<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[News feed]]></title><link>https://www.ilgiornale.it</link><atom:link href="https://www.ilgiornale.it/arc/outboundfeeds/rss/autore/silvia-villani/" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[ News Feed]]></description><lastBuildDate>Sun, 26 Jul 2026 18:10:22 +0000</lastBuildDate><language>it</language><ttl>1</ttl><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Blitz nella Scampia di Cinisello: in manette pusher e «vedette»]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/blitz-nella-scampia-cinisello-manette-pusher-e-vedette.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/blitz-nella-scampia-cinisello-manette-pusher-e-vedette.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description><![CDATA[Arrestati in 4 nel «fortino» in zona SantEusebio, alle porte della città]]></description><pubDate>Sun, 19 Oct 2008 01:10:23 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Pensavano di aver relegato nel passato limmagine di SantEusebio come fortino dello spaccio ma i cinisellesi, dopo i quattro arresti compiuti nei giorni scorsi dalla polizia, sono ripiombati nel timore che il rione a nord della città possa tornare ad essere terra di nessuno. Quando gli investigatori del commissariato di via Cilea, durante unoperazione volta a stroncare lo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno fatto il loro ingresso nel quartiere dove sono stati realizzati centinaia di alloggi popolari, si sono trovati di fronte a una sorta di Scampia in miniatura: vedette, pronte con clacson e urla, ad avvisare gli amici, droga lanciata dalle finestre allarrivo delle forze dellordine, «galoppini» pronti, a bordo di grossi scooter, a fare da spola tra la base operativa e il cliente, coniugi e fratelli arrestati per detenzione ai fini di spaccio. </p><p>Loperazione «Caccia al tesoro» è nata alcune settimane fa quando gli uomini guidati dal commissario capo Angelo Lino Murtas hanno pedinato e bloccato, in un giardinetto pubblico, Davide Russi, 37 anni e un parente della moglie a bordo di una Yamaha T-Max. Convinti che la coppia nascondesse qualcosa i poliziotti hanno perlustrato le vicinanze scoprendo in un cespuglio poco distante 20mila euro. Soldi di cui i due hanno prima negato il possesso, chiedendone però successivamente la restituzione. Proprio il denaro rinvenuto ha così fatto scattare loperazione «Caccia al tesoro» che ha portato dietro le sbarre William Russi, 33 anni, Davide Russi e la moglie Orgenia Veceloque Preseloque, 33 anni, e il fratello di questultima Armando, 27enne, di origine calabrese. Pedinando William Russi per giorni gli agenti sono arrivati in un garage nel vicino quartiere Bellaria. Nel box sono stati trovati alcuni grammi di cocaina, 2mila euro e la chiave di un appartamento in via Brunelleschi, nel quartiere di SantEusebio, nel quale sono state arrestate le altre tre persone. Al civico 51, in un alloggio al sesto piano, Davide, Armando e Orgenia - saputo dellarrivo della polizia perché avvertiti dal clacson di una delle tante «vedette» che presidiano la zona -, hanno svuotato alcuni sacchetti di cocaina dalle finestre facendola in parte disperdere nellaria. La polizia quindi ha controllato anche un appartamento a Giussano, legato a Orgenia. </p><p>Complessivamente il blitz del commissariato di via Cilea ha permesso il sequestro di 150 grammi di cocaina  parte della droga il gruppo è riuscito a disfarsene -, 26mila euro in contanti, oltre a bilancini e materiale per il confezionamento.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Incendio all’ex Falck di Sesto: quattordicenne romeno carbonizzato nel sonno]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/incendio-all-ex-falck-sesto-quattordicenne-romeno.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/incendio-all-ex-falck-sesto-quattordicenne-romeno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description><![CDATA[Fiamme nella notte alle acciaierie dismesse di Sesto San Giovanni: il ragazzino è morto asfissiato. Il rogo è partito da una candela lasciata accesa, scappati gli altri occupanti]]></description><pubDate>Thu, 25 Sep 2008 08:12:29 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Tra le pareti annerite dell’edificio di via Trento a Sesto San Giovanni si scorgono ancora un vecchio frigorifero, tende da campeggio, vecchi contenitori di detersivi e qualche pentola. </p><p>Del passaggio del quattordicenne romeno morto carbonizzato nell’ex area Falck però è rimasto ben poco. Solo un’ampia macchia scura sul suolo coperto di stracci dove ieri, per tutta la giornata, amici e familiari hanno depositato, sopra un grosso mattone cavo, fiori e candele. Sarebbe stato proprio un lume lasciato acceso nella notte a provocare le fiamme che hanno avvolto il minorenne, giunto in Italia da pochi mesi, e costretto a chiedere l’elemosina per vivere.</p><p>Era da poco passata la mezzanotte quando un automobilista ha lanciato l’allarme agli agenti di polizia locale. In quello che i sestesi chiamano «l’edificio curvo» si intravedevano già alte lingue di fuoco. Quella zona è stata già oggetto di interventi di pulizia, ma a pochi mesi di distanza tutto è tornato come prima. All’esterno era stata ristabilita una parvenza di ordine, dentro era un luogo franco di degrado indicibile.</p><p>Quando gli uomini guidati dal comandante Pietro Curcio sono giunti sul posto, erano arrivati da pochi minuti i vigili del fuoco. Mentre i pompieri lavoravano per tenere sotto controllo le fiamme amplificate dai cumuli di rifiuti che si trovavano all’interno, una quindicina di persone con alcuni bambini si sono riversati per strada. Solo aver domato l’incendio, verso l’una di notte, la terribile scoperta. In una stanza giaceva il cadavere carbonizzato di un adolescente. «Non abbiamo potuto fare nulla per salvarlo perché il fuoco era troppo grande», hanno spiegato alcuni romeni. </p><p>Se di giorno l’area è un via vai continuo di operai che stanno bonificando la zona, di sera negli edifici fatiscenti, vivono circa 30 persone, già allontanate una settimana fa. Oggi sarà eseguita l’autopsia sul cadavere del 14enne ma sembra non ci siano dubbi sulla causa accidentale dell’incendio; la vittima sarebbe passata direttamente dal sonno all’asfissia. Rimane da formalizzare che la salma è quella di Daniele. Anche il fratellastro Gheorghe, 20 anni, viveva lì con la moglie e i figli, nella stanza a fianco. Lui lo ha riconosciuto. È convinto che sia lui, anche perché manca Daniele all’«appello». Tra le lacrime continua a ripetere di volerlo riportare in Romania. I genitori arriveranno oggi.</p><p>Se le fiamme nell’ex aree Falck sono ormai spente, nel «parlamentino» cittadino il clima è incandescente. «Negli ultimi mesi, in accordo con la prefettura, le forze di polizia e i servizi sociali del Comune – ha spiegato il sindaco Giorgio Oldrini - sono stati effettuati vari sgomberi di occupanti abusivi di aree dimesse con una netta riduzione del loro numero. L’amministrazione ha inoltre portato a circa un milione e mezzo di euro l’impegno per assistere minori in difficoltà». Dura la risposta della minoranza. «E’ ora di porre fine a queste situazioni di degrado urbano – ha detto Franca Landucci, capogruppo di Forza Italia - il sindaco farebbe bene a prodigarsi per dare attuazione a quei progetti di recupero che hanno già completato l’iter amministrativo».</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Drogato, salta il rosso e uccide un trentenne]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/drogato-salta-rosso-e-uccide-trentenne.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/drogato-salta-rosso-e-uccide-trentenne.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description><![CDATA[Bresso, lo schianto in via Vittorio Veneto, poco distante dal punto
dove una adolescente aveva perso la vita travolta da un automobilista
ubriaco]]></description><pubDate>Mon, 22 Sep 2008 08:17:13 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ai mazzi bianchi posati da amici e familiari in ricordo della diciassettenne Barbara Pagin, falciata qualche settimana fa da un ubriaco tra via Vittorio Veneto e via Villa, a Bresso ieri se ne sono aggiunti altri. Quelli per ricordare un altro giovane, ucciso ancora una volta da un automobilista «stravolto», questa volta non solo dall’alcol ma anche di cocaina e hashish.</p><p>E così ieri numerosi residenti, con gli occhi gonfi di pianto, si sono recati in quella che è stata soprannominata «intersezione maledetta» per ricordare l’assurda morte di Davide Bossi, 32 anni, ferroviere residente a Bresso, travolto e ucciso da un ventenne sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.</p><p>Erano da poco passate le 2.30 infatti quando Carlo R., proveniente da Cusano Milanino, stava percorrendo via Vittorio Veneto a bordo dell’Audi A4 di proprietà del padre. Pochi chilometri prima il giovane aveva incrociato i carabinieri e, forse per non farsi fermare, aveva accelerato. All’incrocio con via Isimbardi sembra che il ventenne, nonostante il semaforo rosso, non abbia fermato la sua corsa e, a folle velocità, abbia occupato l’incrocio. Da una via laterale però stava sopraggiungendo Davide Bossi, solo a bordo di una Toyota Yaris. Inutile ogni tentativo di frenata. L’urto tra le due vetture è stato violentissimo e l’utilitaria con a bordo il trentaduenne è stata spinta fino a un grosso palo a poche decine di metri dal luogo dove alcune settimane fa aveva perso la vita Barbara Pagin speronata da una Opel Corsa, guidata da un ventiquattrenne ubriaco, mentre viaggiava a bordo di una Citroën C2.</p><p>Il fragore dell’impatto tra l’Audi e la Yaris ha richiamato diverse persone, che hanno poi assistito alla disperazione del giovane. Sul posto sono immediatamente arrivati i carabinieri, il nucleo radiomobile della compagnia di Sesto San Giovanni, il 118 e i vigili del fuoco: il corpo del giovane era infatti rimasto incastrato tra le lamiere contorte ed è stato necessario intervenire con la fiamma ossidrica per poterlo estrarre. Quando finalmente il trentenne è stato affidato ai sanitari, per lui non c’era ormai più nulla da fare. Carlo R., lievemente ferito, è stato arrestato per omicidio colposo e portato a San Vittore.</p><p>Ieri mattina tra i residenti sgomenti, la rabbia era molta. Sotto accusa i giovani in preda ai fumi dell’alcool e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti ma soprattutto via Vittorio Veneto. Lo stradone, che taglia la città, nonostante la presenza delle forze dell’ordine viene attraversata a velocità elevata nonostante gli attraversamenti pedonali e i negozi. Ieri verso mezzogiorno sul luogo dell’incidente si è recato anche il sindaco di Bresso Fortunato Zinni che ha assicurato un intervento in tempi rapidi.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Dai bar al palazzetto, loro di Cammarelle fa impazzire Cinisello]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/dai-bar-palazzetto-l-oro-cammarelle-fa-impazzire-cinisello.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/dai-bar-palazzetto-l-oro-cammarelle-fa-impazzire-cinisello.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description></description><pubDate>Mon, 25 Aug 2008 00:08:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Accantonate per un giorno le corse automobilistiche e le ultime notizie del calcio, Cinisello Balsamo riscopre lamore per la boxe grazie a Roberto Cammarelle che ieri ha riportato lItalia del pugilato sul gradino più alto del podio alle Olimpiadi dopo 20 anni. </p><p>Nei bar dove si radunano gli anziani, nel parcheggio del Palazzetto dello sport, nellassolata piazza Gramsci tutti sono orgogliosi dellatleta ventottenne che fino a pochi anni fa viveva e si allenava nella città a nord di Milano. Pur essendosi trasferito a Santa Maria degli Angeli, in Umbria, per tutti i residenti è come se lazzurro non si fosse mai allontanato dalla casa di via Dante, dove vivono ancora i genitori Angelo e Giovanna. Ieri, pur frastornati, cercavano di ringraziare i numerosi vicini venuti a congratularsi per il traguardo ottenuto dal figlio e di rispondere alle domande dei tifosi che ricordano quando Roberto si allenava nella struttura sportiva di via XXV Aprile sotto i colori della società di pugilato Rocky Marciano. </p><p>Nellappartamento della famiglia Cammarelle, subito dopo il match, ecco la gran festa con i parenti, gli amici e i vicini di casa. Le bottiglie però sono state stappate solo quando larbitro ha sospeso il match per il ko tecnico del cinese Zhang. «Eravamo preoccupati - ha spiegato la mamma Giovanna -, ma abbiamo sempre avuto fiducia in lui. Roberto quando decide di raggiungere un traguardo si impegna con tutto se stesso. Siamo orgogliosissimi. Ora però lo aspetta un periodo di meritato riposo». </p><p>A poche centinaia di metri di distanza, in via Cadorna, unaltra famiglia festeggia la vittoria di Roberto. È quella dellallenatore Biagio Pierri che ha fatto da chioccia al campione dal 1991 al 2000 e che ha seguito lincontro con un collaboratore e con quelli che chiama affettuosamente «i suoi ragazzi». «Ho due figli - ha spiegato il suo scopritore - ma Roberto è il terzo. Mi ha appena telefonato Antonio, il fratello, dicendomi che metà di quella medaglia conquistata è mia. Si è visto subito che aveva stoffa. Era instancabile, non protestava, non diceva mai basta. Ora potrebbe allenare, ma qualsiasi cosa scelga avrà il mio appoggio. È diventato grande, basta vada avanti con serietà e sicurezza nelle proprie capacità».</p><p>Alla prima riunione di giunta, sindaco e assessori decideranno come rendere omaggio al pugile. «Proporrò un premio speciale - ha detto lassessore Giuseppe Sacco che il prossimo 29 agosto presenzierà alla serata dedicata al compianto Gaetano Scirea -. E inviteremo Roberto durante il Memorial o per le celebrazioni della Spiga doro».</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La moglie  chiede il divorzio e lui la ferisce con un coltello]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/moglie-chiede-divorzio-e-lui-ferisce-coltello.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/moglie-chiede-divorzio-e-lui-ferisce-coltello.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description></description><pubDate>Tue, 05 Aug 2008 00:08:29 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>È stata la sirena dellambulanza a far capire che nella piccola palazzina di via Piacenza 7, poco prima delle undici di ieri mattina, doveva essere successo qualcosa. La maggior parte dei residenti della piccola via senza uscita a Cologno Monzese però, pensava che larrivo del personale medico fosse legato al malore di qualcuno che a causa del caldo si era sentito poco bene. Invece nel piccolo appartamento allultimo piano delledificio dove abitano una mezza dozzina di famiglie  la maggior parte in ferie - si era appena consumata la tragedia. Due coniugi, 55 anni lui, 46 lei, erano sdraiati sul letto a parlare del loro futuro cercando di trovare una soluzione alla crisi che stava logorando il loro rapporto quando allimprovviso, luomo, un fattorino, ha estratto un coltello con una lama lunga una ventina di centimetri e ha colpito la moglie al petto mancando il cuore di pochi centimetri. </p><p>Erano da poco passate le 10.45 quando il fattorino, visibilmente agitato, ha chiamato i soccorsi. Sul posto sono immediatamente arrivati i mezzi di soccorso e i carabinieri. Quando sono entrati nellappartamento i militari si sono trovati di fronte la quarantaseienne, distesa sul letto, in una pozza di sangue. La casalinga è stata portata al pronto soccorso dellospedale Niguarda in codice giallo. Non dovrebbe essere in pericolo di vita. Da una prima ricostruzione dei militari luomo, dopo aver accoltellato la moglie avrebbe avuto intenzione di togliersi la vita. Agli uomini dellArma il fattorino, sotto choc, ha infatti, mostrato un foglietto scritto qualche giorno prima in cui spiegava il suo gesto alla famiglia. Sembra che, stanca della situazione coniugale, la casalinga quarantaseienne avesse manifestato lintenzione di avviare le pratiche per la separazione e che lui non volesse perderla e rimanere solo. Il cinquantacinquenne dovrà ora rispondere di tentato omicidio. </p><p>Per la famiglia che abita nellappartamento sottostante, quella coppia, che ha una figlia, è sempre stata molto educata e niente faceva presagire che tra loro ci fossero seri problemi. Nessuno poteva immaginare che luomo potesse tentare di uccidere la moglie. Prima dellarrivo dellambulanza neanche i dipendenti di unimpresa edile che sta costruendo una palazzina di fronte lappartamento della coppia, hanno sentito delle urla provenire dallabitazione. Stupore per il gesto delluomo anche nel bar allangolo con viale Lombardia dove tutti descrivono il fattorino come una persona «molto tranquilla».</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La moglie  chiede il divorzio e lui la ferisce con un coltello]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/milano/moglie-chiede-divorzio-e-lui-ferisce-coltello-223069.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/milano/moglie-chiede-divorzio-e-lui-ferisce-coltello-223069.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description></description><pubDate>Tue, 05 Aug 2008 00:08:07 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>È stata la sirena dellambulanza a far capire che nella piccola palazzina di via Piacenza 7, poco prima delle undici di ieri mattina, doveva essere successo qualcosa. La maggior parte dei residenti della piccola via senza uscita a Cologno Monzese però, pensava che larrivo del personale medico fosse legato al malore di qualcuno che a causa del caldo si era sentito poco bene. Invece nel piccolo appartamento allultimo piano delledificio dove abitano una mezza dozzina di famiglie  la maggior parte in ferie - si era appena consumata la tragedia. Due coniugi, 55 anni lui, 46 lei, erano sdraiati sul letto a parlare del loro futuro cercando di trovare una soluzione alla crisi che stava logorando il loro rapporto quando allimprovviso, luomo, un fattorino, ha estratto un coltello con una lama lunga una ventina di centimetri e ha colpito la moglie al petto mancando il cuore di pochi centimetri. </p><p>Erano da poco passate le 10.45 quando il fattorino, visibilmente agitato, ha chiamato i soccorsi. Sul posto sono immediatamente arrivati i mezzi di soccorso e i carabinieri. Quando sono entrati nellappartamento i militari si sono trovati di fronte la quarantaseienne, distesa sul letto, in una pozza di sangue. La casalinga è stata portata al pronto soccorso dellospedale Niguarda in codice giallo. Non dovrebbe essere in pericolo di vita. Da una prima ricostruzione dei militari luomo, dopo aver accoltellato la moglie avrebbe avuto intenzione di togliersi la vita. Agli uomini dellArma il fattorino, sotto choc, ha infatti, mostrato un foglietto scritto qualche giorno prima in cui spiegava il suo gesto alla famiglia. Sembra che, stanca della situazione coniugale, la casalinga quarantaseienne avesse manifestato lintenzione di avviare le pratiche per la separazione e che lui non volesse perderla e rimanere solo. Il cinquantacinquenne dovrà ora rispondere di tentato omicidio. </p><p>Per la famiglia che abita nellappartamento sottostante, quella coppia, che ha una figlia, è sempre stata molto educata e niente faceva presagire che tra loro ci fossero seri problemi. Nessuno poteva immaginare che luomo potesse tentare di uccidere la moglie. Prima dellarrivo dellambulanza neanche i dipendenti di unimpresa edile che sta costruendo una palazzina di fronte lappartamento della coppia, hanno sentito delle urla provenire dallabitazione. Stupore per il gesto delluomo anche nel bar allangolo con viale Lombardia dove tutti descrivono il fattorino come una persona «molto tranquilla».</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Da vigilessa a magistrato: «Vi svelo il mio segreto»]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/vigilessa-magistrato-vi-svelo-mio-segreto.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/vigilessa-magistrato-vi-svelo-mio-segreto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description><![CDATA[Ora si divide  tra scuola forense  e  comando della polizia locale]]></description><pubDate>Fri, 11 Jul 2008 00:07:08 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Nellarmadio Maria Mesto, 48 anni, ha tante «divise»: quella di moglie di un carabiniere, di madre di 4 figli e quella di agente di polizia locale. Ora manca però da appendere quella di magistrato. Così, per realizzare questo suo sogno la vigilessa in servizio a Paderno Dugnano dal sorriso dolce e dal pugno di ferro contro i trasgressori, ha rispolverato i libri di giurisprudenza abbandonati una ventina di anni fa a Bari e, mossa da una grande tenacia, ha segnato un vero e proprio primato. </p><p>Maria, trasferitasi a Bresso per amore, si è, infatti, laureata in giurisprudenza con il massimo dei voti dopo aver segnato sul libretto universitario 20 esami in soli 17 mesi. Dopo aver discusso, vestita di tutto punto con la toga, la tesi «Situazione patrimoniale fra coniugi dal codice del 1865 alla riforma del 1975» presso lUniversità degli Studi di Sassari, ora non la ferma più nessuno. </p><p>Lagenda della sua settimana è divisa con rigore matematico:  nonostante gli innumerevoli impegni e i ritmi frenetici, infatti, venerdì, sabato e domenica indossa la divisa a Paderno Dugnano, mentre dal lunedì al giovedì si divide tra Procura e scuola. </p><p>Per i 4 figli ormai adulti e lamato marito, comandante della stazione dei carabinieri di Bresso, però è sempre presente così come per gli abitanti della città del nord di Milano e gli altri vigili. </p><p>Il suo segreto? «Familiari, amici ma anche i colleghi, tra il quale il comandante Giorgio Grandesso, mi sono stati sempre vicini  ha spiegato la vigilessa dei record  anche durante le trasferte da Milano allUniversità di Sassari, uno dei pochi atenei che mi ha permesso di proseguire il percorso universitario seguendo il vecchio ordinamento, o quando trascorrevo ore sui testi dellamata - odiata procedura penale». </p><p>Ad aiutarla a conseguire il brillante risultato però non solo lappoggio degli amici. Lagente di polizia locale ha dovuto riscoprire tanta tenacia, studiare 9 ore ogni giorno, prevalentemente di notte, e laurearsi in tempo per prendere parte al concorso nazionale per la scuola delle leggi. Le scatenate feste universitarie Maria non sa neanche cosa siano. Della sua preparazione e della sua diligenza se ne sono accorti anche i professionisti che la seguono durante il suo stage in Procura della Repubblica di Milano. </p><p>Chi la conosce è pronto a scommettere che da magistrato Maria otterrà brillanti risultati mostrando il suo grande cuore di mamma, la fede nella giustizia e la voglia di aiutare i più deboli che da sempre contraddistinguono lei e il marito Salvatore. Una grande forza di volontà e sensibilità dimostrate anche quando lavorava come insegnante o come redattrice. «Voglio solo dire ai giovani di non perdere tempo dilungandosi negli anni universitari  ha spiegato la quarantottenne vigilessa di Paderno Dugnano  e contemporaneamente sollecitare tutti coloro che hanno abbandonato gli studi a rimboccarsi le maniche e realizzare i loro sogni. Rimettetevi in gioco, credeteci non è mai troppo tardi».</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Sfilata di asini-dottori a Cinisello: curano depressi e cardiopatici]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/sfilata-asini-dottori-cinisello-curano-depressi-e.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/sfilata-asini-dottori-cinisello-curano-depressi-e.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description></description><pubDate>Tue, 03 Jun 2008 00:06:33 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Una giornata tutta dedicata agli asini: loccasione per grandi e piccini per ammirare da vicino questi affettuosi animali. È successo ieri al Novovillage di Cinisello Balsamo, unarea di divertimenti circondata da industrie e strade a scorrimento veloce, i bambini hanno potuto trascorrere una giornata allinsegna della natura e del quadrupede, per molti simbolo del lavoro nei campi e animale utile anche al trasporto nelle zone più impervie. </p><p>Per la gioia dei più piccoli si è svolto «LAsino day»; presenti gli esemplari più belli delle razze italiane, numerose associazioni del settore e spazi enogastronomici. Dopo aver superato il rischio di estinzione, infatti, il somaro è protagonista di una rinascita, grazie a nuove utilizzazioni: dalle proprietà benefiche del latte dasina - sempre più richiesto per far fronte alle intolleranze alimentari nei bambini - fino allonoterapia, un tipo di cura basata sul contatto fisico con il quadrupede e indicata particolarmente per i disturbi della sfera affettiva, della socializzazione e del comportamento. Associazioni, medici, centri di riabilitazione e assessorati ai servizi sociali e alla sanità si sono, infatti, dati appuntamento per partecipare al convegno «Dottor Donkey: la pet therapy con asini per intervenire sulle biodiversità». Lasino sembra avere doti particolari: è un animale di grande empatia, è affettuoso e allo stesso tempo pretende attenzione. È un quadrupede con il quale si possono fare moltissimi giochi che servono al bambino e agli adulti per acquisire fiducia in se stessi. I medici hanno riscontrato ottimi risultati con cardiopatici e ipertesi, malati psichiatrici e tossicodipendenti, audiolesi e non vedenti. I bimbi che, durante la manifestazione, hanno montato gli asinelli, dopo aver vinto liniziale ritrosia, si sono dimostrati entusiasti dellesperienza. </p><p>Liniziativa cinisellese ha rappresentato unanteprima dellAsino Days, il primo appuntamento a livello mondiale che si svolgerà a Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia e nel parco del Roncolo, il prossimo fine settimana. In Emilia lonoturismo, il trekking a dorso del somaro, riscuote sempre più appassionati; è unesperienza dal sapore di altri tempi, quando spostarsi da un posto a un altro con carichi di vario genere non era un passatempo ma faceva parte della normale vita quotidiana. È un modo per riscoprire la lentezza dei movimenti e alleviare lo stress quotidiano. </p><p>Tanti i curiosi che ieri hanno potuto assistere alla mungitura delle asine il cui latte è sempre più richiesto per far fronte allaumento della percentuale di neonati affetti dallallergia alle proteine del latte vaccino, che ha assunto nei paesi industrializzati il carattere di un fenomeno sociale.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[«Voleva rapire mia nipote». Blitz al campo rom]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/voleva-rapire-mia-nipote-blitz-campo-rom.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/voleva-rapire-mia-nipote-blitz-campo-rom.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description></description><pubDate>Thu, 22 May 2008 00:05:27 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>da Cinisello Balsamo (Milano)</p><p>Nellhinterland di Milano è caccia alluomo che ieri mattina ha tentato di rapire una bimba di due anni che stava giocando nellappartamento della nonna in via Guazzoni a Cinisello. Le forze dellordine in queste ore stanno passando al setaccio periferie, aree dismesse e soprattutto i campi nomadi della zona. Si sospetta, infatti, che luomo di circa quarantanni e dalla carnagione scura possa vivere in una delle baracche o nelle roulotte che si trovano nella cintura meneghina. Ieri mattina, nel cuore della cittadina la piccola stava giocando con un pallone allinterno di un appartamento al secondo piano di una palazzina in via Guazzoni, a pochi metri da un istituto scolastico. La bimba è solita trascorrere la mattina insieme ai nonni mentre i genitori si trovano al lavoro. Poco prima delle 10 una persona ha citofonato nellappartamento. La nonna, di soli 53 anni, quando ha sollevato la cornetta ho solo sentito «io» e ha creduto che davanti al portone dingresso ci fosse il marito rientrato prima del solito. Presa dalla faccende di casa ha così aperto il cancello e la porta dellabitazione ed è tornata alle sue occupazioni. Pochi minuti dopo però si è resa conto di non sentire più provenire dal corridoio il rumore della bimba che stava giocando con un pallone. Poi ha notato la porta aperta e ha pensato che la piccola, contravvenendo alle istruzioni dei familiari, fosse uscita di casa. Sul pianerottolo la donna però si è trovata di fronte a un incubo. La bimba, spaventata, si trovava tra le braccia di uno sconosciuto che stava scendendo le scale frettolosamente. La cinquantatreenne è corsa verso luomo e gli ha strappato dalle braccia la nipotina. Preso alla sprovvista il malvivente è fuggito. La donna ha prima rassicurato la piccola che piangeva disperata, poi ha chiamato le forze dellordine che in pochi minuti sono giunte sul posto. Agli agenti del commissariato di via Cilea la nonna ha fornito la descrizione di un uomo che indossava un giubbotto scuro, dalla carnagione scura e dai capelli neri, di circa 40 anni, alto un metro e settantacinque. Luomo però non ha pronunciato nessuna frase e la donna non ha saputo dire se il quarantenne fosse italiano e straniero.</p><p>Dopo la denuncia gli agenti hanno fatto sentire la loro presenza nelle vicinanze della scuola e dei giardinetti per vedere se luomo fosse tornato nelle luogo del tentato rapimento. Controllate anche le aree dove spesso sostano roulotte e camper. Alcuni dei residenti e dei negozianti hanno, infatti, sottolineato la presenza di nomadi che spesso si fermano agli incroci del vicino centro commerciale per chiedere l'elemosina. La Procura ha aperto uninchiesta per tentato rapimento.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Inseguito dai fantasmi sale sulla gru e si getta]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/inseguito-dai-fantasmi-sale-sulla-gru-e-si-getta.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/inseguito-dai-fantasmi-sale-sulla-gru-e-si-getta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description><![CDATA[Il nordafricano, sotto leffetto di allucinogeni, ha raccontato di essere inseguito da presenze oscure. È finito su una casa]]></description><pubDate>Mon, 12 May 2008 00:05:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Difficile capire cosabbia «mandato giù». In ogni caso qualunque sia stato lallucinogeno che abbia ingerito, respirato, mangiato gli ha fatto davvero un brutto effetto. Così rima si è arrampicato sulla torre centrale di una gru allinterno di un cantiere edile in via San Giuseppe a Cinisello Balsamo. Poi, convinto di essere seguito dai fantasmi e da «oscure presenze», incurante degli oltre quindici metri di vuoto sotto di lui, ha percorso linterno braccio della gru e si è gettato sul tetto di uno stabile vicino. Erano quasi le quattro della scorsa notte quando una telefonata ha lanciato lallarme al vicino commissariato di polizia. «Sul tetto, proprio sopra casa mia, sento dei lamenti come se qualcuno si sentisse male» ha spiegato un residente del quartiere Borgo Misto. Immediato lintervento degli agenti che, dopo essersi resi conto di persona che sopra i sottotetti stava succedendo qualcosa di anomalo, hanno chiesto lintervento dellambulanza e dei vigili del fuoco. Pochi minuti dopo, con lausilio di unautoscala dei pompieri, i poliziotti hanno raggiunto la sommità delledificio dove hanno trovato un nordafricano in evidente stato confusionale. Ma quello che appariva come un tentativo di furto finito male ben presto si è invece dimostrato essere tuttaltro. Secondo una prima ricostruzione ancora al vaglio degli investigatori, luomo, probabilmente sotto leffetto di sostanze stupefacenti, si sarebbe prima introdotto nel cantiere e poi arrampicato sulla gru per sfuggire alle sue allucinazioni senza accorgersi che ha rischiato di morire. Gettandosi sul tetto della vicina abitazione dal braccio della gru lo straniero, privo di qualsiasi documento di identità, si è fratturato una vertebra. Ricoverato allospedale San Raffaele di Milano, nelle prossime ore verrà sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Continuano intanto le indagini per chiarire se effettivamente lo sconosciuto stesse davvero fuggendo da unallucinazione o fosse invece realmente inseguito.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Spacciano coca per arrotondare la pensione]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/spacciano-coca-arrotondare-pensione.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/spacciano-coca-arrotondare-pensione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description><![CDATA[I clienti suonavano e si facevano aprire con la parola dordine. Agli agenti hanno spiegato: «Prendiamo poco più di 500 euro al mese»]]></description><pubDate>Sat, 10 May 2008 00:05:45 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Erano sempre affaccendati intorno alla macchina da cucire ma una coppia di pensionati milanesi settantenni non era certo dedita a confezionare abiti o tendaggi per arrotondare la pensione. Allinterno dellapparecchiatura per il cucito in un appartamento di via Mortara a Milano gli agenti di Cinisello Balsamo hanno rinvenuto 5.300 euro in contanti e quasi due etti di cocaina. A sorprendere gli uomini guidati dal commissario capo Angelo Lino Murtas letà dei due spacciatori, 72 anni lui, 70 lei che si sono giustificati dicendo di non riuscire ad arrivare a fine mese con la pensione percepita. Spiegazione giudicata insufficiente, così lui è finito in carcere, mentre la moglie, con qualche problema di salute, è stata solo denunciata.</p><p>I poliziotti sono riusciti a risalire ai due nonni pusher nellambito di unindagine avviata a Cinisello Balsamo per contrastare lo spaccio di stupefacenti. Per giorni gli agenti si sono posizionati vicino allingresso del condominio in zona Navigli osservando che a Giuseppe Formenti e alla moglie Angelina continuavano a citofonare numerose persone. Un via vai che ha immediatamente fatto capire alle forze dellordine che i clienti dei due erano decine.</p><p>Passando vicino a un giovane che stava parlando con uno dei due pensionati, i poliziotti hanno sentito una frase senza senso che hanno pensato essere una sorta di parola dordine. Lintuizione si è rivelata esatta. Quando hanno citofonato pronunciando anche loro le stesse parole e chiedendo di poter comprare 70 dosi di cocaina, hanno ricevuto una risposta positiva. Avuto conferma del «lavoro» dei due nonni insospettabili, i poliziotti sono entrati nellabitazione trovando così nella macchina da cucire più di un centinaio di dosi e oltre 5mila euro in contanti più 200 dollari, probabilmente provenienti da qualche straniero in visita ai Navigli desideroso non solo di vedere le bellezze del capoluogo meneghino ma di comprare anche la polvere bianca.I due etti di cocaina erano divisi in piccole confezioni che a prima vista potevano sembrare delle caramelle incartate singolarmente. Sullinvolucro cerano però strani simboli tracciati con un pennarello che i poliziotti hanno scoperto indicare la qualità della sostanza stupefacente.</p><p>Agli agenti di via Cilea la coppia di nonni si è giustificata dicendo di riuscire a malapena a far fronte con la pensione a tutte le spese; quel lavoro rappresentava per loro un modo per vivere una vita più dignitosa. Giuseppe Formenti, portato al carcere milanese di San Vittore, percepisce poco più di 500 euro al mese. Le indagini continuano per cercare di capire da chi i nonni comprassero a loro volta la cocaina. </p><p>Nei giorni scorsi a Brugherio, un operaio insospettabile, con due figli e una moglie con lavori precari, aveva tentato di rapinare gli uffici postali. Ai carabinieri che lo hanno arrestato ha raccontato di non riuscire a far fronte al mutuo, che negli ultimi mesi era aumentato di circa 200 euro.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Baby gang,  malmenato per due magliette]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/baby-gang-malmenato-due-magliette.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/baby-gang-malmenato-due-magliette.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description><![CDATA[Il sedicenne aveva appena acquistato, per 50 euro, due t-shirt in un negozio di Milano ma è stato costretto consegnarle a suno di calci e di pugni]]></description><pubDate>Mon, 05 May 2008 05:31:31 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Aveva appena acquistato, per 50 euro, due t-shirt in un negozio di Milano, ma un giovane cinisellese non ha potuto sfoggiarle davanti ad amici e a compagni di scuola. Sulla strada di casa lo studente sedicenne si è imbattuto in un gruppo di coetanei che a suon di calci e pugni lo ha costretto a consegnare le magliette appena acquistate. Dopo un sabato di svago nel capoluogo, l’adolescente stava infatti rientrando a casa. Mentre era fermo alla fermata dell’autobus, in via Monte Grappa a Sesto San Giovanni, cinque giovani gli si sono avvicinati e dopo averlo accerchiato gli hanno intimato di consegnare loro il sacchetto con le due t-shirt. Il sedicenne ha cercato di reagire e il gruppo di adolescenti ha iniziato a tempestarlo di schiaffi e di pugni. Pochi minuti dopo la baby gang si è data alla fuga portando con sé il bottino. </p><p>I giovani sono scappati a piedi, non è escluso che abitino nelle vicinanze. Il sedicenne ferito al volto ha telefonato al padre con il quale si è poi diretto alla caserma dei carabinieri. Ai militari ha raccontato dei cinque ragazzi, alcuni dei quali sembrano essere originari dell’Est Europa. Il sedicenne, medicato all’ospedale di Sesto, dovrà stare a riposo per una decina di giorni.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ha già due lauree  ma non gli basta: simpicca a 25 anni]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/ha-gi-due-lauree-non-basta-s-impicca-25-anni.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/ha-gi-due-lauree-non-basta-s-impicca-25-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sun, 27 Apr 2008 00:04:03 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Uno zaino, una corda, una torcia. Pochi oggetti usati solitamente per una passeggiata immersi nella natura ma che un venticinquenne ha deciso di portare con sé al Parco Nord Milano per un motivo differente. Le sue due lauree, la conoscenza delle lingue, i soggiorni allestero, lamore della famiglia non sono bastati a dissuadere il giovane dal suo proposito suicida. Laltra sera è uscito dallappartamento dei genitori a Cinisello Balsamo, si è diretto nel polmone verde situato tra Bresso, Milano e Sesto, è salito sulla collina più alta del parco, ha stretto la corda al collo e si è impiccato a un albero. Lo ha trovato il cane di un anziano, ieri mattina poco dopo le 8. La bestiola si è allontanata dal padrone e ha iniziato ad abbaiare per richiamare lattenzione delluomo che, quando lo ha raggiunto, si è trovato davanti il corpo senza vita del ragazzo. Immediato lallarme, lanciato alle guardie ecologiche volontarie e alle forze dellordine. Quando è arrivata la segnalazione al centralino del commissariato di polizia di Cinisello, i genitori del ragazzo ne stavano denunciando la scomparsa: non era rientrato a casa. Insieme ai poliziotti si sono recati al parco dove hanno riconosciuto il figlio. Da qualche mese si trovava in una capitale europea per motivi di studio, da poco era rientrato in Italia. Secondo gli investigatori aveva già manifestato più volte lintenzione di togliersi la vita.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Con le manette ai polsi si getta nel vuoto e muore]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/manette-ai-polsi-si-getta-nel-vuoto-e-muore.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/manette-ai-polsi-si-getta-nel-vuoto-e-muore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description><![CDATA[I carabinieri: «Mani legate e cellophane  in bocca per non cambiare idea in extremis»]]></description><pubDate>Wed, 23 Apr 2008 00:04:39 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>La quiete pomeridiana dellelegante complesso residenziale di via Quindici Martiri a Vimodrone è stata interrotta ieri, poco dopo le 14, dalle urla di alcuni residenti. Nellampio cortile interno un uomo giaceva inerte sullasfalto. In bocca, chiusa da un nastro adesivo, del cellophane, a un polso delle manette dalluminio. Circostanze che hanno ammantato di giallo la morte di Cristian P., 32 anni, residente al sesto piano della palazzina, facendo pensare inizialmente a un omicidio. </p><p>Erano da poco passate le 14 quando un vicino ha lanciato lallarme. In pochi minuti davanti allo stabile sono arrivati lambulanza e i carabinieri. I medici del 118 giunti sul posto però non hanno potuto far altro che constatare la morte del giovane uomo che viveva lì, al sesto piano, con il padre. </p><p>Gli inquirenti si stanno muovendo senza escludere alcuna ipotesi - tra cui lomicidio - anche se secondo gli investigatori della compagnia di Sesto San Giovanni la morte delluomo sarebbe al 90 per cento un suicidio, seppur con diversi punti oscuri. Interrogativi che i carabinieri sperano si possano chiarire dopo gli esami sul cadavere. Anche se, sul corpo di Cristian, a parte i segni della caduta, non ci sarebbero segni che farebbero pensare a una colluttazione. E anche il suo appartamento era in disordine tutto fa pensare che il giovane abbia cercato qualcosa nei cassetti e negli armadi piuttosto che nellabitazione (dalla quale, peraltro, non mancano oggetti di valore) siano entrati degli estranei. </p><p>Sotto la finestra dellappartamento sono invece state trovate le sue scarpe perfettamente allineate, un gesto tipico dei casi di suicidio. Nessun biglietto per il padre e il fratello. Il giovane, incensurato, lavorava in un call center dopo aver cercato di avviare unattività. La mamma era morta poche settimane fa e da allora sembra che Cristian si fosse chiuso in se stesso. Potrebbe essere il freddo che sentiva dentro a spingerlo ad ammanettarsi e a imbavagliarsi. In alcuni casi di suicidio sembra, infatti, che la persona decida di impedirsi i movimenti prima di porre fine alla propria vita: uno stratagemma per evitare di cambiare idea all'ultimo momento.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Bimba tolta ai genitori: il Comune pagherà]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/bimba-tolta-ai-genitori-comune-pagher.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/bimba-tolta-ai-genitori-comune-pagher.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description><![CDATA[Sentenza del Tribunale di Monza: mamma e papà sono innocenti. Dante (Lega): «Inutili mesi di dolore»]]></description><pubDate>Thu, 10 Apr 2008 00:04:49 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Si sono recati allasilo per prendere la figlia di cinque anni ma è stato detto loro che la piccola era stata allontanata da casa perché probabile vittima di attenzioni particolari allinterno del nucleo familiare. Un sospetto che avrebbe potuto distruggere una famiglia di Nova Milanese, rivelatosi infondato. Per due genitori lincubo è iniziato nel maggio 2004 quando lamministrazione firmò unordinanza per allontanare la bimba da casa. Per sei mesi la bambina ha vissuto lontano da mamma, papà e fratellino che si sono sempre battuti per dare prova dellinfondatezza delle accuse, dimostrata poi da una perizia del tribunale. La piccola ha così potuto finalmente tornare nella sua casa.</p><p> Nei mesi scorsi la sentenza di primo grado del Tribunale di Monza, sezione di staccata di Desio, ha sancito linnocenza dei genitori condannando il comune di Nova a corrispondere alla famiglia, a titolo di risarcimento, 258mila euro. Una vicenda che Popolo della Libertà, Lega Nord, Pensionati e lista civica «Rinnova con Noi» non vogliono far passare sotto silenzio. Sono già pronti migliaia di volantini da distribuire in città. «I genitori della piccola sono stati bollati senza aver fatto nulla di male», spiegano gli esponenti di centrodestra. Di fronte a un atto del genere le famiglie novesi come possono stare tranquille?. A dar voce alle preoccupazioni dei cittadini Loris Dante, candidato sindaco della Lega Nord. «Su indicazioni di unassistente sociale al primo impiego e basandosi sui dubbi di una maestra - spiega -, il sindaco Laura Barzaghi si è sentito in dovere, senza interpellare i carabinieri, di far prelevare la bimba dallasilo. Dopo mesi di dolore non sono state riscontrate quelle probabili attenzioni sessuali di cui si legge nellordinanza e lamministrazione è stata condannata a un risarcimento».</p><p> Le polemiche riguardano anche laspetto economico della vicenda. «Cè stata una delibera di modifica di bilancio per il risarcimento dei 158mila euro non coperti dallassicurazione e della penale per il ritardo del pagamento - spiega Andrea Romano, consigliere di Forza Italia -. Presenteremo un esposto per chiedere che i cittadini non si debbano far carico della superficialità del primo cittadino. Crediamo che gli autori di un simile disastro non possano avere la faccia tosta di ripresentarsi come buoni amministratori».</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[«Lho visto precipitare: Nicolò si è sbilanciato e ha perso il controllo»]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/l-ho-visto-precipitare-nicol-si-sbilanciato-e-ha-perso.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/l-ho-visto-precipitare-nicol-si-sbilanciato-e-ha-perso.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sat, 22 Mar 2008 01:03:06 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Un attimo di esitazione. E una caduta fuori controllo. Forse è per questo che Nicolò Ricci è morto giovedì sul set di una fiction di Rai 2. Potrebbe essere finito fuori dal tappeto gonfiabile che serve a attutire le cadute. È lipotesi avanzata dagli agenti della Polizia scientifica, che ieri hanno trovato del sangue su un altro tappeto.</p><p>Gli organi di Nicolò ora continueranno a vivere nel corpo di altre persone, ma il gesto di generosità dei familiari non può alleviare il dolore per questo incidente incredibile. Il cascatore trentenne non era un novellino nel suo mestiere. Stava interpretando la parte di un operaio. Doveva simulare una caduta da unimpalcatura alta circa sei metri. Avrebbero dovuto salvarlo dei medici, i protagonisti di quella serie televisiva nata sulla scia del successo di «E.R.». A raccontare i drammatici momenti dellincidente è una delle persone che erano sul set, e che hanno assistito alla scena. «Avevamo fatto un primo ciak così così - dice - e quindi abbiamo deciso di farne un altro. Nicolò è salito sullimpalcatura e si è buttato assieme allaltro stuntman con cui doveva girare la sequenza. Ma nel momento del lancio forse si è sbilanciato un po indietro, e questo potrebbe avergli fatto perdere il controllo della caduta». Le scene, girate a pochi metri dalle aree Falck in via Mazzini a Sesto San Giovanni, erano già iniziate da qualche ora. Poi alle 11 e 45 la tragedia. Sul posto sono giunte le forze dellordine e le ambulanze. Lo stuntman è stato portato allospedale Niguarda, ma non ha mai ripreso conoscenza. Ha subito una gravissima lesione cerebrale, e le sue condizioni sono parse sin dal primo momento disperate. In serata è stata dichiarata la morte cerebrale, e alle 2 dellaltra notte è iniziato lespianto degli organi.</p><p>Nicolò era fidanzato con una ragazza torinese, viveva a Roma, dove lavorava per unagenzia che fornisce stuntman alle produzioni televisive e cinematografiche. «Era esperto - racconta una delle persone che ieri ha assistito allincidente -, un grande professionista, aveva fatto già diversi film e tutte le precedenti puntate della fiction. Spesso aveva girato scene ben più pericolose di quellultima». Per esempio la sequenza di una settimana fa: Nicolò era a bordo di un pullman che dopo essersi schiantato contro un muraglione di terra si ribaltava finendo in una scarpata. È toccato proprio alle persone che erano sul set avvertire i genitori di ciò che era accaduto.</p><p>La procura di Monza ha aperto uninchiesta contro ignoti. Lipotesi è omicidio colposo. Il procuratore Antonio Pizzi, con i suoi sostituti, sta raccogliendo tutta la documentazione sullincidente. Le riprese sono state trasferite su un dvd, ma a quanto si è saputo le immagini non sarebbero particolarmente chiare. Tuttavia non sembra che Ricci, nella caduta, abbia battuto la testa contro unimpalcatura prima dellimpatto con il suolo. «Morire per due soldi: questo proprio non è possibile» hanno detto increduli amici e parenti, seduti nella sala dattesa allesterno del reparto di neurorianimazione.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Gira la fiction su una morte bianca e precipita: stuntman resta ucciso]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/gira-fiction-su-morte-bianca-e-precipita-stuntman-resta.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/gira-fiction-su-morte-bianca-e-precipita-stuntman-resta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description><![CDATA[Milano, si registra la scena di un incidente sul lavoro. Ma qualcosa va storto: lattore si lancia da unimpalcatura, picchia la testa e cade al suolo. È morto]]></description><pubDate>Fri, 21 Mar 2008 01:03:20 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>da Sesto San Giovanni (Milano)</p><p>L'incredulità e il dolore che hanno provato gli attori di una fiction televisiva intitolata «Hospital Center» stavolta erano veri, mentre ieri mattina i mezzi di soccorso arrivavano sul set in via Mazzini a Sesto San Giovanni (Milano). Per una tragica beffa del destino un giovane stuntman della provincia di Torino che stava simulando un infortunio sul lavoro - la scena prevedeva che rimanesse coinvolto nel finto crollo di unimpalcatura - è precipitato per davvero. Un colpo alla testa durante la caduta gli è stato fatale: ha lottato per qualche ora, in coma. Ma non ce lha fatta.</p><p>Erano da poco passate le 11.30 quando due giovani cascatori sono saliti su un ponteggio di circa 6 metri. Il copione della fiction di un format spagnolo sulla falsa riga del celeberrimo «ER Medici in prima linea» prevedeva che uno degli «operai» rimanesse gravemente ferito e finisse poi nellospedale «televisivo». Una scena difficile che ieri mattina, in via Mazzini, nell'ex Stalingrado d'Italia, era già stata girata numerose volte senza intoppi. A salvaguardia dell'incolumità dei cascatori, sotto il ponteggio, era, infatti, stato posizionato un materasso per attutire la caduta. Eppure qualcosa è andato storto. Nicolò Ricci, 30 anni, si è lanciato ma, dopo il volo, non si è più rialzato. La troupe televisiva ha immediatamente lanciato l'allarme. Sul posto sono giunti gli agenti della polizia guidati dal vicequestore Paola Morsiani, la polizia locale, i vigili del fuoco e le ambulanze. Il giovane però non ha più ripreso conoscenza. È stato trasportato all'ospedale di Niguarda e le sue condizioni sono subito apparse gravissime. In serata la famiglia ha autorizzato lespianto degli organi. Sul luogo dell'incidente anche i tecnici dell'Asl. Lo stuntman potrebbe aver colpito con la testa il ponteggio, precipitando a terra già incosciente. La troupe era davanti all'ex area Falck da poco. Prima erano state girate scene di un grave incidente stradale e gli agenti erano intervenuti per allontanare i curiosi. L'incidente ha ancor più il sapore della beffa se si pensa che a Sesto, città guidata dal sindaco Giorgio Oldrini, un mese fa è iniziato, per i primi 15 ufficiali e sottufficiali della polizia locale, un corso su prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Un film racconta la storia della Falk]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/film-racconta-storia-falk.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/film-racconta-storia-falk.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description></description><pubDate>Wed, 12 Mar 2008 01:03:52 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Trentotto minuti per raccontare la storia delle acciaierie Falck ma anche di Sesto San Giovanni da un punto di vista inedito: quella delle fabbriche viste con «locchio del padrone».</p><p>Ieri sera è stato proiettato a Bergamo, durante la ventiseiesima edizione di Bergamo Film Meeting, il cortometraggio di due giovani registri, Giusi Castelli e Francesco Gatti i quali, attraverso il montaggio di alcuni video girati in super8, hanno saputo riportare alla luce lascesa della storica industria metallurgica del Paese. A commentare le immagini, iniziate a girare negli anni Cinquanta, lingegner Riccardo Lampugnani, futuro direttore delle Acciaierie, che nel decennio più ricco di speranze per la storia industriale italiana comincia a tenere un diario privato, girato quasi per gioco, al seguito dei Falck.</p><p>La sua voce entusiasta commenta in diretta quelli che sono stati gli anni doro delle fabbriche, filmando dighe, macchinari, altiforni sempre più al passo coi tempi, con laffetto che un padre potrebbe avere per i propri figli alternando ai momenti ufficiali quelli privati e familiari. Larchivio si interrompe bruscamente nel 1990 a un passo dallEuropa. Pochi anni dopo, le Acciaierie Falck sarebbero diventate un grandioso esempio di archeologia industriale, identico a quei monumenti di Pompei o Paestum che allingegner Riccardo Lampugnani ricordavano una Falck di 2000 anni fa.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Rapina alle Poste, ferito un pensionato]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/rapina-alle-poste-ferito-pensionato.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/rapina-alle-poste-ferito-pensionato.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description></description><pubDate>Tue, 04 Mar 2008 01:03:18 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Forse aveva aspettato i primi giorni del mese, quando le casseforti e i caveau sono «più gonfi», per rapinare l´ufficio postale di via Zara 1 a Cormano e scappare poi indisturbato con le pensioni degli anziani. Quello che il rapinatore, visibilmente agitato non si sarebbe mai aspettato è che un cliente, in attesa del proprio turno allo sportello, nonostante la pistola puntata alla testa, reagisse alla sua aggressione. Colto di sorpresa, durante la colluttazione con luomo, il malvivente ha così lasciato partire un colpo di pistola e si è poi dileguato senza lasciare traccia. Erano da poco passate le 10.15 quando un uomo, alto poco meno di un metro e settanta, ha varcato i locali dell´ufficio postale. Con il volto coperto da un passamontagna, ha intimato ai quattro impiegati che si trovavano dietro il vetro antiproiettile di consegnargli i soldi dando loro un sacchetto in cui depositare i contanti. La donna che si è trovata davanti il rapinatore armato di un revolver è scappata nel retro. Luomo allora, visibilmente scosso, ha puntato la pistola contro Salvatore C., un sessantreenne residente poco lontano, uno dei quattro clienti che in quel momento si trovavano all´interno dell´ufficio. Poi, tenendo «lostaggio» sotto tiro, ha nuovamente intimato ai dipendenti di consegnargli il denaro. Il cliente però ha afferrato il braccio del rapinatore e lo ha spinto verso il basso. Nella colluttazione larma ha fatto fuoco e ha colpito il 63enne al ginocchio sinistro. Davanti al ferito riverso a terra, il rapinatore ha deciso di fuggire. Ha afferrato il sacchetto che sarebbe servito per contenere i contanti, è uscito dallufficio e si è allontanato. </p><p>Al vaglio degli investigatori la possibilità che il rapinatore avesse un complice che aspettava a bordo di un´auto o di uno scooter. Salvatore C., è stato accompagnato allospedale di Paderno Dugnano dove i medici gli hanno estratto il proiettile che lo ha colpito sotto la rotula. Dovrà stare a riposo per due settimane. Sulla tentata rapina stanno indagando i carabinieri della compagnia di Sesto San Giovanni. </p><p>Negli ultimi mesi, nel nord milanese, si sono verificate diverse rapine. Qualche settimana fa a Cinisello Balsamo un uomo che stava depositando lincasso della giornata di un distributore di benzina allinterno del centro commerciale Auchan, era stato fermato da un gruppo di uomini che gli hanno sottratto una decina di migliaia di euro e sono poi fuggiti. Dalla pistola delluomo è esploso un colpo che fortunatamente non ha ferito nessuno. Numerosi anche gli assalti agli sportelli automatici di poste e istituti di credito, utilizzando lacetilene.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Una tavola rotonda su lavoro e Vangelo]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/tavola-rotonda-su-lavoro-e-vangelo.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/tavola-rotonda-su-lavoro-e-vangelo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Silvia Villani]]></dc:creator><description></description><pubDate>Fri, 01 Feb 2008 01:02:52 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Nel giorno il cui la comunità salesiana è in festa per ricordare San Giovanni Bosco, a Sesto San Giovanni spazio anche alla riflessione sull'importanza di conciliare spirito di intraprendenza, professionalità con i valori del Vangelo. In una sala gremita del cinema teatro Rondinella si è infatti svolta una tavola rotonda per parlare di cosa significhi essere imprenditori cristiani. Un incontro ancora più significativo perché si è svolto nella rossa ex Stalingrado d'Italia, per anni casa di migliaia di operai e dove si sono svolte le più cruente lotte sindacali. Davanti a centinaia di giovani sono intervenuti Luigi Sciò, presidente di Euroscena, leader indiscusso nel panorama della produzione televisiva e degli eventi nazionali ed internazionali, e Aldo Basile di Edil Arcobaleno. Luigi Sciò, a capo di un'azienda con 420 dipendenti, centinaia di collaboratori esterni, 4 centri di produzione a Roma e Milano con set virtuali e regie, 40 troupe, 20 sale post-produzione, ha ripercorso la sua infanzia, la sua scalata verso il successo guidata da quella che lui chiama la stella polare: la fede. Da anni incontra i giovani negli oratori, nei teatri per parlare della sua straordinaria esperienza. «Vivevo in un quartiere di Roma rinomato per illegalità. Mio padre era vigile del fuoco e mia mamma casalinga - ha spiegato il direttore di Euroscena - ma lavorando 20 ore al giorno sono diventato quello che sono. Sono qui davanti a tanti giovani per dare loro un messaggio di speranza, far loro capire loro che quando ci si affida alla grazia di Dio, si è sempre vincenti, si ha la forza di dire no alle lusinghe». A lui fa eco Aldo Basile di Edil Arcobaleno, storica impresa di Sesto. «Io testimonio con la prima presenza che l'aiuto del Signore mi ha offerto la serenità e la forza per andare avanti» ha detto il geometra sestese. Pressati dalle domande dei ragazzi i due imprenditori hanno ammesso che «il male affascina perché momentaneamente fa felice ma alla lunga non rende una persona serena». Una vita molto semplice quella di Sciò e Basile. Poche ferie, molto lavoro, una vita passata all'insegna dell'impegno e dei valori cristiani nonostante «la pressione fiscale, l'andamento dell'economia, le numerose prove. Siamo persone per bene e così andiamo avanti. Sereni e onesti».</p>]]></content:encoded></item></channel></rss>