<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[News feed]]></title><link>https://www.ilgiornale.it</link><atom:link href="https://www.ilgiornale.it/arc/outboundfeeds/rss/autore/anna-caldera/" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[ News Feed]]></description><lastBuildDate>Wed, 29 Jul 2026 00:25:57 +0000</lastBuildDate><language>it</language><ttl>1</ttl><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[La casa si veste d'estate e sale alla ribalta il terrazzo sotto le stelle]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/casa-si-veste-destate-e-sale-ribalta-terrazzo-sotto-stelle-1420539.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/casa-si-veste-destate-e-sale-ribalta-terrazzo-sotto-stelle-1420539.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description><![CDATA[Tutti i tessuti e i disegni inneggiano alla freschezza, dalle lenzuola alle tovaglie]]></description><pubDate>Sat, 15 Jul 2017 10:25:11 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>L'estate è finalmente arrivata, irrompe nella nostra casa riempendola di luce e colore. E noi la assecondiamo in poche e semplici mosse. Il primo passo è alleggerirci dall'inverno, se non è già stato fatto, togliendo piumini e coperte in lana che lasciano il posto a soluzioni più leggere come lino e cotone. Colore, è imperativo in tutte le sue sfumature, a partire da quelli tipici di questa stagione (blu, azzurro, giallo e verdi intensi non a caso il colore pantone di quest'anno è il greenery - ma anche colori classici che richiamano la terra come marrone, tortora e beige), si alternano nella biancheria per la casa: lenzuola per il letto, spugne per il bagno, tovaglie e tovagliette, fino a «vestire» i complementi d'arredo come cuscini e tessuti che ricoprono divani e sedie.</p><p>Perfino il tableware si arricchisce con motivi estivi come pesci e stelle marine su piatti, bicchieri e vasellame (sempre nel segno del buon gusto). Insomma, tutto quello che solo a vedersi provoca caldo, dal caldo tappeto in lana alle tende in velluto, sparisce a favore di un mood decisamente più fresco. Ma soprattutto la casa si apre e accoglie gli ospiti per cene en plein air in un'atmosfera tranquilla e rilassata, dove la luce delle candele conferisce una maggiore intimità.</p><p>È il terrazzo, infatti, il vero protagonista di questa stagione, uno spazio esterno alleato e funzionale da sfruttare come zona living, dalla prima colazione fino al dopo cena. E per renderlo al pari degli ambienti interni, bisogna arredarlo con fiori e piante (magari sgradite agli insetti), sedute comode, calde pashmine a portata di mano per le serate in compagnia e una serie di tavolini funzionali dove improvvisare un lunch o un dopo cena. Qualche dettaglio di eleganza, un paio di candele (magari profumante alla citronella) posizionate qua e la strategicamente, e la nostra casa esce dallo spazio convenzionale delle quattro mura offrendoci come tetto «un cielo pieno di stelle».</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/26C4TL46QNOVZBII5QK4GTVRFY.jpg?auth=e3e9c99f54fbec876ba8735cc5724e01356a44fb9a8ebd3c1d5a1783d958ec23&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Non chiamatelo bagno Ora è il salotto del corpo]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/non-chiamatelo-bagno-ora-salotto-corpo-1245090.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/non-chiamatelo-bagno-ora-salotto-corpo-1245090.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description><![CDATA[Ludovica e Roberto Palomba da anni progettano questa zona Il futuro? «Servizi piccoli ma accoglienti. Tecnologici e ecologici»]]></description><pubDate>Tue, 12 Apr 2016 04:00:13 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Anna Caldera</p><p>Al via la 55esima edizione del Salone internazionale del Mobile che quest'anno sarà affiancato da EuroCucina e dal Salone del Bagno. Ma qual è il futuro di questo locale considerato, fino a poco tempo fa, poco più di un locale di servizio? Secondo Ludovica+Roberto Palomba, architetti che da vent'anni lavorano e progettano nel settore bagno, sarà di dimensioni ridotte, un luogo intimo, dove rifugiarci senza nascondersi. «Una cellula protettiva che deve starci addosso come il vecchio maglione di cachemire del nonno. Deve essere informale, caldo, accogliente e avvolgente. Non a caso lo definisco così, il vecchio maglione di cachemire del nonno, perché è il luogo dove ti rifugi quando vuoi stare bene, quando hai bisogno di coccole». </p><p>Il che non significa che debba essere un luogo insignificante e, da questo punto di vista, gli arredi avranno un ruolo importante. </p><p>«Devono esseri leggeri, è la parola chiave quando si parla di bagno. In questo senso, siamo stati i primi a impiegare un nuovo materiale, il Saphir-Keramik ovvero la Ceramica Zaffiro. Si tratta di una ceramica alleggerita che ha cambiato faccia alla zona lavabo». Sperimentazione di nuovi materiali ma anche semplicità nel design. «Il bagno di domani sottolinea Ludovica - sarà un luogo caldo prima di tutto, fatto di pochi elementi che si completa con accessori che creano giochi di contrasto. Un ambiente ridotto che gioca sulle profondità grazie a degli oggetti come un portasciugamani o delle lampade. Complementi che diano profondità e volume. Questo lo porterà ad essere iconico». Un bagno dunque ben disegnato, composto da oggetti semplici, eleganti e comodi allo stesso tempo. E soprattutto sgombro, il che è difficile visto che diventa spesso refugium peccaturum della casa. «Il bagno non deve diventare il magazzino ma è un luogo che va trattato in maniera ordinata, è un posto importante che fa parte della nostra quotidianità, non deve essere maltrattato anzi va trattato come un salotto, in effetti è il salotto della nostra anima». E noi non metteremmo mai la lavatrice o l'asciugatrice in salotto «il bagno è il living del nostro corpo, questa è la nostra idea in proposito. Anche perché è un luogo dove riattivare i nostri sensi e non possiamo farlo in un ambiente dispersivo che ci distrae». Quindi nessuna tecnologia in bagno? «No, al contrario. Ma non deve essere invasiva, deve integrarsi negli arredi con garbo e discrezione. Quasi fosse il naturale prolungamento di quell'oggetto, ci deve essere armonia nel tutto».</p><p>E con un'attenzione all'ecologia. «L'acqua è una risorsa che va protetta, è fonte primaria di vita. Utilizzare poca acqua è la base. Tutti i rubinetti prodotti da buone aziende, oggi, consumano pochissima acqua poiché miscelano moltissimo ossigeno all'acqua, per cui c'è la funzione pulente e un'importante riduzione di acqua». Ma non si tratta solo di questo, il concetto green passa dalla produzione più che dall'utilizzo. «Essere ecologici è oggi una moda e, come tutti i trend, passano. Invece deve diventare una neccessità. Ci sono delle leggi, che noi dobbiamo far rispettare, per far sì che gli standard di produzione nelle industrie vengano rispettati. Gran parte dell'impatto ambientale non è dato dal funzionamento di quel prodotto ma da come è stato prodotto. Ci sono oggetti che hanno un'apparenza green ma che in realtà vengono prodotti in maniera molto black. È un problema politico, non estetico. Non a caso ci siamo impegnati a creare questo nuovo materiale ceramico che riduce del 40% l'uso di acqua ed energia per produrlo». Si tratta di un prodotto innovativo, nato da uno studio partito da una collaborazione con Laufen e lanciato sul mercato insieme a Kartell, ovvero il Saphir-Keramik, la Ceramica Zaffiro. «Si tratta di nuove ceramiche, verosimili a quelle tradizionali, ma realizzate con una nuova formula che gli conferisce una maggiore leggerezza, resistenza meccanica e meno impiego di smalto per renderle bianche. Un risparmio dal punto di vista delle economie di scala e per l'ecosistema se si pensa al numero di pezzi che vengono prodotti». Tornando al bagno, doccia o vasca?</p><p>«Doccia forever, primo perché è più igienica e poi si risparmia tempo. Certo, se disponi di più bagni, uno lo puoi arredare con la vasca. Comunque il piacere che si trae dal getto d'acqua che ti cade addosso è più energizzante. Sì, la vasca è più rilassante ma meglio una doccia emozionale» ovvero dotata di elementi tecnologici che contribuiscono al nostro momento rilassante.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Tinte accese ma linee pulite La primavera è fatta in Italia]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/tinte-accese-linee-pulite-primavera-fatta-italia-1241536.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/tinte-accese-linee-pulite-primavera-fatta-italia-1241536.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description><![CDATA[Le novità di design alla fiera di Francoforte dedicata alla casa. Una ventata di freschezza bianca, rossa e verde]]></description><pubDate>Sat, 02 Apr 2016 04:00:14 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Anna CalderaSi è chiusa con un risultato record Ambiente Francoforte, la fiera internazionale dedicata alla casa (tableware, dinnerware e houseware), con ben 137.000 visitatori provenienti da 43 Paesi (55% esteri). Italia in testa, dopo la Germania, come nazione di provenienza dei visitatori, sono stati ben 6.600 gli italiani che hanno scelto Ambiente (il 7% in più rispetto all'edizione 2015). Complice anche il fatto che quest'anno il Bel Paese con la «Dolce Vita», è stata nazione partner dell'evento e, in omaggio al product design e allo stile di vita italiani, tante le iniziative dedicate, compresa la mostra allestita dalla designer Paola Navone nel foyer del padiglione 4.1, con i prodotti che hanno reso famosa l'Italia come nazione esportatrice: stoviglie, bicchieri, porcellane, pentole, padelle, utensili per la cucina e tanto altro ancora. Il tutto tassativamente nei colori della bandiera nazionale italiana: verde, bianco e rosso. In tutto 4.387 espositori che hanno occupato i 308.000 metri quadrati della Fiera declinata nei settori tematici Giving con la nuova area espositiva «Accessories &amp; Jewellery», Living e Dinning. Ma Ambiente è soprattutto la vetrina sul futuro dei consumi, come ha sottolineato Detlef Braun, del comitato direttivo di Messe Frankfurt, e il trend indica, oltre al ritorno del colore anche una decisa preferenza per il design nordico e giapponese. Tanto colore in casa e soprattutto in tavola, con mise en place dai toni accesi, come quella proposta da Arzberg, Tric (in Italia distribuita da Sambonet) in colore amarena, e ancora blu con la linea Casale Blu di Villeroy&amp;Boch in elegante porcellana decorata. E ancora, una incredibile palette di colori, tutti in cristallo sintetico, per Mario Luca Giusti.Il colore non è la sola tendenza per la prossima primavera-estate, anche le linee pulite e il design essenziale dei paesi nordici e giapponese, stanno conquistando il mercato tableware e dinneware. Ne è un esempio la finlandese iittala X Issey Miyake, una collezione di ceramiche di alta qualità, oggetti di vetro e complementi tessili per la casa nata dall'unione dei due stili di design. E ancora le eleganti Ceramic Japan con i divertenti vasi «con colletto» o ancora le tradizionali tea pot, teiere nipponiche in ghisa, fatte a mano che stanno letteralmente conquistando anche il mercato italiano. Ancora, illuminazione con le originali lampade a ombrello realizzate dalla designer Yuka Kikumoto. Tornando invece al design nordico, rigore e pulizia nelle linee proposte dalla danese Stelton che ha presentato Emma il bollitore elettrico dal raffinato design color pastello, in perfetta armonia con i colori tendenza proposti quest'anno da Pantone. L'appuntamento è per il prossimo anno, con la Gran Bretagna come Paese partner dell'evento, sempre a febbraio dal 10 al 14. Lacasainordine.com</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Gli auguri di Natale senza gaffe e messaggini]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/auguri-natale-senza-gaffe-e-messaggini-1206095.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/auguri-natale-senza-gaffe-e-messaggini-1206095.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description><![CDATA[Niente sms multipli, social o app. Rispolveriamo carta e penna e ricordiamo che i migliori vengono dal cuore...]]></description><pubDate>Sat, 19 Dec 2015 05:00:20 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Anna CalderaAuguri (di Natale) alla vecchia maniera. Natale è dietro l'angolo e superando il luogo comune che bisogna essere più buoni (ma non è detto), ecco alcuni consigli per scrivere, sì avete capito bene scrivere, gli auguri alla vecchia maniera.Quindi mettete nei cassetti tablet e smartphone e, soprattutto, scordatevi di inviare a tutta la vostra rubrica l'sms di rito, uguale per tutti o peggio ancora utilizzare i social o le molteplici app per il classico giorni sereni in famiglia senza essersi sentiti almeno per telefono negli ultimi dieci anni. Lo sconsiglia non solo il galateo ma il buon gusto e il buon senso. Negare la presenza di internet sarebbe ipocrisia ma cercate di metterla in crisi stravolgendo il vostro modo di fare gli auguri. Insomma, il principio è: fai gli auguri a chi tieni veramente e scrivili come vorresti riceverli, sentiti, spontanei e non seriali. La frase non vi viene in mente o rischiate di cadere nel tranello dell'ambiguità? Tranquilli, per questo esistono gli aforismi, il mondo web ne è pieno, che possono venirvi in aiuto a patto che facciate riferimento ad un episodio simpatico, o a una particolare situazione o fissazione che il vostro destinatario condivide solo con voi. Diversamente si rischierebbe di fare delle enormi gaffe. Un augurio personalizzato è il regalo più bello da ricevere, soprattutto se scritto a mano di vostro pugno e su una carta pregiata. Evitate quindi cartoncini con Babbo Natale in tutte le salse o peggio ancora quelli orrendi dotati di filastrocca elettronica. Meglio, anche se non avete il pennello di Picasso, decorarateli con le vostre mani. Scarabocchi, stelline, fiocchi di neve, saranno comunque più spontanei se fatti a mano da voi (o dai vostri bambini), e per questo sicuramente conservati dai destinatari. Ultima cosa, non spediteli proprio la sera del 24 dicembre, non arriveranno mai in tempo, nemmeno per asciugare gli occhiali della befana. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Così il camino diventa mobile e può scaldare ogni stanza]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/cos-camino-diventa-mobile-e-pu-scaldare-ogni-stanza-1186396.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/cos-camino-diventa-mobile-e-pu-scaldare-ogni-stanza-1186396.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description><![CDATA[Che siano eleganti stufe tradizionali o quelle moderne al bioetanolo si spostano da un punto all'altro della casa. E sono belle, in ceramica o in stile nordico]]></description><pubDate>Sat, 24 Oct 2015 06:50:27 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il fuoco acceso nel camino. Ed è subito casa. Scalda il cuore il solo leggerlo, si visulizza subito l'immagine di un salotto con una coperta appoggiata sul divano, il libro sul tavolino e, perché no, un buon calice di vino da sorseggiare, pigramente adagiati in poltrona. Si può fare, qualunque tipo di casa voi abbiate. Esiste il camino giusto per ciascun ambiente. Pareti alte? Potete installare quello classico con canna fumaria e per evitare che il fumo possa invadere gli spazi abitativi, meglio racchiuderlo in una struttura chiusa dotata di vetro ceramico. </p><p>Si potrà godere della vista del fuoco senza paura di lasciarlo acceso quando si decide di uscire o andare a dormire. Qualunque sia la vostra necessità, il mercato offre molteplici soluzioni per ogni fascia di prezzo, da quelle classiche come le eleganti stufe di Palazzetti, a quelle più pratiche al bioetanolo di Iittala che si possono spostare agevolmente da una parte all'altra della casa. O ancora, il camino può diventare elemento di arredo, come le stufe in ceramica artistica di Sergio Leoni di MCZ Group. Realizzate interamente a mano utilizzando materiali naturali e tecniche di lavorazione inalterate da secoli, si ispirano, nelle linee, alle Stube e alle Kachelofen mitteleuropee, perché riscaldano sfruttando le proprietà refrattarie della ceramica. E poi ancora, il calore scandinavo, uno scorcio di Norvegia in casa, con i prodotti del gruppo Jotul Italia (di cui fanno parte i prodotti Scan e Jotul), leader di mercato da oltre 150 anni. I marchi rappresentati offrono sia stufe che inserti ma anche caminetti per le più svariate tipologie di inserimento in contesti sia classici che moderni. </p><p>Prodotti garantiti 10 anni con autonomia di otto ore. Dimentichiamoci le vecchie stufe scomode e voraci. I sistemi a doppia combustione CB promettono rendimenti costanti e bassissimi consumi, questo permette di godere del calore senza dover aggiungere continuamente legna. In particolare, Jotul I 520 CB un progetto unico che consente di avere un prodotto adatto all'inserimento in caminetti esistenti ma anche per nuove istallazioni. Permette di scaldare volumi sino a 360 metri cubi portando l'aria calda anche nei locali adiacenti. Per gli amanti della linea neoclassica, la Jotul F 500 CB avorio, uno stile senza età, perfetta per i contesti classici ma adatta anche a quelli moderni. Insomma, non resta che scegliere il modello che ci piace e farci coccolare dal calore del fuoco. </p><p> La casa in ordine.com</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Vasche, cromoterapia &amp;C come farsi una Spa in casa]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/vasche-cromoterapia-c-farsi-spa-casa-1180956.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/vasche-cromoterapia-c-farsi-spa-casa-1180956.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description><![CDATA[Basta cambiare il soffione della doccia con getti energizzanti o rilassanti]]></description><pubDate>Sat, 10 Oct 2015 05:00:21 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Un tempo era semplicemente il locale di servizio. Oggi, il bagno, si sta trasformando nello spazio intimo per eccellenza dedicato al benessere. Il luogo dove trascorrere volentieri il proprio tempo, tra comfort, estetica e funzionalità e questo a prescindere dalle sue dimensioni. Quali sono i passi per trasformare il nostro comunissimo locale di servizio in una SPA (che non è l'acronimo di società per azioni ma di salus per aquam dal latino “salute per mezzo dell'acqua“)? Come sempre l'aspetto economico è quello che incide maggiormente sulle nostre scelte insieme ovviamente allo spazio a disposizione. Se, come spesso accade, il bagno occupa uno spazio ridotto, si potrà intervenire semplicemente sulla doccia sostituindo solo il soffione con uno che incorpori cromoterapia, aromaterapia e, più in generale, acqua-terapia. La linea Shower Plus di Zucchetti ad esempio, promette di trasformare la nostra doccia in un percorso sensoriale in grado di coinvolgere tutti i sensi. Come? Attraverso il potere della cromoterapia per migliorare le funzioni biologiche del sistema nervoso e immunitario; quello dell'aromaterapia per riequilibrare la sfera mentale, fisica ed energetica. E, non ultimo, regolando le diverse tipologie dei getti d'acqua (a pioggia delicata o nebulizzata) per ridurre lo stress, mentre quello a cascata provoca una sferzata di energia. Naturalmente un soffione come questo, con varie combinazioni di getti e funzioni, richiede una posizione a soffitto e non a parete. In alternativa, si può disporre la colonna doccia a parete come nel sistema Cloud di Jacuzzi. La doccia si trasforma allora in un vero e proprio hammam con getti d'acqua mirati e due sequenze programmate Day e Night che consentono, rispettivamente, di risvegliare e donare energia in soli cinque minuti riattivando la circolazione, o di rilassare e sciogliere le tensioni con un'azione defaticante. Non solo, volendo si può optare per il bagno turco facendosi avvolgere da una profumata e densa nuvola di vapore a doppia erogazione e diffusione di essenze. </p><p>E se invece di una doccia, avessi una vasca? Nessun problema. Esistono sistemi a chiusura che consentono di trasformare la vasca in una doccia multifunzione. Sempre da Jacuzzi, ad esempio, la linea Mix include nella colonnna doccia in alluminio, miscelatore monocomando con deviatore, doccetta manuale a tre funzioni. La rubinetteria integrata sulla colonna facilita le opere di installazione, senza interferire con le pareti in muratura. La chiusura doccia è composta da cristalli trasparenti con finitura idrorepellente e anticalcare che preserva la trasparenza e ne facilita la pulizia. E nel modello Flexa potete avere anche impianto stereo e telefono incorporato (se proprio non potete fare a meno del mondo esterno). Ma la linea da bagno per il wellness non si ferma qui e se spazio e portafogli lo consentono, si può trasformare il bagno in una vera e propria spa con tanto di vasca idromassaggio, cabina per sauna o bagno turco. </p><p>È una vera sciccheria avere il camino nella salle de bain come propone Antonio Lupi con l'abbinamento vasca Dune e caminetto Canto del Fuoco, disponibile in versione a bioetanolo oppure a legna. Senza ricorrere a opere murarie, esistono caminetti (sempre a bioetanolo) in versione più ridotte e facilmente trasportabili da una stanza all'altra. </p><p>Un'alternativa alle classiche candele che generalmente corredano, insieme a un buon calice di vino, le classiche scene da film dove la diva o il divo di turno sono immersi in una nuvola di schiuma. Insomma: la classe non è acqua.</p><p>La casa in ordine.com</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Dai piatti ai letti: ecco «Homi» E la casa si fa in 10 (satelliti)]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/dai-piatti-ai-letti-ecco-homi-e-casa-si-fa-10-satelliti-1169904.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/dai-piatti-ai-letti-ecco-homi-e-casa-si-fa-10-satelliti-1169904.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description><![CDATA[Fino a martedì a FieraMilano il Salone degli stili di vita e degli arredi. Oltre 1300 stand per catturare idee e scoprire le novità]]></description><pubDate>Sat, 12 Sep 2015 05:00:26 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p> Amanti della casa, e di tutto ciò che essa contiene, questo fine settimana l'appuntamento è con Homi, il salone degli stili di vita che racconta il design d'arredo e per la persona, in Fieramilano Rho fino a martedì 15 settembre. </p><p>Il concept della manifestazione, un tempo nota come Grande Macef, anche per quest'anno resta invariato con un'area espositiva di 61mila mq suddivisa in dieci «satelliti»: Living Habits (la parte dedicata a living, cucina e tavola), Home Wellness (zona bagno, wellness e relax), Fragrances &amp; Personal Care (profumazioni), Fashion &amp; Jewels (accessori moda e bijoux), Gifts &amp; Events (idee regalo), Garden &amp; Outdoor, Kid Style, Home Textiles (tessile per la casa), Hobby &amp; Work (articoli di viaggio, lavoro, hobby) e il Concept Lab (dedicato a concept design companies, editors, contract, food). </p><p>Cosa vedere. Oltre alle novità in mostra negli oltre 1300 stand fra brand italiani e stranieri con graditi ritorni come Virginia Casa, Seletti, Mario Luca Giusti e la finlandese iittala e le collezioni in vetro borosilicato di Bluside, lo spazio espositivo offre anche sezioni tematiche dove trarre idee e spunti utili. Come Creazioni e Homi Sperimenta, dedicate alla ricerca e alla sperimentazione con progetti di giovani designer e artisti dove scoprire proposte innovative e interessanti rivisitazioni. E visto che la manifestazione si svolge in contemporanea a Expo 2015 non poteva mancare il riferimento al cibo con Enjoy The Table, con dimostrazioni e showcooking che affronteranno tematiche legate alla salute e benessere (per cucinare in maniera sana, alla tradizione alimentare tipica dell'eccellenza), street food ovvero mangiare all'aria aperta con cibi da strada ma anche il pic-nic, la cena in terrazza, il barbecue e Festa!, tutto per le ricorrenze, i momenti del ricevere e la festa quotidiana del condividere. </p><p>Ancora un'altra novità, Homi Food dedicata alle produzioni agroalimentari e relativo packaging, ovvero l'eccellenza della bontà si veste di stile: così, il miglior cibo italiano trova nuovi modi di raccontarsi con confezioni uniche, divertenti, eleganti e dalle forme sorprendenti. E poi ancora Homisphere e la mostra La Magnifica Forma, e questo è solo un assaggio di quello che troverete in fiera. Sul sito homimilano.com trovate l'elenco completo. </p><p>Lacasainordine.com</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Homi, gli habitat del futuro nel segno del benessere]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/milano/homi-stile-va-fiera-1165466.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/milano/homi-stile-va-fiera-1165466.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description><![CDATA[Tutto pronto per la kermesse dedicata alla casa, al design e alla cura della persona che di tiene dal 12 al 15 settembre. Novità dal mondo esposte in dieci sezioni]]></description><pubDate>Wed, 02 Sep 2015 08:11:09 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Uno stile per la casa e per la persona. Questo lo slogan del prossimo <b>Homi</b>, il Salone degli Stili di Vita che racconta le intuizioni del design e della bellezza per la casa e la persona, in Fieramilano Rho il prossimo 12 – 15 settembre, in contemporanea con Expo 2015. La manifestazione, un tempo nota come grande Macef, è oggi alla terza edizione, sempre con un doppio appuntamento, gennaio e settembre.</p><p>Come è organizzata? Il concept della manifestazione, anche per questa edizione, resta immutato, con le tematiche legate alla casa tradotte in <b>dieci satelliti</b> – Living Habits (la parte dedicata a living, cucina e tavola), Home Wellness (zona bagno, wellness e relax), Fragrances &amp; Personal Care (profumazioni), Fashion &amp; Jewels (accessori moda e bijoux), Gifts &amp; Events (idee regalo e tutto per le festività anche se passate), Garden &amp; Outdoor, Kid Style, Home Textiles (tessile per la casa), Hobby &amp; Work (articoli di viaggio, lavoro, hobby) e il Concept Lab (dedicato a concept design companies, editors, contract, food).</p><p>Anche quest'anno ci saranno, le sezioni tematiche <b>Creazioni</b> e <b>Homi Sperimenta</b>, dedicate alla ricerca e alla sperimentazione con progetti di giovani designer e artisti dove scoprire proposte innovative e interessanti rivisitazioni. E poi ancora Homisphere l'area espositiva che rappresenta il cuore e la sintesi di Homi, dalle strategie dei suoi satelliti alle ispirazioni che si rinnovano di edizione in edizione. Un palcoscenico originale, in cui sono esposti e coordinati prodotti selezionati secondo le tematiche e gli stili di vita interpretati dall'Art direction di Homi. E non mancherà, come in ogni edizione, <b>La Magnifica Forma</b>, la mostra pensata da Anna Del Gatto che propone un tema attuale, ma anche molto trascurato in questi anni: il rapporto fra il nostro Made in Italy e la nostra Grande Arte. Gli oggetti presentati in anteprima sono infatti ispirati a 7 banchetti della storia (antico romano, medioevale, rinascimentale, barocco, neoclassico, futurista e razionalista), progettati e realizzati da architetti e aziende italiane di grande qualità, nell'ambito di Expo e delle sue tematiche. E per la prima volta debutta <b>Homiclass</b>, un'area che proporrà la simulazione degli interni di un palazzo storico dove si troveranno eccellenze e prodotti di aziende contemporanee.</p><p>La fiera resterà aperta da sabato 12 a lunedì 14 settembre, ore 9.30 – 18.30 mentre martedì 15 settembre ore 9.30 – 16.00.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/TUS45GUZHNIXPDICD3JDADANYA.jpg?auth=08de476ee7c2c0e2acac4bc52d13938b8835d44dafea45e66e467b218e94856c&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[La semplice eleganza di una colazione sull'erba]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/semplice-eleganza-colazione-sullerba-1160573.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/semplice-eleganza-colazione-sullerba-1160573.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description><![CDATA[Lo sapete che il picnic ha origini nobili? Ecco come organizzare un pasto perfetto]]></description><pubDate>Sat, 15 Aug 2015 05:00:09 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Esistono molti modi per organizzare un picnic, in fondo si tratta semplicemente di pranzare all'aria aperta, seduti su un prato mangiando un sandwich e bevendo una bibita. Giusto? Sbagliato. Se la pensate così, per cortesia, chiamatelo «mangiare un panino all'aperto» o al massimo pranzo al sacco, ma non picnic. Formale, con tovaglia di cotone bianca e piatti di ceramica, o più informale con plaid e piatti in melamina, il picnic (quello vero) si attiene ad una sola regola, eleganza nella sua semplicità. Perché ha origini nobili. È un termine che risale al 1600 e che conobbe il successo durante le battute di caccia organizzate in epoca vittoriana, il suo nome deriva dalla fusione di due parole francesi pique «spilluzzicare» e nique «qualcosa di scarso valore». A tal proposito il dipinto che meglio celebra questo momento en plein air è «Le déjuner sur l'herbe» di Édouarde Manet, del 1862, oggi al Musée d'Orsay di Parigi. Quindi, tutto questo per sottolineare che sì i tempi sono cambiati ma, in un picnic, è sempre l'aspetto estetico a contare di più, oltre alla compagnia e al cibo naturalmente. Per evitare di arrivare sul posto e aver scordato qualcosa di fondamentale, il consiglio è quello di pianificare il tutto con anticipo. </p><p>Da dove partire? Ma proprio dal cestino, che rappresenta l'elemento essenziale. Deve essere bello e possibilmente termico. L'ideale sarebbe quello in vimini e oggi se ne trovano di graziosi, completi di tutto e a prezzi abbordabili. Riempiti di tutto punto non saranno leggeri, ma volete mettere l'effetto scenico su una coperta nel mezzo di un prato verde? </p><p>Sul come farlo, ci sono due scuole pensiero. Quella super chic con tovaglia bianca in lino, flute per lo champagne e piatti in porcellana. La seconda, più informale, prevede comunque una coperta, anche di cotone, o un lenzuolo in lino, quelli un po' spessi che le nonne usavano per i letti e che oggi si trovano nei mercatini e comunque di un materiale facilmente lavabile in lavatrice. E se non volete piatti e bicchieri in ceramica e vetro perché rischiano di rompersi, potete optare per una valida alternativa in plastica o melamina. In ogni caso tassativo no a posate, piatti e bicchieri di plastica usa e getta. </p><p>Eleganza innanzitutto, e poi sul mercato oramai ne esistono di belli e leggeri. Tovaglioli, meglio in stoffa ma è anche vero che quelli in carta sono più pratici, purché in tono con il resto. Riguardo il cibo, oltre a essere stuzzichevole deve appagare anche la vista, quindi meglio utilizzare dei contenitori graziosi o piccole buste di carta o stoffa. Per quanto riguarda il trasporto dei liquidi, se non volete rinunciare al vino (nella bottiglia di vetro s'intende) potete sceglierne di formato più piccolo da 0,375. Per il té o caffè, ci sono thermos che riescono a tenere la temperatura veramente a lungo. Per tutto il resto, acqua, bevande e altro, meglio le bottigliette di formato ridotto, più facili da trasportare. Il consiglio è quello di infilare nel cestino un paio di canovacci o strofinacci puliti. Potranno tornarvi utili come mini tovagliette per appoggiare cibo oppure i piatti, improvvisando un'apparecchiatura su un sasso o su un qualunque piano di appoggio. Veniamo al menù. È un classico dei picnic proporre gli avanzi in maniera fantasiosa oppure i classici club sandwich. Ricordatevi anche delle borse dove riporre i rifiuti che inevitabilmente si produrranno durante la giornata. Il picnic è un momento di gioia e di condivisione a contatto con la natura ma nel rispetto dell'ambiente. L'area verde che occupate deve essere lasciata come l'avete trovata. Non si tratta solo di educazione ma di profondo e innato senso di civiltà, o almeno così dovrebbe essere.</p><p>E adesso qualche trucco per un perfetto picnic. Per una vostra maggiore comodità, portate con voi un cuscino, anche come eventuale piano di appoggio. E a tal proposito, vi risulterà molto comodo, avere dietro, una tavola o un vassoio da infilare sotto il plaid o il lenzuolo da pic-nic. In questo modo avrete una sorta di tavolo «nascosto» comodo per appoggiare acqua o altri liquidi, soprattutto se vi trovate su terreni irregolari o pieni di buche. Altro accorgimento riguarda l'ombra, meglio munirvi di un ombrellone che lascerete in macchina se la zona scelta è già ricca di alberi. A proposito di auto, vi converrà parcheggiarla non troppo lontano dal luogo del vostro pic-nic, attrezzatura e cestino potrebbero rivelarsi pesanti e difficoltosi da trasportare tutto in una volta. E poi? Un buon libro, un cappello e, magari non li userete, golfino e spray contro le zanzare, potrebbero rivelarsi ottimi alleati. E dato che si tratta di una giornata all'aperto ricordatevi che è sempre meglio tenere basso il volume della radio, della musica e anche della voce. È un momento di relax per tutti. C'è una bella differenza tra il prendersi la briga di organizzare tutto questo in maniera perfetta e finire a mangiare un panino saturo di affettato, tracannando una birra. O no? </p><p>lacasainordine.com</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ecco come organizzare una festa in spiaggia]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/ecco-organizzare-festa-spiaggia-1159315.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/ecco-organizzare-festa-spiaggia-1159315.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description><![CDATA[Dare appuntamento al tramonto, no ai piatti in plastica bianca sì invece a quelli più eleganti in melamina Tante candele dentro bicchieri di vetro e un bel cesto con flaconi antizanzare]]></description><pubDate>Sat, 08 Aug 2015 05:00:25 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ricevere è un'arte, sia che si tratti di una cena, a casa, con amici sia che si parli di una festa in spiaggia con tante persone. Questione di stile e organizzazione, ma senza perdere di vista l'obiettivo principale: trascorrere una piacevole serata con gli ospiti a loro agio. Da dove iniziare? Dagli inviti naturalmente, come estenderli e a chi. Siamo nell'era degli sms, per cui il metodo più veloce è quello di avvisare con un messaggio o una telefonata, anche se ricevere un invito cartaceo resta il modo più chic per invitare. L'invito dovrebbe essere esteso almeno cinque giorni prima, permette a voi e a vostri ospiti di organizzarsi al meglio. Sul chi, aiutatevi con carta e penna, onde evitare il rischio di tralasciare qualcuno che non sarebbe felice di essere stato escluso, seppure per semplice dimenticanza. Se state organizzando un party sull'arenile dove si affacciano anche le case dei vicini, il consiglio è quello di coinvolgerli. Avrete così modo di approfondire la loro conoscenza e di certo non si lamenteranno per la musica o il vociare troppo alto. Quanto all'ora, non c'è dubbio: al tramonto, quando il panorama sarà più suggestivo.</p><p>E adesso passiamo alle questioni pratiche. Come organizzare lo spazio, premesso che non ci siano vincoli o permessi da chiedere preventivamente, cercate di visualizzare quante persone occuperanno quella parte di spiaggia, vi servirà per capire meglio come e dove creare i vostri punti luce. Vi serviranno molte candele, protette dal vetro di lampade, portacandele, bicchieri e vasi. Utili anche i braceri in ferro (anche solo per scaldarsi dopo una certa ora). Se poi avete a disposizione una prolunga, una presa di corrente o un generatore, potrete aiutarvi con delle ghirlande di lampadine bianche e colorate che potrete appendere su supporti improvvisati. No a luci dirette come lampioni o fari, troppo invadenti, meglio una più soffusa che attenua anche difetti imperfezioni. Si invece, a sedute comode con teli di cotone, cuscini imbottiti e anche cassette per la frutta rovesciate, piccoli pallet e assi di legno, ricoperti da teli di lino o cotone possono essere usati come piani d'appoggio per cibo e bevande. E, a tal proposito, studiatevi un menù che comprenda le esigenze di tutti (celiachi e intolleranze varie). Meglio ricorrere a pietanze che si possano mangiare con una sola posata o con le mani e disponeteli su più tavoli in modo che gli ospiti non si accalchino in un solo punto. Piatti e bicchieri (meglio se in melamina, leggeri e indistruttibili. No tassativo a quelli di plastica bianca), posate riciclabili in fibra di bambù o amido di mais e tovaglioli, sì di carta, ma belli e colorati. Contenitori termici per mantenere in fresco acqua, vino e bevande. L'attenzione ai dettagli e il buon gusto, saranno la chiave per la perfetta riuscita della serata. Un esempio? Riempite delle ceste con pashmine e flaconi contro le zanzare, i vostri ospiti vi ringrazieranno. E non dimenticate portaceneri e sacchi per la raccolta differenziata per non assistere a uno spettacolo pietoso con rifiuti disseminati ovunque. E adesso accendiamo la musica, let's go party. </p><p> www.lacasainordine.com</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Dal quadrilatero alle periferie Milano è tutta un FuoriSalone]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/cronache/quadrilatero-periferie-milano-tutta-fuorisalone-1116177.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/cronache/quadrilatero-periferie-milano-tutta-fuorisalone-1116177.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description><![CDATA[Una miriade di appuntamenti divisi in vari quartieri: dalla Triennale a Porta Venezia, da Brera fino a via Tortona. E si attende il tutto esaurito]]></description><pubDate>Tue, 14 Apr 2015 05:00:04 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p> Con l'inizio della Design Week milanese, la città diventa teatro di infinite iniziative. Ecco come districarsi nella miriade di installazioni e appuntamenti che popolano le strade e le piazze del capoluogo meneghino. Che è chiamata alla prova generale in vista dell'ormai imminente Expo 2015.</p><p>Cinque Vie art più design: www.5vie.it/it </p><p>Nato lo scorso anno, si compone di un percorso fatto di musei, chiese, chiostri, siti archeologici e corti interne. </p><p>Studio Luigi Caccia Dominioni Piazza Sant'Ambrogio 16. In esclusiva lo studio milanese sarà aperto su appuntamento per visite guidate.</p><p>Seletti Luna Park in Piazza Affari. Quest'anno la Piazza della Borsa si trasformerà in un grande parco divertimenti. Seletti presenta una nuova versione del Souvenir di Milano, e «firmerà» un imperdibile autoscontro in perfetto stile Luna Park.</p><p>Walk of fame Via Ansperto. Organizzata da «Milano Design Plaza» punta a raccogliere le impronte delle mani dei più importanti protagonisti dell'architettura e della creatività, così come Hollywood fa con le star del cinema.</p><p>Sant'Ambrogio-Sant'Agostino Neonato distretto, comprende la zona della Triennale, l'area intorno a Cadorna e si allunga fino in via San Vittore.</p><p>Triennale viale Alemagna 6. Due mostre a tema cibo e design: Arts&amp;Foods e Cucina&amp;Ultracorpi , e Constancy and Change che vede un incontro con l'abilità artigianale coreana che presenta 23 maestri artigiani coreani con 193 oggetti che spaziano dalla lavorazione del metallo a quella di ceramiche e lacche, alla tipica «carta di gelso» ai tessuti realizzati con la tecnica tradizionale del patchwork e del bamboo lavorando sul tema Su-su, Deom-deom, Eun.eun (Armonica semplicità, quiete e finezza).</p><p>San Babila, Durini, Monforte, Quadrilatero Il centralissimo distretto del centro cittadino.</p><p> Arts &amp; Crafts &amp; Design-Museo Bagatti-Valsecchi La Fondazione Cologni ha fatto incontrare gli studenti della celebre Ecal di Losanna, guidati dai designer di Formafantasma, dialogano con maestri d'arte di diversi cantoni svizzeri.</p><p>Favilla, piazza San Fedele Installazione a cura di Attilio Stocchi.</p><p>Leonardo Da Vinci a Palazzo Reale. La più grande esposizione dedicata a Leonardo Da Vinci mai ideata in Italia .</p><p>Porta Venezia in Design</p><p> È il circuito «fuori salone» di Milano che unisce design e arte all'architettura Liberty oltre al percorso food&amp;wine. Tour Liberty, gratuiti e su prenotazione, organizzati in collaborazione con il Fai ( www.portaveneziaindesign.com ).</p><p> Brera Design District Cuore creativo e commerciale, si estende dai Bastioni di Porta Nuova a via Broletto, da via Legnano fino a via Montenapoleone ( www.breradesigndistrict.it ). </p><p>Donne Illuminate Via dell'Orso 16, ritratti luminosi di giovani donne vissute nel Settecento.</p><p>Berlin Design Selection via Goito 3. Collettivo che promuove il design berlinese, presenta nove progettisti con novità di arredamento e complementi.</p><p>Le isole dei tesori via del Carmine 9. Moser è la celebre cristalleria nata a Karlovy Vary, Repubblica Ceca, riconosciuta anche dal titolo di reali fornitori.</p><p>Emerging Talent Award Via Laura Solera Mantegazza 5. Una partnership tra due realtà accomunate dall'idea di usare il web. Se per made.com la parola d'ordine è design, Desall è una piattaforma che, attraverso la formula del contest, connette aziende e privati con oltre 50mila talenti provenienti da tutto il mondo.</p><p> Tortona Design Week Si estende tra via Tortona e via Savona ( www.tortonadesignweek.com ). </p><p>Superstudiopiù Vi a Tortona 27 e Superstudio 13, via Forcella 13 e via Bugatti 9, ospiteranno lavori di designer autoprodotti (e non) e installazioni a tema.</p><p>#26 Motivi per fare Arte Magna Pars Event Space, via Tortona 15. È un concorso nato dall'idea di Vittorio Gucci per valorizzare tanti giovani che non trovano supporto dalle istituzioni e dagli enti culturali.</p><p>Opificio 31 via Tortona 31. Village espositivo dove un tempo vivevano attività manifatturiere, in parte ancora esistenti.</p><p>Materia Umbra via Savona 43. Con una serie di appuntamenti (il 14 omaggio a Burri, il 16 serata B-Trade, Steroglass e Univerità dei Sapori, il 17 giornata dedicata alla ceramica e al progetto Made in Umbria, il 18 sapori dell'Umbria). E per divertirsi Open night Tortona Design Week , giovedì con le location della zona aperte fino a mezzanotte.</p><p> Ventura Lambrate Come sempre prevale il design sperimentale. </p><p>Formabilio loves Crowd Via Ventura 6. Uno special pop store realizzato in collaborazione con la piattaforma Crowdy House e un giardino segreto di 500 metri quadrati che farà da cornice a una fantastica installazione.</p><p> Diogenèa A Tale of bowls, via Ventura 3 Organizzato da ZPStudio, in mostra 20 ciotole di forma identica, realizzate da artigiani italiani in 20 materiali diversi, dal marmo all'uncinetto indurito con lo zucchero, dall'erba palustre di Fucecchio al legno carbonizzato, dal guazzo d'oro al bagno galvanico, dalla pietra ollare alla terracotta d'Impruneta.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/5TCRCVJPZVN2LJWP7HBN5I2URU.jpg?auth=0d2bd4d0c14e4725c2d36a424d1806271f7c100247f20fa7eb8672b18027b19d&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Non solo tende e profumi: in mostra gli stili di vita]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/cronache/non-solo-tende-e-profumi-mostra-stili-vita-1081408.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/cronache/non-solo-tende-e-profumi-mostra-stili-vita-1081408.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description><![CDATA[In fiera 10 aree tematiche per trasformare la casa nel regno delle meraviglie. E con attenzione anche alla persona fra gioielli, articoli da viaggio e hobby]]></description><pubDate>Sat, 10 Jan 2015 06:00:04 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Torna HOMI, da sabato 17 a martedì 20 gennaio, il salone internazionale degli stili di vita aprirà nei padiglioni della Fieramilano a Rho. La manifestazione, un tempo grande Macef, è oggi alla terza edizione, un appuntamento fisso che parla non solo di casa, complementi d'arredo e tessuti, ma anche di benessere quotidiano e cura della persona. I confini di HOMI abbracciano diversi stili di vita e del vivere la casa, anticipandone tutti i trend. Questo grazie al successo delle precedenti edizioni, settembre 2014 aveva chiuso con quasi 80mila visitatori di cui 11.300 stranieri e 1300 espositori (il 20% stranieri), decisamente incoraggiante. Quest'anno i buyer sono attesi da mezzo mondo, Cina, Russia, Turchia e Usa e gli espositori, che occuperanno i 60mila metri quadrati di superficie espositiva saranno ben 1500 circa.</p><p>Il format della manifestazione resta invariato con i dieci satelliti tematici: Living Habits (dedicata a living, cucina e tavola), Home Wellness (zona bagno, wellness e relax), Fragrances &amp; Personale Care (profumazioni), Fashion &amp; Jewels (accessori moda e bijoux), Gifts &amp; Events (idee regalo e tutto per le festività anche se passate), Garden &amp; Outdoor e poi ancora kid Style, Home Textiles (tessile per la casa) e Hobby &amp; Work (articoli di viaggio, lavoro, hobby). Alle aree tematiche si affiancheranno ambientazioni di forte impatto con spazi per il business la convivialità. Fra le novità segnaliamo che l'Associazione Orafa Lombarda (che festeggia i 70anni di vita) sarà presente a HOMI con una collettiva di dodici aziende di tradizione orafa. Una vetrina di metalli e pietre preziose, lavorati nelle più svariate forme dai grandi maestri del settore, in mostra nel satellite Fashion &amp; Jewel (pad. 9,11 e 18) al quale si affiancherà anche HOMI Sperimenta_Prezioso, area dedicata alle creazioni con materiali preziosi e semipreziosi. Tra gli espositori anche Ambra Greco, Diamond Service Company, Green Hill Due, Meneghetti, Quarta Generazione, Della Rovere e Camomilla.Altra novità è Art Fragrances, dedicata a candele e profumi per l'ambiente e per la persona che hanno la particolarità di essere tutti interamente realizzati artigianalmente, una vera e propria vetrina di raffinate produzioni d'autore e capolatori olfattivi. Tra gli espositori presenti nel satellite Frangrances &amp; Personale Care saranno presenti, Campomarzio70, Coquillete Paris, Nobile 1942, Nougat London e Parfums D'Orsay Paris. Giusto per citarne alcuni.Tornando alla manifestazione, anche quest'anno saranno presenti HOMI Sperimenta e HOMI Special, dedicate alla ricerca e alla sperimentazione di giovani designers e artisti che esibiranno le loro creazioni. HOMISPHERE, l'innovativo concept che declina i nuovi stili di vita nelle espressioni dell'enogastronomia, dell'ospitalità e del contract. E poi una nuova edizione di «La Magnifica Forma», mostra laboratorio dedicata al confronto fra il design e patrimonio artistico che propone spazi abitativi che aggiungono alla dimensione contemporanea il riferimento al paesaggio e al patrimonio artistico dei nostri territori.Ma quest'anno, HOMI, uscirà dai confini della Fiera con una mostra in Triennale, dal 15 al 22 gennaio, «L'oggetto quotidiano diventa icona di stile di vita». In esposizione una serie di prodotti, di uso quotidiano, che hanno fatto la storia e che sono diventati vere icone della tavola e della cucina, insomma, un benvenuto a Expo. </p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/ZR2ILLROCJNHBDN7PYY6EGNWRI.jpg?auth=bba5a38c2e76efcae2c2fa29b00607317e0dfc191913b85e4054f61c97003295&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[La casa più sostenibile? Solare, in legno e italiana]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/cronache/casa-pi-sostenibile-solare-legno-e-italiana-1060429.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/cronache/casa-pi-sostenibile-solare-legno-e-italiana-1060429.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description><![CDATA[Il prototipo realizzato dall'Università Roma Tre si è aggiudicato la Coppa del mondo di Bio-architettura. In gara 19 team europei]]></description><pubDate>Sat, 18 Oct 2014 05:00:04 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p> And winner is RhOME (for denCity)! La casa solare progettata e costruita dal dipartimento di Architettura di Roma Tre si è aggiudicata il Solar Decathlon Europe 2014. </p><p>Di cosa si tratta? Solo del campionato del mondo dell'efficienza energetica, dell'innovazione, della sostenibilità e della bellezza ideato dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti che quest'anno ha scelto come sede della competizione il parco di Versailles, in Francia. Almeno in questo l'Italia si è dimostrata veramente campione del mondo battendo gli altri 19 team internazionali in gara tra cui Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Olanda, Stati Uniti e Svizzera e conquistando la coppa del mondo in Bio-Architettura. </p><p>Ma andiamo con ordine, il prototipo abitativo progettato dagli studenti dell'Università di Roma Tre, capeggiato dalla professoressa Chiara Tonelli come responsabile del progetto, è stato realizzato in collaborazione con l'altotesina Rubner Haus, leader nella progettazione e costruzione di edifici in legno e rappresenta una nuova soluzione abitativa a impatto zero. L'abitazione, un appartamento di 67 metri quadrati, condensa al suo interno comfort e tecnologia con elevate prestazioni in termini di efficienza energetica, abbattimento (quasi) totale degli sprechi e utilizzo di materiali riciclati. In altre parole, la casa interamente in legno è pensata per ospitare fino a tre persone, la produzione energetica è affidata a pannelli solari fotovoltaici integrati negli schermi ombreggianti delle logge. Il sistema Smart Energy Management monitorizza invece i consumi energetici mentre la gestione caldo/freddo è affidata alla pompa di calore multistagionale by Daikin Italy che utilizza un gas refrigerante con un potenziale di riscaldamento globale inferiore del 67% rispetto a quelli tradizionali al quale si aggiunge il sistema di «difesa passiva» della casa ovvero un manto che ricopre interamente l'abitazione riducendo di oltre due terzi il potenziale di riscaldamento globale.</p><p>Il cuore della casa è invece rappresentato dal 3D Core, totalmente prefabbricato in modo da ridurre tempi e costi di assemblaggio, che contiene tutti gli impianti: quello idrico-sanitario (con rubinetti che riducono dell'80 per cento il consumo dell'acqua), l'elettrico e del trattamento dell'aria. La struttura in legno risulta essere anche antisismica.</p><p>Nel corso della competizione, l'abitazione è stata quindi sottoposta a verifiche di costruzione e qualità architettonica, ingegneria ed efficienza energetica, design e trasportabilità. Bilancio energetico, condizioni di comfort e funzionamento della casa sono stati inoltre monitorati dai giudici durante tutta la durata della gara. Il risultato? RhoOMe for denCity è risultata la migliore di tutto il palmares presente. La casa ideale a zero impatto ambientale. </p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/URXOXAXPFRNTFABXWY4GH7NXNA.jpg?auth=a2f50eda27a5bda139b3032c594ef2b26df277973753cdc19e9f26cf9de7023b&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Sandali from Ibiza 20 anni di gioie ai piedi]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sandali-ibiza-20-anni-gioie-ai-piedi-1038906.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sandali-ibiza-20-anni-gioie-ai-piedi-1038906.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sat, 19 Jul 2014 05:18:05 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Una festa all'insegna del glamour e dell'eleganza senza le ataviche esagerazioni (a volte anche di dubbio gusto) tipiche del mondo della moda. Un evento, quello organizzato nell'incantevole cornice di Ibiza per i 20 anni di attività di Giuseppe Zanotti, che è stata più che una festa un'occasione, «una scusa» come l'ha definita lui per stare insieme a tutti gli amici che lo hanno sostenuto in questi «primi» 20anni di attività. </p><p>Ed è stato proprio lui Giuseppe Zanotti, stilista indiscusso della calzatura gioiello, il vero protagonista dell'evento, lui e le sue collezioni che hanno fasciato ed enfatizzato i piedi di moltissime donne ma anche di attrici, modelle e cantanti, da Lady Gaga a J.Lo all'ammaliante Charlize Theron, giusto per citarne qualcuna ma l'elenco è davvero molto più lungo.</p><p>La festa è iniziata con un coktail organizzato in boutique, inaugurata lo scorso anno, nella suggestiva Marina di Ibiza e poi proseguita nel famoso ristorante cabaret Lio. </p><p>Lunga la fila di amici e di vip che si sono visti sfilare sul red carpet che portava all'ingresso dell'atelier, a cominciare dalla modella, amica dello stilista e testimonial esclusiva dell'evento Karolina Kurkova che saputo interpretare perfettamente lo spirito della collezione indossando un elegante paio di sandali in camoscio nero e foglie dorate.</p><p>Non da meno anche l'altra modella e attrice spagnola Malena Costa che ha fatto letteralmente impazzire i paparazzi presenti. E tra i 200 invitati si sono visti anche diverse teste coronate come Maria Gabriella di Savoia, figlia di Umberto II, con figlia e cognato al seguito. C'era anche l'indimenticabile cantante degli anni Ottanta Marcella Bella che ha fatto dell'isola le «sue montagne verdi». Riguardo al cibo, nulla da eccepire sul catering offerto, ma una nota di merito va al vino «Donne Fittipaldi» offerto dall'eclettica Maria Menarini che lo ha fatto arrivare direttamente dalla sua tenuta Bolgheri in Toscana. </p><p>All'interno della boutique si sono potuti ammirare solo alcuni frammenti delle numerose creazioni dello stilista che, per questo particolare evento, ha voluto creare quattro capsule collection che riprendono, nella versione più riattualizzata, i temi classici del brand. Si tratta dei modelli che maggiormente rappresentano la maison romagnola, di San Mauro Pascoli per l'esattezza, e riproposti sul mercato in quattro fasi: Jewel, Rock'n Roll, Black Stilettos e Disco.</p><p>Quello di Ibiza è stato un evento organizzato per festeggiare non solo i 20 di attività e creatività del Giuseppe Zanotti e di tutto il suo staff (che lui non dimentica mai di citare e ringraziare), ma è stata l'occasione per celebrare il successo di un brand 100% made in Italy che ha saputo elevare il marchio di scarpe di alta gamma nell'intero globo. </p><p>A confermarlo i dati che, in un momento di crisi come questo, sono davvero importanti: 71milioni di fatturato nel 2011, 115 nel 2013 e oltre 115 nel 2013. E il trend è solo in crescita, grazie anche all'export che rappresenta oggi il 94 per cento della produzione totale. Tornando ai festeggiamenti, terminata l'incredibile cena al Lio con tanto di show incluso, gli ospiti più audaci hanno proseguito la serata in uno dei tanti locali per cui va di moda Ibiza, una discoteca. </p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/U3T7FZN2IFLMREN7ZWN3DRIARA.jpg?auth=a6960fab88750e15a958d3b123d967fe11900627cfe991f7b5f8387e61a34a44&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Il mammalucco]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/mammalucco-1027621.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/mammalucco-1027621.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sat, 14 Jun 2014 05:37:08 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p> Acciaio vegetale. Definizione perfetta per un materiale resistente come il bamboo o bambù, in italiano. Pianta sempreverde, appartenente alla famiglia delle graminaceae, tanto per intenderci è la stessa dalla quale provengono mais, grano e riso ma solo un po' più alta, infatti può raggiungere anche i 40 metri di altezza e i 30 cm di diametro. Originaria delle regioni tropicali o sub-tropicali ne esistono ben 1400 specie diverse e una ha scelto proprio l'Italia per piantare radici. Si chiama Moso e si trova in diverse aree della penisola, dal Piemonte, al lago di Como (il bambuseto di Villa Carlotta), al Trentino Alto-Adige con i giardini Trauttmansdorff, fino alla costa adriatica. È presente in maniera massiccia perfino nell'orto botanico della Capitale. Una pianta ma anche una realtà economica di successo nonostante la crisi come dimostrano il bambuseto di Asti Cuneo, curato da Thomas Froese che ha vinto l'Oscar Green nel 2012 e la OnlyMoso, a capo del Consorzio Bambù Italiano, nelle campagne limitrofe a Rimini con un bambuseto che si espande su un'area di 24 ettari. Un progetto, quello della OnlyMoso, nato tre anni fa e promosso dal vivaista Fabrizio Pecci artefice della coltivazione di questa miniera tutta green. Grazie alla crescente richiesta del suo pregiato legno, da ogni ettaro di terreno coltivato si ottiene un rendimento annuo che supera i 50mila euro. Ma cosa si ricava da questa pianta? </p><p>L'utilizzo è noto fin dai tempi antichi, perfino Marco Polo ne parla nel suo Milione narrando che in Cina veniva usato per ottenere delle robuste corde per tirare in secca le navi. Oggi dal bambù si ricavano circa 1500 applicazioni commerciali fra cui legno pregiato per l'artigianato ma anche carta, prodotti cosmetici, prodotti alimentari (dai germogli), pellet e altre applicazioni bioenergetiche. Inoltre, la resistenza unita all'elasticità, fanno sì che il bambù venga sempre più impiegato nella bioedilizia senza incappare nel rischio di deforestazione poiché la capacità di ricrescita di questa graminacea è piuttosto veloce, all'incirca di qualche mese.</p><p>Non solo forza ma anche eleganza, come dimostrano i tanti prodotti dal design originale realizzati con il legno di bambù. Ne è un esempio la californiana Calfee Design che produce telai per biciclette, anche in versione tandem, un vero esempio di abilità artigianale che racchiude eleganza comfort e resistenza. </p><p>Un'altra declinazione del bambù è nel settore arredo, dai mobili, alle sedute e perfino nei rivestimenti murali come dimostra la linea J&amp;V Italian Design di Jannelli&amp;Volpi con raffinati inserti che rimandano all'antica arte orientale del decoro. O ancora, nel settore illuminazione, con l'originale lampada Giunco Lamp disegnata da Matteo Cibic e prodotta in edizione limitata. E sempre per illuminare le serate estive in giardino o in terrazzo, ecco la ricca collezione di lanterne in bambù laccato e intrecciato, colorate o total black, prodotte a Atipico. E vista la stagione, la divertente proposta Beach Cabin, cabina e pouf su struttura in alluminio trattato e vernice protettiva trasparente by Bonacina. </p><p>Per chi invece preferisce rilassarsi facendosi cullare, sempre da Bonacina, la poltrona sospesa a forma di uovo Egg. La versatilità di questa pianta si dimostra anche negli oggetti design disegnati di Lucy Salamanca nella sua originale collezione di sedute in agave e bamboo. Non solo complementi ma arredi veri e propri come la collezione Canavera firmata Lineabeta per il bagno realizzata in legno massiccio di bambù 100 % e che comprende supporti per lavabi, sgabelli, panche, contenitori, pensili, specchi orizzontali e verticali, basi sospese e lavabi.</p><p>Design ma anche cultura, il bambù in molti paesi, in Cina ad esempio, rappresenta il simbolo di lunga vita mentre in India rappresenta l'amicia. L'importanza di questa pianta per alcune culture asiatiche è tale da essere convinti che l'umanità intera discenda da uno stelo di bambù. Lunga vita al bamboo. </p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/PXAXO5JKPBPPFOXJ3ROHRUK5MM.jpg?auth=a3146a92c3dde9537428e7f6ef120ef25f821e5366967d58b074af557db63323&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Tutti in cucina, vera anima della casa]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/interni/tutti-cucina-vera-anima-casa-1009659.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/interni/tutti-cucina-vera-anima-casa-1009659.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description></description><pubDate>Fri, 11 Apr 2014 05:29:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p> Si respira aria di novità in cucina. Lo dimostra EuroCucina, la biennale dedicata alle innovazioni in fatto di cucine componibili ed elettrodomestici, in mostra in questi giorni al Salone del Mobile a Milano. Una vetrina decisamente estesa: 25mila metri quadrati per 130 brand. Tanti i nomi noti Dada, Poliform, Schiffini, Snaidero, giusto per citarne alcuni, ma una cosa accomuna tutte queste aziende: la voglia di sperimentazione con l'impiego di materiali nuovi, come il titanio ad esempio, e soluzioni d'arredo sempre più all'avanguardia, condite con molta teconologia. Infatti accanto a EuroCucina, FTK (Technology For the Kitchen), il padiglione dedicato appunto alla tecnologia, con una rassegna di elettrodomestici da incasso e cappe d'arredo. La cucina si trasforma, non è più solo il luogo deputato alla preparazione dei cibi me diventa zona living dove ricevere e condividere piatti e manicheratti con amici o famigliari. Questo concetto è espresso nell'ultima creazione di Elmar, che si chiama appunto @Home (at home). Disegnata dallo studio C+S Architects, è costituita da un piano cottura, a induzione, adagiato su una lunga penisola in legno che richiama il concetto della cucina di campagna: un grande tavolo dove stare insieme, parlarsi, lavorare o a discutere e perché no, mangiare. Anche la credenza contribuisce nella metamorfosi da cucina a soggiorno, grazie al sistema di ante a scomparsa che aperte mostrano ripiani e cassetti e chiuse nascondono alla vista utensili e stoviglie. È avvenieristica invece la soluzione adottata dall'austriaca Team 7: un piano di cottura che si alza o abbassa per adattarsi all'altezza «fisica» dello chef. In pratica premendo un pulsante, uno speciale sistema permette al piano di lavoro di passare da un'altezza di 74 centimetri a una di 114. Ad altezza di cuoco. In tempi di Masterchef, food e cucina sono protagonisti. Fin nei minimi dettagli. Un esempio? La griglia del piano cottura viene lavorata diventando un elemento di decorazione. I «piedini» sui quali si appoggia la pentola assumono la forma di uccellini o di frutti. La cucina deve essere sempre perfetta. Quindi spariscono cassetti, mensole, cappe e elttrodomestici. Oppure questi oggetti sono molto in vista e molto belli, come fossero oggetti d'arte. Come l'isola di Schiffini, all'apparenza un insieme scoordinato di scatole con cassetti nascosti, diventa l'elemento centrale intorno alla quale cucinare e al tempo stesso ricevere e intrattenere gli amici. Isole che ora sempre di più diventano anche penisole eleganti e funzionali per accogliere ospiti e amici. Infine, tecnologia anche e soprattutto negli elettrodomestici da incasso e cappe aspiranti. </p><p>Come quella di Faber, che utilizza un dispositivo Active Noise che riduce attivamente il rumore della cappa di 13 decibel.Oppure il compattissimo piano a cottura a induzione e cappa aspirante, chiuso può essere trasportato come un vero laptop.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/VRSQ2OEQ5JP3NGX77ZZZNSLB5Y.jpg?auth=d73bfc8c5e01c28c8480640a360810cdb96b61b51693fcdc791840b7a6cdc066&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[E il salotto buono si fa più largo]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/interni/e-salotto-buono-si-fa-pi-largo-1009270.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/interni/e-salotto-buono-si-fa-pi-largo-1009270.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description></description><pubDate>Thu, 10 Apr 2014 05:31:02 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Colore e creatività entrano nella zona living. Divani, poltrone, chaise longue dai toni chiassosi si contrappongono alle tonalità classiche e più calme dei grigi o dei marroni. A prescindere dalla scala cromatica, di sicuro l'imbottito in tessuto, cotone o lino, resta il must per le sedute. Tranne qualche eccezione. Il divano Casablanca di Adele-C è stato infatti pensato dai suoi designer, Baldessari e Baldessarri, con lo schienale svuotato dall'imbottitura e sostenuto da fasce di tessuto tagliate a laser, di colori e larghezze diverse in modo da creare un curioso gioco propspettico. </p><p>La seduta imbottita si presenta nella tinta unita di fondo come anche il cuscinetto opzionale che può avere funzione di bracciolo o di sostegno lombare. Funzionale, di rappresentanza o assolutamente informali, il soggiorno subisce il fascino o la tirannia delle mode, e si adatta di conseguenza. I lampadari tendono a essere sostituiti dalle lampade da terra che esplodono fasci di luce verso il soffitto, oppure da estrose abat-jour, come la lampada «Joséphine» della designer Elena Cutulo by Altreforme che omaggia nella sua forma la cantante e ballerina Joséphine Baker con la sua mitica gonna di banane.</p><p>Estro e creatività, binomio imprescindibile anche per un particolare tipo di arredo che ritorna nei salotti e nei soggiorni, la madia. Personalizzate, rinnovate nella finitura e con superfici decorate, con motivi a rilievo o incisi, realizzate a pantografo oppure anche solo disegnati. Severa nei colori oppure coloratissima, dipende dal contensto in cui va inserita. Ne esistono tantissime varianti, tra forme, colori, e tipologia di materiali. Tra le tante in esposizione al Salone, Casamania propone Legato. Un sistema di mobili contenitori, progettato da Claesson, Koivisto, Rune per Casamania, ispirata alle opere dell'artista Ellsworth Kelly. Si contraddistingue per la personalità leggera, conferita dalla particolare forme delle ante: né quadrate, né rotonde, prive di una geometria precisa. </p><p>L'idea di arredo nella casa evolve e si associa all'uso o all'abitudine di chi la abita. Gli arredi migrano da una stanza all'altra a secondo della necessità ma la zona living resta il luogo deputato all'accogliere e dove trascorrere momenti assoluti di relax, soli o in compagnia. </p><p>La scelta dell'arredo sicuramente contribuisce ad abbellire la stanza ma l'atmosfera la crea il perfetto padrone di casa. </p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/PLUBVNKX2ZLPJL4RIFPCMFQ5UM.jpg?auth=8b78502c3f3997d12b7f1ce2c8dfac8a42af0e10c569b2173be4379bda6bcd29&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[Creativi? Non si nasce (con la crisi) si diventa]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/interni/creativi-non-si-nasce-crisi-si-diventa-1008912.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/interni/creativi-non-si-nasce-crisi-si-diventa-1008912.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description></description><pubDate>Wed, 09 Apr 2014 05:58:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p> Designer si nasce ma creativi si diventa, soprattutto in tempo di crisi. Ed ecco che passata la stagione del lusso e dello sfarzo, la 53esima Fiera Internazionale del Mobile si apre premiando la creatività e 'innovazione ma senza eccessi e prodotti a costi contenuti. Non a caso il tema scelto per i 650 giovani designer under 35 presenti al Salone Satellite, nello spazio interno ai padaglioni 15-13, è: Design, Innovazione+Artigianalità. Un concetto che racchiude un bisogno, non solo dei designer, ma anche delle aziende, di reinventare prodotti che già esistono ma partendo da concetti e materiali diversi. Rigore dunque ma anche creatività e da sempre il Salone Satellite è sempre stato considerato la fucina dei talenti, nazionali e internazionali. Un esempio è fornito dalla coppia Daniele Bortotto e Giorgia Zanellato, usciti dal Salone Satellite, hanno presentato nello stand di Moroso la collezione di sedute «La Serenissima» ispirate alle passerelle che si montano quando la marea invade Venezia. L'impressione è che ci sia un riavvicinamento tra chi disegna e chi produce ma non è più, solo, l'azienda ma è l'artigiano il complice in questa nuova avventura. I designer si rivolgono ai fabbri, falegnami, sarti, ricamatori, insomma tutte quelle persone che generalmente stanno dietro le quinte dell'arredo. «Le aziende difficilmente oggi decidono di investire sui nostri progetti - spiegano le giovani designer Marita&amp;Rita Francescon - . Il processo produttivo non parte più dall'alto ma comincia dal basso con l'autoproduzione». Sedie, tavoli, lapade, tutti oggetti ricchi di creatività, stravaganti ma soprattutto autoprodotti. Come i lavori del designer tedesco Christoph Friedrich Wagner, che ridisegna lo spazio interno di una scrivania, Play Desk, attraverso la paziente sovapposizione di una serie di pannelli di 18 millimetri, ritagliati internamenti e incollati uno sull'altro che diventano lo spazio già diviso di un cassetto. Oppure l'originale lampada dello studio Aust&amp;Amelung di Kassel che si protrae nello spazio trattenuta ad una estremità da un contrappeso che ne bilancia l'inclinazione. Tra gli stand si legge dunque tanta innovazione, creatività e voglia di emergere per entrare a far parte della cerchia degli eletti. E qui nasce spontanea la domanda, come sarà la casa di chi si dedica a disegnare gli oggetti di cui amiamo circondarci e gli spazi che arrediamo? La risposta si trova nello spazio allestito all'interno del padiglione 9 che ospita la mostra, inaugurata ieri, «Dove vivono gli architetti» (fino al 13 aprile). Un'installazione multimediale di 1600 metri quadri dove 8 protagonisti dell'architettura mondiale raccontano il proprio stile abitativo, dialogando tra loro e con le metropoli che cambiano, mutano forma e spazio. «Mi piace pensare che con questo progetto abbiamo dischiuso le nostre abitazioni - ha spiegato l'architetto Mario Bellini, che ha ideato, per citare solo alcuni progetti, il quartiere milanese del Portello di Fiera Milano e il Tokyo Design Center in Giappone -. Credo che la cosa importante dell'abitare sia il concetto di riuso. Quando ho trovato un appartamento, quello dove vivo oggi a Milano, ho cercato di tenere le cose interessanti e di modificare le altre». Da Milano si vola Mumbai con Bijoy Jain Studio Mumbai. «Mi interessa molto l'idea di alloggio - spiega l'architetto indiano - . Al termine della giornata, la casa è il luogo che alloggia, che ospita. Ma che cosa ospita? Questa è la domanda. Ciò che mi interessa in particolare è l'inclusività, la vastità di vita che una casa può accogliere, la generosità che può dimostrare. La casa non discrimina i propri ospiti. Anche quando decidiamo di non vivere in una casa, essa continua a essere abitata in nostra assenza». </p>]]></content:encoded><media:content url="https://www.ilgiornale.it/resizer/v2/C6ECOGGSEVLBZCK5LUALKKT2WI.jpg?auth=81eb5b1f4f6be8892dbcd928c744be88058f3ac9cc2ff19d7c22e8202a59dd8a&amp;smart=true&amp;width=1200&amp;height=900" type="image/jpeg" height="900" width="1200"/></item><item><title><![CDATA[La capitale dell'arredo (ri)apre il suo Salone]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/capitale-dellarredo-riapre-suo-salone-1008812.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/capitale-dellarredo-riapre-suo-salone-1008812.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description></description><pubDate>Wed, 09 Apr 2014 05:26:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il Salone Internazionale del Mobile, edizione numero 53, che ritorna con molte novità e soprattutto, dato non trascurabile visto il periodo di crisi in cui versa il Bel Paese, con un potenziale indotto legato al numero di visitatori che l'anno scorso ha toccato quota 300mila, di cui ben 193mila stranieri, senza contare quelli che si sono riversati nelle strade milanesi per le manifestazioni legate al Fuorisalone. Dunque oggi a domenica, a Fiera Milano Rho ecco 2400 espositori - italiani e stranieri - distribuiti su oltre 203mila metri quadrati di superficie, a conferma che Milano resta la capitale internazionale dell'arredo. Un'importante vetrina commerciale come ha dichiarato anche Claudio Luti, presidente di Cosmit: «Milano si sta dimostrando capace di di fare sistema con le realtà nella quale è inserita. È la capitale della creatività e dell'innovazione, i grandi designer amano lavorare con le aziende italiane e malgrado la crisi sui consumi che ha travolto di conseguenza anche le aziende di settore, resta la miglior filiera produttiva internazionale nell'arredo. Questa è la base del successo del Salone del Mobile che sono convinto diventerà sempre più l'Appuntamento, un momento che coivolgerà anche chi non è strettamente collegato al design rendendo Milano al pari delle grandi città come New York e Parigi. L'evento che farà da battistrada all'Expo del prossimo anno».</p><p>Il Salone si presenta con alcune novità: accanto all'esposizione principale ci saranno ad esempio EuroCucina e Salone Internazionale del Bagno. La prima, nei padiglioni 9-11 e 15-15 offrirà le migliori realtà italiane ed estere in fatto di tipologie di arredo e soluzioni stilistiche con grandi nomi del made in Italy (Dada, Valcucine e Schiffini che debutta con Drawer Kitchen dove l'isola, all'apparenza un insieme scoordinato di scatole con cassetti nascosti, diventa l'elemento centrale per ricevere gli amici). I padiglioni 22 e 24 ospiteranno invece tutte le novità in fatto di accessori, mobili per bagno, cabine doccia e tutto quello che possa rendere la stanza da bagno uno spazio di assoluto relax. Con brand che per la prima volta partecipano alla manifestazione come Kartell per Laufen, azienda elevetica leader nel settore. Riguardo invece il Salone Satellite, dislocato nei padiglioni 13 e 15 e dedicato ai progetti realizzati da giovani talenti under 35, quest'anno l'ingresso sarà gratuito, proprio per offrire la massima visibilità ai designer.</p><p>Venendo invece al Salone vero e proprio, i padiglioni sono stati suddivisi in tre tipologie stilistiche: classico, moderno e di design ognuna delle quali offrirà il meglio delle aziende di settore italiane. Come ad esempio Altreforme che parteciperà con una originale collezione di accessori e arredi dedicati alla Parigi degli Anni Venti. Tra le aziende straniere da segnalare Ittala, icona internazionale di design finalandese appartenente al Gruppo Fiskar, che presenterà in anteprima mondiale la sua prima gamma di complementi per l'arredo casa. Anche il mondo del moda sarà presente con le proposte, tra l'altro, di Ferrè, Pier Cardin e del Gruppo Trussardi, presente con una collezione completa per una casa contemporanea ed elegante interpretata in chiave milanese.</p><p>Tornando alle novità, sarà possibile scaricare gratuitamente sul proprio smartphone l'App aggiornata del catalogo degli espositori. Basterà collegarsi al sito del salone www.cosmit.it e cliccare sull'icona dedicata. Quest'anno sarà anche più facile raggiungere Rho grazie all'accordo siglato tra Fiera Milano e Atm, Trenitalia che metterà a disposizione 230 treni con prezzi scontati nei giorni della manifestazione e sei collegamenti con le Frecce, compresi quattro collegamenti da e per la Svizzera. Tutte le informazioni si possono trovare sul sito del Salone. I sei giorni del design si affiancheranno agli innumerovoli eventi legati al Fuorisalone: un'attenzione particolare quest'anno è stata dedicata alla botteghe artigiane e nel weekend sarà possibile visititare gli atelier dei maestri d'arte della storica zona conosciuta come «Cinque vie». Iniziativa che rientra nelle Giornate Europee dei Mestieri d'Arte rese possibili dal brand svizzero Vacheron Constantin.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Da Bellini a Zaha Hadid  Ecco dove vivono gli architetti]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/bellini-zaha-hadid-ecco-dove-vivono-architetti-1008807.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/bellini-zaha-hadid-ecco-dove-vivono-architetti-1008807.html</guid><dc:creator><![CDATA[Anna Caldera]]></dc:creator><description></description><pubDate>Wed, 09 Apr 2014 05:20:07 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ma come saranno le case degli architetti? Una domanda la cui risposta risiede nella mostra «Dove vivono gli architetti» allestita nel padiglione 9, in contemporanea al Salone del Mobile, dall'8 al 13 aprile. Alcuni tra i più autorevoli nomi dell'architettura mondiale hanno aderito al progetto curato da Francesca Molteni insieme all'architetto e scenografo Davide Pizzigoni. «A dire il vero  ha confessato Francesca Molteni  sono entrata in quasi tutte le abitazioni degli architetti presenti alla mostra, qualcuno (non ha specificato chi, ndr) non mi ha aperto la porta». La curatrice ha filmato gli interni e gli ambienti delle loro case e ne ha realizzato un video che insieme alle installazioni ispirate ai diversi modi di immaginare lo spazio domestico, racconterà «le stanze» private di Shigeru Ban, Mario Bellini, David Chipperfield, Massimiliano e Doriana Fuksas, Zaha Hadid, Marcio Kogan, Daniel Libeskind e Bijoy Jain. Ma insomma «dove vivono gli architetti»? Una mostra che ha l'obiettivo di allargare la visione legata all'architettura domestica. Non a caso il concept dell'evento risiede nella convizione che l'architettura domestica sia capace di coniugare architettura e design. Quasi sempre. «A dire il vero non sempre gli architetti fanno delle belle case  ha commentato Mario Bellini». Detto questo, nello specifico in casa sua è la libreria, 9 metri di altezza, il cuore e il fulcro attorno alla quale tutto gira intorno. «Cosa ne penso io? Una casa andrebbe arredata un po' per volta, scegliendo gli oggetti in base anche alle emozioni che riescono a trasmetterti». Prendere come riferimento dunque le abitazioni private degli architetti contemporanei diventa spunto per una riflessione sulle modalità e le tendenze dell'abitare di oggi. «La mia casa  spiega l'architetto indiano Bijoy Jaim  è un luogo dove posso sorridere, uno spazio abitato da tante persone. Per me, essere un bravo architetto significa sapersi voler bene e avere a cuore gli altri. Capire chi abiterà la casa che tu stai costruendo». Abitazioni che si evolvono con spazi sempre meno delineati rispetto a una volta, le stanze si uniscono e perdono le loro originarie identità. Così il salone ingloba la sala da pranzo o lo studio e la camera da letto non ha la sola funzione di riposo ma diventa luogo dove leggere e rilassarsi. Le pareti diventano i naturali confini della casa, dei contenitori come vuole, ancora oggi, il concetto del white tube del minimalismo. «Obiettivo della mostra  spiega Claudio Luti presidente del Cosmit  è quello di conoscere più da vicino coloro che stanno cambiando il volto delle nostre città, la configurazione del paesaggio globale e l'immaginario collettivo, e suggerire nuovi modi di progettare gli ambienti domestici a tutte le latitudini. Compito del Salone del Mobile è d'altronde anche questo: fare cultura per fare sistema». Chi sono gli otto, in verità nove, gli architetti coinvolti nelle mostra? Ecco l'identikit di alcuni di loro. Mario Bellini, architetto e designer di fama internazionale premiato otto volte con il Compasso d'Oro. È presente con 25 opere nella collezione permanente del MoMa di New York. Ha realizzato, tra gli altri, il quartiere Portello di Fiera Milano, il Centro Esposizione di Villa Erba a Cernobbio e il più grande centro congressi d'Europa, Milano Convention Center. Attualmente è impegnato nella realizzazione della città nuova in Cina. Bijoy Jain, lavora con quello che definisce infrastruttura umana, una squadra di abili artigiani, tecnici e disegnatori che progettano e costruiscono direttamente basandosi su un lavoro di gruppo. Indiano, Bijoy si è laureato alla Washington University di St Louis. I suoi lavori sono stati presentati alla XII Biennale di Venezia e al Victoria&amp;Albert Museum di Londra. I suoi progetti sono per la gran parte residenziali e si trovano in India. Massimiliano e Doriana Fuksas, coppia nella vita e nel lavoro. Doriana dal 1997 è responsabile di «Fuksas Design». Tra i loro principali progetti internazionali c'è anche e il Centro Direzionale e Ricerche Ferrari a Maranello e la nuova Fiera Milano Rho, dove si tiene appunto il Salone del Mobile. </p>]]></content:encoded></item></channel></rss>