<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[News feed]]></title><link>https://www.ilgiornale.it</link><atom:link href="https://www.ilgiornale.it/arc/outboundfeeds/rss/autore/francesco-re/" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[ News Feed]]></description><lastBuildDate>Mon, 27 Jul 2026 21:03:56 +0000</lastBuildDate><language>it</language><ttl>1</ttl><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[La lobby romana che vuole Totti in Sud Africa]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/lobby-romana-che-vuole-totti-sud-africa.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/lobby-romana-che-vuole-totti-sud-africa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Francesco Re]]></dc:creator><description></description><pubDate>Thu, 07 Jan 2010 01:01:00 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Cè movimento sulle bretelle di Roma. Il quadrilatero Saxa Rubra, viale Mazzini, stadio Olimpico, Trigoria: dentro e fuori le mura, dentro e fuori il Raccordo anulare. Radio, televisioni, club, calciatori. La frequenza del Tottismo. Francesco, Checco, Francé, Capitano, Re di Roma. Sinonimi per un calciatore campione e trascinato da un mondo che lo spinge chissà dove. È uno strano momento questo: Totti non cè ma ci devessere. Su quel quadrilatero si muovono triangolazioni. Un controsenso geometrico per spiegare quel movimento: cè una lobby Roma-Rai che ha deciso di montare uno che non ne ha alcun bisogno, che ha deciso di sponsorizzare uno che lo fa abbastanza da solo, che ha scientificamente o quasi stabilito di dargli una mano senza capire che coi piedi Francesco fa più cose di quante tutte quelle voci che adesso si alzano dai canali televisivi possono fare.</p><p>Vogliono riportare Totti in nazionale, lo vogliono al Mondiale, lo vogliono con Lippi: è un incalzare, un invadere, un lanciare ami. Lintervista di fine anno del Tg1? A Francesco Totti. Come se fosse l'uomo del 2009 e poi del 2010, come se fosse ancora quello che era qualche anno fa, ovvero la speranza di tutto il calcio italiano, il leader della nazionale, il campione dei campioni. Poi Domenica In, con lintervista a Marcello Lippi dentro la quale lo spot pro Totti è stato quasi imbarazzante. Poi ancora Festa Italiana, un programma che di solito parla di società, vip, gossip, cronaca varia, invece lunedì sè lanciato in un bel servizio su Totti: «Re di Roma, l'uomo dei sogni, il campione che vuole prendersi il futuro». Superlativi ed esagerazioni, per lultima dose di tottismo. Un caso? Diranno di sì, eppure viene il sospetto che non sia così: cè che la Rai, col suo romacentrismo, vuole giocarsi il suo mondo sperando di contare ancora qualcosa. Perché non esiste molto altro nello sport Rai se non il mondiale, e avere Totti in Sud Africa per loro deve significare sentirsi evidentemente parte di qualcosa. Oppure è solo tifo: la gran parte dei dipendenti Rai è romana e la gran parte dei romani è romanista e la gran parte dei romanisti pensa che il mondo senza Totti non sia mondo. In un caso o nellaltro, questa è una vicenda bizzarra. Sfiora il ridicolo, visto che a Totti non serve: se gioca, se segna, se serve, andrà ai mondiali. È questa tutta la questione, no? Il Sud Africa. Allora ci aspettano mesi di pressing asfissiante. Vogliono trascinare il capitano della Roma nello stesso posto da dove lui è scappato. Bisogna ricordare per capire. Bisogna andare a quel giorno in cui Totti disse basta con lItalia: «Voglio concentrarmi solo sulla Roma e poi sono stufo delle accuse e delle critiche. Io ero orgoglioso di far parte del gruppo di quella squadra. Ma al Mondiale del 2006 mi hanno attaccato in troppi ed è successo solo perché sono romano». Sapeva che non era vero. A rimorchio per giorni documenti, interviste, filmati, ricordi, memorie, battute: «Tutte le volte che il resto dItalia ha distrutto Totti». Tutto il Paese si ricorda che la coppa del Mondo è stata vinta grazie a lui. Giocò praticamente mezzora in tutto. Mezzora contro lAustralia: il tempo di lanciare Grosso, di fargli prendere il fallo e poi di battere il rigore più difficile della carriera. Basta. Può anche avanzare, volendo. Invece il mondo che gli sta accanto deve avere sempre un sorso per autoalimentarsi. Allora lintervista, il livore, latteggiamento da io-solo-contro-tutti. Poi Manchester, la sfida contro lo United e quellaltra uscita da numero uno a ogni costo, da legionario romano alla conquista del mondo: «Per me questa partita vale più della finale del mondiale. Questa è la Roma». Perse 7-1.</p><p>La Rai? Anche in quelle due conferenze stampa giocò un ruolo decisivo: neanche una critica, neppure un rimprovero. Totti non si tocca. Nessuno vuole farlo perché è un calciatore stupendo, eccezionale, straordinario. Non unico, ma raro. Però oggi non è luomo dell'anno. Non ancora. Ora è uno dei tanti. Il mondo che lo circonda lo spinge di nuovo verso un posto che ha rinnegato e che Lippi vuole ridargli. Ma non servono le lobby, non servono trasmissioni che non sanno niente di pallone, ma lo usano per lanciare un messaggio subliminale. Serve un campo e un pallone, un po di silenzio. I gol, magari. Il telefonino per aspettare la chiamata ce l'ha gratis.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Arezzo Nasce il liceo «Balotelli e Sissoko»]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/arezzo-nasce-liceo-balotelli-e-sissoko.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/arezzo-nasce-liceo-balotelli-e-sissoko.html</guid><dc:creator><![CDATA[Francesco Re]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sun, 06 Dec 2009 05:12:53 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Listituto Francesco Redi di Arezzo è diventato liceo scientifico «Balotelli-Sissoko». Contro il razzismo esploso nelle ultime settimane, ieri mattina il preside ha affisso al cancello dingresso una targa di cartone con i nomi dei due giocatori di colore di Inter e Juventus. Il liceo è restato intitolato ai due calciatori per tutta la giornata di ieri e liniziativa si è svolta senza i temuti boicottaggi da parte di un gruppo di studenti che aveva invitato su Facebook a scioperare questa mattina per criticare la scelta relativa al caso Balotelli, definito arrogante, presuntuoso e viziato e quindi non esempio da seguire. «Gli assenti di stamani sono un centinaio - ha detto il preside Claudio Santori -, quasi la metà di ogni sabato quando raggiungono i 180-190».</p><p>«Non si può sopportare che dei tifosi vadano allo stadio ad urlare a un ragazzo negro di merda - ha ricordato il preside - e nel giorno della partita Juve-Inter ci è sembrato giusto dare un segnale. Vorrei ribadire che io non ho indicato Ballotelli come modello. Il modello per me è Socrate e il suo pensiero sul rispetto della legge». Lo scientifico di Arezzo, dallingresso fino alla aule, è tappezzato ai muri di gigantografie, ognuna con un articolo della Costituzione Italiana. «Giorno per giorno, anche gli studenti più distratti - spiega Santori - la leggono, la rileggono e la assorbono».</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Al Frosinone solo posti in piedi]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/frosinone-solo-posti-piedi.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/frosinone-solo-posti-piedi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Francesco Re]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sat, 18 Jul 2009 00:07:38 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Il Frosinone agli ordini del neo-allenatore Francesco Moriero ha iniziato 1a sudare nel ritiro di Trasacco, in provincia dellAquila, unica società professionistica a scegliere lAbruzzo martoriato dal terremoto. La società canarina prosegue così lazione concreta di solidarietà verso gli abruzzesi, iniziata già col destinare gli incassi delle ultime tre partite del campionato scorso alla realizzazione di unopera a Onna. E in effetti il sindaco del paesino abruzzese ha già ritirato le chiavi di una struttura realizzata proprio grazie alla vicinanza del Frosinone calcio e destinata per ora a uffici comunali, ma che in futuro sarà la sede della società sportiva di Onna.</p><p>A Trasacco, da dove nei prossimi giorni la comitiva gialloblu si sposterà alla volta di Montecapiolo, nelle Marche, per proseguire il ritiro, Moriero ha portato 33 giocatori. Troppi. In questi giorni, comunque, la rosa dovrà essere sfoltita, anche perché le richieste per i canarini non mancano. Tanti i volti nuovi già presentati alla stampa e ai tifosi, dal brasiliano Aurelio allex crotonese Basso, dal talentuoso Caremi, ex Albinoleffe, passando per Semenzato, proveniente dal Venezia, e per la scommessa Calderini, giovane romano di cui si erano un po perse le tracce e che invece il Frosinone intende rilanciare. Tutti giocatori voluti da Moriero, che in tal senso ha subito trovato il massimo della sintonia con la dirigenza canarina. «Con il presidente Stirpe - racconta lex giocatore di Roma e Inter reduce dallaver portato il Crotone in serie B - ci siamo subito trovati daccordo, è bastata una stretta di mano per capire che qui cè gente seria, tanta voglia di lavorare e un progetto».</p><p>Il progetto è quello di fare qualcosa in più di questi primi tre anni consecutivi in serie B. La squadra in effetti è stata svecchiata e lentusiasmo è tanto, anche tra i tifosi, grazie anche a una politica societaria che ha abbassato in media del 20% il costo degli abbonamenti, con lobiettivo di superare le tremila tessere, un piccolo record per una città di 50.000 abitanti. Sono partiti prezzi pregiati, ma anche rientra questo nella filosofia del Frosinone, attento anche ai bilanci che così rientrano alla perfezione: Dedic giocherà nel Bochum in Bundesliga, Antonazzo nel Chievo in serie A. Eder, che sembrava interessasse alle grandi, ha trovato laccordo con lEmpoli che però dovrebbero girarlo a Siena o Atalanta. A Frosinone, oltre a Moriero, potrebbe intanto arrivare unaltra vecchia gloria giallorossa, Gigi Di Biagio. Lex nazionale è in predicato per allenare la Primavera canarina e laccordo pare questione di ore. Il Frosinone del resto punta molto sul settore giovanile, dove cè da continuare a far crescere ragazzi già in evidenza (gli austriaci Elsneg e Gucher su tutti) e altri passati attraverso le formazioni degli Allievi e dei Giovanissimi nazionali canarine.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Francesco Fogolla]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/francesco-fogolla.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/francesco-fogolla.html</guid><dc:creator><![CDATA[Francesco Re]]></dc:creator><description></description><pubDate>Thu, 10 Jul 2008 00:07:59 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Nacque nel 1839 a Montereggio di Mulazzo, in Lunigiana. Studiò a Pontremoli, poi la sua famiglia si trasferì a Parma, dove Francesco nel 1856 vestì il saio dei francescani. Ordinato sacerdote, nel 1866 fu mandato missionario in Cina, destinazione Ta-tun-fu nello Shan-si. Nel 1870 venne destinato alle missioni di Ki-sien e Pin-iao. Sette anni dopo fu nominato vicario generale della missione di Lun-gan-fu. Vi arrivò quando imperversava una gravissima carestia e fu per suo merito se giunsero aiuti dallEuropa e da Shanghai. Il padre Fogolla fece costruire una chiesa dedicata al Sacro Cuore e divenne così esperto nella lingua cinese da fare ammettere, per la prima volta, i cristiani nella categoria dei «dotti». Naturalmente incontrò lopposizione dei bonzi buddisti, per i quali un cristiano in più era anche una fonte di reddito in meno. Ma lui tirò dritto e creò un orfanotrofio e un asilo. La diffusione del cristianesimo in Cina doveva molto anche a questo suo aspetto: gli altri culti non si preoccupavano degli emarginati, ritenendo ognuno prigioniero del proprio «karma». Il Fogolla ebbe un padiglione missionario allEsposizione Internazionale di Torino del 1898, dove la sua collezione di flora fossile suscitò l'attenzione degli studiosi occidentali. Si trovava a Parigi quando lo raggiunse la nomina a vescovo coadiutore. Nel 1899 si imbarcò con altri confratelli e un gruppo di suore per far ritorno in Cina. Qui, però, erano già cominciate le stragi di cristiani da parte della setta dei Boxers. Il pad Fogolla rimase ucciso in uno di questi massacri nel 1900.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Un tour di ferro e cartone]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/tour-ferro-e-cartone.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/tour-ferro-e-cartone.html</guid><dc:creator><![CDATA[Francesco Re]]></dc:creator><description></description><pubDate>Mon, 05 May 2008 00:05:35 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Arriverà domani al Teatro Creberg di Bergamo il Ferro e Cartone Tour di Francesco Renga, il cantautore bresciano che sempre di più sta conquistando una posizione di assoluto rilievo nel panorama della musica italiana pop. Sulle tracce di Eros Ramazzotti, Biagio Antonacci e Zucchero, anche Francesco Renga è uno degli idoli pop nostrani e con il nuovo album (intitolato appunto Ferro e Cartone) ha raggiunto una popolarità che gli garantisce senza dubbio un futuro roseo. Oltre alla carriera di cantante, il bresciano Francesco Renga è stato nel 2007 anche celebrato come scrittore, infatti ha pubblicato Come Mi Viene, interessante racconto di un uomo che nella sua vita raccoglie pezzi di vita trovati per terra. Il giovane Francesco Renga era già noto negli anni '90, quando era la voce dei Timoria (una delle migliori realtà del rock italiano). Ora ha raggiunto una grande maturità stilistica, merito anche della sua famiglia che, come in molti sanno, è formata dai suoi due bambini avuti con la compagna Ambra Angiolini. Gioca quasi in casa domani Francesco Renga al Teatro Creberg di Bergamo. Sarà sul palco dalle 21 (biglietti dai 25 ai 35 euro) accompagnato da Stefano Brandoni (chitarra), Luca Visigalli (basso), Giorgio Secco (chitarra), Diego Corradin (batteria), Vincenzo Messina (tastiere), Luca Chiaravalli (pro-tools). Dopo il grande successo della prima data, il 4 di dicembre al Forum di Milano, l'attesa per rivedere Renga in regione è indubbiamente molto alta. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[«Offese il Colle» Per Storace chiesto il giudizio]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/offese-colle-storace-chiesto-giudizio.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/offese-colle-storace-chiesto-giudizio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Francesco Re]]></dc:creator><description></description><pubDate>Wed, 23 Jan 2008 02:01:32 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio del senatore Francesco Storace, leader della Destra per le offese rivolte il 31 ottobre scorso al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della polemica che coinvolgeva anche il senatore a vita Rita Levi Montalcini.</p><p>La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Francesco Storace è firmata dal procuratore della Repubblica Giovanni Ferrara e dal sostituto Pietro Saviotti. Linchiesta, autorizzata dal ministro Guardasigilli Clemente Mastella, era stata aperta dopo le frasi, ritenute offensive, che Storace aveva rivolto alla senatrice a vita Rita Levi Montalcini criticandone le scelte dopo che questultima avesse rinnovato il proprio appoggio al governo Prodi votando in suo favore al Senato.</p><p>Le critiche provocarono lintervento del presidente Giorgio Napolitano il quale, in sostanza, trovava incivile lattacco portato allanziana senatrice. Alle critiche del presidente della Repubblica, Storace replicò: «Giorgio Napolitano non ha alcun titolo per distribuire patenti etiche. Per disdicevole storia personale, per palese e nepotistica condizione famigliare, per evidente faziosità istituzionale. È indegno di una carica usurpata a maggioranza e la smetta di soccorrere un governo moribondo».</p><p>Sulla decisione della Procura di Roma è intervenuto lavvocato Giosuè Bruno Naso il quale ha detto che si rivolgerà al Senato per sapere se le critiche di Storace siano «non punibili» in quanto rientrano nella prerogativa di critica politica riconosciute ad ogni membro del Parlamento.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Renga: «Sono così sbadato che scordo le mie canzoni»]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/renga-sono-cos-sbadato-che-scordo-mie-canzoni.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/renga-sono-cos-sbadato-che-scordo-mie-canzoni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Francesco Re]]></dc:creator><description><![CDATA[Il musicista: «Ma la distrazione per me è unamica: è il motore del mio lavoro»]]></description><pubDate>Wed, 19 Dec 2007 01:12:42 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>«La distrazione è mia amica: mi aiuta a lavorare». Il cantante Francesco Renga ha fama di distratto da sempre. Lavventura coi Timoria, poi la strada da solo, il successo a Sanremo, un libro che si chiama come il suo ultimo album, Ferro e cartone. Due figli, anche. Ma si ama così: «Aria», come lha definito Ambra, la sua compagna, in una recente intervista a Vanity Fair.</p><p>È proprio così distratto?</p><p>«Già. Però ci sono due tipi di distrazione: una distruttiva, che ti porta a dimenticare le cose in giro. E una costruttiva, che è uno sguardo diverso sul mondo, è curiosità».</p><p>Una dote?</p><p>«È una prerogativa dellintelligenza: tutto ciò che ti gira intorno può attirare la tua attenzione. Come succede ai bambini. Io non riesco a rimanere concentrato troppo a lungo: dopo due minuti non ascolto più neanche me».</p><p>Cè un legame col suo lavoro?</p><p>«È il motore. La mia distrazione è quello che faccio, ma è anche grazie a lei che lo posso fare: così fermo ciò che, altrimenti, perderei per sempre».</p><p>A fine marzo comincerà un nuovo tour a supporto del disco Ferro e cartone. Come si regola un distratto in questi casi?</p><p>«A volte durante i concerti emerge la parte distruttiva. E allora dimentico anche i testi delle mie canzoni: mentre canto mi passano altre idee per la testa, e non mi ricordo più dove sono arrivato».</p><p>E che cosa fa?</p><p>«Guardo gli spettatori delle prime file. I fan  mi salvano sempre. Se anche loro si distraggono è il panico».</p><p>Se ne accorgono?</p><p>«Certo. Sanno che mi perdo via. Ridono anche».</p><p>È sempre stato sbadato?</p><p>«Fin da bambino. In Cambio direzione ricordo una frase che diceva sempre mio padre: se sei nato tondo non morirai quadrato».</p><p>È così anche coi suoi figli?</p><p>«No, loro sono la mia vittoria. Mi distraggo solo se cè Ambra nel raggio di tre metri».</p><p>Ambra non si arrabbia mai?</p><p>«Ormai non più, mi conosce. Sa che non cè cattiveria. Certo se mi metto a camminare e mi rigiro i capelli mentre mi parla del vaccino per Leonardo...».</p><p>È difficile vivere con un distratto?</p><p>«Sì. Ma nessuno è perfetto: funziona perché ci si asseconda. Fino a che non è troppo fastidioso».</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Per la Rai Saladino è buono e la Chiesa ha la faccia feroce]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/rai-saladino-buono-e-chiesa-ha-faccia-feroce.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/rai-saladino-buono-e-chiesa-ha-faccia-feroce.html</guid><dc:creator><![CDATA[Francesco Re]]></dc:creator><description></description><pubDate>Wed, 10 Oct 2007 01:10:04 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro GnocchiMario Palmaro</p><p>Dopo aver visto in tv Chiara e Francesco, ne siamo più che mai convinti: proponiamo una moratoria di almeno dieci anni per le fiction dedicate ai santi. Anche Francesco dAssisi è caduto vittima di questa alchimia mediatica, che trasforma il sale del Vangelo in zucchero ecumenico, il fuoco della vocazione in brodino caldo filantropico. </p><p>Lo sceneggiato della Lux Vide era cominciato benino con unonesta rievocazione della vita del Poverello di Assisi. Fintantoché agli sceneggiatori non è saltato in mente di dedicare un terzo del tempo a loro disposizione alle Crociate. E qui è accaduto il fattaccio. Francesco va in Egitto per parlare con il Sultano, e chi trova a dar scandalo? Un cardinale guerrafondaio, armato fino ai denti, che pare appena uscito dalla marcia su Roma. Tutto vestito di nero, mascella volitiva, sguardo magnetico da «querciolo di Romagna», al prelato manca solo il balcone di Palazzo Venezia. Naturalmente spiega a Francesco che a lui la pace non interessa nulla, vuole vincere punto e basta. Come dire, è sempre «lora delle decisioni irrevocabili». E Francesco, invece di fare il bravo balilla, obietta che i Saraceni «credono nel Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe». </p><p>Ora, nessun uomo del Medioevo avrebbe mai potuto proferire un concetto del genere, perché un cristiano del Duecento non avrebbe mai detto che «i musulmani credono nel nostro stesso Dio»: e, a rigor di logica, non dovrebbe dirlo neanche oggi. In ogni caso, quando il vero Francesco andò dal Sultano, nel 1219, gli disse parole ben diverse: «I cristiani giustamente attaccano voi e la terra che avete occupato, perché bestemmiate il nome di Cristo e allontanate dal suo culto quelli che potete». </p><p>Nella fiction della Rai, invece, quando il Sultano rimprovera il Poverello perché i cristiani hanno mosso guerra, lui non sa far di meglio che chiedergli scusa. Di più: si mette a trattare una spartizione della Terra Santa, neanche fosse il precursore della Comunità di SantEgidio. </p><p>Risultato: lo spettatore meno avvertito ne ricava che cristiani e musulmani avrebbero potuto vivere tranquillamente in pace, nel pieno rispetto della convenzione di Ginevra, se non fosse stato per quei cattivoni dei crociati.</p><p>In queste fiction dei giorni nostri, i protagonisti sono letteralmente sradicati dalla mentalità del loro tempo e ragionano come un uomo del Terzo millennio, imbevuto di politically correct. Nella fiction della Lux Vide, accanto ai «buoni» Francesco e Chiara si muovono schiere di vescovi e cardinali cattivissimi. In questo modo, la santità diventa davvero un miracolo inspiegabile, perché non si riesce a capire come una specie di associazione a delinquere quale appare la Chiesa del passato riesca poi a produrre figure di eccelsa moralità come un Francesco o una Chiara dAssisi.</p><p>È la fiction, bellezza. Questi lavori, anche quando sono prodotti da cattolici come i fratelli Bernabei della Lux, non hanno nessuna intenzione di descrivere chi veramente fu un certo santo del passato. Preferiscono confezionare un fantoccio imbottito dei buoni sentimenti, della mentalità e dei luoghi comuni del tempo presente. Ma così facendo, non si fa un buon servizio ai credenti. Né tanto meno ai laici che vorrebbero sinceramente capire più da vicino che cosè un santo: anche loro, laltra sera, avrebbero probabilmente voluto incontra e Chiara dAssisi. Ma quelli veri erano altrove.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Precari, la Provincia di Viterbo può decidere da sola]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/precari-provincia-viterbo-pu-decidere-sola.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/precari-provincia-viterbo-pu-decidere-sola.html</guid><dc:creator><![CDATA[Francesco Re]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sat, 18 Nov 2006 23:00:00 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Sul problema dei precari della Provincia di Viterbo, il consigliere Francesco Battistoni (Forza Italia) ci ha scritto per replicare alle affermazioni del presidente Mazzoli e dellassessore Di Meo. Ecco la sua lettera:</p><p>«Sono costretto a intervenire sulla vicenda dei cantieri scuola mio malgrado, in quanto un problema soprattutto di vita di lavoratori precari viene strumentalizzato a fini politici, ma le affermazioni dellassessore Di Meo riportate dalla stampa sono talmente non corrispondenti a verità che vanno sicuramente rigettate.</p><p>«Mancata copertura finanziaria dei cantieri: come noto, il responsabile del servizio finanziario pone su tutte le deliberazioni il parere di regolarità contabile e sulle determinazioni lattestazione di copertura finanziaria. Ebbene nella deliberazione n. 55 del febbraio 2005 con cui la Giunta approva definitivamente i progetti di cantiere scuola (compreso lampliamento) non vi è parere negativo da parte del dirigente del settore finanziario, allo stesso modo su tutte le determinazioni dirigenziali con le quali sono state disposte lassunzione e la relativa spesa per retribuzioni vi è sempre lattestazione di copertura finanziaria da parte dello stesso dirigente senza la quale non sarebbe stato possibile assumere i cantieristi né disporre lampliamento. Lassessore Di Meo cita una frase nella relazione al bilancio del 2004 e 2005 su un contesto di una cinquantina di pagine nella quale si avverte delle difficoltà per la stabilizzazione dei cantieristi nel futuro non proprio imminente (2007). Niente più! Allo stesso modo nelle relazioni al bilancio relative agli anni di amministrazione Mazzoli, lo stesso dirigente avverte sulla impossibilità di sostenere alcune spese extra per circa un miliardo e mezzo di vecchie lire disposte dalla nuova giunta per motivi prettamente politici (aumento assessori e dirigenti, direttore generale, segreterie politiche di tutti gli assessorati). Ebbene non sembra che la Giunta Mazzoli si sia scomposta più di tanto. Nella stessa deliberazione 55 in seno al parere di regolarità tecnica il dirigente al personale evidenzia una certa preoccupazione per la futura stabilizzazione sulla base delle finanziarie in essere che disponevano pressoché il blocco delle assunzioni. Orbene nella Finanziaria 2007 sembra che il limite per gli enti locali è fissato nei saldi e non sulla spesa, senza blocco di assunzioni, pertanto quelle perplessità cadono: basta voler destinare la spesa sulle assunzioni rispetto ad altre spese inutili che è possibile sempre tagliare nelle pubbliche amministrazioni. </p><p>Assunzioni clientelari prima delle elezioni: è un ritornello che viene sempre riproposto dallassessore Di Meo. La selezione dei cantieristi è stata effettuata da una commissione regionale esterna allamministrazione. Gli assunti sembrerebbero avere i colori politici più disparati, come deve sempre essere, compreso qualcuno molto vicino al presidente Mazzoli. I cantieri scuola sono stati progettati sulla base di elementi scaturiti dai diversi dirigenti di settore. Il sindacato della Polizia locale ha già manifestato pubblicamente la necessità di mantenere in servizio detto personale che risulta indispensabile, così come i cantonieri hanno permesso di effettuare molti lavori in economia con il taglio dellerba lungo le strade, diminuendo gli appalti allesterno e dunque le spese. Lampliamento è giunto alla vigilia delle elezioni perché solo allora è stata approvata dalla Regione la delibera che disponeva lampliamento e il relativo·finanziamento.</p><p>Conferenza di servizio: si sono inventati una conferenza di servizio con la Regione forse nel tentativo di scaricare su altri le proprie responsabilità. Come già documentato in consiglio provinciale, la Regione ha delegato lapprovazione dei cantieri scuola e il loro finanziamento alle Province, le quali possono in piena autonomia deliberare in proposito. Sembrerebbe (sarebbe utile avere il verbale della conferenza per capire anche chi era presente e cioè politici o tecnici?) che la Regione abbia avanzato lopinione che una proroga del cantiere non sarebbe possibile. Non è vero: in passato sono stati concessi innumerevoli proroghe in attesa della stabilizzazione, da ultimo anche il Comune di Viterbo con delibera 514 del 3 agosto 2005 ha disposto una proroga di un anno in attesa della stabilizzazione nel 2007, su parere favorevole della Regione (nota 82878 del 1.7.05 firmata dal Direttore generale dellassessorato)».</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Domani Pisanu va a trovare il militare ferito]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/domani-pisanu-va-trovare-militare-ferito.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/domani-pisanu-va-trovare-militare-ferito.html</guid><dc:creator><![CDATA[Francesco Re]]></dc:creator><description></description><pubDate>Mon, 27 Feb 2006 23:00:00 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Si recherà anche allospedale Sacco per rendere visita al carabiniere Francesco Castronuovo, rimasto ferito durante il conflitto a fuoco con una banda di rapinatori sabato scorso, il ministro dellInterno Giuseppe Pisanu che oggi è a Milano. </p><p>Successivamente, Pisanu parteciperà al convegno «La sicurezza del cittadino» organizzato dalla Fondazione Nova Res Publica a Fieramilanocity. Allincontro, che avrà inizio alle ore 9.30, interverranno anche il sindaco Gabriele Albertini, il governatore Roberto Formigoni e il candidato sindaco della Cdl Letizia Moratti. Alla platea, il ministro dellIstruzione lancerà la proposta di aprire un ufficio per assistere le vittime della violenza presso il comune di Milano. L'ufficio dovrebbe avere il compito di aiutare le donne, gli anziani, i bambini a riprendersi dopo aggressioni, stupri, violenze, con l'aiuto di psicologi e assistenti sociali. Altro compito quello di aiutare le vittime del racket, delle estorsioni, delle truffe e dei borseggi, in particolare gli anziani, a superare il momento post-crimine e a difendersi legalmente.</p><p>Lagenda del ministro Pisanu invece prevede alle 16.30 linaugurazione del commissariato di pubblica sicurezza «Rho-Pero», collocato allinterno del nuovo polo della Fiera presso il centro servizi di piazza Europa (entrata Cargo 3). Il ministro per loccasione visiterà i nuovi uffici dellArma dei carabinieri che si trovano allinterno dello stesso polo fieristico, realizzati in occasione dellelevazione a tenenza della stazione carabinieri di Pero. «Il nuovo commissariato e la nuova tenenza dei Carabinieri - ha commentato nei giorni scorsi Pisanu - sono due importanti tessere del mosaico della polizia di prossimità, che il ministero dellInterno sta costruendo da anni con pazienza per avvicinare sempre di più ai cittadini le forze di Polizia».</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[I Subsonica raddoppiano prima Forum, poi Feltrinelli]]></title><link>https://www.ilgiornale.it/news/i-subsonica-raddoppiano-forum-poi-feltrinelli.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.ilgiornale.it/news/i-subsonica-raddoppiano-forum-poi-feltrinelli.html</guid><dc:creator><![CDATA[Francesco Re]]></dc:creator><description></description><pubDate>Sun, 22 May 2005 22:00:00 +0000</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Oggi. Tutto esaurito da settimane per i torinesi Subsonica che presentano il nuovo album Terrestre al Forum di Assago, mentre al Teatro Grassi c'è Giulio Casale. </p><p>Domani. Annullato alla Casa 139 il concerto di Giò dei La Crus, l'attenzione di giornata è per il Transilvania con i canadesi Arcade Fire, nuova sensazione del rock alternativo. Al Goganga arrivano i promettenti Deasonika, interessante band rock nostrana. Stasera, domani e sabato al Blue Note si esibiscono gli Incognito, la band che è riuscita a portare l'acid jazz alle orecchie del pubblico pop.</p><p>Giovedì. Le rappresentanti più importanti della scena r'n'b mondiale in unica data italiana; al Forum arrivano le Destiny's Child. Beyoncè e compagne saranno introdotte dal concerto della nuova speranza del soul Mario. I Subsonica incontrano i fans alla Feltrinelli di Piazza Piemonte. In nottata al Plastic con il dj set electro di Patrik Vidal.</p><p>Venerdì. Appuntamento con il metal italiano al Rolling Stone dove sono attesi diverse band, primi tra tutti i Labirinth. Musica reggae al Live Club di Trezzo D'Adda con Junior Kelly e Ras Siloh, mentre il grido delle chitarre hardcore è protagonista al Leoncavallo con i Since By Man. Interessante ed intenso il live di Moltheni alla Casa 139.</p><p>Sabato. Al Rolling Stone serata dedicata al punk italiano da suoni degli anni '60, con Olly (ex Shandon) &amp; The Fellas, Gli Arpioni, Famiglia Rossi e Fave di Luca. Al Transilvania le novità dell'etichetta Roadrunner con il Roadrage Tour 2005; sul palco Trivium, Still Remains e 3 Inches Blood.</p><p>Domenica. Al Transilvania metal estremo con i Meshuggah, in piazza Duomo inizià la serie dei grandi concerti gratuiti del Cornetto Free Music Festival. Protagonisti nga, Avril Lavigne e Black Eyed Peas.</p>]]></content:encoded></item></channel></rss>