulsore da 141 cv e 265 Nm complessivi generati da un 1.6 GDI da 105 cv e 147 Nm, e da un motore elettrico da 43,5 cv e 170 Nm, alimentato da una batteria da 1,56 kWh e 240 Volt. Un cambio a 6 marce automatico-sequenziale a doppia frizione trasmette il tutto alle ruote anteriori. Il sistema è molto efficiente, in grado di contenere il consumo medio in 3,8 litri per 100 km e di assicurare prestazioni piacevoli. Ioniq Electric e Kona Hybrid dispongono di un potente sistema di connettività, Bluelink, che utilizza sistemi telematici che consentono di dialogare, anche a distanza, con la vettura per mezzo dello smartphone.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Volvo mette in campo la sua flotta «green» Prestazioni garantite]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/volvo-mette-campo-sua-flotta-green-prestazioni-garantite-1773520.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/volvo-mette-campo-sua-flotta-green-prestazioni-garantite-1773520.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[Motori ibridi «leggeri» e plug-in (batteria ricaricabile). Al volante di XC60 e V60]]></description><pubDate>Wed, 23 Oct 2019 04:00:18 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Bologna Volvo è stata tra le primissime Case a lanciare un programma di sviluppo di sistemi di propulsione ibrida ed elettrica da affiancare a quelli endotermici. Oggi, Volvo può raccogliere i frutti della sua lungimiranza tecnologica proponendo una gamma di modelli a propulsione ibrida che garantiscono all'automobilista attento alle attuali istanze una scelta perfettamente articolata su vari livelli di «elettrificazione»: dall'ibrido leggero all'ibrido plug in, all'elettrico puro. Il sistema di propulsione «ibrida leggera» sviluppato da Volvo è - appunto - leggero, compatto e funzionale. Il motore termico è associato a un motore elettrico che prende il posto del tradizionale alternatore e la relativa cinghia poli-V costituisce l'elemento che consente di combinare la potenza delle due unità in tutte le occasioni in cui necessiti coppia aggiuntiva.</p><p>Il motore elettrico è alimentato da una batteria a 48 Volt che viene ricaricata da un vero e proprio KERS, che realizza il recupero dell'energia in decelerazione e frenata. In questo modo si abbassano di molto le emissione di CO2, in particolare in città, dove accelerazioni, riprese e frenate si susseguono continuamente. I sistemi «ibridi leggeri» non consentono la propulsione elettrica pura, ma, soprattutto in combinazione con motori diesel, realizzano contenimenti esemplari delle emissioni CO2.</p><p>I sistemi Volvo ibridi plug-in sono concepiti per fornire una combinazione di prestazioni molto elevate e minimo impatto ambientale.</p><p>Questi gruppi propulsivi offrono doppie motorizzazioni: un motore termico anteriore che agisce sulle ruote relative e uno elettrico operante su quelle posteriori, per una sorta di trazione integrale ad alta tecnologia, ma anche dalla struttura molto lineare e «agile».</p><p>Abbiamo provato una XC60 con unità ibrida-leggera basata su un turbodiesel 2.0 litri da 197 cv e un motore elettrico con 14 cv, per un totale di 211 cv, ma soprattutto con una coppia enorme: 420 Nm diesel più 40 Nm elettrici, erogati con fluidità straordinaria, sia per l'accoppiamento diesel-elettrico tramite cinghia poli-V sia, ovviamente, per la grande efficienza del cambio automatico Geartronic 8 rapporti. La nostra Volvo XC60 B4 ha messo in mostra doti di accelerazione e ripresa che, sulle strade sinuose della Bassa bolognese, hanno reso la guida un vero godimento.</p><p>Volvo V60 è una vettura molto bilanciata, e sarebbe entusiasmante anche con un sistema di propulsione a molla con un «chiavettone» infilato sul tetto. Ma qui abbiamo avuto a che fare con il gruppo ibrido più potente, il T8 AWD Polestar Engineering, con un turbo 2.0 da 318 cv più 87 cv forniti dal motore elettrico. Entrambi forniscono 340+240 Nm di coppia massima. Il motore elettrico è alimentato da una batteria da 11,9 kW/h, che garantisce un'autonomia elettrica di circa 50 km. Il sistema offre al pilota la possibilità di selezionare, in modo istintivo, tra 5 modalità di utilizzo, da ibrido integrale a potenza massima a elettrico puro. In tutti i casi, Volvo V60 T8 è stata a dir poco magnifica e, quando siamo stati lontani dagli Autovelox, la scarica della cavalleria si è fatta sentire. Con in più tutte le virtù dell'autotelaio Volvo S/V60.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Suv DS 3 Crossback ha nella connettività uno dei punti di forza]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/suv-ds-3-crossback-ha-nella-connettivit-dei-punti-forza-1758030.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/suv-ds-3-crossback-ha-nella-connettivit-dei-punti-forza-1758030.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[Dai motori efficienza e prestazioni. Anche elettrico. Aspetto imponente da auto premium]]></description><pubDate>Wed, 25 Sep 2019 06:09:16 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Montecarlo Più o meno quattro anni fa, Citroën ha deciso di trasformare la leggendaria DS in un marchio nel quale distillare tutta l'eleganza, la classe e la raffinatezza della tradizione francese. Con in più una bella dose di alta tecnologia, applicata sia al nuovo autotelaio e al suo assetto sia alla gamma dei propulsori tre cilindri 1.2 litri turbo-iniezione diretta Puretech - nelle edizioni da 100, 130 e 155 cv - sia dei quattro cilindri turbodiesel 1.5 BlueHDi con 100 e 130 cv, tutti omologati Euro 6.2.</p><p>DS 3 Crossback ha uno stile straordinariamente intrigante, con linee muscolose, giovani e scattanti che ne fanno il nuovo standard di riferimento per chi va alla ricerca di un Suv compatto, ma di grande classe e raffinato in ogni dettaglio. Il frontale è potente e definisce la fortissima personalità di DS 3 Crossback, che si sviluppa nel profilo laterale, caratterizzato dalla «pinna di squalo» che disegna il montante centrale, mentre la fiancata è percorsa da una nervatura che va da un passaruote all'altro, dando grande coerenza e integrità al disegno generale, che si completa con il forte montante posteriore e il portellone, sovrastato dallo spoiler che chiude il profilo superiore.</p><p>DS 3 Crossback ha un aspetto imponente pur nelle sue dimensioni compatte, essendo lungo solo 4,12, ma offre all'interno una abitabilità davvero sorprendente e un comfort di assoluta eccellenza. Alla base c'è la grande cura nel design e nella esecuzione degli interni, con sedili di disegno accuratamente anatomico e rivestiti con sellerie di grande qualità. Il posto di guida è molto razionale, mentre qualche eccesso compare nel design della plancia, con la sua serie di losanghe in cui sono inseriti i comandi. Molto bello il display centrale touchscreen che funge da centrale di controllo del sistema di connettività e infotainment, molto potente e versatile.</p><p>Abbiamo provato DS 3 Crossback nella versione dotata del propulsore Puretech 155 cv, molto brillante e associato a un eccellente cambio automatico-sequenziale a 8 rapporti. Il test, condotto in gran parte su tortuose strade di montagna, ha messo in evidenze la perfetta messa a punto dell'autotelaio, agile e sicuro, nitido nella risposta allo sterzo, rapido nell'inserimento in traiettoria. E assolutamente sicuro ad alta velocità in autostrada. L'interno è gradevolmente isolato dal punto di vista acustico, a completare la qualità del comfort interiore. Avremmo voluto provare DS 3 Crossback anche con l'eccellente turbodiesel HDi 130, campione di sobrietà nei consumi e nelle emissioni di CO2, ma saremmo stati felici anche con l'HDi 100, ancora più risparmioso. Invece, ci hanno fatto provare la versione elettrica pura (E-Tense), sicuramente gradevole, ma con tutti i ben noti limiti limitazioni di prestazioni e funzionalità. Prezzi da 26.200 euro.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LSE65ITJNFMBJIRI6XZPP3F65U.jpg?auth=dc29211accaa63a84ebe5e5dffcc399fa07b5d79b6740c1fa0aef5dfa52d0299&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Porsche Cayenne si trasforma in Coupé Scatto e muscoli]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/porsche-cayenne-si-trasforma-coup-scatto-e-muscoli-1731126.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/porsche-cayenne-si-trasforma-coup-scatto-e-muscoli-1731126.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[Tetto abbassato e parabrezza più inclinato Turbo e due biturbo (V6 e V8). Fino a 550 cv]]></description><pubDate>Wed, 24 Jul 2019 04:00:13 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Graz Il mercato ha da tempo decretato il successo dei Suv, al punto da farne proliferare la generazione in tutte le classi dimensionali: una vera corsa al look, alla proiezione di immagine che gratifica chi si siede al volante di una vettura con assetto rialzato e con qualche richiamo all'avventura. La classe dei Suv originali, intanto, quelli veramente poderosi e inarrestabili su qualsiasi terreno, si è inventata una variazione crossover adottando forme ancora più poderose, dalle ruote fino alla linea di cintura e, per contrasto, estremamente filanti dalla cintura al tetto. L'idea ha fatto rapidamente proseliti tra gli amanti dei Suv di lusso e di prestazioni superiori, e Porsche, che il Suv iperprestazionale l'ha inventato, ha risposto dando vita a una versione estremamente muscolosa di Cayenne: Cayenne Coupé.</p><p>L'autotelaio resta sostanzialmente invariato nell'eccellenza della sua tecnica che vede il ricorso a sospensioni attive estremamente raffinate, disponibili, a richiesta, con unità pneumatiche che consentono di adattare l'assetto a tutte le situazioni di guida, non solo su strada, ma anche nel fuoristrada più duro.</p><p>Sofisticati sistemi di gestione elettronica governano la trasmissione integrale che ha la capacità di distribuire la coppia in modo ottimale, sia tra i due assi sia tra le ruote di ciascuno di questi, così da contribuire al mantenimento della traiettoria ottimale anche in condizioni di bassa aderenza. A completare la qualità dinamica dell'autotelaio, provvede, infine, il sistema di sterzatura integrale, pure gestito da una potente unità di controllo elettronico che, ad alta velocità, provvede a far sterzare il retrotreno in fase con l'avantreno, in modo da assicurare la massima stabilità direzionale, riducendo eventuali tendenze al sovrasterzo, mentre il retrotreno sterza in controfase per ridurre il raggio di sterzata nelle manovre a bassa velocità.</p><p>La linea è muscolosa, scattante, con il profilo superiore che ricorda quello dei coupé più classici. Il tetto è stato abbassato di 20 millimetri, per cui il parabrezza risulta più inclinato per coordinarsi meglio con la nuova sezione posteriore. Il risultato è sicuramente affascinante. L'abitacolo presenta un livello di finizione di gran classe, con quattro sedili anatomici, strumentazione digitale e display touchscreen che funge da contrale di gestione del sistema d'infotainment. La dotazione è perfettamente aggiornata in materia di supporti alla guida e alla sicurezza, e il pilota può modulare, oltre all'assetto delle sospensioni, anche la curva di risposta in potenza dei propulsori.</p><p>Cayenne Coupé viene proposta con una scelta di tre unità: un V6 3.0 turbo da 340 cv, un V6 3.0 biturbo da 440 cv e un V8 4.0 biturbo da 550 cv. Le prestazioni sono sempre «Porsche», ma bbiamo apprezzato in particolare la grinta e l'agilità del V6 3.0 biturbo da 440 cv, molto potente ma ben gestibile.</p><p>La sicurezza è affidata a un impianto frenante Brembo Corsa che, su Cayenne Coupé Turbo V8 da 550 cv, utilizza pinze anteriore da ben 10 pistoni. Tra gli optional, segnaliamo il tetto in fibra di carbonio, in luogo di quello standard in vetro che è più pesante di 21 kg, e il kit aerodinamico, di serie sulla versione V8 Turbo. Prezzi da 86.692 euro.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Nissan Micra ha più grinta ed efficienza]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/nissan-micra-ha-pi-grinta-ed-efficienza-1706394.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/nissan-micra-ha-pi-grinta-ed-efficienza-1706394.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[Nuovo 3 cilindri a benzina da 100 e 117 cv. Ora anche con il Gpl da 90 cv]]></description><pubDate>Wed, 05 Jun 2019 04:10:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Lainate (Milano) Nissan Micra ha esordito nel 1982 quale berlina subcompatta pronta a conquistare nel mondo una posizione di preminenza nel segmento. La prima edizione aveva una linea squadrata e uno stile relativamente banale. È rimasta in produzione fino al 1992 quando è stata svelata la seconda serie, prima ad adottare quelle forme arrotondate che hanno definito la personalità del modello anche nell'evoluzione alla terza e, quindi, alla quarta generazione, quella che nel 2018 ha passato il testimone all'attuale. La personalità morbida dello stile ha assicurato a Micra ampi consensi presso l'uditorio femminile, che ne ha apprezzato anche l'accessibilità, l'abitabilità e la grande maneggevolezza. Nel 2018 Micra ha cambiato la «muta» rivelando una personalità stilistica molto più filante e muscolosa, più bassa e assettata.</p><p>A questa nuova grinta estetica, il modello associa ora un ampio rinnovamento del progetto ingegneristico, a partire dal cuore, la gamma dei propulsori, tutti rigorosamente omologati Euro 6 e dotati di filtro per il particolato. Protagonista è il nuovo 3 cilindri 1.0 turbo-iniezione diretta proposto in due livelli di potenza: 100 e 117 cv. Nella versione da 100 cv, il nuovo propulsore è proposto in abbinamento sia con il cambio manuale a 5 velocità sia con il nuovo automatico Xtronic, ad alta efficienza. Il propulsore è estremamente raffinato in ogni suo dettaglio progettuale e vanta un consumo medio estremamente contenuto: 4,5 litri/100 km, con emissioni di CO2 al limite di soli 100 g/km.</p><p>La versione da 117 cv è molto gratificante anche per il pilota esperto, grazie a una coppia di ben 180 Nm, che sale di un ulteriore 20% quando, affondando l'acceleratore, si attiva la funzione di overboost, perfetta per sorpassi rapidi e sicuri. In questa versione, il grintoso tre cilindri 1.0 turbo è abbinato a un cambio sportivo, a 6 rapporti. Piacevole esclusiva di Nissan Italia è la versione da 90 cv dotata di alimentazione bifuel Gpl, per un deciso abbattimento dei costi di esercizio e delle emissioni.</p><p>Abbiamo provato tutte le versioni su strada e in pista. Nella esecuzione N-Sport con il propulsore 1.0 turbo da 117 cv, Micra si è rivelata sicura, precisa e con un limitato sottosterzo grazie all'assetto ribassato. Ottime le qualità di comfort. Micra N-Sport è disponibile anche con il turbodiesel dCi 1.5 da 90 cv. Nella versione bifuel Gpl il suo propulsore diventa ancora più fluido nell'erogazione, perfetto nell'uso urbano. Tutte le nuove versioni vantano un livello di finizione di alta qualità. I prezzi partono da 14.150 euro.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Vespa GTS 300 è regina della connettività E nel traffico sguscia via]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/vespa-gts-300-regina-connettivit-e-nel-traffico-sguscia-1699856.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/vespa-gts-300-regina-connettivit-e-nel-traffico-sguscia-1699856.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description></description><pubDate>Thu, 23 May 2019 04:00:14 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Milano Le due ruote sono viste più che mai come un mezzo perfetto per la mobilità individuale urbana agile, senza ansie e senza code, con in più uno magnifico lato divertente, avventuroso, guascone quanto basta. Una combinazione perfetta anche quando le prestazioni massime non fanno venire i capelli ricci in testa. In questo quadro, ancora una volta, ritroviamo, in posizione di primo piano nel settore scooter, Vespa. Nel 2005, Vespa ha subito una evoluzione epocale con l'avvento della GT 200, con motore a 4 tempi, cambio automatico CVT e, soprattutto, una scocca che, pur mantenendo invariata la sua immagine e la disposizione degli organi meccanici, realizzava un enorme salto di qualità in termini di rigidità torsionale e, quindi, di nitidezza, precisione e sicurezza di guida.</p><p>Quella prima evoluzione si è rivelata così solida e affidabile da consentire la progressiva adozione di propulsori di cilindrata e potenza superiori. Fino alla nuova GTS 300, svelata a Eicma 2018. Esisteva già una Vespa GTS 300, ma la necessità di evolverla allo standard Euro 4 ha offerto ai tecnici Piaggio di intervenire sulla termodinamica del propulsore in modo davvero mirabile. Denominato 300 HPE, vanta una potenza incrementata da 21,2 cv a 23,8 cv e, soprattutto, una coppia di ben 26 Nm. La trasmissione CVT è stata maggiorata, e il veicolo sottoposto a un raffinato aggiornamento tecnico, oltre che a gradevoli ritocchi estetici. La nuova Vespa GTS 300 ha messo in mostra una accelerazione fulminante che le consente di dominare agevolmente il traffico, lasciandolo dietro i semafori, e sgusciando via con quella agilità che le deriva dalle dimensioni compatte e dal peso contenuto. Un impianto frenante a doppio disco assicura ulteriore sicurezza, assieme a un impianto a luci Led che garantisce di vedere e, soprattutto, essere visti. Su strada aperta la GTS 300 si fa rispettare con una velocità che supera i 120 km/h. Vespa GTS 300 è in grado di assicurare un'ampia connettività grazie alla piattaforma «Mia Vespa» che connette lo smartphone via Bluetooth. In più, la versione Supertech, consente di adottare anche la «Vespa App» per connessioni con Android o iOS. Ben bilanciata, agile, grintosa e sicura, Vespa GTS 300 mette in crisi l'immagine degli scooteroni stile «motopoltrona» perché è anche molto confortevole. Da 5.990 euro. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[DS 3 Crossback è un Suv intrigante e di classe Tradizione e savoir faire]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/ds-3-crossback-suv-intrigante-e-classe-tradizione-e-savoir-1690890.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/ds-3-crossback-suv-intrigante-e-classe-tradizione-e-savoir-1690890.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[Autotelaio e motori sono hi-tech. La linea stabilisce un nuovo punto di riferimento]]></description><pubDate>Wed, 08 May 2019 04:00:09 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Montecarlo Circa quattro anni fa, Citroën ha deciso di trasformare la leggendaria DS in un marchio nel quale distillare tutta l'eleganza, la classe e la raffinatezza della tradizione francese. Con, in più, una bella dose di alta tecnologia, applicata sia al nuovo autotelaio e al suo assetto sia alla gamma dei propulsori a tre cilindri (1.2 litri, turbo-iniezione diretta Puretech, nelle edizione da 100, 130 e 155 cv) e a quattro cilindri turbodiesel (1.5 litri BlueHDi da 100 e 130 cv, tutti a norma euro 6.2).</p><p>DS 3 Crossback ha uno stile straordinariamente intrigante, con linee muscolose, giovani e scattanti che ne fanno il nuovo standard di riferimento per chi va alla ricerca di un Suv compatto, ma di grande classe e raffinato in ogni dettaglio. Il frontale è potente e definisce la fortissima personalità di DS 3 Crossback, che si sviluppa nel profilo laterale, caratterizzato dalla «pinna di squalo» che disegna il montante centrale, mentre la fiancata è percorsa da una nervatura che va da un passaruote all'altro, dando grande coerenza e integrità al disegno generale, che si completa con il forte montante posteriore e il portellone, sovrastato dallo spoiler che chiude il profilo superiore.</p><p>DS 3 Crossback ha un aspetto imponente pur nelle sue dimensioni compatte, essendo lungo solo 4,12, ma offre all'interno un'abitabilità davvero sorprendente e un comfort di assoluta eccellenza. Alla base c'è la grande cura nello stile e nell'esecuzione degli interni, con sedili di disegno accuratamente anatomico e rivestiti con sellerie di grande qualità. Il posto di guida è molto razionale, mentre qualche eccesso compare nel design della plancia, con la sua serie di losanghe in cui sono inseriti i comandi.</p><p>Molto bello il display touch screen che funge da centrale di controllo del sistema di connettività e infotainment, molto potente e versatile. Abbiamo provato DS 3 Crossback nella versione dotata del propulsore Puretech con 155 cv, molto brillante e associato a un eccellente cambio automatico-sequenziale a 8 rapporti.</p><p>Il test, condotto in gran parte su tortuose strade di montagna, ha messo in evidenze la perfetta messa a punto dell'autotelaio, agile e molto sicuro, nitido nella risposta allo sterzo, rapido nell'inserimento in traiettoria. E assolutamente sicuro alle alte velocità in autostrada. L'interno è gradevolmente isolato dal punto di vista acustico, a completare la qualità del comfort interiore.</p><p>Avremmo voluto provare DS 3 Crossback anche con l'eccellente turbodiesel HDi130, campione di sobrietà nei consumi e nelle emissioni di CO2, ma saremmo stati felici anche con l'HDi100, ancora più risparmioso. Invece, ci hanno fatto provare la versione a propulsione elettrica pura, sicuramente gradevole, ma con tutte le ben note limitazioni di prestazioni e funzionalità. Prezzi da 26.200 euro.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Sulla Triumph come Steve McQueen]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/sulla-triumph-steve-mcqueen-1683811.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/sulla-triumph-steve-mcqueen-1683811.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[Scrambler 1200: il bicilindrico è una forza della natura. E Speed Twin...]]></description><pubDate>Wed, 24 Apr 2019 04:00:08 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>San Gaudenzio (Pavia) Il magnifico castello di San Gaudenzio ha offerta una cornice perfetta alla presentazione dell'edizione 2019 delle mitiche bicilindriche Triumph, perfetti classici moderni dallo stile iconico al quale si associano una finizione superba, una dotazione hi-tech perfettamente aggiornata, ciclistiche e propulsori di altissima raffinatezza ingegneristica. Le novità Triumph 2019 sono due «roadster» e due enduro, tutte equipaggiate della rivisitazione hi-tech del bicilindrico «parallelo», ora nelle cilindrate di 900 e 1.200 cc. Street Twin e Street Scrambler sono i due modelli di ingresso nelle rispettive categorie e utilizzano il bicilindrico da 900 cc con potenza di 65 cv a 7.500 giri e la coppia di 80 Nm a soli 3.200 giri. Un propulsore perfetto per lo Street Scrambler (10.900 euro), una moto agile e versatile grazie alla sua raffinata ciclistica che impiega radiali Metzeler Tourance. L'elettronica include Abs, controllo di trazione e tre modalità di risposta all'acceleratore: Strada, Fuoristrada, Pioggia.</p><p>Street Twin (8.950 euro) è un roadster elegantemente classico, divertente e grintoso grazie al generoso propulsore e all'agilità del suo telaio, a suo agio sia in città sia su un misto di montagna.</p><p>Ma i due nuovi assi di Triumph sono Scrambler 1200 e Speed Twin. Il bicilindrico 1.200 cc è una forza della natura che su Scrambler 1200 eroga 90 cv, mentre su Speed Twin sfiora i 100 cv. Scrambler 1200 è una meraviglia per stile, finizione e versatilità di prestazioni. È proposto in due esecuzioni: XC (14.500 euro), per un utilizzo più stradale, ed EX (15.500 euro), con una più marcata capacità «fuoristrada». Bellissime e imperiose, snelle e con una dotazione di eccellenza: sospensioni Ohlins, freni Brembo, forcellone posteriore in alluminio, radiali Pirelli Scorpion, elettronica hi-tech che include 6 modalità di risposta all'acceleratore, cornering Abs, cornering Traction, accensione keyless, cruise control e manopole riscaldate. Una dotazione totale per una moto dallo stile superbo, razionale, ultra-versatile, agile e sicura, che ci ha emozionato perché parla di Steve McQueen e della sua «Grande Fuga».</p><p>Speed Twin (13.200 euro) è un roadster altrettanto travolgente. Ne è sortita una moto formidabile per la grinta e l'accessibilità delle prestazioni del bicilindrico 1.200 cc da 97 cv e per una guida agile e nitida, esaltata del peso inferiore a 200 kg e dalla dotazione di serie che include gli eccezionali Pirelli Diablo Rosso Corsa 3 e doppi dischi anteriori con pinze Brembo a 4 pistoni. La dotazione elettronica è completa, per tenere a bada un'accelerazione grintosa e, soprattutto, una ripresa poderosa.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[DS3 Crossback ha tutto per darsi delle arie e sfilare sulle passerelle]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/ds3-crossback-ha-tutto-darsi-delle-arie-e-sfilare-sulle-1673951.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/ds3-crossback-ha-tutto-darsi-delle-arie-e-sfilare-sulle-1673951.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description></description><pubDate>Thu, 04 Apr 2019 04:00:09 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Milano Il marchio DS, generato dal cuore di Citroën per andare alla conquista del segmento delle vetture di classe superiore, ha esordito nel 2010 con una sub-compatta di grandissima classe, la DS3 Hatchback, tutt'oggi una della più belle berline di segmento B. </p><p>E ora il raffinato marchio francese, affronta il tema, estremamente attuale e molto intrigante, del Suv compatto, realizzando DS 3 Crossback, modello dal profilo e dalla personalità completamente diversi, ma in cui gli stilisti DS hanno voluto inserire un tocco che sottolineasse la relazione con DS3 Hatchback: quell'accenno di «pinna di squalo» che dà grinta e slancio al montante centrale. DS3 Crossback è lunga 4,12 metri, 17 centimetri più di DS3 Hatchback, ma soprattutto ha forme più muscolose. Ed è una 5 porte. Lo stile è forte e raffinato, con un frontale di grande personalità. Come i fari con tecnologia LED la cui costruzione a diamante completa quella della bellissima calandra. I gruppi ottici, inclusi quelli posteriori, giocano un ruolo di primo piano nella definizione di dettaglio dello stile di DS3 Crossback.</p><p>Il profilo laterale è un concentrato di muscolarità, dai passaruota allargati alle fiancate marcate da nervature grintose. Il tutto completato dalle maniglie a scomparsa e da quella simpatica pinna di squalo. Gli interni sono di una classe squisita, con livelli di finizione di gran lusso, in particolare nella esecuzione La Premiere.</p><p>La gamma dei motori si articola su tre versioni del 3 cilindri turbo-iniezione diretta 1.2 Puretech da 155, 130 e 100 cv, e due del turbodiesel 1.5 BlueHDI da 130 e 100 cv, tutti in riga con la normativa Euro 6d. I turbodiesel 1.5 BlueHDI sono fra i migliori della attuale produzione. I prezzi partono da 26.200 euro. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Peugeot, trazione assicurata sulla neve]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/peugeot-trazione-assicurata-sulla-neve-1669476.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/peugeot-trazione-assicurata-sulla-neve-1669476.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[Come funziona l'«Advanced Grip Control» che equipaggia i Suv francesi]]></description><pubDate>Wed, 27 Mar 2019 05:00:13 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Courmayeur Dieci anni fa i tecnici Peugeot hanno sviluppato un sistema di controllo della trazione che ha dimostrato di rispondere magnificamente alle esigenze di sicurezza e controllabilità di veicoli come Suv e crossover, ma senza ricorrere a sistemi di trazione integrale. È stata una scelta logica, perché l'evoluzione degli pneumatici ha migliorato di molto il controllo della trazione e della motricità su fondi a bassa aderenza. L'Advanced Grip Control sviluppato dai tecnici francesi è un complesso di sistemi elettronici disponibile sulla gamma dei Suv e crossover: 2008, 3008, 5008, più i multispazio Rifter e Traveller. È controllato da un selettore rotante posto accanto alla leva del cambio, e offre 5 modalità di intervento. La posizione base è quella associata alla guida in condizioni normali.</p><p>Attivando la modalità Neve, il sistema gestisce il pattinamento, controllando la trazione di ciascuna ruota. L'abbiamo provato su un fondo innevato molto scivoloso e ha dimostrato di assicurare sempre partenze con il minimo pattinamento e, in velocità, provvede a bilanciare la trazione assicurando un ottimo controllo direzionale. La modalità Sabbia opera con logica simile alla precedente. Molto interessante è la concezione del sistema nella modalità Fuoristrada-Fango. In fase di avvio, il sistema aumenta il pattinamento della ruota con minore aderenza allo scopo di espellere il fango e ritrovare il grip ottimale, mentre la coppia viene inviata alla sulla ruota in miglior trazione. Il trasferimento di coppia tra le ruote anteriori può arrivare al 100 per cento. Le quinta posizione del selettore esclude la funzionalità Esp.</p><p>Tutto tanto funzionale ed efficiente da non farci mai sentire la nostalgia di un sistema di trazione integrale, anche quando, nel test, la neve ha cominciato a sciogliersi abbattendo ulteriormente il grip. Un tasto posto accanto al selettore del sistema Advanced Grip Control attiva la funzionalità HADC che controlla l'abbrivio in discesa. L'HADC è molto sofisticato e offre due livelli di intervento.</p><p>Il primo prevede che il cambio sia selezionato in prima velocità per mantenere la velocità entro i 30 km/h, anche su fondo ghiacciato. In caso di pendenze particolarmente accentuate, basta porre il cambio in folle, o in N, e l'HADC limita la velocità a soli 3 km/h, per discese perfettamente sicure anche nelle condizioni più estreme. Davvero eccellente. Un plus di qualità e sicurezza con cui i tecnici Peugeot hanno arricchito la dotazione della gamma dei loro Suv di grande successo a partire dal 3008, il più venduto in Italia. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La svolta digitale di Volkswagen Passat Tutti motori Euro 6D]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/svolta-digitale-volkswagen-passat-tutti-motori-euro-6d-1645059.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/svolta-digitale-volkswagen-passat-tutti-motori-euro-6d-1645059.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[Come cambia il best seller, ora anche ibrido plug-in: in elettrico l'autonomia è di 55 km]]></description><pubDate>Thu, 14 Feb 2019 05:00:08 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Amburgo L'ottava edizione di Volkswagen Passat si accinge a far tagliare a questo modello il traguardo dei 30 milioni di unità prodotte. É cominciato tutto nel 1963, e se andiamo a rivedere quella prima edizione, quasi non ci si crede che potesse mai arrivare a un tale successo. Era una berlina tre porte veramente molto brutta, con la sezione posteriore del tetto che scendeva in diagonale, come si trattasse di un coupé, ma in effetti era una berlina per famiglia. L'ottava edizione, nata nel 2014, subisce ora una rivisitazione stilistica abbastanza minimalista, ma molto ben riuscita che ne fa la più bella Passat di sempre: nitida, elegante, sobria, ma con una forte personalità, soprattutto nella versione station wagon che, per altro, è da tempo la più venduta, con un rapporto di almeno 3:1 sulla berlina.</p><p>I nuovi gruppi ottici, con tecnologia Led sia anteriori sia posteriori, hanno avuto una funzione fondamentale nel dare un ulteriore tocco di eleganza al design delle rispettive sezioni, in particolare quelli frontali, dal taglio sottile che si coniuga perfettamente con il disegno della calandra. I nuovi gruppi ottici anteriori costituiscono uno degli elementi del massiccio aggiornamento hi-tech cui Passat è stata sottoposta per entrare alla grande nei prossimi anni, pronta per un'ulteriore evoluzione verso la guida autonoma integrale e verso sistemi di sicurezza e di connettività evoluti a livelli impensabili fino a pochi anni fa.</p><p>Volkswagen dispone di una piattaforma informatica di grande potenza, denominata Volkswagen ID, da cui derivano tutti i sistemi digitali, a cominciare dal programma IQ.Drive che è la base, dal quale viene progressivamente sviluppata la guida autonoma e che, sulla nuova Passat, si esplica nel nuovo «Travel Assist», in grado di controllare la direzionalità della vettura a velocità comprese tra 0 e 210 chilometri orari</p><p>Il pilota ha ora a disposizione un nuovo volante, definito «capacitivo» in quanto dotato di una sensibilità che avverte la presa del pilota, la sua intensità e, quindi, il grado di concentrazione alla guida, per attivare correttivi che consentano di mantenere il dovuto livello di sicurezza. Il nuovo volante è anche dotato di una serie di comandi, analogamente a quelli delle vetture di F1, per modificare, a esempio, il display centrale della strumentazione digitale, oltre ad attivare le funzioni del sistema di connettività Volkswagen We che consente di beneficiare di tutta una serie di app. Grazie alla piattaforma informatica, il sistema modulare di infotainment MIB3 si interfaccia costantemente con la centrale We Connect e, quindi, con lo smartphone personale, accessibile anche per mezzo dei comandi vocali. Tutta la gamma dei motori turbo-iniezione diretta e turbodiesel, con potenze da 120 a 272 cv, è conforme alla normativa Euro 6D. la gamma è completata dall'ibrido plug-in GTE, con autonomia elettrica pura di 55 km.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il nome in codice è 992 Ma per tutti è la mitica 911]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/nome-codice-992-tutti-mitica-911-1623379.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/nome-codice-992-tutti-mitica-911-1623379.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[L'ottava generazione, reduce dall'anteprima al Salone di Los Angeles, si fa conoscere. E soprattutto guidare]]></description><pubDate>Wed, 02 Jan 2019 05:00:17 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Hockenheim La Porsche 911, una delle icone assolute dell'automobilismo mondiale, ha svelato la sua ottava edizione al recente Salone di Los Angeles, raccogliendo un enorme successo sia da parte del pubblico sia degli addetti ai lavori. Il fascino dell'originale resta immutato, come l'architettura generale che, negli anni, ha conosciuto solo progressivi aggiornamenti, ma mai rivoluzioni. La nuova 911 ha codice interno 992 e da qui la chiameremo, per razionalità, 911-992.</p><p>Rispetto alla precedente 911-991, le differenze stilistiche si concentrano soprattutto nella sezione posteriore, dove si registra un incremento della larghezza di 45 millimetri, a seguito dell'allargamento della carreggiata e dell'adozione di ruote da 21 pollici. Anche la carreggiata anteriore è cresciuta, ma in misura più contenuta, e qui le ruote sono da 20 pollici. Nella vista di tre quarti anteriore. la 911-992 mostra un profilo straordinariamente muscoloso, ma perfettamente congruo con lo spirito di questa nuova edizione che ha esordito subito con la versione S e 4S, più potente di ben 30 cv rispetto alla precedente, per un totale di 450 cv.</p><p>Il propulsore è sempre il leggendario 6 cilindri boxer di 3 litri, invariato anche nelle misure di alesaggio e corsa, ma dotato ora di turbocompressori di maggiore diametro e di una distribuzione a fasatura e alzata variabile e anche asimmetrica, per migliorare la risposta ai regimi inferiori.</p><p>Una novità molto importante, che sottolinea il rigore della ricerca Porsche anche nei confronti del rispetto dell'ambiente, è l'adozione di un filtro di particolato allo scarico grazie al quale la nuova 911-992 rispetta abbondantemente le norme di omologazione Euro 6b.</p><p>Nuovo è il cambio Pdk a 8 rapporti e ulteriormente evoluto il sistema di trazione integrale con ripartitore attivo della coppia tra le ruote posteriori. Assolutamente al top l'impianto frenante Brembo Corsa con pinze a 6 pistoni sia anteriori sia posteriori e, a richiesta, dischi in materiale carboceramico. Gli interni hanno design ed esecuzione di classe suprema, con grande attenzione al comfort e alla qualità della vita a bordo, mentre estremamente avanzata è la dotazione in termini di elettronica di assistenza alla guida e alla sicurezza, oltre che di connettività, con il display centrale da 10,9 pollici in funzione di centrale di comando.</p><p>Il pilota ha la possibilità di selezionare l'assetto ottimale in base alle condizioni di traffico, e ora è disponibile anche una funzione «Wet» per la guida su fondi a bassa aderenza.</p><p>L'abbiamo potuta sperimentare in una serie di giri sul circuito di Hockenheim e su un tracciato specificamente inondato d'acqua. È stata un'esperienza emozionante, che ci ha confermato l'eccellenza della ricerca Porsche e il rigore con cui viene realizzato uno step del processo produttivo da cui scaturisce l'immensa qualità che caratterizza ogni 911 che esce ed è uscita dalla fabbrica di Zuffenhausen, in questi 55 anni di vita di un mito ineguagliato.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Bmw X5, la tecnologia al servizio del comfort E ama tanto «dialogare»]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/bmw-x5-tecnologia-servizio-comfort-e-ama-tanto-dialogare-1618658.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/bmw-x5-tecnologia-servizio-comfort-e-ama-tanto-dialogare-1618658.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[Le sospensioni si adattano allo stile di guida Motori all'insegna di efficienza e prestazioni]]></description><pubDate>Wed, 19 Dec 2018 05:00:19 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Piacenza X5 è stata una superba intuizione di Bmw fin dalla prima generazione del 1999. Oltre 2 milioni di unità dopo, la quarta serie di X5 apre un capitolo nuovo, in cui convivono un potenziale sportivo impressionante e una capacità di affrontare percorsi fuoristrada al limite. Questa nuova X5 è cresciuto a 4,922 metri di lunghezza e ben 2,004 di larghezza. Passo e carreggiate sono aumentati per una stabilità e una controllabilità superbe. Ovviamente la trasmissione è integrale, mentre l'autotelaio è completo di sterzo integrale «active steering» a controllo elettronico, e la combinazione garantisce grande agilità e controllo totale delle reazioni dinamiche in tutte le condizioni.</p><p>La nuova X5 è disponibile in due assetti: xLine e M Sport. Il primo è calibrato per mettere a frutto il potenziale fuoristradistico del progetto bavarese.</p><p>Le sospensioni sono pneumatiche attive e consentono di variare l'altezza da terra per superare agevolmente asperità importanti, offrendo maggiore comfort sullo sconnesso e modulando automaticamente anche la taratura in base al fondo e allo stile di guida. Le sospensioni M Sport sono meccaniche, con ammortizzatori attivi a pilotaggio digitale e barre anti-rollio ugualmente attive, con pilotaggio elettronico, per azzerare il rollio in curva. Tre le motorizzazioni proposte: il 3.0 litri sei cilindri turbo-iniezione diretta 40i da 340 cv, il 3 litri 6 cilindri turbodiesel 30d da 265 cv e il formidabile 3 litri 6 cilindri quadri-turbodiesel 50d da 400 cv, vero monumento alla straordinaria efficienza dei moderni turbodiesel, con buona pace di chi vorrebbe bandirli dalle nostre strade.</p><p>Abbiamo condotto la nostra prova con questo propulsore che, come gli altri, è abbinato al cambio automatico-sequenziale a 8 rapporti. Assetto M Sport, ruote da 22 pollici, impianto frenante Brembo Corsa. Una combinazione formidabile dalle prestazioni esplosive, ma totalmente sotto controllo e assolutamente esaltante. Il propulsore esibisce una risposta in potenza e una progressione da togliere il fiato: accelerazione 0-100 in 52, velocità massima 250 orari, ma con consumo medio di soli 6,8 litri ogni 100 km, assolutamente imbattibile. Sullo splendido misto delle colline piacentine abbiamo dato modo alla nostra X5 50d di flettere i muscoli e di esibire tutta la sua esuberanza, ma anche le perfetta neutralità dell'assetto M Sport spinto al limite.</p><p>La risposta allo sterzo è sempre nitidissima, perfettamente neutra e con una tenuta alle accelerazioni laterali formidabile su qualsiasi fondo. X5 è bella, possente, super confortevole e tecnologicamente avanzatissima, grazie a una dotazione elettronica che consente di dialogare con l'auto, e con il mondo grazie alla potente connettività e la strumentazione attiva con display centrale da 12,3 pollici, ma anche tramite comandi vocali o gestuali. Ampio e molto pratico è il nuovo head-up-display. Prezzi da 72.900 euro.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Muscoli da «Gladiator» Jeep è anche pick-up]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/muscoli-gladiator-jeep-anche-pick-1611565.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/muscoli-gladiator-jeep-anche-pick-1611565.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[Su base Wrangler, una forza della natura]]></description><pubDate>Wed, 05 Dec 2018 05:00:13 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Los Angeles Jeep Gladiator ha conteso alla nuova edizione di Porsche 911 il palcoscenico al Los Angeles Auto Show. È il pick-up basato su Jeep Wrangler, l'icona del fuoristrada Usa la cui leggenda comincia dalla Seconda guerra mondiale, visto che, nei concetti funzionali e nella tecnica, Wrangler è sempre rimasta federe al mitico «taxi da battaglia». La versione pick-up era attesa da tempo. Jeep Gladiator è stato presentato come modello 2020, e quindi molti dati tecnici non sono stati rivelati, incluse le misure vitali, ma ne sono state spiegate le prestazioni che, per il tipo di pubblico a cui è destinato, sono quelle che contano. Grazie alla poderosa costruzione con telaio separato, sospensioni ad assale rigido sia anteriori sia posteriori, tre differenziali bloccabili, il pick-up è un vero «gladiatore», in grado di trainare fino a 3.470 kg e portare carichi per un massimo di 725 kg. Sarà disponibile con due motorizzazioni di elevata efficienza: V6 3.6 a iniezione diretta da 385 cv e 352 Nm di coppia massima e il celebrato turbodiesel V6 3.0 con 260 cv e 600 Nm di coppia. </p><p>Il primo sarà disponibile in abbinamento sia con cambio manuale a 6 marce sia con un automatico molto avanzato, a 8 rapporti. Il turbodiesel, invece, verrò fornito solo in abbinamento con il secondo.</p><p>La novità Jeep ha l'abitacolo a 4-5 posti e 4 porte, ed è proposta in versione chiusa, completamente apribile o con tetto in tessuto tecnico di iuta, vetri e porte agevolmente asportabili e parabrezza abbattibile in avanti, come da tradizione, per una guida totalmente all'aria aperta. Il telaio è più lungo di 78 cm rispetto a quello del Wrangler 5 porte, mentre, sempre in riferimento a Wrangler, il passo è cresciuto di 48 cm, in modo da mantenere le grandi caratteristiche di agilità proprie del veicolo, nei passaggi fuoristrada più stretti.</p><p>Gladiator vanta angoli di attacco e capacità di guado in linea con il recente Wrangler Rubicon, ma con in più lo stile, la versatilità e la capacità di carico di un pick-up. Nota curiosa: il responsabile del design esterno, Taylor Langhals, è un appassionato di fuoristrada motociclistico e, per sottolineare le doti di Gladiator come veicolo per trasportare le moto da cross da casa fino al campo, ha disegnato alla testa del cassone due impronte di pneumatico da cross, per indicare come posizionare nel modo più razionale le proprie due ruote.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Con Alfa Giulia e Stelvio senza la minima pietà Alla frusta i 510 cavalli]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/alfa-giulia-e-stelvio-senza-minima-piet-frusta-i-510-cavalli-1608329.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/alfa-giulia-e-stelvio-senza-minima-piet-frusta-i-510-cavalli-1608329.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[Le versioni Quadrifoglio oggetto di un test per apprezzare le doti tecniche e di sportività]]></description><pubDate>Wed, 28 Nov 2018 05:00:08 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Balocco (Vercelli) Per chi ama la tecnica e la guida dell'automobile ai massimi livelli, non c'è niente di più gratificante e intenso di una giornata al Centro prove Fca di Balocco, nel Vercellese, alternando giri in pista «senza pietà» e seminari di grande ingegneria. Oggetto del test sono stati i due modelli Alfa Romeo al top mondiale nelle rispettive classi: Giulia e Stelvio, nelle versioni Quadrifoglio dotate del superbo 3.0 litri V6 biturbo di derivazione Ferrari-Maserati da 510 cv e ben 600 Nm di coppia massima.</p><p>Numeri che, per essere utilizzati appieno su una pista zuppa di acqua, richiedono un autotelaio di assoluta eccellenza meccanica, che non ha bisogno di ausili elettronici e che, pur nella differenziazione delle rispettive personalità e missioni, Giulia e Stelvio condividono appieno. Il progetto Giulia è stato voluto per ribadire la grande tradizione delle berline Alfa Romeo di configurazione classica e di altissime prestazioni, per le quali il Biscione è sempre stato amato dagli appassionati della guida sportiva. I segreti dell'autotelaio Giulia-Stelvio risiedono in una ricerca rigorosissima, volta a ottimizzare l'architettura, la geometria e la struttura degli organi delle sospensioni e della trasmissione al fine di superarne i limiti tradizionali.</p><p>Infatti, sono così innovative da essere coperte da vari brevetti. Questa ricerca ha portato a ottenere sospensioni che, in tutto l'arco della escursione delle ruote, recuperano i valori geometrici ottimali, assicurando una perfetta neutralità di risposta allo sterzo, con traiettorie nitidissime e fedeli a quella impostata in ogni tipo di curva.</p><p>A questa eccellenza strutturale e geometrica si aggiungono la funzionalità delle sospensioni attive, a modulazione magnetica, e la micrometrica precisione con cui la coppia motrice viene modulata alla ruote, sia dal differenziale autobloccante sia dal sistema attivo di vettorizzazione pilotato dall'intelligenza digitale del sistema CDC, un'esclusiva Alfa Romeo.</p><p>Il sistema di trazione integrale Q4, standard su Stelvio e sulle relative versioni di Giulia, è un altro pezzo di eccellenza della progettazione Alfa Romeo, per la sua compattezza, leggerezza ed efficienza. Nonostante il tempo orrendo, abbiamo potuto godere di tutto il potenziale prestazionale di Giulia e Stelvio Quadrifoglio, liberando le travolgenti doti di accelerazione e ripresa e arrivando a registrare, in pista, velocità superiori ai 220 orari. E anche quando abbiamo esagerato, la linearità e la nitidezza della risposta allo sterzo ci ha consentito di riprendere il pieno controllo della dinamica perfetta dei rispettivi autotelai. Questa è vera sicurezza e piacere di guida ai massimi livelli, secondo la tradizione Alfa Romeo. Doveroso sottolineare che il pianale sviluppato per le Quadrifoglio è integralmente condiviso da tutte le versioni dei due modelli, a cominciare da quelle dotata del formidabile turbodiesel 2.2 litri, una meraviglia da 210 cv.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Incredibilmente agile, Bentley Bentayga è la fine del mondo]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/incredibilmente-agile-bentley-bentayga-fine-mondo-1602249.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/incredibilmente-agile-bentley-bentayga-fine-mondo-1602249.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[Il super Suv di 5,14 metri anche con motore ibrido. Al volante con il V8 biturbo da 542 cv]]></description><pubDate>Thu, 15 Nov 2018 05:00:13 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Predappio (Forlì) La gamma Bentley, distribuita in Italia da Tony Fassina, include l'emozionante Bentayga, 5,14 metri di Suv pieni di vigore e di quella immensa classe che è parte della più alta tradizione dell'auto inglese. C'è poco da fare: basta un'occhiata al disegno della griglia a nido d'ape per entrare in una dimensione molto speciale della nostra passione per la classe infinita dell'auto britannica che, con Bentley Bentayga, trova una nuova muscolarità. Il profilo è slanciato, con il montante posteriore forte, ma correttamente rastremato, che sovrasta il passaruota posteriore, marcato da una nitida nervatura che aggiunge slancio alla sezione.</p><p>Le ruote, da 20 o anche 22 pollici, aggiungono sportività assieme ai dischi freno anteriori, a richiesta in carbonio da 440 mm con pinze a 10 pistoni, tutto by Brembo Corsa. Gli interni sono superbi per qualità dei materiali, design e finezza esecutiva. L'interno può essere configurato a quattro, cinque o sette posti. Nel primo caso i sedili sono tutti di eccellente configurazione anatomica.</p><p>La selleria è in nappa finissima, traforata, ventilata e riscaldata, per il massimo comfort. La plancia ha un disegno elegantissimo, nitido, rivestito in nappa con pannelli in fibra di carbonio al posto di quelli classici in radica per sottolineare la sportività di Bentayga. Al centro è collocato un touchscreen da 8 pollici che consente di gestire tutte le funzioni e regolazioni principali. Classiche circolari le bocchette della ventilazione centrale ed elegantissimo il volante di diametro contenuto, in legno parzialmente rivestito in pelle. Bentayga nasce sulla base del pianale di Audi SQ7, il più raffinato e performante autotelaio del settore. Le sospensioni sono attive con unità pneumatiche regolabili in taratura e altezza, integrate da barre anti-rollio che, attivate da motori elettrici a gestione digitale, contrastano il coricamento in curva al punto di annullarlo se si seleziona la funzionalità Sport. Tre le motorizzazioni disponibili: 4.0 V8 biturbo-iniezione diretta, 4.0 V8 turbodiesel-3 compressori, ibrido V6 biturbo. Il 4.0 V8 biturbo-iniezione diretta è stato la nostra scelta per questa prima presa di contatto.</p><p>Con 542 cv di potenza e 770 Nm di coppia le prestazioni sono esaltanti: accelerazione 0-100 in 44, velocità massima 290 orari. La trazione integrale a gestione elettronica e il cambio Tiptronic a 8 rapporti consentono una perfetta gestibilità di tanta potenza, ma è soprattutto l'eccellenza dell'autotelaio che rende tutto agevole, su strada e in fuoristrada, anche se ci siamo limitati a simpatici sterrati su per le colline romagnole, perché non ce la sentivamo di rischiare anche solo un piccolo graffio sulla vernice di un intrigante «verde ramarro». Su per le curve della «Strada dei tre Falchi», che da Predappio scollina in Toscana, Bentayga 4.0 V8 è stata superba grazie alle sue poderose accelerazioni e riprese, e alla straordinaria, inaspettata agilità. In autostrada, a velocità-codice, si può dire sia sobria con meno di 12 litri/100 km, ma qui la virtù suprema sono l'assoluto comfort e il silenzio dell'abitacolo. É una Bentley. Prezzo da 183.050 euro. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Sulla Vespa Elettrica sotto la Madonnina Ideale per il percorso casa-lavoro. In silenzio]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sport/sulla-vespa-elettrica-sotto-madonnina-ideale-percorso-casa-1598755.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sport/sulla-vespa-elettrica-sotto-madonnina-ideale-percorso-casa-1598755.html</guid><dc:creator><![CDATA[Bruno De Prato]]></dc:creator><description><![CDATA[Elegante e connessa, l'abbiamo testata nel traffico cittadino. Ottima l'autonomia]]></description><pubDate>Thu, 08 Nov 2018 05:00:11 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Bruno De Prato</p><p>Milano È il caso di deformare il vecchio detto in «battere la batteria finché è calda» perché Piaggio davvero non ha perso tempo a coinvolgere addetti ai lavori e appassionati nel primo test della Vespa Elettrica che, nel frattempo, esordiva in veste definitiva sullo stand a Eicma 2018. É stata una scelta estremamente sagace in quanto il Salone della moto è stato letteralmente invaso da sconosciute Case cinesi che hanno schierato scooter elettrici di tutte le misure. C'era da aspettarselo perché Piaggio ha svelato il prototipo di Vespa Elettrica a Eicma 2017 e i cinesi non hanno perso tempo a imboccare la stessa strada. Ma non crediamo possano neppure sfiorare la qualità e l'efficienza di Vespa Elettrica. Dopo aver affrontato il traffico e il pavè di downtown Milano, possiamo dire che Vespa Elettrica è il commuter urbano perfetto, pensato con enorme sagacia e competenza in tutte le sfaccettature del rapporto veicolo-utente. Innanzitutto, Vespa Elettrica è una Vespa, con tutta la simpatia che ciò implica. In più, si presenta in una vesta grafica frizzante e molto elegante: grigio-argento brillante con filetti ai bordi dello scudo e delle ruote. Complimenti al Centro stile Piaggio per l'intuizione vincente.</p><p>Vespa Elettrica dispone di un motore elettrico da 4kW, cioè la potenza di legge per i ciclomotori, ma ha la coppia molto elevata: circa 15 Nm a zero giri. Lo scatto in partenza è estremamente brillante e ai semafori non abbiamo avuto problema a stare davanti all'onda di traffico, per poi stabilizzarci rapidamente a un rigoroso 50 km/h. Agilissima e sicura, Vespa Elettrica ha una guida assolutamente intuitiva e naturale, e si è destreggiata senza complessi anche sui lastroni di porfido e in mezzo alle rotaie del tram. Alla partenza abbiamo selezionato piena potenza (con i nostri 100nkg, capirete...) e massimo recupero energetico in decelerazione.</p><p>In queste condizioni i 4,2 kW/h delle batterie consentono un'autonomia effettiva di almeno 60 km. Se si sceglie la modalità ECO, con potenza ridotta e velocità massima di 30 km/h, l'autonomia sale a 100 km. Vespa Elettrica è completa di sistema di ricarica e, connessa a una presa domestica, richiede 4 ore per ripristinare da zero tutti i 4,2 kW/h. Va detto che, anche in una megalopoli come Milano, la percorrenza media per andare al lavoro è inferiore a 10 km, per cui la carica è sufficiente per tutta una settimana di andare e venire.</p><p>Elegante, confortevole, silenziosa, ecologica con intelligenza, Vespa Elettrica, qualificandosi come ciclomotore non targato, implica anche costi di assicurazione contenuti, un altro plus cui si aggiunge la manutenzione ridotta al minimo. La potente suite elettronica assicura la connettività assoluta attraverso lo smartphone. Insomma, e il commuter urbano perfetto già proiettato verso il futuro, con razionalità e tanta simpatia. Il prezzo 6.390 euro. </p>]]></content:encoded></item></channel></rss>