<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[News feed]]></title><link>https://www.ilgiornale.it</link><atom:link href="https://www.ilgiornale.it/arc/outboundfeeds/rss/autore/pierluigi-bonora/" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[ News Feed]]></description><lastBuildDate>Sun, 26 Jul 2026 03:15:13 +0000</lastBuildDate><language>it</language><ttl>1</ttl><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Rapporto Aci-Istat, nel 2025 meno morti sulle strade. Ma occorre fare di più]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/societa/rapporto-aci-istat-nel-2025-meno-morti-sulle-strade-ma-occorre-fare-di-piu/</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/societa/rapporto-aci-istat-nel-2025-meno-morti-sulle-strade-ma-occorre-fare-di-piu/</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Per la prima volta dal 2021 il numero delle vittime scende sotto quota 3mila. Il ministro Salvini: “Primi risultati incoraggianti dalle modifiche al Codice della strada”. Nel mirino i comportamenti irresponsabili e le sottovalutazioni dei pericoli. L’importanza della task force dedicata alla sicurezza stradale promossa dal Governo che riconosce all’educazione stradale un ruolo centrale nelle politiche di prevenzione]]></description><pubDate>Sat, 25 Jul 2026 17:16:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>“Per la prima volta il numero dei decessi sulle strade italiane è sceso sotto quota 3mila. Nel 2025, infatti, secondo i dati Aci-Istat, ci sono state 2.868 vittime, 162 in meno rispetto al 2024. Sono tutti numeri che devono far riflettere”.È il commento del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, dopo la diffusione dei dati annuali Aci-Istat relativi al 2025: calo del 5,3% dei morti sulle strade, mentre il numero degli incidenti e dei feriti segnano, rispettivamente, +2,2% e +1,7%. Il tasso di mortalità stradale - si legge nel rapporto Aci-Istat - passa da 51,4 a 48,7 vittime ogni milione di abitanti. Rispetto al 2019, inoltre, anno preso come <i>benchmark</i> per il decennio 2021 - 2030 sulla sicurezza stradale, le vittime (ammontavano a 53,1 ogni milione di abitanti) scendono del 9,6%.</p><p><b>Costi sociali alle stelle</b></p><p>Resta sempre elevato il costo sociale degli incidenti stradali con lesioni alle persone: poco più di 18 miliardi, quasi l’1% del Pil italiano, ma se si uniscono anche i costi riguardanti i sinistri con soli danni alle cose (4,4 miliardi, la stima di Ania), si arriva intorno a 22,6 miliardi.“Le modifiche al Codice della strada entrato in vigore a dicembre 2024 - avverte ancora Salvini - iniziano a portare risultati incoraggianti che devono però essere accompagnati da ulteriori accorgimenti normativi e di sensibilizzazione”.</p><p><b>Cattive abitudini</b></p><p>Tra i comportamenti errati alla guida (escluso il gruppo residuo delle cause di natura imprecisata: 23,7%) si confermano, come più frequenti, la guida distratta, il mancato rispetto della precedenza o delle segnalazioni semaforiche, la velocità troppo elevata e la manovra irregolare.I quattro gruppi rappresentano complessivamente il 43,1% delle cause di incidente (101.773 casi). Tra le altre cause più rilevanti, il mancato mantenimento della distanza di sicurezza (14.832 casi; 6,3%), il mancato rispetto della precedenza al pedone sugli attraversamenti (7.822 casi; 3,3%) e il comportamento scorretto del pedone (6.419 casi; 2,7%).</p><p><b>Strade urbane e non</b></p><p>Con riferimento alla categoria della strada, sulle vie urbane la prima causa di incidente è il mancato rispetto della precedenza o delle segnalazioni semaforiche (15,2%), seguita dalla guida distratta (12,7%); sulle quelle extraurbane prevale, invece, la guida distratta o l’andamento indeciso (21,3%), seguita dalla velocità troppo elevata (10,1%) e dal mancato rispetto della precedenza o delle segnalazioni semaforiche (5,7%).</p><p><b>Abuso di alcol e guida sotto l’effetto di droghe</b></p><p>A integrazione delle fonti di dati correnti sono state utilizzate anche le sanzioni elevate da Polizia stradale e Carabinieri in occasione di incidenti stradali, con particolare riferimento agli incidenti stradali da alcol e droga correlati. Su 58.607 incidenti stradali rilevati dai due organi, il 7,7% è risultato correlato all’alcol (4.495 casi) e il 3,8% alle droghe (2.208 casi). Il livello di incidenti stradali alcol correlati mostra un trend costante negli ultimi anni (8,2 nel 2024), mentre la proporzione di incidenti stradali alcol correlati sale da 3,0 a 3,8%. Nel 2019 le osservazioni di incidenti stradali alcol e droga correlati erano rispettivamente 8,7% e 3,4%.</p><p><b>Mobilità attiva e micromobilità</b></p><p>Un capitolo importante è dedicato dal rapporto Aci-Istat alle vittime della mobilità attiva e della micromobilità: 253 (+21,6% rispetto al 2024). La categoria più colpita è quella dei ciclisti, sono 198 le vittime (+20%), 30 il numero dei morti tra utilizzatori di biciclette elettriche (+50%) e 25 tra conducenti di monopattini elettrici (+8,7%). Le biciclette tradizionali sono state coinvolte in 15.504 incidenti, anche questi in lieve aumento.I dati mostrano come per il secondo anno consecutivo sia in aumento il numero di deceduti tra gli occupanti di autocarri, che raggiunge 166 (+13,7%). Le vittime tra i motociclisti (802 e -3,4%), i ciclomotoristi (56 e -8,2%) e i pedoni (419 e -10,9%).Quanto ai rischi, l’indice di mortalità per i pedoni è pari a 2,4 ogni 100 incidenti per investimento, quattro volte superiore a quello degli occupanti di autovetture (0,6); il valore dell’indice di mortalità riferito ai motociclisti è 2,5 volte superiore (1,6 morti ogni 100 incidenti) ed è circa 1,5 volte più alto quello per i conducenti e passeggeri di biciclette (elettriche e non) e di monopattini (1 morto ogni 100 incidenti).</p><p><b>Le sanzioni</b></p><p>Rimane alto il numero di sanzioni per uso improprio di dispositivi in auto, in particolare dello smartphone, pari al 94,6% di quelle elevate. In forte crescita le contravvenzioni relative al comportamento dei ciclisti, +36,5%, soprattutto rispetto a quelle comminate dalla Polizia Locale +40,5% (incidenza sul totale delle sanzioni pari all’85%) e dai Carabinieri, +38,6%. Nel complesso, nei Comuni capoluogo sono state elevate 24.139 sanzioni a conducenti di monopattini, un valore più di tre volte superiore a quello del 2024, effetto dell’introduzione delle modifiche al Codice della strada. Un cenno alle infrazioni per guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: nel primo caso sono state emesse 33.203 multe, in flessione del 9,8% rispetto al 2024, nel secondo caso 6.543, in aumento del 47,1% a confronto con l’anno precedente (+68% l’incremento delle sanzioni comminate dai Carabinieri).</p><p><b>Commenti e proposte</b></p><p>“La strada verso una mobilità a mortalità zero - commenta il presidente dell’Automobile club d’Italia, Geronimo La Russa - è ancora lunga. Incidenti e feriti continuano ad aumentare e, soprattutto, i giovani e gli utenti più vulnerabili continuano a pagare un prezzo ancora troppo elevato. Ecco perché dobbiamo continuare a investire nell’educazione stradale, a partire dalle giovani generazioni”.Da qui il riconoscimento dell’importanza della “task force” dedicata alla sicurezza stradale promossa dai ministri dell’Interno, delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Istruzione e del Merito, che riconosce all’educazione stradale un ruolo centrale nelle politiche di prevenzione. E Francesco Maria Chelli, al vertice di Istat: “Ogni anno la presentazione dei dati sugli incidenti stradali rappresenta un momento fondamentale non solo per il bilancio della sicurezza sulle nostre strade, ma anche per la misurazione dello sviluppo del nostro Paese”.Toni Purcaro, presidente di Dekra Italia, torna sugli elevati costi sociali delle sciagure stradali che “rappresentano un impatto enorme per il Paese e dimostrano come investire in prevenzione sia anche una scelta economicamente sostenibile”.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/XHYR2AFIBVJNLKORCZ76WYES7E.jpg?auth=65e15ff762f42d7ab02828b8c641751f410776dee1b0e9bf34102ef64941bee1&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Con il “Noleggio sociale” l’auto nuova diventa accessibile]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/auto-moto-motori/con-il-noleggio-sociale-lauto-nuova-diventa-accessibile/</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/auto-moto-motori/con-il-noleggio-sociale-lauto-nuova-diventa-accessibile/</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[L’iniziativa, promossa dal ministero delle Imprese e gestita da Aci, consentirà alle famiglie a basso reddito di avere una nuova vettura Euro 6 con rata di 100 euro per 36 mesi. Rottamazione per il veicolo vecchio con omologazione fino a Euro 4. Il ministro Urso: “Misura sperimentale, ma pronti a renderla strutturale”. Il presidente dell’Automobile club d’Italia, La Russa: “Così si garantisce ai cittadini il diritto di muoversi e al Paese il rinnovo improrogabile del parco circolante”]]></description><pubDate>Sat, 25 Jul 2026 15:37:14 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Aiutare le famiglie italiane a basso reddito, con un <b>Isee sotto i 30mila euro</b>, a sostituire la vecchia auto con un veicolo di ultima generazione. E, allo stesso tempo, dare un fattivo contributo al rinnovamento del parco circolante italiano, composto da veicoli con una età media intorno a 13 anni e per il 24% di 19 anni (omologazioni tra Euro 0 ed Euro 3), quindi altamente inquinanti e non sicure. Per favorire una rapida inversione di tendenza, al ministero delle Imprese e del Made in Italy è stata presentata l’iniziativa “Noleggio sociale a lungo termine”, prevista dal <b>Dpcm Automotive</b>, che vede nell’Automobile club d’Italia la parte attiva. “Con questa misura - ha spiegato il ministro Adolfo Urso - vogliamo sostenere la domanda con misure mirate e socialmente sostenibili, consentendo in questo modo alle famiglie con redditi più bassi di usufruire di veicoli nuovi per una mobilità più sostenibile e alla portata di tutti. Si tratta di una misura sperimentale che, ove avesse successo, come speriamo, vedrà aumentare in modo significativo le risorse a essa destinata, rendendola strutturale”. “Questo progetto è stato voluto, ideato e gestito congiuntamente da Automobile club d’Italia e ministero - le parole del presidente di Aci, Geronimo La Russa - e rappresenta un passo concreto della nostra evoluzione in un<i>&amp;nbsp;Mobility Club</i>&amp;nbsp;moderno e vicino a chi si muove, in grado di offrire soluzioni concrete e vantaggiose a salvaguardia dell’ambiente e della sicurezza stradale. Accessibile, efficiente, sostenibile e sicura: così deve essere la mobilità, secondo la nostra visione, e il Noleggio sociale possiede le caratteristiche per garantire ai cittadini il diritto di muoversi e al Paese il rinnovo improrogabile del parco circolante”.</p><p>A entrare nei dettagli è stato Francesco Mazzone, direttore generale di Aci Mobility: “Il programma sperimentale, promosso dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Aci, resterà attivo fino al 30 giugno 2030 ed è rivolto alle persone fisiche con un Isee inferiore a 30mila euro. La misura prevede il noleggio a lungo termine di veicoli nuovi, immatricolati in Italia, appartenenti alla categoria M1 (autovetture), omologati almeno Euro 6 e con emissioni di CO2 non superiori a 135 grammi per chilometro”. “Il contratto di noleggio - ha aggiunto il manager - ha una durata minima di 36 mesi e prevede un canone sociale di 100 euro mensili, Iva inclusa, con un limite di percorrenza di 12mila chilometri annui. Per accedervi è obbligatoria la rottamazione di un veicolo fino a Euro 4 e posseduto da almeno 12 mesi”. Al termine dei tre anni il sottoscrittore del contratto potrà inoltre acquistare il veicolo beneficiando di uno sconto del 10% sul valore di mercato. Il costo massimo per ogni vettura è stato fissato in 14.800 euro.&amp;nbsp;<i>Click day</i>&amp;nbsp;per la raccolta delle domande e formulazione delle graduatorie secondo l’ordine cronologico di presentazione delle richieste. “A differenza del modello francese denominato Leasing sociale - ha ricordato il presidente di Aci, La Russa - il Noleggio sociale italiano offre meno burocrazia e più servizi ai cittadini, offrendo la possibilità di guidare una vettura con le emissioni di CO2 sotto i 135 grammi, anche ibrida e non solo elettrica. Questo perché bisogna andare incontro alle esigenze e non avere muri ideologici”. “Se questa misura sperimentale avrà successo - ha anticipato il ministro Urso - aggiungeremo tutte le risorse necessarie perché da questa strada si possa finalmente costruire una politica industriale più equa che consenta a chiunque di avere un’auto sostenibile sul piano ambientale. Credo che sia giusto, doveroso farlo e ringraziare Aci di aver prestato il proprio servizio”. Nei prossimi mesi si conosceranno ulteriori dettagli e tempi di applicazione.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/CY4BAYXZKRCCXNVWPRCP73KWKU.jpeg?auth=16840fc3c98c0b195d245eaa278127378d306932970d9c751415b51ec9aa825a&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Auto, Cina a caccia in Europa]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/aziende/auto-cina-a-caccia-in-europa/</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/aziende/auto-cina-a-caccia-in-europa/</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Tra le fabbriche ambite anche Cassino. Volkswagen, conti giù]]></description><pubDate>Sat, 25 Jul 2026 04:12:51 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Per Volkswagen, nonostante l’ottimismo del ceo Oliver Blume, la situazione resta grave tra conti in rosso (nel secondo trimestre -32,9% di utile: da 2,29 a 1,54 miliardi) e maxi-tagli del personale in fase di valutazione. Se il colosso tedesco soffre, fonti bene informate riferiscono di un crescente interesse da parte di gruppi automotive cinesi per possibili investimenti produttivi in Italia, ipotesi che gioverebbe non poco anche alla filiera della componentistica. Sarebbero infatti diverse le realtà alla finestra, pronte a sfruttare il momento più opportuno, con la consapevolezza che insediarsi nel Vecchio Continente vorrebbe dire mettersi al riparo dalle nuove regole legate al Made in Europe (il 70% dei componenti, batterie</p><p>escluse, dovrà essere locale) tuttora all’esame degli organismi di Bruxelles.</p><p>La Spagna, soprattutto (Leapmotor con Stellantis; Geely, notizia di questi giorni, con Ford; insieme ai piani di Saic, Chery e Catl per le batterie) e la Francia (a Rennes nasceranno i modelli luxury Voyah di Dongfeng grazie alla joint venture con Stellantis) rappresentano, al momento, le mete preferite grazie ai bassi costi energetici, ma la Penisola resta sempre sotto osservazione. L’impressione è che, sia da parte del governo, a conoscenza dei candidati, sia da parte dei diretti interessati, si aspetti la decisione del ceo di Stellantis, Antonio Filosa, sul futuro dell’impianto di Cassino. I vertici di Stellantis hanno ribadito che si sta lavorando per l’avvio di una partnership.</p><p>Con chi? Sarà Dongfeng, gruppo già in asse con Stellantis, magari beneficiando delle tecnologie di fascia alta di Voyah guardando a Maserati? Tornando a Volkswagen, la verità sulle reali intenzioni del gruppo si potrebbero conoscere per fine agosto quando Blume interverrà alle assemblee dei lavoratori. Secondo il sindacato interno a essere in gioco sono circa 140mila posti: ai 50mila tagli già annunciati e avviati in Germania, si aggiungono altri 50mila esuberi previsti come gruppo entro il 2030. Successivamente sarebbero in bilico altri 40mila occupati.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LGLEAHINQ5CERFLPN2SZSPAGWA.jpg?auth=baa129c558512b594d6afb3c178edf4d49258f052e48fa4e97fb5ec4e40fa61f&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"><media:description type="plain"><![CDATA[(FILES) The illuminated VW Logo is pictured in the customer centre at the headquarters of German carmaker Volkswagen (VW) in Wolfsburg, central Germany, on November 21, 2025. Volkswagen said on July 24, 2026 that its net profit plunged in the second quarter as the crisis-hit carmaker, weighing up to 100,000 job cuts worldwide, grapples with declining sales in China. Net profit for the three months to the end of June came in at 1.54 billion euros ($1.75 billion), the 10-brand group said, a fall of 32.9 percent on the same period last year. (Photo by Ronny HARTMANN / AFP)]]></media:description></media:content></item><item><title><![CDATA[Fiat festeggia 50 anni in Brasile. Elkann: "Fu il nostro trampolino"]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/aziende/fiat-festeggia-50-anni-brasile-elkann-fu-nostro-trampolino-2696587.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/aziende/fiat-festeggia-50-anni-brasile-elkann-fu-nostro-trampolino-2696587.html</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Il presidente di Stellantis: "Grazie alla sua visione e al suo entusiasmo, mio nonno Gianni intuì la centralità dell’impianto di Betim". L’ad Filosa: "Questo Paese mi ha cambiato la vita"]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 05:07:48 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>«Quando vivevo qui il leader del mercato si chiamava Fusca, il Maggiolino brasiliano di Volkswagen; poi Fiat ha lanciato la Uno, o carro popular, destinato a diventare il modello più venduto nel Paese, rendendo lamobilità accessibile amilioni di brasiliani». Ricordi di fanciullezza da parte di John Elkann (in foto), presidente di Stellantis, che da piccolohavissuto in Brasile per 5 anni, tratti dal suo discorso in occasione delle celebrazioni del 50° anniversario del marchio Fiat nel Paese sudamericano. Risale infatti al 1976 l’avvio della produzione della Fiat 147, primo modello fabbricato a Betim, nello Stato di Minas Gerais, il complesso industriale che continua a plasmare la mobilità nel Paese carioca. Un polo industriale che occupa una superficie totale di 2,2 milioni di metri quadri edispone di una capacità produttiva installata fino a 650mila veicoli l'anno. Oltre 19mila i dipendenti e una filiera con più di 400 fornitori che contribuisce alla creazione di migliaia di occupati indiretti in tutta la regione. Un esempio di efficienza rispetto aun’industria automotive europea in piena crisi e che vede il rischio di 'cinesizzazione' aumentare sempre più.</p><p>A Betim sono stati appena creati altri 1.200 posti di lavoro in vista di un nuovo modello Fiat, una sorta di Grande Panda in chiave brasiliana, già battezzata come Argo X. «Stellantis - ha sottolineato Elkann - è nel pieno del maggiore ciclo di investimenti per questo territorio: altri 14 miliardi di reais entro il 2030, la quota più significativa dei 32 miliardi di reais (intorno 5,3 miliardi di euro) che il gruppo sta riversando sul Sud America: il nostro impegno si trasforma in azioni concrete e siamo qui per restare ». A Betim, in 50 anni, sono stati prodotti oltre 18 milioni di veicoli: più di 4 milioni quelli esportati in una quarantina di Paesi nel mondo. Il polo, nel frattempo, è stato accreditato per ospitare il Centro di competenza in Cybersicurezza di Stellantis, trasformandosi così in un grande hub tecnologico.</p><p>Nel suo intervento, Elkann ha reso omaggio al nonno Gianni Agnelli, ricordando che la nascita dell’impianto a Betim fu resa possibile dalla sua «visione e dal suo entusiasmo: Fiat, infatti, era un'azienda italiana con l'ambizione di diventare un protagonista globale e il Brasile si presentava come un mercato giovane e ricco di potenzialità». Presenti anche il ceo di Stellantis, Antonio Filosa, e il capo dell’Europa, Emanuele Cappellano, entrambi con una lunga esperienza nel Paese. «Il Brasile ha cambiato la mia vita - ha ricordato, avendoci vissuto per quasi 18 anni, un emozionato Filosa ed è qui che sono cresciuto come professionista, ho imparato e ho costruito la mia famiglia. Posso dire che Fiat è un marchio mezzo italiano emezzo brasiliano».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/4OLRMPJX65IMNFVXPDHVWNLNNM.jpg?auth=69ea491f2361dbdc54817a8098361a38df8d0e840cb0a59dafcf6412033ef001&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Svolta Alfa Romeo, il rilancio parte dell'erede di Tonale]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/automotive/svolta-alfa-romeo-rilancio-parte-dellerede-tonale-2693971.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/automotive/svolta-alfa-romeo-rilancio-parte-dellerede-tonale-2693971.html</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Il nuovo Suv di medie dimensioni nascerà a Melfi e sarà disponibile per fine 2027. Design a cura del Centro stile del marchio a Torino. Cappellano (Stellantis Europa): "Posso assicurare che incarna un vero modello del Biscione per carattere e stile". Entro il 2030 è attesa una nuova berlina media. Per Giulia e Stelvio destino legato al futuro di Cassino]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 15:27:55 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p><b>Alfa Romeo</b> riparte da Melfi. E sarà una "Nuova" Alfa Romeo. Per il blasonato marchio del gruppo Stellantis, con la novità programmata entro la fine del 2027, si apre ufficialmente un nuovo percorso nel segno della tradizione. Sarà un <b>C-Suv</b> e sostituirà il Tonale. Emanuele Cappellano, responsabile di Stellantis per l’Europa Allargata, ha mostrato solo un particolare del posteriore del nuovo Suv e subito si nota un importante cambio di passo a livello stilistico. “E’ un piccolo dettaglio, ma è il massimo che in questo momento posso condividere”, ha spiegato il manager in occasione del “Tavolo Automotive” che si è svolto al ministero delle Imprese e del Made in Italy. “Il team design di Alfa Romeo (la base è Torino, <i>ndr</i>) - ha subito aggiunto - è al lavoro sugli ultimi particolari, ma come vedete l’auto è già pronta. Vi posso assicurare che incarna una vera Alfa Romeo per carattere e stile e che è davvero bellissima!”.</p><p>Lo spazio che il Tonale lascerà libero nello stabilimento di Pomigliano d’Arco sarà occupato dal progetto “E-car” che dal 2028 affiancherà l’intramontabile Fiat Pandina.</p><p>Il nuovo Suv di medie dimensioni, dunque, nascerà nella fabbrica di Melfi e si avvarrà della piattaforma  “STLA Medium” in grado di ospitare diverse tipologie di alimentazione. Sulla stessa piattaforma viene prodotta la nuova Jeep Compass e presto lo sarà anche per la nuova Lancia Gamma, insieme all’offerta francese Ds.</p><p>Sempre per il Biscione è prevista una nuova berlina del segmento C, sviluppata sulla piattaforma modulare “STLA One”, mentre il Suv Junior (ex Milano) sarà oggetto di una rivisitazione.</p><p>Giulia e Stelvio? Per ora si sa solo che la produzione a Cassino continuerà fino al 2027. Il loro futuro è legato a quello dello stabilimento laziale per il quale si prospetta una partnership con un altro gruppo, probabilmente cinese. Giulia e Stelvio, ma anche la Giulietta messa fuori produzione, in base alla linea e alla grinta delle motorizzazioni, vengono considerate dagli appassionati le ultime vere Alfa Romeo.</p><p>Per Giulia e Stelvio, i cui nuovi modelli sarebbero già dovuti essere sui vari mercati, ritardo nel lancio e ripensamenti vari sono dovuti alla volontà della precedente gestione di Stellantis, con Carlos Tavares al volante, di produrre entrambi modelli solo con alimentazione elettrica. Quindi, arrivato Antonio Filosa, il cambio di strategia che pone sempre il mercato al centro. Entro l’anno il ceo farò sapere quale sarà e con chi il futuro di Cassino, insieme ai programmi del gruppo per il marchio <i>premium</i> Alfa Romeo, rispetto alle ultime anticipazioni, e soprattutto per quello <i>luxury</i> Maserati.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/DLRJIFRIT5LXDK2NFRJYK4V3NE.jpg?auth=9cb4b1092f921e5d03fffbc4db15fee68c021c29cfe8c25f647f0845e761555f&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Piano da 1,3 miliardi per il settore auto]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/politica-economica/piano-13-miliardi-settore-auto-2693635.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/politica-economica/piano-13-miliardi-settore-auto-2693635.html</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Il governo italiano cambia registro e chiude agli incentivi frammentati "che finiscono per favorire l'offerta estera"]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 03:47:52 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il governo italiano cambia registro e chiude agli incentivi frammentati «che finiscono per favorire l'offerta estera». Al Tavolo Automotive, che si è riunito ieri, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso (nella foto), ha esposto la nuova linea strategica con l'obiettivo di rilanciare il settore automotive nella sua completezza. Il nuovo Dpcm ad hoc prevede un intervento di ampio respiro, da qui al 2030, con 1,3 miliardi a disposizione. «È una svolta netta rispetto al passato - così Urso - con il 70% delle risorse a sostegno della filiera attraverso gli accordi per l'innovazione e i mini contratti di sviluppo, con soglia di accesso più adatta alle Pmi».</p><p>Sul fronte della domanda, la misura conta invece su interventi di ampio respiro per i veicoli commerciali, il retrofit e le infrastrutture di ricarica, introducendo anche il noleggio sociale a lungo termine per le famiglie meno abbienti. Quest'ultima iniziativa sarà al centro di una conferenza stampa entro il mese. Urso ha quindi puntato il dito contro il Green Deal, voluto da Bruxelles, che ha di fatto messo in ginocchio il sistema automotive europeo.</p><p>Tra i partecipanti al Tavolo anche Emanuele Cappellano, capo di Stellantis per l'Europa Allargata. Oltre alle rassicurazioni sul piano industriale in corso (50 i modelli che saranno lanciati, di cui 25 novità assolute), il manager ha annunciato il nuovo corso di Alfa</p><p>Romeo che partirà nel 2027 con l'erede del Suv Tonale. Il modello sarà prodotto a Melfi lasciando spazio, a Pomigliano d'Arco, al progetto delle piccole e-car da affiancare alla sempre verde Fiat Pandina. Cappellano ha sottolineato anche l'importanza che la Commissione Ue congeli, per almeno 10 anni, la regolamentazione sulla CO2. E, a proposito di Made in Europe, che i benefici devono andare a chi produce nel Continente almeno il 70% dei veicoli venduti localmente, includendo anche design e ingegneria</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/DIY2MW62HRM7BJVZUBP7V7UL44.jpg?auth=79906be2ff0abd86788cf41302b13e5619f4d945c6fe92b80327cfc213a938ac&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[VW, "solo" 50mila tagli. Stellantis va al sorpasso]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/aziende/vw-solo-50mila-tagli-stellantis-va-sorpasso-2693193.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/aziende/vw-solo-50mila-tagli-stellantis-va-sorpasso-2693193.html</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Filosa spinge le consegne (+10%), ma c'è il traino del mercato Usa. Oggi tavolo al ministero]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 05:45:26 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Tagli potenziali fino a 50mila occupati a livello mondiale nel gruppo Volkswagen. Il ceo Oliver Blume esce allo scoperto sulle reali intenzioni al fine di riorganizzare il colosso dell'auto tedesco in crisi. Viste le sue ultime e nervose dichiarazioni, il fatto di voler mandare a casa fino a 50mila persone, si può considerare una tra «le soluzioni più intelligenti rispetto alla chiusura di stabilimenti», come egli stesso ha affermato dopo che il consiglio di sorveglianza del gruppo ha respinto il piano lacrime e sangue che, secondo indiscrezioni e vista la situazione allarmante, prevedeva tra 100mila e 120mila tagli e quattro impianti da chiudere in Germania.</p><p>«Poiché la metà dei costi generali deriva dal personale, un calcolo teorico che ipotizzi l'invarianza dei costi del lavoro porterebbe a una cifra di circa 50mila posti in tutto il mondo. Non appena verranno prese delle decisioni, forniremo informazioni trasparenti ed esaurienti», ha tagliato corto Blume in un'intervista pubblicata internamente e anticipata da Der Spiegel. Già nel 2024, la casa automobilistica aveva annunciato l'intenzione di fare a meno di circa 50mila lavoratori entro il 2030, coinvolgendo i marchi Volkswagen, Audi e Porsche nonché la divisione di software Cariad, principalmente attraverso programmi di pensione parziale. Con il gradimento da parte dei lavoratori crollato, il ceo Blume ora dovrà vedersela soprattutto con il potente sindacato Ig Metall e il Land della Bassa Sassonia, azionista di riferimento del gruppo, contrari a interventi drastici a scapito delle maestranze.</p><p>Il caso Volkswagen, tra l'altro, oggi sarà tra i temi del Tavolo Automotive convocato dal ministro Adolfo Urso, incentrato proprio sul rafforzamento della componentistica italiana per la quale il business tedesco vale circa 5 miliardi.</p><p>In casa Stellantis, intanto, si registrano nuovi interessanti risultati, segno che la cura impostata dal ceo Antonio Filosa dà i suoi frutti anche se resta ancora molto da fare per garantire al gruppo stabilità e futuro. Ecco le stime sulle consegne globali nel secondo trimestre: 1,6 milioni di veicoli (+10%) e crescita trainata da Usa ed Europa allargata, parzialmente compensata da volumi inferiori in Medio Oriente e Africa, in larga misura a causa del conflitto nella regione, e in Sud America, per la la debolezza del mercato argentino. Negli Stati Uniti le consegne sono salite di 122mila automezzi (+38%). In Europa allargata c'è stato un balzo di 39mila unità (+5%) sia grazie ai marchi Stellantis sia grazie ai veicoli del partner cinese Leapmotor e il contributo particolarmente rilevante dei suoi modelli elettrici. Bene, inoltre, i modelli Stellantis basati sulla piattaforma Smart Car (circa 41mila unità aggiuntive, +51%) tra cui la Fiat Grande Panda. Riscontro positivo anche dalla nuova Jeep Compass, prodotta a Melfi (+8mila unità).</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/XRCAGZJA7JJNDESKB2DRDTJGGQ.jpg?auth=2805e59558e7dfc113bf078c3e9f5de44932d893864fc1abd6a09e8a8b9cf278&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Volkswagen, Blume valuta la retromarcia sui tagli]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/aziende/volkswagen-blume-valuta-retromarcia-sui-tagli-2692711.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/aziende/volkswagen-blume-valuta-retromarcia-sui-tagli-2692711.html</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Un ex consigliere di fabbrica: "Impossibile cancellare stabilimenti senza accordi"]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 05:39:52 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>«Quando la fabbrica dava sintomi di raffreddore, per Wolfsburg significava polmonite. Un aforisma che fa capire lo stato d'animo dei 127mila residenti tra Wolfsburg, città simbolo del gruppo Volkswagen, e territorio circostante. Di questi, fino a 65mila hanno lavorato nello stabilimento». Chi parla è Francescantonio Garippo, 68 anni, da Palomonte (Salerno), in Germania fin da bambino, e per 46 anni in Volkswagen. Garippo è ora consigliere provinciale di Wolfsburg dopo essere stato, per 36 anni, membro del consiglio direttivo di fabbrica. Adattando il paragone dell'ex sindacalista ai giorni nostri, la febbre altissima del gruppo è stata percepita a Wolfsburg come un imminente tsunami, viste le anticipazioni sul piano del ceo Oliver Blume (in foto): 100mila - 120mila esuberi e stop a 4 impianti nel Paese.</p><p>«Per fortuna - spiega Garippo - che in Germania esiste una legge grazie a cui, in una società per azioni, per dare il consenso alla chiusura di una fabbrica è necessario il parere del consiglio di sorveglianza. In particolare, alla Volkswagen, l'azionista Bassa Sassonia ha voce in capitolo come anche la rappresentanza dei lavoratori».</p><p>E così il Cds di Volkswagen ha stabilito che la gamma dei modelli si ridurrà gradualmente del 50% e fino al 75% della complessità totale. Una strategia che punta «a concentrare investimenti e risorse di sviluppo su prodotti e tecnologie che generano il maggior valore per i clienti e il più elevato contributo di crescita per l'azienda». Previsto anche un ulteriore adeguamento della capacità produttiva (era di 12 milioni di veicoli prima della pandemia) in coerenza con la domanda annuale di 9 milioni di unità. Nessun cenno a mega tagli e chiusure.</p><p>«L'auspicio - aggiunge Garippo - è che si trovino soluzioni con lo stesso spirito di collaborazione, tra azienda e sindacato, che c'è stato nel passato. Di crisi, Volkswagen ne ha vissute, ma il gruppo ne è sempre uscito più forte. La riduzione del personale è sempre stata affrontata con prepensionamenti e senza licenziare. I contratti, l'ultimo stipulato un anno e mezzo fa, parlano chiaro: non si può decidere di punto in bianco di chiudere una fabbrica e mandare a casa la gente. Il contratto collettivo, da noi, è legge».</p><p>È bufera, intanto, sul ceo Blume, il cui gradimento da parte dei lavoratori è crollato dopo la fuga di notizie sul piano lacrime e sangue prima ancora che si aprisse la discussione. Da qui il passo indietro del top manager che al quotidiano Bild am Sonntag ha ammesso che «esistono soluzioni più intelligenti della chiusura di fabbriche». Blume ha quindi ricordato che nel 2025 il gruppo è riuscito a ridurre i costi in Germania di un quinto in media, definendo il taglio un «grande progresso». Oltre ai costi relativamente elevati di manodopera ed energia e agli oneri burocratici, Volkswagen si è trovata a fronteggiare sia l'aumento della concorrenza sia il calo della domanda dalla Cina, mentre i dazi Usa hanno ridotto i profitti di Audi e Porsche.</p><p>A questo punto, senza il sostegno dei rappresentanti dei lavoratori, che occupano 10 seggi nel Consiglio di sorveglianza, le prospettive per il piano di ristrutturazione del ceo sono incerte.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/DHJBMQA42NONLMK4VPMRSR3ETI.jpg?auth=8f3d82fedd6dc8f0b7c017bfcdd063fc2aa6dcfb7dfed9a2064dcb2022ee71aa&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Volkswagen dimezza i modelli carte, coperte sui 120mila esuberi]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/economia/volkswagen-dimezza-i-modelli-carte-coperte-sui-120mila-2692016.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/economia/volkswagen-dimezza-i-modelli-carte-coperte-sui-120mila-2692016.html</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Esuberi - 120mila secondo i piani del ceo Oliver Blume]]></description><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 03:00:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Esuberi - 120mila secondo i piani del ceo Oliver Blume - (in foto) e chiusura di quattro stabilimenti restano in stand-by. Il consiglio di sorveglianza del gruppo Volkswagen, dopo una riunione fiume, ha dato il via alla riorganizzazione generale, senza però annunciare - per ora - i temuti tagli. La Bassa Sassonia, secondo azionista del gruppo, è riuscita a far passare la linea meno traumatica, sollecitando il gruppo a presentare quanto prima un piano capace di rilanciare la domanda dei modelli Volkswagen.</p><p>Ridurre in modo significativo i costi, sfruttare le sinergie tra i marchi, semplificare la struttura e migliorare la redditività sono i punti cardine del rilancio. Entro i prossimi anni la gamma di modelli sarà ridotta di circa il 50%, mentre le varianti di motorizzazione e allestimento diminuiranno fino al 75%, così da adattare sviluppo e produzione alle esigenze dei diversi mercati. "Il nostro obiettivo e chiaro: entro il 2030 vogliamo rendere il gruppo Volkswagen l'azienda automobilistica più attrattiva al mondo, grazie a marchi iconici, prodotti capaci di entusiasmare, tecnologie all'avanguardia, solidi risultati finanziari, una performance affidabile sui mercati dei capitali e una forte cultura di squadra", l'auspicio del ceo Blume (compenso di 7,42 milioni nel 2025 rispetto ai 10,35 milioni precedenti), al quale il consiglio di fabbrica ha intimato di chiarire subito la portata del piano di ristrutturazione, definendo irresponsabile lasciare i dipendenti nell'incertezza prima della pausa estiva. "Una forte industria dell'auto è interesse assoluto del governo. Priorità è promuovere la ripresa economica in Germania e far sì che l'occupazione sia garantita", il messaggio arrivato da Berlino.</p><p>Intanto, il gruppo Volkswagen conferma di aver consegnato 4,125 milioni di veicoli nel primo semestre dell'anno (-6,3%).</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/HW6ST3PGYZPNTHISENYFROGT7U.jpg?auth=0ba0ef08e21defafd0abfe9e437de0bc30a7ced2f262d25c6a8247e0dcb57d02&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[VW sacrifica 4 fabbriche: 120mila addetti alla porta]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/aziende/vw-sacrifica-4-fabbriche-120mila-addetti-porta-2691621.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/aziende/vw-sacrifica-4-fabbriche-120mila-addetti-porta-2691621.html</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Nodo produttività, garanzie occupazionali in bilico]]></description><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 05:10:00 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Consiglio di sorveglianza fiume, a Wolfsburg, per definire il futuro del gruppo Volkswagen alle prese con il piano di ristrutturazione più doloroso della sua storia. Solo oggi si conoscerà nei particolari quanto discusso fino a tarda ora con il Giornale già in stampa. Le ultimissime, riportate da Bild, venuta in possesso di documenti riservati, parlano di una riorganizzazione che costerebbe, a livello globale,120mila posti di lavoro, 20mila in più rispetto a quelli messi in conto. Tagli anche alla produzione con 4 fabbriche tedesche a fine corsa: Emden e Zwickau (2031), Hannover (2032) e Neckarsulm (2034). Tutti impianti malati di sovraccapacità, problema che interessa l'intero settore automotive europeo. Recente, in proposito, l'allarme lanciato da Bloomberg Intelligence secondo cui un sito su tre, fra i principali costruttori europei, lavora al 50% della capacità o meno con la conseguenza che sotto tale soglia la redditività diventa improbabile.</p><p>Nel dettaglio, il piano presentato dal ceo Oliver Blume (nella foto), secondo i documenti consultati dal tabloid, punta a ridurre ulteriormente l'organico di 55mila-70mila dipendenti, che si aggiungerebbero ai 50mila esuberi già previsti dagli accordi sindacali. La riduzione dovrebbe avvenire principalmente attraverso prepensionamenti, uscite volontarie, scorpori e società di ricollocazione, anche se i documenti prevederebbero una revisione delle attuali garanzie occupazionali e l'avvio di un confronto con il sindacato.</p><p>Quello, Dieselgate a parte, che è sempre stato considerato un gruppo modello, uber alles come direbbero in Germania, viene ora dato dalle stesse voci interne «a minaccia di sopravvivenza» per la «situazione critica». Nel 2025, in proposito, Volkswagen ha consegnato circa 9 milioni di veicoli, quasi il 20% in meno rispetto al 2019, con un crollo marcato in Cina.</p><p>Cosa fare, dunque, tagli e chiusure a parte? Sempre indiscrezioni, vedono la Bassa Sassonia, azionista di riferimento, disposta ad accettare una riconversione ad attività nel settore della Difesa degli impianti purché venga preservato il maggior numero possibile di posti. Il Land ha però smentito l'ipotesi.</p><p>Si parla anche di scorporo delle attività automobilistiche e della divisione componenti in società distinte e la trasformazione della holding Volkswagen in una struttura più snella, con l'obiettivo di accelerare i processi decisionali e ridurre i costi. Si starebbe valutando anche il trasloco in Germania dalla Cina della produzione di veicoli elettrici.</p><p>Dal 2022, con l'arrivo di Blume, la redditività del gruppo è scesa ai livelli più bassi dal Dieselgate e il valore di Borsa si è più che dimezzato.</p><p>Il sindacato Ig Metall ha respinto qualsiasi ipotesi di chiusura di siti, ricordando che i lavoratori hanno già contribuito negli ultimi anni a significativi risparmi sui costi attraverso concessioni salariali.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/DHJBMQA42NONLMK4VPMRSR3ETI.jpg?auth=8f3d82fedd6dc8f0b7c017bfcdd063fc2aa6dcfb7dfed9a2064dcb2022ee71aa&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Vw, giorno della verità sul piano maxi-esuberi]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/aziende/vw-giorno-verit-sul-piano-maxi-esuberi-2691075.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/aziende/vw-giorno-verit-sul-piano-maxi-esuberi-2691075.html</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Pesa la crisi, 350mila a rischio nella filiera Ue]]></description><pubDate>Thu, 09 Jul 2026 05:14:48 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Per il gruppo Volkswagen è arrivato il giorno della verità. Il ceo Oliver Blume, infatti, si presenterà davanti al consiglio di sorveglianza per scoprire le carte sul suo piano di ristrutturazione lacrime e sangue: almeno 100mila i lavoratori, su un totale globale di oltre 650mila, da mandare a casa e stop a quattro impianti in Germania. Per non parlare delle indiscrezioni sul destino dei due preziosi gioielli italiani Lamborghini e Ducati: possibili cessioni o quotazioni? Per Blume e gli altri vertici del gruppo non sarà una giornata facile: la Bassa Sassonia, azionista di riferimento, si è dichiarata contraria a chiusure di fabbriche, mentre Il sindacato Ig Metall ha indetto una giornata di protesta in tutti gli stabilimenti. A Wolfsburg, inoltre, si terrà una manifestazione davanti al quartier generale di Volkswagen, alla quale parteciperà anche la presidente del consiglio di fabbrica Daniela Cavallo.</p><p>Il piano lacrime e sangue del gruppo guarda soprattutto alla necessità di una drastica riduzione dei costi determinata dal sempre più difficile scenario del mercato e dall'inarrestabile ascesa in Europa dei big cinesi. Ma a pagare le conseguenze della crisi tedesca (anche Bmw e Mercedes non se la passsno bene problemi) saranno anche le filiere europee della componentistica che hanno in Volkswagen un cliente fondamentale. Solo per l'Italia i rapporti commerciali con il settore automotive tedesco vale circa 5 miliardi l'anno.</p><p>L'allarme, in generale, è già suonato. L'ultimo Global Automotive Outlook di AlixPartners pone in evidenza i dati diffusi da Clepa, l'associazione europea dei fornitori: fino a 350mila i posti di lavoro a rischio, su 1,7 milioni in tutto, entro il 2030, di cui 100mila negli ultimi due anni. «È in corso una ricalibrazione traumatica dell'industria automotive europea - spiega Dario Duse (AlixPartners Emea) - : vanno perseguiti riallineamenti della capacità attraverso cessioni, contract manufacturing e riconversioni sulla catena di fornitura». L'automotive, sottolinea la società, è per il secondo anno di seguito prima tra le industrie più disrupted. Tra le cause, i volumi stagnanti e la competizione tecnologica e avanzata dei cinesi che comprimono i margini dei gruppi con la progressiva erosione delle riserve finanziarie accumulate.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/FTOQPG3QZBJGNCO2S26ZYYQ5O4.jpg?auth=b1756a574304522668665063a2d5c3a9d456c410f6f4114db2350631a228b1c7&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Stellantis, aumentano le vendite: toto partner per rilanciare Cassino]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/aziende/stellantis-aumentano-vendite-toto-partner-rilanciare-cassino-2689120.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/aziende/stellantis-aumentano-vendite-toto-partner-rilanciare-cassino-2689120.html</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Le immatricolazioni crescono del 15,5% e migliora la produzione ma i furgoni tirano il freno. I nuovi modelli e il destino di Maserati]]></description><pubDate>Sun, 05 Jul 2026 05:13:28 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Punto di metà 2026 su Stellantis: bene, nel primo semestre, le vendite complessive del gruppo in Italia (+15,5%, rispetto al +9,7 del mercato totale, e 31,3%% di quota) e in miglioramento, secondo l'analisi periodica del sindacato Fim-Cisl, la produzione negli stabilimenti della Penisola: 252.223 veicoli, in crescita del 13,7% sullo stesso periodo del 2025, di cui 158.193 auto (+27,7%), grazie ai nuovi arrivi nelle concessionarie. In calo, invece, i furgoni (-4% a 94.030 mezzi) che escono dalle linee di Atessa, il più importante impianto di commerciali in Europa. Questi i riscontri, nell'anno della messa in atto dei cambiamenti strategici, della terapia adottata dal ceo Antonio Filosa che si avvale, per il contesto europeo, di Emanuele Cappellano.</p><p>La strada da percorrere, però, resta ancora lunga e piena di insidie. Il dato della produzione semestrale, tra l'altro, è appena sotto quello dello stesso periodo del 2020 (254.992 veicoli), caratterizzato dall'inizio della crisi scatenata dalla pandemia. Il 2026, in sintesi, si dovrebbe chiudere con poco più di 500mila veicoli pronti per le consegne.</p><p>Resta sempre da sciogliere il nodo Cassino (solo 6.700 tra Alfa Romeo Stelvio, Giulia e Maserati Grecale i modelli usciti dalle linee: -36,2% l'ulteriore caduta produttiva da gennaio. Per conoscere il futuro di Cassino, il cui nuovo corso coinciderà con l'avvio di una partnership, insieme a quello di Maserati e Alfa Romeo, Filosa ha ufficializzato che entro dicembre presenterà il piano di rilancio della fabbrica e dei due marchi ora affidati a Santo Ficili. Il toto partner, intanto, è già in corso. Sarà un big cinese, già legato da accordi con Stellantis, tipo Dongfeng? Oppure dal cilindro di Filosa uscirà il nome di un'azienda a sorpresa? Su Mirafiori, intanto, i sindacati spingono affinché alla produzione delle Fiat 500 ibrida ed elettrica sia affiancato un modello capace di assicurare volumi importanti. A Torino, dove ha sede il quartier generale europeo di Stellantis, la 500 elettrica rinnovata è programmata nel 2027, mentre la nuova generazione della famiglia 500 sarà pronta nel 2030. Nonostante il +135,4%, di produzione nel semestre dell'attuale gamma 500, l'obiettivo di 100mila unità previste per quest'anno difficilmente sarà raggiunto, fermandosi intorno a 80mila.</p><p>«Sono positivi gli impegni verso l'Italia: crescita dei volumi produttivi; nessun sito a rischio di chiusura; volontà di saturare le attuali produzioni all'80%; 5 miliardi di risorse in ricerca e sviluppo al 2030; circa 300 assunzioni nelle aree di ingegneria nel biennio 2025-2026. L'unica novità al momento su Cassino, però, è la nuova Grecale entro il prossimo anno: importante, ma non sufficiente. Ci vogliono prospettive di medio-lungo periodo insieme a soluzioni immediate e attività che consentano di sostenere l'occupazione e il futuro dello stabilimento», il messaggio del leader Fim-Cisl, Ferdinando Uliano.</p><p>Il 14 luglio, infine, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, riunirà il Tavolo automotive. Ammontano a circa 930 milioni i sostegni previsti a favore delle aziende della componentistica impegnate su più fronti: concorrenza cinese, elettrificazione, software e intelligenza artificiale. Alla riunione interverrà anche il capo europeo di Stellantis, Cappellano.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/JENFY3MRFJK3TAXSGR4W2QNCHE.jpg?auth=9c205d87a02cfef06d87e75d8a28a06bc29d11afb785e308252e7d71db3c697b&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Volkswagen in grave crisi taglia centomila occupati]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/aziende/volkswagen-grave-crisi-taglia-centomila-occupati-2685165.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/aziende/volkswagen-grave-crisi-taglia-centomila-occupati-2685165.html</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Le due facce della medaglia: da una parte, il gruppo Volkswagen sta valutando l'eliminazione fino a 100mila posti di lavoro e la chiusura di fabbriche in Germania.]]></description><pubDate>Sat, 27 Jun 2026 03:14:50 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Le due facce della medaglia: da una parte, il gruppo Volkswagen sta valutando l'eliminazione fino a 100mila posti di lavoro e la chiusura di fabbriche in Germania; dall'altra, la previsione di Zhu Jiangming, fondatore e ceo di Leapmotor (Stellantis): presto l'80% delle vetture prodotte a livello globale arriverà dalla Cina. Per non parlare di Byd che punta alla leadership mondiale entro 5 anni. Se una volta a fare affari sul mercato dell'auto cinese erano soprattutto i produttori tedeschi, ora la situazione si è capovolta. La reazione del ceo di Volkswagen, Oliver Blume (in foto): «Occorre migliorare la competitività del gruppo». E per raggiungere l'obiettivo ecco sul tavolo del cda un piano che prevede il raddoppio dei tagli al</p><p>personale, fino a un massimo di 100mila unità su un totale di 657mila addetti. La riorganizzazione lacrime e sangue contempla anche meno costi generali per 11 miliardi entro il 2030 e lo stop a quattro siti in Germania: Neckarsulm (Audi); Hannover, Zwickau ed Emden (Volkswagen).</p><p>Sono le conseguenze della politica harakiri dell'Ue, subito sposata dalla quasi totalità dei costruttori, che con il Green deal ha imposto la sola via del «tutto elettrico» dal 2035 per portare le aziende a ridurre sempre più gli investimenti nelle motorizzazioni endotermiche, punto di forza del «sistema», con i ringraziamenti di Pechino. Per anni, inoltre, i costruttori tedeschi hanno sostenuto che il calo della domanda in Cina, la transizione verso il «tutto elettrico» più lenta del previsto e l'aumento delle tensioni commerciali rappresentavano solo battute d'arresto temporanee e cicliche. Risultato: 100mila a casa per Volkswagen e si è solo all'inizio. Il caso del gruppo di Wolfsburg rappresenta il momento difficile che attanaglia la Germania. Il cancelliere Friedrich Merz: «L'esecutivo sta lavorando con tutte le sue forze a una serie</p><p>di misure per rafforzare la base economica del Paese, con l'obiettivo di rendere il Paese competitivo e adatto al futuro». «Le condizioni economiche in Germania e in Europa sono attualmente complesse - rimarcano dal ministero delle Finanze - e siamo impegnati a migliorare in modo costante le condizioni del sistema produttivo. Si interverrà sul prezzo industriale dell'energia e sulle compensazioni sui costi elettrici».</p><p>«Gli esuberi Volkswagen? - avverte l'advisor Andrea Taschini -: si è passati da 28mila a 50mila, fino agli attuali 100mila, segno evidente di quanto la situazione stia sfuggendo di mano. Dietro ogni posto perso nelle case auto, inoltre, ce ne sono diversi nella filiera. Pensare che qualche fabbrica cinese in Europa possa compensare queste perdite significa illudersi. Se non si applicherà un severo contingentamento delle importazioni dalla Cina, entro 5 anni l'Europa non avrà più una propria industria dell'auto».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/HW6ST3PGYZPNTHISENYFROGT7U.jpg?auth=0ba0ef08e21defafd0abfe9e437de0bc30a7ced2f262d25c6a8247e0dcb57d02&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Di Silvestre da Bmw Italia alla Ferrari: è il nuovo direttore marketing e commerciale]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/aziende/silvestre-bmw-italia-ferrari-nuovo-direttore-marketing-e-2683347.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/aziende/silvestre-bmw-italia-ferrari-nuovo-direttore-marketing-e-2683347.html</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Il manager prende il posto di Enrico Galliera, da 16 anni a Maranello e “front man” ai lanci del Cavallino rampante, che affronterà un nuovo percorso professionale]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 17:27:59 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo prestigioso incarico per <b>Massimiliano Di Silvestre</b>, 58 anni, da poco uscito da Bmw Italia di cui è stato presidente e amministratore delegato: per lui la Ferrari ha riservato il ruolo di direttore commerciale e marketing, incarico ricoperto da <b>Enrico Galliera</b>, da 16 anni al servizio della casa di Maranello, il quale ha deciso di scommettere su un nuovo percorso professionale. Di Silvestre, da parte sua, entrerà a far parte del Leadership Team Ferrari, riportando direttamente al ceo Benedetto Vigna.</p><p>"Sono lieto di dare il benvenuto a Massimiliano in Ferrari - il commento del top manager -: la sua esperienza internazionale e la sua leadership saranno un contributo importante per accompagnare la prossima fase di crescita dell'azienda".</p><p>Vigna, allo stesso tempo, ha ringraziato il “veterano” Galliera “per il contributo straordinario offerto a Ferrari nel corso della sua lunga carriera”. “Con passione e competenza - le parole di ceo - Galliera ha contribuito in modo significativo alla crescita dell'azienda e al rafforzamento del marchio Ferrari nel mondo. A lui va la gratitudine di tutta Ferrari e il mio augurio per il futuro". La decisione di Galliera di intraprendere una nuova fase del proprio percorso professionale, la precisazione da Maranello, era stata condivisa da tempo con l'azienda.</p><p>E se Di Silvestre ha lasciato la guida di Bmw Italia (nel 2019 la sua nomina) partecipando, come atto finale, al recente Concorso d’eleganza di Villa d’Este, Galliera ha visto nel lancio di Luce, la prima auto elettrica del Cavallino rampante, l’ultima sua apparizione su un palcoscenico mondiale. Il nuovo direttore marketing e commerciale di Ferrari ha alle spalle una lunga carriera internazionale, avendo mosso i primi passi nel gruppo Volkswagen, per poi approdare in Mercedes-Benz, Toyota-Lexus e Rolls-Royce. Diverse le esperienze, anche all’estero (Ungheria) in Bmw, prima di salire al vertice della filiale italiana. Nel 2022, inoltre, Di Silvestre è entrato nella classifica dei “100 Top Manager”, stilata da <i>Forbes</i>, “che con spirito di innovazione e attenzione alla sostenibilità guidano le loro aziende verso il futuro”.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/TC7CNBA6G5PW7FFVJ232JJ6C4A.jpg?auth=5b60f06f6b5ae01ee4579d76e8e99994f46585e51d23178e40a059d198ce41e7&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Dazi Ue anche sulle auto ibride plug-in cinesi. Per Bruxelles un nuovo pasticcio in vista]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/cittadini/dazi-ue-anche-sulle-auto-ibride-plug-cinesi-bruxelles-nuovo-2683308.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/cittadini/dazi-ue-anche-sulle-auto-ibride-plug-cinesi-bruxelles-nuovo-2683308.html</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Con questa mossa si vuole favorire il Made in Europe, ma allo stesso tempo si penalizzano le aziende e quei dipendenti che, come benefit, puntano sulle vetture ricaricabili più accessibili. Il flop della tassa sulle elettriche del Dragone: "Ha finito per aumentare a dismisura l'import di veicoli termici da Pechino", avverte l'eurodeputato Salini. Intanto i big asiatici hanno raggiunto il 12% di quota nel Vecchio continente (+4% in un solo anno)]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 16:35:57 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo pasticcio in vista da parte di Bruxelles in chiave green. I dazi pensati per frenare le auto elettriche Made in China, infatti, non stanno facendo altro che «moltiplicare a dismisura le importazioni da Pechino di vetture con motore endotermico» sulle quali non esistono barriere commerciali. A sottolineare l’effetto boomerang al Giornale è Massimiliano Salini, vicepresidente del Ppe e relatore all’Europarlamento della proposta di revisione del Regolamento relativo alle emissioni di CO2 per auto e furgoni. Non contenta della situazione paradossale che si è venuta a creare, ora qualcosa di simile la Commissione Ue ha in mente di applicare anche alle vetture ibride plug-in. «A questo punto, se decidi di bloccare una cosa, con l'obiettivo di produrre in Europa auto elettriche e plug-in hybrid, vai solo ad aumentare gli arrivi dalla Cina di quelle endotermiche. Si sta facendo uscire il diavolo dalla porta per farlo rientrare dalla finestra. Ci vuole coerenza. Le politiche dei dazi hanno vita breve in un mondo globale come quello attuale, ma se si applicano, occorre farlo in modo razionale», rimarca Salini.</p><p>Il commento del vicepresidente del Ppe arriva a pochi giorni dalla notizia sulla volontà di Bruxelles di introdurre dazi anche sull'importazione di auto ibride plug-in (endotermico insieme all'elettrico con la spina) dalla Cina, in risposta all'aumento della concorrenza da parte dei costruttori del Dragone. La Commissione Ue potrebbe, quindi, imporre rapidamente la nuova tassa non appena una maggioranza degli Stati membri darà il proprio consenso.</p><p>L’osservazione dell’eurodeputato Salini, viste le intenzioni, è pragmatica: o tassi tutto l’import oppure non fai altro che favorire le tattiche vincenti adottate dai cinesi.</p><p>Da parte loro, i big del Dragone continuano a crescere nel Vecchio continente (+3,2% il dato complessivo a maggio riferito all’intero mercato e +4% nei 5 mesi), raggiungendo una quota pari al 12%, il 4% in più in solo anno. Byd, Saic (Mg), Geely e Chery (Omoda e Jaecoo),  insieme a Leapmotor, azienda in joint venture con Stellantis, hanno visto le loro vendite aumentare di quasi il 65% su base annua.</p><p>Nell’area Ue è significativo il balzo proprio delle ibride plug-in (+13,2% il mese scorso e una penetrazione del 10,7%). Le auto ricaricabili (elettriche e ibride con la spina) raggiungono insieme il 31,7% di quota. Se consideriamo i soli 5 major market, le vendite di questi modelli, che vedono i cinesi primeggiare con prodotti a prezzi accessibili, segnano un aumento mensile del 37,3% e una quota del 32%.</p><p>Punire nuovamente il Dragone mettendo altre tasse d’ingresso in Europa sulle loro vetture ibride ricaricabili? Da una parte la mossa rientrerebbe nel progetto “Made in Europe”, tuttora all’ordine del giorno a Bruxelles in attesa di essere varato, dall’altra ecco il rovescio della medaglia che rischia di penalizzare aziende e utenti.</p><p>In proposito, Italo Folonari, presidente di Aniasa (noleggio auto, sharing mobility e automotive digital), pone l’accento sul pesante impatto del provvedimento in esame sui dipendenti di aziende che, come benefit, hanno scelto l’auto ibrida ricaricabile. «Modelli di questo tipo - afferma l’imprenditore - hanno mediamente un costo più elevato, da qui per evitare il downsizing del veicolo, c’è chi ha preferito orientarsi sull’offerta cinese. Il danno, quindi, sarebbe a carico di questi dipendenti o delle aziende che dovrebbero acquistare tali modelli a prezzi più alti. Un recente studio mette in evidenza come un’altissima percentuale di Pmi vede il costo per la mobilità al secondo posto dopo quelle del personale».</p><p>Il punto di vista di Salvatore Saladino, country manager di Dataforce Italia: «I dazi rappresentano qualcosa di distorsivo per il mercato. Tale misura porta sempre all'aumento dei prezzi di prodotti accessibili. E se guardo al consumatore, è chiaro dove si stia dirigendo: verso i modelli che costano meno offerti dal blocco asiatico, soprattutto dalla Cina. Che senso ha porre ora dazi anche sulle vetture ibride ricaricabili cinesi? Sarebbe solo una nuova stortura visti i danni che le normative Ue hanno recato al mercato. La soluzione? Restare fermi, come si sarebbe dovuto fare sin dall’inizio». </p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/2ILQEFHY2BM4PGMJ75BLJSVCDA.jpg?auth=9a528506e9f7b9c03e33a0dc43dc7553138cfc44f679cd5f106be4d94ed79246&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Maserati, ripartenza decisiva con le nuove Grecale, GranTurismo e GranCabrio]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/automotive/maserati-ripartenza-decisiva-nuove-grecale-granturismo-e-2680698.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/automotive/maserati-ripartenza-decisiva-nuove-grecale-granturismo-e-2680698.html</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Nell’anno del centenario dell'iconico logo, il Tridente affronta la sfida più importante. Verso il ritorno dell’offerta nel segmento “E” e partnership in vista per le produzioni a Modena e Cassino. Eccellenza, stile, prestazioni, qualità e passione da sempre fanno la differenza. Il valore aggiunto del sound. Motori "Nettuno" fino a 590 cv e opzione elettrica "Folgore". A settembre nelle concessionarie]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 08:48:30 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Maserati alla "prova del nove" con tanta fiducia e ottimismo. Il responsabile del marchio modenese (e di Alfa Romeo) Santo Ficili ha lanciato la sfida: le nuove Grecale, GranTurismo e GranCabrio, in vendita dal prossimo settembre, rappresentano i tre assi per far tornare Maserati sulla cresta dell’onda. Oltre al design dei tre modelli rinnovato, al motore V6 Nettuno portato a 590 cv di potenza su GranTurismo e GranCabrio "Trofeo", gli appassionati troveranno una nuova versione del propulsore (390 cv) per il Suv Grecale e l'autonomia migliorate per la gamma 100% elettrica "Folgore".</p><p>Maserati rappresenta il lusso di Stellantis e l’obiettivo è quello di rafforzare questo posizionamento in tale segmento, Determinanti, a questo proposto, saranno i futuri lanci di quelli che si preannunciano gli eredi di Levante e Quattroporte, inopportunamente “pensionati” dalla passata gestione con al vertice Carlos Tavares.</p><p>La parola d’ordine della ripartenza di Maserati si basa sugli elementi che, da sempre, hanno contraddistinto il Tridente: design, eleganza, performance, artigianalità e un approccio alla tecnologia centrato sulla persona.</p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/JVJ4DT65NJNL5N3MVB2HSCXDCM.jpg?auth=f1ca6b2f1710e5e4b18dc5ca29b25ec9a658be59eb73d61ab085b9490b0a5e76&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="Maserati" height="900" width="1200"/><p>“Maserati andrà a completare la nostra strategia globale e, vedrete, si confermerà icona italiana di stile ed eleganza. Tutti i brand italiani contribuiranno ad ampliare la nostra offerta, introducendo nuovi veicoli ibridi, elettrici e con motori termici ad alta efficienza. Stiamo definendo un ambizioso piano che presenteremo a Modena entro fine anno. Piano che comprende anche l’arrivo di due nuovi modelli del segmento delle ammiraglie. Maserati andrà così a completare la nostra strategia globale e, vedrete, si confermerà icona italiana di stile ed eleganza", la benedizione del ceo di Stellantis, Antonio Filosa.</p><p>Per Ficili, manager al volante del marchio, “con la nuova gamma si rafforza la peculiarità che da sempre ci definisce e che porta a un equilibrio di eleganza mai ostentata, ma sempre orientata alla performance”. Nuova GranTurismo e Nuova GranCabrio si presentano con esterni rinnovati e interni ulteriormente raffinati. Fino a 590 cv di potenza massima erogata dal 3.0L V6 Nettuno, oltre 320 orari di velocità massima (“Trofeo”), 650 Nm di coppia e un’esperienza di sound che i tecnici presentano come “senza precedenti" grazie allo scarico sportivo, standard per la versione “Trofeo”. Tutte le versioni, inoltre, sono dotate come contenuti standard, di trazione integrale e sospensioni pneumatiche con assetto e altezza regolabili, e offrono un’esperienza di guida fruibile in tutto comfort e sicurezza per 4 persone.</p><p>Nuova Grecale, da parte sua, si afferma come il Suv luxury più completo della Casa modenese, capace di coniugare un’abitabilità al pari del segmento superiore con un carattere sportivo più marcato e un impiego quotidiano senza compromessi. Sotto il cofano si trova il V6 Turbo con la più alta potenza specifica della categoria, che porta in dote un sound inconfondibile e una tecnologia di derivazione Formula 1.</p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/AK6UKY2C2ZJF5HWPA6RQKOVAYM.jpg?auth=74e8c1104f2d51794d7894393cbfd4dc9199560e762a4a08b03851202378005b&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="Maserati" height="900" width="1200"/><p>Le due sportive nascono sulla linea di Modena dopo il trasloco da Mirafiori, mentre Grecale consente allo stabilimento di Cassino di prendere un po’ di fiato, viste le difficoltà che sta attraversando e in attesa che il ceo di Stellantis, Filosa, ne definisca il futuro grazie a una partnership (due le opzioni sul tavolo) ancora in via di definizione.</p><p>In concomitanza con il debutto dei tre modelli, Maserati dà vita al nuovo ed  esclusivo “Web Configurator”: una piattaforma fotorealistica, capace di restituire in tempo reale una visione emozionale di ogni configurazione, su qualsiasi dispositivo e in ogni mercato. “Il veicolo - spiega una nota - abbandona così l’ambientazione neutra diventando protagonista di un’esperienza immersiva, dove il lifestyle italiano è parte integrante della narrazione grazie a un ambiente interamente ridisegnato in 3D e al nuovo formato widescreen 21:9, che dona alle immagini un taglio cinematografico iper-realistico, per esaltare il design delle vetture”.</p><img src="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/YNMC5TR4QVK5HLJIY7DM4Z65UA.jpg?auth=261dc05ca42a7fd8a3113e1136632bfa39591f9820b27c4f26af41d51c8e7f00&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" alt="Maserati" height="900" width="1200"/><p>GranTurismo e GranCabrio, nell'opzione Folgore (100% elettrica), offre una potenza di 760 cv: la GranTurismo raggiunge i 325 orari; la GranCabrio, prima cabriolet full electric del segmento, tocca i 290, confermandosi la cabrio a sola batteria più veloce in circolazione.</p><p>Il Suv Grecale unisce versatilità, utilizzo quotidiano e un carattere sportivo distintivo, confermandosi best-in-class per abitabilità e comfort nel segmento. Nella gamma motorizzazioni spicca il V6 Turbo derivato dal Nettuno e dotato di tecnologia a precamera ripresa dalla F1 - con brevetto Maserati - che raggiunge la più alta potenza specifica della categoria (177 cv/litro): la Trofeo V6 accelera da 0 a 100 in 3,8 secondi e tocca i 285 orari. La gamma si compone ora di sei versioni (Grecale, Modena, Grecale V6, Modena V6, Trofeo V6 e Folgore) con propulsori a combustione, ibridi e full electric: il V6 benzina da 390 cv (Grecale V6 e Modena V6) o 530 cv (Trofeo V6); il 4 cilindri mild hybrid da 250 o 300 cv (Grecale) o 330 cv (Modena); e la full electric da 550 cv con tecnologia a 400 Volt (Folgore).</p><p>“La missione di Maserati - conclude Ficili - è quella di scrivere il futuro della mobilità nel segmento del lusso, concentrandosi sulle richieste dei propri clienti. Il marchio per raggiungere questa missione è fortemente focalizzato anche sul programma di personalizzazione Maserati Fuoriserie, sulle attività di Maserati Classiche e nell'intenso programma racing di Maserati Corse”.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/IWTXTWK2JJJ2RBCCIAVIAPXVFI.jpg?auth=c6307dc6751c455d831ab8c89bc9edcdb23c1acf34f43bf67b4c4ff910c885eb&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Stellantis non vende e resta a Cassino]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/aziende/stellantis-non-vende-e-resta-cassino-2680637.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/aziende/stellantis-non-vende-e-resta-cassino-2680637.html</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Filosa: "Sceglieremo tra due partner. Un miliardo per i veicoli commerciali ad Atessa"]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 05:39:56 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il rilancio della produzione di Stellantis in Italia avrà nelle partnership un punto fondamentale. In pratica, anche nella Penisola il gruppo si appresta ad avviare accordi con altre società sul modello di quanto è stato deciso Oltreconfine: in Spagna, a Madrid e Saragozza, con il socio cinese Leapmotor, e in Francia, a Rennes, attraverso la joint venture con Dongfeng. Modena, la casa di Maserati, e Cassino (Frosinone) sono i due impianti il cui futuro è legato a partnership collaborative, come le ha descritte il ceo Antonio Filosa. «Di sicuro - ha ribadito il top manager, in audizione alle Commissioni attività produttive di Camera e Senato - né Cassino né Maserati saranno cedute».</p><p>A due giorni dall'incontro del capo europeo Emanuele Cappellano con i sindacati, Filosa ha fornito ulteriori dettagli sui progetti in Italia all'interno del piano globale da 60 miliardi. «Spero di portare importanti novità da Cassino prima di dicembre - l'auspicio del ceo - a beneficio anche della filiera. Abbiamo in mente di lavorare insieme a un partner a Modena e Cassino per il futuro di Maserati». La scelta è tra due partner. Le E-car previste a Pomigliano? «Il programma sarà realizzato con un soggetto per il quale si sta finalizzando l'intesa. La modalità che governa la nostra partnership sarà più o meno la stessa: 51% a noi, 49% al socio. Si lavorerà su questi aspetti: distribuzione delle vetture; condivisione degli asset manifatturieri nei siti esistenti e in quelli che aggiungeremo; sviluppo di tecnologie e delle filiere locali. A Pomigliano, inoltre, faremo due modelli, ma spero tre». Atessa, il più grande polo europeo per la produzione di furgoni, riceverà investimenti per 1 miliardo. «E lo facciamo - la precisazione di Filosa - come conferma che non vendiamo o delocalizziamo, bensì per rimanerci, sviluppare e aumentare la produzione». Tutte risorse fresche per Atessa che vedrà nascere, insieme agli altri furgoni, il nuovo Ducato nel 2029, oltre ai 5 miliardi, da qui al 2030, a beneficio del gruppo per l'innovazione. «La nostra è una visione chiara - così Filosa in aula -: nel 2025 abbiamo iniettato in Italia 2 miliardi a livello industriale e circa 1 miliardo in ricerca e sviluppo». Confermata anche l'attenzione verso i fornitori del Paese.</p><p>Filosa ha quindi ricordato come l'azienda si trovi a operare in un contesto i cui costi dell'energia sono sfavorevoli: i primi tre mesi hanno significato 205 euro in media a MWh, contro i 100 in Francia e i 90 in Spagna. «Quattro le azioni positive di svolta - il commento di Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione di Montecitorio - : Made in Europe per favorire progettazione e componentistica locali, e contrastare la concorrenza cinese; investimenti in innovazione nel rispetto della neutralità tecnologica; sviluppo di utilitarie per famiglie con costi accessibili; nuovi furgoni da produrre in Italia».</p><p>«Ora si tratta di rendere il tutto fattibile, ma per arrivare a ciò bisogna liberare l'Europa dalle macerie del Green Deal», l'analisi del ministro Adolfo Urso. E l'industriale bresciano Marco Bonometti (Omr): «Questa visione industriale conferma la centralità dell'Italia e si inserisce nel solco degli insegnamenti di Sergio Marchionne e della strategia indicata dal presidente John Elkann».</p><p>Stellantis ha infine annunciato l'asse con Uber e Wayve per lo sviluppo di robotaxi. I servizi di mobilità autonoma riguarderanno Londra, Tokyo e altre 10 città già da quest'anno.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/VS6QQFOCAJO47CQZN2HXUWUV5I.jpg?auth=8c9a79e8636890009d2e47dff1a191ee05676acf6ddba0be7856df0cb8167ef7&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Toyota C-HR+, primo modello elettrico di volume]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/automotive/toyota-c-hr-primo-modello-elettrico-volume-2679729.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/automotive/toyota-c-hr-primo-modello-elettrico-volume-2679729.html</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Con questo lancio il colosso giapponese, che ha nel “full hybrid” la motorizzazione dominante, chiude il cerchio dell’offerta. Ricarica veloce e autonomia rispettata. Accesso al 95% delle colonnine pubbliche disponibili]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 13:48:39 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Era da qualche tempo che non guidavo una vettura 100% elettrica. Le ragioni? Ho sempre respinto la decisione, peraltro ora in fase di revisione, di imporre tout court l’utilizzo di una tecnologia piuttosto che un’altra. La politica deve indirizzare, spetta poi all’industria capire come raggiungere gli obiettivi, in questo caso di decarbonizzazione, peraltro senza che da Bruxelles abbiano messo in conto tutte le variabili energetiche, geopolitiche e di approvvigionamento delle materie prime regolarmente emerse. E senza considerare minimamente il fatto che l’Europa, in tema di emissioni di CO2, rappresenta il Continente più virtuoso.</p><p>Strumentalizzazioni politiche e lobbistiche hanno così finito per "macchiare" l'immagine di questa alimentazione: se l'acquisti sei "green", se non ti piace sei...</p><p>A parte questi fattori negativi, non posso che giudicare positivamente il rendimento del nuovo Toyota C-HR+, primo modello elettrico di volume del colosso giapponese che, sul tema della transizione energetica, si è sempre distinto per equilibrio e pragmatismo ponendo il cliente al centro ed evitando qualsiasi contagio di tipo ideologico.</p><p>Libertà di scelta, dunque, e basta parlare di colonnine di ricarica insufficienti come scusante dell’apatia italiana verso l’auto elettrica. Le infrastrutture ci sono (oltre 78.200 in Italia) e i nodi da sciogliere, a mio parere, riguardano soprattutto i tempi di ricarica e la semplificazione di approccio alle colonnine tra app disparate, istruzioni a volte poco comprensibili, localizzazioni isolate delle infrastrutture, mancati funzionamenti, ecc. Sembrano delle banalità, ma non esiste solo l’ansia da ricarica.</p><p>Comunque, su questo Toyota C-HR+ il mio giudizio è positivo, a conferma che criticare non vuol dire obbligatoriamente non apprezzare. A commentare, infatti, è chi si è sempre tenuto piuttosto distante dall’elettrico puro, preferendo le alternative ibride che considero più pratiche e, non per niente, quelle più richieste.</p><p>Nelle volte che ho provveduto alla ricarica, l’80% di energia è arrivato in una trentina di minuti e per il 20% è bastato il tempo di una spesa veloce al supermarket con tanto di spazio destinato al rifornimento dei veicoli a batteria.</p><p>C-HR+ garantisce un perfetto equilibrio tra piacere di guida e sicurezza:  un progetto pensato per offrire diverse configurazioni di potenza e autonomia, senza compromettere spazio e versatilità. Al volante di un’auto elettrica, comunque, è importante calibrare sempre la pressione sull’acceleratore per mantenere accettabili i consumi energetici, soprattutto con il climatizzatore a palla. Occhio, poi, per i principianti, alla coppia: lo sprint immediato anche in retromarcia, è sempre in agguato. Ci si abitua subito, ma attenzione.</p><p>Due le tipologie di batterie previste per il nuovo Toyota C-HR+:  57,7 kWh (ioni di litio, 78 celle) e 77,0 kWh (ioni di litio, 104 celle). Le batterie sono posizionate sotto il pianale, garantendo un baricentro basso per una guida più stabile e dinamica. “Il sistema di gestione termica attiva - assicurano da Toyota Motor Italia - con pompa di calore e pre condizionamento automatico, ottimizza prestazioni e durata nel tempo, anche in condizioni climatiche avverse”. “Questo modello - aggiunge la nota - supporta la ricarica AC fino a 11 kW (trifase), o 22 kW nel caso della versione top di gamma, e la ricarica rapida DC fino a 150 kW per tutte, permettendo di passare dal 10% all’80% in meno di 30 minuti. Il sistema di navigazione intelligente integra le stazioni di ricarica lungo il percorso, ottimizzando i tempi di sosta e suggerendo la strategia di ricarica migliore in base allo stile di guida e alla temperatura esterna”.</p><p>Quanto a trazione e potenza dei sistemi, tre le combinazioni possibili: FWD con potenza di 123 kW (167 cv): pensata per l’uso urbano, con autonomia sopra i 400 km e prestazioni più contenute; FWD con motore potenziato da 165 kW (224 cv): maggiore coppia e autonomia fino a 600 km (sarà la versione di volume), AWD Dual Motor con potenza complessiva di 252 kW (343 cv), ovvero il top di gamma con trazione integrale e prestazioni importanti. Tre gli allestimenti: C-HR+ (40.800 euro), Icon (43.800 euro) e Premium (49.800 euro). “C-HR+ - informa Toyota Motor Italia -  negli allestimenti C-HR+ e Icon, sarà compreso tra i modelli che potranno accedere agli incentivi statali fino a un massimo di 11mila euro”. Per il periodo di lancio, inoltre, il cliente riceverà in omaggio la Homecharger originale Toyota con installazione inclusa. Altro aspetto importante per chi punta su una vettura elettrica è poter disporre del sistema di ricarica domestico.</p><p>Per il resto, i comandi sono intuitivi, con una logica di funzionamento semplice e una disposizione studiata per ridurre al minimo le distrazioni. Spazioso l’abitacolo.</p><p>Il nuovo modello 100% elettrico arriva proprio nel decennale del modello C-HR (2,1 milioni le unità vendute, di cui 1,2 milioni in Europa). Le altre opzioni: full-hybrid, punto di forza di Toyota, e plug-in.</p><p>“C-HR+ - spiega Alberto Santilli, ad di Toyota Motor Italia - rappresenta l’interpretazione di elettrico secondo i principi del gruppo: affidabilità, mantenimento nel tempo delle prestazioni e, quindi, valore del prodotto. Il tutto cercando sempre di interpretare al meglio le esigenze del cliente. C’è inoltre una app che agevola le ricariche da parte del guidatore informandolo sulla disponibilità delle colonnine più vicine di qualsiasi azienda. Toyota Charging Network permette l’accesso al 95% delle colonnine pubbliche”.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/LIUP7OOBGFP5JIPEE5GCLGP7ZY.jpg?auth=ed852cb9f33cd4beadd7cacc16b625b4ea81559f306506b3555036b710dabf96&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Stellantis punta 5 miliardi sull'Italia]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/aziende/stellantis-punta-5-miliardi-sullitalia-2679510.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/aziende/stellantis-punta-5-miliardi-sullitalia-2679510.html</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[L'investimento destinato alla ricerca. Cappellano: "Nessuna fabbrica sarà chiusa"]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 05:45:11 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Cinque miliardi di investimenti in Italia, da qui al 2030, su ricerca e innovazione per piattaforme, motorizzazioni, intelligenza artificiale e nuove tecnologie. È quanto ha comunicato il capo europeo di Stellantis, Emanuele Cappellano, ai sindacati nell'incontro focalizzato sulle ricadute italiane del piano strategico globale presentato a maggio dal ceo Antonio Filosa: 60 miliardi di cui 24, ovvero il 40%, relativi all'innovazione e alle tecnologie. Ma novità ulteriori, in termini di investimenti nel Paese, potrebbero arrivare domani quando Filosa sarà ascoltato dalla Commissione attività produttive della Camera. «Ci aspettiamo - afferma Luca Squeri, segretario della Commissione - che Stellantis faccia un'analisi di questa fase che registra momenti certamente migliori rispetto al recente passato».</p><p>In generale, sondando gli umori della politica, la sensazione che emerge riguarda i benefici che il gruppo comincia a toccare con mano derivati dalla decisione di «non seguire la strategia suicida dell'elettrificazione totale».</p><p>Cappellano, da parte sua, ha ribadito la centralità dell'Italia come hub strategico: Pomigliano per l'elettrico accessibile (il progetto E-car: l'auto piccola, elettrica e sotto i 15mila euro); Atessa per i furgoni; Mirafiori per l'innovazione industriale; il polo Melfi-Modena-Cassino per il premium e il lusso. «Nessuna chiusura di fabbriche», ha ribadito il top manager. Vengono infatti mantenuti gli impegni su modelli come la nuova Alfa Romeo a Melfi o la produzione della Pandina a Pomigliano fino al 2030. Previste, inoltre, altre 150 assunzioni di ingegneri già nell' anno dopo le 150 del 2025.</p><p>Da sciogliere, però, resta sempre il nodo Cassino, l'impianto in provincia di Frosinone più in difficoltà (da gennaio si è lavorato per meno di un mese con il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali). Il suo futuro, come anticipato dal Giornale, sembra essere legato a una partnership in via di definizione. L'alto di gamma resterà centrale e tutto dipenderà dalle decisioni che saranno prese, per fine anno, su Maserati e Alfa Romeo. Di recente, tra l'altro, un'indiscrezione dava la produzione di un veicolo Maserati nella fabbrica francese di Rennes in collaborazione con Voyah, il brand di lusso del colosso cinese Dongfeng con il quale Stellantis sta stipulando una joint venture.</p><p>Su Cassino i sindacati chiedono chiarezza in tempi rapidi. «Il sito è praticamente fermo», sottolinea Davide Sperti, neo segretario generale Uilm. Una situazione vista come «drammatica» anche da Ferdinando Uliano, leader Fim-Cisl, «che ha nell'assegnazione della nuova Grecale, entro il 2027, un segnale positivo, ma insufficiente».</p><p>L'incontro con Cappellano, Cassino a parte, ha lasciato comunque ancora molti punti interrogativi. E se Melfi appare il sito più solido, permangono ombre su Mirafiori, dove i volumi della 500 ibrida sono lontani dalle attese, spingendo la Fim-Cisl a sollecitare un modello aggiuntivo (la nuova 500 arriverà solo nel 2028). Anche Termoli resta un sorvegliato speciale ed è stata chiesta l'assegnazione di nuove produzioni di motori. Positivo il commento di Antonio Spera (Ugl): «Accogliamo con favore il confronto e le conferme ricevute su investimenti e continuità produttiva». «I segnali sono incoraggianti», la conclusione di Cappellano. La parola passa a Filosa.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/6KIYH4RYCJJQ7CO3C7VRG4SLWM.jpg?auth=c0529d3b847a98153a322a8884c38477eefafcd2f466b36fe8f93913f89d034e&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Stellantis, un socio per Cassino]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/aziende/stellantis-socio-cassino-2678963.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/aziende/stellantis-socio-cassino-2678963.html</guid><dc:creator><![CDATA[Pierluigi Bonora]]></dc:creator><description><![CDATA[Il gruppo cerca una partnership per rilanciare lo stabilimento laziale]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 05:11:53 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Da Stellantis, per ora, c'è solo la rassicurazione che non saranno chiusi o ceduti stabilimenti in Italia e che il taglio produttivo in Europa di 800mila unità, previsto entro il 2030, per far fronte alla sovraccapacità, non impatterà sul nostro Paese. Una strategia che porterà l'utilizzo dei siti dal 60% all'80% sempre per fine decennio. La gamma E-car (vetture compatte, ecologiche ed elettriche con listino non superiore a 15mila euro) a Pomigliano d'Arco nel 2028; una nuova Alfa Romeo C-Suv a Melfi; il Ducato di nuova generazione ad Atessa e, sempre nel 2028, a Mirafiori la nuova Fiat 500. Questi, per ora, i punti fermi annunciati di recente dal responsabile di Stellantis per l'Europa, Emanuele Cappellano, che proprio oggi incontrerà a Roma i sindacati.</p><p>Da sciogliere resta il nodo della fabbrica di Cassino (Frosinone) che occupa 2.130 addetti: nel primo trimestre 2026, secondo i dati Fim-Cisl, la produzione è scesa del 37,4% a nemmeno 3mila unità. Un crollo verticale, quello del sito laziale, la cui salvezza sarebbe legata a progetti di partnership con altri costruttori. Per conoscere il destino di questo stabilimento, comunque, bisognerà attendere gli ultimi mesi dell'anno, quando Stellantis illustrerà il piano di rilancio del marchio Maserati (sulla linea di Cassino, al momento, c'è il Suv Grecale del Tridente insieme alle Alfa Romeo Stelvio e Giulia)</p><p>Notizie più precise, in questa direzione, potrebbero arrivare mercoledì quando il ceo Antonio Filosa sarà ascoltato dalla Commissione attività produttive della Camera presieduta da Alberto Gusmeroli. Alla vigilia dei due vertici di Stellantis con sindacati e deputati, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, si è detto fiducioso sul futuro produttivo in Italia. «La crisi dell'auto è una crisi europea e il Piano Italia del gruppo prevede il mantenimento degli impianti e che non ci siano licenziamenti collettivi come sta avvenendo nel resto dell'Europa (19mila esuberi comunicati da Volkswagen per il 2026 e 50mila in tutto entro il 2030, ndr). La produzione di auto in Italia, inoltre, ha ripreso a crescere e si è rafforzata», il messaggio di Urso dal Forum in Masseria di Manduria (Taranto).</p><p>All'incontro di oggi, intanto, parteciperà per la prima volta il nuovo leader Uilm, Davide Sperti, al quale Rocco Palombella, alla guida dal 2010, ha passato il testimone. «Cassino non ha ancora una missione chiara per il futuro - commenta il segretario nazionale Uilm, Gianluca Ficco - e la possibilità prospettata è di una partnership basata su una piattaforma per l'alto di gamma. Un progetto che ci vede favorevoli, ma che si deve concretizzare. A Cappellano chiederemo anche un piano di rilancio delle motorizzazioni italiane a beneficio di Termoli, il cui impianto è parzialmente saturo, ma soprattutto a beneficio dei lanci dei futuri modelli. I motori Made in Italy sono un'eccellenza e vanno recuperati pienamente. Cosa dirà Filosa ai parlamentari? Non penso che ci saranno grandi novità in quanto Stellantis le carte sul tavolo le sta già mettendo. La volontà di rilancio da parte di Filosa c'è, ma si deve tener conto che l'Ue non ha ancora modificato le politiche autolesioniste che hanno innescato la crisi generale del settore».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/U3SDCKERXFMKJJTF7DNLIEBCSU.jpg?auth=43425ee33dca70b793a34a97552f2053d956c41907839e3efaf83814de903e82&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item></channel></rss>